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Una rapina, l’ennesima, ai danni di un distributore di carburante lungo la statale 557, in territorio di Ravanusa.

A Ravanusa, lungo la statale 557, sono entrati in azione due criminali: volto travisato e apparentemente non armati. I due sono arrivati al distributore di carburante utilizzando un’autovettura. Hanno minacciato chi, in quell’esatto momento, si trovava alla distribuzione e si sono fatti consegnare tutti i soldi che aveva in tasca. Il bottino è stato magro: 200 euro circa.

 

 

Tentata rapina a Canicattì, la vittima prescelta dai delinquenti è rimasta ferita.

A Canicattì, alle ore 22 circa di sabato, due uomini – con il volto coperto e armati di coltello – hanno preso di mira un sessantunenne. L’uomo è stato avvicinato e minacciato. I due delinquenti volevano il portafogli, ma il sessantunenne ha reagito ed è nata una colluttazione. I balordi sono stati, di fatto, messi in fuga.

L’uomo è rimasto invece ferito al palmo della mano destra ed ha fatto ricorso alle cure dei medici del “Barone Lombardo”. Della tentata rapina si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Canicattì. Fitto il riserbo da parte degli investigatori che, ieri, non lasciavano trapelare alcuna indiscrezione.

Chiuso un tratto della circolazione stradate della statale 189, nel tratto che collega Agrigento ad Aragona, a causa di uno scontro frontale tra una Fiat Idea e una Suzuki. A causa del violento impatto, una della auto è finita sul guardrail.

Sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Agrigento, che hanno provveduto a liberare uno degli automobilisti dall’abitacolo.

I tre i feriti, due in codice rosso ed uno in codice giallo, sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “san Giovanni di Dio”.

Sono 1.022 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 8.132 tamponi effettuati. I decessi sono 36, che portano il totale a 1.759. Salgono così a a 39.746 gli attuali positivi. Di questi 1.580 sono i ricoverati: 1.367 pazienti in regime ordinario (-33) e 213 (-2) in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 38.166 persone. I guariti sono 780.

Questi i dati nei Comuni capoluoghi:  Palermo 289 nuovi positivi, Catania 413, Messina 82, Ragusa 40, Trapani 34, Siracusa 55, Agrigento 24, Caltanissetta 29, Enna 56.

Ieri si è svolto un incontro/confronto tra il Sindaco del capoluogo e i residenti in via Lago di Pergusa ad Agrigento, la strada che dalla rotonda di Cannatello porta al quartiere di Zingarello, zona residenziale e non turistica, individuata nel piano regolatore della città di Agrigento come C4, ovvero, ville con orto, iscritti all’Associazione scrivente – Konsumer Italia.

Or bene, i residenti, seppur stimati professionisti, per il tramite di Konsumer, rappresentata dal Coord. Prov. l’Avv. Giuseppe Di Miceli, hanno voluto rappresentare, da semplici cittadini, al Sindaco di Agrigento, dott. Francesco Miccichè, le problematiche della zona in cui risiedono nell’incontro che si è svolto in presenza e proprio nella zona in parola, nel rispetto delle norme sul contenimento della pandemia in atto. L’esigenza di tale confronto trae origine dall’assenza, o non ancora completati, nella zona residenziale, dei servizi essenziali per una corretta urbanizzazione (V. via Alfonso Celi dove manca financo l’asfalto), nonostante i tributi versati, e che oggi gli stessi cittadini in parola, continuano a versare all’Ente Locale.

In particolare, risultano inadeguati per la densità di popolazione insistente:

  1. i servizi che riguardano l’illuminazione pubblica, che hanno provocato diversi incidenti stradali;
  2. il servizio per la raccolta dei rifiuti solidi urbani che viene effettuato in modo fortemente deficitario;
  3. i marciapiedi che risultano inesistenti e dove presenti necessitano di un recupero che consenta ai pedoni di percorrere la via in sicurezza;
  4. l’incompleta toponomastica delle traverse della zona che potrebbero avere una propria identità ed invece vengono indentificate all’unisono con Via Lago di Pergusa;
  5. le discariche abusive generate dagli incivili che percorrono la strada, le quali vengono bonificate in un lasso di tempo che non rispetta il vincolo contrattuale con le aziende preposte;
  6. lo stato di abbandono in cui versa la zona balneare di Cannatello.

