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Opi Agrigento sul piede di guerra nei confronti di aggressioni, verbali o fisiche, e di minacce in danno dei propri iscritti: l’Ordine pronto a costituirsi parte civile arrivando, se necessario, fino all’ultimo grado di giudizio. 
 
A dichiarare la “tolleranza zero” a seguito di recenti fatti di cronaca è il presidente Salvatore Occhipinti, che interviene anche in merito alla vicenda di cui è protagonista il nosocomio licatese. “L’assenza per malattia è un diritto sancito da norme contrattuali e legislative: il nostro ufficio legale è pronto a portare nelle sedi opportune la vicenda per garantire questo diritto agli infermieri che operano nel presidio ospedaliero di Licata”.
 
È quanto ha detto il presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche, in merito alla paventata “assegnazione a nuova Unità operativa per quanti dovessero assentarsi per più di 10 giorni a seguito di malattia o infortunio”. 
 
“Ci sembra non solo un provvedimento contra legem ma anche alquanto discriminatorio – ha aggiunto Occhipinti – motivo per cui siamo pronti ad adire le vie legali in difesa dei colleghi infermieri se la disposizione non dovesse essere rivista o, cosa che auspichiamo, revocata”, ha concluso il presidente dell’Opi.

Farà tappa anche ad Agrigento, il prossimo 30 settembre, l’iniziativa “Diamoci una scossa”, prima giornata nazionale della prevenzione sismica.

L’evento, promosso e patrocinato da Inarcassa, vedrà la presenza, in piazza Cavour, di architetti e ingegneri esperti in materia che, con la loro professionalità e competenza tecnica, saranno a disposizione dei cittadini per spiegare in modo chiaro il rischio sismico, le variabili che possono incidere sulla sicurezza di un edificio (ovvero le modalità costruttive, l’area di costruzione, la normativa esistente al momento della costruzione) e le agevolazioni finanziarie oggi a disposizione per migliorare la sicurezza della propria abitazione (come il Sismabonus e l’Eco Bonus).

Ai cittadini, ma anche ai professionisti, sarà distribuito del materiale informativo, e, sempre durante la giornata, sarà possibile prenotare un sopralluogo gratuito da parte di tecnici qualificati che potranno fornire delle primarie informazioni sulle condizioni di un immobile, individuando quindi eventualmente la necessità di successivi approfondimenti.

Un’occasione di lavoro per i tecnici, sottolineano gli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti, ma anche una opportunità per aumentare il livello di sicurezza delle nostre città, in un territorio che è cresciuto urbanisticamente quasi senza tener conto del rischio sismico.

Alla riunione organizzativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino, il segretario dell’Ordine degli Ingegneri Maria Micciché, il delegato Inarcassa per gli architetti, Paolo Morreale, alcuni consiglieri dei rispettivi Consigli degli Ordini professionali, Gabriella Miceli, presidente nazionale dell’associazione Ami, Pasquale Palumbo, presidente regionale dell’Acap e Matteo Catanese, presidente della sezione di Agrigento di Inbar.

 

Link video interviste https://we.tl/t-09sGw3bl01

Parlano, nell’ordine

Maria Micciché, segretario del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento

Paolo Morreale, delegato provinciale Inarcassa per gli architetti

Garbriella Miceli, presidente nazionale Ami

Per iniziativa dell’Amministrazione Comunale, giovedì 20 settembre alle ore 10.00 si terrà, nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento (via Bac Bac) una cerimonia a ricordo del giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Ventotto anni dopo l’agguato mafioso la figura del giudice verrà ricordata dall’ex presidente di Corte d’Appello, Salvatore Cardinale che lavorò fianco a fianco di Livatino alla Procura della Repubblica di Agrigento, da padre Giuseppe Livatino, postulatore della causa di canonizzazione oltre che dal sindaco Lillo Firetto, dal Presidente del Tribunale, Pietro Maria Falcone e dal Procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio. Al termine delle testimonianze, è prevista una visita alla “Stanza della memoria” al primo piano dell’edificio di piazza Gallo un tempo sede del palazzo di giustizia.

