Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 52)

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio tesi a garantire l’osservanza della normativa in materia di prezzi e sicurezza prodotti, anche in ragione della grave emergenza epidemiologica da Covid 19, hanno sottoposto a sequestro amministrativo oltre 14mila mascherine nei confronti di un esercizio commerciale in via Lincoln gestito da un soggetto di origine cinese, Z L sono le iniziali del nome, 35 anni. Le mascherine sono prive di certificazione sanitaria e del marchio di fabbrica. Il cinese è stato denunciato locale Procura della Repubblica per frode in commercio e ricettazione.

Ragusa si ritaglia un ruolo da protagonista al SuperEnalotto. Dopo l’estrazione di giovedì 10 dicembre sono infatti due i “5” da 18.413,62 euro realizzati nella città siciliana. La prima schedina vincente è stata giocata presso lo Smoke and Numbers in via Colaianni Napoleone 125 mentre la seconda al Tabacchi Di Pasquale nella Contrada Fallira Mugno. L’inseguimento al Jackpot ricomincia con il concorso di domani, sabato 12 dicembre, dove in palio ci saranno 76,2 milioni di euro. L’ultima sestina vincente è arrivata il 7 luglio scorso, con i 59,4 milioni di euro finiti a Sassari, mentre in Sicilia, riferisce Agipronews, il “6” non si presenta da apri-le 2018, con 130 milioni vinti a Caltanissetta.

Nuove disposizioni per chi arriverà in Sicilia durante le festività natalizie. Ecco le novità, in vigore da lunedì 14 dicembre a giovedì 7 gennaio, per limitare il contagio da Coronavirus previste dall’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci, dopo un confronto con il comitato tecnico scientifico e il presidente dell’Anci Sicilia 

Chiunque arrivi in Sicilia dovrà registrarsi sulla piattaforma www.siciliacoronavirus.it ed essere in possesso dell’esito negativo del tampone molecolare rino-faringeo effettuato nelle ultime 48 ore. Sono esclusi i pendolari e coloro che si siano allontanati dall’Isola, nei giorni immediatamente antecedenti, per recarsi nel territorio nazionale per un periodo inferiore a quattro giorni. Tamponi rapidi nei drive-in. Qualora la persona che fa rientro non abbia potuto sottoporsi al tampone molecolare ha diverse opzioni. Può recarsi presso un drive-in appositamente dedicato per sottoporsi al tampone rapido antigenico. In caso di esito positivo, si seguono le procedure previste per i soggetti Covid-19 positivi, con ripetizione del tampone molecolare e presa in carico da parte del Sistema sanitario regionale. Se negativo, potrà recarsi al domicilio, con la raccomandazione di mantenere i dispositivi di protezione individuale, evitare i contatti con soggetti terzi e sottoporsi nuovamente a tampone antigenico dopo cinque giorni. Tamponi molecolari nei laboratori. In alternativa, si può andare presso un laboratorio autorizzato e sottoporsi al tampone molecolare, a proprie spese, con l’obbligo per la struttura stessa di darne comunicazione al dipartimento di Prevenzione dell’Asp.

Chi non segue nessuna delle precedenti procedure, come ultima ipotesi, ha l’obbligo di porsi in isolamento fiduciario per 10 giorni, presso il proprio domicilio, dandone comunicazione al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta ovvero all’Asp di pertinenza.

Previste ulteriori misure limitative e finalizzate alla verifica del rispetto delle misure contenitive del contagio da Covid-19. Durante l’orario di apertura degli esercizi pubblici, con particolare riferimento al settore commerciale, fermo restando l’obbligo di garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro, il ricambio d’aria nonché la ventilazione dei locali, i titolari degli esercizi sono tenuti a comunicare all’Asp il numero massimo dei clienti ospitabili, secondo le Linee guida nazionali vigenti, esponendo il cartello con tale limitazione all’esterno del locale. I Centri commerciali pluri-negozio dovranno munirsi di strumenti “contapersone” agli ingressi, limitando e scaglionando gli accessi dei clienti

I titolari di ristoranti e pizzerie hanno anche l’obbligo di conservare l’elenco dei clienti serviti ai tavoli per un periodo di almeno due settimane, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali, così da garantirne la disponibilità per le autorità sanitarie.

I sindaci potranno consentire agli esercizi pubblici l’orario continuato e adottare, altresì, misure limitative di accesso alle aree comunali (come zone pedonali e luoghi pubblici di aggregazione) per evitare assembramenti e stazionamenti prolungati, anche mediante l’utilizzo di transennamenti o regolatori di flusso di entrata e uscita. Per questi compiti potranno attivare anche personale delle associazioni di volontariato.

