Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 537)

Da oggi, domenica 2 a mercoledì 5 settembre, la Sicilia ospiterà il Progetto Rete siti Unesco, elaborato dall’associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia). Dopo la presentazione ufficiale a Matera, in Basilicata, lo scorso 18 luglio, e le tappe in Puglia, Campania e Sardegna, è la volta della Sicilia accogliere il progetto nato con l’obiettivo di dar vita ad una rete tra i territori del Sud Italia che ospitano un sito Unesco, per promuovere, a partire dalla capacità attrattiva del brand Unesco, e attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territori in un’offerta turistica unica e integrata.

Interessati 14 siti Unesco del Meridione: i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera (MT), la Costiera Amalfitana (SA), il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (SA), il Complesso monumentale di Santa Sofia (BN), la Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l'acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio (CE), Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (PA), Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica (SR), le Città tardo barocche del Val di Noto (SR), la villa romana del Casale di Piazza Armerina (EN), l’Area Archeologica su Nuraxi di Barumini (SU), i trulli di Alberobello (BA), Castel del Monte (BT), il santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG), la Foresta Umbra (FG).

Elemento fondamentale del progetto è il Festival Experience, la cui direzione artistica è stata affidata a Gaetano Stella, con la direzione organizzativa di Elena Salzano. Protagonisti i siti del Patrimonio mondiale dell’umanità del Sud Italia della Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ad ogni spettacolo (tutti ad ingresso gratuito) è stato abbinato un tema, in base anche al luogo in cui sono state ambientate le scene. Si parte, dunque, dal passato di un luogo, dalla sua storia, dalle sue leggende e tradizioni, per poi raccontare il viaggio della civiltà in chiave moderna. Il viaggio della civiltà non viene cristallizzato in una storia già scritta e raccontata, ma prende vita e forma da un presente mutevole e da vivere. 

Dieci i temi trattati all’interno degli spettacoli del Festival: la fede, la festa, il potere, il mito, l’amore, l’orgoglio, l’arte, la memoria, la libertà e l’origine. Tutti temi legati indissolubilmente alla storia della civiltà, con le sue battaglie, le sue rovinose cadute e le sue coraggiose risalite, con i suoi personaggi storici e mitologici che, in un modo o nell’altro, hanno creato l’uomo di oggi. In ogni tappa, dunque, protagonisti i siti Unesco presenti sul territorio, con seminari inerenti lo sviluppo turistico e culturale delle aree coinvolte, spettacoli di teatromusica, concerti, convegni, eventi collaterali, invasioni digitali, oltre ad un tour di blogger dell’associazione italiana travel blogger che raccontano queste cinque regioni italiane attraverso la loro storia, ma con uno sguardo sempre rivolto al presente e al futuro. All’interno del Progetto si avranno, quindi, delle vere e proprie “invasioni” digitali che riguarderanno le visite guidate di gruppo ai siti Unesco con invito ai partecipanti di scattare foto e video e diffonderle in maniera virale sui social, con l’utilizzo dell’# ufficiale dell’evento #patrimonidelsud.

Questa sera, alle ore 20.30, nella Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, si terrà lo spettacolo di teatromusica dal tema “L’orgoglio”. Protagonista “Il siciliano che inventò il jazz”, ovvero l’affascinante e suggestiva storia di Nick La Rocca, tra parole e musica. Per la tappa siciliana del progetto, domani, 3 settembre, alle ore 18, le “invasioni digitali” saranno ambientate nell’antica Siracusa. Armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere, i visitatori potranno condividere la propria passione per far conoscere, attraverso il web, il nostro immenso patrimonio. Un social tour utile a fornire una visione differente e collettivamente costruita dei luoghi della cultura, regalando loro nuova vita. Sempre il 3 settembre, alle ore 21, spettacolo di teatromusica nel Convitto delle Arti di Noto (Sr) con “BaroccoJazz”, Concerto di poesia barocca e musica jazz, un suggestivo spazio senza tempo dove passato e futuro si uniscono; la musica e la poesia, nell’universalità del loro linguaggio, travalicano stili, periodi storici e geografici per parlare al cuore degli uomini di ogni tempo.

