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Ecco il bollettino diramato nel ministero della Salute e della protezione Civile. Nelle ultime 24 ore in Sicilia ci sono 548 nuovi casi positivi al Covid 19. Nelle ultime 24 ore sono stati anche registrati tre decessi che portano il totale delle vittime a quota 365 da inizio pandemia. Secondo quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile, i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 6.390, per un totale 595.469 da inizio emergenza.

Il numero degli attualmente positivi segna quota 6.790 (+509), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 493 (+14) e i ricoverati in terapia intensiva 70 (+9). In isolamento domiciliare ci sono 6.227 persone. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono a oggi 5.137 (+36).

I numeri dei contagi sono alti, specie dopo il focolaio alla Ras di Sambuca di Sicilia. Purtroppo, sono trascorsi mesi dalla prima ondata e promesse e parole sono riamasti tali. A Ribera, l’ospedale covid non è pronto. Siamo alla seconda ondata, prevista, ma ancora dal punto di vista delle strutture sanitarie si è indietro e in ritardo.

Ieri sera, hanno trasferito 3 pazienti da Sambuca di Sicilia a Sciacca e 6 ad Agrigento.  Attualmente, l’ospedale di Agrigento è saturo e 3 dei 6 pazienti verranno oggi trasferiti a Sciacca in sub intensiva. Una sub intensiva che ancora non sarebbe al completo sia dal punto di vista del personale che per i dispositivi di protezione individuale (DPI).

Ieri nella tarda serata nei luoghi della movida agrigentina, in via San Francesco, si è verificata l’ennesima rissa tra due gruppi di persone.

All’arrivo dei Carabinieri i contendenti si sono dati alla fuga.

Questa la vicenda nuda e cruda. Domenica prossima, siamo certi, faremo il copia incolla di questa notizia senza perdere nemmeno il tempo di scriverla. Tanto i luoghi, la via San Francesco, le risse, l’arrivo delle Forze dell’Ordine sono e la conseguente fuga dei gruppi che si bastonano sono ormai una prassi.

 

 

“Lo stop a concorsi e procedure di mobilità durante il periodo elettorale vale per tutti o solo per alcuni?”. A chiederlo al management dell’Asp di Agrigento sono il coordinatore regionale delle Professioni sanitarie Alessandro Farruggia e il responsabile del dipartimento Sanità pubblica e privata Giovanni Farruggia.

“Troviamo oltraggioso e irrispettoso l’atteggiamento da parte dell’amministrazione dell’Asp di Agrigento nei confronti dei propri dipendenti – dicono -. E’ infatti inspiegabile come diversi accordi siglati nel mese di luglio siano oggi congelati a causa del periodo elettorale, in ossequio dell’atto di indirizzo dell’Assessorato regionale, mentre ci risulta che due professionisti sanitari di categoria D provenienti dall’Asp di Caltanissetta siano stati trasferiti presso l’Asp 1 di Agrigento nel polo ospedaliero di Licata, bypassando le indicazioni anzidette. Questo – continuano –  risulta ancor più grave in quanto tali assegnazioni potrebbero comportare la copertura di posti che spetterebbero ad altri lavoratori, rischiando di vanificare il rispetto dell’accordo sottoscritto al tavolo negoziale del 29 luglio sulla mobilità interna”.

La Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna ha più volte chiesto all’Azienda la ricognizione di tutto il personale in entrata dall’inizio dell’anno corrente ad oggi, ma, aggiungono Alessandro e Giovanni Farruggia, “Tale ricognizione non è mai pervenuta, e solo quella potrebbe permettere in piena trasparenza di risalire agli eventuali spostamenti, alle assegnazioni e alle operazioni di mobilità, permettendo di garantire la giusta priorità al personale interessato”.

La Cisl Fp, attraverso una lettera formale, ha già chiesto chiarezza rispetto a quanto avvenuto e ha sollecitato l’Azienda a provvedere alla revoca delle assegnazioni al polo ospedaliero di Licata e a prendere atto degli accordi già raggiunti, nel solo interesse dei lavoratori.

A Sambuca da 2 gg si vive una tensione per un focolaio in una casa di riposo individuato dal servizio epidemiologico dell’ASP e relazionato al Governo Regionale, che immediatamente ha dichiarato la zona rossa con tutte le misure di salvaguardia che ne derivano per il resto della popolazione.

