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19 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata di ieri. Il dato emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Numeri in netto miglioramento ma si registra una vittima a Raffadali, 12ª vittima da inizio pandemia. Sono 333 gli agrigentini morti dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Ci sono anche 3 nuovi ricoveri in ospedale. I guariti sono 127. I tamponi eseguiti sono stati 296.

31 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 19 si trovano all’ospedale di Agrigento mentre 6 in quello di Ribera. Altri 6 si trovano ricoverati fuori provincia. Al momento non ci sono più persone in terapia intensiva. Due pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare: uno presso ex ipab di Canicattì e uno fuori provincia. Al momento non ci sono persone ricoverate in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 111 (11 migranti), Alessandria della Rocca 0; Aragona 5; Bivona 1; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 15; Canicattì 112; Casteltermini 13 (13 migranti); Castrofilippo 4; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 72; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 148; Lucca Sicula 0; Menfi 21; Montallegro 2; Montevago 2; Naro 9; Palma di Montechiaro 61; Porto Empedocle 53; Racalmuto 13; Raffadali 22; Ravanusa 14; Realmonte 13; Ribera 21; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 5; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 5; Santa Margherita di Belìce 2; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 25; Siculiana 31 (24 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 33.

Con la visita alla sede municipale di Cammarata si è concluso il primo tour delle visite istituzionali del presidente della Regione Nello Musumeci nell’Agrigentino, cominciato la settimana scorsa a Racalmuto.

Nell’aula consiliare di Cammarata, il presidente della Regione ha ricevuto il saluto di benvenuto del sindaco Giuseppe Mangiapane e del presidente del consiglio comunale, Giuliano Traina, i quali hanno voluto anche sottolineare alcune priorità del territorio da sottoporre all’attenzione del governo regionale.

Il presidente Musumeci ha ribadito come «uno degli obiettivi da affrontare dal suo governo con la nuova programmazione dei fondi comunitari e statali consista nell’arrestare il processo di spopolamento delle aree interne ed impedire che i giovani continuino ad abbandonare le loro città per emigrare altrove. Servono servizi, riqualificazione dei borghi e viabilità sicura, mentre le nostre strade provinciali sono un colabrodo, dopo la folle riforma delle Province».

La Camera di Commercio di Agrigento aderisce al progetto “O.K. Open Knowledge,” presentato da Unioncamere con finanziamento dal Pon Legalità, al fine di promuovere la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate con l’obiettivo di generare valore sociale, economico e civico nel territorio.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento degli Enti camerali di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

“O.K. Open Knowledge” si protrarrà fino a dicembre del 2022 con l’intento di sensibilizzare la collettività sull’esistenza, la finalità e i contenuti del portale “Open Data Aziende Confiscate”.

Il portale (https://aziendeconfiscate.camcom.gov.it) è sostanzialmente uno strumento che consente di analizzare, monitorare e supportare le azioni per restituire all’economia legale le imprese confiscate,  attraverso la interconnessione dei dati del Registro delle imprese presso le Camere di Commercio, e la banca dati dell’Anbsc, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“Abbiamo deciso di aderire al progetto senza alcuna esitazione – spiega il Commissario straordinario della Camera di commercio di Agrigento  Giuseppe termine – perchè l’iniziativa è coerente con le attività portate avanti dal nostro Ente in tema di sicurezza e legalità. In questa direzione l’Ente camerale si è reso promotore di diversi progetti mettendo anche a disposizione strumenti per le Forze dell’Ordine e l’uso della piattaforma Rex, nella consapevole che la sfida alla criminalità organizzata si può combattere solo mediante l’approfondita conoscenza del fenomeno, facilitata anche da sofisticate armi per combatterlo.”

“Siamo certi – aggiunge il segretario generale dell’Ente Gianfranco Latino – che il progetto Open Knowledge ci consentirà di rafforzare la rete con gli altri soggetti che sul territorio sono impegnati sul tema della legalità, mettendo loro a disposizione gli importanti dati e le informazioni in possesso del sistema camerale”.

Sono in programma incontri, seminari interattivi e laboratori proprio per approfondire le modalità di utilizzo dei dati presenti sul portale “Open Data Aziende Confiscate”, per permettere alle istituzioni, al partenariato sociale e associativo attività di gestione, monitoraggio e controllo sociale sulle aziende confiscate.