Il 4 settembre, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Cefalù (Pa), si terrà il seminario dal tema “I presidi Unesco: quali fattori di sviluppo turistico e culturale”, durante il quale verrà presentata anche la rete PatrimonidelSud, mirata a costruire il circuito di servizi nel territorio siciliano interessato dai siti Unesco. Interverranno: il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina, il vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente dell’Associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora.

Alle ore 21.30, nell’atrio della scuola elementare via Giglio Cefalù (Pa), spettacolo di teatromusica dal titolo “Si cunta e s’arricunta…”, dove il tema portante è “La memoria”. Protagonisti, infatti, antichi cunti siciliani per raccontare, tra storia e leggenda, la memoria di un popolo. Ultimo appuntamento in Sicilia il 5 settembre, alle ore 21, nel Palazzo del Governo del Libero Consorzio di Siracusa con lo spettacolo di teatromusica dal titolo “Uomini, idee e musica” – un viaggio verso il nuovo mondo fra sogni, speranze e arte – che rientra nel fitto calendario del Festival Experience. Per tutti gli spettacoli di teatromusica inerenti il Festival Experience, in Sicilia, protagonisti gli attori Elena Parmense e Gaetano Stella, e l’Acustic swing trio con Mauro Carpi (violino), Michele Pantaleo (chitarra), Giacomo Bertuglia (contrabbasso), Antonella Parnasso (voce). 

Tra le attività messe in campo per la valorizzazione dei siti Unesco e dei territori ad essi collegati, meritano particolare attenzione anche il portale www.unesconet.eu e la virtual app card. Il portale è un contenitore di servizi e di informazioni che rispondono concretamente alle esigenze del turista; consente la visita virtuale ai luoghi Unesco, la conoscenza delle caratteristiche e peculiarità dei territori, la costruzione di itinerari personalizzati e l’accesso ad altri servizi. La virtual app card, invece, è una card turistica virtuale integrata che dà diritto a un sistema integrato di agevolazioni, quali sconti, promozioni, e dà visibilità agli operatori che hanno aderito alla rete. In tal modo il turista potrà optare per soluzioni integrate (ricettività, tempo libero, trasporto locale, acquisto di prodotti tipici, visite ai siti) con la possibilità di predeterminare in anticipo le risorse di cui vuole godere e la migliore combinazione di agevolazioni per l’accesso.

Il progetto, dopo il ricco calendario in Sicilia, si concluderà in Basilicata il prossimo 14 settembre. «Desidero, anche, in qualità di responsabile della comunicazione, – sottolinea Filippo Spallina, responsabile attività operative comunicazione e disseminazione del progetto Rete siti Unesco – ringraziare preliminarmente tutti coloro che hanno contribuito fattivamente sia a livello istituzionale che come società aggiudicatrici delle relative gare previste dal Progetto per aver consentito in tempi ristretti l’espletamento di un progetto la cui attuazione era prevista originariamente nell’arco di due anni e che invece si sta realizzando in pochi mesi. Il progetto ha avuto la preziosa quanto sinergica collaborazione di associazioni di categoria degli imprenditori e in particolare del settore turistico, alberghiero, della ristorazione, della cultura e dei servizi commerciali in genere. Un segmento fondamentale del progetto è il Festival Experience che in questi giorni vedrà protagonisti i siti Unesco proprio della regione Sicilia». Infatti, si svolgeranno diverse manifestazioni/eventi presso il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, il Comune di Noto e il Libero Consorzio Comunale di Enna. L’organizzazione degli eventi è avvenuta di concerto con la Società Ediguida Srl. Tanti gli appuntamenti che si terranno in questa tappa siciliana. 

