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“Sui 45 milioni di euro, sbloccati con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, inspiegabile l’esclusione della nostra provincia. Siamo la cenerentola della Sicilia.”

La Uil di Agrigento interviene sul nodo strade provinciali e rimane basita dopo l’annuncio del governo regionale sulla distribuzione dei 45 milioni di euro con il Patto per il Sud per la viabilità provinciale, che vede a oggi esclusa la nostra provincia che su questa tematica necessita interventi da cavallo.

“Siamo a dir poco sconcertati avendo appreso che, dopo la conferenza stampa del Presidente Musumeci, dell’Assessore regionale alle infrastrutture Falcone e del dirigente generale Bellomo, dei 45 milioni di euro del Patto per il Sud per opere di migliorie e messa in sicurezza delle strade provinciali per Agrigento e la sua provincia sono stati accantonati zero euro.
Riteniamo questa distribuzione delle risorse ancora una volta iniqua e offensiva per il territorio. Non è possibile, in un momento drammatico per i nostri paesi, sia dell’entroterra che della fascia costiera, ritrovarsi a mani vuote, quando dei primi segnali sarebbero potuti ripartire.
Abbiamo sentito dalle parole del governatore Musumeci in quale situazione drammatica versa la provincia ennese sulla viabilità secondaria e delle difficilissime condizioni di mobilità per i residenti nel territorio che è completamente isolato; nondimeno vogliamo ricordare al governatore che la nostra organizzazione sindacale è da tre anni che sollecita in tutti i modi il governo regionale ad intervenire, senza avere finora risposte concrete per la provincia agrigentina. Non è possibile negare l’evidenza, qui, da Santa Margherita Belice a Campobello di Licata, il livello di sicurezza di queste strade è pari a zero. In molti casi si è andati avanti con ordinanze di chiusura o interdizioni di alcuni tratti. Nel mese di luglio in una conferenza stampa il commissario del Libero Consorzio di Agrigento aveva illustrato il piano di interventi sulla viabilità provinciale, non riusciamo a capire cosa sia successo adesso.
Escluso qualche deputato regionale che è intervenuto sulla vicenda con un tour capillare sulla provincia, i parlamentari nazionali e regionali sono stati distratti in altre tematiche; noi li sollecitiamo ancora una volta, e la Uil è disponibile ad incontrarsi con chiunque sia realmente interessato a correggere queste storture che ricadono sui cittadini e sulla normale circolazione e sulla sicurezza di chi ogni giorno non sa neanche come tornare a casa.
Non possiamo rimanere più inermi e silenziosi, Agrigento non può continuare ad essere una provincia di serie b assieme ai suoi coprovinciali, il dato più emblematico è che moltissimi giovani stanno emigrando e che i livelli economici, occupazionali e di vita si sono abbassati, anche per un certo disinteresse ormai conclamato dei governi e della classe politica che non è più accettabile.”

Ponti e, adesso anche, gallerie interdetti. «La città è isolata, gran parte dei collegamenti stradali, per diversi motivi, sono inibiti al traffico. Siamo tornati indietro di 50 anni e nel caso in cui si rendesse necessaria, a causa di eventi catastrofici, l’evacuazione ci ritroveremmo con le vie di fuga chiuse» – ha sbottato, ieri, il segretario della Cisl Maurizio Saia.

Poche ore prima, l’annuncio dell’Anas: fino al 30 settembre – per verifiche ed eventuali interventi all’interno della canna in direzione Nord – la galleria Spinasanta sulla statale 118, in direzione Raffadali, resterà chiusa.

Episodi del genere sono la conseguenza del clima di odio ed intolleranza, che cresce nel nostro paese e quotidianamente ha come protagonisti, diversi balordi che sfogano la propria rabbia attraverso i social e con la violenza fisica e che purtroppo nell’ultimo periodo, ha visto anche diversi esponenti del governo nazionale, assumere atteggiamenti razzisti.

