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A Canicattì un uomo con il volto coperto e armato di una spranga di ferro è irrotto in un tabacchino in via Pirandello, si è impossessato di alcuni gratta e vinci e poi è fuggito a piedi tra la gente, smarrendo per strada parte del bottino. Mezzora dopo, quando i Carabinieri erano già sulle tracce del rapinatore, il fratello di lui, al corrente che lui fosse preda della tossicodipendenza, ha telefonato ai Carabinieri, e le sue parole sono state: “…sappiamo che nostro fratello ha fatto una cosa che non avrebbe dovuto fare…”. L’indagato, condotto in caserma, ha ammesso le proprie responsabilità. E stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento. Familiari e Carabinieri, insieme, hanno avviato per lui il percorso necessario al tentativo di recupero dalla tossicodipendenza.

A Cammarata i Carabinieri, a conclusione delle indagini seguite alla denuncia sporta contro l’ex compagno da una casalinga di 32 anni, hanno depositato un’informativa di reato alla Procura della Repubblica di Agrigento con cui hanno denunciato l’uomo a piede libero per maltrattamenti in famiglia. In particolare, lui, di 37 anni, originario di Mussomeli, la notte tra sabato e domenica si sarebbe arrampicato fino al terzo piano per raggiungere il balcone dell’ex compagna. Ha sfondato il vetro della finestra, ed è entrato dentro casa. La donna, nel tentativo di allontanare l’uomo, sarebbe stata colpita con uno schiaffo al volto, ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra. All’ospedale di Agrigento è stata medicata e dimessa con una prognosi di 5 giorni.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha confermato l’arresto in carcere a carico di Giuseppe Barba, 66 anni, di Favara, indagato dell’omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti e futili, dell’ex genero Salvatore Lupo, 45 anni, ucciso a pistolettate lo scorso 15 agosto all’interno di un bar in via Quattro Novembre a Favara. In occasione dell’udienza innanzi al Gip, Barba si è dichiarato innocente e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una telecamera di video-sorveglianza ha registrato i movimenti della Fiat Panda di Barba, in transito lungo via Quattro Novembre, poi in sosta davanti al bar, e con persone che sono fuoriuscite dal bar correndo subito dopo il parcheggio dell’auto, sul volante della quale, poi, i militari hanno trovato tracce di polvere da sparo.

Il Gip Provenzano usa parole forti: ““La lite intervenuta nello spiazzo antistante lo Snack american bar  tra Salvatore Lupo e  Giuseppe Barba aveva innescato desiderio di rivalsa del Barba. Il movente del delitto è, appunto, rappresentato dalla volontà di lavare con il sangue l’onta che Giuseppe Barba aveva subito il 15 maggio 2021 essendo stato aggredito e colpito, oltre che umiliato pubblicamente nel suo ruolo  di uomo forte e di “rilievo” a Favara, dal genero Salvatore Lupo con il quale aveva già notoriamente motivi di astio per quanto sopra esposto e nei confronti del quale aveva già profferito, gravi minacce, anche di morte. Significativamente, e non può il fatto ritenersi una mera coincidenza, l’omicidio avviene all’interno dello stesso locale, Snack american bar, dinanzi al quale si era consumata la lesa maestà di Barba per l’offesa subita esattamente tre mesi prima, il 15 maggio, dal genero. L’autore del reato ha agito con la sicurezza dell’insuperabile omertà dei probabili testimoni, che connota quel contesto territoriale, contando su di essa egli si reca ad uccidere il genero, che evidentemente stava seguendo, come si può dedurre dalla sincronia con cui i due arrivano, a distanza di poco più che un minuto, nello stesso posto e nello stesso locale, arrivando quindi  con la propria macchina e a viso scoperto. Il gesto doveva essere plateale, saputo da tutti, altrimenti sarebbe stato irrilevante, ma coperto dalla totale omertà che è subito scattata”.

In merito all’articolo pubblicato su questo giornale relativo alla prossime elezioni amministrative a Porto Empedocle, abbiamo ricevuto una nota di rettifica da parte di Orazio Guarraci.

