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“Tante le criticità in materia di depurazione in provincia di Agrigento emerse durante l’audizione di oggi in commissione Salute all’Ars. Basti sapere che, dalle attività di controllo degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane svolte dall’Arpa Sicilia nel 2016, è venuto fuori che nel 100% dei casi sono state fatte delle contestazioni: su 18 controlli eseguiti nell’Agrigentino, dove diversi depuratori sono stati sequestrati dall’autorità giudiziaria, sono state proposte 18 sanzioni. E’ evidente che questa situazione può avere delle ricadute negative sulla salute pubblica e sull’ambiente. Su questo fronte bisogna dare ai cittadini risposte concrete”.  

Lo ha detto la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione di oggi – chiesta dal coordinamento delle associazioni per  l’acqua pubblica Titano – in ordine alle problematiche della gestione dei depuratori in provincia di Agrigento con particolare riferimento agli effetti sulla salute umana. Hanno partecipato all’audizione,  dirigenti degli assessorati regionali per l’Energia e i servizi di pubblica utilità, per il Territorio e l’Ambiente, per la Salute e dell’Arpa Sicilia; rappresentanti dell’Inter.Co.PA, di Girgenti Acque, del Forum siciliano dei movimenti per l’acqua, del coordinamento Titano e dell’associazione ambientalista Mareamico.

In alcuni casi – ha aggiunto La Rocca Ruvolo – oltre al danno la beffa: nel Patto per il Sud ci sono i fondi per realizzare e riqualificare i depuratori ma non possono accedere ai finanziamenti i comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore che dovrebbe eseguire le opere.  L’impegno assunto dalla commissione, alla luce dei dati raccolti oggi durante l’audizione e dopo aver ricevuto i dati dall’Arpa e la relazione già inviata al presidente della Regione, è quello di predisporre una risoluzione, in cui saranno indicati gli interventi da effettuare e un cronoprogramma con i tempi da rispettare nei vari step, che sarà inoltrata agli assessorati competenti e alla presidenza della Regione Siciliana”.

Ad Agrigento i Carabinieri, nell’ambito di un piano di potenziamento dei controlli antidroga, hanno arrestato un immigrato dal Gambia, di 20 anni. L’africano è stato notato ad intrattenersi nel centro cittadino, con un via vai di giovanissimi attorno, come il miele e le api. I Carabinieri lo hanno pedinato, hanno scoperto un nascondiglio in un muretto dove ha nascosto 40 grammi di hashish e un coltellino, e addosso gli hanno sequestrato 10 grammi tra hashish e marijuana, già divisi in dosi pronte alla vendita. Il ventenne ha reagito, ha tentato di colpire con un pugno un carabiniere, si è scatenata una colluttazione, ed entrambi sono stati soccorsi in ospedale, con prognosi di 10 e 7 giorni per le escoriazioni e le contusioni riportate. Il gambiano adesso è recluso nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento. Risponderà di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, ha ratificato il patteggiamento della condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere a carico di un immigrato dal Ghana, Francis Jisquo, 35 anni. L’africano, difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Salvatore Cusumano, è stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 17 dicembre a Favara appena fuori da un pullman, perché in possesso di 4 ovuli con dentro 66 grammi di eroina risultati nascosti nello stomaco.

La Polizia Stradale agrigentina, coordinata da Andrea Morreale, ha multato, avvalendosi del tele laser, quattro irresponsabili alla guida, sorpresi a sfrecciare lungo la statale 115 fra Palma di Montechiaro e Licata ben oltre il limite di velocità imposto, tra i 110 e i 130 anziché a 90 chilometri all’ora. Pagheranno 169 euro ciascuno, e subiranno la decurtazione di 3 punti dalla patente di guida.

Ordinanza di custodia per 11 tra boss e gregari cosca Noce

Le mani della mafia erano arrivate anche sulla festa religiosa rionale del sacro Cuore di Gesù studiata e gestita da Cosa Nostra per raccogliere quanto più denaro possibile da destinare agli uomini d’onore e ai familiari dei detenuti mafiosi. E’ l’ultimo capitolo della gestione del racket, tra sacro e profano, emerso dall’inchiesta della dda di Palermo culminata nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di 11 tra boss, gregari ed estortori del clan Noce di Palermo.
    Dall’inchiesta, condotta dalla polizia, è emerso che i venditori ambulanti ammessi a montare le bancarelle nella zona della festa erano costretti a versare nelle casse mafiose l’intero ricavato delle vendite. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sono in corso numerose perquisizioni e sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro di diversi beni mobili e immobili riconducibili agli indagati. Dalle indagini è emerso, tra l’altro, che i vertici della famiglia mafiosa della Noce esercitavano un capillare controllo del territorio attraverso l’imposizione del pizzo. Chi non si piegava alle richieste del clan era colpito da pesanti ritorsioni: come nel caso di un commerciante a cui fu incendiata la casa per non voleva sottomessi al racket