Tra gli altri, a Cefalù, il 4 settembre, si svolgerà il seminario “I presidi Unesco quali fattori di sviluppo turistico e culturale”. Saranno presenti i sindaci dell’Itinerario Arabo Normanno: il sindaco metropolitano, Leoluca Orlando, il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, il sindaco Monreale, Piero Capizzi, il presidente dell’associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora e altri sindaci del territorio della città metropolitana di Palermo. Sono stati, altresì, invitati l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Sandro Pappalardo, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, il prefetto, Antonella De Miro, il vescovo di Cefalù e altre autorità e rappresentanti delle associazioni di categoria sia dell’Imprese che dei consumatori.

«La costituzione del progetto Rete siti Unesco e la promozione del Festival Experience all’interno delle sue bellezze – sostiene il sindaco di Ventimiglia di Sicilia, Antonio Rini – è la conferma di un cammino dei territori che costruiscono il proprio futuro in ragione dello sviluppo economico culturale e sociale, partendo dalle proprie radici. L’inserimento dell’itinerario Palermo Arabo Normanno come Patrimonio dell’umanità, ha aiutato cittadini e operatori ad una sana presa di coscienza prestando attenzione ai crescenti flussi turistici che costituiscono la conferma che, partendo dalla propria storia, è possibile coniugare cultura, futuro e sviluppo economico». 

«Con il riconoscimento della World Heritage List dell’Unesco – sottolinea Andrea Cusumano, assessore alla Cultura, Beni culturali del Comune di Palermo – l’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale è diventato ancor più fortemente simbolo di quell’ideale di bellezza che unisce i popoli e sollecita la costruzione di un mondo di pace. La dimensione sincretica del nostro patrimonio monumentale ha consentito di ricostruire una narrazione su Palermo come città dell’accoglienza e del dialogo tra le culture, riportandoci al centro dell’attenzione internazionale. Capitale della Cultura e Manifesta, proseguendo in questo solco, rappresentano l’impegno che la città sta sostenendo per imporre autorevolmente la propria voce su temi d’importanza globale come la mobilità internazionale ed i cambiamenti climatici. Questo il senso più profondo del cambiamento culturale a cui ha contribuito il riconoscimento Unesco, a cui va certamente aggiunto una maggior attenzione alla cura del nostro patrimonio materiale ed una crescita significativa del settore turistico».  

«L’equilibrio tra protezione della natura e tutela dei beni culturali – illustra Antonella Fucile, capo settore pubblica istruzione, servizi sociali, cultura e sport Libero Consorzio Comunale di Siracusa – rappresenta una continua interazione tra l’uomo e la natura, spesso in antitesi e conflitto. Le cronache quotidiane ci raccontano di quanto difficile sia il mantenimento di questa armonia ed evidenziano come sia importante conoscere ogni bene rispettandone la cornice civile e politica. Con il progetto Rete siti Unesco i territori del Sud Italia hanno messo al centro i loro gioielli di famiglia, i siti Unesco, portatori di esperienza di vita, costumi, linguaggi diversi, per creare, attraverso la passione della civiltà del passato, occasioni di incontro e di dialogo, superando le differenze e diffondendo una cultura comune nell’unicità che i siti rappresentano».

«Il Festival Experience – sottolinea Vincenzo Garbo, assessore alle Politiche culturali del Comune di Cefalù – può essere una opportunità per analizzare l’importanza dei siti Unesco come fattore di sviluppo dei territori. Elemento assai importante, specialmente in Sicilia e nel Meridione d’Italia. La sfida che ci attende è fare del riconoscimento Unesco dei nostri siti, tra i quali “Palermo arabo- normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale” una occasione per incrementare il turismo culturale, in maniera tale da puntare su un target che consenta la progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. L’auspicio è che si possano incrementare le sinergie tra gli Enti di governance del territorio, istituzioni culturali e operatori del settore della ricettività turistica. In tal senso i segnali sono incoraggianti. Occorre continuare a lavorare in questa direzione».