La consigliere Carmela Palermo di “Lega – Salvini premier”, ha inviato all’assessorato regionale degli enti locali, al prefetto di Agrigento e al segretario generale del comune, una richiesta di intervento per “violazione dell’articolo 30 del regolamento del consiglio comunale”.

Ecco la sua nota:

“Sul diritto di presentazione di interrogazioni e mozioni, scrive la consigliere Palermo, il regolamento del consiglio comunale, riporta testualmente che: “Il presidente riferisce trimestralmente al consiglio sulla situazione relativa alle interrogazioni presentate non a risposta immediata nel periodo che intercorre fra la data oggetto dell’ultima comunicazione e il trentesimo giorno precedente quella in atto”. Lo stesso articolo – continua la consigliere, specifica che la relazione, che il presidente del consiglio comunale deve esplicare in sede consiliare, deve essere articolata con indicazione del numero di interrogazioni ripartite per componente della giunta cui sono state indirizzate e per gruppo consiliare proponente;deve indicare quante hanno ottenuto risposta, secondo la medesima ripartizione di cui al precedente punto. Deve indicare a quante non è stato possibile rispondere per assenza dei proponenti specificando il nominativo degli stessi; deve indicare, altresì, le interrogazioni oggetto di segnalazione dell’assessorato regionale agli enti locali per l’eventuale intervento per mancata risposta entro il termine di trenta giorni. Considerato che mai alcuna relazione questa presidenza ha prodotto in sede di consiglio comunale. Che sono già trascorsi 39 mesi ed ovvero 3 anni e 3 mesi della consiliatura sotto la guida politico-amministrativa del sindaco Firetto e che sono già trascorsi ben tredici trimestri e che quindi il regolamento è stato violato per ben tredici volte non avendo mai, questa presidenza, prodotto relazione in merito all’azione ispettiva dei consiglieri così come previsto dall’art. 30 del regolamento comunale del comune di Agrigento, chiedo un immediato intervento al fine di poter ripristinare il diritto alla trasparenza e alla conoscenza degli atti ispettivi, nella forma di interrogazioni scritte, posti in essere dai consiglieri comunali e il relativo esito”.

 

 

 

Il sistema di raccolta Differenziata nella nostra città è assolutamente carente in ogni sua logica e parte.
Manca la capacità amministrativa per migliorare il sistema di raccolta , non solo nelle zone centrali e nelle vie salotto, soprattutto nel territorio periferico ,dove insistono discariche nocive per la salute dei cittadini e poco edificanti per chi arriva nella nostra città. Il nuovo assessore arch. Bennica non riesce ad essere incisivo nell’organizzare un servizio decente e degno di una città moderna.
Spesso scambia il suo ruolo istituzionale con quello più semplice di soggetto cinematografico, dimenticando, che quando si amministra come delegato ai rifiuti bisogna essere meno propenso al cortometraggio e maggiormente attore protagonista nel proporre soluzioni adeguate e migliorative.
La nostra è una società dell’immagine comunicatica….ma bisogna avere qualcosa da comunicare, altrimenti meglio tacere, ed evitare inutili e ridicole citofonate.
Come diceva Pirandello stiamo incontrando più maschere che visi.
Giusto togliere i sacchi IMPICCATI, siamo daccordo, ma manca un proseguimento dell’azione.
Non è pensabile lasciare la spazzatura in strada ogni qualvolta i meno virtuosi, involontariamente o furbescamente, differenziano male, bisogna raccogliere e SANZIONARE, senza titubanza alcuna, con il coraggio che si addice al bravo amministratore.
Esiste, poi, una certezza sulla quale l’assessore dovrebbe dedicarsi ,ed quella di verificare che ad ogni incivile corrisponde un evasore. Il costo in bilancio (?)del conferimento dei rifiuti è troppo esoso rispetto ad un servizio deprecabile.
La lavagna caro assessore…si ricordi la lavagna tanto attiva in campagna elettorale dal suo predeccessore, tutto questo è CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA rispetto ad un programma elettorale ridotto ad una bufala.
Senza una seria lotta all’evasione non le resta che citofonare sempre alle solite persone…il resto come sempre è noia.
Si attivi a fare pulire la città, indecorosa ed impresentabile agli avventori che arrivano da fuori, noi ci abbiamo fatto il callo, ma non ci rassegniamo a pensare di essere gestiti
da amministratori inadeguati.
Due sono le vie …la terza non esiste, anche se lei la sta percorredo in pieno .

