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Fa piacere constatare che, nonostante l’impegno e il tempo profuso a cercare di trovare soluzioni a una raccolta differenziata che fa spesso acqua da tutte le parti, l’Assessore responsabile trovi il tempo di rispondere, in modo piccato, alle legittime richieste esposte dalle associazioni e dai rappresentanti di categoria presenti sul territorio.

Ci sorprende la replica dell’Assessore Hamel quando afferma, nel suo intervento, che la richiesta di dimissioni sia una “manovra finalizzata a interessi di carattere elettorale”,  trascurando che è sotto gli occhi di tutti che la predetta raccolta differenziata è un problema che mortifica la città e allontana i turisti.

La superficialità con la quale si è disponibili ad accogliere le legittime sollecitudini degli operatori e dei cittadini, tradisce, forse, la poca serenità con cui si gestisce il bene pubblico. Ci dispiace ricordare all’Assessore che libertà di pensiero e di parola non si debbono negare a nessuno, meno che mai a rappresentanti di associazioni di categoria che si spendono quotidianamente, impegnando tempo e professionalità in modo totalmente gratuito, per dare una mano alla città, provando a farla ripartire, dimostrando di non essere alla ricerca di incarichi e consulenze retribuite con soldi pubblici, ma nell’unico interesse di salvaguardare il decoro di una città di cui si rivendica la vocazione turistica, spesso tradita nei fatti.

Non volendo ulteriormente alimentare sterili polemiche che rispediamo al mittente, ci auguriamo di non essere costretti, ancora e ancora, a sottolineare ulteriori criticità in cui versa la città.

Noi, saremo vigili.

I Giovani dell’Udc Italia hanno trasmesso una durissima nota in cui espongono le motivazioni sulla scelta del voto negativo al prossimo Referendum sul Taglio dei Parlamentari, ricordando che la riduzione dei Deputati, negli anni, è sempre stata una “richiesta” delle Lobby e di associazioni eversive, e che la riduzione dei costi, tanto pubblicizzata, è davvero minima e sicuramente senza alcun effetto reale.

“Siamo di fronte ad uno dei più grandi errori che la classe Politica degli ultimi anni abbia mai commesso – dichiarano i Giovani dell’Udc Italia – La deriva populista ha totalmente annichilito la Politica Italiana, arrivando persino a mettere a rischio, adesso, la nostra Democrazia. La Classe Politica è inerme, non è un caso che i Partiti Politici fatichino a prendere una posizione ufficiale, per paura di perdere consensi o finanziamenti, e spiegare perché il Taglio dei Parlamentari può essere così grave per la nostra Democrazia. Dobbiamo essere sinceri, dobbiamo dire che Partiti, o Movimenti che siano, sono ormai totalmente al servizio delle Lobby, e che ormai il Politico di turno, per un Like sui Social, sta perdendo anche la propria dignità”.

I Giovani dell’Udc Italia espongono quindi le diverse motivazioni per votare No al prossimo Referendum.

“Ormai la Costituzione viene cambiata a convenienza, un giorno “non si tocca”, l’indomani “è troppo vecchia”. I Parametri scelti dai Padri Costituenti, e successivamente fissati, hanno seguito logiche più che ragionevoli per garantire imparzialità e rappresentatività dei Territori. E’ più che evidente che si vuole ridurre il numero di Parlamentari per poter controllare meglio il Governo, pochi Deputati sono molto più facili da controllare. E’ a rischio la rappresentatività dei territori, è a rischio il futuro della nostra Democrazia. E’ a rischio la stessa Politica, che si sposterà ancora di più sui Social e meno a contatto coi problemi della Gente. E tutto questo per una fantomatica riduzione dei costi che non è certo determinante, poiché i costi del Governo non dipendono affatto dall’indennità parlamentare. E, per altro, senza nemmeno una legge elettorale che reintroduca la Preferenza e dia ai Cittadini il diritto di scegliere il proprio rappresentante. Il Movimento 5 Stelle si è sempre schierato contro i costi della Politica; abbiano la dignità di far conoscere all’Italia intera quanto spende di sola Comunicazione ogni loro Ministero. Ogni volta che si è votato “a sentimento” abbiamo fallito: è stato un fallimento il taglio delle Province, ad esempio, un fallimento anche l’autonomia delle Regioni, un grave errore l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti che ha portato sempre più a dipendere dalle Lobby. Tutte scelte che hanno annichilito la Politica negli anni. Oggi il Parlamento è totalmente paralizzato, chiediamo alla Classe Politica di ritornare in scena, di farsi sentire, di prendere posizione e spiegare perché stiamo commettendo l’errore più grande della storia della Repubblica Italiana”.