Si tratta su Palazzo Chigi e sui nomi dei ministri, in particolare al Tesoro

Rallenta la crisi, frenata sul governo. Dopo le polemiche sul curriculum di Giuseppe Conte, il candidato a Palazzo Chigi del possibile governo giallo-verde, e il vertice in un luogo segreto tra Di Maio, Salvini e forse anche Conte (ma la Lega nega la presenza dell’avvocato privatista), il percorso verso l’incarico sembra avere una battuta d’arresto. Potrebbe non essere domani, infatti, il giorno in cui Mattarella conferirà il mandato. Su Conte non ha presa alcuna posizione e la figura del professore foggiano è al vaglio scrupoloso del Quirinale. Ma, anche alla luce delle polemiche sulla sua carriera universitaria e sull’atteggiamento assunto sul caso Stamina, la riflessione del Quirinale potrebbe durare almeno 24 ore in più del previsto.

Giuseppe Conte è il candidato premier di M5s e Lega? “Abbiamo accolto le indicazioni degli amici dei Cinque stelle su questo. Continuiamo a lavorare”, spiega Matteo Salvini, parlando alle telecamere. Ripensamenti? “No”. Per ora rimane Conte? “Sì”. Lei garantisce che non accetterete Di Maio premier? “Lo abbiamo detto e lo ripetiamo”, risponde Salvini.

“Noi abbiamo fatto tutto il lavoro e gli sforzi possibili, siamo pronti. Non c’è tempo da perdere: o si cambia l’Italia, o si vota“, ha poi scritto il leader della Lega su Facebook.

Conte resta il candidato alla Presidenza del Consiglio del governo Lega-M5s: la rassicurazione arriva anche dalla capogruppo alla Camera Giulia Grillo che alla domanda afferma: “Ma ci mancherebbe altro!”. La deputata si è invece detta “dispiaciuta” per la “macchina del fango” che è stata accesa nei suoi confronti.

“Non facciamo noi i nomi dei ministri al presidente della Repubblica. A me” Paolo Savona “piacerebbe molto. Non indico niente a nessuno ma è una persona la cui storia è una garanzia per sessanta milioni di italiani”. Lo dice Matteo Salvini, leader della Lega, interpellato dalle telecamere. Il Colle ha perplessità su quel nome? “A me queste perplessità non arrivano…”.

Nuovo incontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. “Clima sereno e costruttivo. Si va avanti, al centro della discussione gli ultimi dettagli in attesa della convocazione del presidente Mattarella”, spiega l’ufficio stampa della Lega a conclusione del faccia a faccia ‘che si è svolto a pranzo in una mensa del centro di Roma, è durato circa un’ora e mezzo”.  

La composizione della squadra di governo è stata al centro dell’incontro tra i due leader. Sotto esame il nome di Paolo Savona (CHI E’), designato all’economia, al momento confermato.  

In mattinata si è svolto un nuovo giro di colloqui per il capo dello Stato in vista della formazione del governo. Il presidente della Camera, Roberto Fico, è stato ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella per un colloquio di circa mezz’ora. Alle 12 è arrivata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ieri il presidente ha ricevuto le delegazioni di Lega ed M5s. 

Ieri M5s e Lega hanno indicato come premier ‘politico’ al capo dello Stato il nome di Giuseppe Conte (CHI E’). Dubbi sul curriculum del professoresono stati posti dal Nyt che ha citato un portavoce della New York University che ha detto che il suo nome non risulterebbe nei suoi archivi.

IL TOTOMINISTRI

Intanto da più parti in Europa arriva l’avvertimento a rispettare i vincoli di bilancio. “Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: “Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa“. Confermo: all’estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi”, ha scritto Matteo Salvini su Facebook.

Sesso orale, in pieno giorno, e nella villetta di piazza Aldo Moro in pieno centro di Agrigento. Qualcuno ha filmato le effusioni tra un uomo anziano e una donna e quel video ora è diventato virale tra uno smartphone all’altro.

Una scena che peraltro non è passata inosservata a diversi passanti visto che la zona in questione è centralissima, a venti metri dalla caserma dei carabinieri e dalla Prefettura e a cinquanta dalla Questura e da Porta di Ponte e via Atenea, il salotto buono della città.

