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La Guardia Costiera ha recuperato a circa un miglio di distanza dall’isola dei Conigli altri cinque cadaveri vittime del naufragio avvenuto una settimana fa.

Quattro dei corpi sono stati recuperati dai sub perchè si trovavano sul fondo mentre un altro cadavere era a galla.

Fin ora il bilancio delle vittime viene, così, aggiornato a 17.

Proseguono le indagini coordinate dal procuratore aggiunto, Salvatore Vella che indaga per favoreggiamento all’immigrazione e omicidio plurimo.

Domani, lunedì 2 Dicembre, a tre delle vittime verrà dato l’ultimo saluto al cimitero di Montevago.

Le altre due salme verranno trasferite nel cimitero di Santo Stefano di Quisquina.

 

 

E’ deceduto Antonino Firetto di 58 anni di Ribera, all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, l’operaio edile che il 29 ottobre scorso era caduto da un’impalcatura in un cantiere privato in via Po.

Rimasto per poco più di un mese in coma farmacologico, non riprese mai conoscenza dopo la caduta dove si era schiantato al suolo riportando gravi ferite anche alla testa.

In un primo momento l’uomo era stato trasportato all’ospedale F.lli Parlapiano per poi essere stato trasferito a causa delle gravi condizioni al Sant’Elia di Caltanissetta.

I funerali si svolgeranno domani, lunedì 2 Dicembre nella chiesa di San Nicola, vicino all’abitazione dell’uomo.

Antonino Firetto, lascia la moglie.

 

 

La sezione volanti di Agrigento è intervenuta in soccorso a una segnalazione anonima pervenuta tramite l’app Youpol dove si segnalava, appunto, un bambino chiuso in macchina mentre il padre era a giocare a bingo.

In effetti il padre, un 32enne, era veramente all’interno della sala bingo a giocare e all’arrivo dei poliziotti non ha saputo dare una giustificazione logica.

A seguito di ciò, la polizia lo ha denunciato all’autorità giudiziaria per abbandono di minore.

 

Nuova ondata di arresti, la terza, nell’operazione denominata “Buche D’Oro”, condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Catania.

I Finanzieri hanno eseguito nove misure cautelari, di cui sei in carcere e tre agli arresti domiciliari.

Sono finiti in carcere:

Giorgio Gugliotta – Capo Nucleo C della sede ANAS di Catania;

Amedeo Perna – dipendente della IFIR Tecnologie Stradali S.r.l. di Milano;

Santo Orazio Torrisi – rappresentante legale della Sicilverde S.r.l. di Aci Sant’Antonio;

Giuseppe Ciriacono – padre del rappresentante legale della Ital Costruzioni Group S.r.l. di Caltagirone;

Vincenzo Baiamonte – ex dipendente della Safe Roads S.r.l. di Misilmeri, e dipendente della truscelli Salvatore S.r.l. il cui Amministratore è stato arrestato in fragranza di reato dalla GdF mentre consegnava una tangente di 10.000 euro negli uffici ANAS;

Pietro Matteo Iacuzzo – Isap S.r.l. di Palermo.

Agli arresti domiciliari sono finiti:

Giuseppe Romano;

Riccardo Contino;

Giuseppe Panzica;

tutti funzionari Anas.

I nove soggetti risultano indagati per corruzione perpetrata  in concorso tra loro.

La vicenda questa volta fa riferimento all’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati dall’Area Compartimentale ANAS di Catania, e alla sostituzione di barriere incidentate e nella manutenzione delle opere in verde lungo le medesime arterie.

Gli inquirenti, che proseguono in maniera serrata le indagini hanno le idee chiare: tra i funzionari ANAS e gli imprenditori vi era una piena sintonia nell’evitare dell’insorgere di qualsiasi forma di contenziosi. E poi ancora, quei bandi aggiudicati con ribassi superiori al 50%, si concludevano stranamente in tempi molto stretti e senza contenziosi di sorta.

Nel caso della manutenzione viaria i finanzieri hanno accertato che in alcuni casi l’asfalto non veniva rimosso, e senza scarificazione il piano stradale si è alzato di 6 centimetri, come successo nel tragitto del Giro d’Italia 2018.

Nell’appalto della manutenzione ordinaria delle opere lungo la strada statale 114 orientale sicula, 194 ragusana, 114 Costa Saracena e 193 di Augusta dove il direttore dei lavori era Contino e i direttori operativi Panzica e Gugliotta le opere avrebbero dovuto prevedere la sostituzione di alcune barriere incidentate di fatto mai sostituite.

I lavori sono iniziati ad Aprile del 2018 per essere conclusi a Febbraio del 2019 per un importo contrattuale di 150mila euro circa. Le barriere “mai sostituite” avrebbero fruttato all’azienda aggiudicataria un vantaggio di circa 90mila euro.

Di questi 90mila euro, 30mila si sarebbero trasformati in tangente consegnandone solo 5mila e il tutto è stato intercettato dagli investigatori della Guardia di Finanza.

