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Sono 132 su 531 tamponi processati i nuovi casi di Covid registrati in provincia e riferiti alla giornata di ieri venerdi 27 agosto. E’ quanto emerge dal report dell’Asp diffuso nel pomeriggio di oggi.

Ci sono 4 nuovi ospedalizzati, 137 guariti e 3 decessi. Le persone in ospedale sono 69, con 4 persone in terapia intensiva, tutte al Centro Covid di Ribera.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 160 (-11), Alessandria 3, Bivona 1 (+1), Burgio 5 (+2), Calamonaci 2, Caltabellotta 10 (+1), Canicattì 267 (+3), Favara 288 (-18), Cattolica 1, Cianciana 2, Lucca Sicula 2, Menfi 51, Montevago 4, Porto Empedocle 83 (+1), Palma di Montechiaro 63, Ribera 82 (+11), Sambuca 7 (+1), Santa Margherita Belice 33 (-2), Santo Stefano Quisquina 2, Sciacca 47 (+3), Siculiana 64 (+8), Villafranca Sicula 3, Ioppolo Giancaxio 1, Alessandria della Rocca 1, Camastra 3, Aragona 11, Cammarata 16, Castrofilippo 24, Comitini 0, Montallegro 3, Naro 26, Racalmuto 32, Raffadali 33, Ravanusa 54, Campobello di Licata 51,

Il sostituto procuratore della Repubblica, Paola Vetro, ha chiesto la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 47 persone coinvolte in un altro filone di inchiesta sull’ormai nota “Carica delle 104”, un sistema che coinvolge medici, insegnanti e presunti falsi invalidi facendo leva sulle agevolazioni della legge 104 garantendo, a chi non aveva diritto, di potere usufruirne ottenendo tutti i vantaggi del caso (trasferimenti, invalidità civile). La prima udienza preliminare è stata fissata il prossimo 4 ottobre 2021.

Questi i nominativi dell eèersone coinvolte nella vicenda e per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: Antonio Alaimo, 60 anni di Favara; Alessandra Alfano, 44 anni di Agrigento; Giovanni Baio, 63 anni di Raffadali; Antonina Barbaro, 52 anni di Raffadali; Elisa Rita Capraro, 44 anni di Agrigento; Giusi Cardella, 45 anni di Raffadali; Carmelina Chianetta, 46 anni di Favara; Dario Criminisi, 41 anni di Agrigento; Serafina Cinquemani, 47 anni di Favara; Anna Rita Consolo, 51 anni di Siculiana; Giuseppa Costanza, 45 anni di Favara; Eleonora Crapanzano, 47 anni di Favara; Maria Distefano, 47 anni di Agrigento; Domenico Drago, 64 anni di Favara; Giovanna Failla, 52 anni di Favara; Grazia Maria Fanara, 44 anni di Favara; Nadia Gagliano, 47 anni di Siculiana; Rosario Marturana, 58 anni di Favara; Giovanna Montaperto, 61 anni di Agrigento; Lella Morreale, 57 anni di Agrigento; Giuseppe Moscato, 48 anni di Favara; Antonina Panarisi, 57 anni di Raffadali; Stefano Piazza, 38 anni di Favara; Giuseppina Parello, 42 anni di Favara; Giuseppina Pirrera, 52 anni di Favara; Carmela Piscopo, 54 anni di Favara; Anna Pullara, 44 anni di Favara; Antonio Ragusa, 54 anni di Raffadali; Riccardo Ragusa, 46 anni di Raffadali; Rossana Rampello, 42 anni di Raffadali; Maria Rizzo, 48 anni di Raffadali; Anna Maria Sammartino, 46 anni di Raffadali; Carlo Scibetta, 64 anni di Porto Empedocle; Carmelinda Sgarito, 45 anni di Favara; Maria Giovanna Varisano, 52 anni di Favara; Silvana Vita, 48 anni di Agrigento; Giuseppe Gallo, 68 anni di Naro; Paolo Santamaria, 66 anni di Aragona; Concetta Rubino, 58 anni di Palermo; Alfonso Russo, 72 anni di Aragona; Antonio Bosco, 68 anni di Favara; Alfonso Lo Zito, 62 anni di Agrigento; Giuseppe Candioto, 68 anni di Agrigento; Antonia Matina, 64 anni di Favara; Lorenzo Greco, 67 anni di Agrigento; Gerlando Taibi, 89 anni di Raffadali; Pasqualino Messina, 55 anni di Cattolica Eraclea; Salvatore Russo, 43 anni di Agrigento.

