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Intorno alle 6.30 di questa mattina, mentre si trovava alla guida della propria vettura, in un momento di distrazione il 60enne andava ad impattare contro le sbarre del passaggio al livello, in quel momento abbassate per consentire il transito del treno, terminando la marcia sui binari. Fortunatamente l’episodio non è coinciso con il passaggio del treno che comunque è giunto a destinazione con notevole ritardo.

Le corse successive sono state soppresse o sostituite da autobus che con non poche difficolta hanno cercato di garantire il trasporto di tante persone che dovevano raggiungere il posto di lavoro o altro luogo. Le operazioni di riparazione del passaggio a livello sono state assicurate da personale FF.SS. che alle ore 9.00 circa hanno ripristinato il traffico ferroviario.

Il segretario generale Parello e quello aziendale Farruggia hanno scritto all’Assessorato regionale alla Salute e alla governance dell’Azienda sanitaria

Asp di Agrigento sempre più in carenza di personale, la Cisl Fp chiede con urgenza alla Regione di predisporre l’approvazione della dotazione organica per consentire l’avvio dei processi di reclutamento e all’Azienda sanitaria di fare ripartire la contrattazione decentrata.

Tutto è contenuto in una lettera inviata alla direzione aziendale e all’Assessorato regionale alla Salute e firmata dal segretario provinciale della Cisl Fp Salvatore Parello e dal segretario aziendale Alessandro Farruggia.

 “Sono passati ormai 2 anni e mezzo dall’accordo sulla mobilità aziendale e sulle progressioni orizzontali – scrivono – e oltre un anno dall’inizio della pandemia, ed ancora nulla si muove per le indennità, premialità e salario accessorio atteso da quel personale dipendente, sanitario e non, che con tanto spirito di sacrificio non si è mai sottratto nell’affrontare le emergenze che nel tempo si sono susseguite; lavoratori di un’Azienda Sanitaria che ad oggi, nonostante le molteplici sollecitazioni poste dalla scrivente, non ha ancora fatto nulla, ma solo promesse e rinvii”.

Il sindacato denuncia quella che è a proprio parere “una certa indifferenza verso il giusto riconoscimento per i dipendenti da parte di chi ha il dovere di predisporre gli atti aziendali che consentano il pagamento di quanto spettante ai lavoratori”. 

Ad oggi, evidenziano Parello e Farruggia,  “nessuna seria discussione sulla contrattazione decentrata ancora è stata posta in essere. Siamo ancora all’anno zero”.

Nonostante la situazione pandemica, quindi, vi sarebbe una “inaccettabile lentezza e superficialità di chi ha la responsabilità di dar seguito a quanto dovuto e previsto. Siamo in attesa che siano approvate dall’assessorato le nuove dotazioni organiche ed in questa sede torniamo a ribadire quanto già rappresentato in occasione del veloce confronto con l’azienda avviato su tale aspetto nel corso del mese di aprile. In quella sede – aggiungono – abbiamo fornito un report, da noi predisposto grazie ad una serie di colloqui con i preposti ed all’analisi delle attività aziendali nel quale, per mezzo dei dati raccolti, abbiamo evidenziato la carenza di tante altre figure presenti in altre Asp”.

Per Parello e Farruggia, quindi, non “possono esserci più alibi di fronte ad una situazione grave come quella che da mesi continuiamo a denunciare in una delle Asp più grandi di tutto il territorio siciliano che, è bene ricordare, abbraccia ben 5 presidi ospedalieri tutti con gravi problemi riguardanti la razionale allocazione delle risorse assegnate. Oggi – proseguono –  continuiamo a ricevere lamentele da parte dei dipendenti rispetto a continue disposizioni di servizio con le quali si tenta di sopperire le carenze delle varie unità operative nelle quali a causa delle gravi criticità si rischia il mancato rispetto dei livelli assistenziali. In molti casi il personale ci riferisce che per poter godere delle ferie estive sono stati predisposti turni massacranti, a volte compromettendo i riposi, e ciò, con grave compromissione della sicurezza e l’integrità psicofisica del dipendente nel posto di lavoro”.