Insieme a Contino, Panzica e Gugliotta risulta essere indagato anche Santo Orazio Torrisi rappresentante della Sicilverde S.r.l. che aggiudicatosi l’appalto della manutenzione del verde di alcuni tratti viari di competenza ANAS eseguiva minori lavori rispetto a quelli previsti dal capitolato d’appalto ricavandone, così, un profitto per l’impresa ed una tangente per gli “infedeli funzionari”.

Altro episodio corruttivo vede ancora protagonisti Romano, Panzica e Contino insieme alla Safe Road S.r.l. con a capo Vincenzo Baiamonte. Questa volta i lavori oggetto della corruzione è quello di risanamento della S.S.114.

Gli inquirenti hanno rinvenuto un “pizzino” sulla quale erano elencati, in una sorta di contabilità corruttiva, gli appalti e i proventi illeciti da spartire tra loro.

Giuseppe è definito l’ex compagno di Ana. Un uomo che amava Ana da tre anni.

In un’intervista racconta Ana come una ragazza che aveva bisogno di aiuto, che per lui era la sua compagna, la sua amica, sua figlia. Asserisce di aver avuto una relazione con Ana fino a quattro mesi fa.

Un rapporto basato soprattutto sul rispetto nonostante non convivevano per lui Ana era la sua compagna di vita. Racconta che entrambi sapevano che per via della loro differenza di età il loro rapporto sarebbe comunque finito.

Ana aveva riferito a Giuseppe di essere incinta e che il bimbo che portava in grembo fosse suo.

Ad una settimana dall’assassinio di Ana Maria Di Piazza emergono nuove rivelazioni dalle persone che facevano parte della quotidianità di Ana.

Particolari che continuano a scatenare diverse reazioni.

L’omicida di Ana, Antonino Borgia, l’imprenditore 51enne nel 1998 era stato denunciato più volte dalla sua ex moglie, Michelle Arminio, 49 anni.

La donna ha dichiarato che il Borgia era un violento, che le alzava spesso le mani, era un prepotente, irruento e poco riflessivo. Il classico padre padrone che recitava “io sono un uomo e tu una donna” che nonostante il matrimonio aveva altre relazioni con diverse donne. Le denunce caddero, però, in prescrizione.

Ecco le motivazioni per cui l’ex moglie ha deciso di lasciarlo.

L’attuale moglie, Maria Cagnina, invece, difende il marito. Lo definisce un uomo che non avrebbe mai osato nemmeno sfiorare ne lei ne i loro figli. Un matrimonio felice che va avanti da 18 anni. Un padre attento e presente per i figli e un marito perfetto.

Riconosce, però, l’orrore che il marito ha commesso senza però sapere dare una spiegazione e si definisce vittima del marito stesso.

Due donne, quindi, l’ex e l’attuale moglie con visioni dell’uomo che hanno amato completamente diverse.

A difendere, Antonino Borgia, c’è anche il padre, Vito Borgia, che spiega una visione del femminicidio tutta sua.

Trova le parole per scusarsi, scusare il gesto del figlio, ma aggiunge un agghiacciante ma, ovvero quello che al giorno d’oggi per via della parità tra uomo e donna, le donne si permettono di incitare, riscattare, pretendere troppo da uomo in un modo così pesante da mandare l’uomo fuori di testa. Dunque, il figlio non ha ucciso Ana perché violento e prevaricatore ma l’avrà fatto sicuramente perché Ana lo aveva messo sotto pressione talmente tanto da provocare quanto successo.

Un caso, quello di Ana, che ha davvero dell’incredibile a cui non si riesce a dare una spiegazione e un esatto movente in quanto pareri e stili di vita contrastanti.

L’unica verità è che Ana è stata uccisa insieme al suo piccolo in grembo. Tutto il resto, momentaneamente, è solo contorno.

Domani, domenica primo dicembre, il movimento Agrigento 2030, in collaborazione con diverse associazioni culturali del territorio, ha organizzato “A Walk in the Valley” un passeggiata ambientale nella Valle dei Templi. L’appuntamento è domani mattina alle ore 9 con raduno a Porta Quinta, nei pressi della clinica Sant’Anna. Si raccomanda un abbigliamento sportivo. Il percorso è adatto alle famiglie. Informazioni sulla pagina Facebook Agrigento 2030 e al 3807985180.

Il Soroptimist Club di Agrigento, tramite la presidente, Olga Milano, esprime indignazione a seguito delle lettere anonime denigratorie recapitate all’ingegnere Gabriella Battaglia, assessore comunale ad Agrigento. Il Soroptimist aggiunge: “Rivolgiamo piena solidarietà e vicinanza alla stimata amica, che sempre con dedizione e impegno si spende per la collettività agrigentina. E’ molto grave che ciò avvenga in modo così vile e con l’intento di intimidire una donna nel delicato ruolo che rappresenta. Siamo certe che Gabriella Battaglia saprà superare questo momento con la forza e la determinazione che la contraddistinguono e proseguire con l’impegno di sempre l’attività sociale, politica e professionale al servizio della comunità tutta”.