 

 

 

Sabato 15 settembre 2018, dopo una settimana d’intenso lavoro artistico, ha chiuso i battenti la seconda edizione del concorso Marine Litter Art, organizzato dall’Associazione Marevivo Sicilia presso l’Oasi di Eraclea Minoa (AG) grazie alle risorse messe a disposizione dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (istituzione governativa che si occupa della gestione in Italia del capitolo Gioventù del programma Europeo Erasmus+) con l’Avviso “Cosa vuoi fare da giovane? Il tuo futuro parte adesso” e da Fondazione Sicilia nell’ambito delle iniziative promosse nel I° semestre 2018.
Opere di Trash Art realizzate esclusivamente con i rifiuti rinvenuti presso la spiaggia della riserva della Foce del Fiume Platani, lungo la costa sicana della Sicilia meridionale
Questo il veicolo comunicativo scelto dall’associazione ambientalista per denunciare i rischi ambientali e promuovere l’immenso patrimonio naturale che caratterizza le aree comprese tra Capo Bianco e la riserva di Torre Salsa, già riconosciute come siti di interesse comunitario (SIC).
Nove le sculture realizzate nell’ambito della prima sezione del concorso e sei i progetti della seconda sezione dedicata alla fotografia.
A queste produzioni si sono aggiunte le cinque opere fuori concorso realizzate dai tutor che hanno guidato i giovani concorrenti nell’elaborazione artistica dei loro progetti.
Tra loro l’artista di origini siciliane, Giuseppe La Spada, visual artist e unico italiano ad essere insignito del prestigioso premio Webby Award, con il progetto web ecologico del sito “Mono No Aware”.
L’artista è anche membro dell’Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze Digitali (New York), del Club Art Director Italiano (2010-11), professore di Animazione digitale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e professore di direzione artistica presso l’Istituto Europeo di Design di Milano.
La Spada ha realizzato una installazione di ghiaccio dal titolo “Fift From Planet Earth”, che sotto il calore del sole si è sciolta sulla spiaggia di Eraclea Minoa, rilasciando i molteplici pezzi di plastica inseriti al suo interno; l’autore ha voluto raffigurare così il rischio che corrono tutti gli elementi vitali del nostro Pianeta e principalmente “l’acqua”.

