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Traffico sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” è bloccato a Siculiana (AG), a causa di un incidente avvenuto al km 164,500. Coinvolte frontalmente due autovetture, due persone sono rimaste ferite gravemente e si è reso necessario il trasporto in ospedale tramite elisoccorso. Un’altra persona ferita è stata trasportata con un’ambulanza del 118. Per una delle persone coinvolte nell’incidente la situazione sarebbe particolarmente critica.

20 luglio 2018
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Sul posto i carabinieri della stazione di Siculiana e i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento.

Anas, società del Gruppo FS Italiane, raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800 841 148

Ad Agrigento un gruppo di volenterosi extracomunitari, sostenuti e incoraggiati dall’assessore Hamel, ha, con sole zappe perché non abilitati all’uso degli apparecchi specifici, compiuto le opere di rimozione delle sterpaglie in parecchie zone della città. L’erba secca è stata posta dentro dei sacchi neri. Ebbene, i sacchi neri giacciono da un mese lungo le strade. Non sono raccolti. Ciò vanifica il lavoro compiuto. Probabilmente vi è poca comunicazione tra chi ha rimosso le sterpaglie e chi dovrebbe raccogliere i sacchi con le sterpaglie dentro. Diversi amministratori comunali, anche consiglieri, sono stati informati di ciò, ma il problema incombe irrisolto.

Il 29 marzo del 2012 è stato il giorno del maxi blitz dei Carabinieri e delle Procure di Agrigento e Catania cosiddetto “Carte False”: spaccio di droga e truffa alle Finanziarie. 52 misure cautelari, soprattutto a Licata, tra cui 43 arresti. Adesso la Cassazione ha confermato le condanne, fino a 15 anni di reclusione, emesse dalla Corte d’Appello rendendole definitive per Salvatore Mangione, Valeria Spanò, Antonino Arcidiacono, Dario Trigona, Giuseppe Ruscica, Gaetano Annatelli, Francesco Balsamo, Ottavio Pezzino, Salvo Musumeci e Luciano La Rocca. E’ stato invece assolto, per intervenuta prescrizione, Pasquale Alessandro Salemi difeso dagli avvocati Silvio Miceli e Daniele Re.

 

Eletti oggi i sette componenti che faranno parte della Conferenza Provinciale di organizzazione della rete scolastica. Si tratta dei sindaci Santo Borsellino del Comune di Cattolica Eraclea, Anna Alba del comune di Favara, Alfonso Provvidenza del Comune di Grotte, Calogero Cremona del Comune di Naro, Carmelo Pace del Comune di Ribera, Leonardo Ciaccio del Comune di Sambuca di Sicilia, e Francesco Cacciatore del Comune di Santo Stefano di Quisquina.
L’elezione è avvenuta a seguito della riunione dell’assemblea dei sindaci della provincia convocata dal Commissario Straordinario Girolamo Alberto Di Pisa, nella sede centrale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Presenti in seconda convocazione 23 sindaci o propri delegati, sui 43 della provincia.
Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Dott. Di Pisa è anche il presidente della Conferenza Provinciale.
La Conferenza Provinciale ha compiti in materia di formazione professionale, di organizzazione della rete scolastica provinciale e dell’offerta formativa agli studenti.

Ultima chiamata. Rinnoviamo la richiesta di applicazione dell’accordo sulle progressioni economiche orizzontali (Fasce Retributive) per il personale del comparto, sottoscritto all’unanimità dalle Organizzazioni sindacali e la RSU, a fine dicembre del 2016, con decorrenza primo gennaio dello stesso anno”. Ad assumere la dura posizione è il coordinatore provinciale Sanità Cgil di Agrigento, Antonio Cutugno, il quale ha inviato una lettera, destinata, tra gli altri, al Commissario dell’Asp, Gervaso Venuti, e al direttore amministrativo, Paolo Tronca. “Risulta incomprensibile questo atteggiamento di assoluta indifferenza rispetto ad un preciso accordo che sembra essere considerato dalla governance dell’Azienda carta straccia – puntualizza Cutugno – adesso basta. Appare superfluo, ricordare, che i lavoratori del comparto, a causa del blocco decennale dei contratti, non hanno potuto godere di questo beneficio contrattuale. In molti si chiedono quale siano le ragioni che portano l’Asp di Agrigento a non applicare l’Accordo Sindacale. Tante sono le voci di corridoio, che sono circolate nel tempo, secondo cui si davano come imminenti la loro pubblicazione. Invece, ancora nessun riscontro. Di certo c’è che questa scelta, da noi fortemente contestata, penalizza il personale. Grazie, infatti, alla sottoscrizione del nuovo CCNL Sanità che prevede nell’ art. 81 la possibilità previo accordo tra le parti sindacali e pubblica di poter procedere all’attribuzione di un’altra fascia retributiva, il personale del comparto potrebbe, addirittura, aspirare ad un’ ulteriore fascia retributiva. Alla luce di ciò, riteniamo che questa Amministrazione – conclude Cutugno – si debba determinare senza più ulteriori indugi, alla ricerca di tutte quelle cause e concause che hanno portato a questo ingiustificabile ritardo e dare le giuste direttive per arrivare al riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Si avvisa sin d’ora che, in assenza di positivo riscontro, attiveremo le iniziative sindacali più opportune consentite dalla legge”.

