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Vietati gli assembramenti
 Il sindaco Franco Micciché, come consentito dall’ultimo Dpcm, ha messo in atto delle misure di contenimento del rischio contagi. In particolare l’area del Lungomare di San Leone, secondo l’ordinanza firmata stamattina, sarebbe “particolarmente a rischio diffusione Covid-19” in quanto in questa si vengono a creare “occasioni di concentrazione e aggregazione di persone che possono favorire, per la loro naturale dinamicità, un’attenuazione, anche involontaria, del grado di osservanza sia delle misure riguardanti il distanziamento interpersonale sia il divieto di assembramento”. Tutto questo si tradurrebbe, quindi, in occasioni di maggiore probabilità di contagio. Per questo ha ritenuto necessario adottare un divieto temporaneo di assembramento nell’area del lungomare Falcone e Borsellino, compresa la parte finale di viale Viareggio e piazzale Giglia e i giardinetti di via Nettuno dal 7 novembre a 31 dicembre cioè il periodo di vigenza del nuovo Dpcm. La Polizia locale è stata incarica di far rispettare il divieto.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, a seguito di un sopralluogo, hanno accertato che due congiunti, padre e figlio, di 51 e 28 anni, G F e A F sono le iniziali dei nomi, hanno occupato abusivamente terreni confiscati alla mafia in contrada Gibbesi a Naro, al fine custodire il proprio gregge, di circa 1200 ovini, o parcheggiare mezzi agricoli. I Carabinieri hanno così ovviato ad un “torto immorale” a danno dei tanti volontari della cooperativa agricola “Le terre di Rosario Livatino – Libera terra”, a cui sono stati affidati i terreni. Ai due congiunti è stato contestato anche il reato di furto perché autori di un allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica.

Anziani maltrattati, picchiati, lasciati nudi per terra insieme ai loro escrementi, incastrati tra le sbarre di protezione del letto, con vistose ferite e una piaga da decubito in una paziente non adeguatamente curata e conseguentemente peggiorata nel tempo. E ciò che emerge dalle fotografie, sequestrate dai Carabinieri, scattate da una dipendente della casa di riposo “San Camillo” ad Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania. A conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura di Catania, il Tribunale ha disposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per 12 mesi a Giovanni Pietro Marchese, 60 anni, amministratore unico della casa di riposo, e di esercitare la professione per 9 mesi a tre dipendenti della struttura: Giovanna Giuseppina Coco, di 37 anni, e per le 41enni Rosaria Marianna Vasta e Alessandra Di Mauro. Sorpresi e denunciati anche 11 lavoratori in nero, e alcuni denunciati perché percettori del reddito di cittadinanza.

Sono 1.322 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9.497 tamponi effettuati; 25 i decessi, che portano il totale a 594.  18.526 gli attuali positivi con un incremento di 908. Di questi 1.304 sono i ricoverati: 1147 in regime ordinario con un aumento di 45 e 157 in terapia intensiva con un aumento di nove ricoveri. In isolamento domiciliare sono 17.222. I guariti sono 389.
I nuovi positivi sono cosi’ distribuiti per province:

Palermo 521,

Catania 292,

Messina 99,

Ragusa 117,

Trapani 86,

Siracusa 152,

Agrigento 2,

Caltanissetta 23,

Enna 20

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio Salvatore Vassallo, 45 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di maltrattamenti, stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare a danno della ex moglie. Le ipotesi di reato risalgono al periodo dall’aprile del 2012 e per i 2 anni successivi. Prima udienza il 13 gennaio innanzi al giudice monocratico del Tribunale, Giuseppa Zampino.

Nel corso delle ultime ore 277 migranti sono giunti a Lampedusa in 5 distinti sbarchi. Un barcone con 81 migranti tra cui 1 donna e 3 minorenni, poi un gommone di 7 metri con 17 tunisini a bordo tra cui una donna. Poi un barcone di 12 metri con a bordo 74 migranti, fra cui 27 donne e 7 minori. Poi un gommone di 12 metri con 89 migranti, fra cui 6 donne e 1 minore. Nel frattempo, anche la nave per la quarantena “Rhapsody”, che affianca sul posto la nave “Allegra”, capiente fino a 500 posti.
L’hotspot in contrada Imbriacola è al collasso con 1.271 ospiti.