L’inchiesta iniziò grazie all’opera certosina della Digos di Agrigento che sventò un presunto giro di falsi certificati medici per ottenere un trasferimento nella propria provincia di residenza e ottenere vari benefici di legge e previdenze. Era il 30 marzo del 2019 quando il pubblico ministero del tribunale di Agrigento, Paola Vetro, faceva notificare i 54 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito, appunto, del secondo filone di inchiesta. Il provvedimento, allora, venne notificato a 14 medici accusati di avere rilasciato false certificazioni per patologie inesistenti o accentuate rispetto alla reale entità, e quaranta pazienti che, grazie a certificati falsi, avrebbero beneficiato di previdenze di vario tipo.

Sono 1.139 i nuovi positivi in Sicilia. Il dato emerge dal consueto report del ministero della Salute, che monitora l’andamento della pandemia. Ci sono anche 19 vittime (ma riferibili a più giorni, come precisa la Regione) e 716 guariti. Sono stati processati 20.116 tamponi con un tasso di positività del 5,6%.

In isolamento domiciliare si trovano 26.027 persone (ieri 25.644) e il numero degli attuali positivi arriva a  26.929.  I 716 guariti portano il totale da inizio pandemia a 239.257. I decessi invece sono stati complessivamente 6.304.  Le 19 vittime riportate nel bollettino odierno non sono tutte riferibili alle ultime 24 ore. Dalla Regione si precisa infatti che sei si riferiscono a ieri, nove al 26 agosto; due al 25; uno al 23 e uno al 17.

Questa la situazione nei Comuno capoluogo: Messina 288, Palermo 143; Catania 176;  Siracusa 152; Ragusa 10; Trapani 160; Caltanissetta 105; Agrigento 57 ed Enna 48.

L’Amministrazione comunale di Realmonte, presieduta dal sindaco, Sabrina Lattuca, ha conferito la cittadinanza onoraria a padre Pino Agozzino, trasferito dopo 11 anni di servizio pastorale da Realmonte a Licata. E ciò per “l’incessante attività pastorale ed il quotidiano impegno profuso in favore della comunità realmontina”. La cerimonia si è svolta nella sala giunta, in presenza del presidente del consiglio, Felice Vaccaro, di alcuni assessori e consiglieri comunali.

L’Aica ha definito la procedura di affidamento diretto del “Servizio di stampa e recapito postale con riferimento agli utenti del servizio idrico integrato dell’ambito territoriale idrico AG9″.

Il servizio è stato aggiudicato, in via provvisoria, alla ditta “Fulmine Group”, che ha offerto, per il servizio di stampa, imbustamento e recapito fino a 100 grammi, il prezzo unitario più vantaggioso nella configurazione più corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, ovvero Euro 0,418 (4 fogli) e Euro 0,448 (5 fogli). Si tratta di un passaggio molto importante che dovrebbe permettere, entro metà settembre, di cominciare a spedire agli utenti le bollette dei consumi e garantire all’Aica di avere quella disponibilità finanziaria che in queste prime settimane non c’è stata.

Come è noto, il Consiglio di Stato, con sentenze dello scorso maggio, ha rigettato gli appelli proposti dal CSM e dal dott. Prestipino Giarritta e confermato la sentenza del TAR Lazio che aveva annullato la nomina di quest’ultimo quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Pertanto, il dott. Viola, originario di Cammarata (AG), difeso dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha invitato il CSM a riattivare – in esecuzione delle suddette pronunce del Giudice Amministrativo – il procedimento volto alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma procedendo, previo il necessario concerto ministeriale, a sottoporre al Plenum le proposte originariamente formulate dalla V Commissione in data 23.05.2019.

Frattanto, il dott. Prestipino Giarritta – difeso dal Prof. Massimo Luciani e dagli avv.ti Chirulli e D’Andrea – ha proposto avverso le suddette sentenze un ricorso per Cassazione.

Inoltre, con apposita istanza cautelare, il dott. Prestipino Giarritta ha chiesto al Consiglio di Stato di sospendere le suddette sentenze nelle more della definizione del ricorso in Cassazione.

Il dott. Viola, costituitosi in giudizio innanzi al Consiglio di Stato con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha chiesto il rigetto delle domande proposte dal dott. Prestipino Giarritta.

Il Consiglio di Stato – accogliendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha rigettato le domande cautelari proposte dal dott. Prestipino Giarritta, rilevando l’assenza di qualsivoglia elemento di urgenza tale da giustificare la sospensione delle sentenze.

