Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 54)

Ad Agrigento, lungo la strada statale 640, nei pressi del famigerato bivio per contrada Maddalusa, già teatro di gravi incidenti, anche mortali, per cause in corso di accertamento si sono scontrati due scooter. E’ morto l’uomo alla guida di un Honda Sh 125, Michele Terrasi, 50 anni.

Sembra che lo stesso Terrasi dopo lo scontro, sia sbalzato oltre il guard rail morendo sul colpo. Il personale del 118, subito intervenuto sul posto, ha constatato la morte. Altri due, feriti, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Uno dei feriti sembra essere in serie condizioni.

Forse un sorpasso, per l’uno e l’altro scooter che provenivano in senso opposto. Allargarsi per effettuare il sorpasso sarebbe stato fatale per i due conducenti i quali non hanno potuto evitare lo scontro frontale.

Pesante il bilancio: un morto, e due feriti, uno dei quali in gravissime condizioni. Sembrerebbe anche che la vittima, dopo lo scontro, sia finito sotto una vettura di passaggio. L’incidente si è verificato nei pressi di contrada Maddalusa, scenario, questo, non nuovo a simili incidenti. Sul posto si sono recati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Agrigento per gli accertamenti del caso, mentre le persone ferite sono già all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

 

 

IL FATTO: una donna di 70 anni, Febbronia Cirami, si era presentata all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì a seguito di forti dolori addominali. Sembrerebbe che in quella occasione le siano stati diagnosticati dei calcoli alla cistifellea. Dimessa, era stato programmato l’intervento dopo alcuni giorni.

L’INTERVENTO CHIRURGICO: effettuati gli accertamenti, tac compresa, la donna sarebbe stata operata di colecisti. Il quadro clinico che si presentava era molto complesso e, a quanto pare, nonostante l’effettuazione della tac, non sarebbe stato diagnosticato un tumore. Sembrerebbe che lo stesso intervento, a causa della complessa situazione, abbia provocato lesioni gravissime al fegato della donna. La stessa donna era stata nuovamente ricoverata al Barone Lombardo dopo alcuni giorno dall’intervento a causa dei forti dolori addominali che persistevano. Nel marzo successivo la donna era stata ricoverata all’0spedale di Agrigento a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute; il figlio si era accorto che esistevano delle perdenze ematiche. Dopo qualche giorno di coma la donna è deceduta.

LA RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO: il Pubblico Ministero della procura di Agrigento, Chiara Bisso, ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro medici chirurghi dell’ospedale di Canicattì. Si tratta di F.C., 35 anni; A. L., 32 anni; A.M.M., 67 anni; M.E.Z., 59 anni. Inizialmente nel registro degli indagati erano stati iscritti anche altri medici dell’ospedale San Giovanni di Dio, ma dopo la consulenza del medico legale della Procura per i 22 indagati è stata chiesta l’archiviazione.

LA CONTESTAZIONE DELLA PROCURA: la Procura di Agrigento contesta la mancata diagnosi di un tumore, nonostante un accertamento chiaro come è quello della tac. Secondo la Procura la scoperta della presenza di un tumore avrebbe dovuto indurre i medici a valutare prudenzialmente l’intervento chirurgico”.

L’udienza è stata fissata per il 16 novembre prossimo dinnanzi al Gup Stefano Zammuto.

 

 

 

 

 

Una donna di Favara di 56 anni, ricoverata al Covid Hospital di Ribera, è morta questa mattina. Era ricoverata da alcuni giorni a Ribera dopo i primi sintomi a casa. La situazione, in un rituale che purtroppo si ripete, è precipitata nelle ultime ore.

La donna non era vaccinata, non per sua scelta, ma per uno stato di salute che non consigliava la vaccinazione. I deceduti della provincia di Agrigento, da quando appunto è scoppiata l’emergenza sanitaria, sono adesso complessivamente 287.