A Realmonte i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento un artigiano di 63 anni, per l’ipotesi di reato di abusivismo edilizio. Lui ha costruito il tetto di un’abitazione, in contrada “Scavuzzo”, a poca distanza dalla Scala dei Turchi, senza alcuna autorizzazione o concessione edilizia. I lavori abusivi sono stati scoperti dai Carabinieri che hanno anche sequestrato l’immobile.

“I continui aumenti che le nostre aziende sono costrette a subire stanno portando a dei costi di produzione davvero insostenibili. In questo modo soffrono le imprese e soffrono anche le famiglie”. Queste le parole di Vincenzo Gaziano, Presidente provinciale di Assipan, l’Associazione dei panificatori.

“Riceviamo quotidianamente segnalazioni da parte dei nostri associati, i quali lamentano i prezzi in costante aumento di farine, lieviti e di tutte le materie prime del settore della panificazione. Il rischio è che, a fronte di un aumento dei prezzi all’ingrosso, si arrivi ad un aumento dei prezzi al dettaglio. Lanciamo dunque un appello alle autorità affinchè vigilino sulle eventuali speculazioni in modo da invertire il trend registrato negli ultimi mesi. Se la situazione dovesse rimanere così, sarà impossibile per noi panificatori mantenere i prezzi di vendita di pane e prodotti da forno stabili.”

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Bisogna che gli organi preposti intervengano urgentemente nella zona industriale di Agrigento, lungo la strada che costeggia il Centro direzionale, perché, purtroppo, come segnalato alla redazione, tanti potenziali colpevoli di omicidio stradale percorrono tale strada a velocità folle, non curandosi affatto di esporre sé stessi, e soprattutto gli altri, alla morte. Occorre che nella strada dove insiste il Centro direzionale siano installati dei dissuasori di velocità, numerosi ed elevati. Oppure, meglio ancora, un telelaser, come già montato alla Rotonda degli Scrittori sulla 640, così da essere deterrente verso certi automobilisti ai quali, non solo andrebbe ritirata a vita la patente di guida, ma non gli sarebbe mai dovuta concedere. Si tratta, infatti, di mine vaganti.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, è in corso, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, il processo, in abbreviato, a carico di due imputati a seguito della morte dell’operaio di 57 anni Michele Lumia, di Palma di Montechiaro, deceduto in un’azienda agricola in contrada “Val di Lupo”, ad Agrigento, il 15 maggio del 2019, dopo essere stato colpito dalla benna di un escavatore. Il pubblico ministero, Paola Vetro, ha chiesto il rinvio a giudizio dei titolari, e responsabili dell’azienda, Rosario Bonfanti, 58 anni, ex sindaco di Palma, e la moglie Filippina Volpe, 50 anni. Nel frattempo Bonfanti ha proposto il patteggiamento della sua condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione. Deciderà il giudice.

Salvo Iacono, candidato Sindaco a Porto Empedocle con tre liste civiche e un progetto amministrativo forte e chiaro , si dice soddisfatto e pronto alla sfida della campagna elettorale del 10 e 11 ottobre.

“Inizia adesso un percorso che vedrà finalmente il popolo empedoclino dare un responso netto su chi deve governare il nostro paese ,oggi alla stregua di una bella signora piena di rattoppi e acciacchi.

Abbiamo costruito prima della mia candidatura un progetto civico ,politico aperto alle forze sane della città, abbiamo lavorato sodo e abbiamo messo in campo una squadra di tutto rispetto.

Giovani, professionisti, gente che hanno amministrato la cosa pubblica con capacità e lungimiranza e un concetto chiaro, adesso purtroppo c’è un malato: Porto Empedocle che va curato pesantemente e rimesso in carreggiata con la massima celerità.

Le tre liste sono il naturale risultato del progetto, (Sviluppo per Porto Empedocle, Liberi e Capaci e Isola Empedoclina) rappresentano al meglio la società e l’humus vitale di una comunità stanca di mala amministrazione e di incompetenza diffusa. Qui è regnato armonia ed entusiasmo e massima collaborazione alla realizzazione del progetto politico-amministrativo.

Gli stessi Assessori designati : Provenzano, Casella e Restivo , sono stati condivisi ed espressi con serenità e spirito democratico da ciascuna lista.

Ribadisco non le solite promesse, il nostro unico vademecum è il programma , si deve tornare ad amministrare Porto Empedocle, basta con storytelling e una politica incentrata sulle polemiche e sui social , il clima dei tutti contro tutti ha portato allo sfacelo e al crollo della centralità del Comune come bene del cittadino e a uno stato di anarchia perenne.