Il Sindaco della Città dei Templi, pur rilevando che in questa zona vi è una duplice competenza che vede coinvolti il Comune e il Libero Consorzio dei Comuni (Ex-Provincia), non si è sottratto alle proprie incombenze, attivandosi, ed impegnandosi per quanto possibile, di dare, tramite gli uffici competenti, una nuova toponomastica, una maggiore pulizia delle strade, ed una maggiore illuminazione alla zona, anche per il fatto che la via Lago di Pergusa, ormai è il cuore della movida estiva degli agrigentini, pertanto le attività presenti una volta finita l’emergenza pandemica, possano ripartire con le proprie attività, nel rispetto dell’igiene e della sicurezza pubblica degli stessi residenti.

In merito allo stato di abbandono in cui versa la zona balneare di Cannatello, anche in considerazione del nuovo piano spiagge che si sta elaborando, l’amministrazione comunale si attiverà a rendere, per quanto possibile, più ospitale il litorale attenzionando quei progetti che possano riqualificare la stessa zona. Nell’immediato inizieranno le opere di scerbamento delle strade e la messa in sicurezza del viale che costeggia il litorale e il giardino di Abid, affinché questo, possa essere fruibile dai residenti senza limiti per delle incombenze di competenza dell’Ente Locale.

La scrivente Associazione è rimasta favorevolmente colpita dall’attenzione prestata dal Sindaco di Agrigento, Dott. Francesco Miccichè, alle dimostranze dei residenti e dei tempestivi contatti avuti con i Responsabili degli uffici preposti per l’avvio delle attività di competenza dell’Ente Locale.

Nell’essere fiduciosi sui rimedi che saranno approntati dall’Amministrazione Comunale per Via Lago di Pergusa e Cannatello, si porgono cordiali saluti.

In seguito all’emissione del bollettino meteo del Dipartimento Regionale della Protezione Civile (Centro Funzionale Decentrato Multirischio Integrato) il Libero Consorzio Comunale di Agrigento attiverà, per tutta la giornata di oggi  6 dicembre, la sala operativa di Protezione Civile della sede di Via Acrone n. 27. Il bollettino meteo infatti prevede per tutta la giornata di oggi fenomeni atmosferici consistenti, con possibili forti temporali, venti di burrasca dai quadranti meridionali, mareggiate lungo le coste e rischio idrogeologico ed idraulico, con codice di rischio Arancione per tutta la Sicilia.

 

 Sopralluogo della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento al Teatro Popolare di Sciacca (Teatro Samonà). La ricognizione, avvenuta su precisa indicazione dell’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, è stata disposta dal Dirigente generale dei Beni Culturali Sergio Alessandro.  Al sopralluogo erano presenti il Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento Michele Benfari, il Dirigente della Sezione per i Beni Architetonici e storico-artistci della Soprintendenza Tommaso Guagliardo, l’Assessore al Turismo del Comune di Sciacca Accursio Caracappa e il geometra Monte dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sciacca.
L’obiettivo è quello di avviare in tempi rapidi le procedure necessarie per risolvere le criticità che comportano l’attuale chiusura del Teatro. Effettuate le dovute analisi, la Soprintendenza di Agrigento predisporrà il DISA (Documento per le indicazioni della stazione appaltante), che costituisce l’atto necessario all’individuazione di un professionista da incaricare per la redazione del progetto che dovrà restituire il prestigioso Teatro alla pubblica fruizione.
“Il ripristino delle condizioni di decoro del Teatro Popolare di Sciacca – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – è doveroso per la comunità saccense e per l’intero mondo della cultura. La riapertura definitiva del Teatro è un impegno assunto dal Presidente Musumeci e da me, che a questo luogo sono legato anche da un profondo valore affettivo”.
Proprio negli scorsi mesi il presidente della Regione aveva effettuato un sopralluogo alla struttura per verificare lo stato dei luoghi.
Il progetto del Teatro Popolare di Sciacca, pensato come struttura polifunzionale in grado di accogliere iniziative culturali, spettacoli, mostre e convegni, venne redatto nel 1975 dagli architetti Giuseppe e Alberto Samonà, con la collaborazione di Mariella Di Falco; l’edificio, importante esempio di architettura contemporanea, si pone in un’area di grande interesse dal punto di vista paesaggistco, compresa tra l’ex Convento di San Francesco e il Grande Hotel delle Terme. I lavori di costruzione furono avviati nel 1979 e interrotti nel 1982. Solo nel 1992 si arrivò alla stesura di un progetto di completamento. Le modifiche introdotte al progetto originario non ne hanno mutato l’impianto formale, determinato dalla giustapposizione di tre corpi di fabbrica (un parallelepipedo, un cono e una piramide) che adempiono a diverse funzioni.

 di Mario Gaziano
 
“Profondo rosso” è il terrificante film di Dario Argento del 1975.
Ci ha fatto tremare.
Con l’assassino/assassina impiccata nella grata dell’ascensore, mentre sopravanza la tambureggiante musica dei Goblin: assordante e inchiodante.
 