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un monitoraggio continuo dell’USCA della nostra ASP, la quale si è recata più volte nella casa di riposo, in contatto con il Sindaco di Sambuca, per avere un quadro preciso della condizione clinica degli ospiti. In serata si era nelle giunti alla determinazione di ricoverare le persone con sintomi più accentuati, e di ricoverarli nelle terapie intensive per maggiore prudenza, vista la loro età e la condizione di pluripatologia che presentavano. 

Da sottolineare che nessuno di loro aveva, né ha, necessità di essere intubato.

I ricoveri ovviamente sono avvenuti per le vie routinarie, attraverso il 118, che destina sempre i pazienti in base a loro quadro clinico e alla disponibilità dei posti. La provincia di Agrigento ha la disponibilità di 4 posti letto di terapia intensiva a Sciacca e 6 ad Agrigento; si può ipotizzare che la scelta fatta in urgenza sia stata quella di ricoverarli in un unico presidio per facilità organizzative assistenziali. 

L’ASP è nelle condizioni – e ritiene necessario farlo stamattina stesso – di assistere i 6 pazienti della terapia intensiva nei 2 ospedali di Sciacca e Agrigento, per poter lasciare a ciascun ospedale la disponibilità per ulteriori eventuali urgenze.

La nostra ASP su input del Governo Regionale ha già predisposto un piano di emergenza per il piano dei posti letto per i malati covid che vede una implementazione costante e progressiva dei posti letto, il potenziamento delle USCA nel territorio, già attiva la nostra USCA per l Scuole da 10 gg. e l’assistenza per tutte le chiamate per sospetti casi COVID H24.

Ovviamente trattasi di programmazione ordinaria,se la situazione dovesse precipitare siamo  in grado di spingerci oltre. Riteniamo però doveroso, per una maggiore tranquillità dei cittadini, garantire una assistenza adeguata ai pazienti non covid e essere pronti alla risposta alla pandemia ove e quando si presenti.

Concludo con 2 precisazioni importanti:

I lavori a Ribera sono già iniziati e hanno avuto un ritardo causato principalmente da un sequestro giudiziario di impianti tecnologici dello stesso ospedale. Noi contiamo di avere pronto tutto in un mese, per avere i 10 posti letto di terapia intensiva e i 10 posti letto di sub intensiva. 

Dopo si continuerà con i lavori per i posti letto ordinari – ulteriori 40 posti letto – e per il reparto delle Malattie infettive, per il quale è stata fatta la delibera di individuazione del personale necessario.

Secondo gli accordi di ieri, i pazienti da ricoverare in terapia intensiva, non appena le condizioni cliniche di “non gravità” sarebbero state confermate, saranno trasferiti negli 8 posti letto di ricoveri ordinari COVID di Sciacca – già attivi – e quindi i nostri Ospedali saranno in condizione di poter essere pronti ad accogliere una eventuale nuova emergenza.

Concludo ribadendo che la nostra sanità si sta adoperando con abnegazione, sacrifici e professionalità per fronteggiare la Pandemia, non si sta tralasciando nulla, si sta lavorando in rete con Assessorato, Prefettura, Sindaci e Istituzioni. 

La raccomandazione che abbiamo fatto in tutte le sedi, istituzionali e non, è che tutti noi dobbiamo adoperarci per informare al meglio la popolazione, per incentivare la prevenzione e i corretti stili di vita e di relazione, ma è da evitare assolutamente di ingenerare allarmismi che, oltre che a essere ingiustificati , creano panico, ingenerano paura e quindi in ultima analisi non aiutano in alcun modo né cittadini né istituzioni ad affrontare al meglio la complessità del momento che stiamo vivendo.

La scuola media di Porto Empedocle interessata purtroppo nei giorni scorsi da casi di coronavirus, sforna altri positivi. Si tratta, per l’esattezza, di 5 nuovi casi che riguardano i compagnetti della bambina colpita prima di tutti. Gli esiti dei tamponi effettuati a tutta la classe hanno riscontrato, come detto, 5 nuovi casi, portando a 11 i complessivi nella città marinara.

“Una situazione sotto controllo ma che desta ovviamente preoccupazione – dice la sindaca – e domani decideremo cosa fare. Questi tamponi saranno seguiti da un tampone bio-molecolare cioè non rapido come quelli effettuati sugli alunni. Ritenevamo che la situazione fosse meno allarmante perché lunedì scadeva la quarantena ed eravamo fiduciosi. Purtroppo non è stato così. Qualche genitore è stato sottoposto a tampone perché manifestano alcuni sintomi.”

