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La consigliere comunale di Agrigento, Nuccia Palermo, ha aderito alla Lega. L’adesione formale, dopo un incontro con Matteo Salvini sui contenuti programmatici per rilanciare il territorio, è avvenuta in presenza del commissario del partito in Sicilia, il sottosegretario all’Interno e senatore della Repubblica, Stefano Candiani, che, nella circostanza, ha espresso “particolare soddisfazione per l’impegno che la Palermo ha profuso sul territorio in questi tre anni di mandato”. Nuccia Palermo, 34 anni, da sempre molto vicina all’associazionismo ed al volontariato, è figlia della compianta Silvana Gatto, commerciante per tanti anni in prima linea nella lotta contro il fenomeno dell’usura e del racket.

https://youtu.be/frvFBz0Wpgw

 

 

Viadotto Akragas: giovedì incontro con i responsabili dell’Anas. Dichiarazione del presidente della II^ commissione consiliare Giacalone.

 

 

I consiglieri comunali facenti parte della seconda commissione consiliare “lavori pubblici e urbanistica” Giacalone, Licata, Gibilaro e Monella sono intervenuti sulla questione della chiusura al transito veicolare del secondo tratto del viadotto “Akragas”. La commissione ha invitato, con una nota dello scorso 30 agosto, i rappresentanti dell’ANAS ad un incontro che si terrà giovedì prossimo presso i locali della presidenza comunale con all’ordine del giorno i problemi inerenti la chiusura del viadotto con le consequenziali ripercussioni sulla viabilità cittadina. L’incontro servirà anche per un analisi sulla situazione attuale del viadotto “Akragas” e sulle ipotesi di soluzioni allo studio e relativi tempi di realizzazione.

Sulla questione il presidente Giacalone così si è espresso:
“Cerchiamo chiarezza sul viadotto Akragas, ponte “Morandi” per gli agrigentini, e la cerchiamo principalmente da chi ha competenza nella sua manutenzione e per il suo ripristino. Il ruolo del consiglio comunale deve essere da collante tra la città e gli enti che si occupano dell’amministrazione del territorio per questo la commissione che presiedo ha voluto invitare ufficialmente i vertici dell’Anas per sapere quali soluzioni sono allo studio ed i tempi di ripristino di una strada che è divenuta vitale per la città, convocando una commissione ad hoc per il giorno 6 settembre alle ore 10.30 presso i locali della presidenza del consiglio comunale di Agrigento. Troppi silenzi da parte dell’amministrazione e troppe voci discordanti sul futuro del viadotto “Morandi “ per cui riteniamo fare servizio utile alla città facendo conoscere ai cittadini quali siano le reali intenzioni dell’Anas che ad oggi non sembrano andare in unica direzione, e cioè se hanno realmente intenzione di ripristinarlo o meno. La seconda commissione presieduta dal consigliere Giacalone e tutti i suoi componenti Gerlando Gibilaro, Enzo Licata e Rita Monella auspicano, nel rispetto della città, la presenza dei dirigenti dell’Anas e che questi si presentino con idee chiare e progetti cantierabili”

 

 

 

 

