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“Misure straordinarie per un’emergenza straordinaria in attesa che cominci il cammino di democrazia che verrà certamente garantito dalla nuova società consortile”. Lo chiede al Prefetto il parlamentare regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, in riferimento alla situazione di grande preoccupazione che si sta vivendo in provincia di Agrigento nel contesto del servizio idrico.

“Siamo in una fase molto delicata di un servizio pubblico di primaria importanza – dice Catanzaro – occorre un’azione comune da parte di tutti per trovare soluzioni immediate nel particolare momento di transizione che interessa il traghettamento dalla gestione commissariale alla nuova Azienda Idrica Comuni Agrigentini. Sto personalmente sensibilizzando i sindaci e l’Ati per fare presto, so che il Consiglio di amministrazione della nuova società sta lavorando a ritmi elevati, è una fase in cui tutti, cittadini, enti e politici, devono collaborare per il bene comune e non creare allarmismo con azioni populistiche”, aggiunge Catanzaro che punta sul Prefetto per garantire, in attesa dell’insediamento della nuova società, la regolarità del servizio.

Ma la situazione è drammatica. La neo costituita consortile pubblica Laica non ha nè mezzi nè disponibilità finanziaria. Occorrono ingenti somme per rendere operativa la Laica. Soldi che devono necessariamente essere conferiti dai Comuni. Manca ancora il Piano finanziario e nessun Comune sa a cosa va incontro, a quali costi esosi, ma soprattutto come reperire il denaro visto che i Comuni battono cassa.

Vivere da nababbi a danno della collettività e con denaro pubblico. Un gioco criminale terminato questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico (articolo a parte). Una valanga di soldi pubblici grazie agli appalti per i mezzi della raccolta rifiuti in alcuni comuni della provincia di Palermo.

Hanno guidato Porsche, Ferrari e Range Rover, volato con jet privati, abitato in ville con piscina, ostentato un Rolex diverso per ogni giorno della settimana. Si sono comprati un appartamento a Montecarlo e nel principato di Monaco hanno aperto una pasticceria siciliana.

Vita da milionari ma creando una enorme voragine finanziaria nelle società di noleggio di mezzi per la raccolta dei rifiuti, gestite tramite prestanome e fatte fallire dopo averle prosciugate. Due milioni e mezzo di euro sottratti al fisco, agli enti previdenziali, a fornitori e dipendenti portando i libri in tribunale per le società decotte e continuando l’attività con nuove aziende pulite e senza debiti.

Un gioco criminale che è finito questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico.

Cinque le misure cautelari firmate dal gip di Palermo Paolo Magro su richiesta dei sostituti procuratori Vincenzo Amico e Andrea Fusco coordinati dall’aggiunto Sergio Demontis. Oltre ai tre ai domiciliari, per Vincenzo Lo Greco, 71 anni, è scattato l’obbligo di dimora, mentre per il funzionario del comune di Partinico Giuseppe Gallo (all’epoca dei fatti responsabile del settore Lavori pubblici e Servizi ambientali) il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Un sesto indagato, il commercialista del gruppo, A.G. è indagato a piede libero. Sequestrati beni per 2,5 milioni di euro fra immobili, quote societarie e auto di lusso.

Secondo i magistrati i sei indagati sono responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e quote societarie, inadempimento di contratti per pubbliche forniture, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il tutto nasce dall’incendio doloso nell’autoparco del comune di Partinico che ha distrutto diversi mezzi dell’amministrazione. Fatto che i acceso i riflettori investigativi sui Lo Greco. In quell’autoparco tutti i giorni venivano parcheggiati anche i mezzi della Cogesi srl, l’azienda riconducibile ai cugini Lo Greco e alla Mangano. Ma non erano lì la sera dell’incendio. Erano posteggiati in uno spiazzo poco distante e nessun mezzo è stato danneggiato. Per i carabinieri l’assenza dall’autoparco dei mezzi Cogesi fin da subito non è sembrata una coincidenza anche perché pochi giorni prima fra i Lo Greco e l’allora sindaco di Partinico Maurizio De Luca c’erano state diverse discussioni molto animate per le continue gravi inadempienze del contratto da parte della ditta degli indagati.

