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Il reddito di cittadinanza sarebbe toccato anche a 20 boss condannati in via definitiva per mafia

La scoperta ad opera dei militari delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico di Messina che hanno pertanto denunciato 25 persone e sequestrato – con decreto del gip di Messina su richiesta del procuratore De Lucia – i 330mila euro complessivamente riscossi indebitamente dagli indagati.

Gli indagati fanno parte dei clan di maggiore peso di Messina e provincia come Santapaola-Romeo, Sparacio, Sparta’, Galli, Batanesi-Bontempo Scavo, De Luca, Mangialupi, Camaro, Tortoriciani, Ventura, Ferrante e Cintorino.

Tra i requisiti per il riconoscimento del reddito di cittadinanza c’è anche quello di non essere stati condannati, nell’ultimo decennio, con sentenza passata in giudicato, per reati di mafia.

i soggetti finiti invece nel mirino della guardia di finanza, hanno invece riportato condanne per usura, traffico di stupefacenti, voto di scambio ed estorsione.

 

Iniziativa di solidarietà promossa dall’Associazione Alzheimer Agrigento., La presidente Angela Parisi, in considerazione della impossibilità di realizzare manifestazioni ed incontri per lo scambio degli auguri di Natale in presenza, ha mobilitato i volontari che con il pulmino dell’associazione guidato da un festoso Babbo Natale hanno cercato di suscitare un sorriso ed hanno consegnato la consueta strenna natalizia direttamente a casa delle famiglie

Nell’occasione la presidente, con tutte le cautele previste dalla normativa ha voluto manifestare la costante vicinanza dell’Associazione verso i familiari che assistono i congiunti ed ha assicurato che appena  sarà superata l’emergenza Covid , la sede sociale riaprirà le porte e riprenderà tutte le attività di assistenza e sostegno. Tra i regali della strenna hanno avuto un particolare gradimento le mascherine griffate con il logo dell’Associazione

“E’ una grande gioia apprendere dell’imminente beatificazione di Rosario Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990, a soli 37 anni. Il giudice ragazzino, nato e vissuto nella provincia di Agrigento, continua a rappresentare una figura emblematica di quella Sicilia desiderosa di cambiamento, una terra libera che tanti nostri eroi hanno cercato di costruire, arrivando a sacrificare la propria esistenza per questo. La decisione di Papa Francesco e della Santa Sede, quindi, non puo’ che costituire un onore per questa terra e per tutti i siciliani per bene”.

Lo dichiara Carolina Varchi deputato nazionale di Fratelli d’Italia.

In pieno centro storico di Agrigento un ladro entra in una casa, si fa la doccia, indossa vestiti e scarpe trovate e porta via quanto riesce a recuperare – fra cui, pare, un pc – nella residenza. Un giovane, poco più che ventenne, agrigentino è stato arrestato, nella mattinata di ieri, dai poliziotti della sezione Volanti della Questura. L’ipotesi di reato contestata è furto in abitazione.

I poliziotti della sezione Volanti e la Scientifica sono prontamente intervenuti e dopo alcuni minuti sono riusciti ad acciuffare il giovane ladro ed hanno recuperato anche la refurtiva.

 

 
 

“Il terremoto registrato dalla rete sismica dell’Ingv alle 21 e 27 di ieri, 22 dicembre 2020, ha fatto sussultare mezza Sicilia, spingendo molti a passare la notte in macchina. L’epicentro, il tratto di crosta terrestre posto sopra il punto in cui ha avuto origine il movimento sotterraneo, è stato localizzato tra le provincie di Ragusa e Caltanissetta, al largo della costa. Le località più vicine sono, in ordine, Vittoria, Acate, Santa Croce Camerina e Gela. L’ipocentro, la zona in cui è “nato” il terremoto, si trova ad una profondità di circa 30 chilometri sotto la crosta terrestre.

La scossa è stata avvertita anche a Favara, ad Agrigento (tanto in centro quanto nei quartieri periferici), a Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Porto Empedocle, Sciacca e a Licata. Ad avvertirla, a quanto pare, non sono però stati tutti i cittadini. Ma molti l’hanno percepita e qualcuno s’è anche allarmato, scendendo – al Villaggio Mosè e a Licata – in strada.

L’Etna non ha influenzato il terremoto

“Questo ha fatto in modo – spiega il vulcanologo dell’Ingv Boris Bhenke – che la scossa sia stata avvertita in un territorio piuttosto vasto. Non c’è alcun collegamento fra questo terremoto e l’attività dell’Etna. È stato un terremoto ibleo molto tipico, di modesta magnitudo: 4.6 non è da ritenersi intensità particolarmente preoccupante. Però le rocce calcaree trasmettono bene le onde sismiche”.

Lo scenario attuale

 
 

Il dott. A.M. è un dirigente regionale di 62 anni, alle dipendenze della Regione siciliana sin dal 1989.

In epoca antecedente alla sua immissione in servizio, il dott. A.M. svolgeva, tra il 1976 e il 1981, i propri studi universitari, conseguendo la laurea in Scienze geologiche e, successivamente, tra il 1982 e il 1983, espletava il servizio militare di leva.

