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Mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione Distretto di Bivona. Richiesta incontro urgente. Con la presente, Le chiedo alla S.V. Ill.ma, a nome mio e dei Sindaci dei Comuni di Cianciana e Santo Stefano Quisquina un incontro urgente per chiederLe la tempestiva risoluzione del problema relativo all’impianto di climatizzazione del Distretto Sanitario di Bivona non funzionante, oramai, da circa un mese. Il mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione sta provocando enormi disagi, a maggior ragione per l’intensa ondata di caldo che stiamo vivendo in questi giorni.

 La situazione risulta insostenibile per gli utenti e per tutto il personale. Le chiediamo, pertanto, di provvedere con la massima urgenza alla soluzione dell’emergenza in corso, considerato che il Distretto di Bivona costituisce un presidio sanitario importantissimo per la popolazione del territorio della montagna. Occorre porre fine a questo disservizio, ripristinando e assicurando la piena funzionalità dell’impianto di climatizzazione necessario al migliore funzionamento del Poliambulatorio, a tutela del benessere degli utenti e della qualità delle prestazioni erogate dagli operatori. Considerata l’importanza della questione, si auspica la massima sollecitudine nella risoluzione del problema evidenziato.

 

Non vi è alcun aumento esponenziale della mortalità tumorale nella nostra provincia.
Preoccupato dalle notizie di stampa e dai dati statistici forniti dall’Istat mi sono rivolto, in qualità di coordinatore del Comitato “”Mani Libere”, ai responsabili per il registro dei tumori delle province di Agrigento e Trapani.
La dottoressa Candela ha risposto alla nostra segnalazione e ha smentito l’Istituto nazionale di statistica in una lunga ed articolata lettera.
Questo da un lato ci rassicura, ma crediamo che non bisogni comunque mollare la presa e abbassare l’attenzione rispetto ad un fenomeno che preoccupa le famiglie agrigentine.

 lettera della Dott.ssa Cantela:

Risposta Mani Libere

 

L’On. Pullara sulla situazione rifiuti in provincia di Agrigento: “Riapre la discarica di Enna e rientra la nuova emergenza. Ma il vero obiettivo rimane la differenziata”.

È una notizia ormai certa che la discarica di Enna sarà riaperta al conferimento dei rifiuti dei comuni Siciliani. Il decreto Regionale arriva in un momento di grande emergenza per i Comuni della Provincia di Agrigento, che in questi giorni hanno visto le proprie strade riempirsi nuovamente di rifiuti.
Il Governo Regionale, considerando il grande afflusso turistico e le condizioni climatiche, ha agito in urgenza aprendo uno spiraglio in più per far smaltire le ingenti quantità di rifiuti prodotte in questi giorni.
“L’apertura di Enna- dice l’On. Pullara- ha creato un effetto domino strategico per tutti i comuni Agrigentini, in particolare quelli gestiti dall’Ato4, che in questo modo potranno nuovamente conferire presso la discarica di Lentini.
Enna, infatti, sarà il centro di conferimento per i comuni del Nisseno e dello stesso Ennese, che lasceranno spazio a Lentini per il conferimento dei rifiuti indifferenziati della provincia di Agrigento”.
Carmelo Pullara, tuttavia, si dice non ancora soddisfatto perché considera questa “la vittoria di una battaglia e non della nostra “guerra”, che, invece, si chiama raccolta differenziata”.
Il Capogruppo di Popolari e Autonomisti continua dicendo “bisogna affrontare il problema dei rifiuti in maniera decisa e con un approccio manageriale che tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini. Oggi, la Sicilia produce circa seimila tonnellate di rifiuti solidi urbani al giorno, ma può smaltirne solamente 4 mila. Per abbattere questo surplus negativo è necessario che tutti i comuni si attivino presto per adeguarsi alle norme europee che prevedono il raggiungimento di soglie elevate di raccolta differenziata. È giusto mettere in evidenza che è solo grazie ad una legge approvata dalla maggioranza di cui faccio parte che i Sindaci sono costretti ad adeguarsi alle soglie di differenziata previste dall’UE, a pena di decadenza e commissariamento. Bisogna adeguarsi. Il tempo dell’attesa è terminato. Anni di totale stallo normativo del settore dei rifiuti hanno causato questo disastro. Non possiamo più aspettare.”
L’On. Pullara conclude dicendosi fiducioso nell’operato dell’Assessore all’Energia e ai Rifiuti, e di tutto il Governo che insieme alla maggioranza parlamentare sta dimostrando che “la nostra terra può cambiare e, certamente, in meglio”.