“Se dovessi decidere per la chiusura del plesso scolastico, ho già sentito la preside e mi ha garantito che anche con la didattica a distanza il diritto allo studio verrà garantito.” ha concluso.

Chiediamo alla sindaca Carmina cosa aspetta ancora a chiudere immediatamente il plesso scolastico?

L’evacuazione della Casa di riposo Collegio di Maria di Sambuca di Sicilia si completerà oggi. La drammatica richiesta di aiuto degli operatori che stavano vedendo i loro anziani sempre più in difficoltà e l’appello del sindaco Leo Ciaccio alle autorità superiori, ha subito determinato la decisione di evacuare la Casa di riposo e trasferire i pazienti in ospedali Covid dove possono avere le cure necessarie.

Le operazioni si sono svolte ieri sera e nella notte, prima con gli anziani che apparivano in condizioni più gravi. Oggi la struttura focolaio di infezione Covid dovrebbe essere definitivamente liberata. Anche gli operatori che stremati continuavano ad assistere gli anziani, potranno proseguire la loro quarantena domiciliare tra le mura di casa.

All’interno della Casa di riposo che da 20 anni ospita anziani di Sambuca e della zona circostante, sono 44 i casi positivi da coronavirus, 30 anziani e 14 operatori. Le vittime fino ad oggi sono state quattro.

E nelle scorse ore il sindaco ha annunciato che l’Asp ha comunicato l’esito positivo di altri nove tamponi.

“Un ospedale da campo con posti covid e di terapia intensiva subito o altra soluzione immediata per Agrigento” – lo ha detto il sindaco, Lillo Firetto lanciando l’allarme per l’esaurimento del posti letto Covid all’ospedale di Agrigento. “Non si perda un minuto. Da inizio anno – continua Firetto – chiedo che si apra il centro covid di Ribera e la Regione rimane sorda alle nostre richieste. Ho parlato nelle prime ore del mattino col prefetto Maria Rita Cocciufa che non era ancora informata dell’evoluzione drammatica di questa notte. Ha condiviso con me i timori per la gravità della situazione. Sei posti su sei delle terapie intensive Covid dell’ospedale di Agrigento sono stati occupati nella notte dai pazienti più gravi della RSA di Sambuca di Sicilia, focolaio di infezione. La Regione si attivi subito. Ho parlato con l’assessore alla Sanità, Razza, i toni sono stati molto accesi. Mi ha detto che “stanno lavorando”, la stessa battuta usata nell’ultima riunione in prefettura. Sono mesi che “stanno lavorando” ed è da aprile che sanno di una seconda ondata. È  da aprile che lo sappiamo tutti. E ogni volta ci ripetono che si stanno attivando. Io ho ribadito che ora e subito serve un ospedale da campo con le terapie intensive.  Fosse anche per un solo agrigentino che merita di essere curato. Ho chiuso la telefonata dichiarando la mia disponibilità ad essere pienamente collaborativo ma servono risposte. Attendiamo di conoscere le loro soluzioni”.

La provincia di Agrigento conferma di essere purtroppo fra le più colpite dal coronavirus. Intanto un nuovo caso di positività si registra a Villaseta e riguarda una ragazza. A confermarlo il sindaco Lillo Firetto.

Altri cinque nuovi casi si contano a Canicattì. “ Due di questi sono riconducibili ai precedenti casi. Nessuno di questi è invece legato all’ambiente scolastico. Al momento infatti tutti i tamponi effettuati su bambini e operatori scolastici hanno restituito referti negativi.
Tutti presentano lievi sintomi . Ci troviamo in un momento critico, non abbassiamo la guardia e rispettiamo le regole”, dichiara il primo cittadino Ettore Di Ventura.

A Sciacca si registra un nuovo caso di Coronavirus: si tratta di un quarantenne.

L’Asp di Agrigento ha comunicato un caso di Covid-19 anche a Campobello di Licata. “Ho sentito il nostro concittadino e sta bene. Auguro una pronta guarigione e chiedo ai cittadini di indossare le mascherine, osservare le norme sul distanziamento ed avere un comportamento responsabile”, ha scritto il sindaco Giovanni Picone.

E la Polizia Municipale di Licata ha confermato nel pomeriggio due nuovi casi di Covid19 e una guarigione. Il bilancio a Licata è di 12 persone attualmente positive.