Momenti di paura questa mattina intorno le 8,30 in via Garibaldi, nel cuore del centro storico di Agrigento. Un’auto Lancia Y vecchio tipo è andata in fiamme mentre era in movimento. Era di un giovane extracomunitario residente nella zona, andata in fumo all’altezza del vano motore. Il conducente è riuscito a bloccare il veicolo mettendosi in salvo, male fiamme si sono impadronite del mezzo in pochi secondi. Fiamme e fumo hanno imperversato per circa20 minuti, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, che in pochi istanti hanno estinto il rogo. Nessuna conseguenza per altri veicoli nei pressi. Traffico in tilt per alcuni minuti.

Un uomo di 81 anni è stato derubato del borsello nel quale teneva 100 euro, dopo un tentato episodio di truffa dello specchietto . E’ accaduto tutto mentre l’anziano, al volante della sua auto, stava percorrendo contrada Caos. All’improvviso, senza accorgersi di niente, ha sentito un botto e pochi istanti dopo è stato fermato da due giovani che sostenevano d’aver subito il danneggiamento dello specchietto retrovisore della loro auto. Specchietto che effettivamente era rotto, ma l’anziano – difendendosi – continuava a ripetere di non aver fatto nulla e che quanto rappresentato dai due era impossibile. Uno dei due giovani però, incalzandolo, chiedeva l’immediato pagamento dei danni subiti perché, appunto, “lo specchietto retrovisore era in frantumi”. Mentre uno discuteva con l’anziano, l’altro gli rubava il borsello dall’abitacolo. Tornato a casa, l’anziano a visto che il borsello non c’era più.  L’agrigentino, ancora sotto choc, ha formalizzato denuncia alla polizia e gli agenti della sezione Volanti della Questura hanno avviato le indagini. Il pensionato, però, è risultato essere talmente frastornato da non ricordare neanche il modello dell’auto dei due malviventi.

Da qualche tempo, a Canicattì sono stati potenziati i controlli da parte dell’Amministrazione comunale, dopo quello che si registrava in centro e nelle periferie a causa dell’abbandono dei rifiuti.

E i risultati non sono tardati ad arrivare. Venticinque incivili sono stati “beccati” dalle telecamere, mentre depositavano i rifiuti, nei pressi delle isole ecologiche di Canicattì.

Immortalati i loro volti ed il numero delle targhe di auto e furgoni da dove veniva scaricata la spazzatura. Acquisite le registrazioni adesso il Comando della polizia Municipale provvederà ad identificarli.

Infatti, verrà notificata una multa che potrà anche arrivare sino a 600 euro, mentre l’amministrazione comunale è orientata a presentare una denuncia alla magistratura di Agrigento, dove si ipotizza il reato di inquinamento ambientale.

I  barchini  carichi di migranti seguitano ad approdare a Lampedusa. Un natante con poco meno di 30 profughi è stata avvistata e agganciata, nelle acque antistanti la maggiore isola delle Pelagie, dalla motovedetta della Guardia di finanza. I migranti sono stati trasferiti all’hotspot dove ci sono 1.090 persone. Dalla mezzanotte sono arrivati finora sei natanti con circa 240 extracomunitari.

E’ un’emergenza che la Prefettura di Agrigento, d’intesa con il dipartimento delle Libertà civili e Immigrazioni del ministero dell’Interno, sta cercando di tamponare. Nell’hotspot ci sono 1.061 persone a fronte di una capienza massima prevista per 192.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, in sinergia con il Centro Regionale Trapianti della Sicilia, torna a puntare i riflettori sull’importanza di esprimere il consenso sulla donazione degli organi, gesto di grande altruismo e generosità oltreché di importanza fondamentale nel salvare vite umane. Alle diverse azioni già avviate ed alle informazioni contenute nella sezione del proprio sito istituzionale alla pagina http://www.aspag.it/index.php/donazioni, l’ASP di Agrigento ha recentemente aggiunto un nuovo strumento operativo per la raccolta delle dichiarazioni di volontà: presso l’Unità operativa complessa di anestesia e rianimazione del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento è infatti attivo un “servizio di informazione e raccolta dichiarazioni” curato dalla psicologa CRT, Emanuela Solombrino, raggiungibile anche al numero di telefono 0922 442812.