«Siamo molto contenti – dice l’assessore al Turismo del Comune di Noto, Giusi Solerte – che la nostra città sia stata scelta per ospitare la tappa di un appuntamento che coinvolge tutto il Sud Italia, zona che ospita un grande numero di siti Unesco. Sarà l’occasione per uno scambio culturale e per la creazione di un sistema di rete per la valorizzazione dell’enorme patrimonio artistico che accomuna i territori coinvolti, guardando anche alle ricadute in termini economici e all’indotto portato da politiche che puntano sul turismo esperienziale e culturale. È una straordinaria opportunità per la nostra città, di confronto ma anche e soprattutto di messa in campo delle best practice in tema di turismo esperienziale e valorizzazione delle risorse artistiche e architettoniche, accompagnato dalla matura consapevolezza che la sinergia tra i diversi siti Unesco, possa realizzare compiutamente la virtuosa promozione di un vasto territorio, senza perdersi in sterili campanilismi, con una offerta variegata ed esaustiva in grado di soddisfare la richiesta del viaggiatore esigente, che vuole immergersi nel territorio e sentirsi parte della storia di esso, respirare le sensazioni ed emozioni della tradizione locale, segno di un genius loci che va preservato, tutelato e diffuso».

Il calendario venatorio presentato dall’assessorato all’Agricoltura si estenderà fino al 10 febbraio 2019. Gli ambientalisti criticano la Regione per aver disatteso il parere dell’Ispra. «Manca un monitoraggio che valuti se una specie è cacciabile», lamentano dalla Lipu

 

È come mettere in autostrada il limite di velocità a 450 chilometri orari. Completamente inutile». È questo il parallelismo fatto da Ennio Bonfanti, referente fauna Wwf Sicilia e membro del Comitato regionale faunistico-venatorio dell’assessorato all’Agricoltura, con le limitazioni previste dal calendario venatorio 2018-2019 presentato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea che si apre oggi per concludersi il 10 febbraio 2019. «Ben undici giorni di caccia in più e senza alcuna valutazione ecologica complessiva sui delicati equilibri fra le specie», criticano dalla sezione catanese della Lega italiana protezione uccelli (Lipu). Il punto che ha sollevato le maggiori critiche è stato l’aver disatteso il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), a cui spetta la valutazione tecnica della sostenibilità, delle modalità e dei tempi della caccia su tutto il territorio nazionale.

Sull’Isola la caccia è consentita «da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto», si legge nel documento. Cinque giorni a settimana: il lunedì, il mercoledì, il giovedì, il sabato e la domenica per circa cinque mesi. «Il cacciatore può abbattere complessivamente per ogni giornata di caccia 15 capi di fauna» anche se le diverse specie hanno particolari limitazioni giornaliere e stagionali. Nello specifico, il coniglio selvatico, la tortora e il merlo possono essere cacciati dall’1 settembre al 16 dicembre; la quaglia dal 16 settembre al 31 dicembre; il colombaccio, la gazza, la ghiandaia e la volpe dall’1 settembre al 6 gennaio e poi ancora dal 2 al 10 febbraio; la cesena, il tordo bottaccio, il tordo sassello, il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, l’alzavola, la canapiglia, il porciglione, il fischione, il codone, il mestolone, il moriglione, il beccaccino, la beccaccia e la pavoncella dal 16 settembre al 31 gennaio; per il cinghiale e l’allodola il periodo previsto va dall’1 novembre al 31 gennaio.

«Da oggi, quando si sente uno sparo nelle campagne, chi controllerà che il colpo partito dall’arma del cacciatore fosse rivolto a una specie piuttosto che a un’altra? – si chiede Bonfanti – Dovrebbe spettare al corpo forestale, le cui pattuglie però fino al 15 ottobre saranno impegnate con gli allarmi incendi, oppure anche a tutte le altre forze dell’ordine che sono spesso gravate da altri impegni». Altra novità di quest’anno per la pre-apertura (anticipazione dal 16 all’1 settembre) della stagione venatoria regionale riguarda la mancanza di date fisse prestabilite per queste due settimane, sostituite da una sorta di segno sul tesserinoche il cacciatore dovrà apporre prima di uscire per la battuta di caccia nel quale dovrà indicare anche le specie che intende cacciare per quella giornata. «È una cosa ridicola e di una ipocrisia colossale – lamenta il referente del Wwf -, un chiaro messaggio di apertura totale nei confronti dei cacciatori. Chi ci assicura che pur avendo indicato un certo tipo di animale sul tesserino, il cacciatore poi ritrovandosene davanti un altro decida di non sparare?».

