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152 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nelle ultime ventiquattro ore. Il dato emerge dal bollettino dell’Asp che fa riferimento alla giornata del 17 aprile. Sono stati 429 i tamponi eseguiti che portano il totale di test processati da inizio pandemia a 79.373. Ci sono 8 nuovi ricoveri in ospedale, 35 guarigioni accertate. Si registra una nuova vittima a Canicattì, la diciannovesima da inizio pandemia. Attualmente ci sono 150 persone assistite a domicilio.

70 le persone ricoverate negli ospedali: 46 si trovano al San Giovanni di Dio di Agrigento, 10 all’ospedale di Sciacca e 14 all’ospedale di Ribera. Cinque le persone ricoverate all’hotel covid di Sciacca. Sono 13 le persone in terapia intensiva: 10 all’ospedale di Agrigento e 3 a Sciacca.

I nuovi positivi per comune:

Agrigento: 169 ; Alessandria della Rocca 17; Aragona 4; Bivona 28; Burgio 12; Calamonaci 9; Caltabellotta 11; Camastra 1; Cammarata 17; Campobello di Licata 46; Canicattì 302; Casteltermini 16 (2 sono migranti); Castrofilippo 11; Cattolica Eraclea 77; Cianciana 8; Comitini 10 (3 sono migranti); Favara 209; Grotte 11; Joppolo 0; Licata 99; Lucca Sicula 0; Menfi 14; Montallegro 41; Montevago 13; Naro 2; Palma di Montechiaro 224 (11 migranti); Porto Empedocle 66; Racalmuto 19; Raffadali 74; Ravanusa 40; Realmonte 7; Ribera 217; Sambuca 15; San Biagio Platani 13; San Giovanni Gemini 13; Sant’Angelo Muxaro 8; Santa Elisabetta 3; Santa Margherita Belice 47 ; Santo Stefano di Quisquina 2; Sciacca 75; Siculiana 28 (1 sono migranti);Villafranca 2; 5 sono i migranti Contagiati dal Covid-18 ospiti delle navi quarantena che si trovano a largo del porto di Porto Empedocle.

Sono di ieri i comunicati del Prefetto di Agrigento e del Sindaco di Favara che hanno istituito Favara in “zona rossa”.

Ciò significa che dovrà essere compito anche degli Agenti della Polizia Municipale di Favara, garantire giornalmente i controlli anticovid tramite proprie pattuglie.

Ebbene, Codesto Sindacato UGL con la presente comunica alla Cittadinanza di Favara ed alle Autorità Pubbliche competenti sul suo territorio, che gli Agenti di Polizia Municipale di Favara a tempo determinato (che rappresentano più del 50% dell’organico), non possono essere applicati in questo tipo di pattugliamento non essendo stati dotati della nomina di agente di Pubblica Sicurezza il Comando di appartenenza, dopo alcuni anni di inerzia ha presentato l’istanza in Prefettura da poco tempo. Tale qualifica è essenziale per l’espletamento di tale servizio.

I Vigili del Comando di Favara, da tempo stanno battagliando con il Sindaco di Favara e con il loro Comandante, sensibilizzando anche la Prefettura di Agrigento, anche tramite il loro legale di fiducia, affinchè li doti di tale qualifica, senza la quale non possono garantire alla cittadinanza molti servizi essenziali, tra i quali rientrano i controlli anticovid.
Inoltre immotivatamente non sono più inseriti nei turni di reperibilità, con le conseguenze che ne potrebbero derivare considerando le continue emergenze che si presentano sul territorio.
Per non parlare che da tempo gli Agenti di Polizia Municipale operano in condizioni di sottorganico, privi di tutela e dei necessari strumenti per lavorare sul territorio.

1.301 i nuovi casi di Coronavirus a fronte di 28.927 tamponi effettuati, su un totale di 3.565.770 da inizio emergenza.
Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 24 decessi, che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 5.152. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 25.477 (+602) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.216, di cui 189 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 24.072 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 164.015 (+675).

I nuovi contagi per province:

Palermo 458,

Catania 186,

Messina 105,

Caltanissetta 53,

Trapani 74,

Siracusa 96,

Ragusa 131,

Agrigento 172

Enna 26.

Sono stati 9.812 i vaccini AstraZeneca somministrati ieri ai cittadini siciliani: più del quadruplo di quanto avveniva normalmente. Cresciuto anche il totale giornaliero delle iniezioni con gli attuali 3 sieri a disposizione: 28.949 (rispetto a una media di circa ventimila dei giorni scorsi).