La situazione, per il sindacato, deriva non solo dal fatto che si sono registrati numerosi pensionamenti, ma anche dal problema che ci si trova davanti a dotazioni organiche ormai vecchie rispetto al numero di servizi e prestazioni previste.

L’indice di positività, secondo l’ultimo bollettino è  al 5,02 % . I nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia sono 618 a fronte di 12.307 tamponi processati.  Gli attuali positivi sono 26.014 con un decremento di 176 casi rispetto a ieri. Si registrano altre 8 vittime, i guariti 786.

Secondo gli ultimi dati, i 618 positivi sono così distribuiti: Catania 234; Palermo 176; Caltanissetta 53; Siracusa 46; Ragusa 40; Trapani 37; Agrigento 13; Enna 13; Messina 6.

“Una delle più gravi esclusioni è il progetto riguardante il completamento della rete idrica del Comune di Sciacca per un importo di oltre 33 milioni di euro. Nell’ottobre del 2010 – dice Catanzaro – l’ATI di Agrigento e l’Ente di Governo d’Ambito Ato inviarono al Dipartimento delle Acque e Rifiuti la scheda del progetto. Si tratta di un’opera che oltre a migliorare l’efficienza del servizio idrico, consente un notevole recupero delle perdite a vantaggio della equa distribuzione delle risorse idriche disponibili”
 Catanzaro spiega che il progetto doveva essere inserito nell’elenco proposto dalla Presidenza per un finanziamento a valere sulle risorse del PNRR. “Ma così non è stato. Oggi anche questo, come altri utili progetti del territorio agrigentino, non compare nell’elenco predisposto da Musumeci”.
“Il Fondo Sviluppo e Coesione 21-27 prevede in Sicilia investimenti complessivi per 774 milioni e questo basterebbe per imporre a governo e maggioranza un impegno serio e coerente. Invece, che cosa fanno ? Litigano tra gelosie e polemiche e mostrano il volto di una politica che non guarda ai bisogni dei siciliani”.
“Musumeci alla provincia di Agrigento oltre alle risposte sul futuro delle Terme oggi deve dire anche che fine hanno i 33 milioni previsti per il completamento della rete idrica. Una richiesta – conclude Catanzaro – che facciamo tutti a gran voce, sperando che ai cittadini si uniscano anche gli ex consiglieri comunali locali, gli stessi che continuano a seguire con attenzione le vicende amministrative della città termale e che nello spulciare la documentazione su progetti di interesse pubblico, non si sono evidentemente accorti che quello importantissimo relativo al rifacimento della rete idrica non è nell’elenco di Musumeci delle cose da realizzare”.

Al termine di nove prove vissute al cardiopalmo, dopo un duello senza esclusione di colpi, Marco Pollara e Daniele Mangiarotti, a bordo di una Skoda Fabia R5 Evo2, hanno vinto la quattordicesima edizione del Rally Valle del Sosio. I due alfieri della Cst Sport hanno avuto la meglio sulla vettura gemella condotta da Alessio Profeta in coppia con Gigi Pirollo. A completare un podio tutto Skoda la vettura del giovane locale Giuseppe Di Giorgio che ha diviso l’abitacolo con Ivan Rosato.

