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“La Sicilia sia dichiarata zona gialla”. È un coro all’unisono quello che parte dalle associazioni datoriali Sicindustria, Confindustria Catania, Confindustria Siracusa, Confcommercio Sicilia, Confesercenti Sicilia, Confapi Sicilia, Legacoop, Confcooperative, Unci, Agci, Unicoop Sicilia, Ance Sicilia, CNA Sicilia, Conflavoro PMI Sicilia, Assoimopresa, Confagricoltura.

Le organizzazioni, riunite tutte insieme, rivolgono un appello al Governo nazionale e alla Regione Siciliana in testa ma anche a tutti gli enti e le istituzioni della Sanità, e a tutti gli organismi attori dello sviluppo: “In un momento drammatico come quello che le nostre imprese stanno vivendo, occorre senso di responsabilità fuori dai giochi di appartenenza politica. Vengano messe in campo tutte le procedure e tutte le attività necessarie, tutte le prassi e i protocolli per far sì che la Sicilia venga riportata nel novero delle regioni cosiddette gialle, occorre prendere tutte le misure che consentano da un lato di tutelare la salute e dall’altro di affrontare il tema della tenuta del nostro sistema economico e sociale”.

Con sentenza dello scorso 9 ottobre il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha dichiarato il fallimento della Essequattro s.r.l., società facente capo alla holding proprietaria della catena di negozi con il marchio “Centro Convenienza”.

Per quasi un anno i punti vendita Centro Convenienza avevano continuato a vendere mobili e ad acquisire ordini, nonostante le centinaia di diffide già pendenti per mancata consegna dei beni. Qualche cliente aveva anche notificato un decreto ingiuntivo alla società, ma senza riuscire ad ottenere il pagamento.

Con la dichiarazione ufficiale di fallimento da parte del Tribunale inizia una nuova fase: ora, entro il 9 febbraio 2021, i creditori della società (e quindi anche chi ha acquistato mobili mai ricevuti), hanno la possibilità di presentare domanda di insinuazione al passivo fallimentare per tentare di recuperare almeno parte della cifra pagata.

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo Federconsumatori ha assistito centinaia di clienti dei vari punti vendita disseminati in tutto il territorio regionale, che avevano acquistato mobili che non erano poi mai stati consegnati (in molti casi anche stipulando finanziamenti). Federconsumatori è pronta ad assistere gli ex clienti del Centro Convenienza anche in questa ulteriore fase, offrendo consulenza per la redazione e l’invio delle domande.

Non promettiamo alcun rimborso sicuro ai clienti di Centro Convenienza – afferma la Coordinatrice della Consulta Giuridica Regionale di Federconsumatori, Gaia Matteini – perché siamo una associazione seria, che tutela i consumatori e non dà false speranze. Sappiamo che sarà difficile ottenere un risultato pieno, ma è nostro obbligo morale aiutare chi ha perso migliaia di euro, attivando tutti i rimedi che la legge offre“.

Coloro che fossero interessati potranno contattare, entro e non oltre il mese di dicembre, la sede di Federconsumatori più vicina: sulla home page del sito www.federconsumatorisicilia.it è disponibile l’elenco completo delle sedi, con i rispettivi recapiti e orari di apertura.

Ai consumatori posso dire che Federconsumatori ha le competenze per fare tutto ciò che la legge prevede in casi del genere – aggiunge il presidente regionale Alfio La Rosa – e che siamo a loro disposizione perché è nel nostro DNA assistere il cittadino-consumatore specialmente in casi come questo“.

La sede centrale del Comune di Agrigento, in piazza Pirandello 35, lunedì 9 novembre resterà chiusa. Lo ha disposto il sindaco Franco Miccichè per consentire la sanificazione di tutti gli uffici, assolutamente necessaria in questo periodo di contagi. Lunedì il sindaco continuerà a lavorare nella sede della Polizia Locale mentre il successivo martedì tornerà regolarmente in sede.