Accanto all’artista siciliano altri quattro tutor: Marco Paolini (fotografo), Tommaso Franchi (fisico ed artista) Nicola Spanò (artigiano artista) e Giuseppe Sinaguglia (esperto di bioarchitettura).
Venti i giovani artisti e concorrenti selezionati da Marevivo, che hanno partecipato all’iniziativa dando vita ad una mostra caratterizzata da forti contenuti di tutela ambientale.
I partecipanti sono arrivati da più regioni italiane, ma la partecipazione più cospicua è giunta dalla Sicilia con Ivana Ciaccio, Fabrizia Capostagno, Ambra Favetta, Beatrice Di Vita da Sciacca, Silvia Pirrotta, Roberto Romeo, Riccardo Bozzotta, Guglielmo Brancato da Palermo e Andrea Gandini e Cristina Aielli da Roma.
Sempre dalla Sicilia e più precisamente dalle comunità Arcobaleno di Sciacca e dal Centro SPRAR – Acuarinto di Realmonte (AG) hanno partecipato Alieu Kassama (Gambia) Marco Cosentino e Andrea Cosentino (Caltanissetta) Fabrizio Ciuffo (Partinico), Balde Mourtar – Senegal, Bakary Manneh – Gambia.
Estremamente toccanti le relazioni che sono nate tra i giovani artisti e i ragazzi ospiti delle comunità che hanno aderito al progetto e che si sono cimentati nella creazione di due opere.
“Importantissima l’esperienza vissuta dai nostri giovani concorrenti, non solo dal punto di vista artistico ma anche sotto il profilo umano, attraverso il confronto che si è instaurato con altri giovani che vivono il disagio sociale e razziale “– afferma il direttore e ideatore dell’iniziativa Mariella Gattuso – e lo stare insieme ha dato a questi giovani l’opportunità di conoscere il difficoltoso e talvolta doloroso percorso di vita che i coetanei hanno dovuto affrontare per giungere in Italia o per sfuggire alle devianze. Solo il contatto diretto ha consentito loro di comprendere a fondo il disagio che vivono e nello stesso tempo di cogliere le speranze che nutrono in un futuro migliore”
La settimana è stata vissuta da tutti i partecipanti anche all’insegna del vivere “plastic- free”. Durante la permanenza presso l’Oasi di Marevivo, sia per i laboratori che per tutte le necessità del soggiorno, sono stati utilizzati esclusivamente materiali naturali e biodegradabili, allo scopo di sollecitare giovani partecipanti a limitare o addirittura evitare l’uso della plastica, che oggi costituisce la principale causa dell’inquinamento del mare.
Il laboratorio creativo è stato realizzato all’interno del bosco del piccolo borgo di Eraclea Minoa, nell’oasi e centro d’educazione ambientale e lungo la pista che congiunge i comuni di Montallegro e Cattolica Eraclea.
Gli organizzatori di Marevivo hanno installato une vera e propria officina, dotata di ogni strumentazione utile alla realizzazione delle opere d’arte.
Gli artisti hanno esclusivamente utilizzato i rifiuti rinvenuti nel contesto della giornata di pulizia e osservato i contenuti del bando che prescriveva di rappresentare i temi dell’inquinamento del mare, l’erosione costiera e gli aspetti naturali del territorio.
La giuria presieduta dal direttore generale di Marevivo Carmen Di Penta, coadiuvata da Giuseppe La Spada, Emma Tagliacollo di TEVERETERNO Onlus e da Domenico Macaluso, responsabile scientifico WWF Sicilia e ispettore Onorario dell’Ass. Reg. Sicilia dei Beni Culturali, ha premiato per la sezione “opere marine litter” la giovane saccense Fabrizia Capostagno per l’opera “Madre Plastica”, che raffigura una donna in cinta di un feto di plastica e per la sezione fotografia ad ex aequo i palermitani Roberto Romeo e Riccardo Bozzotta e la saccense Ambra Favetta.
La giovane Silvia Pirrotta ha ricevuto un premio speciale per l’originalità dei contenuti e l’esposizione della sua opera “Dea Rifiuto e Rifugio “e condivide con Roberto Romeo e Riccardo Bozzotta anche il premio speciale offerto dall’artista Giuseppe La Spada, che inserirà i progetti fotografici dei vincitori tra le foto che comporranno una mostra fotografica itinerante, che dall’Italia giungerà anche a Miami.
“È stata una rinnovata emozione questo concorso che ha contaminato la natura con l’arte, rendendo quest’ultima strumento d’effetto per denunciare le minacce che incombono sull’ambiente – ha affermato Fabio Galluzzo, presidente di Marevivo Sicilia – ed è estremamente importante che il messaggio arrivi proprio da parte dei giovani, ai quali noi adulti stiamo consegnando un Pianeta estremamente malato, ma che può rigenerarsi con un più ampio rispetto e con l’impegno generale”.
I ringraziamenti degli organizzatori e dei partecipanti alle istituzioni che hanno reso possibile la realizzazione di questa seconda edizione del concorso che ha permesso di far incontrare giovani “diversi “ma eguali nel talento e nella passione e di far vivere loro una esperienza unica tra natura e cultura.

Il comune di Rometta, in collaborazione con l’ISTITUTO Novecento, ha organizzato stamattina, domenica 16 settembre, alle ore 10.00, nel Palazzo comunale, un convegno su “La Sicilia ha diritto alla sua storia ed ai suoi monumenti?”.
Obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di promuovere e valorizzare il cospicuo patrimonio storico – culturale di Rometta attraverso gli eventi accaduti negli oltre 2000 anni della sua esistenza, partendo dal mito e dalla storia leggendaria di quei luoghi “quando i romettesi preferivano morire che arrendersi ai saraceni”.

