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L’Assemblea regionale siciliana da oggi lunedì fino a sabato prossimo è chiusa per covid. E’ infatti risultato positivo al tampone il deputato regionale di Italia Viva, Giuseppe Laccoto, che è asintomatico. E dunque l’Assemblea ha deciso di sospendere l’attività di aula e le commissioni per una settimana, per la sanificazione dei locali di Palazzo dei Normanni ed anche per permettere lo svolgimento in sicurezza della prova del concorso per consigliere parlamentare che si svolgerà da giovedì 12 a sabato 14. I funzionari e i dipendenti che lavorano al Parlamento regionale lavoreranno da casa, in smart working. La seduta d’aula, convocata per domani martedì, slitta a martedì 17 novembre.

Aumentano le “zone rosse” in Sicilia. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, per contrastare la diffusione del coronavirus nell’Isola, ha istituito una zona off-limits a Cesarò (dove sono stati riscontrati 85 positivi) ed a San Teodoro (63 contagiati), in provincia di Messina. L’ordinanza, adottata d’intesa con l’assessore allaSalute Ruggero Razza, ascoltati i sindaci dei due Comuni, sarà in vigore fino a domenica prossima 15 novembre. Il nuovo provvedimento prevede un’unica “zona rossa” tra i due paesi, tenuto conto della contiguità dei territori e della presenza di attività lavorative essenziali interconnesse.

Questa mattina il sindaco Ettore Di Ventura,  ha disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole di competenza comunale: Istituto Comprensivo “Giovanni Verga”;  Istituto Comprensivo “Mario Rapisardi”; Istituto Comprensivo “Sen. Gangitano”;  Circolo Didattico “Don Bosco”. Questa sospensione in ottemperanza alla Ordinanza Speciale n.120/2020.

La decisione è motivata dal fatto che proprio nei contesti scolastici si è verificato l’aumento dei casi accertati, che dal 1 novembre sono già 50.

Nel pomeriggio di ieri, è stata inviata una nota per richiedere uno screening di massa agli studenti e al personale didattico nelle suddette scuole, e nell’attesa di una risposta positiva, il primo cittadino ha deciso dunque, l’immediata chiusura degli istituti da domani 9 novembre al 13 c.m. come misura precauzionale ad una eventuale propagazione dei contagi.

L’Ordinanza è stata trasmessa per conoscenza e/o competenza alla Presidenza della Regione Siciliana, alla Prefettura di Agrigento, alla Questura di Agrigento, alle Forze dell’Ordine, all’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, all’Assessorato all’Istruzione della Regione Siciliana, all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, all’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio V Ambito Territoriale di Agrigento, ai Dirigenti Scolastici.

E’ necessario che tutta la Comunità prenda coscienza della delicatezza del momento e che ci sia la consapevolezza che Canicattì non può permettersi comportamenti leggeri o avventati. Voglio ricordarvi di uscire da casa SOLO per necessità, di evitare gli assembramenti e di usare correttamente le mascherine. Chiunque avverta sintomi riconducibili a sospetto contagio covid, inoltre, NON deve uscire da casa, quindi né recarsi al Pronto Soccorso, nell’ambulatorio del proprio medico o in farmacia, incontrare altre persone, ma telefonare tempestivamente al proprio medico curante o ai numeri utili 1500 oppure 112 o 118 o al numero verde regionale 800 45 87 87, attivo 24 ore su 24”.

1.083nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 6.894 tamponi effettuati; 13 i decessi, che portano il totale a 676.

21.467 gli attuali positivi con un incremento di 730. Di questi 1.427 sono i ricoverati con un incremento di 97: 1250 in regime ordinario e 177 in terapia intensiva con un aumento di otto ricoveri. In isolamento domiciliare sono 21.467.

I guariti sono 340.

I nuovi positivi sono così distribuiti per province:

Palermo: 152,

Catania 239,

Ragusa 198,

Messina 200,

Trapani 5,

Siracusa 175,

Caltanissetta 92,

Ad Agrigento nessun caso

Enna 22.