Vietati gli assembramenti
 Il sindaco Franco Micciché, come consentito dall’ultimo Dpcm, ha messo in atto delle misure di contenimento del rischio contagi. In particolare l’area del Lungomare di San Leone, secondo l’ordinanza firmata stamattina, sarebbe “particolarmente a rischio diffusione Covid-19” in quanto in questa si vengono a creare “occasioni di concentrazione e aggregazione di persone che possono favorire, per la loro naturale dinamicità, un’attenuazione, anche involontaria, del grado di osservanza sia delle misure riguardanti il distanziamento interpersonale sia il divieto di assembramento”. Tutto questo si tradurrebbe, quindi, in occasioni di maggiore probabilità di contagio. Per questo ha ritenuto necessario adottare un divieto temporaneo di assembramento nell’area del lungomare Falcone e Borsellino, compresa la parte finale di viale Viareggio e piazzale Giglia e i giardinetti di via Nettuno dal 7 novembre a 31 dicembre cioè il periodo di vigenza del nuovo Dpcm. La Polizia locale è stata incarica di far rispettare il divieto.

I Carabinieri della Compagnia di Licata, a seguito di un sopralluogo, hanno accertato che due congiunti, padre e figlio, di 51 e 28 anni, G F e A F sono le iniziali dei nomi, hanno occupato abusivamente terreni confiscati alla mafia in contrada Gibbesi a Naro, al fine custodire il proprio gregge, di circa 1200 ovini, o parcheggiare mezzi agricoli. I Carabinieri hanno così ovviato ad un “torto immorale” a danno dei tanti volontari della cooperativa agricola “Le terre di Rosario Livatino – Libera terra”, a cui sono stati affidati i terreni. Ai due congiunti è stato contestato anche il reato di furto perché autori di un allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica.

Anziani maltrattati, picchiati, lasciati nudi per terra insieme ai loro escrementi, incastrati tra le sbarre di protezione del letto, con vistose ferite e una piaga da decubito in una paziente non adeguatamente curata e conseguentemente peggiorata nel tempo. E ciò che emerge dalle fotografie, sequestrate dai Carabinieri, scattate da una dipendente della casa di riposo “San Camillo” ad Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania. A conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura di Catania, il Tribunale ha disposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per 12 mesi a Giovanni Pietro Marchese, 60 anni, amministratore unico della casa di riposo, e di esercitare la professione per 9 mesi a tre dipendenti della struttura: Giovanna Giuseppina Coco, di 37 anni, e per le 41enni Rosaria Marianna Vasta e Alessandra Di Mauro. Sorpresi e denunciati anche 11 lavoratori in nero, e alcuni denunciati perché percettori del reddito di cittadinanza.

Sono 1.322 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9.497 tamponi effettuati; 25 i decessi, che portano il totale a 594.  18.526 gli attuali positivi con un incremento di 908. Di questi 1.304 sono i ricoverati: 1147 in regime ordinario con un aumento di 45 e 157 in terapia intensiva con un aumento di nove ricoveri. In isolamento domiciliare sono 17.222. I guariti sono 389.
I nuovi positivi sono cosi’ distribuiti per province:

Palermo 521,

Catania 292,

Messina 99,

Ragusa 117,

Trapani 86,

Siracusa 152,

Agrigento 2,

Caltanissetta 23,

Enna 20

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio Salvatore Vassallo, 45 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di maltrattamenti, stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare a danno della ex moglie. Le ipotesi di reato risalgono al periodo dall’aprile del 2012 e per i 2 anni successivi. Prima udienza il 13 gennaio innanzi al giudice monocratico del Tribunale, Giuseppa Zampino.

Nel corso delle ultime ore 277 migranti sono giunti a Lampedusa in 5 distinti sbarchi. Un barcone con 81 migranti tra cui 1 donna e 3 minorenni, poi un gommone di 7 metri con 17 tunisini a bordo tra cui una donna. Poi un barcone di 12 metri con a bordo 74 migranti, fra cui 27 donne e 7 minori. Poi un gommone di 12 metri con 89 migranti, fra cui 6 donne e 1 minore. Nel frattempo, anche la nave per la quarantena “Rhapsody”, che affianca sul posto la nave “Allegra”, capiente fino a 500 posti.
L’hotspot in contrada Imbriacola è al collasso con 1.271 ospiti.

Il nuovo Dpcm del governo non inficia l’attività dei mercati settimanali ad Agrigento. Il sindaco, Franco Miccichè, ha letto con attenzione l’ultimo Dpcm, poi si è confrontato con la prefetto, Maria Rita Cocciufa, e poi ha autorizzato e confermato lo svolgimento dei mercati. Nel frattempo saranno rinforzati i controlli da parte di tutte le forze dell’ordine per garantire il rispetto di tutte le prescrizioni anti-contagio, compresa la sanificazione dell’area di vendita e della merce.