Dopo i saluti del sindaco avv. Nicola Merlino e l’introduzione del dott. Giuseppe Pracanica, la prima relazione, “L’Ecomuseo dei Peloritani tirrenici: riflessioni storiche e proposte operative”, è stata svolta dal prof. Daniele Macris, presidente della comunità ellenica a Messina, poi il Dott. Piero Gazzara, cultore di Storia Patria, ha ricordato la “Storia di una battaglia: Rometta 964”, mentre il prof. Salvatore TOSI, ricercatore del CNR il compito di illustrare un progetto innovativo, la ricerca sul campo di dove si svolse la battaglia tra i mussulmani ed i bizantini. Infine la dott.ssa Gabriella Tigano, Responsabile per i beni archeologici della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, che ha partecipato anche in rappresentanza del soprintendente, ha parlato de “La ricerca archeologica a Rometta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Salvare il passato è formare il presente”, questo il significato dell’intervento dell’ on prof. Roberto Lagalla, Assessore regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione, a cui sono state affidate le conclusioni dell’intero dibattito.
“Occorre ricordare per crescere, fare tesoro dell’esperienza passata e scegliere, di conseguenza, come organizzare il proprio futuro. La storia non è un concetto statico, ma si dipana in una sequenza di fotogrammi che permettono di cogliere conseguenze e implicazioni, che dal passato hanno dato tinta al presente e direzione al futuro. Ogni ferita, rivista non più solo come evento ma anche come processo, può rivelare insospettati lezioni di vita utili a sé e agli altri, focalizzare l’attenzione sul passato significa soprattutto considerare il futuro, da creare consapevolmente insieme grazie a quanto imparato da quanto è successo”.

Ad Agrigento, a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, il Rotary Club Agrigento ha presentato il progetto del Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International contro “lo spreco alimentare” che
promuove la campagna nazionale “Lo spreco Alimentare, se lo conosci lo eviti”. Il Distretto siciliano è il capofila dell’iniziativa nazionale e ha ricevuto l’adesione di molti altri Distretti italiani del Rotary International. I fruitori del progetto saranno gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado (quarta e quinta elementare, prima e seconda media). I giovani saranno invitati a riflettere sul paradosso che nel mondo si spreca 1/3 di tutto il cibo prodotto e più della metà di tutto il cibo sprecato viene gettato via nelle nostre case. Verrà fornito un opuscolo ai ragazzi “Lo spreco alimentare, piccolo manuale per un consumo responsabile”, che ognuno porterà a casa per condividere il progetto con i familiari. Lo scopo è quello di far loro riacquisire la consapevolezza che il cibo sarà sempre alla base della nostra esistenza e che trattarlo con cura è l’unica soluzione per preservare la nostra salute e quella del nostro Pianeta. È inoltre previsto un concorso nazionale e le classi che desiderano partecipare al concorso saranno invitate a presentare un elaborato entro il 15 febbraio 2019.
Una qualificata Giuria Distrettuale selezionerà la classe vincitrice entro il 30 marzo 2019.

Le interviste sono di Teleacras.

Il Comune di Agrigento annuncia di avere concesso il patrocinio all’evento “Tieni a mente il tuo cuore e tieni a cuore il tuo cervello”, manifestazione a carattere sanitario che si svolgerà ad Agrigento in piazza Cavour dal 4 al 7 ottobre, da giovedì a domenica. Nella piazza saranno allestiti quattro stand dove, dalle ore 9 alle 19, saranno effettuati degli screening cardiovascolari alla cittadinanza. L’iniziativa è organizzata dall’unità operativa di Cardiologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento guidata dal dott. Giuseppe Caramanno ed è patrocinata, tra gli altri, anche dall’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

Dopo la messa al Foro Italico, il Santo Padre ha proseguito la sua visita pastorale facendo tappa prima alla Missione Speranza e Carità, dove ha pranzato, e poi a Brancaccio, accolto da centinaia di lenzuola bianche, per rendere omaggio al Beato don Pino Puglisi nel 25esimo anniversario della sua uccisione

 

Bagno di folla per Papa Francesco che oggi è stato accolto da oltre 100 mila fedeliaccorsi a Palermo da tutte le parti della Sicilia e del Sud Italia. Numeri significativi quelli diramati dalla sala Stampa del Vaticano e che testimoniano come questo uomo, semplice, con il suo accento argentino e il suo sorriso sia entrato nei cuori dei fedeli ma non solo. Dopo la messa celebrata sotto il sole cocente del Foro Italico, il Papa a bordo di una golf blu che lo attendeva alla stazione centrale, ha raggiunto la sala mensa della Missione Speranza e Carità fondata dal missionario laico Biagio Conte nel 1991. Appena varcato la soglia della sala pranzo, l’occhio del Pontefice è caduto sull’istallazione a forma di barca realizzata da in falegname tunisino sordomuto alla cui base sono state disposte delle statuette per lanciare il messaggio: «Siamo tutti nella stessa barca per costruire insieme un mondo migliore».