“E’ assolutamente impensabile che Agrigento continui a ricevere proclami su chiusure di strade per renderle ciclabili che nulla hanno a che vedere con la fruibilità della città da parte dei suoi abitanti. Agrigento appartiene ai suoi cittadini”.
Lo afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, riferendosi alla paventata chiusura al traffico veicolare di via Passeggiata Archeologica e viale Enrico La Loggia.
“Il progetto – prosegue Cimino – di chiudere viale La Loggia, utilizzando un concorso di idee, per trasformarlo in pista ciclabile e area pedonale, è irrealizzabile. La chiusura al traffico veicolare, di fatto, congestionerebbe la circolazione stradale urbana senza pensare che, attualmente, la città è isolata dal resto della provincia. Così come è impensabile ed inattuabile, pedonalizzare via Passeggiata Archeologica. Ci siamo opposti, già negli anni precedenti, a questi progetti e continueremo a farlo perché il rischio è di isolare la città dai suoi quartieri satelliti. E questo, è un processo inverso rispetto all’avvicinamento dei quartieri satelliti e della Valle dei Templi alla città. Agrigento appartiene ai suoi cittadini. Invece di pensare a chiudere le strade, occorre intervenire per il ripristino di tutte le strade carrabili urbane. Gli Architetti di Agrigento, lo chiedono con forza. Inoltre, siamo contrari all’utilizzo dei concorsi di idee che servono solo a far lavorare inutilmente i colleghi senza poi ricevere l’incarico di progettazione”.
La paventata chiusura delle due importanti arterie, non è l’unico argomento di interesse sulla viabilità.
“Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, l’onda emozionale e la paura hanno fatto sì che diventasse pressante l’abbattimento del nostro ponte Morandi – dichiara Alfonso Cimino – Ora, è necessario comprendere, a prescindere da quale siano le risultanze delle riunioni in programma tra il Comune e gli enti preposti, che il Ponte può essere abbattuto soltanto se, attraverso opportune indagini e diagnosi, si accerta effettivamente la non appropriatezza di interventi di manutenzione straordinaria. Viceversa, non possiamo pensare di abbattere il Ponte se, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, questo può essere ancora utilizzato. La demolizione ha, forse, un costo superiore alla manutenzione straordinaria e, tra l’altro, non potremmo mai riportare il paesaggio così come era prima della sua realizzazione, il danno ambientale è stato già commesso e non potrà essere recuperato. L’eventuale abbattimento del ponte Morandi, deve dipendere da valutazioni tecniche e non sentimentali. Per quanto riguarda le infrastrutture, occorre un progetto generale, non singole idee e proclami che poco si legano con una pianificazione urbanistica e di rigenerazione della nostra città. Il ruolo della pianificazione urbana è quello di far stare bene i propri cittadini e rendere vivibile e fruibile la propria città. Oggi, seguiamo onde emozionali che ci allontanano dai veri problemi di Agrigento partendo dal ripavimentare le strade, dal decoro urbano, dal ricongiungere la Valle dei Templi a tutta la città e ai suoi cittadini, rigenerare il centro storico partendo dalla via Atenea come luogo naturale e commerciale della nostra città, ripensare al fronte a mare di San Leone e tante altre emergenze che riteniamo siano state per troppo tempo dimenticate a scapito dei cittadini”.

Modificati i requisiti degli operatori aventi specifiche competenze nel campo dell’handicap

 

Pubblicata l’integrazione relativa ai requisiti in possesso degli operatori aventi specifiche competenze nel campo dell’handicap che lavorano negli Enti, già iscritti all’albo regionale, autorizzati allo svolgimento dei servizi in favore dei portatori di handicap.
Gli operatori per le attività di assistenza all’autonomia (cat. C3/D1 C.C.N.L., Cooperative del settore socio-sanitario ed assistenziale-educativo in vigore) devono possedere almeno i seguenti titoli di studio: Laurea triennale in: Scienze dell’Educazione e della Formazione, Scienze della Formazione Primaria, Scienze e Tecniche Psicologiche, Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, Terapia della Neuro-psicomotricità dell’età evolutiva, Logopedia, ovvero diplomi di laurea equipollenti.
In alternativa devono possedere il Diploma di Scuola Secondaria di II grado, unitamente al titolo specifico di Assistente all’Autonomia e Comunicazione, conseguito al termine di un corso di formazione professionale biennale o di almeno 900 ore di lezione, riconosciuto valido dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, accompagnato da una esperienza professionale certificata, almeno triennale, con disabili neuro-psico-motori maturata a seguito di attività svolta presso enti pubblici.
L’aggiornamento del registro è finalizzato a determinare gli enti del privato sociale autorizzati allo svolgimento dei servizi in favore degli alunni con disabilità, iscritti nelle scuole secondarie di II grado, secondo il sistema cosiddetto dell’accreditamento.

Un’altra aggressione a sfondo razzista in Sicilia. La vittima, questa volta, è un tunisino di sedici anni, preso a calci e pugni a Raffadali, piccolo centro dell’agrigentino. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale con contusioni e ferite su tutto il corpo. Come ricostruito dagli inquirenti, il giovane, che vive a Raffadali da un anno in una struttura che si occupa dell’accoglienza dei minori, ha prima ricevuto una sportellata da un minorenne e poi è stato picchiato con calci e pugni al grido di ‘torna nel tuo paese’, come racconta sui social Giovanni Mossuto, il responsabile del centro.

Una sportellata in faccia, una ginocchiata nei testicoli, pugni e schiaffi e la minaccia: «Bastardo, ora tornatene al tuo paese». La vittima dell’aggressione è un 16enne tunisino ospite di una comunità per minori di Raffadali, giunto circa un anno fa sulle coste dell’Agrigentino. A denunciare ai carabinieri e pubblicamente l’episodio, avvenuto ieri pomeriggio intorno alle quattro nei pressi della struttura di accoglienza, è stato Giovanni Mossuto, responsabile della cooperativa La mano di Francesco che gestisce il centro ed ex vicesindaco della vicina Favara, secondo cui all’origine del gesto c’è un movente razzista

«L’aggressore – racconta a MeridioNews – ha avvicinato il ragazzo con l’auto, e quando è stato alla sua portata gli ha sferrato un colpo di sportello in faccia, poi è sceso e lo ha preso a calci e pugni, minacciandolo di tornare al suo Paese». La prognosi indicata dai medici del pronto soccorso è di cinque giorni. Indagano i carabinieri di Raffadali che sui motivi dell’aggressione vogliono fare chiarezza, perché al momento «escludono l’odio razziale».