Ecco il testo: “È categoricamente falso ogni mio coinvolgimento con la LEGA. Non ho nessun tipo di rapporto politico con la LEGA NORD. È scorretto attribuirmi legami o rapporti politici con la Lega. Il ritiro della mia candidatura è dovuto esclusivamente a motivi di carattere lavorativo, ma tranquillizzo tutti gli amici che sarò presente con un ruolo istituzionale sua nella campagna elettorale che dopo per riprendere e risollevare la città di porto Empedocle”.

Questa la dichiarazione di Orazio Guarraci.

“In riferimento alla procedura di internalizzazione degli ex Lsu nel personale Ata, SGB chiede al Ministro della Pubblica Istruzione Bianchi un  incontro. Desideriamo sottopone all’attenzione del Ministro, l’ingiusta situazione che si è venuta a creare per i lavoratori interessati dalla procedura di internalizzazione ribadisce Aldo Mucci SGB Direttivo nazionale. A causa dell’esiguo numero di posti previsti negli appositi due bandi di concorso, sono stati esclusi dal processo d’ internalizzazione migliaia di lavoratori i quali, per anni, hanno prestato servizio presso le scuole statali alle dipendenze di quelle stesse aziende private che oggi non riconoscono loro alcuna possibilità lavorativa. Questi lavoratori stanno anche riscontrando problemi all’ accesso agli ammortizzatori sociali.

Risulta inoltre alla scrivente O.S., che una parte dei posti accantonati e poi occupati per le assunzioni degli ex LSU, sia stata liberata, negli ultimi mesi, per effetto di pensionamenti e/o di altre forme di cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, non solo i posti messi a bando sono stati inferiori alla platea degli interessati ma quando alcuni di questi posti si sono liberati non si è continuato a scorrere la graduatoria per ulteriori assunzioni. Questo grave problema sociale sta affliggendo tutte le regioni del Centro- Sud Italia. Per queste ragioni, SGB in rappresentanza di tale segmento di categoria, chiede alla SV:  i dati che riguardano i posti liberati dal personale  (per effetto di pensionamento o altro) e le modalità con le quali codesta Amministrazione sta procedendo alla sostituzione dei suddetti posti (considerando che questi ultimi sono, da sempre, riservati al bacino di personale ex LSU in possesso dei requisiti previsti”.

Lo dichiara Aldo Mucci, responsabile del sindacato Sgb.

Due donne in servizio nella base militare Usa di Sigonella sono morte a Catania in un incidente stradale avvenuto nell’Asse dei servizi, vicino al carcere di Bicocca. Secondo una prima ricostruzione, l’Alfa Romeo 147 sulla quale viaggiavano le due, donne, una trentenne e una 18enne, si è ribaltata, sono state sbalzate fuori dall’abitacolo, per l’urto violentissimo con un pilone in cemento armato a sostegno della sbarra di stop.

A condurre i rilievi sono stati gli ispettori della polizia municipale di Catania, insieme ai carabinieri, per la segnalazione di un automobilista. Le salme delle due donne, dopo gli accertamenti, sono state consegnate ai militari della vicina base di Sigonella.

“La nostra comunità è profondamente rattristata dalla tragica perdita di questi nostri commilitoni. Mancheranno molto ai loro amici, ai loro colleghi e alla leadership della Nas Sigonella.
Nell’affrontare insieme questa situazione, stiamo fornendo tutto il supporto necessario alle loro famiglie nonché ai loro amici e colleghi”, ha detto il comandante della Nas Sigonella americana, capitano di vascello Kevin Pickard in una nota diramata dall’ufficio stampa.

(ANSA).

Sono 885 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore nell’iIola a fronte di 15.892 tamponi processati. L’incidenza sale al 5,7%. La Sicilia rimane al primo posto per nuovo contagio giornaliero. Gli attuali positivi sono 26.190, i guariti sono 941 mentre si registrano altre 9 vittime che portano il totale dei decessi a 6.577. Sul fronte ospedaliero sono adesso 892 i ricoverati..

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 201, Catania 172, Messina 234, Siracusa 100, Ragusa 89, Trapani 49, Caltanissetta 22, Agrigento 12, Enna 6.