 

I Carabinieri agrigentini sono stati impegnati in un servizio di controllo straordinario del territorio lungo la fascia costiera della provincia. A lavoro sono state numerose pattuglie delle Compagnie di Agrigento, Sciacca e Licata, con una settantina di militari che hanno controllato oltre 200 veicoli, identificato circa 400 persone, elevando anche sanzioni al codice della strada, in particolare per uso del cellulare alla guida. Inoltre, controlli su un centinaio di persone sottoposte a misure cautelari, 5 le persone arrestate, in particolare 3 per furto aggravato d’acqua pubblica, una per evasione dagli arresti domiciliari, e poi un uomo di 54 anni di Palma di Montechiaro è stato arrestato per scontare la pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale. Altre verifiche, tra locali commerciali e venditori ambulanti, hanno sortito 6 denunce ed una decina di migliaia di euro di sanzioni amministrative elevate, con il sequestro di un ingente quantitativo di borse e portafogli contraffatti. Individuati e multati anche tre parcheggiatori abusivi.

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Ad Agrigento, come ormai da circa due mesi, un gruppetto di extracomunitari, ingaggiato dall’assessore Hamel, provvede al decespugliamento. I ragazzi raccolgono le sterpaglie dentro dei sacchi di plastica neri, e li depositano ai bordi delle strade. Ebbene, in via San Vito reclamano che da due mesi i sacchi neri attendono di essere raccolti. E poi ancora altri cittadini segnalano che il lungomare a San Leone alla sera è costretto al buio pesto, senza illuminazione, e che è impossibile consentire ai bambini di recarsi al parco giochi.

Si ritiene utile trasmettere agli organi di informazione l’allegato atto di appello proposto dalla Procura Generale di Palermo contro l’assoluzione per concorso esterno in mafia di Calogero Sodano.

Dunque, sarà la Corte d’Appello di Palermo a giudicare nuovamente Sodano ed a stabilire se l’ex sindaco fu eletto contro Giuseppe Arnone grazie ad un accordo elettorale con la mafia di Agrigento, ripagato mediante anche assegnazioni di appalti ad imprese colluse con Cosa Nostra o diretta espressione dei capimafia agrigentini. Come si ricorderà, l’assoluzione di Sodano con la significativa formula “per non aver commesso il fatto”, formula che ammette comunque che la mafia si impegnò ed era presente al Comune di Agrigento, è stata disposta il 26 giugno di due anni fa. A due anni di distanza, con enorme ritardo, il Gup Sergio ZIino ha depositato la sentenza composta da ben 300 pagine.

Con le 115 pagine dell’atto di appello che si allega la Procura Generale di Palermo, nella persona del P.G. dott. Giuseppe Fici, ha letteralmente fatto a pezzi le argomentazioni mediante le quali il dott. Ziino ha assolto Sodano. Secondo la Procura Generale di Palermo non solo la mafia era presente al Comune di Agrigento e odiava e avversava Arnone – come riconosciuto dalla stessa sentenza – ma esisteva un sostanzioso rapporto tra il sindaco Sodano e gli interessi mafiosi, sia in ordine agli appalti del depuratore, delle opere di Favara Ovest, della Nettezza Urbana, di Ecoter, sia in ordine ai sostegni elettorali richiesti ed ottenuti da Sodano nelle elezioni del 1993 – quando battè Arnone per pochi voti, col sostegno determinante della mafia – sia nel 97 sia ad elezioni del 2001, tutte conclusesi favorevolmente per il Sodano. Ed anche alle Europee del 1999 quando Sodano non fu eletto. Nel suo appello la Procura Generale valorizza, ritenendoli assolutamente attendibili, sia le dichiarazioni dei pentiti Di Gati e Putrone, relativi anche agli appoggi di Cosa Nostra in dette elezioni, sia le dichiarazioni del pentito Cacciatore in ordine agli affari del capomafia Russello fortemente tutelati da Sodano con le vicende di Favara Ovest e dell’appalto Ecoter, quest’ultimo con riferimento anche ai benefici illeciti ottenuti dall’imprenditore Gaetano Scifo da parte delle amministrazioni Sodano, e Scifo viene qualificato dai pentiti come prestanome dei capimafia Russello e Lombardozzi. Nell’atto di appello della Procura Generale viene fortemente valorizzato il ruolo di Giuseppe Arnone nel contrasto al contesto affaristico e mafioso operante con Sodano al Comune di Agrigento: all’uopo si suggerisce ad esempio di consultare agevolmente le ultime pagine dell’appello, ad esempio pag. 155 nonché pag. 148 e seguenti, dedicate all’impegno di Arnone nel denunziare le collusioni mafiose nell’appalto Ecoter (la Procura Generale ritiene di riportare all’uopo in modo integrale sia la testimonianza di Arnone sia le sue dettagliate denunzie presentate oltre 15 anni fa).     

Si ribadisce che per la diffusione anche integrale del testo dell’atto di appello, il medesimo viene posto a disposizione degli organi di informazione quale allegato.

Atto-Appello-assoluzione-Sodano-2018

La Squadra Mobile di Agrigento arresta due indagati di Favara per il tentato omicidio in Belgio dell’empedoclino Saverio Sacco. L’inchiesta si avvale di un neo collaboratore della Giustizia.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato due favaresi. Uno è Mario Rizzo, 32 anni, e l’altro è suo cognato, Gerlando Russotto, 29 anni. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha risposto sì al procuratore Patronaggio, all’aggiunto Salvatore Vella, alle sostitute Simona Faga e Alessandra Russo, e ha firmato l’ordine di cattura. Mario Rizzo ha ricevuto il provvedimento in carcere perché già detenuto per altra causa. Russotto è stato ammanettato a Favara. E perché sono stati arrestati? Perché il 28 aprile del 2017 a Liegi in Belgio avrebbero partecipato al tentato omicidio di un ristoratore di Porto Empedocle, Saverio Sacco, 37 anni, titolare di un ristorante in terra fiamminga.

E come Mario Rizzo e Gerlando Russotto sarebbero stati scoperti? Perchè, tra l’altro, così avrebbe raccontato una gola profonda che avrebbe scelto di collaborare con la Giustizia, svelando i dettagli sui tanti agguati sanguinari che da almeno due anni ricorrono tra Favara e il Belgio. Lo stesso neo pentito avrebbe puntato il dito anche verso il presunto terzo complice della missione di morte, poi fallita, contro Sacco: si tratta di Salvatore Prestia, 37 anni, di Porto Empedocle, già arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento il 15 luglio del 2017, eseguendo un mandato d’arresto europeo emesso dai giudici del Belgio per il tentato omicidio di Saverio Sacco.

A Mario Rizzo e a Gerlando Russotto, oltre all’ipotesi di reato di tentato omicidio, derubricata dal Gip in lesioni personali aggravate, è contestata la detenzione illegale di armi clandestine. In particolare, la Squadra Mobile agrigentina lo scorso 29 maggio ha perquisito l’abitazione di Russotto a Favara e ha scoperto e sequestrato un fucile a pompa ed una pistola calibro 7 e 65, oltre numerose munizioni. E Russotto risponde anche di ricettazione perché il fucile a pompa è stato rubato lo scorso 8 gennaio alla Polizia Provinciale di Agrigento.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

Il Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento parteciperà domani, sabato 4 agosto, a Santo Stefano di Quisquina all’edizione 2018 di “Giovaninfesta”, l’annuale raduno giovanile organizzato dall’Arcidiocesi di Agrigento che per la prima volta si svolge nel Comune montano, affiancando, insieme all’Amministrazione comunale e ai Carabinieri, gli organizzatori nella redazione del piano socio-sanitario realizzato per l’evento. Il Piano prevede l’impiego del personale della Polizia Municipale dei Comuni dell’area montana (S.Stefano Q., Alessandria della Rocca, Cianciana, Bivona, Cammarata) e dei Carabinieri per l’ordine pubblico, e della Protezione Civile Provinciale e Comunale per il coordinamento del volontariato.
Numeri importanti, quelli previsti dagli organizzatori, in particolare oltre 3.000 partecipanti. Il Libero Consorzio ha attivato trenta volontari di protezione civile appartenenti a cinque associazioni iscritte nel registro regionale e che hanno sottoscritto il contratto con il Libero Consorzio di Agrigento, ovvero Croce Rossa Italiana comitato di Agrigento, AEOP Porto Empedocle, Giubbe d’Italia di Santa Elisabetta, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia sez. di Agrigento ed Emergency Life Porto Empedocle. Si tratta di associazioni di volontariato con le quali il Libero Consorzio ha ormai consolidato un rapporto di piena collaborazione, grazie anche ai numerosi corsi di formazione organizzati dall’Ente per arricchire la professionalità e l’esperienza degli stessi operatori.
Il referente per l’assistenza sanitaria è il dott. Angelo Vita., che agirà in stretto contatto con il 118. Il piano sanitario prevede anche l’utilizzo di 3 ambulanze messe a disposizione da Croce Rossa e Giubbe d’Italia, e due squadre “a piedi” di primo soccorso sanitario e BLS della stessa Croce Rossa, presenti dalle ore 8.00 di sabato sino ad un’ora dopo la conclusione della manifestazione.
La partecipazione del Gruppo di Protezione Civile (dirigente dott. Achille Contino, funzionario responsabile dott. Marzio Tuttolomondo) è stata autorizzata dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio dott. Girolamo Alberto Di Pisa.