La Regione, dunque, non ha tenuto conto delle indicazioni dell’Ispra su apertura e chiusura della caccia perché «non rispecchiano la realtà territoriale siciliana le preoccupazioni evidenziate nel parere secondo il quale la caccia all’avifauna dovrebbe aprirsi il primo di ottobre per consentire un completo sviluppo dei piccoli nati, per evitare il rischio di confusione, per ridurre il disturbo generato da un numero elevato di cacciatori». Le osservazioni arrivate su tutti e tre i punti da parte dell’assessorato regionale competente fanno riferimento al fatto che «già al primo di settembre la fauna è completamente matura e pronta al prelievo. Il rischio di confusione con altre specie – precisa il documento – circoscritto alla moretta e all’alzavola può essere eliminato vietando la caccia a queste specie. Il disturbo dovuto alla presenza di un elevato numero di cacciatori – continua – riguarderebbe esclusivamente le specie acquatiche ed è insussistente, stante che tali specie godono nell’Isola di una protezione territoriale praticamente assoluta; che – si conclude – la presenza in Sicilia di un elevato numero di cacciatori non rispecchia assolutamente la realtà dell’Isola essendo l’indice medio di densità venatoria tra i più bassi d’Italia». Le stesse considerazioni sono state utilizzate per non accogliere la proposta di data di chiusura della caccia che, secondo l’Ispra, dovrebbe essere anticipata al 20 gennaio.

«È vero che il parere dell’Ispra non è giuridicamente vincolante ma – sottolinea a MeridioNews il referente del Wwf – rappresenta delle indicazioni tecnico-scientifiche autorevoli. Il punto è che le osservazioni della Regione arrivano senza censimenti o studi a supporto. Si è perso di vista – aggiunge Bonfanti – che la fauna è un patrimonio che non si può limitare ai confini geografici: quindi, ammesso e non concesso che in Sicilia ci fosse un numero elevatissimo di una determinata specie sarebbe comunque un danno enorme, a livello globale,ucciderne gli esemplari in tempi sbagliati. Noi – conclude – non pretendiamo che la caccia venga abolita del tutto ma auspichiamo almeno che vengano evitati stravolgimenti ambientali». 

Preoccupazioni sono state espresse anche dalla Lipu. «Viene consentita la caccia di preapertura alla tortora che sta scomparendo a livello mondiale; al coniglio selvatico in fortissima diminuzione e scomparso da molte aree della Sicilia; al colombaccio che è ancora in nidificazione e abbattere anche un componente della coppia equivale a far morire i piccoli. Addirittura – continuano – in Sicilia la caccia verrà prolungata anche a febbraio, in piena migrazione, e questo anche se studi scientifici e monitoraggi a livello europeo dicono che molte specie di uccelli sono in forte diminuzione». Quello che sottolinea l’associazione ambientalista è che manca un monitoraggio scientifico per valutare se una specie è cacciabile. «Il coniglio selvatico che lo scorso anno era considerato in forte diminuzione – notano dalla Lipu – quest’anno è considerato in aumento malgrado abbia subito una stagione di caccia, e ciò viene dichiarato senza aver effettuato alcun monitoraggio per determinare la consistenza delle popolazioni siciliane sopravvissute. Peraltro – concludono – il coniglio selvatico sta alla base delle piramidi alimentari di aquila reale, di aquila di Bonelli, gatto selvatico e martora per cui la sua scomparsa metterebbe a rischio anche le specie predatrici».

 

Motovedetta Guardia costiera

Sei imbarcazioni, con a bordo in totale di 66 migranti, sono state bloccate stanotte a Lampedusa (Ag). I carabinieri della stazione hanno prima bloccato tre natanti, con a bordo complessivamente 30 persone, che erano appena approdati a molo Favarolo e poi un’altra piccola imbarcazione, con a bordo 14 migranti, che era riuscita a spingersi fino a cala Palme. La Guardia costiera, nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie, ha intercettato e fermato, invece, altri due natanti con a bordo 8 e 14 tunisini. Tutti i 66 migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola.
   