Il risultato è frutto – dice la Regione siciliana – dell’Open weekend, voluto dal governo Musumeci per accelerare la campagna di vaccinazione contro il covid coinvolgendo, in questo fine settimana, i cittadini dai 60 ai 79 anni, anche senza prenotazione.

Anche stamane, alle 12, nel secondo giorno dell’iniziativa, in tutta la Sicilia con AstraZeneca sono state già vaccinate 3.441 persone.
“Sono contento – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – di come stia procedendo la campagna di vaccinazione nell’Isola. Sia perché inizia a esserci più consapevolezza nella popolazione che il vaccino è l’unica via di uscita dalla pandemia, sia perché stiamo accelerando con le somministrazioni.
Se oggi, a livello nazionale, è stato registrato un ennesimo record di vaccinazioni è anche grazie allo sforzo fatto qui da noi. Al generale Figliuolo voglio ribadire la nostra totale collaborazione: la Sicilia c’è'”.
Fino a domani sono 66 gli Hub e centri dell’Isola dove sarà possibile vaccinarsi anche senza essersi registrati sull’apposita piattaforma di Poste italiane.

Queste le strutture disponibili per provincia: Agrigento, 11; Caltanissetta, 2; Catania, 9; Enna, 4; Messina, 5; Palermo, 16; Ragusa, 3; Siracusa, 7; Trapani, 9. Dall’inizio della campagna vaccinale, nell’Isola, sono già state somministrate 1.074.283 dosi.

Militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Catania, nell’ambito di un articolato servizio per la repressione della contraffazione ed al controllo della sicurezza prodotti, durante la settimana hanno sequestrato oltre 25.000 articoli falsificati e non sicuri, rinvenuti in nove esercizi commerciali ubicati in diversi comuni della provincia etnea, denunciando i vari gestori: 5 cinesi e 5 italiani. Sigilli sono stati posti, complessivamente, a giocattoli, articoli da giardinaggio, capi di abbigliamento, mascherine Dpi, zainetti, cappellini, apparecchiature e materiale elettrico e piccoli elettrodomestici.

Come è noto, il dott. Marcello Viola, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impdiduglia, ha impugnato innanzi al TAR Lazio i provvedimenti con i quali il dott. Prestipino Giarritta è stato nominato Procuratore della Repubblica di Roma.

Il TAR Lazio Roma – Presidente dott. Salvo Amodio Antonino, Relatore dott. Ivo Correale Relatore – ha accolto il ricorso del dott. Viola.

In particolare, il TAR Lazio ha rilevato come dalla documentazione relativa all’indagine di Perugia fosse emersa la qualità di parte offesa del dott. Viola rispetto alle “macchinazioni o aspirazioni di altri” e connesse al cosiddetto “Palamara-Gate”

Il TAR ha, altresì, rilevato come la decisione del CSM – di non formulare alcuna proposta volta al conferimento al dott. Viola dell’incarico di Procuratore di Roma – sia immotivata “in assenza di elementi oggettivamente riscontrabili a suo carico” e si ponga in contrasto con la precedente proposta formulata prima dell’avvio dell’indagine di Perugia.

Sia il CSM che il dott. Prestipino Giarritta hanno proposto appello avverso la suddetta sentenza, chiedendone la sospensione ed evidenziando come la stessa cagionerebbe un grave danno all’Amministrazione della giustizia e inciderebbe sulla continuità nell’espletamento delle funzioni di Procuratore della Repubblica di Roma.

Il dott. Viola, difeso dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, si è costituito innanzi al Consiglio di Stato chiedendo il rigetto dell’appello.

In particolare, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno sostenuto l’infondatezza dell’appello -citando a sostegno dei propri assunti specifici precedenti del Consiglio di Stato – e hanno reiterato taluni motivi di ricorso non esaminati dalla sentenza del TAR Lazio.

Il 15 aprile 2021 si è tenuta innanzi al Consiglio di Stato – con modalità telematiche – l’udienza camerale per la trattazione della richiesta di sospensione cautelare della sentenza del TAR Lazio.

La decisione del Consiglio di Stato verrà depositata nei prossimi giorni.