Ed è proprio questo l’obiettivo della Missione di via dei Decollati che da anni ospita uomini di nazionalità diverse come gambiani, siriani, tutti coloro che hanno affrontato un passato difficile e sono arrivati alla ricerca di un futuro migliore. E in questo clima di fratellanza e solidarietà che il Pontefice ha consumato il suo pasto. Un menù semplice che prevedeva fettine di pane con olio, olive condite, formaggio, insalata di riso e come secondo petto di pollo, insalata mista, sorbetto di limone, pasticcini e cannolicchi. Fuori, ad attendere un semplice gesto o un sorriso, una cinquantina di fedeli che composti si sono assiepati lungo la piccola via, a pochi metri dalla Stazione Centrale.

Subito dopo il Pontefice ha ripreso il suo tour per i luoghi significativi del capoluogo e non poteva, a distanza di venticinque anni dall’omicidio di don Pino Puglisi, non recarsi nel quartiere di Brancaccio. Per l’occasione le strade sono state addobbate con le bandierine bianche e gialle e con il simbolo della città del Vaticano ma, soprattutto, dai balconi attigui piazza Anita Garibaldi (da oggi piazza Puglisi) centinaia di lenzuoli bianchi lungo i balconi. Segno che il sacrificio del Beato non è stato vano, le lenzuola bianche da anni simbolo di legalità e di contrasto alla mafia. Il Papa, giunto sul luogo dell’eccidio, ha ricevuto da una ragazza disabile un cuscino di rose che ha deposto ai piedi del busto del Beato, poi accompagnato dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha visitato la Casa – Museo

Lì ha incontrato i fratelli di Puglisi, Francesco e Gaetano, visibilmente emozionati e Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro. Tappa successiva per il Santo Padre il luogo religioso per eccellenza, la cattedrale. Qui è arrivato scortato dai motociclisti della polizia, a bordo della papamobile, uscita poco prima dal Palazzo Arcivescovile. Un cambio di auto che gli ha permesso di salutare i fedeli lungo Corso Vittorio Emanuele. A fare gli onori di casa, l’arcivescovo che ha pronunciato un discorso incisivo e significativo sul ruolo che ogni religioso deve svolgere all’interno della comunità, prendendo ad esempio Don Pino.

«Oggi siamo chiamati come lei ci ricorda – sottolinea Lorefice – a una conversione pastorale e missionaria. Dobbiamo rivolgerci al nostro gregge, agli altri, ai nostri fratelli, per essere pastori. Senza pretese di dominio perché nell’ascolto impariamo le strade nuove e promettenti proprio dalle sorelle e dai fratelli che ci sono affidati. La testimonianza presbiteriale del Beato Puglisi, giudizio e dono per la chiesa palermitana, co chiamo alla conversione e ci rilanci nell’annuncio del Vangelo». In una Cattedrale gremita di presbiteri, 200 seminaristi e varie cariche religiose hanno tuonato ancora una volta, soprattutto contro la mafia, le parole del pontefice: «Quando la Madonna fa l’inchino davanti la casa dei mafiosi, questo non va. Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione diventa veicolo di corrotta ostentazione».

Parole che mettono il sigillo a una giornata che tra le difficoltà organizzative è stata accolta con entusiasmo. E l’incontro con i giovani della Conferenza religiosa e dei centinaia che hanno affollato il Politeama accompagnate da musica e canti,hanno chiuso questa lunga e intensa tappa palermitana per un Papa che continuamente viene messo a dura prova ma che ancora una volta senza giri di parole non si è tirato indietro, condannando ogni forma di criminalità ma anche forme ideologiche che allontanano la Chiesa dalla gente.