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“Un incontro necessario, per fare il punto su una situazione drammatica che ha coinvolto tutta la Sicilia e che ha provocato, dolore, sofferenza e morte. Oggi esprimiamo nuovamente la nostra profonda partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e contestualmente vogliamo evitare che un atto di cordoglio sincero diventi un’ipocrita manifestazione di intenti”.

Con queste parole il presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, si è rivolto al presidente dell’Ars , Gianfranco Miccichè, durante la riunione svoltasi questa mattina a Palazzo dei Normanni che, coordinata dal segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani, Mario Emanuele Alvano, ha visto la partecipazione di un centinaio di sindaci provenienti da tutta l’Isola.

La riunione si è resa necessaria in seguito ai drammatici eventi provocati nei giorni scorsi dal maltempo e per approfondire il ddl 428 “Provvedimenti urgenti dei sindaci in materia di abusivismo edilizio ” presentato dal presidente Musumeci.

“Noi vogliamo rispettare il percorso istituzionale – ha continuato Orlando – ma vogliamo anche che l’impotenza dei sindaci non diventi colpevolezza. Fermo restando che i sindaci hanno il dovere di denunciare, si deve tenere conto che gli stessi spesso non hanno le risorse finanziarie ed umane per seguire l’iter nella sua completezza. È necessario , quindi, affidare ad un soggetto terzo le operazioni di demolizione. Rimuovere i sindaci inadempienti sarebbe una forma di ‘vigliaccheria’ politica”.

“Va altresì affrontato – ha concluso il presidente dell’AnciSicilia – il tema dello stato dei corsi e bacini di acqua e della viabilità , le cui condizioni di dissesto e insicurezza sono frutto di disattenzioni e inattività di altre istituzioni e producono e potranno ancora produrre altre tragedie. E’ grave che il Governo nazionale tardi a dichiarare lo stato di calamità naturale ed è necessario che i Governi nazionale e regionale ribadiscano con previsioni legislative che è e deve essere compito e dovere dei sindaci dichiarare la natura abusiva, alla stregua di strumenti urbanistici di costruzioni e dispongano di affidare ad altre istituzioni che hanno strutture e personale (Genio militare e Prefetture) il compito di procedere alle demolizioni”.

Il presidente Miccichè, dal canto suo, si è impegnato a fissare un’audizione dell’AnciSicilia in IV Commissione Ambiente, per ascoltare anche le ragioni e i suggerimenti degli enti locali.

Affermando che il ddl 428 rappresenta, comunque, “un segnale importante a poche ore dalla tragedia”, il presidente dell’Ars ha garantito che provvederà personalmente a “esporre le conclusioni dell’incontro al presidente Musumeci e all’assessore Cordaro in modo tale da favorire un incontro e la più totale attenzione”.

Mi unisco al cordoglio di tutti e sono vicino al dolore della famiglia del medico Giuseppe Liotta vittima del tragico destino che lo ha visto perdere la vita nella notte dello scorso fine settimana, durante le avverse condizioni climatiche che hanno flagellato la Sicilia. In questi giorni ho volontariamente taciuto nella, se pure flebile, speranza che l’epilogo di questa tragedia potesse avere un finale diverso. Ho avuto il grande onore di conoscere ed apprezzare le grandi doti professionali ed umane del dott. Liotta durante gli anni in cui sono stato direttore generale dell’Ospedale Civico Di Cristina di Palermo. Perdiamo un grande uomo e grande medico che ha fatto della sua professione di pediatra una missione messa a completa disposizione dei pazienti più piccoli e questo suo ultimo atto coraggioso ne è la testimonianza.

Ci sono altri due nuovi indagati nella vicenda del tentato omicidio di Carmelo Nicotra, 35 enne, panettiere, colpito da diversi proiettili di Kalashnikov la  sera del 23 maggio 2017: si tratta dei favaresi Michelangelo Bellavia 30 anni e Francesco Di Benedetto di 28 anni. Bellavia, cognato del più noto Calogero Bellavia, già indagato in questo procedimento e figlio di Carmelo Bellavia, assassinato nel gennaio 2015, è accusato del tentato omicidio Nicotra e di detenzione aggravata di armi; Di Benedetto, dipendente di Calogero Bellavia, è accusato di detenzione aggravata di armi.

