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Oggi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani hanno proceduto all’esecuzione del Decreto di sequestro ex art.19 del D. Lgs. n.159/11, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani nei confronti di Dario Messina di Mazara del Vallo, di 37 anni e attualmente detenuto, nonché dei componenti del suo nucleo familiare.

Il sequestro ha interessato beni aziendali relativi a due società, l’una operante in ambito edile e l’altra in quello della ristorazione, entrambe con sede a Mazara del Vallo, nonché altri beni ed immobili il cui valore è complessivamente quantificabile in poco più di 140.000 euro.
L’esecuzione di tale provvedimento ablativo rappresenta l’esito di approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal personale del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria di Trapani sul conto del medesimo Messina, atteso il ruolo di primo piano esercitato nel mandamento mafioso di Mazara del Vallo nel triennio 2015-2018, tale da determinare, nel maggio di quell’anno, l’emissione nei suoi confronti di ordinanza di custodia cautelare in carcere all’esito dell’operazione di polizia cd. “Anno Zero” coordinata dalla Procura Distrettuale di Palermo.

In particolare, le indagini fecero emergere il ruolo di Messina nella promozione e nel coordinamento delle attività della locale consorteria mafiosa – tipicamente quelle di natura estorsiva – esercitato da quest’ultimo avvalendosi dell’interlocuzione con soggetti vicinissimi al superlatitante Matteo Messina Denaro.
Determinante si era inoltre rilevato, in tale arco temporale, l’apporto personale fornito dal Messina nel curare i rapporti tra le famiglie mafiose del mandamento di Mazara del Vallo, come pure nel gestire la distribuzione dei proventi illeciti ed il sostentamento dei familiari dei detenuti affiliati.
L’attività eseguita si inserisce nella costante azione di aggressione agli interessi economici della criminalità organizzata delle Fiamme Gialle trapanesi e ne rappresenta uno degli obiettivi strategici di primaria importanza, specie nell’attuale congiuntura socio-economica che ancora risente dell’emergenza pandemica in atto.

Angelo Balsamo, legale licatese, già sindaco della città, oggi è stato assolto “per non avere commesso il fatto”, dai giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Palermo. Il dispositivo di sentenza è stato emesso poco fa. Il legale licatese è stato assistito dagli avvocati Fiorello e Gagliano.

Si chiude così un lungo iter giudiziario durato 8 anni e iniziato ancora prima che Balsamo diventasse sindaco. Il legale è stato difeso dagli avvocati Gagliano e Fiorello.

Il pronunciamento dell’Appello ribalta quello della sentenza di primo grado quando, i giudici del Tribunale di Agrigento, avevano condannato Angelo Balsamo a 2 anni e 6 mesi di reclusione. L’accusa era di corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e calunnia.

I giudici della Corte d’Appello hanno pronunciato il “non doversi procedere” nei confronti di Francesca Bonsignore, assistita dall’avvocato Giuseppe Glicerio, ed hanno assolto Carmelo Malfitano “perchè il fatto non sussiste”.

Rocambolesco incidente stradale, senza gravi conseguenze, al mattino di oggi ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, dove ad una donna, per cause in corso di accertamento, è sfuggito il controllo della propria automobile, si è schiantata contro un’altra auto parcheggiata, e si è ribaltata. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale ed il personale sanitario 118 Gise, che hanno estratto la donna dall’abitacolo in stato confusionale e con dolore toracico da trauma. E’ stata trasferita al pronto soccorso per ulteriori accertamenti.

Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una sua dichiarazione, nell’analizzare  la diffusione del covid 19 nell’isola, mette sotto accusa i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta  sostenendo che vi siano state da parte loro dei diniego nell’adesione alla campagna vaccinale contro il covid 19  promossa dalla Regione Siciliana. Da questo presunto diniego si fa derivare  il non raggiungimento della zona bianca nell’Isola: siamo basiti di quante bugie  si è capaci  di dire per nascondere i fallimenti della Regione Siciliana  nella prevenzione  sanitaria anti covid”. Così in una dichiarazione Giuseppe Catania, Segretario Regionale Sicilia del Sindacato Medici Italiani che continua: “In questi mesi siamo intervenuti più volte verso la Regione Siciliana per manifestare la piena disponibilità dei medici di medicina generale ad effettuare  le vaccinazioni. Si è invece preferito, con l’impiego di tantissimi soldi pubblici, di allestire hub con un dispiegamento di personale medico, sanitario e amministrativo per effettuare le inoculazioni. Musumeci dica, a questo punto, quanto sono costate ogni vaccinazione  negli hub?”

