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“Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, a far data da oggi e con decorrenza immediata, ha disposto il commissariamento del Circolo territoriale di Favara.
Nella fattispecie, alcuni componenti del direttivo del Circolo, in maniera sleale, hanno personalmente e deliberatamente preso accordi politici, in vista delle imminenti amministrative, con un candidato a Sindaco diverso da quello individuato dagli organi provinciali del partito e con cui, unitamente ad altre forze di centrodestra, è stato ufficialmente sancito un apparentamento elettorale.
Nelle more dell’elezione di un nuovo direttivo, il Circolo sarà guidato dal portavoce cittadino, Adriano Barba, e dal commissario provinciale, Calogero Pisano”. Questo è quanto riportato dal comunicato stampa del provinciale di Fratelli d’Italia.

Puntuale è arrivata la replica dei componenti del circolo di Favara. Ecco il testo: “Per correttezza nei confronti della città e degli elettori favaresi è giusto chiarire che  la comunicazione di oggi del Signor Pisano (tra le altre cose siamo venuti a conoscenza di questo pseudo commissariamento dai giornali e non con una comunicazione ufficiale) è del tutto fuori tempo in quanto il 90% del direttivo (quello legittimato dallo statuto nazionale) si è autosospeso il 25 agosto 2021 dandone comunicazione ufficiale al Coord Regionale On. Cannella e al responsabile organizzazione On. Donzelli.

Al commissario provinciale rimandiamo l’aggettivo “sleali” perché tali non siamo stati, anzi abbiamo sempre cercato un confronto democratico all’interno delle sedi del partito e nella diatriba politica abbiamo anche mantenuto alto l’orgoglio di essere Fratelli d’Italia e come imposto dal nostro codice etico non abbiamo diramato alcuna nota a riguardo (fino ad oggi).
Smentiamo un’altra falsità scritta dal commissario, non abbiamo fatto alcun accordo in sordina con nessun’altro candidato Sindaco; i dirigenti del circolo sono e sempre resteranno (almeno fino a quando gli organi superiori del partito lo riterranno opportuno) membri del partito della Meloni.
Il circolo fondato da noi nel gennaio 2020 aveva un solo obiettivo, riportare al centro della scena politica favarese una classe dirigente giovane e preparata. Al netto dell’emergenza sanitaria il direttivo si è speso ed è intervenuto per il regolamento tari, il piano triennale delle opere pubbliche ect. Ha anche instaurato un confronto con le associazioni di categoria. Si erano create le condizioni per crescere territorialmente.
Purtroppo le irragionevoli prese di posizione del Pisano, le nomine perpetrate disattendendo pure lo statuto nazionale hanno annullato l’autonomia locale e hanno fatto scemare anche il confronto in vista delle elezioni amministrative di ottobre.
Alleghiamo copia della lettera mandata ai responsabili regionali e nazionali”.
Antonio Moscato
Antonio Piazza
Mariagrazia Alongi
Stefano Nobile
Antonio Scalia

 

 

Ad Agrigento i Carabinieri della Stazione del Villaggio Mosè sono intervenuti presso un immobile in costruzione in Via Eraclito dove hanno segnalato la presenza sospetta di un soggetto. Giunti sul posto i militari hanno sorpreso un uomo di 28 anni residente a Favara, già noto alle Forze dell’Ordine, intento ad impossessarsi di materiale in rame custodito nel cantiere. Accortosi della pattuglia, lui ha tentato la fuga in sella al proprio ciclomotore ma dopo uno spericolato inseguimento è stato raggiunto nei pressi della propria abitazione dove è stato bloccato. Nel corso della perquisizione personale sono stati rinvenuti anche attrezzi atti allo scasso. Il giovane è stato arrestato ai domiciliari per furto aggravato. La refurtiva è stata riconsegnata all’avente diritto.

Operatori di primo soccorso che operano con malati Covid costretti a cambiarsi e disinfettarsi in uno stanzino vuoto, senza sedie o lavandini e tra gli scatoloni di rifiuti Covid, mentre i nuovi e tecnologici tunnel di sanificazione, costati migliaia di euro ai contribuenti attendono da 10 mesi di essere messi in funzione.

 

 

 

E’ questa la vicenda stigmatizzata oggi dalla Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, Caltanissetta ed Enna che ha tenuto un sit in davanti al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” per denunciare le condizioni in cui oggi lavorano gli operatori del 118.

 

“Questa manifestazione – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp Salvatore Parello – ha lo scopo di far conoscere a tutti la problematica che ormai vivono quotidianamente questi lavoratori da più di un anno. Oggi, nonostante le proteste, il tunnel di sanificazione non è mai entrato in funzione e non abbiamo alcuna contezza dei motivi ostativi che non permettono di utilizzarlo. Chiediamo a chi ha la responsabilità, sia l’Asp che il management della Sues di intervenire e di raccogliere la protesta dei lavoratori, anche perché le operazioni di sanificazione, svolte in queste condizioni, rischiano di essere poco efficaci con tutti i rischi connessi”.

Il sindaco di Agrigento Franco Miccichè passa per l’incarico di portavoce da un giornalista professionista pensionato, a titolo gratuito, ad pubblicista, iscritto all’Albo da poco più di un anno, ma a titolo oneroso. Ancora una volta il sindaco disattende ampiamente le indicazioni  fatte fin da subito due sindacati di categoria, il  SAGI e l’Assostampa, in merito alla questione relativa alla comunicazione istituzionale dell’Ente. La delibera di portavoce per un compenso di 2mila euro lordi al mese fino al prossimo dicembre, per quello che riguarda il SAGI, ” è un assoluto spreco di denaro pubblico – dichiara il segretario nazionale Nino Randisi – . La nomina, se pur legittima rientrando essa nella potestà del sindaco, finisce solo per favorire un amico, essendo l’incarico appunto intuitu personae, ma che non risolve la questione più generale della comunicazione della città capoluogo“. ” Abbiamo sempre invitato Miccichè, nello spirito di proficua collaborazione a valutare la possibilità di procedere con un bando pubblico per la selezione di un giornalista, remunerato secondo contratto, che potesse svolgere le funzioni di addetto stampa sia per l’attività del sindaco e della sua giunta che del consiglio comunale. Ipotesi questa, come si ricorda, condivisa in pieno anche dal presidente dell’assemblea cittadina Giovanni Civiltà”.  “Ancora una volta- conclude Randisi- ricordiamo al sindaco Miccichè che il portavoce , secondo le norme vigenti, non può  scrivere comunicati stampa e diffonderli ai media o sul sito del Comune nè per il capo dell’amministrazione, nè per gli assessori ne tanto meno per il consiglio comunale. Vigileremo come sindacato sulla figura appena incaricata e segnaleremo all’Ordine eventuali abusi”.

 

I Carabinieri della Stazione di Canicattì e del Centro Anticrimine Natura di Agrigento hanno denunciato alla Procura della Repubblica il pregiudicato A.P., responsabile di traffico di rifiuti e realizzatore di una discarica nel pieno centro abitato di Canicattì.

I militari, che nell’ultimo periodo avevano ricevuto alcune segnalazioni dai cittadini residenti, si sono imbattuti nella montagna di immondizia, vasta circa 200 mq, accatastata in una piazzola della residenziale via La Loggia.

Data la vicinanza dell’abitazione del sospettato (si tratta del soggetto che i Carabinieri avevano sorpreso a trafficare i rifiuti durante il sequestro in contrada Cazzola dello scorso novembre), i militari hanno immediatamente approfondito, accertando come l’uomo accatastasse in quell’area i rifiuti, molti dei quali speciali e tossici, in attesa di rivenderli.

