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Il Gip del Tribunale di Agrigento ha convalidato il sequestro degli ombrelloni e delle sdraio scoperti senza autorizzazione dalla Guardia di Finanza nella disponibilità di un noto locale del viale delle Dune a San Leone. Per l’esattezza 18 ombrelloni e 13 lettini sdraio. L’ipotesi accusatoria, che ha portato anche alla denuncia del titolare, è di avere occupato abusivamente circa 500 metri quadrati di spiaggia. Come si ricorderà le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli dopo che il titolare non avrebbe esibito le necessarie autorizzazioni; fatto che ha così portato alla denuncia del titolare per l’ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale.

Il Centro Nazionale Studi Pirandelliani è a forte rischio di chiusura e nella migliore delle ipotesi il prossimo convegno di dicembre, Covid permettendo, potrebbe nuovamente emigrare. Ciò sicuramente a causa della scarsa sensibilità e assenza delle autorità locali, e per questo ha inviato con una lettera un accorato appello ai presidenti della Regione e dell’Ars, al vice-presidente della Regione, agli assessori ai Beni Culturali e al Turismo, ai capigruppo parlamentari dell’Ars nonché a S.E. il Prefetto di Agrigento.

Fondato nel 1967 dal Prof. Enzo Lauretta, il Centro agrigentino trova la sua massima espressione nei Convegni internazionali annuali, giunti nel 2020 alla loro 57^ edizione. Sono Convegni singolari e originali per via di una particolare formula che mette a confronto l’Accademia, rappresentata da docenti universitari e dalla critica provenienti da ogni parte del mondo, e dagli studenti della scuola media superiore da tutt’Italia, in funzione attiva e partecipativa con elaborati di ricerca e creatività.

Un’altra peculiarità, che li rende unici, è la capacità di unire turismo e cultura. I circa 500 partecipanti che soggiornano 4 notti, a spese proprie, sono linfa vitale per alberghi e strutture ricettive in un periodo di bassa stagione e l’economia esangue della Città di Agrigento, in
forza del fatto che i Convegni si svolgono nei primi giorni di dicembre in piena magra turistica. Questo è quanto si è fatto finora, come i numeri dimostrano nella sua ultra cinquantennale attività ininterrotta del Centro che ha preparato il Convegno di quest’anno e quello del prossimo anno, realizzabili solo col sostegno finanziario della Regione e sopratutto degli Enti locali e Parco archeologico; sostegno che non viene accordato, nonostante istanze e richieste verbali e scritte.

Ogni anno il reperimento dei contributi dai vari Enti si trasforma in una tribolata via crucis, quasi sempre inutile.
Se il Centro dovesse chiudere i danni sarebbero incalcolabili: Danno alla critica pirandelliana, per la mancanza di incentivi ad approfondire e rinnovare lo studio dello scrittore, che il Centro stimola incessantemente. Danno alla crescita umana e culturale degli studenti partecipanti, che il Centro assiste sin dai primi dell’anno attraverso l’organizzazione delle giornate pirandelliane, propedeutiche al Convegno.
Danno all’economia e all’immagine di Agrigento.

Si parla di cultura come volano di sviluppo, ma nella città di Pirandello s’ignora e si ostacola un’iniziativa che favorisce cultura e turismo e che viene, anzi, sopportata forse anche con fastidio.

“Non possiamo permetterci un nuovo lockdown, né i cittadini comuni costretti a rivedere le loro vite, ma soprattutto le imprese che rischierebbero la definitiva chiusura, come tantissime altre che non ce l’hanno fatta a riaprire”, lo dice il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella. “Siamo molto preoccupati per la ripresa dei contagi – aggiunge – è necessaria una presa d’atto e di responsabilità da parte di tutti all’uso delle mascherine, al rispetto del distanziamento e delle norme anti Covid. La stretta del Governo sulle sale da ballo – prosegue – è un campanello d’allarme preoccupante e per la quale ognuno ha il dovere di porre la massima attenzione. Non solo discoteche e zone di movida e di divertimento, occorre una continua e responsabile azione di sensibilizzazione in tutti quei luoghi a rischio come uffici, mezzi di trasporto e attività in cui è possibile la diffusione del virus sensibilizzando all’uso dei dispositivi di protezione, per scongiurare la riacutizzazione della pandemia”, conclude Picarella.