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PROSEGUE ININTERROTTAMENTE LA CACCIA AGLI INCIVILI
Agrigento – A mesi di distanza dall’avvio del nuovo servizio di
raccolta differenziata dei rifiuti, alcuni incivili continuano imperterriti a scaricare i sacchi della loro spazzatura per strada. Le
telecamere nascoste hanno immortalato nelle ultime ore ben quattro trasgressori che con una certa “nonchalance” si sono liberati dei rifiuti alla periferia di Fontanelle. I quattro sono stati individuato attraverso le targhe delle autovetture dagli agenti della speciale squadra di Vigilanza Ambientale della Polizia Locale. Ai quattro
trasgressori sono state elevate pesanti sanzioni. Nei filmati, diffusi dal comando dei Vigili Urbani di Agrigento, le immagini che “inchiodano” i quattro ai loro gesti inqualificabili. 

 

Oltre la metà delle imprese artigiane rischia di essere vittime di abusivismo. Nei settori maggiormente esposti alla concorrenza sleale del sommerso a fine 2017 sono 43.648 le imprese artigiane a rischio in Sicilia, pari al 58,8% dell’artigianato. L’artigianato esposto all’abusivismo rappresenta una quota più alta nel territorio di Ragusa (63,3%), Messina (62,6%) e Siracusa (61,6%).
In Sicilia in 4 anni, dal 2012 al 2015, sono diminuiti di 50 mila unità i posti di lavoro regolari e sono saliti di 9 mila quelli irregolari. Sull’Isola, inoltre, il meta-settore del Sommerso (somma degli occupati non regolari di tutti i settori) è il secondo settore dell’economia della regione dopo i Servizi.
L’abusivismo rappresenta una grave minaccia per le imprese regolari e in particolare per quelle operanti nell’artigianato. Nella regione si contano 313 mila unità di lavoro non regolari, il 20,6% del totale occupazione, con 1 occupato non regolare ogni 3,8 regolari. A livello settoriale si conta il numero più alto di lavoratori non regolari nei Servizi (231 mila irregolari pari al 73,7% del totale), in particolare servizi alla persona, ristorazione e trasporto.
Il tasso di irregolarità del 20,6%, in salita dal 2012 di 1,1 punti, è maggiore di 1,3 punti rispetto al tasso del Mezzogiorno (19,3%) e di 7,1 punti rispetto al tasso medio nazionale (13,5%). Tra i settori non agricoli è quello delle Costruzioni a registrare il peso più elevato degli occupati irregolari sul totale occupazione (23,3%). Settore che in 4 anni (2012-2015) ha perso 18 mila occupati.
“Novemila lavoratori abusivi in più è un numero che non può lasciarci indifferenti – dice Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato Imprese Sicilia – ed è ancora più preoccupante il dato delle imprese artigiane a rischio di abusivismo, quasi il 60%. È un’emorragia inarrestabile Si parla del ‘malato lavoro’ e occorre agire in fretta se non vogliamo perdere gli antichi mestieri. Confartigianato è sempre più vicina alle esigenze delle imprese ma non basta. Occorre sburocratizzare metodi e sistemi. A molte imprese, a troppe forse, oggi, viene più comodo pensare di guadagnare attraverso il sommerso quando invece la giusta strada è quella di guadagnare nel rispetto regole. Ma è anche vero – aggiunge il presidente – che ci sono pressioni che le aziende non possono sostenere, la pressione fiscale e il costo del lavoro. In Italia occorre ridurre le tasse in busta paga, il 48% è una percentuale inaccettabile quando invece la media europea è del 35%. Una emersione genera lavoro pulito e onesto”.

CONTRAFFAZIONE
Nei settori esposti alla contraffazione, invece, si registra una forte concorrenza sleale su un mercato in cui operano nella regione 1.599 imprese artigiane, pari all’8,3% dell’artigianato manifatturiero. La provincia con la maggiore quota di imprese artigiane manifatturiere operanti nei settori esposti alla contraffazione sono Palermo (11,2%), Siracusa (9,7%) e Messina (9,4%).
Sulla base dei dati relativi alla contraffazione, in Sicilia in nove anni, dal 2008 al 2017, si sono registrati 8.116 sequestri per un totale di 20 milioni di pezzi contraffatti sequestrati, per un valore complessivo stimato di 131,6 milioni di euro. L’indicatore che rapporta il valore dei beni sequestrati nei 9 anni esaminati e il valore aggiunto manifatturiero è pari al 3,1%, superiore al valore medio nazionale del 2,2%.
Sul territorio i valori più elevati dei sequestri in relazione al valore aggiunto manifatturiero si registrano in provincia di Catania (9,1%), di Palermo (3,4%) e di Messina (0,7%).
“Un’economia sana – interviene il presidente Pezzati – va tutelata con i dovuti controlli. I sequestri, come dimostrano i dati, vengono fatti ma sicuramente non bastano ad interrompere il fenomeno della contraffazione. Va bene fare le leggi, ma occorre anche avere risorse per tracciare la regolarità della produzione. Occorre pensare anche a controlli informatici, sfruttare l’innovazione per effettuare verifiche, controlli e tracciabilità. Non possiamo solo basarci sulle risorse umane”.