Presso l’abitazione dell’indagato, nel corso della perquisizione, i Carabinieri hanno trovato una vera e propria piccola azienda del riciclaggio dei rifiuti: le moto ape per trasportare il ferro raccolto in giro, alcune lavatrici parcheggiate in strada in attesa di essere smembrate, gli strumenti – le presse, le frese, le seghe – per tagliare, trasformare e miscelare i rifiuti, una parte dei quali destinata alla rivendita, mentre un’ultima parte smaltita in casa.

Mentre i Carabinieri specialisti del Centro Anticrimine Natura proseguono nell’inventario della mole di rifiuti trovata nella disponibilità di A.P., le aree perquisite sono state sequestrate: Sarà compito dell’Autorità Giudiziaria valutarne la sorte, anche in considerazione dell’eventuale danno ambientale causato dall’indagato con la sua attività totalmente abusiva.

Si è tenuta  all’ARS, presso la Commissione speciale d’indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali, per la delegificazione e la semplificazione normativa, presieduta dall’On. Carmelo Pullara l’Assemblea Regionale Siciliana , una audizione avente ad oggetto “le nostre scuole e l’assistenza ai ragazzi con disabilità gravi e gravissime”. Presenti all’incontro: l’Assessorato regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro  – Dott. Suraniti Stefano, direttore USR Ufficio scolastico regionale Sicilia – Dott. Greco Rosolino, dirigente generale del Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali – Il Dirigente della città metropolitana di Palermo- Il Dirigente ANCI Sicilia – Il Dirigente della Città metropolitana di Catania – Il Dirigente della Città Metropolitana di Messina. – Dott. Raffo Vincenzo, commissario straordinario libero consorzio Agrigento – Dott. Percolla Domenico, commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Siracusa – Dott. Di Fazio Girolamo, commissario straordinario del libero Consorzio di Enna – Ing. Alongi Duilio, commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Caltanissetta – Dott. Cerami Raimondo, commissario straordinario del libero Consorzio comunale di Trapani – Dott. Piazza Salvatore, commissario straordinario del libero Consorzio comunale di Ragusa  – Vincenzo Capomolla SGB  Direttivo nazionale – Sig. Profita Giuseppe, responsabile dell’Associazione famiglie Genesi. On. Maria Anna Caronia – On. Rossana Cannata –On.Nuccio Di Paola – On.Giovanni Di Caro.

SGB ha illustrato la grave situazione venutasi a creare nelle scuole della Sicilia, in particolare nella Città di Trapani, dove è venuta meno l’assistenza ai bambini con disabilità gravi e gravissime e decine di assistenti all’igiene disoccupati. Scuole costrette a chiedere l’intervento delle famiglie, ragazzi costretti a rinunciare alla scuola, genitori che scrivono ai Sindaci, chiedendo il ripristino del servizio.  I Commissari dei Liberi Consorzi,hanno delineato una analitica situazione della realtà siciliana. Ne è scaturito un numero esiguo di alunni aventi diritto, rispetto alla vasta platea della disabilità. Praticamente è disabile chi è in possesso di una certificazione UVM – unità valutativa multidisciplinare –  rilasciata dall’ ASP (art.3 comma 3 legge 104) Solo allora lo studente disabile ha diritto alla figura migliorativa OS – OSA. La stranezza della valutazione è che anche gli altri bambini studenti disabili, rientrano  nell’art.3 comma 3 legge 104. Dopo una lunga disquisizione sulle problematiche emerse, la Commissione ha approvato “l’abolizione”, almeno fino a dicembre la certificazione UVM.  Tutti i bimbi disabili sono figli di questa Terra. Non ci possono essere studenti disabili di prima classe e  di seconda classe – ha ribadito Aldo Mucci – La Commissione ha approvato il documento da trasmettere all’assessorato competente.

