Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 529)

 

 

 

 

Il consigliere comunale Gibilaro, tramite l’ufficio di presidenza, ha chiesto al sindaco e all’assessore comunale con delega al bilancio, la predisposizione degli strumenti finanziari in modo da potere avviare la trattazione in consiglio comunale.
“Con rammarico bisogna prendere atto che da mesi il consiglio comunale attende il “parto” di importanti strumenti finanziari – scrive il consigliere Gibilaro.
La mancata predisposizione del bilancio consuntivo 2016, del bilancio consuntivo 2017, del bilancio consolidato 2017 e del bilancio di previsione 2018 certifica la circostanza che si stanno arrecando gravi danni e disagi all’Ente e alla comunità agrigentina.
In primo luogo – continua il consigliere, perché la mancata predisposizione degli strumenti finanziari da parte dell’amministrazione comunale ed il contestuale invio degli stessi in consiglio comunale per i provvedimenti di competenza, precludono il trasferimento delle risorse da parte dello Stato al Comune.
Vi è di più: non solo, gli strumenti finanziari non vengono predisposti nei tempi utili, ma si fa
ricorso costante ad anticipazioni di cassa, pagando interessi.
Pertanto, fatta questa doverosa premessa, invito l’amministrazione ha predisporre con urgenza gli strumenti finanziari già citati, per scaturire un dibattito idoneo a stabilire un confronto di carattere generale sulle prospettive e scelte politiche della città, consentendo ai consiglieri comunali di esercitare in primo luogo, la funzione di controllo politico, considerato che l’approvazione del bilancio da parte del consiglio comunale costituisce un’autorizzazione data dai rappresentanti dei cittadini al governo Firetto e in secondo luogo, di poter esercitare la funzione di controllo finanziario per gli anni 2016 e 2017 (bilancio consolidato), considerato che mediante tale documento si controlla che il denaro pubblico sia effettivamente speso per le attività previste e nell’ambito degli stanziamenti autorizzati dal bilancio”.

In Sicilia il contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega sottoposto al voto nei gazebo e su internet. Il paradosso Tav e il Sud.

Il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini hanno concluso il contratto di governo. E, per la prima volta nella storia della Repubblica, un elenco dettagliato di traguardi da raggiungere, e non un’alleanza politica del tipo “partiamo e poi ne parliamo”, è stato sottoposto alle valutazioni e al voto dei cittadini elettori. In Sicilia circa 7.500 persone hanno votato sabato e domani nei gazebo allestiti dalla Lega. Il 95 per cento dei votanti ha votato sì. Peraltro, a differenza del Movimento 5 Stelle che in maggior parte ha consultato su internet solo i tesserati 5 Stelle, alle urne della Lega l’accesso è stato consentito a tutti, a prescindere dalla militanza o meno.

Come affluenza al voto sul contratto di governo, Palermo è prima, poi Catania e Messina. Nel contratto, offerto in lettura su manifesti e depliant, gli obiettivi che più degli altri attraggono sono il reddito di cittadinanza, la flat tax, la cancellazione della legge Fornero, e poi l’immigrazione, con la stipula di trattati internazionali per i rimpatri e valutazioni rapide sul diritto dei richiedenti asilo. Poi, un paradosso: Lega e Movimento 5 Stelle intendono “ridiscutere” il proseguimento della costruzione della Tav, la linea ad alta velocità Torino – Lione, e nulla hanno prospettato invece per l’alta velocità nel Sud e in Sicilia, dove i treni si scontrano provocando decine di morti perché il binario è uno solo e il traffico è concordato a telefono tra i due capistazione, o dove tra Agrigento e Palermo, soprattutto durante il viaggio dei pendolari, è un inferno che si protrae oltre due ore.

Sarebbe stato più ragionevole scrivere: no alla Tav tra Torino e Lione, perchè l’alta velocità da Roma in su è già abbastanza, e trasferiamo un po’ di alta velocità al Sud, dove tuttora si viaggia come all’epoca dei Borboni e del Regno delle Due Sicilie. Gli scrittori del contratto di governo hanno previsto tale paradosso, e hanno preventivamente replicato scrivendo così: “Con riferimento alle Regioni del Sud si è deciso, contrariamente al passato, di non individuare specifiche misure con il marchio ‘Mezzogiorno’, nella consapevolezza che tutte le scelte politiche previste dal presente contratto (con particolare riferimento a sostegno al reddito, pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) sono orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con l’obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud”.

A.R. (Teleacras)

 Guai in vista per un Empedoclino che scorso lo sabato scorso è andato in escandescenza al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento lasciandosi andare a un episodio di vandalismo perché non soddisfatto dell’esito della vista della visita cui era sottoposto. L’uomo di 38 anni di Porto Empedocle ai domiciliari, ha avvisato le forze dell’ordine nel fatto che stesse male e che si stava recando all’ospedale per un controllo, giunto presso la struttura è stato visitato dei medici che non hanno riscontrato nulla di particolare e lo hanno invitato a tornare a casa a quel punto il paziente hai iniziato a inveire contro tutti ha danneggiato lettiga, sedie e quant’altro fosse a attiro.  Sono sopraggiunti immediatamente ai Carabinieri di Agrigento e gli agenti del commissariato Frontiera di Porto Empedocle  che hanno fatto fatica a riportare la calma, l’uomo per la spropositata reazione rischia ora una denuncia o altri provvedimenti

Negli ultimi giorni ad Agrigento si sono verificati una serie di furti d’auto con una cadenza impressionante.