di Mario Gaziano
“Tenera è la notte” è il bellissimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald del 1934.
Poi tradotto in film da Hanry King nel 1962.
Era la “tenera” notte dei lungomari della Costa Azzura francese:la promenade des Anglais di Nizza, la Croisette di Cannes, la promenade de Vieux Port di Marsiglia dei focosi anni ruggenti: ruggenti di amori, di passioni, di travolgenti sentimenti.
Di entusiasmi, di forza coinvolgente collettiva, di tensioni positive e creative.
Cosa resta della “tenerezza” di quelle notti a noi?
Nulla di nulla.
La notte del covid ci è nemica.
Le nostre promenades sono i corridoi di casa in cui siamo reclusi: a nord la camera da letto e servizi ,a sud studio, salone, stanze dei figli.
E le “22” dal senso profondamente cambiato:
le “22”: l’inizio della vita comunitaria ,associata, sociale dei giovani, per ritrovarsi, per parlare, innamorarsi e vivere nuovi sogni e nuove illusioni.
Le “22” –anche- l’inizio della lunga notte insonne degli anziani tra pensieri di sintesi e di affetto, o di letture e sceneggiati consolatori.
Ora non più.
La vita “obbligata” in famiglia rende stanche le parole.
Le conversazioni sempre più stringatamente essenziali.
E respirare un’aria di tristezza e di incertezza.
A cercare “ l’amico invisibile” di cui ci ha parlato Kalil Gibrain:con cui condividere nelle ore silenziose della notte ricordi, illusioni, emozioni.
Ma mai trovarlo, sopraffatti da una incombente ansia individuale e comunitaria.
E tentiamo di cercare in noi stessi le ragioni superiori di queste “indispensabili reclusioni”.
E finiamo per avvilupparci in quella magmatica psicosi che dalla nuova obbligata condizione nasce.
Proprio come profetizza la sociologa Marazziti: che proprio da questa nuova psicosi origina non già nuova fiducia ma una pandemica depressione, forse ancora più grave delle conseguenze virali invadenti e fraudolentemente insinuanti.
Così la notte si spegne e ci spegne.
Nei sentimenti familiari e nella solidarietà umana e fors’anche cristiana.
Buona notte. Che vi sia buona, se potete.

Per i due comuni siciliani di Vittoria e San Biagio Platani, sciolti per infiltrazione della criminalità organizzata, il Ministero dell’Interno ha stabilito che le elezioni indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, si svolgeranno il 31 marzo 2021 (ovvero in data precedente al turno ordinario 2021) mediantel’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale. Fino al rinnovo degli organi elettivi è prorogata la durata della gestione della Commissione straordinaria.

1.363 i nuovi casi di Covid-19 su 8.431 tamponi processati registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia, dove i positivi salgono a 20.737.
I morti sono 35 e i guariti 104.

I dati sono contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità.

Degli attuali 20.737 positivi, i ricoverati con sintomi sono 1.161, mentre in terapia intensiva si trovano 169 persone. I restanti 19.407 positivi sono in isolamento domiciliare.

Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi:

459 a Palermo,

406 a Catania,

137 a Ragusa,

73 a Messina,

103 a Trapani,

116 a Siracusa,

15 ad Agrigento,

53 a Caltanissetta

1 a Enna

 

Aumentano ovviamente i guariti, ma anche i contagiati. Il report dei dati di sorveglianza epidemiologica dell’Asp (aggiornato alla sera di venerdì e diramato solo pochi minuti fa) riporta altri 81 positivi (39 il giorno prima). Effettuati 344 tamponi effettuati nella giornata. Un nuovo infettato è finito in ospedale e i ricoverati sono saliti a 51. Non è più Covid-free la piccola Villafranca Sicula. Le realtà dove il contagio sembra essere più preoccupante sono, come è già emerso, Canicattì e Licata. Per Canicattì l’Asp ha contegiato ben 77 casi (+6 in più rispetto al report precedente). Licata è invece passata da 56 contagiati (conteggiati nel bollettino del 5 novembre) a 73. Covid-free è Burgio. Ed è tornato ad esserlo anche Joppolo Giancaxio. Agrigento è a 57 casi, erano 55 il giorno prima. Passano da 35 a 36 i guariti, tre i deceduti e 96 il totale dei positivi. Un caso in più per Alessandria della Rocca che è a quota 4 e uno in più per Aragona che è a 12 persone in trattamento, uno in più anche per Bivona che ha 3 positivi. Calamonaci a quota 1, Caltabellotta è a 8, Camastra ferma a 11 positivi. Cammarata 6 contagiati, Campobello ferma a 12. Canicattì è a 77 casi, sono 26 i guariti, un deceduto e il totale dei casi è arrivato a 104. Restano ferme Casteltermini (6), Castrofilippo (9), Cattolica Eraclea (1), Ciancana (5), Comitini (3). Favara sale da 43 a 46 positivi, 18 i guariti, un deceduto e il numero totali dei casi è di 65. Grotte, per come già annunciato dal sindaco, ha registrato altri 2 contagiati ed è a quota 8 pazienti positivi in trattamento. Licata, come detto, è passata da 56 a 73, sono 30 invece le persone guarite, un deceduto e il totale è arrivato a 104. Lucca Sicula (1) e Montallegro (2) sono rimaste ferme. Menfi è invece salita a 10 (erano 8 il giorno prima), Montevago è a 6 positivi (erano 3 il giorno prima) e Naro – stando al bollettino dell’Asp – viene data a 29 positivi, mentre 24 ore prima erano stati caricati 24 casi. Il sindaco ha però, già ieri sera, aggiornato il dato con un totale di 30 contagiati attuali. Palma di Montechiaro – stando sempre al report dell’Asp – è passata da 14 a 26 positivi, 17 i guariti, un deceduto e totale casi: 44.
Porto Empedocle da 29 a 27. Racalmuto 9 contagiati, Raffadali 17, Ravanusa 23, Realmonte4. Aumenta invece Ribera che da 33 è passata a 40. Scende – da 83 a 71 nel bollettino del 6 novembre – Sambuca di Sicilia. San Biagio Platani continua ad essere data – dall’Asp – ad un positivo, ma la commissione straordinaria già, nei giorni scorsi, ha annunciato più contagi. Ferma a 7 San Giovanni Gemini, meno uno a Sant’Angelo Muxaro che adesso è a quota 4, ferma a 2 invece Santa Elisabetta. Santa Margherita ha 53 positivi. Erano 52 il giorno prima. E cala da 38 a 37 anche Sciacca, ferma a 2 Siculiana e Villafranca Sicula – con il suo primo positivo – non è più Covid-free.