 

La Ditta T.C. ha partecipato alla selezione indetta dall’Amministrazione regionale nell’anno 2012 per la concessione di contributi in regime “de minimis” a valere sulla misura 3.2.2.4 del PO FESR Sicilia 2007/2013 volta a promuovere lo sviluppo imprenditoriale orientato alla promozione ed alla valorizzazione della fruizione turistica nei territori comunali della rete ecologica siciliana.
Il bando della procedura in questione indicava all’art. 2, tra gli interventi finanziabili, quelli relativi ad attività ricettive, precisando inoltre che relativamente alle predette attività sarebbero stati ammessi al contributo esclusivamente interventi di “riconversione e riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare già esistente”.
Prima di procedere alla presentazione della domanda di contributo, la Ditta chiedeva al RUP del procedimento se fosse ammissibile a finanziamento un intervento di riqualificazione di un edificio già esistente, ma manchevole degli infissi e delle rifiniture.
Ottenuta risposta affermativa dal RUP, la Ditta T.C. si determinava a presentare la domanda di aiuto.
Con provvedimento n. 617 del 27.06.2014, quindi, l’Amministrazione regionale concedeva il finanziamento richiesto.
La Ditta, dunque, avviava l’investimento programmato, procedendo a richiedere gli acconti previsti dal decreto di finanziamento a fronte di regolare rendicontazione dei lavori eseguiti.
Completati i lavori di riqualificazione, la Ditta presentava domanda di saldo.
Con decreto emesso in data 18.07.2016, l’Amministrazione regionale, preso atto della richiesta di saldo finale inoltrata dalla Ditta T.C. e corredata da tutta la documentazione prevista, disponeva nelle more dell’adozione del decreto definitivo l’erogazione del saldo finale per un importo residuo pari ad €18.903,40.
Senonchè, con nota del marzo 2017, l’Amministrazione regionale comunicava alla Ditta T.C. l’avvio del procedimento di revoca del decreto di concessione del finanziamento di che trattasi.
In particolar modo, l’Amministrazione evidenziava la non ammissibilità a finanziamento dell’intervento, in ragione del fatto che i lavori eseguiti non avrebbero riguardato un immobile già esistente, ma una struttura in corso di realizzazione .
La Ditta interveniva, dunque, nel procedimento con apposita memoria.
Ciononostante, l’Amministrazione confermava il provvedimento di revoca anche alla luce di un ulteriore asserito elemento di criticità rappresentato dalla omessa produzione del certificato di agibilità o abitabilità della struttura, intimando alla Ditta di restituire l’intero importo precedentemente erogato (euro 94.517,00 oltre interessi)
La Ditta quindi, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, ha impugnato innanzi al T.A.R. Palermo il provvedimento di revoca evidenziando molteplici profili di illegittimità e chiedendone, inoltre, la previa sospensione dell’efficacia.
In particolar modo, gli Avvocati Rubino ed Alferi  hanno evidenziato che: 1) l’intervento proposto dalla ditta risultava rispettoso delle previsioni del bando di gara, in quanto aveva riguardato un immobile esistente manchevole soltanto di infissi e rifiniture e non già di significativi elementi strutturali; 2) il provvedimento di revoca non risultava in ogni caso rispettoso del legittimo affidamento ingenerato nella ditta per effetto dei chiarimenti forniti dal RUP; 3) la ditta aveva provveduto a produrre tutta la documentazione richiesta sia al momento della presentazione della domanda di contributo che al momento del collaudo della struttura.
Senonché il T.A.R. Palermo, dopo aver rigettato la richiesta cautelare proposta dalla ditta, ha respinto nel merito il ricorso con sentenza n.1852/2021, asserendo in particolar modo la non ammissibilità a finanziamento dell’intervento ai sensi di quanto previsto dal bando di gara e l’assenza di un legittimo affidamento tutelabile.
La Ditta T.C., dunque, con il patrocinio degli Avv.ti Rubino ed Alfieri, ha impugnato la sentenza del T.A.R. Palermo innanzi al C.G.A., chiedendone la previa sospensione dell’efficacia.
I difensori della Ditta hanno evidenziato sotto più aspetti l’erroneità della sentenza del primo Giudice ribadendo l’ammissibilità a finanziamento dell’intervento di riqualificazione proposto dalla Ditta, nonché l’esistenza di un affidamento qualificato ingenerato nella Ditta in ragione dei chiarimenti forniti dal RUP.
Con ordinanza n. 548/2021, il C.G.A, ritenendo ad un primo esame corrette le tesi difensive degli Avv.ti Rubino ed Alfieri, ha sospeso l’efficacia della sentenza del T.A.R Palermo ed ha altresì fissato “per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 16 marzo 2022”.
In ragione dell’ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, la Ditta T.C. non dovrà restituire l’importo di euro 94.517,00 oltre interessi, corrispondente al finanziamento precedentemente concesso.

