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Ad Agrigento il coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, segnala e documenta in fotografia che nel Parco dell’Addolorata, che gli Uffici comunali di Agrigento hanno adibito a deposito di sfalci e potature, vi sono anche delle palme colpite da punteruolo rosso. Ebbene, Di Rosa, nel suo intervento diffuso alla stampa, cita una infinità di norme e articoli di legge secondo cui la palme tagliate perché colpite da punteruolo rosso sono ritenute rifiuto speciale e pericoloso. Pertanto Giuseppe Di Rosa esprime disappunto allorchè il Parco Addolorata è stato adibito dal Comune a discarica anche di rifiuti speciali e pericolosi, e nessuna autorità competente, nonostante le sollecitazioni, ha ancora disposto il sequestro dell’area.

Ad Agrigento, in contrada Esa Chimento, al confine con Favara, i Carabinieri hanno sequestrato un’area privata di circa 2500 metri quadrati, adibita a discarica abusiva di scarti edili, industriali ed eternit. Il terreno, inquinato dai rifiuti speciali e pericolosi, è stato delimitato con apposite transenne. Indagini in corso per riscontrare eventuali responsabilità a carico del proprietario dell’appezzamento.

Architetti e agronomi messinesi si sono radunati a Milazzo in occasione del convegno “Un nuovo modello normativo per il governo del territorio siciliano – La riforma urbanistica dopo 40 anni” per approfondire i contenuti della nuova riforma urbanistica regionale attesa da quasi mezzo secolo. Ospiti del confronto, organizzato dall’Ordine degli architetti di Messina in sinergia con l’Ordine degli agronomi e dei forestali e la Fondazione Architetti nel Mediterraneo, anche l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Totò Cordaro, il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Gianpiero Trizzino, e il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pino Falzea.

Le interviste a breve

A Licata, al porto turistico Marina di Cala del Sole, ad un uomo di 41 anni, un operaio, gli si rompe accidentalmente la canna da pesca a causa del transito di due agenti di commercio a passeggio. Lui gli arraffa e sequestra lo smartphone: “Pagatemi la canna da pesca e vi restituisco lo smartphone”. Appuntamento innanzi ad un negozio di articoli da pesca. I due agenti hanno avvertito i Carabinieri, che si appostano e arrestano il 41enne in flagranza di reato di tentata estorsione.

A Novara di Sicilia, in provincia di Messina, un pensione di 69 anni, Salvatore Milici, è morto durante dei lavori nel suo appezzamento di terreno in campagna. L’uomo, intento a raccogliere delle olive, è caduto dalla scala e ha battuto la testa su una roccia. Il ritardo dell’uomo nel rincasare ha sollevato allarme tra i familiari che poi, giunti sul posto, hanno scoperto il cadavere. Sul posto il personale del 118 ha constatato il decesso.

Il governo Musumeci ha deliberato lo stato di calamità naturale a seguito dei danni provocati in tutta la Sicilia dalle recenti ondate di maltempo. Con la stessa delibera è stato richiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri il riconoscimento dello stato di emergenza. Il provvedimento è stato adottato nel corso dell’ultima seduta del governo, che si è svolta a Catania. Il presidente Musumeci commenta: “Abbiamo mantenuto l’impegno assunto con i cittadini sabato scorso, in occasione del mio sopralluogo nei territori più colpiti del Siracusano e del Ragusano. Ancora una volta, la Regione interviene tempestivamente nelle zone più martoriate dove sono stati registrati danni a persone, infrastrutture e attività imprenditoriali. Per quanto riguarda la quantificazione dei danni, non è possibile ad oggi fornire dati certi visto che le amministrazioni comunali e il dipartimento regionale della Protezione civile stanno effettuando ancora il censimento. Una prima sommaria stima però ammonta a circa trenta milioni di euro”.

A Marsala, in provincia di Trapani, un giovane di 25 anni è ricoverato per meningite nel reparto di Rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale “Paolo Borsellino”. E’ giunto al Pronto soccorso lunedì sera con febbre alta, stato confusionale e sintomi di svenimento. Il giovane frequenta un centro di formazione professionale e tutti gli amici e i colleghi di corso sono stati sottoposti alla profilassi prescritta dai medici per evitare il contagio.

L’Agenzia delle Entrate, sulla base delle risultanze emerse nell’ambito del giudizio penale che aveva visto coinvolto, unitamente ad altri soggetti, anche il sig. V.T., di anni 66, di Grotte, funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, applicava allo stesso la sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso, ai sensi dell’art. 67, lett. d) del vigente C.C.N.L. di comparto.

Successivamente, la stessa Agenzia delle Entrate disponeva il fermo amministrativo su di un quinto dell’importo netto complessivamente dovuto a titolo di indennità di buonuscita erogata dalla Gestione Dipendenti Pubblici dell’I.N.P.S. e su di un quinto dell’indennità aggiuntiva di fine servizio erogata dal Servizio Finanze del Fondo di Previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in ragione della cessazione del proprio rapporto di lavoro con il dipendente V.T., a seguito del licenziamento dalla stessa intimato.

Avverso i suddetti provvedimenti, l’ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, innanzi alla Corte dei Conti di Palermo – Sezione Giurisdizionale.

In particolare, gli Avvocati Rubino e Airo’ deducevano diversi profili di illegittimità dei provvedimenti impugnati, tra cui il difetto dei presupposti per l’impignorabilità delle somme disponibili presso enti pubblici, quali l’I.N.P.S. ed il Fondo di Previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, diversi dallo Stato.

Invero, ai fini dell’applicazione del fermo amministrativo, l’I.N.P.S. ed il Fondo di Previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze non possono essere ritenute Amministrazioni dello Stato.

La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana, condividendo le tesi difensive degli Avvocati Rubino e Airo’, accoglieva il ricorso del sig. V.T., affermando che “il fermo costituisce una misura eccezionale e la norma deve essere sottoposta ad un’interpretazione rigorosa” con esclusione degli enti previdenziali.

Pertanto, alla luce della suddetta sentenza emessa dal giudice contabile, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate potrà percepire dal Fondo di Previdenza per il personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Gestione Dipendenti Pubblici I.N.P.S, le somme oggetto del fermo amministrativo.