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Bisognerà individuare un nuovo giudice in sostituzione del presidente della seconda sezione penale Angela Wilma Mazzara che si asterrà nell’ambito del processo sulla vicenda scaturita dall’inchiesta “La Carica delle 104”. Il collegio difensivo ha sollevato la questione in virtù del fatto che il giudice, ricoprendo altro incarico, aveva emesso in passato un provvedimento nei confronti di uno degli imputati. Per tale motivo, dunque, il processo è stato rinviato al 25 settembre per l’individuazione di un nuovo collegio di giudici.

Sul banco degli imputati 48 tra medici, faccendieri e presunti “finti” disabili accusati di aver dato vita ad un “sistema” ben consolidato  che faceva leva sulle agevolazioni della legge 104 e garantiva, a chi non aveva diritto, di poterne usufruire beneficiando quindi di tutti i vantaggi. Tre i filoni che caratterizzano l’inchiesta della “Carica delle 104”: il “terremoto” del settembre 2014 con un totale di 101 indagati; nell’ottobre 2016 e novembre 2017 l’inchiesta si allargò sfociando nel secondo e terzo filone che altro non sono che il seguito delle investigazioni condotte dalla Digos della Questura di Agrigento. Nel marzo scorso il pm Paola Vetro ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 54 persone di cui una quarantina di presunti “finti” invalidi, una decina di medici e insegnanti.

 

“Oggi sempre di più un efficace contrasto alle organizzazioni di trafficanti di migranti  presuppone una lotta da svolgere sulla terra ferma non in mare, soprattutto nei Paesi di partenza con la necessaria collaborazione dei Paesi di destinazione. Sono poco utili e difficilmente attuabili i blocchi navali, cioè i tentativi di bloccare in mare l’arrivo delle imbarcazioni cariche di migranti“. E’ la denuncia del Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella,
intervenendo all’Onu a Vienna a un incontro sul traffico di esseri umani.
“La continua modifica dei modelli di business delle organizzazioni dei trafficanti di migranti deve portare necessariamente a una conseguente modifica delle modalità di contrasto da parte delle Forze di polizia”. E’ il monito del Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella.

“Con i ”barconi” le Forze di Polizia potevano tentare di fare una attività di contrasto in mare che avesse una qualche efficacia, lotta che poteva portare all’arresto dei marinai (professionisti pagati dall’organizzazione) e alla confisca o alla distruzione delle navi dell’organizzazione – avverte – Oggi i numeri maggiori i trafficanti li fanno con i ”rubber boat”, per i quali un’attività di contrasto in mare è poco efficace. Le organizzazioni dei trafficanti non hanno più in mare i loro uomini e la flotta di rubber boat è una flotta di imbarcazioni destinate a essere utilizzate per un solo viaggio, destinate ad essere costantemente sostituite a poco prezzo. Il sequestro di questi mezzi è inefficace, perché sono mezzi non utilizzabili per un nuovo viaggio”.
“Un altro metodo che i trafficanti stanno utilizzando, sempre di più, è quello della ”mother boat”, cioè le navi madre”, ha detto il Procuratore aggiunto Vella.

“Come esempio faccio riferimento a un caso di cui mi sono occupato conclusosi il 23 novembre 2018. In quel caso i trafficanti trasportarono 68 migranti da Sabratha (Libia) a Lampedusa, utilizzando un motopesca di circa 21 metri (nave madre) e una imbarcazione più piccola (nave figlia), costituita da una barca di circa 10 metri con un piccolo motore fuoribordo da 40cv -racconta il magistrato – Arrestammo tutti i sei membri dell’equipaggio, dopo un lungo inseguimento in mare fatto con i mezzi della Guardia di Finanza Italiana”. “Il metodo della ”mother boat” mette, comunque, in pericolo la vita dei migranti, soprattutto nella fase in cui gli stessi vengono accalcati sulla ”barca figlia” in condizioni di grave instabilità (70 persone su una piccola imbarcazione di 10 metri), senza viveri e mezzi di salvataggio individuali, fase che prevede ancora circa 8 ore di navigazione, prima di giungere sulla costa siciliana”, dice. “Questo metodo di viaggio rende, inoltre, più difficile il contrasto alle organizzazioni dei trafficanti, i MIGRANTI nascosti dentro la nave non sono visibili ad una osservazione esterna e le mother boat si fermano in acque internazionali, a grande distanza dalla costa del Paese di destinazione”, conclude ancora Vella.

 

I Segretari confederali di CGIL, CISL e UIL, Alfonso Buscemi, Emmanuele Piranio e Gero Acquisto, hanno incontrato stamattina il Presidente f.f. del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento dott. Giovanni Di Maida per fare il punto sull’attuale situazione alla luce dei positivi risultati raggiunti, che hanno visto crescere in modo esponenziale il Consorzio agrigentino dopo anni di instabilità e lotte per la sopravvivenza e la garanzia del diritto allo studio.
Risultati, faticosamente raggiunti con lavoro ininterrotto e sacrificio di cui sono stati protagonisti anche i sindacati, che, unanimemente hanno sottolineato come in questa nuova fase tutta positiva, sia necessario intraprendere iniziative che abbiano sempre un denominatore unico quale il diritto allo studio ed altresì consentano agli studenti e alle famiglie di avere un importante presidio culturale quale il Consorzio Universitario di Agrigento.
Le tre sigle sindacali, oltre a mostrare compiacimento per gli obiettivi raggiunti, hanno proposto un ulteriore arricchimento dell’offerta formativa con corsi pertinenti alle peculiarità ed alla domanda del territorio, sottolineando l’importanza del Consorzio come sede naturale non solo per la promozione della cultura, ma anche come sostegno alle attività produttive mettendosi a disposizione delle aziende.
A breve verrà organizzato insieme ai sindacati, un convegno programmatico che miri ad individuare strategie da porre in essere a favore del tessuto produttivo della provincia di Agrigento.