L’aggressore è Silvio Cuffaro, pregiudicato 46enne che in passato è scampato a un agguato ed è stato a processo, poi assolto, per l’omicidio di Maurizio Giglione. Uno dei fratelli di Cuffaro (solo omonimo dell’attuale sindaco di Raffadali, fratello di Totò Cuffaro) è stato vittima di lupara bianca. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il giovane tunisino avrebbe avuto «una diatriba per futili motivi»con uno dei figli dell’aggressore. Da questo episodio, che i carabinieri definiscono «piccolo litigio tra ragazzini», sarebbe maturata la reazione del genitore che sarebbe andato a cercare il migrante. 

«Dieci giorni fa – racconta un operatore della comunità che era presente ieri pomeriggio – i ragazzi si sono lamentati con l’uomo e con la figlia perché spesso lasciano liberi in strada due grossi pitbull di cui hanno paura. Questo è l’unico recente episodio che ci risulta». Non sarebbe invece la prima volta che l’uomo, che lavora prestando un servizio di pubblica utilità e abita nei pressi della comunità di accoglienza, se la prende con i minori ospiti della struttura. 

«Ci sono stati nel recente passato episodi di aggressione verbale, insulti razzisti da parte di questa persona a diversi giovani migranti – racconta Mossuto – e li abbiamo segnalati oralmente ai carabinieri di Raffadali, al sindaco e ai tutori». Il primo cittadino Silvio Cuffaro conferma gli episodi precedenti, ma precisa che «ha aggredito verbalmente diversi concittadini, anche non stranieri. È un soggetto difficile e riceviamo molte lamentele sul suo conto». Recentemente a farne le spese sarebbe stato anche un barista, colpevole di aver venduto una birra al fratello, affetto da una malattia, del 46enne. 

Intanto nel centro di accoglienza che ospita nove minori stranieri regna un clima di paura. «Quello che è successo – continua il responsabile – è figlio del clima di odio generale che, nei soggetti meno attrezzati dal punto di vista culturale, fa scattare reazioni ingiustificabili. I ragazzi avvertono questa atmosfera e, a maggior ragione dopo quanto successo ieri, hanno paura. Nelle ultime ore – conclude – stiamo valutando se trasferire altrove la comunità, anche se Raffadali, al di là di questo episodio, ha sempre dimostrato grande accoglienza».

 

La CGIL Agrigentina ha scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico per chiedere che si “faccia il punto della situazione” sugli edifici scolastici della nostra provincia.

“Nei giorni scorsi abbiamo letto sgomenti che il 60 per cento degli edifici scolastici in Sicilia, (2.614 su 4.358) non è in regola con le certificazioni antisismiche, mentre il 70 per cento (3.050) non ha l’agibilità.
Il Presidente Musumeci e l’Assessore Lagalla, buoni ultimi, hanno annunciato l’intenzione di mettere in campo nei prossimi mesi 272,5 milioni di euro. Fondi che derivano in parte dal Po Fesr 2014/2020, 82 milioni dal Piano per le infrastrutture previste dall’Unione europea, mentre la restante parte, circa 190 milioni, sono fondi dello Stato, e coprono interamente la progettazione degli interventi.
Ma ogni anno sentiamo annunciare la destinazione di somme e di milioni disponibili: dal progetto “scuole sicure” ai Fond MIUR per l’Edilizia Scolastica del D.M. 607/2017, da quelli annunciati dal Libero Consorzio di Agrigento.
Riteniamo utile ricevere ufficialmente, in una riunione presenti le OO.SS. del settore della Scuola e quello del comparto Edile, il quadro riassuntivo degli interventi previsti, la loro effettiva cantierabilità e lo stato della situazione e della sicurezza dei nostri edifici scolastici.
Su queste questioni sarebbe grave se agli annunci non seguissero gli interventi di messa in sicurezza, riteniamo che i genitori ed i lavoratori della Scuola abbiano il diritto alla serenità di lavorare in ambienti sicuri”

 

“Sui 45 milioni di euro, sbloccati con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, inspiegabile l’esclusione della nostra provincia. Siamo la cenerentola della Sicilia.”