A Messina un uomo di 35 anni è stato arrestato perché indagato di divulgazione e detenzione di materiale pedo-pornografico. L’indagine a suo carico da parte della Polizia Postale è stata avviata a seguito di una segnalazione da investigatori degli Stati Uniti. Lui avrebbe usato reti estere per divulgare immagini di pornografia minorile (in alcuni casi anche di vittime in età infantile), e durante la perquisizione personale e informatica sono stati trovati e sequestrati migliaia di file conservati in suoi dispositivi. Il 35enne è stato arrestato in flagranza e posto ai domiciliari con provvedimento già convalidato dal Tribunale. Da accertare adesso sono le modalità di acquisizione del materiale sequestrato.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto procuratore, Chiara Bisso, titolare del fascicolo dell’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagini, come secondo prassi, la donna di 25 anni di Ravanusa che, alla guida della sua automobile Mercedes, lo scorso 18 agosto ha investito il bambino tedesco di 10 anni lungo la via Passeggiata Archeologica, nei pressi del tempio di Giunone. A carico di lei si ipotizza il reato di lesioni personali gravi a fronte di una presunta velocità eccessiva. Chiara Bisso ha inoltre disposto una consulenza tecnica al fine di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Consulenti di parte sono stati nominati anche dai familiari del bambino e dalla ravanusana.

Per l’anno scolastico 2021/2022 gli studenti della scuola Fontes Episcopi cambieranno casa: dall’inizio dell’anno scolastico, infatti, la scuola che ospita classi della primaria e della secondaria di I° grado verrà chiusa, per consentire la messa in sicurezza antisismica della struttura, poiché le indagini antisismiche sulla struttura hanno dato esito negativo.

Di conseguenza le classi, dovranno essere distribuite tra i vari istituti presenti nel territorio.

“Questa decisione – dichiara il Sindaco Giuseppe Pendolino – è stata determinata dalla necessità di tutelare al meglio la salute dei ragazzi e dei lavoratori della Scuola in quanto a seguito dei risultati delle indagini sperimentali richieste, hanno dato esito negativo per quanto riguarda la capacità statica e sismica della struttura, come chiaramente scritto nelle norme, se la verifica statica, in presenza delle sole azioni gravitazionali, non è soddisfatta, la struttura non è fruibile se non dopo un idoneo intervento. Fortunatamente grazie all’attenzione posta in essere da questa Amministrazione e ai finanziamenti ottenuti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, come si evince dalla variazione di bilancio approvata in sede di Consiglio Comunale per un importo di € 2.375.000, si è venuti a conoscenza delle grandi criticità presenti nella struttura, che altrimenti avrebbero portato anche a delle possibili catastrofi. Contiamo nell’arco di 18 mesi di poter restituire alla comunità scolastica, un nuovo istituto all’avanguardia e sicuro. Purtroppo, come Amministrazione, siamo consapevoli del grande disagio che tutto ciò causerà alle famiglie, soprattutto alle famiglie dei bambini che dovevano frequentare il nido, sopprimendo quindi tale servizio, dando priorità invece ad un servizio obbligatorio, in quanto il primo piano del Plesso Scifo verrà messo a disposizione della Dirigente Scolastica, che sapientemente sta cercando di distribuire le classi nel miglior modo possibile”.