Nei giorni scorsi i due nuovi indagati sono stati convocati dalla Squadra Mobile di Agrigento, su mandato del procuratore aggiunto della DDA di Palermo Paolo Guido e dei sostituti Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, insieme ad altri a sottoporsi a prelievo salivare per compararlo con i reperti biologici ritrovati sulla scena dell’agguato.

Per i due  favaresi  i punti di compatibilità sono stati ritenuti sufficientemente coincidenti, da qui la notifica dell’avviso di garanzia.

Gli  indagati, dunque, salgono a nove. Oltre i due nuovi, figurano i favaresi Calogero e Antonio Bellavia, 27 e 44 anni, Carmelo Vardaro, 39 anni e i fratelli Calogero ed Emanuela Ferraro. Quest’ultimo fu ucciso l’8 marzo scorso in via Diaz a Favara.

 

Ad Agrigento, all’Istituto tecnico commerciale Foderà, presieduto da Patrizia Pilato, si è svolto un incontro-dibattito con gli studenti dell’Istituto e la dottoressa Alice Conigliaro, dell’Airc, ricercatrice contro il cancro al Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche all’Università di Palermo. Sono intervenuti il dottor Giuseppe Di Betta, responsabile scientifico, e la professoressa Marisa Venza, referente per la Scuola, entrambi membri della Delegazione di Agrigento dell’Airc.

Continuano le indagini e le ricerche riguardanti la scomparsa di Gessica Lattuca, la mamma di 27 anni, di cui non si hanno più notizie dallo scorso 12 agosto quando, dopo essere stata a casa del fratello, non ha fatto più ritorno a casa.
Il mistero continua tra tanti dubbi e mille ipotesi.L’ultima è quella riportata dal sito leggo.it e dal giornalista Emilio Orlando che scrive: “Una serie d’inquietanti analogie sembrano accumunare i due misteriosi casi di scomparsa che si sono verificati in Sicilia il 12 agosto ed il 15 ottobre scorso entrambi ancora irrisolti”. Un accostamento che non trova nessunissimo riscontro, bene chiarirlo subito.

“Due ragazze Gessica e Giuseppina detta Giusy che abitavano in Sicilia, una a Favara in provincia di Agrigento e l’ altra a Vittoria in provincia di Ragusa due comuni distanti tra loro circa 130 chilometri. Accomunate però dagli stessi identici problemi. Tossicodipendenza, prostituzione occasionale per procurarsi la droga, quattro figli una e cinque l’ altra. Anche fisicamente si somigliano”. Questo riporta l’articol,  che parla di psicosi e di un maniaco seriale, che conclude con una precisazione: “Gli inquirenti coordinati dalle procure di Agrigento e Ragusa non confermano ancora questa ipotesi”.

Ripetiamo, solo ipotesi. e nulla più, che rendono sempre più misteriosa la vicenda.

 

Il presidente del collegio di giudici Giuseppe Miceli è uscito dalla camera di consiglio, insieme ai magistrati Enzo Ricotta e Rosanna Croce, e ha letto il dispositivo interamente d’un fiato: confermato il pilastro accusatorio portato avanti dal procuratore aggiunto Salvatore Vella: la Cricca di Lampedusa è un’associazione a delinquere. 

 

8 anni e 10 mesi all’ingegnere Giuseppe Gabriele, ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Lampedusa; 7 anni e 9 mesi per l’architetto e consulente Gioacchino Giancone4 anni e 1 mese all’ex sindaco Bernardino De Rubeis, che ha assistito da dietro la cella di sicurezza alla lettura del dispositivo in seguito ad una condanna definitiva che sta già scontando; 1 anno e 2 mesi di reclusione per Giovanni Sorrentino mentre per Leonardo Pellegrini è arrivata la condanna a 2 anni di reclusione. 

 

Non doversi procedere, invece, per estinzione del reato nei confronti di Alberto La Carrubba, Francesco Salamone, Marco Vincenzo, Calogero La Rocca, Francesco Cucina, Marco Fogliani, Antonio Arnone, Calogero Pullara, Franco Algeri, Carmelo D’Agostino, Pietro Gelo.