L’attività investigativa, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha fatto emergere elementi di connessione tra l’incendio e la procedura di affidamento per il nolo dei mezzi raccolta rifiuti aggiudicato alla Cogesi. Da lì le indagini patrimoniali della guardia di finanza hanno scoperchiato un sistema di ruberie milionarie a scapito degli enti locali e del fisco.

Si è insediato ieri pomeriggio il Consiglio di amministrazione della Fondazione Architetti nel Mediterraneo per il mandato 2021-2025. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente dell’Ordine degli architetti Rino La Mendola, il Consiglio della Fondazione appena insediatosi ha confermato Piero Fiaccabrino, nel ruolo di presidente mentre, nel ruolo di vicepresidente, segretario e tesoriere, sono stati eletti rispettivamente Giuseppe La Greca, Giusy Catalano e Pier Angelo Costanza.  Il Consiglio, in relazione agli esiti dell’Assemblea degli iscritti all’Ordine tenutasi nel giugno scorso, è composto anche dagli architetti Maria Antonietta Di Liberto (Sciacca), Vincenzo Florio (Casteltermini), Calogero Giglia (Favara), Giuseppe Lalicata (Canicattì), Alfonso Micciché (Agrigento), Lorenzo Violante (Cattolica Eraclea) e Alfredo Pinelli (Sciacca).

Alla cerimonia di insediamento ha partecipato anche Alfonso Cimino, già Presidente dell’Ordine durante il mandato 2017-2021.

“La Fondazione Architetti nel Mediterraneo – afferma il neopresidente, Pietro Fiaccabrino – quale parte integrante dell’Ordine degli architetti, sin dalla sua costituzione, ha sempre operato con il precipuo scopo di promuovere e organizzare iniziative volte alla valorizzazione e divulgazione delle risorse culturali e della qualità dell’architettura del nostro territorio nel più ampio contesto socioculturale del bacino Mediterraneo. Un percorso che i componenti del nuovo Consiglio continueranno a seguire, facendo tesoro delle esperienze passate e lavorando per creare i presupposti per nuove e diversificate occasioni di riflessione e approfondimento di tematiche fondamentali come la formazione professionale, la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente e la promozione della figura dell’architetto quale protagonista del processo di sviluppo socio-culturale della nostra terra”.

“Sono certo – commenta Rino La Mendola – che il  neoeletto Consiglio della Fondazione, presieduto da Piero Fiaccabrino, da un lato, continuerà ad offrire all’Ordine un notevole contributo nell’organizzazione di eventi culturali e nelle attività finalizzate all’aggiornamento professionale degli architetti agrigentini e , dall’altro, promuoverà nuove occasioni di confronto socio-culturale  tra i Paesi del Mediterraneo, puntando sull’architettura, quale linguaggio universale  di confronto tra i popoli, in grado di superare le divergenze politiche e religiose che spesso  rendono difficile  il dialogo  nel bacino del Mediterraneo”.

“La Cgil tra memoria, lavoro e legalità”: se ne parlerà lunedì 19 luglio presso l’atrio del teatro Pirandello di Agrigento, a partire dalle 18.30, nel corso di un dibattito organizzato dalla camera del lavoro territoriale  e dalla Cgil Sicilia, al quale interverranno rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa, giornalisti e , in video collegamento, il segretario generale  della Cgil Maurizio Landini. Nell’anniversario della strage di via D’Amelio, “il sindacato- dice il segretario generale della Camera del lavoro di Agrigento, Alfonso Buscemi- ribadisce la necessità di un forte impegno di tutta la società sana per l’affermazione della legalità in ogni posto di lavoro, unica certezza per contrastare la corruzione, la mafia, gli affari illeciti. Solo un percorso nella legalità – aggiunge- può favorire le condizioni di sviluppo per la nostra terra e garantire la sicurezza del mondo del lavoro”. Il ricordo dunque dei tanti caduti nella lotta contro la mafia, ma anche la riflessione su ciò che ancora oggi è necessario fare. Al dibattito promosso dalla Cgil interverranno Alfonso Buscemi, segretario della Cgil di Agrigento, il sindaco della città Francesco Miccichè, l’Arcivescovo Alessandro Damiano, il Prefetto Maria Rita Cocciufa, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, il giornalista Attilio Bolzoni, il magistrato Alfonso Sabella, il segretario della Cgil Sicilia,Alfio Mannino e, in collegamento Maurizio Landini. Nel corso dell’evento ci saranno anche momenti di spettacolo sui temi della legalità, della giustizia e della memoria.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 19 luglio, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino, l’Anm, l’Associazione nazionale magistrati di Agrigento, presieduta da Silvia Capitano, ha organizzato nella Valle dei Templi, al tempio di Giunone, un’iniziativa intitolata “57 giorni, conversazioni in ricordo delle vittime della strage di via d’Amelio”. Ospiti e relatori saranno il Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Domenico Gozzo, il Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, l’Avvocato Silvio Miceli del Foro di Agrigento ed il Direttore dell’associazione Strada degli Scrittori, Felice Cavallaro. La commemorazione, a cui parteciperà anche l’artista musicale Salvatore Nocera Bracco, è svolta con il patrocinio gratuito dell’Ente Parco Valle dei Templi e con la collaborazione dell’Associazione Strada degli Scrittori e dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. L’ingresso al pubblico è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