“Bisognava scegliere  soluzione diverse per arrivare prima alla più alta percentuale   di vaccinati siciliani e alla zona bianca. Per questo era naturale puntare sui medici di medicina generale perché sono loro le figure mediche  di cui i  pazienti si fidano. Sono i medici di famiglia, infatti,  che  hanno il controllo capillare dei pazienti, che li conoscono psico-fisicamente e anche dal punto di vista  delle terapie  che praticano; in questo senso non necessitano di anamnesi e di esame obiettivo e di fare diagnosi”.

Quest’attacco alla medicina generale  è ancora più grave nel momento in cui con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vi saranno grandi risorse a disposizioni e saranno molti i cambiamenti nel sistema dell’assistenza primaria.

Trasformare i medici di famiglia in capri espiatori è dannoso per tutto il sistema sanitario e allo stesso rappresenta una manovra per distogliere  i cittadini dai fallimenti della Regione Siciliana.

“Basta con il fango contro i medici di famiglia:  la magistratura contabile avvii un’indagine per appare  i costi e le modalità di spesa per l’effettuazione delle vaccinazioni negli hub vaccinali della Sicilia” conclude Catania.

La Prefettura di Agrigento rende noto che sono state accolte e finanziate le proposte presentate dai Comuni di Menfi, Porto Empedocle e Siculiana, approvate dalla Prefettura in quanto ammissibili secondo i criteri individuati dal Ministero dell’Interno.

I finanziamenti si inquadrano nell’ambito della ripartizione del Fondo per la Sicurezza Urbana effettuata con Decreto del Ministero dell’Interno adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze in data 25 giugno 2021 che ha, appunto, destinato una quota ai Comuni litoranei per il finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della vendita di prodotti contraffatti.

I Comuni beneficiari sono stati individuati dal medesimo decreto tra i primi cento Comuni litoranei per numero di presenze nelle strutture ricettive in base ai dati ISTAT 2019 che, nel contempo, non siano capoluoghi di provincia, abbiano popolazione non superiore ai 50.000 abitanti e non siano destinatari di analoghi contributi.

Nella provincia di Agrigento, pertanto, sono stati individuati i citati comuni che, invitati dalla Prefettura a presentare domanda prospettando le misure e/o i mezzi che intendessero adottare, potendo destinare il contributo a spese correnti o d’investimento, hanno proposto le azioni individuando altresì le aree di più specifico interesse.

Le proposte hanno, pertanto, formato oggetto di verifica da parte della Prefettura nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che ha espresso parere in ordine alla coerenza ed alla ammissibilità  delle iniziative.

A conclusione è pervenuta la comunicazione ministeriale di accoglimento e conseguente finanziamento del contributo di euro 21.000 per ciascun Comune, che sarà a breve erogato per il tramite della Prefettura.A garanzia degli impegni assunti saranno stipulati tra Prefettura e Comuni beneficiari specifici protocolli d’intesa che contemplano anche il monitoraggio delle iniziative anche attraverso report mensili sulle attività.

Il Prefetto esprime soddisfazione per il sollecito riscontro assicurato dai comuni interessati nel cogliere l’opportunità offerta dal contributo che, sebbene non di rilevante entità, potrà fornire un utile supporto alle azioni sullo specifico obiettivo svolte sui territori in particolare dalle Polizie Municipali.