Ci saremmo meravigliati del contrario. Purtroppo a San Leone continuano in modo seriale le scazzottate fra giovani.

I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento sono intervenuti per un paio di segnalazioni di risse, una delle quali, in piazzetta “Pertini”, e un’altra all’ex eliporto con protagonisti due gruppi di ragazzi. Alla vista della Polizia tutti i contendenti si sono dati alla fuga.

E una ragazza ubriaca fradicia ha infastidito alcune persone sull’arenile di viale delle Dune. Avrebbe anche fatto degli apprezzamenti e avances ad un ragazzo, che si trovava in compagnia della fidanzata. Quest’ultima non ci ha visto più, e spalleggiata da altre due amiche, ad un certo punto si è scagliata contro la malcapitata. La giovane è stata picchiata a calci e pugni. Per fortuna l’intervento dei presenti ha evitato gravi conseguenze.

E maxi controllo dei poliziotti delle Volanti per scongiurare spaccio e risse, lo scorso fine settimana, a San Leone, precisamente in piazzetta Pertini, identificati numerosi giovani siciliani ed extracomunitari, e in questo ambito è stato segnalato un ragazzo per detenzione di droga. Sempre a tarda notte le forze dell’ordine sono intervenute in un locale sulla spiaggia, dov’era stato segnalato un assembramento di giovani, e musica ad alto volume.

Dopo la chiusura delle discoteche, i numeri preoccupanti in risalita del Covid 19 impongono un’altro provvedimento; Le mascherine diventano obbligatorie dalle 18 alle 6 del mattino anche all’aperto e dove è più facile che si creino assembramenti. Questa decisione è arrivata oggi al termine di un incontro con i governatori delle Regioni, per contenere l’aumento dei contagi di coronavirus.

“Avanti con prudenza”, ha twittato il ministro della Salute Roberto Speranza, riassumendo le due decisioni di oggi: “1. Sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico. 2. Obbligo di mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c’è rischio di assembramento”.

 

Secondo la nuova ordinanza, anticipata dal Corriere della Sera, il governo ha deciso di rendere obbligatorio l’utilizzo della mascherina “dalle 18 alle 6”, su tutto il territorio nazionale. “E fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”

“Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi – ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia durante la riunione tra governo e regioni in cui è stata decisa la chiusura delle discoteche – Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili”.

 

 

Due donne sono state aggredite da un gruppo di una trentina di bagnanti accampati nelle tendopoli nella spiaggia di Barcarello, a Palermo, finendo al pronto soccorso al Cervello. Una delle due è una cronista che stava filmando lo sgombero da parte dei carabinieri della tendopoli per le norme anti-Covid. Alcune donne hanno reagito in modo violento, prendendola a calci e pugni.

La giornalista racconta: “In tanti anni di attività non avevo mai visto una cosa così. La rabbia, la violenza senza motivo sfogata senza remore”. E aggiunge: “Quello che ferisce di più però è stata l’indifferenza di tanti che hanno assistito alla scena. Ho chiesto aiuto, mi hanno detto ‘no’. C’era anche chi faceva un video con il telefono cellulare”. Una signora le aveva chiesto di non riprendere i bambini. “Le ho detto che non li avrei ripresi, ma in quell’istante un gruppo si è scagliato contro di me. Mi sono ritrovata per terra – dice – contro di me schiaffi, calci, pugni. Una ragazza mi ha dato dei pugni sul naso. Erano donne, tante. Gli uomini guardavano. La mia amica, che mi attendeva in auto, mi ha raggiunto per difendermi ma anche lei è stata aggredita. Un uomo le ha dato un calcio facendola cadere. Mi volano gli occhiali e loro continuano a insultare e colpire. Contro di me anche testate. Sono piena di lividi ed escoriazioni, ma quello che mi ferisce di più è l’indifferenza. Ho chiesto aiuto, un signore che era lì mi ha detto ‘no’.. E’ avvilente. Siamo cosi tanto abituati alla violenza? Siamo salve – prosegue la cronista – grazie all’intervento di un’auto dei carabinieri, che in realtà credo fosse stata chiamata dai colleghi in spiaggia perché anche lì le operazioni non andavano avanti serenamente”.

