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Si lavora per migliorare il decoro urbano soprattutto nella zona di San Leone e nella fascia cotiera. Sono partiti i lavori di sistemazione di alcuni marciapiedi di San Leone ed è stata transennata un’area nella zona di piazzale Aster davanti al bar Tropical. Sono state rattoppate buche con interventi di bitumatura in viale Leonardo Sciascia e al Viale della Vittoria e l’Amnministrazione in queste ore, attraverso i propri Uffici, sempre a San Leone, ha provveduto a far effettuare i lavori nei pressi del bar Pisciotto eliminando le transenne che da tempo disturbavano il traffico in quel punto nevralgico del piazzale. L’operazione decoro cittadino proseguirà poi in altre zone della città. 

Il deputato regionale del Partito Democratico, Antonello Cracolici, ritiene che ad Alessandria della Rocca le elezioni amministrative dello scorso 10 giugno, in occasione delle quali si è presentato un solo candidato sindaco che non ha raggiunto il quorum del 50 più 1, siano state annullate sulla base di una norma mai recepita in Sicilia. Cracolici, che in proposito ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore agli Enti Locali, afferma: “Si tratta di una norma nazionale che non è mai stata recepita in Sicilia. L’inserimento degli elettori iscritti all’ Anagrafe Italiani Residenti all’Estero tra quelli aventi diritto al voto, che ha portato all’annullamento delle elezioni amministrative per mancato raggiungimento del quorum del 50% più uno degli aventi diritto, non è infatti supportato da alcuna norma attualmente in vigore nella nostra Regione. Siamo di fronte ad un vuoto normativo che non può essere superato con una ‘interpretazione estensiva’ della norma nazionale. È necessario intervenire chiarendo in via amministrativa l’inapplicabilità della norma nazionale e predisporre una legge che disciplini definitivamente la materia”.

Monito perentorio dalla Regione ai sindaci su raccolta differenziata o spedizione all’estero: “Obbedite o decadrete dalla carica”

In Sicilia vi sono tanti Comuni virtuosi che praticano la raccolta differenziata oltre il 60 se non il 70%. Tuttavia ve ne sono altrettanti che invece sono sotto il 30, e tra essi vi sono città metropolitane, come Palermo. Ciò incide negativamente sulla media regionale. Ecco perché il primo dirigente all’assessorato regionale ai rifiuti, Salvo Cocina, in accordo con il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha spedito una lettera a tutti i sindaci dei Comuni con percentuale di differenziata sotto il 30%: “O entro il 31 luglio firmate accordi con le quattro società che hanno partecipato al bando per il trasferimento dei rifiuti fuori Sicilia, oppure decadi dalla carica tu sindaco e anche la tua giunta”. E il monito, apparentemente perentorio, è rivolto anche al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Secondo la Regione la causa scatenante la perdurante emergenza rifiuti è l’enorme quantità di indifferenziato che in Sicilia ancora si conferisce in discarica. Ecco perché ancora Salvo Cocina, nella stessa lettera ai sindaci scrive: “Dal prossimo primo ottobre ogni Comune non potrà portare nelle discariche più del 70 per cento dei rifiuti prodotti giornalmente”. E dunque, non essendo la matematica una opinione, il restante 30% è da differenziare, e quindi i Comuni che non raggiungono almeno il 30% entro il 31 luglio pagano le società abilitate e inviano i propri rifiuti fuori dalla regione. Esempio: se un Comune pratica il 15% di differenziata, l’altro 15 lo spedisce all’estero, e il 70 lo trasporta in discarica. Attualmente, se tutto ciò già fosse concretizzato, il Comune di Palermo invierebbe fuori Sicilia entro ottobre il 15 per cento dei rifiuti prodotti ogni giorno, e Catania il 21 per cento. E se i sindaci, ostilmente, non si adeguano e non firmano i contratti per la spedizione all’estero? A tale ipotesi, verosimilmente non tanto remota, la Regione ha già preparato la controbattuta, e nella stessa lettera di Cocina si legge: “La mancata trasmissione del contratto o del provvedimento costituisce grave violazione e comporta l’avvio dell’intervento sostitutivo nei confronti dei Comuni e l’attivazione delle procedure di decadenza degli organi comunali”. Tradotto: già ad agosto parecchi sindaci, e compagni in giunta, potrebbero essere rimossi.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

 