Definito positivo il secondo incontro tenutosi in Prefettura tra l’Azienda Sanitaria di Agrigento e la Funzione Pubblica CGIL; all’incontro Prefettizio erano presenti i vertici dell’Azienda con il Commissario Dott. Venuti, il Direttore Amministrativo Tronca, il Dirigente dell’area risorse umane Beatrice Salvago ed il responsabile delle relazioni sindacali Ercole Marchica. Per la FP CGIL hanno partecipato il segretario regionale Alfonso Buscemi e Antonio Cutugno coordinatore provinciale sanità accompagnati da due rappresentanti dei lavoratori. Al centro della discussione la stabilizzazione dei precari messa in campo dall’ASP ritenuta insufficiente dall’organizzazione sindacale perché i posti messi a disposizione per i lavoratori di categoria C sono pochi e di conseguenza non si premierebbe l’esperienza acquisita di circa ottanta persone. Inoltre, nell’attuale piano di assunzioni circa la metà di questo personale resterebbe fuori vedendosi, ancora una volta, dopo vent’anni di precariato allontanare la prospettiva di una soluzione che darebbe serenità alle loro famiglie. “ E’ importante sottolineare il clima positivo venutosi a creare nel tavolo di concertazione in Prefettura, in verità, un buon lavoro è stato fatto nell’incontro tecnico bilaterale tenutosi nei giorni precedenti per una prima valutazione di come poter operare per dare risposte positive a tutto il personale senza per questo andare a inficiare gli atti sin qui prodotti che comunque riteniamo diano risposte a molti lavoratori; sono stati fatti piccoli passi in avanti rispetto al punto di partenza – dichiarano i due rappresentanti sindacali – la disponibilità di trasformare alcuni posti vuoti in dotazione organica è significativa e consente di dare una prima risposta alla nostra richiesta; la discussione non si è chiusa perchè il Commissario non è convinto rispetto alla possibilità di allargare il numero dei posti alla categoria C in quanto se tali posti sarebbero utilizzati con le procedure di cui al comma 2 dell’articolo 20 del Dlgsvo 75/17 meglio conosciuto come decreto Madia il 50% dei posti dovrebbero essere destinati all’esterno vanificando di fatto l’eventuale sforzo dell’Amministrazione di tentare di assumere quanto più possibile precari.
Rispetto alla proposta della CGIL di procedere con l’ assunzione di tutti quelli che hanno i requisiti del comma 1 della già citata norma il Commissario ha avanzato dei dubbi sull’interpretazione che si fa della circola applicativa n. 3/17. In questo quadro di incertezza dandosi atto reciprocamente che non bisogna lasciare nulla di intentato per raggiungere entrambi gli obiettivi di stabilizzare nel rispetto della valorizzazione delle competenze e lavorare per prosciugare tutto il bacino del precariato le parti hanno convenuto di tornare ad incontrarsi in settimana per comprendere se ci sono le condizioni di chiudere positivamente la questione.

 

 

L’Assessore all’Ecologia e Ambiente, Nello Hamel ricorda l’Ordinanza sindacale N° 162 del 17 agosto 2015 che regolamenta in modo rigoroso la distribuzione dei volantini pubblicitari dei supermercati e delle grandi strutture commerciali e che obbliga le agenzie di distribuzione a depositare i volantini esclusivamente nelle singole cassette postali in modo che non siano estraibili dall’esterno.
La violazione di questo obbligo prevede sanzioni sia a carico dei distributori che per le aziende che commissionano la distribuzione.
Nei prossimi giorni saranno effettuati rigorosi controlli su tutto il territorio ed in particolare saranno attenzionate le cosiddette “cassette condominiali” ove normalmente i volantini vengono abbandonati in grande quantità per poi finire lungo le strade.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha firmato in data 15/5/018 con l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Agrigento un protocollo di intesa tendente a prevenire la commissione di reati in materia ambientale e a migliorare l’efficacia delle indagini in materia di incendi boschivi, commercio di animali protetti, maltrattamento di animali, violazione defle leggi sulla caccia, inquinamento di acque e suoli e abbandono di rifiuti.
Il protocollo di intesa nasce dalla esperienza investigativa maturata nel corso dell’ultimo biennio che ha visto il Corpo Regionale Forestale della Regione Siciliana, attraverso le sue articolazioni territoriali e attraverso la Sezione di Polizia Giudiziaria “Aliquota Forestale”, incidere signiticativamente in materie di particolare interesse ambientale.
Per questo anno si intende rafforzare la prevenzione in materia di incendi, spingendo i comuni e i privati possessori di terreni agricoli ad attuare operazioni di pulizia e bonifica e a vietare l’ accensione di fuochi nel periodo estivo.
Ugualmente particolare impegno sarà dedicato alla repressione dell’illecito smaltimento dei rifiuti, fenomeno in gravissima esponenziale crescita nella città di Agrigento e in Provincia.
Nel settore dell’inquinamento delle acque saranno particolarmente attenzionati gli impianti di molitura delle olive nel periodo compreso fra settembre e dicembre.
Non ultimo, particolare attenzione verrà data, attraverso mirati servizi di osservazione, alle aree protette di grande pregio ambientale quali Torre Salsa, Scala dei Turchi, Monte Cammarata, le riserve delle Isole di Lampedusa e Linosa, Maccalube di Aragona e Sant’Angelo Muxaro.
Infine, si segnala che la Procura della Repubblica di Agrigento ha attivato presso il proprio front office uno sportello dove possono essere raccolte le segnalazioni dei privati cittadini e delle Associazioni Ambientaliste riguardanti la commissione di reati ambientali.