Come da pronostico della vigilia: spettacolo puro doveva essere e vero show è stato. Alla fine, nel suggestivo scenario di piazza Santa Rosalia, cuore pulsante” di Chiusa Sclafani, è toccato al locale Marco Pollara e al lombardo Daniele Mangiarotti salire sul gradino più alto del podio al culmine del 14° Rally Valle del Sosio, prova conclusiva della Coppa Rally AciSport di ottava zona e del Trofeo rally di quarta zona riservato alle vetture storiche. Dopo un duello sportivo serrato, protrattosi per tutta la durata delle nove prove speciali come da programma, Pollara e Mangiarotti alfieri della CSt Sport e la loro Skoda Fabia Evo2 R5 della PA Racing hanno avuto la meglio sulla vettura gemella schierata dalla scuderia Island Motorsport, dell’altro equipaggio grande favorito della kermesse, formato dal giovane palermitano Alessio Profeta e dal “numero uno tra i numeri uno dei copiloti”, il veneto Gigi Pirollo. I due giovani piloti, abituali frequentatori degli scenari del Campionato italiano rally, non si sono per nulla risparmiati e solo una errata scelta di gomme commessa da Profeta, ha dato la possibilità a Marco Pollara, che è sempre stato molto reattivo nell’adattarsi alle condizioni del tracciato, di allungare sul proprio rivale e portare il successo in cascina.

A completare un podio “monopolizzato” dalle Skoda Fabia R5, anche l’esemplare affidato al giovane Giuseppe Di Giorgio portacolori della Casarano Rally, al debutto su una vettura di questa caratura, coadiuvato alle note dall’agrigentino Ivan Rosato. Il “figlio d’arte” chiusalino -papà Francesco Di Giorgio, “sindaco sprint” è il primo cittadino di Chiusa Sclafani, Comune che ha organizzato e promosso il Rally Valle del Sosio in sinergia con le altre quattro amministrazioni di Bisacquino, Giuliana, Palazzo Adriano e Prizzi che compongono l’Unione dei Comuni della Valle del Sosio – ha preso confidenza sin da subito con la quattro ruote motrici della Casa di Mlada Boleslav, “staccando” tempi alquanto interessanti e aggiudicandosi addirittura due speciali. Rintuzzati, in tal modo, gli attacchi, per il 3° posto, dei corleonesi Giovanni Cutrera e Valentina Di Palermo, alla fine comunque ottimi quarti al traguardo con la Hyundai i20 R5 della Bernini Rally anch’essa alle prese con un assetto un po’ troppo “ballerino”. Quinta piazza assoluta colta, con grande costanza di risultati, dai trapanesi Marcello Calandrino e Massimo D’Amico, a bordo di un’ennesima Skoda Fabia R5 schierata dalla Phoenix. Degna di nota la prestazione esemplare dei corleonesi Placido Palazzo e Marcus Salemi, primi tra le vetture a due ruote motrici e sesti in classifica generale con la loro Renault Clio Super 1600 schierata dalla Island Motorsport.

Ritiro amaro per Roberto Lombardo e Andrea Spanò, leader provvisorio nella classifica della Coppa rally di zona. A Daniele Mangiarotti, è andato il Memorial “Totò Coniglio”, in ricordo del copilota di San Giuseppe Jato deceduto lo scorso anno in un incidente di gara, mentre il Memorial “Michele Caronia Angitta è stato attribuito a Giuseppe Di Giorgio autore del miglior crono sulla prova speciale ” San Carlo “. Il Trofeo Geraci è invece finito nelle mani di Guagliardo e Consiglio.

La gara riservata alle storiche ha avuto in Mimmo Guagliardo e Roberto Consiglio, portacolori della scuderia RO racing, al via con una Porsche 911 del Secondo Raggruppamento i migliori interpreti. I due hanno preceduto le vetture gemelle condotte da Gordon-Cicero e Savioli-Davis. Mauro Lombardo e Rosario Merendino quinti al termine avevano già vinto il Trofeo rally di zona con una gara d’anticipo.