I Carabinieri di Caltanissetta, in collaborazione con i colleghi di Canicattì, Palermo e Cantù in provincia di Como, hanno eseguito 11 ordinanze, tra custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora nel Comune di residenza, a carico di 11 indagati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, ruota intorno ad una banda di pusher a San Cataldo. Le indagini, iniziate nel 2016 e durate circa un anno, hanno permesso di monitorare, anche attraverso l’uso di microcamere, numerosi episodi di spaccio. Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza sono stati sequestrati 260 grammi di hashish.

A Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, un operaio di 38 anni, Francesco Battaglia, di Cefalù e residente a Collesano, è morto verosimilmente colpito da un fulmine. L’uomo è stato intento a lavorare per conto di un’impresa di raccolta dei rifiuti nelle Madonie. E’ stato sul cassone del mezzo per la raccolta della spazzatura quando, secondo le prime testimonianze, è stato fulminato. L’uomo ha le mani nere e non ci sono segni di impatto con il mezzo. Il comandante dei vigili urbani, Gioacchino Lavanco, afferma: “Sembra che l’operaio sia stato colpito da un fulmine. Il mezzo è stato sequestrato e il corpo dell’operaio è stato portato nell’obitorio del cimitero”. Il sindaco di Polizzi Generosa, Giuseppe Lo Verde, aggiunge: “Siamo stati investiti da una bomba d’acqua. Siamo sconvolti per quanto successo”.

Il tribunale di Siracusa, presieduto da Giuseppina Storaci, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba, dalle imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. L’ex assessore Antonio Luigi Giunta è stato prosciolto dall’imputazione di voto di scambio per intervenuta prescrizione. Le contestazioni di reato si riferiscono alle elezioni Amministrative e alle Regionali del 2008, e a presunti contatti con esponenti del clan Nardo di Lentini. Carrubba si è dimesso da sindaco nel 2012, e il Comune di Augusta è stato sciolto nel 2013 per presunte infiltrazioni mafiose. Il pubblico ministero, Andrea Ursino, ha invocato la condanna dell’ex sindaco a 5 anni di carcere.

A Cefalù, in provincia di Palermo, i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato tre indagati per spaccio di cocaina. Si tratta di Ignazio D’Antoni, 52 anni, agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, Marco Marsala, 40 anni, in carcere, e il fratello Giuseppe Marsala, 43 anni, anche lui in carcere. Le attività di spaccio avrebbero procurato lauti guadagni, anche oltre 10.000 euro al mese durante il periodo estivo. Nel corso delle indagini state tratte in arresto in flagranza di reato 7 persone e sequestrati complessivamente oltre 150 grammi di cocaina che venduta al dettaglio avrebbe fruttato oltre 25.000 euro.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 16 settembre, al Circolo Empedocleo, in via Atenea, alle ore 18:30, ad ingresso gratuito, si svolgerà la 19esima edizione del premio internazionale “Pergamene Pirandello”, assegnato quest’anno a prestigiose compagnie di teatro regionali siciliane: Cgs Karol di Mario Sorbello/Catania, Teatròn di Salvo Ciaramidaro/Marsala, CoontemplAttivi di Massimiliano Arena/Naro, I Sognatori di Giovanna Messina/Agrigento, Teatro da Camera Empedocleo di Adamo-Gaziano/Agrigento, Concordia di Angelo Cinque Raffadali/Agrigento, La Giara di Alfio Russo Fontanelle/Agrigento, e la compagnia Pirandelliana di Lillo Zarbo Canicattì. Una Pergamena d’Onore alla carriera sarà conferita a Giorgio Magnato, decano del teatro Pirandelliano, per la diffusione del teatro di Pirandello nel mondo, e una Targa speciale al presidente del Circolo Empedocleo, Giuseppe Adamo, per la felice intuizione delle stagioni di Teatro da Camera. La cerimonia come ogni anno sarà condotta da Egidio Terrana con l’attrice del Pirandello stable festival, Maria Grazia Castellana.

La Provincia di Agrigento si dota di un nuovo regolamento per contrastare l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio provinciale di competenza. Tale regolamento servirà a supporto dell’installazione e utilizzo di impianti di video-sorveglianza mobile, le cosiddette foto-trappole, nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei dati personali. Le immagini saranno utilizzate per la contestazione delle violazioni relative all’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti. La tecnologia usata garantirà un’adeguata protezione contro l’accesso e l’utilizzo non adeguato delle immagini. L’accesso e l’esportazione delle immagini registrate sarà effettuato solo da personale incaricato della Polizia Provinciale.