I VOUCHER IN AGRICOLTURA ESISTONO GIA’!
NO AD ULTERIORI STRAVOLGIMENTI CHE SERVONO SOLO A MASCHERARE LAVORO NERO

La Flai e la Cgil di Agrigento con i suoi segretari Giuseppe Di Franco e Massimo Raso esprimono grande preoccupazione a seguito delle dichiarazioni del ministro dell’agricoltura Centinaio e del Vice Premier Matteo Salvini sulla volontà di questo Governo di liberalizzare l’uso dei Voucher in agricoltura nel Decreto Dignità.
Vorremmo ricordare ai due ministri, che in agricoltura i voucher oggi già esistono ed è possibile utilizzarli a favore dei studenti, pensionati e disoccupati fino ad un tetto massimo di 5.000 euro.
Una diversa regolamentazione significherebbe cancellare il lavoro in agricoltura, facendolo diventare un “non lavoro” senza applicazione dei contratti, senza diritti, senza possibilità di accesso alle prestazioni di disoccupazione, malattia e maternità!
Ricordiamo che in agricoltura è già possibile assumere anche per una sola giornata, infatti esistono già gli strumenti per rispondere per via contrattuale alla stagionalità.
Se si liberalizzano i voucher vuol dire che si vuole smantellare il Contratto Nazionale e coprire il lavoro nero, non farlo emergere.
Se davvero i due esponenti del Governo vogliono combattere l’illegalità e il lavoro nero nel settore, si dovrebbero attivare per far si’ che la Legge 199/2016 diventi operativa sia nella parte repressiva ma soprattutto nella parte preventiva, attivando in tutti i territori la cabina di regia della rete agricola di qualità presso le vari sedi Inps, oltre a
mettere in campo un numero di ispettori consono a verificare se nelle campagne il Contratto Nazionale e Provinciale e le Leggi del settore vengano rispettate.
Chiediamo alla politica una seria riflessione prima di attuare provvedimenti che vanno a destrutturare il lavoro e i diritti nel settore agricolo e rendono il lavoratore ancora più
debole di quanto oggi lo sia!!

 

A seguito di notizie di stampa si è appreso che alla foce del fiume Akragas sono stati avvistati numerosi uccelli morti per cause imprecisate. Questa mattina sono intervenuti i tecnici del Comune di Agrigento insieme ai Veterinari dell’ASP n° 1 per verificare la situazione e procedere allo studio delle cause e alla rimozione delle carcasse.

Di questa situazione verrà informata l’Autorità Giudiziaria per i dovuti accertamenti di eventuali responsabilità e i provvedimenti di competenza.

L’Amministrazione rassicura sul fatto che in quella zona non sono stati effettuati interventi recenti di derattizzazione e disinfestazione e, in ogni caso, tali procedure vengono sempre eseguite secondo le norme vigenti e nel pieno rispetto delle specie animali terrestri ed acquatiche”.

 
Finalmente! grazie anche alla nostra continua azione di stimolo e controllo,  è stata raggiunta l’intesa tra i Magnifici Rettori delle Università Siciliane e gli Assessori Lagalla ed Armao in tema di Consorzi universitari. Dopo anni di incertezze e timori sono stati definiti, con assoluta chiarezza, i contributi che la Regione Siciliana stanzierà ai Consorzi Universitari e la governance degli stessi, composta da un Presidente di nomina regionale, da un rappresentante degli enti consorziati e da un rappresentante dell’Università.
Si tratta di un accordo che era stato promesso dall’Assessore Lagalla in primavera, e tale promessa è stata mantenuta.
Adesso,  sono certo che anche il nostro Magnifico Rettore Micari manterrà la promessa fatta ad Agrigento durante il Consiglio Comunale. Quando lo abbiamo invitato a relazionare in Aula Sollano, infatti, aveva  dichiarato che sarebbe stato  pronto a riaprire i corsi di laurea ad Agrigento nel momento in cui  fosse stata raggiunta l’intesa con il governo regionale.
Ebbene, adesso non ci sono più alibi. Si restituisca  il diritto allo studio agli agrigentini che ne hanno diritto tanto quanto quelli di Trapani e Caltanissetta! 
Continueremo a tenere sempre alta la guardia e non indietreggeremo di un millimetro.
Sono sempre aperto e pronto ad un confronto con il magnifico Rettore. 
Sono convinto che alla fine il buon senso vince sempre.”

Nei prossimi giorni arriverà in aula un disegno di legge presentato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore all’Energia e i Servizi di Pubblica utilità, sulla riforma degli ambiti territoriali ottimali e sulle nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti.

Si rimette mano alla organizzazione territoriale degli ambiti, ne sono previsti solo 9, coincidenti con la delimitazione territoriale dei Liberi Consorzi Comunali o delle Città Metropolitane.

Non più, quindi 27 società d’ambito o 18 Srr ma 9 Autorita’ che regolano e controllano il servizio dei rifiuti.

È previsto anche l’istituzione di un albo dei lavoratori del settore per ogni singola autorità di ambito (ADA).

Un disegno di legge molto complesso che deve passare al vaglio del parlamento siciliano che proverà a modificarlo attraverso molteplici emendamenti.

Nel frattempo si va avanti con il programma di interventi previsti dal Patto per la Sicilia e finanziato con fondi complementari, investimenti per 150 milioni di euro sono previsti nella provincia di Agrigento per la realizzazione di 2 impianti di compostaggio e l’adeguamento di 5 discariche pubbliche esistenti.

Il primo progetto ad essere realizzato sarà l’impianto di compostaggio di Casteltermini per cui il Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti a nominato il RUP mentre attende le manifestazioni d’interesse, l’investimento previsto è di 14 milioni di euro.

Il combinato tra il nuovo disegno di legge e gli investimenti previsti , disegna una nuova idea nella gestione dei rifiuti e cioè che gli stessi dovranno essere gestiti all’interno dell’Ambito territoriale.

Quindi, ogni provincia dovrà tenersi i propri rifiuti ed avviare quei processi di economia circolare che porteranno ad una maggiore tutela dell’ambiente e ad una sensibile riduzione dei costi per i cittadini. 

In breve possiamo sintetizzare che i rifiuti dovranno diventare una risorsa per i territori, come avviene già in altre realtà, non è possibile più continuare a trasportare e depositare i rifiuti a centinaia di kilometri con aggravi di costi esorbitanti.

Il tema dei rifiuti che ad oggi è molto complesso deve essere affrontato e risolto in tempi brevi, infatti nell’immediato futuro si punterà a conferire in discarica solo il 10% di indifferenziata.