L’ordinanza del presidente Musumeci prevede anche il coinvolgimento dei medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta, che supporteranno le Asp per tutta la durata del periodo emergenziale, nella gestione dei pazienti Covid-19 positivi o sospetti tali, effettuando i tamponi antigenici rapidi o di altro test.

Proseguono speditamente le procedure per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per la eliminazione delle condizioni di pericolo e messa in sicurezza delle strade provinciali s.p. 40,  s.p. 57 e s.p. 69. I lavori riguardano le strade provinciali n. 40 “Menfi (bivio SP 79 ex SS 115) – Porto Palo”; SP n. 57  “Ribera (bivio SP 61) – Borgo Monsignore” e s.p. n. 69 “Sambuca – Adragna”.

Gli operatori economici che intendono manifestare il proprio interesse ad essere invitati alla procedura negoziata potranno far pervenire la relativa istanza di partecipazione, entro le ore 12:00 del giorno 21/12/2020. La documentazione per partecipare alla procedura negoziata sono disponibili nel sito istituzionale dell’Ente.

I lavori progettati dal Settore “Infrastrutture Stradali” prevedono una spesa massima di cinquecento mila euro.  I lavori a base d’asta soggetti a ribasso d’asta corrispondono a € 381.115,00 euro di cui € 8.765,65 per gli oneri per la sicurezza per un totale 389.880,65 a cui si aggiungono altri oneri e tasse previste per circa 110 mila euro. L’appalto sarà aggiudicato secondo il criterio del minor prezzo, secondo quanto previsto dall’art. 36, comma 9 bis del D. Lgs. n. 50/2016.

Previsto il rifacimento del manto da usura stradale; la realizzazione di gabbionate; il rifacimento di tratti di cassonetto stradale esistente completamente dissestato; la realizzazione di giunti di dilatazione, la realizzazione di cunette e spallette; il ripristino in sagoma delle sedi stradali deformate con bitume; la realizzazione di nuove barriere di protezione e la collocazione di segnaletica orizzontale e verticale. L’esame delle manifestazioni di interesse e l’eventuale sorteggio verrà effettuato in seduta pubblica, tramite la Piattaforma Telematica Maggioli, il giorno 22/12/2020 alle ore 09:00 presso la sala Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, sita in Via Acrone 27 – 92100 Agrigento

I lavori inizieranno, tenendo conto dei possibili ritardi dovuti all’emergenza Covid-19, nel primo semestre del 2021.

Il sig. G.S.F. aveva ottenuto l’autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza competente per territorio per la realizzazione di un fabbricato rurale ad uso abitativo.
A distanza di alcuni mesi dal rilascio dell’autorizzazione, la stessa Soprintendenza ne ha disposto il ritiro ritenendo l’intervento in contrasto con il Piano Paesaggistico adottato in precedenza. Avverso il provvedimento di ritiro, il sig. G.S.F. ha proposto ricorso innanzi al TAR Palermo con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino.
In particolare l’Avv. Rubino ha contestato l’operato della Soprintendenza deducendo, tra l’altro, che non potessero trovare immediata applicazione le nuovi previsioni vincolistiche del Piano Paesaggistico allo stato soltanto adottato e non ancora definitivamente approvato.
Il TAR Palermo, richiamando i propri precedenti giurisprudenziali ed in accoglimento delle censure dell’Avv. Rubino ha affermato che l’atto di adozione del Piano non può genericamente ed indistintamente impedire la realizzazione degli interventi, peraltro come nel caso di specie già autorizzati dalla Soprintendenza, che siano in contrasto con le “disposizioni” del Piano stesso, ma non con specifici e formali vincoli preesistenti sul territorio, giacché tale forza preclusiva è propria, a tenore dell’art. 143, comma 9, del codice dei beni culturali e paesaggistici, solo delle specifiche, puntuali e concrete prescrizioni di tutela ricavabili dall’art. 134 del medesimo codice, non pertinenti nel caso di specie.
Il diniego in autotutela opposto dall’Amministrazione, infatti, era fondato sulla ritenuta non compatibilità del (già approvato) progetto con le generali previsioni del sopravvenuto piano paesaggistico (solamente adottato), ma non anche con specifiche prescrizioni di tutela relative a beni o aree vincolate in precedenza.
Il TAR chiarisce che la misura di salvaguardia del Piano Paesaggistico è da correlarsi solamente sui beni già gravati da vincolo specifico, ma non può creare nuovi ed ulteriori vincoli.
Per effetto della pronuncia del Giudice Amministrativo il sig. G.S.F. potrà realizzare il progetto precedentemente autorizzato dalla Soprintendenza