“Dopo  teatri e cinema, da oggi anche musei, mostre e parchi archeologici sono chiusi in tutta Italia a seguito dell’ultimo Dpcm del governo Conte. Eppure, già dal 2015, con il cosiddetto “Decreto Colosseo”, poi convertito in legge, i musei, i monumenti e i luoghi della cultura in generale sono considerati servizi pubblici essenziali e perciò equiparati a settori come la scuola, la sanità e i trasporti. Evidentemente, dunque, per Conte e il suo governo, i beni culturali non sarebbero poi così essenziali, ma frequentare i luoghi della cultura sarebbe addirittura fonte di contagio, nonostante i numeri dicano esattamente il contrario. Che la cultura sia contagiosa? Sì, c’è il rischio che la gente pensi con la propria testa“.

A sottolinearlo è l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà (Lega), commentando il primo giorno di chiusura di musei, mostre e parchi archeologici, disposto dall’ultimo Dpcm anti-Covid.

Il presidente Zicari: “Questo territorio ha potenzialità enormi, siamo pronti a fare la nostra parte per svilupparle”

Più concertazione per quanto riguarda le scelte politiche di programmazione territoriale, maggiore efficienza degli uffici, più certezza delle procedure e più dialogo.

Sono poche e semplici le osservazioni fatte dall’Ordine degli Ingegneri di Agrigento al sindaco Franco Micciché, ieri sera in visita insieme agli assessori con deleghe connesse a infrastrutture, viabilità e lavori pubblici, cioè Gerlando Principato e Antonino Costanza Scinta.

Ad accoglierlo, oltre il presidente Calogero Zicari, il vicepresidente Francesco Buscaglia e il segretario Achille Furioso, i consiglieri Maria Micciché, Epifanio Bellini, Angela Rizzo, Calogero Cucchiara e Giuseppe Di Miceli.

Un incontro estremamente costruttivo, con il sindaco che ha manifestato massima apertura nei confronti dell’Ordine, chiedendo collaborazione sulle numerose e complesse tematiche che riguardano la programmazione urbanistica, nel rispetto, è stato chiarito, dei reciproci ruoli e della figura dei professionisti. Una delle prime occasioni di confronto sarà certamente la realizzazione del Piano triennale delle opere pubbliche.

Micciché, insieme ai suoi assessori, ha preso importanti impegni, a partire dalla definizione in tempi celeri delle pratiche di sanatoria edilizia oggi non ancora esitate, passando per un efficientamento del settore Urbanistica e Lavori pubblici, (nonostante le pesanti carenze di organico che riguardano gli uffici). Allo stesso modo si è ribadita l’importanza delle programmazione territoriale al fine, tra le altre cose, di recuperare il nostro centro storico.

Abbiamo ricevuto con gran piacere il sindaco perché, come tecnici, vogliamo essere protagonisti della vita di questo comune – ha detto il presidente Lillo Zicari -. Crediamo che le potenzialità della città siano enormi e noi possiamo dare un contributo. Si è trattato di un primo confronto interlocutorio, auspichiamo adesso la convocazione di un tavolo con la rete delle professioni tecniche”.

Mi preme tanto che la città di Agrigento riesca a completare tutta una serie di progetti strategici che si attendono da tempo – ha detto Micciché –, tra cui lo smaltimento delle pratiche di sanatoria arretrate che realizzeremo anche con il contributo di tecnici esterni.

L’incontro si è svolto presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri in via Gaglio ad Agrigento, nel rispetto delle regole imposte per contenere il diffondersi del Sars-Cov2.