La comunità raffadalese si è sempre contraddistinta per la grande capacità di accoglienza ed integrazione, prova ne sono le diverse comunità, presenti nel nostro territorio e purtroppo fatti del genere, anche se compiuti da isolati individui, ci rattristano.

Un forte grido di NO al Razzismo ed ogni forma di odio ed intolleranza, era stato lanciato durante l’iniziativa organizzata dal nostro circolo, intitolata “Ripartiamo dai principi”.

Il Partito Democratico, assieme alle diverse associazioni ed organizzazioni, sosterrà sempre le politiche che mirano alla tutela e all’integrazione dei più deboli e contrasterà con ogni mezzo, tutti quei tentativi che rappresentano una deriva per il nostro paese.

Sono di questi giorni, due delibere del Comune di Floresta che danno il via a due importanti collaborazioni, al fine di fornire efficaci e nuovi spazi di crescita e di consenso, innanzitutto attraverso la piena consapevolezza delle prassi e dei codici della rappresentanza degli interessi, che tali figure rappresentano, ed attraverso la capacità di definire e mettere in atto le più efficaci strategie di comunicazione.
Attesa la necessità per il Comune di Floresta di ricorrere a tali professionalità esterne e competenti per sviluppare una conoscenza approfondita dei processi che presiedono alle attività decisionali dell’Amministrazione stessa, il sindaco Antonino Cappadona ha voluto entrambe le due nuove figure professionali che hanno alle spalle quell’esperienza che li qualifica nell’ambito delle attività di programmazione per gli Enti Locali avendo svolto diversi incarichi in enti a supporto sia della comunicazione che dei processi di programmazione progettazione e attuazione di interventi di finanziamento.
Il dott Piero Ridolfo, il primo ad essere nominato come consulente esterno dell’amministrazione per le relazioni istituzionali della rappresentanza, degli interessi e della comunicazione esterna dell’ente locale, che curerà, inoltre, le attività di relazione e network istituzionale a livello locale, regionale, nazionale e internazionale e le attività di comunicazione. Originario di Ficarra, comune messinese non molto lontano da Floresta, ha un curriculum di tutto rispetto in tal ambito come ad esempio l’incarico dal sindaco della sua città, Basilio Ridolfo, dal 2007 al 2016, come responsabile delle relazioni esterne e della formazione per lo sviluppo sociale, economico e culturale.
“Adesso accetto di buon grado questa nuova avventura, a titolo gratuito ed a tempo determinato per la durata del mandato elettorale del sindaco Antonino Cappadona e della sua Amministrazione”, dichiara Ridolfo, e dà appuntamento al prossimo mese con la rinominata manifestazione annuale a Floresta Ottobrando, a cui sta già lavorando.

Il secondo esperto è Giuseppe Mazzullo, classe 1975, di San Fratello, che ha avuto anche lui un incarico, a titolo gratuito e a tempo determinato coincidente con questo mandato amministrativo del primo cittadino di Floresta, curerà l’attività di rafforzamento dei processi di programmazione, progettazione, controllo e sorveglianza degli interventi cofinanziati a valere sui fondi strutturali e di investimenti europei, dei fondi FSC. Curerà gli interventi dei programmi tematici per il ciclo programmatorio 2014\2020.

Da oggi, domenica 2 a mercoledì 5 settembre, la Sicilia ospiterà il Progetto Rete siti Unesco, elaborato dall’associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia). Dopo la presentazione ufficiale a Matera, in Basilicata, lo scorso 18 luglio, e le tappe in Puglia, Campania e Sardegna, è la volta della Sicilia accogliere il progetto nato con l’obiettivo di dar vita ad una rete tra i territori del Sud Italia che ospitano un sito Unesco, per promuovere, a partire dalla capacità attrattiva del brand Unesco, e attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territori in un’offerta turistica unica e integrata.