L’Assessore al bilancio del Comune di Agrigento, Aurelio Trupia, a margine della seduta consiliare che ha approvato il consuntivo 2019, ritiene che sia ancora in salita la strada per il risanamento finanziario. Ed afferma:
“Mi piace essere chiaro con i cittadini agrigentini dopo che si è approvato lo strumento contabile per dare una continuità amministrativa all’ente, tra l’altro voglio ricordare che questo bilancio ce lo siamo trovati dalla precedente amministrazione e che l’iter doveva essere concluso almeno entro aprile 2020, la fotografia reale economica, finanziaria e amministrativa rimane fortemente deficitaria.
Purtroppo gli slogan e le belle parole da fine campagna elettorale tirate fuori come un mantra dalla precedente amministrazione su un bilancio risanato, non hanno trovato riscontro nel consuntivo approvato.
Per essere chiari, ancora il percorso per rendere il bilancio indirizzato alla normalizzazione e seguire processi di programmazione per gli investimenti, rimane sì un obiettivo concreto di questa amministrazione, ma solo se si superano delle criticità che a oggi ci sono.
Gli accantonamenti del milione e quattrocento mila euro dovute all’armonizzazione contabile è un debito trentennale, circa 34 milioni di euro che non si possono cancellare con un colpo di spugna.
I mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti non possono essere estinti dall’oggi al domani.
Di fatto a oggi soldi in cassa tanto sbandierati da qualcuno anche se ci sono, sono fondi vincolati e quindi che non possono essere spesi, frutto della mancata programmazione della precedente amministrazione.
Il nostro obiettivo è riallineare gli strumenti contabili riportandoli alle loro naturali scadenze e contemporaneamente operare un’azione di risanamento vero che comporterà purtroppo ancora sacrifici che sono indispensabili per uscire dall’impasse e garantire i servizi che i cittadini meritano.
In questo momento è inutile mettere bandierine o uscire con toni trionfalistici perché la situazione finanziaria necessita di una forte scossa e questa amministrazione farà di tutto per trovare un percorso virtuoso in un cammino ancora tortuoso”.

Il covid nell’Agrigentino ha mietuto tre vittime, a Favara, Menfi e Sciacca, per un totale di 190. Secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria, inoltre, sono stati ieri 5 i nuovi ricoveri, e gli ospedalizzati sono complessivamente 84. Poi, 76 sono i nuovi positivi sui 702 tamponi effettuati giovedì 15 aprile. I guariti sono 139, per un totale di 7.251 sui complessivi 9.310 contagiati. Nella provincia agrigentina attualmente vi sono 171 positivi a fronte dei 186 precedenti.

I coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino, ritengono che il servizio del trasporto urbano ad Agrigento sia di carente qualità ed a costo elevato. E affermano: “L’Amministrazione comunale deve aprire una seria riflessione sulle criticità e la scarsa qualità del servizio offerto dalla TUA, che di certo non ha mai brillato per efficienza, tanto è vero che gli agrigentini lo disertano lasciando viaggiare gli autobus semivuoti per via, tra le altre cose, del caro biglietti. Appare davvero singolare che i titoli di viaggio non abbiamo una validità a tempo così come avviene nel resto della Sicilia. E’ un’anomalia tutta agrigentina che costituisce un salasso per cittadini e turisti. Un utente per spostarsi per pochi chilometri, ad esempio dal Villaggio Mosè al Duomo o dal Campo Sportivo all’Ospedale, deve acquistare 2 biglietti al costo di 2 euro e 40 centesimi. E nel caso in cui non trovasse nelle vicinanze una rivendita è costretto ad acquistarlo a bordo ad un costo di 3 euro e 40 centesimi. Ed è un costo che naturalmente raddoppia in caso di un biglietto di andata e ritorno. Siamo certi che il sindaco Franco Miccichè e l’Assessore al Turismo, Francesco Picarella sapranno raccogliere e superare tali problemi, offrendo agli agrigentini e ai visitatori un servizio migliore”.

Il coordinatore regionale dell’Udc, Decio Terrana, informa che la Sicilia, insieme a Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Umbria, hanno negato l’intesa in conferenza Stato-Regioni alla proposta del Ministro Patuanelli che, su indicazione del gruppo regioni del Nord, vorrebbe ridurre i fondi dello sviluppo rurale che sono destinati dall’Unione Europea secondo parametri di ruralità e marginalità economica dei nostri territori. Nella tabella di riferimento la Sicilia è tra le Regioni più svantaggiate da tale provvedimento. Decio Terrana commenta: “Il Ministro Patuanelli propone che i soldi destinati all’agricoltura finiscano alle aziende produttive del modello agricolo emiliano, lombardo e veneto, dove già incassano lautamente 800 euro ad ettaro contro i 250 di un agricoltore siciliano. Aiutateci in questa nostra battaglia: tutto il sud Italia deve essere unito e compatto, senza colore politico di alcun genere, per difendere quanto ci appartiene e non è stato ancora depredato dal tessuto economico del nord Italia. Il sud Italia non vuole vivere di sussidi, ma di sano e onesto lavoro”.