Il nuovo Dpcm del governo non inficia l’attività dei mercati settimanali ad Agrigento. Il sindaco, Franco Miccichè, ha letto con attenzione l’ultimo Dpcm, poi si è confrontato con la prefetto, Maria Rita Cocciufa, e poi ha autorizzato e confermato lo svolgimento dei mercati. Nel frattempo saranno rinforzati i controlli da parte di tutte le forze dell’ordine per garantire il rispetto di tutte le prescrizioni anti-contagio, compresa la sanificazione dell’area di vendita e della merce.

Si è concluso con 4 condanne e 3 assoluzioni, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Alessandro Quattrocchi il processo per reati in materia fiscale e tributaria e, solamente per uno degli imputati, anche di truffa aggravata. Il giudice ha condannato a 3 anni e 8 mesi Giuseppe Inclima e l’albergatore Stefano D’Alessandro; 2 anni sono stati inflitti ad Alfonso Barbello ed Elio Giuseppe Formica. Assolti, invece, Salvatore Borsellino, Stefano Moncada e Gerlando Gibilaro. Le contestazioni della Procura, che chiedeva pesanti condanne, risalgono al 2011-2012. Il giudice ha disposto la trasmissione degli atti in Procura per due testi le cui dichiarazioni non sono state ritenute totalmente vere.

Di Franco Pullara

 

Domani, dopo due giorni di fermo, riprenderà la raccolta dei rifiuti a Favara grazie alla generosità e al senso di responsabilità degli operatori ecologici che tornano al lavoro senza nessuna prospettiva di ricevere gli stipendi.

Stasera hanno deciso di riprendere l’attività per lo stato di grave pericolo per la salute pubblica in città. Lo fanno dopo aver scritto una lettera al Prefetto che hanno affidato alla stampa.

Questa la lettera: “Eccellenza Signor Prefetto,

Noi operatori ecologici, in servizio a Favara dopo due giorni di astensione dall’attività lavorativa,  abbiamo deciso in considerazione dell’attuale periodo di pandemia di riprendere il lavoro domani stesso.

Siamo padri e madri di famiglia che non riceviamo lo stipendio da due mesi e il fenomeno si ripete costantemente costringendoci ad indebitarci per sostenere le nostre famiglie, siamo anche cittadini consapevoli dei rischi del contagio e della necessità di mantenere l’igiene in città.

Il nostro vuole essere uno schiaffo morale a tutti i soggetti responsabili del disagio che viviamo ormai da anni.

Con le tasche vuote e con le tante esigenze delle nostre famiglie riprendiamo l’attività, nella speranza che il nostro sacrificio sia considerato da Sua Eccellenza, dai cittadini di Favara, dall’Amministrazione comunale e dai nostri datori di lavoro.

Siamo in grande difficoltà economica e ci aspettiamo il dovuto e la tutela della legge.

Ci auguriamo di non tornare mai più a protestare per ottenere il diritto alla giusta e puntuale remunerazione. Vogliamo ancora credere che nel giro di poco entreremo in possesso dei nostri soldi per dare serenità alle nostre famiglie

Con questa nostra speranza chiudiamo la lettera aperta a Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento”.

Noi abbiamo sentito Alfonso Buscemi segretario provinciale della Cgil che assicura l’impegno delle tre sigle sindacali nella soluzione di una problematica che non fa onore a nessuno e che sta mettendo a dura prova i lavoratori e le loro famiglie.

La Polizia di Stato di Agrigento ha proceduto all’arresto di dodici cittadini extracomunitari tutti tunisini destinatari di decreto di espulsione, ma rientrati in Italia entro i previsti cinque anni dall’effettivo rimpatrio e altri otto, poichè destinatari di decreto di respingimento con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengel; gli uomini della Squadra Mobile di Agrigento, su disposizione dell’A.G., hanno sottoposto i migranti agli arresti domiciliari ad Agrigento. Sempre la Polizia di Stato ha denunciato un uomo di 79 amni nato a Vittoria per aver effettuato l’acquisto di un attrezzo agricolo (fresa) tra privati ed aver utilizzato per il pagamento un assegno risultato falso. L’episodio si era verificato nelle giornate scorse a Casteltermini, dove l’uomo si era recato per ritirare l’oggetto. Gli agenti della Sezione Volanti ricevevano la denuncia dei truffati e deferiva l’uomo, sul quale gravano numerosi precedenti di polizia, all’A.G. per il reato di truffa.