La cronista riferisce che “il gruppo, erano tanti, ha aggredito anche i militari che prima ci hanno offerto riparo nella loro auto e poi ci hanno detto di andare via””. Noi siamo scappate e abbiamo raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Cervello, dove i medici ci hanno visitato – conclude – Abbiamo un prognosi di cinque giorni, ma io dovrò fare degli accertamenti perché ho molti dolori al torace. I carabinieri poi ci hanno rintracciato e abbiamo spiegato cosa era accaduto”.

(Ansa)

Dopo i 46 casi di ieri, i contagi in Sicilia continuano a rimanere in doppia cifra: sono 39 i nuovi casi scoperti nelle ultime 24 ore secondo quanto riporta il bollettino odierno del Ministero della Salute.

La Sicilia resta tra le regioni italiane più colpite dall’epidemia. E c’è da registrare anche un nuovo decesso. Ma la cosa che fa preoccupare è che i 39 casi sono venuti fuori alla luce di soli 1.043 tamponi processati dal sistema sanitario regionale, contro gli oltre 2.000 del giorno precedente. Un calo dei test effettuati dovuto certamente alla giornata festiva di Ferragosto anche se in un momento in cui il virus sembra tornato a correre sarebbe forse meglio non abbassare la guardia sul fronte degli screening.

Tra gli ultimi positivi diagnosticati in Sicilia 5 sono migranti sbarcati sulle coste siciliane e 10 risultano correlati con casi provenienti da Malta.  Questa la divisione dei nuovi casi per provincia: a Catania ci sono 12 nuovi casi, a Ragusa 9, a Trapani 8, a Palermo 5 e Siracusa 4. A Messina riscontrato un nuovo caso. Nessun incremento nelle 24 ore a Enna, Caltanissetta e Agrigento.

I nuovi 39 positivi portano il numero degli attuali contagiati in Sicilia a 712, di cui 656 in isolamento domiciliare, 51 ricoverati in ospedale con sintomi (+4 pazienti rispetto a ieri) e 5 ricoverati in terapia intensiva (stabile rispetto a ieri). Il numero totale di casi di coronavirus dall’inizio dell’epidemia sale invece a 3.766, le guarigioni sono 2.769, mentre come detto i decessi salgono a 285 (1 in più di ieri) a distanza di settimane dall’ultimo decesso: la vittima di ieri è un anziano catanese.

Sono quattro le imbarcazioni complessivamente con una settantina di immigrati a bordo che sono stati soccorsi e poi sbarcato nell’isola di Lampedusa da parte della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

Tutti i nuovi arrivati sono stati trasferiti all’hotspot lampedusano e adesso dovranno rispettare tutti i protocolli per la quarantena; attualmente sono più di 500 i migranti ospitati.

 

 

Un detenuto, di nazionalità italiana ha tentato il suicidio, barricandosi all’interno del bagno, in uno dei padiglioni della Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo”, di Agrigento.
Grazie agli agenti in servizio è stato evitato il peggio. Al momento sono sconosciuti i motivi che hanno spinto l’uomo a tentare di mettere in atto l’insano gesto. Il detenuto, successivamente, è stato accompagnato all’ospedale di Agrigento per le cure del caso.

“L’agente durante l’espletamento del servizio nel reparto deve assicurare ai detenuti, le docce che non sono all’interno della cella, inoltre deve assicurare l’immissione dei passeggi, e di tutti gli altri servizi spettanti ai reclusi. Purtroppo la carenza di organico grava sul personale, che presta servizio presso la Casa circondariale di Agrigento”, si legge in una nota del sindacato FsA Cnpp, che si complimenta con gli agenti di polizia Penitenziaria che hanno sventato il tentato suicidio.

Sulle minacce ricevute dal giornalista Lelio Castaldo interviene con una nota il candidato sindaco Franco Miccichè. Dichiara:

“In relazione alle minacce subite dal Direttore di sicilia24h.it Lelio Castaldo ed in relazione al fatto che sono parte integrante della campagna elettorale in atto, non posso non intervenire su una triste vicenda che deve essere chiarita al più presto possibile dalle Autorità competenti.

Il mio auspicio, lo confermerò sempre, è quello di portare avanti una campagna basata su programmi ed iniziative e non con veleni o, addirittura minacce, che di certo non rendono libera la democrazia. Sicuro che Lelio Castaldo andrà avanti per la sua strada per come ha sempre fatto senza lasciarsi intimidire d queste fastidiose e oscure vicende”.