 

Processo con rito ordinario davanti ai giudici della prima sezione del tribunale di Agrigento, risultato dall’inchiesta Halycon-Assedio” che avrebbe svelato intrecci pericolosi tra mafia, politica, imprenditoria e massoneria a Licata. E ieri mattina sono state rese dichiarazioni spontanee da uno degli imputati, Vincenzo Spiteri, 53 anni, accusato di far parte della locale famiglia mafiosa capeggiata dal boss Angelo Occhipinti:  “ La mafia non c’entra niente, i soldi che portavo ad Occhipinti erano per la droga che acquistavo. Non sono mafioso, ho subito diversi furti e ho sempre denunciato. I mafiosi non vanno dai carabinieri e non denunciano“.

In questo filone sono a processo Giovanni “il professore” Lauria, 80 anni, ritenuto elemento apicale del clan licatese; Angelo Bellavia, 66 anni; Antonino Cusumano, 44 anni; Antonino Massaro, 62 anni; Marco Massaro, 36 anni; Alberto Riccobene, 48 anni; Salvatore Patriarca, 42 anni; Gabriele Spiteri, 47 anni, e lo stesso Vincenzo Spiteri, 53 anni.

Per quanto riguarda il filone dell’abbreviato, invece, l’accusa ha chiesto 11 condanne.

L’avvocato della Famiglia Milana, Antonino Catania, si è opposto per la terza volta alla richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Gloria Andreoli nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Salvatore Milana, disabile deceduto il giorno di capodanno 2014 in seguito ad una caduta all’interno della struttura “Pegaso” di Naro.

Ieri mattina nuova udienza preliminare davanti il Gup del Tribunale di Agrigento a carico di due medici dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì e degli operatori della struttura di Naro. Per la stessa vicenda è stato già condannato a due anni e mezzo di reclusione il 34enne Ali Yusuf per maltrattamenti: avrebbe colpito diverse volte Milana mentre si trovava in cura nella struttura.

Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo. Per l’accusa, che ha svolto ulteriori indagini disposte dal gip, non ci sarebbero elementi che provano responsabilità degli indagati ma la morte del Milana sarebbe avvenuta per patologie genetiche pregresse.

Il Tribunale di Torino ha rinviato a giudizio l’ex patron della Blutec di Termini Imerese, Roberto Ginatta, l’imprenditore Matteo Orlando, e la segretaria aziendale Giovanna Desiderato. Bancarotta, riciclaggio, autoriciclaggio e malversazione sono reati ipotizzati. Secondo la Procura, Ginatta avrebbe utilizzato 16 milioni di euro di contribuiti statati per la trasformazione dell’ex impianto Fiat di Termini Imerese, in “investimenti di stretto interesse della famiglia Ginatta”. Inoltre avrebbe investito del denaro, parte dei proventi illeciti, in altre divisioni del gruppo. Il riciclaggio sarebbe avvenuto tramite la Due G Holding Srl del figlio. Ginatta, 73 anni, è stato arrestato il 18 giugno. L’ex amministratore delegato Cosimo Di Cursi ha già patteggiato una condanna a 3 anni e 6 mesi. Durante l’udienza preliminare si sono costituite parte civile le società Invitalia e la Blutec. Una settimana addietro è stata sequestrata la villa di Sestriere dell’imprenditore. Prima udienza il 24 febbraio.

Un medico di Gela di 66 anni è stato denunciato dalla Guardia di Finanza per “essersi impossessato illecitamente di beni culturali appartenenti allo Stato e per ricettazione”. All’interno della sua abitazione, esposti in teche di cristallo, i militari hanno scoperto 64 reperti archeologici datati dal settimo al primo secolo avanti Cristo, ad eccezione di un boccaletto risalente all’età del bronzo. Sono stati sequestrati vasi, brocche e piccole anfore, una statuetta, un timbro tondo con funzioni decorative, un piccolo vaso con corpo globulare, una coppa profonda per bevande, una piccola scultura con raffigurazione divina, un poppatoio, una lucerna con invetriatura di età islamica ed un’altra di età romana, diverse anfore di derivazione sia orientali che greche, alcune ampolle di stampo ellenistico e ancora delle coppe da vino a vernice nera risalenti a differenti periodi storici, nonché moltissime monete di età greca, romana e medievale. A confermarne l’autenticità è stato un archeologo, specialista di beni ed utensili antichi, che ha sottolineato il valore e l’interesse storico dei beni sottoposti a sequestro. I reperti sono stati affidati, in attesa dell’assegnazione definitiva, alla Soprintendenza di Caltanissetta.