Nel centenario della nascita dello scrittore di Racalmuto, l’attore marsalese darà vita alle sue parole eterne con un reading di due racconti “Il lungo Viaggio” e “Un caso di Coscienza” tratti da “Il mare colore del vino”
 “Uno spazio così suggestivo e così onirico ha bisogno di uno spettacolo adatto: ho scelto due racconti di Leonardo Sciascia. L’ho fatto per non perderci di vista, per stare allerta. Ricorderemo che tutti siamo stati migranti, ma indagheremo anche nel mondo del dubbio e del pettegolezzo…”. Con queste parole Alessio Piazza ha spiegato la sua scelta di dar vita ad un reading di due racconti del grande scrittore siciliano, tratti da “Il mare colore del vino”.
L’evento si inscrive all’interno della rassegna organizzata dal Movimento Artistico Culturale città di Marsala che si svolge nel teatro a mare “Pellegrino 1880” realizzato grazie al main sponsor Cantine Pellegrino, in una vasca dell’antica Salina Genna.
“L’intento – continua Alessio Piazza – è, nella suggestiva cornice della Salina Genna, far godere al pubblico di cittadini e turisti, le parole di uno spirito libero, di uno scrittore coraggioso e anticonformista, che ha fatto della critica sociale e dell’impegno civile la sua ragione d’essere. Una lettura fondamentale per comprendere meglio non solo il recente passato del nostro Paese, ma anche la complessità della società d’oggi”.
Dunque il 18 agosto alle 19,45, protagonista della serata sarà: la coscienza di essere siciliani, percorrendo un viaggio fatto di tinte forti e toni sagaci. Due narrazioni per pensarci figli di questa terra intensamente variopinta, capace di sapida ironia e di memoria eterna.
“Entrambi i racconti sono adatti sia al contesto che alla location. Il primo racconto, Il lungo Viaggio – continua Alessio – ci ricorda che siamo stati tutti migranti, un tempo e in un momento come questo ricordarci questo è importante. Così come Un caso di coscienza, la storia dell’avvocato Vaccagnino, della borghesia siciliana, che legge su una rivista una lettera di una cittadina del suo paesino, il tradimento del marito. Si apre una voragine… quella del pettegolezzo ma anche del dubbio, quindi della coscienza”. Sarà un reading -dove ognuno potrà trovare le proprie dimensioni nell’ironia sempre tagliente e sagace di Leonardo Sciascia.
La kermesse conta sul patrocino del Comune di Marsala.

“Come era assolutamente prevedibile già da stamattina è caos in tutti gli uffici comunali e pubblici di Palermo, come in quello delle aziende partecipate. Decine di persone che avevano prenotato appuntamenti da giorni, in alcuni casi da settimane o da mesi sono stati mandati via perché privi di greenpass. E così niente carta d’identità per molti e addirittura l’impossibilità di dichiarare la nascita di un bambino.”

Questa la denuncia dei consiglieri della Lega Igor Gelarda e Marianna Caronia, insieme alla responsabile dei giovani della Lega Elisabetta
Luparello: “Come avevamo previsto, e come chiaramente scritto dal Garante per la privacy, l’Ordinanza del Presidente Musumeci ha di fatto introdotto l’obbligo vaccinale, non previsto dalla normativa nazionale.Cosa accadrà a chi sceglie, nel pieno rispetto della legge, di non vaccinarsi? Dovrà rinunciare ad avere la carta d’identità? Non potrà registrare atti e documenti quando l’amministrazione pubblica non è in grado di fornire i relativi servizi online?

Insomma stiamo rischiando di creare migliaia di nuovi clandestini, ma saranno cittadini italiani trattati anche peggio dei clandestini extracomunitari, che hanno diritto a cure ed assistenza gratuite. Questa ordinanza si conferma del tutto priva di logica giuridica in alcune sue parti e i suoi effetti nefasti sulla popolazione e sull’organizzazione degli uffici pubblici si stanno già vedendo. E a breve – concludono i tre esponenti leghisti – vedremo l’effetto più grave, quello determinato dall’obbligo di pagamento per i tamponi, che farà crescere a dismisura il numero di positivi inconsapevoli che a centinaia, se non a migliaia andranno in giro diffondendo il virus.”

di Franco Pullara

Sul sito della Regione l’assessore regionale Baglieri definisce le «Discariche abusive a Noto inammissibili, la Regione deve essere pronta a collaborare»

Va bene, anzi benissimo e aggiungo si è perso pure tempo nell’intervenire su un problema penalizzante per l’Isola che meriterebbe ben altro destino, ma a Favara, più che a Noto, è in atto una sorta di guerra che dura da anni e che oggi registra la piena vittoria degli incivili sui cittadini virtuosi ai quali è negata persino la speranza di interventi regionali ispettivi sulla ribellione a pagare la Tari, oltre il 72 per cento della platea dei contribuenti si astiene, sui costi del servizio inadeguato nella sua qualità e sulla totale assenza di controlli del territorio.