I sindaci Peppe Cassì per Ragusa, Roberto Gambino per Caltanissetta, Francesco Micciché per Agrigento e Giacomo Tranchida per Trapani, esprimono netta contrarietà al progetto di accorpamento delle rispettive Camere di Commercio, oltre che con la Camera di Commercio di Siracusa. Cassì, Gambino, Miccichè e Tranchida affermano: “La super Camera di Commercio che si vuole creare attraverso l’emendamento al Decreto Sostegni Bis rappresenta un conglomerato che nulla aggiunge alla necessità di fornire un supporto alle imprese presenti nei nostri territori. Unire le realtà territoriali di Ragusa e Siracusa con Caltanissetta, Agrigento e Trapani determinerebbe uno scompenso operativo destinato a creare danni alle attività produttive quando, invece, in questo momento, il nostro unico pensiero dovrebbe essere quello di sostenere le economie locali. Magari l’intento sarà stato assolutamente lodevole ma quello che è ne è venuto fuori è un mostro giuridico, oltre che operativo, che renderà impossibile la vita delle nostre imprese”.

Incidente stradale mortale a Piazza Armerina, in provincia di Enna, lungo la strada provinciale 37, nei pressi di un agriturismo in contrada Gallinica. Due sono i deceduti: Gianmarco Traina e Matteo Maugeri, entrambi di Mirabella Imbaccari e di 20 anni. I feriti, ricoverati all’ospedale di Enna, sono tre: Arianna Orofino, Alessia Venezia, e Gino Rondon, di origini venezuelane. I cinque hanno viaggiato sulla stessa automobile che, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia, è uscita fuori strada ed è precipitata in un burrone.

Il coordinatore del movimento “Primavera Empedoclina”, Luigi Gino Grillo, e il responsabile dei quartieri, Giovanni Onida, hanno organizzato un itinerario di incontri con i cittadini, al fine di confrontarsi su quali siano le priorità da inserire nel programma del candidato sindaco Giovanni Hamel. Lo stesso Luigi Gino Grillo afferma: “E’ finito il tempo in cui i candidati scrivevano il ‘libro dei sogni’ sotto forma di programma elettorale. La nostra campagna elettorale è mirata a indicare e risolvere i problemi di Porto Empedocle con la collaborazione degli empedoclini”.

Altro caso di clonazione di bancomat nell’Agrigentino. Un medico di 70 anni di Canicattì si è rivolto ai poliziotti del locale Commissariato, che poi hanno trasmesso gli atti alla Polizia Postale, e ha denunciato quanto accaduto, ovvero di avere subito la sottrazione di oltre 3.600 euro dalla carta di credito. Il medico ha ricevuto un messaggio sul proprio telefono cellulare da parte dell’istituto bancario, che lo ha informato di un pagamento effettuato con la sua carta di 31 euro. Poi ha scoperto altri due addebiti di 2.313 euro e di 1.263 euro.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha condannato a 1 anni e 4 mesi di reclusione, pena patteggiata, Vincenzo Lattuca, 24 anni, di Favara, arrestato lo scorso 26 giugno a seguito della presunta aggressione a una coppia di vicini di casa, nell’ambito di una contesa per il posteggio delle auto. A Lattuca, difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano, sono stati contestati i reati di violazione di domicilio, lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Lui avrebbe sfondato l’ingresso della casa dei vicini e, dopo avere travolto la donna, avrebbe colpito e ferito alla testa il marito con un cacciavite.