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Ad Agrigento nel corso degli ultimi mesi i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato una ventina di posteggiatori abusivi sorpresi in attività al posteggio del porticciolo turistico “Cesco Tedesco” a San Leone. L’ultimo denunciato è un pluri-recidivo. Si tratta di un egiziano di 34 anni, già destinatario di un foglio di via obbligatorio emesso dal questore Maurizio Auriemma. E’ stato denunciato, anche per non avere adempiuto al foglio di via, e gli è stato imposto l’obbligo di presentarsi alla stazione dei Carabinieri di Bivona essendo lui residente a Bivona.

A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio investigativo, hanno prima notato dei movimenti anomali nei pressi dell’abitazione di un trentenne canicattinese e poi, a seguito dell’irruzione e della perquisizione, hanno scoperto e sequestrato una piantagione di marijuana. La canapa indiana, appena essiccata, sarebbe stata pronta all’uso. Il sequestro ammonta a circa 2 chili e mezzo di sostanza stupefacente, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. E’ stato arrestato Filippo Cutaia, 30 anni, che risponderà all’autorità giudiziaria di coltivazione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. E’ stato ristretto ai domiciliari.

 

Oggi pomeriggio alle 18 nell’atrio dell’Associazione Il Sorriso. Il sociologo converserà con Michele Rondelli e Francesco Spicola

Casteltermini, 6° appuntamento per Lampi nel Buio: si parla di Fake news e misinformation con Francesco Pira, co-autore di “Giornalismi”

 

 

Sarà presentato oggi pomeriggio a Casteltermini il saggio “Giornalismi – La difficile convivenza con Fake news e Misinformation”  scritto da Francesco Pira e Andrea Altinier con il patrocinio gratuito del Comune di Casteltermini, la collaborazione de “Il Sorriso” e delle sezioni agrigentine dell’ANCRI e dell’AICS, sesto appuntamento di “Lampi nel Buio”, rassegna culturale di SikeliaNews. L’incontro è fissato oggi alle 18 nell’atrio dell’Associazione “Il Sorriso”. Si parlerà con uno degli autori il Prof. Francesco Pira di Fake news e misinformation, tema di stringente attualità. Chiacchiereranno con l’autore Michele Rondelli e Francesco Spicola di SikeliaNews. L’incontro sarà preceduto dai saluti del Dott. Gioacchino Nicastro, Sindaco di Casteltermini; di Claudia Di Gregorio, Assessore alla Cultura;  del Dott. Cav. Giuseppe Petix, Presidente Provinciale AICS Agrigento e del Cav. Pietro Sicurelli, Presidente Provinciale ANCRI Agrigento

Venerdì 31 Agosto alle ore 18,30 a Porto Empedocle c/o la TORRE CARLO V, presenterà il libro STAGIONI DEL SILENZIO il dott. Renato Schembri.

Stimato psicologo agrigentino, Schembri, è anche un grande scrittore, il suo ultimo libro “STAGIONI DEL SILENZIO” edito da Ottolibri Edizioni, è un giallo di sciasciana memoria.

L’evento è inserito nel cartellone dell’ESTATE EMPEDOCLINA ed è organizzato dal Comune di Porto Empedocle in collaborazione con il SIL SICILIA.

Introdurrà la presentazione l’Assessore alla Cultura dott.ssa Stefania La Porta, colloquierà con l’autore il dott. Alessandro Accurso Tagano Coordinatore SIL SICILIA.

 

Il collaboratore della giustizia di Favara, Mario Rizzo, 32 anni, è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, nell’ambito dell’incidente probatorio sollecitato dalla Procura di Agrigento per “cristallizzare” tecnicamente la prova frutto delle dichiarazioni di Rizzo. Mario Rizzo ha confermato quanto dichiarato in precedenza, ossia che ad organizzare la spedizione punitiva contro il ristoratore empedoclino Saverio Sacco in Belgio, non per ucciderlo ma solo per ferirlo, è stato l’empedoclino Salvatore Prestia, cognato di Gerlandino Messina. E ciò perché la moglie di Sacco avrebbe accusato Prestia di essere stato lui l’autore di alcune “soffiate” che avrebbero provocato l’arresto del marito per droga. Mario Rizzo, che ha prodotto una lettera di scuse rivolte a Sacco, ha aggiunto di non essere associato ad alcuna famiglia mafiosa, e ha spiegato: “Ho iniziato a collaborare con i magistrati perché ho avuto un contrasto con alcuni albanesi per questioni di droga e temevo per la mia vita”.

Oltre l’agrigentino Leandro Picarella, con il suo cortometraggio “Epicentro”, anche un altro agrigentino partecipa a Venezia alla prestigiosa Mostra del cinema. Si tratta di Gero Arnone, originario di Favara, sceneggiatore e interprete, che, insieme al fumettista Gipi, presenta “Il ragazzo più felice del mondo”, un documentario a sfondo comico, che narra la storia vera di un misterioso fan che da 20 anni manda lettere cartacee a tutti gli autori di fumetti italiani. La proiezione in anteprima per il pubblico de “Il ragazzo più felice del mondo” è attesa al Lido di Venezia sabato 1 settembre, in Sala Giardino.

A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Emilio Nobile, 23 anni, sorpreso in movimenti anomali, come a volere eludere il controllo, a bordo di un’automobile, in possesso di un involucro prima trattenuto tra le gambe e poi gettato repentinamente a terra. Dentro sono stati scoperti circa 10 grammi di cocaina, risultata di ottima qualità, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. Risponderà di detenzione a fine di spaccio di stupefacenti e su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato ristretto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

 

Carissimi,
anche quest’anno, dopo avere ascoltato i miei collaboratori, ho inteso compiere alcuni trasferimenti di sacerdoti, per far fronte ai bisogni pastorali dei fedeli delle nostre comunità. Ringrazio i confratelli che hanno dato la loro disponibilità ai trasferimenti e, ancor prima, per il lavoro che hanno svolto, per poco o molto tempo, nelle comunità in cui sono stati finora impegnati. Una menzione particolare ai presbiteri che lasciano per raggiunti limiti di età e che continueranno a servire la Chiesa diocesana con altri incarichi; ai sacerdoti provenienti da territori di missione e ai religiosi che, dopo alcuni anni di servizio nella nostra Diocesi, sono stati chiamati dal loro Vescovo e dai loro Superiori ad altri servizi pastorali.
Vi comunico, con senso di gratitudine, i nomi dei singoli presbiteri interessati:
Nomina di Parroco:
Adrianoy don Blaise, Vocazionista, parrocchia Sacra Famiglia – Canicattì
Carbone don Giuseppe, U.P. SS. Crocifisso e BMV Immacolata – Siculiana
Fraccica don Angelo, U.P. S. Antonio e Vincenzo e S. Agostino – Licata
Lo Mascolo don Luigi, U.P. S. Giov. Battista e BMV Immacolata – Campobello di Licata
Mangione don Domenico, parrocchia S. Maria di Gesù – Cammarata
Martorana don Antonino, U.P. S. Biagio e Sacra Famiglia – San Biagio Platani
Militello don Andrea, parrocchia S. Nicola – Fontanelle – Agrigento
Panaro don Giacomo, Guanelliano, parr. BMV della Divina Provvidenza – Agrigento
Sciabbarrasi don Aldo, parrocchia S. Antonio di Padova – Raffadali

Nomina di Vicario Parrocchiale:
Ambel Mpepo don Pascal, parrocchia S. Gerlando – Lampedusa
Arcuri don Gianluca, parrocchia S. Gregorio – Agrigento
Attardo don Salvatore, parrocchia SS. Redentore – Canicattì
Cardella don Salvatore, U.P. S. Antonio e Vincenzo e S. Agostino – Licata
Mgeni don Pastor, U.P. SS. Crocifisso-Mad. del Rosario e BMV della Mercede – Aragona
Milawa don Benjamin, parrocchia SS. Trinità – Porto Empedocle
Ndzana Ndzana don Marcél, U.P. S. Venera e BMV del Carmelo – Grotte
Ortiz Candia don Juan Manuel, Guanelliano, parr. BMV della Divina Provvidenza – AG
Pace don Tommaso, U.P. S. Giov. Battista e BMV di Fatima – San Giovanni Gemini
Siwingwa don Evodius, U.P. M. SS. del Buon Consiglio e Santa Croce – Porto Emp.

Nomina di Rettore:
Apreda don Salvatore, Guanelliano, Santuario San Calogero – Naro

Nomina di Cappellano:
Ferranti don Salvatore, Suore Collegine della Sacra Famiglia – Racalmuto
Montana don Calogero, Istituto S. Teresa del Bambino Gesù – Campobello di Licata

Nomina Dipartimento Pastorale della Curia:
Sorce don Mario, Direttore del Servizio di Pastorale Sociale e del Lavoro
Sabato 8 settembre, alle ore 10,00, avrò il piacere di incontrare in episcopio, tutti i sacerdoti interessati al cambiamento per un saluto fraterno, per uno scambio di idee e per concordare le date dell’inizio del loro nuovo ministero.
Affido questi trasferimenti e nomine alla preghiera, alla preparazione gioiosa di tutti i fedeli, fiducioso che essi porteranno frutto a misura dell’accoglienza e della collaborazione che riceveranno.
A tutti la benedizione del Signore e l’augurio di un fecondo lavoro apostolico.

 

Sarà effettuato domani 31 agosto il programmato intervento di disinfestazione negli uffici della sede centrale di Piazzale Aldo Moro del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Chiuso anche il punto informativo di Porta di Ponte, sempre ad Agrigento.
Resteranno aperti, invece, gli uffici di Agrigento di Via Acrone nella sede ex ENEL, il Punto Informativo della Stazione, Via Esseneto ex IPAI, del Viale della Vittoria sede dell’Ufficio Tecnico e gli uffici del Giardino Botanico in Via Demetra. Inoltre, resteranno aperti gli uffici Urp delle sedi periferiche della provincia di Agrigento e il Punto Informativo di Porta Quinta, nella Valle dei Templi.
Gli interventi di disinfestazione saranno eseguiti dal personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Le normali attività di lavoro nella sede centrale riprenderanno il 3 settembre a partire dalle ore 8:00.
 

Costruita nel 1626 dopo l’epidemia di peste che sconvolse la Sicilia, è sopravvissuta ai bombardamenti ma non alle scarse premure di chi, negli anni ’50, ha eseguito dei lavori demolendo l’intera parte anteriore, senza conservare gran parte dei decori originali.

Si è salvata dai bombardamenti aerei del 1943 ma non dal degrado. Da oltre sessant’anni, la seicentesca chiesa di santa Rosalia, nella storica via Atenea del capoluogo agrigentino, attende il ripristino della facciata, smontata negli anni ’50 per lavori di consolidamento delle murature. Dell’opera originale non resta quasi nulla: poche e incostanti, infatti, sono state le premure affinché i decori fossero conservati. Eppure la chiesa dedicata alla patrona di Palermo rimane uno dei luoghi religiosi più importanti per la storia della comunità agrigentina. E ora il rifacimento sognato e sempre rimandato potrebbe – il condizionale è d’obbligo – farsi concreto. «Entro cinque anni sarà oggetto di ripristino», assicura don Giuseppe Pontillo, direttore dell’ufficio Beni culturali dell’arcidiocesi di Agrigento. In modi ancora da definire.