I colori, in fondo, hanno segnato le varie fasi della nostra esistenza.
Intanto “l’arcobaleno multicolore” che nella nostra infanzia e nella variopinta adolescenza esaltava i nostri colorati sogni; di speranza, di felicità, di amicizie, di amori futuri, possibili e impossibili, e di successi piccoli e grandi .
Non sempre, poi, è stato così.
Ma erano i sogni della nostra prima giovane età.
 
Poi irrompono i colori della realtà, della maturità, della riflessione critica: “Il rosso e il nero” di Stendhal, “Nero su Nero” di Sciascia, “Il garofano rosso” di Elio Vittorini .
Colori per riflettere su sentimenti, su contraddizioni esistenziali, su istanze politiche che hanno trasformato le diverse fasi delle nostra vita sociale.
Oggi i “colori” hanno assunto altro valore, sono diventati dimensioni di preoccupazioni, di timori, di depressioni.
I colori del Covid.
 
Rosso: per sprofondare nella crisi personale e collettiva (ancor più se sei intrappolato dal virus).
Arancione: per una permanente preoccupazione, nella speranza di s/calare il colore, come scali –furbo e attento- nel ramino.
Giallo: un pò più rasserenante, con cautela, senza assembramenti, senza viaggi e incontri comunitari: neppure in chiesa, per pregare e ricorrere ai nostri santi protettori.
Niente di niente.
Nemmeno nella Santa notte del Natale, nella Santa Messa della mezzanotte.
Niente!
 
Siamo disorientati da questa gamma di colori, che certo non possiamo scegliere , come quando scegliamo nella mazzetta di campionatura i colori delle tende di casa o dei salotti buoni. O ancora i colori delle carte per le pareti, da ringiovanire.
Per una vita positiva ,di programmazione familiare, di voglia di incontri.
 
Con i colori oggi ,no!
Solo uno stato di attesa, di incertezze, di dubbi progressivi ,con lo sguardo fisso all’arrivo finalmente dei “vaccini salvamondo”.
Chissà di che colore sono?
Meglio bianchi o incolori: per non avere più dubbi e incertezze.
Per tornare a fantasticare e a viaggiare con la fantasia ,liberi ancora di affidarci agli entusiasmanti colori della prima giovinezza, ai colori di avventure, di amori, di passioni: ai colori di Verne ( delle Le Indie nere) e di Salgàri e dei suoi Corsari: Il Corsaro Nero, il Corsaro Rosso, Il Corsaro Verde.
Il trionfo della fantasia sulle carte, senza viaggi stancanti e sudati.
Tornare –finalmente e con gioia- all’avventura libera dei pensieri, che possano volare e ritrovare i bei colori di un nostro arcobaleno personale: il blu, il violetto, l’indaco e il viola…colori purtroppo lontani dalla nostra sfortunata contemporaneità.

Non solo cacciavano all’interno della riserva orientata “Isole Pelagie”, dove è naturalmente vietato, ma uno dei due aveva anche il porto d’armi per uso venatorio scaduto mentre l’altro cacciava con mezzi non consentiti. Due abitanti di Linosa di 44 e 54 anni sono stati dunque denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. A farlo sono stati i carabinieri della piccola stazione di Linosa, coordinati dal comando compagnia di Agrigento.

Denunciato per abusivismo edilizio. E’ questa l’ipotesi di reato per la quale i carabinieri della stazione di Lampedusa hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, un pescatore quarantenne. L’uomo – proprietario di uno stabile nel centro dell’isola – è stato ritenuto responsabile della sopraelevazione che si stava realizzando sul suo secondo piano. Una sopraelevazione con blocchi cementizi e manufatti in legno. I carabinieri della stazione di Lampedusa, coordinati dal comando compagnia di Agrigento, hanno accertato – durante un mirato controllo – che proprio quei lavori di costruzione non avevano nessuna autorizzazione.