Successivamente, il Presidente della Corte di Cassazione ha fissato per l’udienza del 23 novembre 2021 la trattazione dei ricorsi proposti dal dott. Prestipino Giarritta.

In vista dell’udienza, il dott. Viola – sempre assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha notificato controricorso in Cassazione, rilevando l’inammissibilità e l’infondatezza dei ricorsi proposti da controparte.

Si è costituito in giudizio (a mezzo di apposito controricorso) anche il CSM – difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato – chiedendo l’accoglimento del ricorso in Cassazione proposto dal dott. Prestipino Giarritta.

L’udienza del 23 novembre – in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 – si terrà in Camera di Consiglio e senza l’intervento del Procuratore Generale e dei difensori delle parti, salvo che questi presentino (25 giorni prima dell’udienza) una richiesta di discussione orale.

All’udienza del 23 novembre 2021, finalmente, la Cassazione definirà questo lungo e complesso contenzioso.

Confedercontribuenti, sessanta milioni di cartelle esattoriali in arrivo. Finocchiaro: “Solo un governo irresponsabile potrà inviare 60 milioni di cartelle esattoriali, mentre le imprese lentamente cercano di riprendersi”

Parte la scure contro le imprese. Dal 1° settembre l’Agenzia delle Entrate – Riscossione riparte alla carica con le cartelle esattoriali, pignoramenti e ganasce fiscali: sono in arrivo 60 milioni di notifiche. Intanto il fisco non cancella il prescritto – ha detto il presidente della Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro – la classe politica è silente, esce fuori di tanto in tanto per pura propaganda, ma il rischio vero è quello di fare “morire” le aziende che invece vogliono riprenderà la loro attività con entusiasmo. Le sanzioni e gli interessi usurai applicate nelle cartelle esattoriali, portano soltanto un “massacro” alle aziende e famiglie. Ancora una volta senza guardare a recuperare imposte e tasse nei grandi patrimoni – aggiunge – serve una nuova rottamazione con un piano di rientro cadenzato con rate non oltre il quinto del reddito – conclude Finocchiaro – e poi ripartire con il corrente dal 2022 alla verifica di una ripresa duratura”. 

Un peschereccio con almeno 400 migranti è stato avvistato al largo di Lampedusa che lo stanno scortando verso il porto dell’isola delle Pelagie. Sono  approdati al porto di Lampedusa a bordo di motovedette e imbarcazioni della Capitaneria di porto. Il peschereccio, con 400 migranti a bordo, è stato soccorso al largo dell’isola. Sono stati trasbordati per timore che l’imbarcazione, in condizioni precarie, potesse affondare. Schierati sulla banchina ci sono i poliziotti che faciliteranno lo smistamento e il loro trasferimento nell’hotspot.

La notte scorsa non si sono registrati approdi.  All’hotspot di contrada Imbriacola sono presenti 695 ospiti, a fronte dei 250 posti disponibili. (ANSA)

Accogliendo le istanze del proprio difensore, l’ex sindaco di Castrofilippo, Valerio Ippolito, ha ottenuto una riduzione da 3 anni e 6 mesi a 2 anni e 8 mesi del periodo di applicazione della misura preventiva della sorveglianza speciale. Ippolito è stato arrestato il 22 settembre del 2010 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Family”. Lui ha già scontato 10 dei 12 anni di reclusione che gli sono stati inflitti con sentenza in Cassazione. E’ libero dal gennaio del 2020 ma con l’obbligo della sorveglianza speciale nel Comune di residenza adesso ridotto nella durata.

Trecastagni ha reso l’ultimo saluto a Vanessa Zappalà, 26 anni, la giovane uccisa sul lungomare di Aci Trezza con 7 colpi di pistola alla testa dal suo ex, Antonino Sciuto, 38 anni, poi morto suicida. E’ stata esposta la bara, bianca, con sopra girasoli e rose bianche, sul sagrato del Santuario dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, con la piazza piena di folla, ma transennata e con l’accesso contingentato a 190 persone nel rispetto delle norme anti-covid. Il paese etneo, dove in occasione del rito funebre è stato lutto cittadino, si è stretto attorno alla vittima e alla sua famiglia con un’intensa e commossa partecipazione ai funerali celebrati dal vicario dell’Arcidiocesi di Catania, monsignor Salvatore Genchi. La funzione è stata anticipata da un intervento dal parroco della Chiesa, che tra l’altro ha affermato: “Avremmo voluto essere altrove e non in questa piazza a dare l’estremo saluto a Vanessa. Avremmo voluto continuare a vederla sorridente, ma la realtà ci ha portati qui”.