La nascita del luogo di culto affonda le radici nella storia siciliana. La chiesa viene costruita nel 1626 in segno di devozione verso la Santuzza, Santa Rosalia, per essere intervenuta contro la terribile epidemia di peste che, a partire dal 1624, infuriava sulla città di Palermo. «Il flagello – scrive lo storico e studioso locale Elio Di Bella sulle pagine del sito Agrigento ieri e oggi – giunse in Sicilia, secondo il racconto del Picone, nel giugno del 1624 quando approdò a Trapani un galeone proveniente da Tunisi, che scaricò nel porto merci appestate. A Palermo i fedeli si rivolsero alla vergine Rosalia il cui corpo era stato ritrovato in una caverna del Monte Pellegrino e pochi giorni dopo l’epidemia ebbe fine. Gli agrigentini allora cercarono le reliquie del loro proto-vescovo San Libertino, ma senza successo». Il destino degli abitanti di Agrigento sembrava segnato fino a quando «venne da Palermo un frate portando un osso dei piedi di Santa Rosalia e nell’anno seguente l’epidemia cessò. Ciò si attribuì alla protezione di Santa Rosalia. Fu dunque innalzata prontamente una chiesa a lei dedicata».

Della facciata, continua lo studioso, «in pietra di tufo arenario con capitelli lavorati, sormontato da un campaniletto», oggi resta una parete in mattoni rossi, inframmezzata da solai di cemento armato. Il degrado della struttura è stato oggetto di attenzione da parte di Legambiente che l’ha inserita nella 17esima edizione di Salvalarte Sicilia, campagna di sensibilizzazione per la difesa e la valorizzazione del patrimonio culturale. «La nostra attenzione si è concentrata principalmente su questo sito – commenta a MeridioNews il referente di Legambiente AgrigentoDaniele Gucciardo – perché abbiamo deciso di esplorare i territori interni della Sicilia, di solito lontani dalla ribalta mediatica, e focalizzare le problematiche relative al centro storico e al suo importante patrimonio artistico».

Ma perché la facciata è stata smantellata? A fare luce sulla questione è un dossierapparso sul settimanale dell’arcidiocesi L’Amico del popolo, a cura della giornalista Marilisa Della Monica, che prende in esame alcuni stralci di un volume edito dall’assessorato e dalla soprintendenza a proposito dell’immobile. Correva l’anno 1953 quando l’allora capo del Genio civile, rilevando «segni manifesti di dissesti gravi alle murature», ritiene opportuno intervenire con la «totale demolizione della parte anteriore». Tre anni dopo è il soprintendente Giuseppe Giaccone a correggere il tiro, raccomandando che quelle parti «venissero smontate con ogni cura e allo scopo di conservare il più possibile intatti gli elementi in pietra della decorazione architettonica». Eppure, si legge ancora nel dossier, «contravvenendo alle indicazioni della Soprintendenza di procedere al parziale smontaggio della parte sommitalesi demolì l’intera facciata».

La vicenda torna alla ribalta alla fine del 1967, quando l’ingegnere Donato La Mendola comincia a redigere un progetto di ripristino. L’idea è quella di utilizzare i pochi elementi originali sopravvissuti alla demolizione, unendone di nuovi coerenti e accurati come quelli antichi. Il progetto, però, non convince la Soprintendenza che, nell’ottobre del 1968, comunica il suo rifiuto all’assessorato regionale. La possibilità di ripristino svanisce definitamente nel 1971 con la dichiarazione del soprintendente Michele Gargano che stabilisce «gli elementi lapidei non sufficienti nella ricostruzione della facciata».

Il finale per l’immobile, dopo decenni di decadimento, sembrerebbe essere giunto a una soluzione. «La chiesa di Santa Rosalia – garantisce don Giuseppe Pontillo, direttore dell’ufficio Beni culturali dell’arcidiocesi di Agrigento – è stata inserita nel piano quinquennale 2017- 2022 dell’Arcidiocesi di Agrigento. Questo significa che entro cinque anni sarà oggetto di ripristino. Di sicuro non sarà possibile ricostruire la facciata com’era un tempo, perché molti elementi architettonici sono andati perduti. Bisognerà valutare il da farsi insieme all’ordine degli architetti, la Soprintendenza e il Comune».