E’ stato riaperto al pubblico il glorioso palasport Pippo Nicosia di Agrigento, dopo i lavori ristrutturazione e ammodernamento sostenuti dalla Real Basket Agrigento, associazione sportiva che si è aggiudicata la gestione dell’impianto comunale. 

A tagliare il nastro tricolore, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, il figlio del compianto Pippo Nicosia, Giovanni, ed il presidente della Real Basket Agrigento, Alessandro Bazan.

Alla cerimonia di riapertura del PalaNicosia hanno anche partecipato l’ex dirigente della Fortitudo Agrigento e nuovo responsabile del settore giovanile della Real Basket, Gianni Portannese, l’ex dirigente dell’Impresem Agrigento, Dino Castronovo, l’ex Presidente del Coni di Agrigento, Calogero Lo Presti, l’ex dirigente della Michelangelo e attuale presidente della Seap Pallavolo Aragona, Nino Di Giacomo, il Consigliere regionale della Fipav Sicilia, Piero Mammana, il presidente della Fipav Akranis, Massimo Scibetta e l’ingegnere Mario D’Alessandro, ex presidente dell’Impresem Agrigento in serie A. Presenti anche tanti ex giocatori e giocatrici di pallavolo e pallacanestro, allenatori e dirigenti delle società sportive della provincia di Agrigento. Sugli spalti oltre 300 spettatori che al termine della cerimonia hanno assistito all’incontro amichevole di pallavolo femminile tra la Seap Aragona, neo promossa in serie B2 e la Sigel Marsala, fresca di ripescaggio in serie A2. Per la cronaca il test match, al meglio di tre set, è stato vinto dalle ospiti per 2 a 1 con questi parziali: 25-23, 18-25, 22-25. Entrambi gli allenatori, al termine della gara, si sono ritenuti soddisfatti della prestazione delle giocatrici dopo due settimane di duro lavoro per preparare al meglio il debutto nei rispettivi campionati di appartenenza.

Dalla prossima settimana il palasport “Nicosia” entrerà in funzione a regime con tantissime attività: mini-basket, mini-volley, pallacanestro giovanile, arti marziali, scherma, spinning, fit boxe, funzionale per citarne alcune.

Per iscrizioni e informazioni è possibile recarsi alla segreteria del Palasport Pippo Nicosia dal lunedì al venerdì, dalle ore 16 alle ore 20.

Si inaugura oggi, primo settembre, alle ore 18, a Comitini, una estemporanea di pittura figurativa sul tema “Comitini e la sua storia”, premio Peppe Butera.
Un evento culturale ideato da Cosimo Contino.
Una ventina i partecipanti che si cimenteranno nella produzione di opere artistiche che avranno a tema la cittadina di Comitini, il suo paesaggio, la sua storia, le sue tradizioni di ieri e di oggi.
La manifestazione proseguirà anche domani, 2 settembre, in piazza Umberto. Nel Palazzo Bellacera l’otto settembre alle ore 18 interverrà l’artista Nino Seviroli.
E sempre nel palazzo Bellacera dal 3 al 29 settembre, verranno esposte le opere in gara.
Il 29 settembre, alle ore 18, Fortunato Alfeo e Vincenzo Arnone saranno i protagonisti dell’iniziativa “La serata delle grandi emozioni” e alle ore 20 nel corso di una cerimonia avverrà la premiazione dei vincitori.
Dal tre al ventinove settembre Comitini renderà omaggio all’artista Peppe Butera

“Il dotto Enrico Scifo ci ha lasciati!

Diede un contributo determinante alla chiusura definitiva dell’Ospedale Psichiatrico di Agrigento; organizzò i servizi di salute mentale, di neuropsichiatria infantile, delle tossicodipendenze e le unità valutative Alzheimer in tutto il territorio della provincia di Agrigento.