Si riporta una nota della consigliere comunale Nuccia Palermo sull’appello dell’assessore comunale con delega alla solidarietà sociale Riolo, riguardante la installazione di pedane di accesso per disabili nelle spiagge di San Leone

 

“Imbarazzante. E’ questo l’unico termine che riesco ad utilizzare per valutare l’appello lanciato in queste ore dall’assessore Riolo relativamente alla ricerca disperata di volontari che di tasca propria forniscano ed installino pedane per disabili sulle spiagge. Ancor peggio perché tardiva considerando che siamo ad agosto. Trovo di poco gusto che una giunta, il cui primo atto fu quello di portare la propria indennità al massimo consentito per legge ed esattamente a circa €. 5.600,00 per il sindaco, 4.200,00 per il vice sindaco, 3600,00 per gli assessori e 1.800,00 €. per i componenti della giunta che hanno un impiego e che hanno scelto di non chiedere l’aspettativa al proprio datore di lavoro (ovvero, se consideriamo che gli assessori sono sei, circa complessivi €. 290.400,00 annui) oggi chieda al cittadino già in ginocchio di sopperire alle proprie mancanze politiche e amministrative su un tema così delicato come quello del rispetto dei diritti dei diversamente abili. Se consideriamo che la giunta Firetto in cinque anni costerà agli agrigentini circa 1.452.000,00 euro sarebbe stata un’ottima occasione per dare un grandissimo esempio di protagonismo civico rinunciando a qualche mensilità che di certo non avrebbe impoverito di tanto l’importante e legittimo introito.
Chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini mentre al palazzo di città questa giunta non vive crisi alcuna lo trovo disdicevole. Insomma, ricapitolando: strade chiuse a causa della non manutenzione, poco coinvolgimento delle attività locali in presenza di manifestazioni con protagonisti esercenti di altri comuni, città sporca ed invasa dai rifiuti, piano traffico in presenza di festività o giornate particolari quasi sempre poco adatto alle esigenze veicolari, mancanza di strutture volte all’abbattimento delle barriere architettoniche o comunque volte a migliorare la vivibilità di diversamente abili e non e tante altre problematiche che non elenco segnano un netto fallimento politico dei tre anni a firma Lillo Firetto. L’appello di oggi è solo la ciliegina”.

 

Nonostante la gravità e le preoccupazioni del momento, grazie ai successivi sviluppi, l’incontro avuto mercoledì scorso a Palermo dalla delegazione guidata dal Sindaco Giuseppe Galanti, accompagnato dall’assessore Salvo Lombardo e dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Russotto, con i vertici regionali dei rifiuti, sembra destinato a sortire gli effetti sperati.
<<La chiave di volta, favorita dall’autorevole intervento dell’on. Carmelo Pullara, – spiega il Sindaco – coinciderebbe con la possibilità per alcuni comuni di conferire ad Enna, in modo tale che Licata possa tornare a conferire a Lentini, e superare l’ennesima emergenza, figlia della pessima gestione che ha caratterizzato negli ultimi anni la questione rifiuti.
E’ di tutta evidenza, infatti, che nessun rimedio potrà risultare risolutivo fino a quando non si attiverà la raccolta differenziata il cui avvio, sebbene annunciato in pompa magna dalla passata amministrazione, aveva prodotto un risultato pari allo zero.
Ed è altrettanto chiaro che un’amministrazione appena insediata in un comune con le finanze al collasso non non poteva, in meno di due mesi, recuperare il gravissimo ritardo accumulatosi nel corso degli anni precedenti>>.