“Non è ammissibile che il valore delle risorse turistiche del territorio siciliano venga deturpato a causa dei rifiuti abbandonati per strada». Dice altrettanto bene l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri, in riferimento alle discariche abusive che invadono alcune arterie stradali del territorio comunale di numerose città siciliane invase dai turisti, come accaduto anche a  Noto, in provincia di Siracusa.
A Favara, oltre alle strade di collegamento con la città, i rifiuti invadono il centro storico e le periferie senza risparmiare un angolo cittadino. E vi è di più. I netturbini non sono pagati regolarmente, scioperano per settimane consecutive, quando il Comune è, almeno al momento, in arretrato nei pagamenti di due mensilità alle ditte che gestiscono il servizio. E molto probabilmente non riceveranno il pagamento delle future mensilità perché la sindaca si è dimessa, la Regione a distanza di due settimane non ha ancora nominato il Commissario, e il prossimo primo cittadino si insedierà ad ottobre.  Roba da leccarsi le orecchie.
«Il problema dell’abbandono della spazzatura in strada – aggiunge l’assessore – non è nuovo per i siciliani e non rappresenta affatto un bel biglietto da visita per le nostre città. Proprio per questo ho appena sentito telefonicamente il sindaco di Noto, al quale ho manifestato ampia disponibilità a collaborare alla concreta promozione di iniziative di sensibilizzazione per incentivare comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Ho inoltre ribadito l’importanza della massima vigilanza sul rispetto dei contratti di raccolta. La complessità del problema richiede che ognuno faccia la propria parte e Il governo Musumeci intende fare la propria».
I favaresi vorrebbero credere che il governo Musumeci voglia fare la sua parte, ma i fatti lo smentiscono. Lo smentiscono i maggiori costi per la mancanza di un serio piano discariche nell’Isola e più gravemente il mancato interesse su una città ridotta ad una mega discarica, quando solo agli eschimesi si può far passare che non conoscono l’attuale gravissimo stato di Favara messa in ginocchio e sfregiata dai rifiuti.

Innamorato della Sicilia, Mick Jagger avrebbe comprato casa a Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa. E’ quanto riporta il sito web Ragusanews, dando per certo l’acquisto di una villa vista mare. Il frontman dei Rolling Stones da un anno è ospite di alcuni amici nelle campagne tra Modica, Palazzolo Acreide e Noto. E le meraviglie di uno dei luoghi più belli e suggestivi della regione lo avrebbero indotto a trasferirsi sull’isola.

Nei giorni scorsi i militari della Tenenza di Corleone, in esito ad attività di intelligence economico-finanziaria e in stretta sinergia e collaborazione info-operativa con l’INPS, hanno individuato tra Corleone, Villabate, Godrano, 5 soggetti risultati tutti illecitamente beneficiari del Reddito di Cittadinanza.
I soggetti controllati avevano omesso di comunicare dati e informazioni risultanti ostative per la concessionedel beneficio.

Due di essi avevano omesso di dichiarare che all’atto della presentazione dell’istanza uno deicomponenti il proprio familiare era stato sottoposto a misure cautelari personali. Un terzo non aveva indicato nell’istanza che due dei componenti il proprio nucleo familiare risiedevano, stabilmente, in una struttura residenziale con retta a totale carico del Comune di Corleone e che pertanto non potevano essere considerati in carico al richiedente.

Un altro soggetto, invece, non aveva indicato la titolarità, da parte un componente il proprio nucleo familiare, di cespiti patrimoniali diversi, dalla casa di abitazione, il cui valore, ai fini IMU, superava la soglia di €. 30.000 prevista dalla normativa.

Infine nei confronti di un quinto soggetto, i militari hanno rilevato, nell’ambito degli ordinari servizi d’istituto, che un familiare aveva avviato un’attività commerciale abusiva in forma ambulante.
Tenuto conto che tali circostanze costituiscono cause ostative alla concessione del beneficio, i finanzieri hanno proceduto a segnalare i soggetti alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per la violazione prevista dall’art. 7 del D.L. 4/2019 e, contestualmente a comunicare gli indebiti percettori agli uffici I.N.P.S.
competenti territorialmente per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite, pari complessivamente a circa € 30 mila.

A Caltanissetta la Squadra Mobile, grazie anche ai filmati della video-sorveglianza e all’ascolto di alcuni testimoni, ha identificato, rintracciato e denunciato un uomo di 30 anni, di Caltanissetta, per lesioni aggravate a danno di un ragazzo originario del Gambia. Nel centro storico, all’interno di un bar, lui ha colpito alla testa con una bottiglia di vetro il giovane gambiano, coinvolto in un diverbio con altri avventori. Nessuno dei presenti è intervenuto in soccorso del ragazzo, e solo una telefonata è giunta al 112 per segnalare quanto accaduto. Inoltre, i testimoni prima si sono trincerati nel silenzio, e poi, invece, registrati anche loro dalle telecamere e identificati, hanno raccontato e confermato l’aggressione.