In generale, i cittadini  possono  esprimersi sulla donazione di organi e tessuti attraverso cinque modi: la dichiarazione di volontà espressa presso gli uffici di anagrafe dei comuni al momento di richiesta o rinnovo della carta d’identità; la registrazione presso la propria ASP di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo; la compilazione del “tesserino blu” del Ministero della Salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, da conservare insieme ai documenti personali; qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, anch’essa da conservare tra i documenti personali; l’atto olografo dell’Associazione italiana donatori di organi (Aido).

Il coordinatore regionale del CRT Sicilia, Giorgio Battaglia, intervenendo a margine dell’attivazione del nuovo punto di informazione e raccolta di Agrigento, plaude all’iniziativa: “ringrazio l’ASP di Agrigento, la sua Direzione strategica e il direttore dell’UOC di Anestesia, rianimazione e terapia intensiva, per l’attenzione al tema. Per ridurre le opposizioni è necessario – sottolinea Battaglia – sensibilizzare maggiormente i cittadini informandoli sui modi per dichiarare la propria volontà sulla donazione. Per scegliere di diventare donatore è bene conoscere tutte le tutele previste e sapere che il nostro Sistema Trapianti è tra i primi posti in Europa per qualità degli interventi e sicurezza dei processi”.

La Procura di Siracusa ha disposto il fermo anche della madre 23enne del bambino di 21 mesi morto ieri nell’ospedale di Modica, nel Ragusano, e che presentava lesioni sul corpo. Ieri sera era stato fermato dalla polizia il convivente della donna, un 32enne che non è il padre del piccolo. Nei loro confronti la Procura ipotizza i reati di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia. I due sono stati condotti in carcere da agenti del commissariato di polizia di Modica che stanno indagando.

Sarà la motonave “Lampedusa” a prendere da stasera il posto – per coprire la tratta Porto Empedocle-Lampedusa – del traghetto “Sansovino” che, ieri, ha perso il portellone centrale davanti al porto di Linosa. Il “Lampedusa” si sta spostando da Trapani a Porto Empedocle dove, nelle prossime ore, partirà alla volta di Linosa prima e Lampedusa dopo. Il traghetto “Sansovino” è, intanto, rimasto in rada di Linosa, in attesa che venga recuperato il portellone. Le autovetture che erano state imbarcate, così come naturalmente i passeggeri, sono stati sbarcati al molo di Linosa e poi, appunto, caricati sul secondo traghetto di linea: il “Cossyra”.

Rimangono a bordo del “Sansovino” quattro camion.

Il consigliere comunale di Porto Empedocle di Fratelli d’Italia, Michelangelo Bruno Gallo, ha presentato, in data odierna, un’interrogazione relativa all’arrivo nelle casse del Comune empedoclino, dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, della somma di 500.000 euro.

Lo stesso Michelangelo Bruno Gallo dichiara: “Avendo appurato l’arrivo nelle casse del Comune di Porto Empedocle della somma di 500.000 euro, erogata dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali a titolo di ristoro economico per i negativi effetti socio-economici conseguenti alla pandemia di covid 19 e ai continui incontrollati sbarchi di migranti che hanno danneggiato inevitabilmente il settore turistico e l’immagine della città (su questo ultimo punto la posizione di Fratelli d’Italia è nota ovvero che l’unica soluzione utile per  fermare gli sbarchi è il blocco navale), ho presentato un’interrogazione con cui chiedo all’Amministrazione comunale come intende utilizzare  tale somma, se su di essa vi siano o meno vincoli di finalità d’uso, se la predetta Amministrazione intende coinvolgere nella gestione delle somma il consiglio comunale e, soprattutto, se si voglia valutare la fattibilità della mia proposta, ovvero di destinare l’importo in questione, in tutto o in parte, alle attività commerciali e turistiche cittadine ed a tutte quelle categorie di lavoratori che hanno subito danni economici in questi ultimi problematici mesi”.