 

 

 E’ iniziata in questi giorni in Parlamento il dibattito sull’adeguamento della legge sulla legittima difesa. Un provvedimento che dovrebbe permettere di difendersi dentro le proprie case quando si viene aggrediti o ci si trova con un ladro in casa, difendersi senza il rischio di passare dalla parte del torto. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA si augura che nel corso della discussione trovi conferma nel testo definitivo anche il riconoscimento della legittima difesa nel difendersi da furto di un cane o di un gatto o comunque di un animale di affezione che appartiene di fatto alla nostra famiglia, In Italia sono circa 7,5 milioni le famiglie che possiedono uno o piu animali domestici, mentre in Italia ogni 15 minuti un cane viene rubato o rapito con maggiore attenzione alle razze pregiate e di piccole dimensioni. Complessivamente nel 2017 sono stati rubati e rapiti 25.000 cani e di questi meno di 2.000 sono tornati dai loro legittimi proprietari, mentre nei primi sei mesi del 2018 i cani rapiti sono in leggero calo e si parla di 11.000 casi rispetto ai 13.000 circa dei primi sei mesi dello scorso anno. AIDAA si auspica quindi che all’interno della legge sulla legittima difesa personale e dei propri beni trovi spazio anche il diritto di autodifesa anche per coloro che vedono, o rischiano di vedersi scippare o rubare il cane o il gatto di casa. “Non vedo perchè io non possa difendermi in maniera decisa anche con l’uso delle armi qualora ne abbia il possesso autorizzato se qualcuno decide di venire a casa mia a rubare i miei animali domestici- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA. questo dei furti in casa dei cani e gatti è un fenomeno di cui si parla poco ma che è diffuso e che dobbiamo imparare a costrastare spesso con le nostre stesse mani”.

A Fiume Naro abbandono e degrado la fanno da padrone, necessari interventi urgenti per ripristinare condizioni minime di vivibilità e di decoro.

Un luogo di villeggiatura trasformato in un vero e proprio girone infernale, reso inospitale dal comportamento incivile di chi, più o meno stabilmente, lo frequenta ma anche dalle condizioni di pressoché totale abbandono in cui versa questa zona balneare già pesantemente offesa dal diffuso abusivismo edilizio ed oggi mortificata, appunto, da un vergognoso e dilagante degrado.
Nei giorni scorsi abbiamo ripreso in foto ed in video le condizioni penose in cui versa quella che dovrebbe essere la passeggiata lungo il mare di Fiume Naro, con la strada ed il marciapiedi dissestati e quindi impraticabili in più punti anche per i cumuli di rifiuti ammassati sotto e sopra il piano stradale.
Non è la prima volta che ci vediamo costretti ad intervenire per segnalare questi problemi ed il disagio che ne consegue per chi a Fiume Naro è solito risiedere durante il periodo estivo e soprattutto per coloro che in zona gestiscono strutture ricettive le cui attività vengono ad essere fortemente penalizzate.
Ci rendiamo ben conto che, a stagione iniziata, è impensabile approntare cantieri per il ripristino del manto stradale ma appare certamente urgente e non rinviabile un intervento di pulizia straordinaria accompagnato dalla collocazione di cestini per i rifiuti lungo tutta la passeggiata a mare.
Abbiamo appreso durante il nostro sopralluogo che un gruppo di volenterosi cittadini sta pensando di mobilitarsi per dare il buon esempio con un’attività di pulizia, ma è assolutamente necessario che il Comune di Agrigento faccia la propria parte fornendo alla zona i servizi essenziali per garantire condizioni minime di vivibilità e decoro.

 

 

La rinascita finanziaria attraverso la legge 03/2012 è il tema del seminario che si terrà domani 21 luglio ore 9,30 presso la Camera di Commercio di Agrigento in un’iniziativa che l’Ente camerale, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili e dell’ordine degli
avvocati di Agrigento promuovono.

la rinascita finanziaria attraverso la legge 03_2012

L’Organismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC) offre la possibilità di attivare delle procedure per affrontare situazioni di eccessivo indebitamento di piccole imprese, liberi professionisti,
associazioni e privati cittadini e nei casi previsti dalla legge, un procedimento per tentare l’esdebitazione.

Queste procedure offrono l’opportunità ai debitori e alle debitrici di ristrutturare il proprio debito nel tentativo di esdebitarsi e poter così aspirare ad una ripartenza economica.