Interessati 14 siti Unesco del Meridione: i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera (MT), la Costiera Amalfitana (SA), il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (SA), il Complesso monumentale di Santa Sofia (BN), la Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l'acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio (CE), Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (PA), Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica (SR), le Città tardo barocche del Val di Noto (SR), la villa romana del Casale di Piazza Armerina (EN), l’Area Archeologica su Nuraxi di Barumini (SU), i trulli di Alberobello (BA), Castel del Monte (BT), il santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG), la Foresta Umbra (FG).

Elemento fondamentale del progetto è il Festival Experience, la cui direzione artistica è stata affidata a Gaetano Stella, con la direzione organizzativa di Elena Salzano. Protagonisti i siti del Patrimonio mondiale dell’umanità del Sud Italia della Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ad ogni spettacolo (tutti ad ingresso gratuito) è stato abbinato un tema, in base anche al luogo in cui sono state ambientate le scene. Si parte, dunque, dal passato di un luogo, dalla sua storia, dalle sue leggende e tradizioni, per poi raccontare il viaggio della civiltà in chiave moderna. Il viaggio della civiltà non viene cristallizzato in una storia già scritta e raccontata, ma prende vita e forma da un presente mutevole e da vivere. 

Dieci i temi trattati all’interno degli spettacoli del Festival: la fede, la festa, il potere, il mito, l’amore, l’orgoglio, l’arte, la memoria, la libertà e l’origine. Tutti temi legati indissolubilmente alla storia della civiltà, con le sue battaglie, le sue rovinose cadute e le sue coraggiose risalite, con i suoi personaggi storici e mitologici che, in un modo o nell’altro, hanno creato l’uomo di oggi. In ogni tappa, dunque, protagonisti i siti Unesco presenti sul territorio, con seminari inerenti lo sviluppo turistico e culturale delle aree coinvolte, spettacoli di teatromusica, concerti, convegni, eventi collaterali, invasioni digitali, oltre ad un tour di blogger dell’associazione italiana travel blogger che raccontano queste cinque regioni italiane attraverso la loro storia, ma con uno sguardo sempre rivolto al presente e al futuro. All’interno del Progetto si avranno, quindi, delle vere e proprie “invasioni” digitali che riguarderanno le visite guidate di gruppo ai siti Unesco con invito ai partecipanti di scattare foto e video e diffonderle in maniera virale sui social, con l’utilizzo dell’# ufficiale dell’evento #patrimonidelsud.

Questa sera, alle ore 20.30, nella Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, si terrà lo spettacolo di teatromusica dal tema “L’orgoglio”. Protagonista “Il siciliano che inventò il jazz”, ovvero l’affascinante e suggestiva storia di Nick La Rocca, tra parole e musica. Per la tappa siciliana del progetto, domani, 3 settembre, alle ore 18, le “invasioni digitali” saranno ambientate nell’antica Siracusa. Armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere, i visitatori potranno condividere la propria passione per far conoscere, attraverso il web, il nostro immenso patrimonio. Un social tour utile a fornire una visione differente e collettivamente costruita dei luoghi della cultura, regalando loro nuova vita. Sempre il 3 settembre, alle ore 21, spettacolo di teatromusica nel Convitto delle Arti di Noto (Sr) con “BaroccoJazz”, Concerto di poesia barocca e musica jazz, un suggestivo spazio senza tempo dove passato e futuro si uniscono; la musica e la poesia, nell’universalità del loro linguaggio, travalicano stili, periodi storici e geografici per parlare al cuore degli uomini di ogni tempo.

Il 4 settembre, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Cefalù (Pa), si terrà il seminario dal tema “I presidi Unesco: quali fattori di sviluppo turistico e culturale”, durante il quale verrà presentata anche la rete PatrimonidelSud, mirata a costruire il circuito di servizi nel territorio siciliano interessato dai siti Unesco. Interverranno: il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina, il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente dell’Associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora.