Almeno 5 le auto (quasi tutte utilitarie) sono state portate via dai ladri anche in pieno centro della città.

Intanto è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario un motorino, rubato qualche giorno fa. Del fatto si stanno occupando le Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia, che operano nel massimo riserbo.

Sospetta frattura arti inferiori, ricoverato in ospedale

I militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi hanno salvato un escursionista precipitato all’interno della grotta lavica dei ‘Tre Livelli’, quota 1.600 metri, nel comune di Zafferana Etnea (CT). L’uomo di San Pietro Clarenza (Ct) è scivolato all’interno del pozzo mentre stava esplorando la cavità. Il gruppo di escursionisti con i quali si trovava ha allertato i finanzieri della stazione Sagf di Nicolosi. I soccorritori, in stretta collaborazione col personale del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico-Etna Sud, con cui si sono riuniti vicino al sito, dopo aver allestito i necessari ancoraggi tecnici, si sono calati nella cavità assieme al medico del 118, il quale ha provveduto a stabilizzare il ferito che presentava una sospetta frattura degli arti inferiori. Successivamente, con complesse manovre di soccorso e con l’ausilio di una speciale barella “Kong”, dopo circa 2 ore, gli operatori sono riusciti a estrarre l’escursionista e ad affidarlo ai sanitari del 118.

Ad Agrigento, al piazzale Kaos, nei pressi della casa natale di Luigi Pirandello, si è svolto sabato 19 maggio e domani domenica 20, dalle ore 9 alle 20, la manifestazione “Emporio, arte e natura”. Tra l’altro, c’erano  in vendita prodotti biologici e locali direttamente dai produttori agricoli come pane, vino, olio, pomodori, prodotti di stagione, frutta e verdura, e oggetti di artigianato creativo realizzati nel rispetto dell’ambiente. Il cosiddetto “commercio equo solidale”. Di Teleacras l’intervista al coordinatore del Parco letterario Luigi Pirandello, Bernardo Barone.

La Polizia Municipale, guidata dal comandante Gaetano Di Giovanni, ha filmato e incastrato due “maialini” seriali mentre svolgono il loro compito di assoluta inciviltà.

Luogo dell’ennesimo atto di infimo ordine la via Demetra di Agrigento. Dalle foto si evince come un soggetto (eufemismo…) scende da una Punto bianca (guidata da altra persona), apre il cofano e getta sotto alcuni portici diversi sacchi di spazzatura.

Un altro soggetto (eufemismo) è stato beccato sempre dalle telecamere mentre tranquillamente gettava sacchetti di rifiuti.

Entrambi hanno dovuto pagare una multa di 600 euro a testa.

Troppo poco…

Tutti in fila, la notte scorsa, per visitare i siti museali della città, aperti fino a tardi, in occasione della “Notte europea dei musei” cui anche Agrigento, come le maggiori città d’arte, ha aderito all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali. Centinaia di persone infatti hanno visitato la Pinacoteca di Palazzo dei Filippini e l’altro sito d’interesse artistico, aperto anche quello fino a mezzanotte, ossia il Complesso Monumentale di Santo Spirito. Il personale in servizio ha registrato dalle 20 alle 24 di sabato 19, l’accesso di oltre 300 persone, in particolare visitatori agrigentini o provenienti da alcuni comuni limitrofi ma anche molti turisti italiani ed esteri che hanno potuto visitare i luoghi della Cultura acquistando il biglietto d’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. “Visto il successo – fa sapere il sindaco Lillo Firetto –  l’iniziativa verrà certamente ripetuta anche il prossimo anno”. 

Era da poco passata la mezzanotte e giovedì un commerciante di trent’anni gestore di una sala giochi del quartiere fontanelle si stava preparando alla chiusura il locale, momento in cui sta per abbassare la saracinesca due malviventi che nel frattempo si erano spostati nelle vicinanze lo hanno sorpreso di spalle e iniziato a colpire con una spranga. 

Il trentenne lo hanno portato all’ospedale  Giovanni di Dio e dati 4punti di suture. 

Gli agenti della Volante recati sul luogo hanno iniziato le indagini e recuperato i filmati che insistevano su via Mazzini. 

In casa oggetti periodo che va da VI secolo a.C. a alto medioevo

Un dirigente della Regione siciliana aveva a in casa reperti archeologici risalenti a un periodo che va dal VI secolo a. C. all’alto medioevo. Coppe, lucerne, unguentari, crateri, askos (antica forma vascolare greca in ceramica), 9 pezzi di monili in metallo e 33 monete gli sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Noto, coordinata dal capo della Procura di Siracusa Francesco Paolo Giordano, e dal pm Salvatore Grillo. L’uomo, 56 anni, non aveva dichiarato alla Soprintendenza il ritrovamento e la detenzione dei reperti. Tutto il materiale sequestrato è stato messo a disposizione della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, che ne ha certificato l’autenticità.