La Uil di Agrigento interviene sul nodo strade provinciali e rimane basita dopo l’annuncio del governo regionale sulla distribuzione dei 45 milioni di euro con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, che vede a oggi esclusa la nostra provincia che su questa tematica necessita interventi da cavallo.

“Siamo a dir poco sconcertati avendo appreso che, dopo la conferenza stampa del Presidente Musumeci, dell’Assessore regionale alle infrastrutture Falcone e del dirigente generale Bellomo, dei 45 milioni di euro del Patto per il Sud per opere di migliorie e messa in sicurezza delle strade provinciali per Agrigento e la sua provincia sono stati accantonati zero euro.
Riteniamo questa distribuzione delle risorse ancora una volta iniqua e offensiva per il territorio. Non è possibile, in un momento drammatico per i nostri paesi, sia dell’entroterra che della fascia costiera, ritrovarsi a mani vuote, quando dei primi segnali sarebbero potuti ripartire.
Abbiamo sentito dalle parole del governatore Musumeci in quale situazione drammatica versa la provincia ennese sulla viabilità secondaria e delle difficilissime condizioni di mobilità per i residenti nel territorio che è completamente isolato; nondimeno vogliamo ricordare al governatore che la nostra organizzazione sindacale è da tre anni che sollecita in tutti i modi il governo regionale ad intervenire, senza avere finora risposte concrete per la provincia agrigentina. Non è possibile negare l’evidenza, qui, da Santa Margherita Belice a Campobello di Licata, il livello di sicurezza di queste strade è pari a zero. In molti casi si è andati avanti con ordinanze di chiusura o interdizioni di alcuni tratti. Nel mese di luglio in una conferenza stampa il commissario del Libero Consorzio di Agrigento aveva illustrato il piano di interventi sulla viabilità provinciale, non riusciamo a capire cosa sia successo adesso.
Escluso qualche deputato regionale che è intervenuto sulla vicenda con un tour capillare sulla provincia, i parlamentari nazionali e regionali sono stati distratti in altre tematiche; noi li sollecitiamo ancora una volta, e la Uil è disponibile ad incontrarsi con chiunque sia realmente interessato a correggere queste storture che ricadono sui cittadini e sulla normale circolazione e sulla sicurezza di chi ogni giorno non sa neanche come tornare a casa.
Non possiamo rimanere più inermi e silenziosi, Agrigento non può continuare ad essere una provincia di serie b assieme ai suoi coprovinciali, il dato più emblematico è che moltissimi giovani stanno emigrando e che i livelli economici, occupazionali e di vita si sono abbassati, anche per un certo disinteresse ormai conclamato dei governi e della classe politica che non è più accettabile.”

Ponti e, adesso anche, gallerie interdetti. «La città è isolata, gran parte dei collegamenti stradali, per diversi motivi, sono inibiti al traffico. Siamo tornati indietro di 50 anni e nel caso in cui si rendesse necessaria, a causa di eventi catastrofici, l’evacuazione ci ritroveremmo con le vie di fuga chiuse» – ha sbottato, ieri, il segretario della Cisl Maurizio Saia.

Poche ore prima, l’annuncio dell’Anas: fino al 30 settembre – per verifiche ed eventuali interventi all’interno della canna in direzione Nord – la galleria Spinasanta sulla statale 118, in direzione Raffadali, resterà chiusa.

Episodi del genere sono la conseguenza del clima di odio ed intolleranza, che cresce nel nostro paese e quotidianamente ha come protagonisti, diversi balordi che sfogano la propria rabbia attraverso i social e con la violenza fisica e che purtroppo nell’ultimo periodo, ha visto anche diversi esponenti del governo nazionale, assumere atteggiamenti razzisti.

La comunità raffadalese si è sempre contraddistinta per la grande capacità di accoglienza ed integrazione, prova ne sono le diverse comunità, presenti nel nostro territorio e purtroppo fatti del genere, anche se compiuti da isolati individui, ci rattristano.

Un forte grido di NO al Razzismo ed ogni forma di odio ed intolleranza, era stato lanciato durante l’iniziativa organizzata dal nostro circolo, intitolata “Ripartiamo dai principi”.

Il Partito Democratico, assieme alle diverse associazioni ed organizzazioni, sosterrà sempre le politiche che mirano alla tutela e all’integrazione dei più deboli e contrasterà con ogni mezzo, tutti quei tentativi che rappresentano una deriva per il nostro paese.