Alle ore 21.30, nell’atrio della scuola elementare via Giglio Cefalù (Pa), spettacolo di teatromusica dal titolo “Si cunta e s’arricunta…”, dove il tema portante è “La memoria”. Protagonisti, infatti, antichi cunti siciliani per raccontare, tra storia e leggenda, la memoria di un popolo. Ultimo appuntamento in Sicilia il 5 settembre, alle ore 21, nel Palazzo del Governo del Libero Consorzio di Siracusa con lo spettacolo di teatromusica dal titolo “Uomini, idee e musica” – un viaggio verso il nuovo mondo fra sogni, speranze e arte – che rientra nel fitto calendario del Festival Experience. Per tutti gli spettacoli di teatromusica inerenti il Festival Experience, in Sicilia, protagonisti gli attori Elena Parmense e Gaetano Stella, e l’Acustic swing trio con Mauro Carpi (violino), Michele Pantaleo (chitarra), Giacomo Bertuglia (contrabbasso), Antonella Parnasso (voce). 

Tra le attività messe in campo per la valorizzazione dei siti Unesco e dei territori ad essi collegati, meritano particolare attenzione anche il portale www.unesconet.eu e la virtual app card. Il portale è un contenitore di servizi e di informazioni che rispondono concretamente alle esigenze del turista; consente la visita virtuale ai luoghi Unesco, la conoscenza delle caratteristiche e peculiarità dei territori, la costruzione di itinerari personalizzati e l’accesso ad altri servizi. La virtual app card, invece, è una card turistica virtuale integrata che dà diritto a un sistema integrato di agevolazioni, quali sconti, promozioni, e dà visibilità agli operatori che hanno aderito alla rete. In tal modo il turista potrà optare per soluzioni integrate (ricettività, tempo libero, trasporto locale, acquisto di prodotti tipici, visite ai siti) con la possibilità di predeterminare in anticipo le risorse di cui vuole godere e la migliore combinazione di agevolazioni per l’accesso.

Il progetto, dopo il ricco calendario in Sicilia, si concluderà in Basilicata il prossimo 14 settembre. «Desidero, anche, in qualità di responsabile della comunicazione, – sottolinea Filippo Spallina, responsabile attività operative comunicazione e disseminazione del progetto Rete siti Unesco – ringraziare preliminarmente tutti coloro che hanno contribuito fattivamente sia a livello istituzionale che come società aggiudicatrici delle relative gare previste dal Progetto per aver consentito in tempi ristretti l’espletamento di un progetto la cui attuazione era prevista originariamente nell’arco di due anni e che invece si sta realizzando in pochi mesi. Il progetto ha avuto la preziosa quanto sinergica collaborazione di associazioni di categoria degli imprenditori e in particolare del settore turistico, alberghiero, della ristorazione, della cultura e dei servizi commerciali in genere. Un segmento fondamentale del progetto è il Festival Experience che in questi giorni vedrà protagonisti i siti Unesco proprio della regione Sicilia». Infatti, si svolgeranno diverse manifestazioni/eventi presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, il Comune di Noto e il Libero Consorzio Comunale di Enna. L’organizzazione degli eventi è avvenuta di concerto con la Società Ediguida Srl. Tanti gli appuntamenti che si terranno in questa tappa siciliana. 

Tra gli altri, a Cefalù, il 4 settembre, si svolgerà il seminario “I presidi Unesco quali fattori di sviluppo turistico e culturale”. Saranno presenti i sindaci dell’Itinerario Arabo Normanno: il sindaco metropolitano, Leoluca Orlando, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, il sindaco Monreale, Piero Capizzi, il presidente dell’associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora e altri sindaci del territorio della città metropolitana di Palermo. Sono stati, altresì, invitati l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Sandro Pappalardo, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, il prefetto, Antonella De Miro, il vescovo di Cefalù e altre autorità e rappresentanti delle associazioni di categoria sia dell’Imprese che dei consumatori.

«La costituzione del progetto Rete siti Unesco e la promozione del Festival Experience all’interno delle sue bellezze – sostiene il sindaco di Ventimiglia di Sicilia, Antonio Rini – è la conferma di un cammino dei territori che costruiscono il proprio futuro in ragione dello sviluppo economico culturale e sociale, partendo dalle proprie radici. L’inserimento dell’itinerario Palermo Arabo Normanno come Patrimonio dell’umanità, ha aiutato cittadini e operatori ad una sana presa di coscienza prestando attenzione ai crescenti flussi turistici che costituiscono la conferma che, partendo dalla propria storia, è possibile coniugare cultura, futuro e sviluppo economico». 

«Con il riconoscimento della World Heritage List dell’Unesco – sottolinea Andrea Cusumano, assessore alla Cultura, Beni culturali del Comune di Palermo – l’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale è diventato ancor più fortemente simbolo di quell’ideale di bellezza che unisce i popoli e sollecita la costruzione di un mondo di pace. La dimensione sincretica del nostro patrimonio monumentale ha consentito di ricostruire una narrazione su Palermo come città dell’accoglienza e del dialogo tra le culture, riportandoci al centro dell’attenzione internazionale. Capitale della Cultura e Manifesta, proseguendo in questo solco, rappresentano l’impegno che la città sta sostenendo per imporre autorevolmente la propria voce su temi d’importanza globale come la mobilità internazionale ed i cambiamenti climatici. Questo il senso più profondo del cambiamento culturale a cui ha contribuito il riconoscimento Unesco, a cui va certamente aggiunto una maggior attenzione alla cura del nostro patrimonio materiale ed una crescita significativa del settore turistico».  

«L’equilibrio tra protezione della natura e tutela dei beni culturali – illustra Antonella Fucile, capo settore pubblica istruzione, servizi sociali, cultura e sport Libero Consorzio Comunale di Siracusa – rappresenta una continua interazione tra l’uomo e la natura, spesso in antitesi e conflitto. Le cronache quotidiane ci raccontano di quanto difficile sia il mantenimento di questa armonia ed evidenziano come sia importante conoscere ogni bene rispettandone la cornice civile e politica. Con il progetto Rete siti Unesco i territori del Sud Italia hanno messo al centro i loro gioielli di famiglia, i siti Unesco, portatori di esperienza di vita, costumi, linguaggi diversi, per creare, attraverso la passione della civiltà del passato, occasioni di incontro e di dialogo, superando le differenze e diffondendo una cultura comune nell’unicità che i siti rappresentano».

«Il Festival Experience – sottolinea Vincenzo Garbo, assessore alle Politiche culturali del Comune di Cefalù – può essere una opportunità per analizzare l’importanza dei siti Unesco come fattore di sviluppo dei territori. Elemento assai importante, specialmente in Sicilia e nel Meridione d’Italia. La sfida che ci attende è fare del riconoscimento Unesco dei nostri siti, tra i quali “Palermo arabo- normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale” una occasione per incrementare il turismo culturale, in maniera tale da puntare su un target che consenta la progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. L’auspicio è che si possano incrementare le sinergie tra gli Enti di governance del territorio, istituzioni culturali e operatori del settore della ricettività turistica. In tal senso i segnali sono incoraggianti. Occorre continuare a lavorare in questa direzione».

«Siamo molto contenti – dice l’assessore al Turismo del Comune di Noto, Giusi Solerte – che la nostra città sia stata scelta per ospitare la tappa di un appuntamento che coinvolge tutto il Sud Italia, zona che ospita un grande numero di siti Unesco. Sarà l’occasione per uno scambio culturale e per la creazione di un sistema di rete per la valorizzazione dell’enorme patrimonio artistico che accomuna i territori coinvolti, guardando anche alle ricadute in termini economici e all’indotto portato da politiche che puntano sul turismo esperienziale e culturale. È una straordinaria opportunità per la nostra città, di confronto ma anche e soprattutto di messa in campo delle best practice in tema di turismo esperienziale e valorizzazione delle risorse artistiche e architettoniche, accompagnato dalla matura consapevolezza che la sinergia tra i diversi siti Unesco, possa realizzare compiutamente la virtuosa promozione di un vasto territorio, senza perdersi in sterili campanilismi, con una offerta variegata ed esaustiva in grado di soddisfare la richiesta del viaggiatore esigente, che vuole immergersi nel territorio e sentirsi parte della storia di esso, respirare le sensazioni ed emozioni della tradizione locale, segno di un genius loci che va preservato, tutelato e diffuso».

Il calendario venatorio presentato dall’assessorato all’Agricoltura si estenderà fino al 10 febbraio 2019. Gli ambientalisti criticano la Regione per aver disatteso il parere dell’Ispra. «Manca un monitoraggio che valuti se una specie è cacciabile», lamentano dalla Lipu

 

È come mettere in autostrada il limite di velocità a 450 chilometri orari. Completamente inutile». È questo il parallelismo fatto da Ennio Bonfanti, referente fauna Wwf Sicilia e membro del Comitato regionale faunistico-venatorio dell’assessorato all’Agricoltura, con le limitazioni previste dal calendario venatorio 2018-2019 presentato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea che si apre oggi per concludersi il 10 febbraio 2019. «Ben undici giorni di caccia in più e senza alcuna valutazione ecologica complessiva sui delicati equilibri fra le specie», criticano dalla sezione catanese della Lega italiana protezione uccelli (Lipu). Il punto che ha sollevato le maggiori critiche è stato l’aver disatteso il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), a cui spetta la valutazione tecnica della sostenibilità, delle modalità e dei tempi della caccia su tutto il territorio nazionale.

Sull’Isola la caccia è consentita «da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto», si legge nel documento. Cinque giorni a settimana: il lunedì, il mercoledì, il giovedì, il sabato e la domenica per circa cinque mesi. «Il cacciatore può abbattere complessivamente per ogni giornata di caccia 15 capi di fauna» anche se le diverse specie hanno particolari limitazioni giornaliere e stagionali. Nello specifico, il coniglio selvatico, la tortora e il merlo possono essere cacciati dall’1 settembre al 16 dicembre; la quaglia dal 16 settembre al 31 dicembre; il colombaccio, la gazza, la ghiandaia e la volpe dall’1 settembre al 6 gennaio e poi ancora dal 2 al 10 febbraio; la cesena, il tordo bottaccio, il tordo sassello, il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, l’alzavola, la canapiglia, il porciglione, il fischione, il codone, il mestolone, il moriglione, il beccaccino, la beccaccia e la pavoncella dal 16 settembre al 31 gennaio; per il cinghiale e l’allodola il periodo previsto va dall’1 novembre al 31 gennaio.

«Da oggi, quando si sente uno sparo nelle campagne, chi controllerà che il colpo partito dall’arma del cacciatore fosse rivolto a una specie piuttosto che a un’altra? – si chiede Bonfanti – Dovrebbe spettare al corpo forestale, le cui pattuglie però fino al 15 ottobre saranno impegnate con gli allarmi incendi, oppure anche a tutte le altre forze dell’ordine che sono spesso gravate da altri impegni». Altra novità di quest’anno per la pre-apertura (anticipazione dal 16 all’1 settembre) della stagione venatoria regionale riguarda la mancanza di date fisse prestabilite per queste due settimane, sostituite da una sorta di segno sul tesserinoche il cacciatore dovrà apporre prima di uscire per la battuta di caccia nel quale dovrà indicare anche le specie che intende cacciare per quella giornata. «È una cosa ridicola e di una ipocrisia colossale – lamenta il referente del Wwf -, un chiaro messaggio di apertura totale nei confronti dei cacciatori. Chi ci assicura che pur avendo indicato un certo tipo di animale sul tesserino, il cacciatore poi ritrovandosene davanti un altro decida di non sparare?».

La Regione, dunque, non ha tenuto conto delle indicazioni dell’Ispra su apertura e chiusura della caccia perché «non rispecchiano la realtà territoriale siciliana le preoccupazioni evidenziate nel parere secondo il quale la caccia all’avifauna dovrebbe aprirsi il primo di ottobre per consentire un completo sviluppo dei piccoli nati, per evitare il rischio di confusione, per ridurre il disturbo generato da un numero elevato di cacciatori». Le osservazioni arrivate su tutti e tre i punti da parte dell’assessorato regionale competente fanno riferimento al fatto che «già al primo di settembre la fauna è completamente matura e pronta al prelievo. Il rischio di confusione con altre specie – precisa il documento – circoscritto alla moretta e all’alzavola può essere eliminato vietando la caccia a queste specie. Il disturbo dovuto alla presenza di un elevato numero di cacciatori – continua – riguarderebbe esclusivamente le specie acquatiche ed è insussistente, stante che tali specie godono nell’Isola di una protezione territoriale praticamente assoluta; che – si conclude – la presenza in Sicilia di un elevato numero di cacciatori non rispecchia assolutamente la realtà dell’Isola essendo l’indice medio di densità venatoria tra i più bassi d’Italia». Le stesse considerazioni sono state utilizzate per non accogliere la proposta di data di chiusura della caccia che, secondo l’Ispra, dovrebbe essere anticipata al 20 gennaio.

«È vero che il parere dell’Ispra non è giuridicamente vincolante ma – sottolinea a MeridioNews il referente del Wwf – rappresenta delle indicazioni tecnico-scientifiche autorevoli. Il punto è che le osservazioni della Regione arrivano senza censimenti o studi a supporto. Si è perso di vista – aggiunge Bonfanti – che la fauna è un patrimonio che non si può limitare ai confini geografici: quindi, ammesso e non concesso che in Sicilia ci fosse un numero elevatissimo di una determinata specie sarebbe comunque un danno enorme, a livello globale,ucciderne gli esemplari in tempi sbagliati. Noi – conclude – non pretendiamo che la caccia venga abolita del tutto ma auspichiamo almeno che vengano evitati stravolgimenti ambientali». 

Preoccupazioni sono state espresse anche dalla Lipu. «Viene consentita la caccia di preapertura alla tortora che sta scomparendo a livello mondiale; al coniglio selvatico in fortissima diminuzione e scomparso da molte aree della Sicilia; al colombaccio che è ancora in nidificazione e abbattere anche un componente della coppia equivale a far morire i piccoli. Addirittura – continuano – in Sicilia la caccia verrà prolungata anche a febbraio, in piena migrazione, e questo anche se studi scientifici e monitoraggi a livello europeo dicono che molte specie di uccelli sono in forte diminuzione». Quello che sottolinea l’associazione ambientalista è che manca un monitoraggio scientifico per valutare se una specie è cacciabile. «Il coniglio selvatico che lo scorso anno era considerato in forte diminuzione – notano dalla Lipu – quest’anno è considerato in aumento malgrado abbia subito una stagione di caccia, e ciò viene dichiarato senza aver effettuato alcun monitoraggio per determinare la consistenza delle popolazioni siciliane sopravvissute. Peraltro – concludono – il coniglio selvatico sta alla base delle piramidi alimentari di aquila reale, di aquila di Bonelli, gatto selvatico e martora per cui la sua scomparsa metterebbe a rischio anche le specie predatrici».

 

Motovedetta Guardia costiera

Sei imbarcazioni, con a bordo in totale di 66 migranti, sono state bloccate stanotte a Lampedusa (Ag). I carabinieri della stazione hanno prima bloccato tre natanti, con a bordo complessivamente 30 persone, che erano appena approdati a molo Favarolo e poi un’altra piccola imbarcazione, con a bordo 14 migranti, che era riuscita a spingersi fino a cala Palme. La Guardia costiera, nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie, ha intercettato e fermato, invece, altri due natanti con a bordo 8 e 14 tunisini. Tutti i 66 migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola.
   

E’ stato riaperto al pubblico il glorioso palasport Pippo Nicosia di Agrigento, dopo i lavori ristrutturazione e ammodernamento sostenuti dalla Real Basket Agrigento, associazione sportiva che si è aggiudicata la gestione dell’impianto comunale. 

A tagliare il nastro tricolore, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, il figlio del compianto Pippo Nicosia, Giovanni, ed il presidente della Real Basket Agrigento, Alessandro Bazan.

Alla cerimonia di riapertura del PalaNicosia hanno anche partecipato l’ex dirigente della Fortitudo Agrigento e nuovo responsabile del settore giovanile della Real Basket, Gianni Portannese, l’ex dirigente dell’Impresem Agrigento, Dino Castronovo, l’ex Presidente del Coni di Agrigento, Calogero Lo Presti, l’ex dirigente della Michelangelo e attuale presidente della Seap Pallavolo Aragona, Nino Di Giacomo, il Consigliere regionale della Fipav Sicilia, Piero Mammana, il presidente della Fipav Akranis, Massimo Scibetta e l’ingegnere Mario D’Alessandro, ex presidente dell’Impresem Agrigento in serie A. Presenti anche tanti ex giocatori e giocatrici di pallavolo e pallacanestro, allenatori e dirigenti delle società sportive della provincia di Agrigento. Sugli spalti oltre 300 spettatori che al termine della cerimonia hanno assistito all’incontro amichevole di pallavolo femminile tra la Seap Aragona, neo promossa in serie B2 e la Sigel Marsala, fresca di ripescaggio in serie A2. Per la cronaca il test match, al meglio di tre set, è stato vinto dalle ospiti per 2 a 1 con questi parziali: 25-23, 18-25, 22-25. Entrambi gli allenatori, al termine della gara, si sono ritenuti soddisfatti della prestazione delle giocatrici dopo due settimane di duro lavoro per preparare al meglio il debutto nei rispettivi campionati di appartenenza.

Dalla prossima settimana il palasport “Nicosia” entrerà in funzione a regime con tantissime attività: mini-basket, mini-volley, pallacanestro giovanile, arti marziali, scherma, spinning, fit boxe, funzionale per citarne alcune.

Per iscrizioni e informazioni è possibile recarsi alla segreteria del Palasport Pippo Nicosia dal lunedì al venerdì, dalle ore 16 alle ore 20.

Si inaugura oggi, primo settembre, alle ore 18, a Comitini, una estemporanea di pittura figurativa sul tema “Comitini e la sua storia”, premio Peppe Butera.
Un evento culturale ideato da Cosimo Contino.
Una ventina i partecipanti che si cimenteranno nella produzione di opere artistiche che avranno a tema la cittadina di Comitini, il suo paesaggio, la sua storia, le sue tradizioni di ieri e di oggi.
La manifestazione proseguirà anche domani, 2 settembre, in piazza Umberto. Nel Palazzo Bellacera l’otto settembre alle ore 18 interverrà l’artista Nino Seviroli.
E sempre nel palazzo Bellacera dal 3 al 29 settembre, verranno esposte le opere in gara.
Il 29 settembre, alle ore 18, Fortunato Alfeo e Vincenzo Arnone saranno i protagonisti dell’iniziativa “La serata delle grandi emozioni” e alle ore 20 nel corso di una cerimonia avverrà la premiazione dei vincitori.
Dal tre al ventinove settembre Comitini renderà omaggio all’artista Peppe Butera