In data 11.10.1990, il Dott. A.M., presentava, dunque, all’Amministrazione regionale competente (allora, la “Direzione Servizi di Quiescenza” della Presidenza regionale) rituale richiesta di riscatto, ai fini pensionistici, del periodo legale di studi universitari, del servizio militare di leva e del servizio “pre-ruolo” prestato, come detto, sin dal 1989.

La detta richiesta, nel corso degli anni, rimaneva – con riguardo al servizio militare e la laurea – del tutto inevasa, sennonché, nel 2015, il dott. A.M. diffidava il Fondo Pensioni Sicilia (nel tempo divenuto competente) a definire la pratica di riscatto, mediante l’individuazione delle modalità di pagamento e dell’importo, da calcolarsi con riferimento alla prima richiesta del ’90.

Peraltro, la definizione della detta pratica di riscatto, risultava propedeutica al collocamento in quiescenza, con i criteri “pre-Fornero”, del Dott. A.M, che presentava apposita domanda calcolando l’anzianità contributiva alla luce dei periodi (di laurea e di servizio di leva) di cui al riscatto in itinere.

Ciononostante, malgrado il Fondo pensioni avesse acquisito tutti i documenti necessari, la richiesta di riscatto del Dott. Miceli continuava a non essere riscontrata.

Ed allora il Dott. A.M., rappresentato e difeso dagli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Gatto, nel luglio di quest’anno, presentava ricorso davanti alla Corte dei Conti – Giudice Unico delle Pensioni, evidenziando l’illegittimità dell’inerzia serbata dell’Ente previdenziale e chiedendo al giudice contabile di riconoscergli il diritto ad ottenere il riscatto calcolato con riferimento alla richiesta del ‘90.

Il Fondo Pensioni Sicilia, costituitosi in giudizio, affermava che l’istanza presentata dal Dott. A.M. nel 1990 non configurasse un’idonea istanza di riscatto del periodo di laurea, in quanto lo stesso, all’epoca, non avrebbe chiesto il riscatto dei detti periodi ma soltanto il “riconoscimento/ricongiunzione” degli stessi, segnalando inoltre che il decreto di riscatto dovesse calcolarsi con riferimento all’anno 2015, ai tempi in cui il Dott. A.M. sollecitava la definizione della pratica.

Gli avvocati Rubino e Gatto, in replica alla difesa dell’Amministrazione, evidenziavano che la volontà di ottenere il riscatto dei servizi ai fini pensionistici non dovesse desumersi dalla formulazione letterale della domanda, bensì dall’intero complesso dell’istanza in commento e della documentazione a questa allegata, precisando che la condotta del Fondo Pensioni risultasse, in ogni caso, contraddittoria, in quanto l’Ente provvedeva a comunicare l’inidoneità della richiesta soltanto in sede giudiziale, a distanza di 30 anni dalla sua presentazione e dopo averla positivamente istruita.

La Corte dei Conti, Giudice Unico delle Pensioni, condividendo le tesi degli Avvocati Rubino e Gatto, con sentenza pronunciata in esito alla camera di consiglio del 22.12.2020, ha accolto il ricorso del Dott. A.M., dichiarando il diritto del dirigente regionale ad ottenere il riscatto del servizio militare e del periodo corrispondente alla durata legale del corso di laurea, calcolato con riferimento all’istanza presentata da oltre 30 anni e condannando il Fondo Pensioni e l’Assessorato regionale della Funzione Pubblica al pagamento delle spese di lite.

Anche quest’anno, ad Agrigento, nella Chiesa di Sant’Alfonso, oggi, mercoledì 23 dicembre, alle ore 12, l’Ensamble strumentale PercusSuoni offrirà alla cittadinanza il tradizionale Concerto di Natale, trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina facebook Ensamble strumentale PercusSuoni. Per l’occasione i giovani musicisti agrigentini, diretti dal Maestro Alessandro Bruccoleri, eseguiranno famose pagine musicali di Bach, Rutter e Pachelbel.

Un fascio luminoso del Rotaract Club illumina una parete dell’ospedale di Agrigento, come vicinanza e gratitudine al personale sanitario anti-covid. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste al presidente del Rotaract Club di Agrigento, professor Giuseppe Seminerio, ed al direttore sanitario dell’ospedale, Gaetano Migliazzo.

Ad Agrigento, in contrada Kaos, ignoti vandali hanno deturpato l’ingresso della casa natale di Luigi Pirandello imbrattando i muri accanto al cancello d’ingresso, una parte di marciapiede e una targa che indica il luogo. Con della vernice spray hanno scritto delle parole apparentemente senza alcun significato. I custodi hanno allarmato i poliziotti della Squadra Volanti della Questura giunti sul posto. Si confida nelle immagini degli impianti di video – sorveglianza. Indagini in corso.

Nell’ambito dei servizi mirati al contrasto all’immigrazione clandestina, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato 7 migranti per “re-ingresso illegale sul territorio nazionale”. Gli stranieri sono stati già riconosciuti dalle autorità consolari competenti e rimpatriati nel paese di provenienza attraverso un volo aereo partito da Palermo.