Diresse con competenza, equilibrio e passione il settore Salute Mentale dell’Asl di Agrigento, ponendosi obiettivi di cura, prevenzione, riabilitazione e organizzativi dei servizi mirati sempre alla tutela della professionalità degli operatori e alla dignità dei portatori di disturbi psichici.

Con l’auspicio che la sua opera, la sua capacità organizzativa e il suo entusiasmo rimangano sempre come linee guida per chiunque in futuro voglia occuparsi di tutela della salute mentale. Esprimo commosso sentimento di profondo cordoglio per la dipartita dell’amico generoso e gioviale e del maestro di psichiatria e di vita”.

Luigi La Licata, Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa specialistica e dell’Unità Valutativa Alzheimer del Distretto Sanitario di Canicattì.

Il racconto fatto dalle vittime è costellato di episodi di minacce da parte del figlio che chiedeva continuamente del denaro. Sfiniti e impauriti i due coniugi hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. Il ragazzo adesso si trova in carcere

Triste storia scoperta a Licata (Ag) dai carabinieri. Un racconto, quello fatto dalle vittime, costellato da vari episodi di maltrattamenti e richieste di danaro avanzate dal proprio figlio. I militari dell’arma, acquisita la richiesta di aiuto di una coppia licatese, hanno accertato un ennesimo episodio in cui il loro figlio, 30enne, già noto alle forze dell’ordine, con atteggiamento minaccioso, avrebbe chiesto ai genitori di farsi consegnar50 euro. 

I due coniugi, sfiniti e impauriti dalle continue pressioni e richieste del loro figlio, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. I militari dell’arma, intervenuti prontamente, hanno fatto scattare una immediata attività d’indagine, che ha permesso di far luce sull’ultimo episodio, avvenuto proprio in una via del centro cittadino ma anche su pregresse vicende di maltrattamenti.

Sono scattate pertanto le manette ai polsi del trentenne con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. L’uomo, è stato subito tradotto in carcere, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

 

 

 

La costa agrigentina è stata ancora una volta meta di uno sbarco di migranti “fantasma”, perché sfuggiti ai controlli in mare. Una imbarcazione è stata scoperta ormeggiata a riva della spiaggia di Giallonardo, in territorio di Siculiana. E sull’arenile sono stati abbandonati diversi vestiti. Probabilmente i migranti hanno indossato altri abiti asciutti prima di dileguarsi all’interno. Indagini e ricerche sono in corso.

L’inchiesta della Procura di Agrigento sul caso “Diciotti” è a Palermo. Oltre i cinque capi di imputazione, Patronaggio contesta otto violazioni che configurano l’abuso d’ufficio.

Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha firmato l’atto contenente i capi d’imputazione contro il ministro Salvini e il prefetto Piantedosi nell’ambito dell’inchiesta sul caso “Diciotti”, e lo ha consegnato ad un “piccione viaggiatore” (tra virgolette), un ufficiale della Guardia Costiera incaricato a consegnarlo a Palermo al procuratore capo, Francesco Lo Voi. E Lo Voi a sua volta ha tempo fino al prossimo 15 settembre per valutare l’atto del collega Patronaggio, confermando o modificando l’impianto accusatorio. Dopodiché il tutto sarà sul tavolo dei tre giudici che compongono il Tribunale dei ministri di Palermo, che entro 90 giorni valuteranno e approfondiranno anche loro, eventualmente ascoltando le parti interessate. E il ministro Salvini ha già annunciato di volere essere interrogato. Anche le parti offese, i migranti, hanno facoltà di essere interrogati e di costituirsi parte civile se sarà imbastito un processo. Nel dettaglio il procuratore Luigi Patronaggio contesta la violazione dell’articolo 289 ter del codice penale, il sequestro a scopo di coazione, perché il ministro Salvini avrebbe trattenuto in ostaggio 177 persone per costringere l’Unione Europea alla re-distribuzione dei migranti contro la convenzione di Dublino.
E poi, altra violazione, l’articolo 605 del codice penale, il sequestro di persona, per avere mantenuto 177 migranti ristretti per 10 giorni, senza alcuna ragione, sulla nave “Diciotti”.
E poi l’articolo 606 del codice penale, l’arresto illegale, perché il trattenimento illegittimo dei migranti a bordo della nave sarebbe stato una forma di arresto non autorizzato.
E poi l’articolo 328, l’omissione di atti d’ufficio, perché non è stato indicato il porto di sbarco sicuro alla Guardia Costiera che lo ha chiesto dopo il salvataggio dei migranti. Catania è stato solo uno scalo tecnico.
E poi l’articolo 323, l’abuso d’ufficio, per avere violato, in almeno otto casi, le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e altre norme internazionali, articoli della Costituzione Italiana e del Testo unico sull’immigrazione. E gli otto casi sono:
l’articolo 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo: “Nessuno può essere privato della sua libertà”.
L’articolo 13 della Costituzione Italiana: “La libertà personale è inviolabile”.
L’articolo 10 comma 3 della Costituzione, che garantisce il diritto di asilo allo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche.
E poi la violazione del Regolamento di Dublino del 2013, che garantisce protezione internazionale ai minori non accompagnati e per le donne vittime di stupri.
E poi l’articolo 10 ter del Testo unico sull’immigrazione, secondo cui i migranti debbono essere tempestivamente informati del diritto all’asilo.
E poi la violazione dell’articolo 47 della legge 7 del 2017 che prevede il rilascio del permesso di soggiorno ai minori non accompagnati.
E poi la violazione dell’articolo 60 della Convenzione di Istanbul e l’articolo 7 del decreto legislativo 251 del 2007 che garantiscono la massima tutela per le donne che hanno subito violenza. E quindi le 11 donne dell’Eritrea violentate nei campi libici avrebbero avuto subito diritto allo status di rifugiati.

Il Lions Club Agrigento Host con il Leo Club Agrigento Host organizzano la 1^ Passeggiata
veloce e risveglio muscolare nella Valle dei Templi, che avrà luogo domenica 2 settembre
2018, con raduno alle ore 6,30 am, nell’area teatrale del Tempio di Giunone.
L’iniziativa mira alla sensibilizzazione alle buone pratiche per il benessere psicofisico e alla
fruizione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio.
Aperta a tutti agrigentini e non, turisti di ogni parte del mondo che si trovano ad Agrigento e
decidono di vivere in un modo nuovo la Valle dei Templi, location straordinaria per la
promozione di sani valori tra cui salute, cultura, amicizia e sport.
I partecipanti saranno guidati dagli istruttori sportivi della Master Fit Events per un risveglio
muscolare. Prevista inoltre, la presenza della dott.ssa Roberta Siracusa che illustrerà i benefici
prodotti dalla passeggiata veloce (walking).
Sarà possibile scegliere tra 2 percorsi con una durata di 30 minuti o di un’ora percorrendo
rispettivamente 3 o 7 km.
All’evento che ha avuto il patrocinio del Parco archeologico della Valle dei Templi e del
Comune di Agrigento, hanno aderito diverse organizzazioni locali, tra le quali: ABBA, ANDE,
ASD Racing Team Agrigento-Scuola di ciclismo nella Valle, Club Nautico Punta Piccola, Club
Rotary AG, CNA, Confcommercio, Consorzio Turistico della Valle dei Templi, Croce Rossa,
FAI, Fidapa, Kiwanis Agrigento, Lega Navale, Legambiente, Lions Club Agrigento
Chiaramonte, Lions Club Aragona Comitini Grotte Racalmuto “Zolfare”, Slow Food e
Soroptimist Club di Agrigento.
La partecipazione è completamente gratuita ed alla fine verrà offerta dalle predette
organizzazioni una sana colazione biologica a cura di Slow Food.
Il Consorzio Luoghi dell’Arcadia mette gratuitamente a disposizione il parcheggio antistante
l’ingresso il Tempio di Giunone.
Gli intervenuti, usufruendo di uno speciale sconto da parte del FAI, pagando un biglietto del
costo di € 2,00 potranno visitare il Giardino della kolymbethra.