Interdetti dai pubblici uffici per la durata della condanna Giuseppe Gabriele e Gioacchino Giancone. Cinque anni di interdizione per l’ex sindaco De Rubeis.

50 mila euro, infine, il risarcimento immediatamente esecutivo che Gabriele, De Rubeis, Giancone, Sorrentino e Pellegrini dovranno versare al Comune di Lampedusa, a Caterina Busetta e Legambiente costituitesi parte civile.

Nella mattinata odierna il Sindaco Giuseppe Galanti, con separate determinazioni, ha nominato altri due collaboratori politici nelle persone di Vincenzo Graci e Gianluca Mantia.

 Il primo dei due, Vincenzo Graci, collaborerà direttamente alla formulazione delle proposte ed all’attuazione del programma dell’assess. Giuseppe Ripellino su argomenti relativi a servizi per l’agricoltura, protezione civile e SUAP.

 Il secondo nominato, Gianluca Mantia, invece, collaborerà con l’assess. Antonio Pira sulla formulazione di proposte, istanze e pareri relativi ai servizi erogati dai dipartimenti Lavori Pubblici e Territorio ed Ambiente.

 Così come per tutti gli altri collaboratori politici già nominati dal Sindaco Galanti, la collaborazione sarà prestata per puro atto di liberalità e senza compensi, neanche a titolo di rimborso spese in quanto trattasi di attività svolta spontaneamente.

 

 Dopo il successo del Gala Concert,  al Teatro Pirandello di Agrigento  della scorsa domenica 4 novembre, che ha visto la presenza di  importanti artisti per raccogliere fondi per la Fondazione, da venerdì 9 a domenica 11 novembre sempre nella città dei templi i Lions del Distretto Sicilia 108 YB saranno presenti, accogliendo delegazioni internazionali per affrontare il tema attualissimo della Pace nel Mediterraneo.

Oltre 2 mila euro raccolti che saranno destinati ad interventi umanitari. Un momento di solidarietà importante coordinato dal Vice Governatore agrigentino del Distretto, dottor Angelo Collura che ha visto la mobilitazione della Presidente di Circoscrizione, professoressa Anna Sparacino, e dei Presidenti di tutti i Lions Club Agrigento Host,  Agrigento Chiaramonte, Zolfare, Canicattì Host, Licata, Canicattì Castel Bonanno, Ravanusa-Campobello, Campobello-Due Rose, Sciacca Host, Ribera, Sambuca Belice, Menfi e Sciacca Terme che hanno lavorato con i Presidenti delle tre zone coinvolte 24, 25 e 26. Al Gala Concert si sono esibiti il grande baritono Maestro Simone Alaimo e gli allievi della sua Accademia di Palermo Dalila Virga, soprano, Anna Alaimo, soprano, Davide Sciacchitano, tenore e Vincenzo Alaimo, basso. Sono state eseguite arie d’opera e canzoni popolari del primo novecento. Al pianoforte il Maestro Gianbartolo Porretta.

“Si tratta di un risultato significativo  – ha commentato il Vice Governatore Collura –  che testimonia la qualità della nostra presenza sul territorio e la capacità di mobilitare e mobilitarci per riuscire ad essere vicini a chi ha più bisogno. Ma l’impegno continua. Da domani a domenica ad Agrigento, un grande momento di confronto sulla Pace del Mediterraneo, fortemente voluto dal Governatore del Distretto dottor Vincenzo Leone. Un impegno costante il nostro in Sicilia ma anche ad Agrigento e nella nostra provincia. Quest’anno il Lions Day distrettuale si svolgerà a Sciacca”.

Dopo il primo Gabinetto Distrettuale, presenti tutti i Dirigenti siciliani del Lions a Marsala, il secondo è ospitato ad Agrigento presso un noto Hotel cittadino.

“La Pace nel Mediterraneo – ha ricordato il Governatore Leone –  è un’aspirazione di tutti i Popoli che si affacciano in questo meraviglioso specchio d’acqua, godendo delle sue ricchezze e soffrendo per le tragedie che in esso si consumano. Il Convegno sull’immigrazione (forse il fenomeno di maggiore impatto che coinvolge il nostro mare e la nostra terra) vuole essere un momento in cui cercare di esprimere al meglio lo spirito di comprensione fra i Popoli del mondo, nel quale trovare soluzioni e condividere un percorso costruttivo comune che, partendo da un impatto dalle dimensioni apparentemente inquietanti, possa condurci alla condivisione e all’integrazione, per far sì che i problemi diventino risorse e le difficoltà diventino opportunità.

 

 

 

A causa del nubifragio dei giorni scorsi ma anche delle mutate condizioni meteo-marine con vento di scirocco, lo scalo marittimo di Porto Empedocle ieri mattina si è ritrovato invaso da resti di tronchi d’albero, canneti ed altri pericolosi detriti trasportati in porto dalle correnti diventando un serio pericolo per la navigazione e compromettendo lo svolgimento delle operazioni portuali in sicurezza.

Immediatamente i militari della Capitaneria di Porto, agli ordini del Capitano di Fregata Gennaro Fusco, hanno presidiato l’intera infrastruttura predisponendo un piano di intervento per far fronte all’evidente pericolo. In accordo con l’Autorità di sistema portuale, Ente che gestisce gli aspetti amministrativi del porto, è stato dato immediato incarico al Gruppo Ormeggiatori del porto di iniziare le operazioni di recupero dell’immensa distesa di detriti, che verosimilmente provenienti dai fiumi della costa agrigentina, a seguito del nubifragio dei giorni scorsi, sono stati trasportati delle correnti marine all’interno del porto empedoclino.

In considerazione del grandissimo quantitativo di tronchi di alberi, canneti e materiale vario l’operazione di rimozione richiederà alcuni giorni prima che il porto ritorni alla normalità. Le operazioni portuali si svolgono con la massima attenzione e sotto la costante vigilanza dei militari della Capitaneria di Porto. Il personale del Gruppo ormeggiatori sta raccogliendo i detriti ed il materiale raccolto viene posizionato in appositi big bags per il successivo smaltimento.

“Grazie alla tempestività dell’intervento e all’azione sinergica delle Istituzioni coinvolte – afferma il Comandante Gennaro Fusco – si è scongiurato il reale pericolo di vedere bloccate le fondamentali attività portuali”.

 

Nella mattinata di oggi, 8 Novembre, gli uomini della Guardia di Finanza, hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni professionisti della società di progettazione Tecnass srl. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Siracusa , in seguito all’inchiesta sul presunto sistema di alterazione delle gare d’appalto bandite dall’Autorità Portuale di Augusta per la realizzazione di opere del porto commerciale megarese.

L’operazione denominata “Port Utily” ha evidenziato almeno 11 gare irregolare nell’ambito della programmazione con fondi europei, per 100 milioni di euro.

L’ingegnere Nunzio Gaetano Miceli è stato portato in carcere, mentre cinque sono agli arresti domiciliari: l’architetto Pietro Magro e il fratello Giovanni, geometra e attuale commissario provinciale dell’Udc, l’ingegnere Giovanni Sarcià e il geometra Venerando Toscano, entrambi funzionari dell’Autorità portale di Augusta, e infine Antonino Sparatore, commissario di gara. Per questi cinque indagati è stato disposto il sequestro della somma di un milione di euro sui patrimoni personali di ciascuno, e partecipazioni in società o enti. Inoltre, sono due i professionisti interdetti dalla loro attività: Salvatore La Rosa, consulente, e Francesco Patania, commissario di gara.

Il comandante provinciale della Gdf, colonnello Luca De Simone ha spiegato: “I bandi e i disciplinari di gara non venivano predisposti dai funzionari dell’Autorità portuale, ma dai professionisti della società di progettazione siracusana, mentre i responsabili unici del procedimento si limitavano alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Un’aggiudicazione pilotata dell’appalto a società internazionali con i quali i titolari dello studio di progettazione avevano concluso, secondo i magistrati, accordi per ottenere consulenze per quasi 8 milioni di euro. “Atti di corruzione che avevano creato un inquinamento devastante nell’apparato pubblico” ha commentato il procuratore aggiunto Fabio Scavone. I due funzionari dell’Autorità Portuale, incaricati di gestire le gare di appalto, hanno incassato circa 500 mila euro ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto.