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La Giunta presieduta dal sindaco Lillo Firetto ha deliberato l’accettazione delle somme donate dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che saranno distribuite in buoni acquisto di beni di prima necessità attraverso un avviso pubblico. La generosa donazione si deve alle relazioni di stima e di collaborazione intessuti con il presidente della Fondazione, il professore avvocato Emmanuele Francesco Maria Emanuele, “Ambasciatore” della Città dei Templi, a cui il sindaco Lillo Firetto ha conferito nel 2019 il prestigioso riconoscimento della Menzione Speciale.  “Un sentito ringraziamento rivolgo alla Fondazione e in modo particolare al professor Emanuele da parte della città – afferma Firetto -. Agrigento ancora una volta ha potuto contare sulla vicinanza e la generosità di Terzo Pilastro, soprattutto in un momento così difficile, in cui abbiamo continuo bisogno di sostenere le famiglie in difficoltà economica dall’inizio del lockdown e nella fase di ripresa”. Emanuele è annoverato tra i personaggi di caratura internazionale che, con il loro impegno e amore per Agrigento, hanno più contribuito a mantenere alto il nome della città e della sua millenaria Valle dei Templi. Scegliendo Agrigento come sede di convegni, eventi e mostre di rilevanza internazionale, ha contribuito a diffondere l’immagine del territorio agrigentino quale emblema di dialogo, arte e cultura, strumenti di aggregazione e di pacificazione, riconoscendo alla città centralità culturale, artistica e sociale nel Mediterraneo, bacino di crescita per la civiltà contemporanea.

Mesi e mesi, liti, oggi si, domani no. Nel frattempo la sanità agrigentina crollava sotto i colpi micidiali della malaria che uccideva una nostra collega, Loredana Guida. Al San Giovanni di Dio manca un reparto di malattie infettive.

Infuriarono le polemiche, da Musumeci a Razza per proseguire con la Commissione regionale Sanita della quale tra presidente e componenti il 75% è tutto agrigentino.

Seguirono ancora polemiche, poi, inevitabili, le promesse; presto l’ospedale di Agrigento si doterà di un reparto di malattie infettive. E poi ancora il Covid 19. Oggi, 4 agosto, tutto è passato nel dimenticatoio.

La data di oggi, però, rappresenta anche un evento importantissimo. L’Asp di Agrigento, finalmente, si dota di un nuovo Direttore Generale che avrà le funzioni di Commissario. Si tratta del dott. Mario Carmelo Zappia, 58 anni.

Forse già da domani il suo insediamento all’Asp agrigentina. Occorre ripartire immediatamente perchè i problemi che attanagliano la sanità provinciale sono tanti e gravi.

Al dott. Zappia gli auguri di un proficuo lavoro.

La nave quarantena “Azzurra”, partita da Porto Empedocle ieri sera, è giunta questa mattina a Lampedusa. Sono state, immediatamente, avviate le operazioni di trasferimento dei migranti. Dunque, le persone che erano presenti nell’hotspot dell’isola, saliranno a bordo della grande imbarcazione. Il trasferimento è avvenuto a gruppo di dieci persone. I migranti sono stati accolti dal personale bardato con tute bianche e mascherine. Alle persone sono state anche consegnate delle mascherine.La nave tornerà in rada a Porto Empedocle, contrariamente a quanto detto nei giorni scorsi dal viceministro all’Interno Vito Crimi durante la sua visita nella cittadina marinara. L’Azzurra sosterà dinanzi la cittadina marinara per consentire un più rapido intervento in caso di malore di qualche immigrato o personale di bordo, essendo Agrigento dotata di ospedale, mentre anche le procedure di identificazione risulteranno più snelle alla luce della presenza della postazione di frontiera della polizia di Stato.

Si è arrampicato su un balcone in una casa in fiamme e ha salvato quattro bambini intrappolati nell’incendio. E’ accaduto a Isnello, piccolo paese delle Madonie. Protagonista dell’acrobatico salvataggio Nunzio Mogavero, un operaio forestale di 49 anni, richiamato dalle grida disperate provenienti da un appartamento del centro storico vicino a una chiesa dove si stava celebrando un funerale.
Dopo l’intervento è stato portato in ospedale per una ferita alla gamba. Le fiamme sono divampate al piano terra e si sono propagate al primo piano dove si trovavano tre sorelline e un loro cuginetto. La madre delle bambine si era allontanata per fare la spesa poco prima che divampasse un incendio provocato, a quanto pare, da un corto circuito all’impianto elettrico.
Mogavero ha tentato di entrare nell’edificio ma il portone d’ingresso era bloccato. Con l’aiuto di due carabinieri che stavano partecipando al funerale è riuscito a raggiungere, inerpicandosi sulla parete, il balcone al primo piano. Ha quindi afferrato i piccoli e a uno a uno li ha calati dall’alto porgendoli alle persone che si erano radunate sulla strada. Nunzio Mogavero è conosciuto per altri episodi di generosità. L’anno scorso ha tratto in salvo un turista che si era perso nei boschi e in precedenza aveva salvato un daino intrappolato in una rete metallica.

Nella serata del 1 agosto u.s., personale della Polizia di Stato, nel corso di un’attività di Polizia rivolta alla prevenzione ed alla repressione dei reati, procedeva all’arresto in flagranza di reato per resistenza minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché  lesioni personali e Atti persecutori nei confronti di una donna del cinquantasettenne licatese G.A. soggetto pluripregiudicato.

Gli uomini del Commissariato di P.S.   di Licata,  in servizio di volante, nel percorrere una centrale strada cittadina, venivano attirati dalla richiesta d’aiuto di una donna, fortemente intimorita dall’atteggiamento persecutorio di un uomo, con il quale poco prima aveva avuto un’accesa discussione.

Gli operatori cercavano di comprendere l’accaduto, ascoltando le parti, ma l’uomo prima inveiva con minacce ed epiteti ingiuriosi e diffamatori successivamente aggrediva fisicamente la donna con schiaffi al volto e gli stessi agenti.

Gli operatori di Polizia, pertanto, deferivano l’uomo all’A.G. e procedevano all’arresto flagranza di reato.  

 “Ho appreso che altri cinque migranti sono fuggiti dall’hotspot di Bisconte, gli stessi del gruppo dei trenta che qualche notte fa è arrivato in città. Tutto ciò mi amareggia perché ho dato la mia disponibilità al Prefetto di Messina affinché si potesse continuare a utilizzare la struttura in sicurezza, nelle more che venga chiusa. Avevo infatti preteso che tutto ciò andava bene a patto che non si verificassero più situazioni incresciose come quella di qualche settimana fa. Ricordo che ancora ci sono una ventina di migranti a piede libero, di cui non si ha nessuna traccia. A questi si aggiungono gli altri cinque. A questo punto dico basta perché la pazienza ha un limite. Invito il Prefetto ad alzare la voce per non consentire più che i migranti siano dirottati all’interno dell’hotspot di Bisconte, il quale ribadisco essere abusivo e inadeguato. La invito anche a sollecitare chi di dovere per giungere alla conclusione dell’istruttoria e mettere un punto su questa spiacevole vicenda. Darò una settimana di tempo, oltre la quale non sopporterò più tali soprusi. Se le cose non cambieranno, lunedì ci sarò io all’interno dell’hotspot e non mi muoverò fino a quando non raggiungerò l’obiettivo: la chiusura definitiva”. Lo riferisce il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al Gip del Tribunale di Agrigento i nove componenti della famiglia Sferrazza – accusati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, posti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Malebranche”.

Ieri mattina, davanti al gip Luisa Turco che ha firmato l’ordinanza su richiesta del procuratore Luigi Patronaggio e dei pm Paola Vetro e Alessandra Russo, sono comparsi tutti per l’interrogatorio di garanzia. Tecnicamente si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il principale indagato è Gioacchino Sferrazza, insieme a lui sono finiti ai domiciliari anche il padre Gaetano, la moglie Maria Teresa Cani, i figli Fabiana e Gaetano, il fratello Diego, la moglie Giovanna Lalicata e i figli Gaetano e Clelia. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Daniela Posante, Giovanni Castronovo, Chiara Proietto, Antonella Arcieri e Giacinto Paci. La decima indagata finta agli arresti domiciliari è la commercialista Graziella Falzone, 53 anni, assistita dagli avvocati Santo Lucia e Salvatore Falzone, che sarà interrogata stamattina, insieme ai tre indagati (in tutto sono 22 le persone sotto inchiesta) destinatari di un provvedimento che impone loro l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Si tratta di Francesco Maraventano, 38 anni, anche lui in passato ex presidente dell’Akragas; Vincenzo Lo Cicero, 36 anni e Assuntina Lupo, 55 anni.

Dopo le prime verifiche e i primi controlli avvenuti nella giornata di ieri, la nave quarantena “Azzurra”, della Grandi Navi Veloci, è partita ieri sera da Porto Empedocle ed ha raggiunto Lampedusa questa mattina alle 07,00.

Adesso la nave accoglierà i migranti provenienti dall’hotspot che sono arrivati negli ultimi giorni per far effettuare loro la quarantena. Già un primo gruppo è salito a bordo ed altri sono in attesa di essere chiamati; si va a rilento vista la massiccia presenza di migranti, più di mille, all’interno del centro. La nave è ormeggiata nelle acque antistanti il porto lampedusano.

Non è escluso che nei prossimi giorni possa arrivare una nuova nave. La situazione è di piena emergenza.

 

Il vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ieri pomeriggio è ritornato ad Agrigento ed ha incontrato presso la Prefettura i sindaci della provincia, i vertici Anas, i responsabili del Cartello sociale per discutere della viabilità principale e secondaria della provincia.

Durante la riunione sono state affrontate varie tematiche tra le quali l’apertura a settembre della galleria Spinasanta che collega Agrigento con Raffadali, i lavori di manutenzione del viadotto Akragas I e II con possibile riapertura entro la fine dell’anno per il passaggio ai mezzi leggeri, e uno sguardo anche ai lavori di completamento della Palermo-Agrigento e Agrigento -Caltanissetta.

“Per quanto riguarda la Palermo-Agrigento e l’Agrigento- Caltanissetta il governo non intende più aspettare, dichiara Cancelleri, in caso di ulteriori ritardi nel completamento dei lavori passeremo alla rescissione contrattuale per le ditte. Momenti come questi sono importanti per un confronto con il territorio e sono propedeutici per dare il giusto impulso direttamente ad Anas e all’andamento dei lavori nei cantieri. Sono certo, ha concluso Cancelleri, che se continuiamo a fare un bel lavoro tutti insieme otterremo tanti risultati per migliorare la viabilita’ di questo territorio e la qualita’ della vita dei cittadini”.

Arresti domiciliari per motivi di salute, con l’applicazione del braccialetto elettronico. La gip Alessandra Vella ha dunque accolto le istanze dell’avvocato Luigi Troia disponendo la scarcerazione del fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari di un’attività commerciale a Porto Empedocle. All’origine della decisione, ci sono le condizioni di salute dell’indagato, al quale si contesta di avere cercato di vendicare il pestaggio subito nei giorni del lockdown per vendicare un messaggio audio, diffuso dalla moglie, con cui diffondeva una fake news sul rischio di contagio del Covid nell’attività commerciale della famiglia. “Non voleva uccidere il macellaio – ha spiegato l’avvocato – ma solo intimorirlo, l’arma aveva la sicura”.