La pista ciclabile di San Leone è pericolosa per tutti coloro che la utilizzano. A segnalare il grave problema è l’associazione Mareamico capeggiata da Claudio Lombardo.
Almeno 10 griglie risultano essere divelte, staccate dal bordo e quindi rendono insicuro il transito.
Già decine di persone si sono ferite, cadendo pesantemente sul suolo.
Mareamico chiede all’Amministrazione comunale di Agrigento l’immediata sostituzione di tutte le griglie ammalorate!

Sono 770 i nuovi casi di Covid 19 registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola a fronte di 18.441 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 4,2 ieri era al 4,7%. La Sicilia rimane al primo posto per contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 26.255, i guariti sono 843 mentre si registrano altre 25 vittime che portano il totale dei decessi a 6.568. La Regione Sicilia comunica che i decessi segnalati in data odierna sono avvenuti: 1 il 9 settembre, 11 il’8 agosto, 1 il 7 agosto, 1 il 6 agosto, 1 il 27 agosto, 1 il 17 agosto, 1 il 13 agosto, 1 il 12 agosto. Sul fronte ospedaliero sono adesso 907 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 114, Catania 138, Messina 150, Siracusa 136, Ragusa 47, Trapani 106, Caltanissetta 36, Agrigento 30, Enna 13.

La Squadra Mobile di Agrigento ha svolto presso l’hot spot di Lampedusa  un’articolata attività di indagine che ha permesso l’emissione di un Decreto di Fermo di Indiziato di Delitto da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, nei confronti di 5 uomini egiziani responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini si sono incentrate sul maxi sbarco del 28 agosto scorso, di ben 538 migranti, di varia nazionalità, i quali giungevano a Lampedusa su un barcone in legno di circa 25 metri, con doppio ponte e motore entrobordo, del tutto inidoneo ad effettuare la traversata in mare con un così elevato numero di persone a bordo, condotti in porto da motovedette della guardia di Finanza e della Guardia Costiera.

Gli investigatori della Squadra Mobile, superate le difficoltà legate alla gestione dell’imponente flusso migratorio e al timore dei migranti di riferire informazioni circa l’identificazione dei cc.ddscafisti per paura di eventuali ritorsioni, acquisivano, nell’immediatezza, informazioni utili da decine e decine di migranti propedeutiche a ricostruire le varie fasi della navigazione e i diversi ruoli rivestiti dagli indagati.

Sono stati identificati i soggetti demandati alla guida del natante, quelli incaricati di dare gli ordinativi di bordo anche costringendo i migranti a trattamenti degradanti e inumani sottoponendoli a violenze fisiche e chi si occupava di distribuire cibo e acqua durante la traversata.

Infatti, a seguito del quadro indiziario raccolto e grazie all’incessante attività investigativa svolta, sono stati compiutamente individuati i soggetti responsabili a vario titolo del reato previsto e punito dall’art. 12 del Dlgs 286/98, con le aggravanti di aver procurato l’ingresso sul territorio nazionale a più di 5 persone, di averle esposte a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità e di aver agito allo scopo di trarne profitto anche indiretto.

Il brillante risultato ottenuto, concretizzatosi con l’esecuzione del provvedimento di fermo a carico di H.N.M; N.A.G;  F.F.E; A.E.F.M.S; R.H.A.B. tutti di origine egiziana, avvenuto nella tarda serata di ieri, è stato frutto dell’attività della Squadra Mobile di Agrigento, con il prezioso contributo del Reparto Aereo Navale della Guardia di Finanza di Palermo.

Al termine dell’attività 4 fermati venivano associati presso la Casa Circondariale di Agrigento e 1 presso quella di Sciacca.

L’attività investigativa della Squadra Mobile finalizzata all’identificazione delle organizzazioni criminali sedenti in terra libica e dedite al traffico di esseri umani è tutt’ora in corso e procede a ritmi incessanti nonostante l’imponente flusso migratorio, che nel solo mese di agosto ha fatto registrare l’arrivo di 5540 extracomunitari, impegni il personale della Polizia di Stato nell’esecuzione di arresti per reingresso illegale di migranti, senza soluzione di continuità.