Rilanciare l’identità culturale empedoclina tra Pirandello , Camilleri e il nostro territorio devono essere il passepartout all’interno e all’esterno per far conoscere realmente le nostre potenzialità.

Rivisitare la macchina amministrativa con la stabilizzazione dei contrattisti e sbloccare i concorsi è determinante per rendere fluidi i meccanismi decisionali.

Il piano regolatore è indispensabile per dare una prospettiva di sviluppo, perché si intreccia con la visione del nuovo Porto e di un centro storico che deve avere una connotazione precisa.

Concludo e lo ribadisco subito , i miei interlocutori sono i cittadini empedoclini, tra comizi , incontri e dibattiti spiegherò con semplicità cosa voglio realizzare per questo territorio.

Eviterò polemiche e personalizzazioni o teatrini della politica, la migliore risposta è il ritorno alla politica vera e al confronto sano, senza spocchia e sterili critiche”.

  

Il Tribunale della libertà di Palermo, sciogliendo la riserva assunta il 10.9.21 accogliendo la richiesta dei suoi difensori, avvocati Maria Rosa Concetta  Bonanno e Arnaldo Faro, hanno concesso gli arresti domiciliari a S. R. che era stato raggiunto alla vigilia di Ferragosto, dalla misura cautelare della custodia cautelare in carcere. 

Secondo l’accusa, l’uomo, un agrigentino di anni 26, é responsabile di Stalking in  danno di una donna quarantenne, S. V. , conosciuta all’incirca 5 anni addietro e di cui si era invaghito. S.V (queste le iniziali del suo nome)  aveva respinto le avance amorose e sessuali dell’uomo, che aveva già provveduto a denunziare una prima volta nel 2018 per il reato di minaccia (processo che sarà celebrato all’udienza prossima il 23.9).

Ciononostante SR era ritornato alla carica , di recente, appostandosi presso la abitazione della sua vittima pedinando e seguendo la donna in Via Atenea di Agrigento  telefonandole ripetutamente  anche in ore notturne e recandole visite non gradite presso il luogo di lavoro (un noto pub nella stessa via Atenea ) ed anche importunando persone legate a lei ora da amicizia , ora da rapporti di lavoro. 

Infatti in una occasione S. R. aveva rubato il casco a XX per danneggiarglielo per poi depositarlo  nottetempo nei pressi della abitazione della sua vittima ; in un altra occasione aveva avvicinato l’avvocata della donna M. E. N. per indurla a persuadere la sua cliente a rimettere la denunzia. 

In un primo momento all’uomo era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento,  (con l’applicazione del braccialetto elettronico),  alla vittima, ed  ai suoi amici (tre noti avvocati agrigentini molestato dall’uomo), ma lo stesso  aveva rifiutato di indossare il presidio elettronico; talché la misura cautelare su richiesta della Procura  era stata aggravata, con provvedimento del GIP, prima nel divietò di dimora ad Agrigento e poi nella custodia cautelare in carcere, dopo che l’uomo era stato scorto ai primi dello scorso Agosto,  in Via Atenea, luogo di lavoro della Vittima. 

I legali di SR , Bonanno e Faro rivolgendosi al Tribunale della libertà, che ha accolto il loro ricorso,  hanno sostenuto l’erroneità del provvedimento cautelare della carcerazione infra muraria, dovendosi prediligere , per il criterio della gradualità, la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, ora applicata dallo stesso Tribunale a SR 

I Carabinieri della Stazione di Siculiana, a conclusione delle indagini scaturite a seguito dell’incendio occorso ai danni di un immobile in disuso, verificatosi il 07 agosto scorso in Via Marconi, nel pomeriggio di ieri 15 settembre hanno depositato alla Procura della Repubblica di Agrigento un’informativa di reato a carico di madre e figlio ritenuti responsabili di aver appiccato deliberatamente l’incendio di un immobile disabitato.

Si tratta di una donna di 55 anni residente del posto, casalinga e del figlio 30 enne, disoccupato. Le fasi dell’incendio sono state riprese da alcuni sistemi di video sorveglianza attivi nei pressi del luogo ove si è sviluppato l’incendio. I militari dell’Arma, dopo aver analizzato le immagini, hanno raccolto importanti elementi di riscontro in relazione al coinvolgimento di madre e figlio che sono stati pertanto denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di incendio doloso in concorso.