Classifica generale 14° Rally Valle del Sosio

1         Pollara-Mangiarotti Skoda Fabia evo2 Gruppo R in 36’09.2

2         Profeta-Pirollo Skoda Fabia evo2 Gruppo R a 14”

3         Di Giorgio-Rosato Skoda Fabia evo Gruppo R a 31”,7

4         Cutrera -Di Palermo Hyundai i20 Gruppo R a 55”,6

5         Calandrino-D’Amico Skoda Fabia evo Gruppo R a 1’25”,1

6         Palazzo-Salemi Renault Clio Super 1600 a 1’42”,0

7         Morreale-Marchica Renault Clio Super 1600 a 2’28”,3

8         Corbetto-Cancemi Peugeot 106 Gruppo A a 2’41”,1

9         Buscemi-Di Benedetto Renault Clio Super 1600 a 2’55”,8

10     Lanzalaco-Marchica Renault Clio Rs Gruppo N a 3’4”,8

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica, la numero 217 del 10 settembre scorso, ha pubblicato il Decreto Legge n.121 del 10 settembre 2021 in vigore dall’11 settembre scorso, che inasprisce le sanzioni in materia di sosta su stallo riservato al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria (art 158 comma 4-bis).

Per ciclomotori e motoveicoli la sanzione passa da 80 euro a 328 (pagamento 56 euro entro 5 giorni). Per i restanti veicolila sanzione di 165 euro passa a 660 euro (pagamento entro 5 giorni 115,50).

Sono 10 i nuovi casi di positività al Covid-19 secondo l’odierno bollettino dell’Asp di Agrigento, con 49 soggetti guariti e nessun nuovo morto registrato.

Sono 38 le persone  ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 21 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 11 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In 6 sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia.

In terapia intensiva non ci sono attualmente pazienti.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento 138 (9 migranti), Alessandria della Rocca 0; Aragona 5; Bivona 1; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 16; Canicattì 130; Casteltermini 22 (20 migranti); Castrofilippo 5; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 4; Comitini 0; Favara 112; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 221; Lucca Sicula 0; Menfi 29; Montallegro 5; Montevago 2; Naro 9; Palma di Montechiaro 68; Porto Empedocle 64; Racalmuto 18; Raffadali 31; Ravanusa 26; Realmonte 18; Ribera 34; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 5; San Giovanni Gemini 10; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 8; Santa Margherita di Belìce 5; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 42; Siculiana 52 (40 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 110.

Ieri a Lampedusa personale locale Squadra Mobile ha arrestato 7 cittadini tunisini ai sensi dell’art. 10 c. 2 ter e 2 quinquies d. lgs. 286/98 perché, nonostante fossero gravati da decreto di respingimento, facevano reingresso nel territorio nazionale dalla frontiera di Lampedusa. Gli stessi, come da disposizioni del P.M. di turno della Procura di Agrigento, in attesa del giudizio direttissimo, venivano sottoposti agli arresti domiciliari presso l’Hot Spot dell’isola di Lampedusa.

Le ultime nubi della saccatura di bassa pressione che in questo weekend ha flagellato l’Isola lasciando morti, feriti e distruzione e che ora si trovano soprattutto nella zona tirrenica, sono ormai alle spalle e la nuova settimana si apre con un campo di alta pressione in estensione dal Mediterraneo occidentale verso quello centrale.

Secondo le previsioni il tempo risulterà quindi stabile nella prima parte della nuova settimana e le temperature aumenteranno di qualche grado per la risalita di correnti calde dal Nord Africa all’interno dell’anticiclone, con condizioni climatiche di fatto estive.

In Sicilia l’alta pressione dovrebbe durare una settimana esatta, poi potrebbero esserci nuovi nubifragi.

I Carabinieri in servizio all’aeroporto di Catania “Fontanarossa” hanno arrestato in flagranza di reato una donna di 31 anni di Pozzallo, in provincia di Ragusa, perché responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Lei, per tentare di eludere i controlli, ha nascosto un ovulo all’interno della vagina. La donna è apparsa molto nervosa al terminal “partenze”, diretta in una cittadina tedesca. I Carabinieri, impegnati nei controlli, si sono affidati alla collaborazione di una loro collega che, infatti, ha effettuato un più discreto ed accurato controllo della 31enne. La donna è stata condotta al pronto soccorso ginecologico dell’ospedale Garibaldi di Catania, e i medici hanno rinvenuto un ovulo contenente 16 grammi di eroina all’interno del suo organo sessuale. Si tratta di una quantità di droga sufficiente per ricavare 79 singole dosi.