“Già mi ero espresso due giorni fa con un mio comunicato sulla mia contrarietà al voto che si sarebbe dovuto esprimere in aula sulla decurtazione delle somme già assegnate con la legge 9 per i lavoratori ASU. Per tale motivo che ho voluto specificatamente intervenire con un emendamento condiviso con tutto il gruppo parlamentare della Lega”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione speciale sul monitoraggio e applicazione delle leggi l’on. Carmelo Pullara.

“Con questo emendamento – continua Pullara- abbiamo proposto di utilizzare le somme del bilancio 2021 per aumentare le ore di lavoro o per coprire i costi degli enti che già finanziano ore aggiuntive con fondi propri.

Come gruppo parlamentare della Lega  abbiamo perciò posto la pregiudiziale sul DDL stralcio e quindi sull’intero testo perchè il regolamento non consente di farlo su una singola norma. La richiesta al Governo  è quella di appostare in bilancio dieci milioni di euro per ore aggiuntive per gli Asu.,  trattandosi di precari storici degli enti locali siciliani, che da oltre 25 anni hanno garantito, con grande responsabilità, servizi ai cittadini a fronte di sussidi irrisori, pari anche a 590 euro al mese.

Il taglio dei fondi destinati alla stabilizzazione di questa categoria-conclude Pullara-causerebbe anche la mancata integrazione delle ore lavorative, con il conseguente rallentamento degli uffici pubblici”.

Ad Agrigento, in piazza Stazione, un immigrato dal Senegal, di 31 anni, si è scatenato in escandescenze al momento di un controllo ordinario da parte dei poliziotti della Squadra Volanti. Loro, per identificarlo, lo hanno condotto, con non poche difficoltà, alla caserma “Anghelone”, in via Crispi, dove lui si è nuovamente scagliato contro gli agenti. E’ stato arrestato per le ipotesi di reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Due poliziotti sono ricorsi alle cure mediche.

Nell’aprile del 2012 un uomo è stato ricoverato al reparto Cardiologia dell’ospedale di Sciacca perché colto da un infarto del miocardio. Ha subito un intervento chirurgico di angioplastica alle coronarie. E dopo ha contratto l’epatite C. Nell’aprile del 2016 l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento è stata citata innanzi al Tribunale di Agrigento per accertare se l’intervento avesse causato l’infezione oppure no. Il paziente ha chiesto un risarcimento danni di 212.500 euro. Nel giugno scorso il Tribunale di Agrigento ha condannato l’Azienda al pagamento di 102.507 euro come risarcimento danni. Adesso l’Azienda ha pagato, ma ricorrerà in Appello contro la sentenza.

Nel pomeriggio di ieri, 29 settembre, i Carabinieri della Stazione di Villaggio Mosè sono intervenuti presso una pizzeria/ristorante di V.le Sciascia, inattiva da oltre un mese, in quanto avevano segnalato degli strani movimenti all’interno. Giunti sul posto i Militari dell’Arma hanno sorpreso il titolare 60enne, residente del posto, che era intento a bruciare all’interno del forno utilizzato per la cottura degli alimenti, del materiale di risulta costituito dai resti di un fabbricato in legno truciolato smaltato. Sul posto è intervenuto anche personale dell’ARPA della Regione Sicilia che ha classificato i rifiuti in speciali non pericolosi. Il forno ed il materiale sono stati sequestrati e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento per i successivi accertamenti. L’uomo è stato denunciato a piede libero per l’ipotesi di reato di incendio di rifiuti speciali.

Nel pomeriggio di ieri, 29 settembre, i Carabinieri della Stazione di Sambuca di Sicilia, nel corso dei controlli ai soggetti sottoposti alla detenzione domiciliare presenti nel territorio di competenza, hanno proceduto all’arresto di un soggetto di 42 anni, già sottoposto alla detenzione domiciliare, in quanto ritenuto responsabile di furto di energia elettrica. L’uomo si era allacciato abusivamente alla rete pubblica, sottraendo energia illecitamente senza che i consumi per le esigenze domestiche venissero contabilizzati. Sul posto è intervenuto anche personale di ENEL Distribuzione che, dopo aver constatato l’allaccio irregolare procedeva alla rimozione dello stesso. L’uomo dopo le formalità di rito veniva rimesso in libertà su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca.