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Gli emendamenti alla Finanziaria relativi alle agevolazioni per i Comuni terremotati “siano integrati prevedendo analoghi benefici anche in favore dei Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia“: lo ha chiesto il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, intervenendo oggi pomeriggio in Prefettura all’incontro dei sindaci con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli. “Il calcolo è ancora in corso e sta già rivelando cifre consistenti rispetto alle prime sommarie valutazioni. Le aree colpite si estendono ben oltre la foce del fiume Akragas“.
Il primo cittadino nei giorni scorsi ha consegnato a Roma al Comitato Direttivo dell’Anci un documento con cui chiede che l’Associazione nazionale dei Comuni italiani faccia propria la proposta “di emendamento per estendere gli interventi destinati ai terremotati anche ai Comuni colpiti dal maltempo in Sicilia e nel Veneto“.

L’ assessore comunale alle Pari Opportunità, Stefania Di Giacomo, informa che al Comune di Aragona, presso l’ufficio elettorale, è possibile apporre una firma per dire “50.000 volte no allo stalking e alla violenza sessuale”. Il modulo per la raccolta firme sarà distribuito in tutte le sedi comunali e saranno creati eventi sino al 10 Marzo 2019, in tutte le sedi pubbliche del capoluogo siciliano e nei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. Per firmare il modulo è obbligatorio presentare un documento di identità in corso di validità. La firma e la registrazione dei dati avverranno alla presenza di un autenticatore.

La proposta di legge mira ad estendere ad un anno (e non più 6 mesi), i termini di presentazione della querela da parte di una vittima di violenze sessuali o di stalking. Di seguito, nello specifico, il progetto di legge: 

Art. 1 – Modifiche all’articolo 609 septies, comma 2, del codice penale: “Il termine per la promozione della querela è di un anno. Se la persona offesa muore prima che sia decorso Il termine per proporre la querela, possono proporre querela i prossimi congiunti”. 

Art. 2 – Modifiche all’articolo 612 bis, comma 4, del codice penale: “La querela proposta è irrevocabile”. 

Un progetto giuridico, ma soprattutto umano ed etico, che nasce non soltanto per la necessità di dare uno strumento di tutela in più alla lotta contro una delle piaghe più gravi del nostro tempo, ma per poter avviare un movimento delle coscienze che spinga tutti, non solo le donne, a porre un freno a questo terribile fenomeno sociale. 

“Quella che stiamo avviando – afferma l’Assessore Stefania Di Giacomo – è una battaglia affianco del Comune di Racalmuto, comune promotore della Provincia di Agrigento, e di tutti i Comuni ed Enti interessati da questa iniziativa, per portare a compimento concreto un progetto legislativo. Infatti, anche se nell’ultimo secolo la condizione dell’universo femminile ha subito una grande evoluzione, con la conseguente modificazione di molte regole,  è innegabile che la condizione della donna all’interno della società odierna soffra ancora, anche se a livelli differenti, situazioni in cui la violenza, sia essa fisica, morale o psicologica è spesso presente”.

Acque azzurre e cristalline del litorale mediterraneo, palme nane arabeggianti e vigneti a perdita d’occhio: la natura della costa siciliana intorno a Menfi, Agrigento,  rispecchia la complessità e l’incredibile varietà del clima e del paesaggio tipiche di questo territorio, i cui tratti sono unici al mondo.  

Un territorio che evoca lunghe cene al tramonto al fresco della sera, tovaglie ricamate e  tavole riccamente imbandite: il pane di casa, impastato con farina di grano duro e cotto nel forno a legna;  la caponata di carciofi con i pinoli e un penetrante, intenso aroma di salvia; la pasta fresca fatta a mano e condita con  il finocchietto selvatico raccolto lungo i sentieri scaldati dal sole.

E poi, il vino.

Mandrarossa Cartagho 2016, nero d’Avola in purezza, intenso e sontuoso, morbido ed equilibrato, che ricorda al naso i profumi di marasca e mora selvatica, erbe officinali e spezie orientali. Ricco all’assaggio, porta alla bocca sentori mediterranei di pino marittimo e cuoio.

Prodotto a partire da una selezione di uve provenienti dai migliori vigneti Mandrarossa, Cartagho Sicilia DOC matura 12 mesi in barrique di rovere francese ed ulteriori 4 mesi in bottiglia.

Si è svolto oggi pomeriggio, presso la Sede Provinciale della Uil di Agrigento, il Consiglio Confederale per discutere le tematiche attinenti alla situazione politico-sindacale, agli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil di giorno 30 novembre ed all’analisi delle attività sindacali e dei servizi svolti nell’anno in corso.

L’incontro si è svolto alla presenza del Segretario Generale Gero Acquisto e dei membri del Consiglio Confederale della Camera Sindacale Territoriale Linda Bellia, Fabrizio Danile, Giovanni Miceli e Lillo Burgio, oltre a tutto il gruppo dirigente rappresentato dalle categorie presenti sul territorio.

Nella riunione si è evidenziata la situazione sempre più deficitaria a livello politico del governo nazionale che, dopo una prima accelerazione, sta incontrando delle oggettive difficoltà a far ripartire l’economica e il Sud, a causa di una Legge di Bilancio per la quale la maggioranza si è incartata in una linea dura contro l’Europa, cercando poco il dialogo con le forze sociali del Paese.

Si era partiti da una finanziaria espansiva che aveva previsto tre capisaldi: reddito di cittadinanza, quota 100 e pace fiscale, con annessa tassa piatta, che da recenti notizie dovrebbero rientrare in decreti o ddl espunti dalla legge di bilancio. Ad oggi ci troviamo con cambi di passo ed equilibri molto fragili che possono portare a un netto arretramento sociale e a una instabilità politica e di tenuta dei conti come minaccia Bruxelles, in cui i mercati andrebbero a cozzare con le riforme promesse agli italiani da parte di questo governo gialloverde o comunemente chiamato del cambiamento.

Finora si sono visti solo i titoli, i sottotitoli sono tutti da scoprire e le frizioni continue nel governo non aiutano il dialogo e una ripresa economica che aspettano tutti. Da tutto ciò le segreterie confederali hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso un attivo unitario che si svolgerà ad Agrigento giorno 30 novembre.

Emerge, inoltre, che il Mezzogiorno in questa finanziaria non sembra avere grandi chance di ripresa e che i circa 21 miliardi a deficit non vedono politiche di welfare di crescita economica e occupazionale per l’area più depressa del Paese. Anche perché la Sicilia e la provincia di Agrigento, al netto dei report economico-sociali, si trova in netto affanno con emergenze e lentezze croniche; e finora le politiche per il Sud non hanno portato benefici ma hanno alzato la soglia di povertà e il tasso di emigrazione. Appare preoccupante la mancanza di programmazione e realizzazione di progetti, quali il Patto per il Sud e i fondi Po.Fers, che viaggiano peggio di una locomotiva a carbone, amplificata dalla cronicità delle problematiche contingenti: dalle strade, alla manutenzione del territorio, con i rischi di altri disastri idrogeologici.

Per uscire da questa empasse e da questa desertificazione sociale, bisogna tornare a confrontarsi con il sindacato e con il territorio ed evitare di commettere passi falsi. E ci aspettiamo molto di più dal governo regionale che in questo primo anno di attività ha tirato a campare e non ha saputo dare le adeguate risposte ai siciliani e al processo di riforme che aveva sottoscritto nel programma di governo.

Su sanità e scuole la situazione in questi anni non è migliorata, aspettiamo di vedere all’opera il nuovo Direttore Generale dell’Asp Santonocito e di capire la tempistica sulla messa in sicurezza del piano scuole in provincia approvato dal governo regionale: preoccupano molti istituti scolastici vetusti e costruiti più di 60 anni fa ed a oggi fuori norma.

Altresì, per quanto concerne il corredo industriale, in questo territorio sono rimaste in vita pochissime aziende sopra i 50 dipendenti, a rappresentare la crisi e la sofferenza delle aree industriali e artigianali nella produzione e nell’esportazione di prodotti.

Il Commissario Straordinario Girolamo Alberto Di Pisa, nonostante l’esiguità delle risorse finanziarie a disposizione e il pesante contributo alla finanza pubblica richiesto dallo Stato, ha approvato il bilancio di previsione 2018, il bilancio pluriennale 2018-2020 e il Documento Unico di Programmazione (DUP) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Il bilancio di previsione 2018, uno dei pochi approvati in Sicilia da un Ente Locale, presenta entrate per un totale di 76,370,982,54 euro. Queste sono costituite, in prevalenza, da entrate tributarie per 23.225.400,00 euro, trasferimenti da altri enti per 22.114.175,64 euro, entrate extra-tributarie per 2.769.252,86 euro ed entrate in conto capitale per 9.735.940,73 euro.

Sul versante delle spese, le Spese correnti ammontano a 51.393.042,10 euro, mentre le spese per investimenti assommano a 15.964.722,312 euro. Le spese per gli investimenti sono destinate prevalentemente agli interventi sulla viabilità interna e per le infrastrutture stradali, all’edilizia scolastica provinciale e al funzionamento  delle scuole superiori della provincia. Impiegato un avanzo d’amministrazione pari a 5.945.257,02.

Sempre nell’ambito delle spese, il contributo alla finanza pubblica previsto nella legge di stabilità nel 2018 supera la somma di 19 milioni di euro che grava pesantemente sul bilancio dell’Ente, riducendo notevolmente la capacità di erogare quei servizi che sono assegnati per legge ai Liberi Consorzi e che interessano direttamente i cittadini, principalmente nei settori dell’edilizia scolastica e della viabilità provinciale.

Diminuisce il numero e il costo dei dipendenti nonostante i limiti introdotti nel 2011 dalla riforma delle pensioni. La pianta organica inserita nel DUP, risulta composta da 462 dipendenti a tempo indeterminato e 133 a tempo determinato.

Nuova allerta meteo nell’Agrigentino. Nella giornata di domani sono previste forti piogge e raffiche di vento. La città sarà è “vittima” di una nuova allerta meteo arancione. Ad allertare la città è stata la Protezione civile.

Ad avvisare gli agrigentini è il sindaco, Calogero Firetto che ha firmato la relativa ordinanza che prevede, tra l’altro, l’interdizione delle aree pubbliche potenzialmente a rischio quali giardini pubblici, impianti sportivi all’aperto,aree giochi esterne, cimiteri e sottopassi. L’interdizione e l’uso temporaneo dei locali interrati, seminterrati e bassi sopratutto nelle vie interessate dalla recente esondazione e ubicate sul lato fiume del viale Emporium e la sospoesnione di tutte le manifestazioni all’aperto nonchè delle attività commerciali su strada e aree pubbliche anche se precedentemente programmate.

Ad allertare i propri cittadini è il sindaco di Ribera, Carmelo Paci.  Il primo cittadino informa i cittadini che non devono “soggiornare o permanere in locali seminterrati o comunque posti al di sotto del livello stradale, ciò è riferito anche alle automobili, di non allontanarsi, durante i fenomeni di precipitazioni, dalle proprie abitazioni se non per motivi strettamente necessari, di mettere in salvo tutti i beni collocati in locali allagabili e porre al sicuro la propria automobile evitando la sosta nelle zone più a rischio evitandone l’uso se non in caso di necessità;  Di evitare il transito pedonale e veicolare nei pressi di aree già sottoposte ad allagamenti, di non spostarsi, durante i fenomeni temporaleschi, dai luoghi e dalle zone ritenute più sicure, di evitare e fare attenzione agli attraversamenti dei fiumi e dei valloni,  di prestare attenzione agli ulteriori annunci diramati dalle autorità anche a mezzo dell’informazione nazionale e locale”.

Ad allertare anche la sua popolazione è anche il sindaco di Licata, Giuseppe Galanti: “Sono, infatti, previste precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio temporali, sulle zone interne e versanti meridionali della Sicilia, con venti forti o di burrasca dai quadranti meridionali e  mari generalmente molto mossi o localmente agitati”. 

 

Il Comune di Campobello di Licata ha aderito, insieme alle ditte del raggruppamento di Imprese Iseda, Icos ed Ecoin, alla “Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti”, in programma fino al prossimo 25 novembre.
L’iniziativa, ha lo scopo di rafforzare l’attenzione di tutti i cittadini su quella che è una sempre maggiore e corretta gestione dei rifiuti, per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente nei grossi centri come nei piccoli comuni. Il prossimo giovedì 22 novembre, infatti, in Piazza XX Settembre, a Campobello di Licata, è stato organizzato il Festival della sostenibilità ambientale, con eventi specifici sulla raccolta differenziata, riduzione e prevenzione dei rifiuti e che vedrà l apresenza anche del sindaco di Campobello di Licata Giovanni Picone.
“Le azioni realizzate – spiegano gli organizzatori – sosterranno le “3 R” legate al “porta a porta”, che sono Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Ridurre vuol dire in primo luogo effettuare una rigorosa prevenzione e riduzione alla fonte. Riutilizzo vuol dire riuso e preparazione per il riutilizzo e riciclare significa utilizzare al meglio il prodotto della raccolta differenziata, attraverso selezione e riciclo”.
Nell’ambito dell’iniziativa, verrà allestito anche un Punto informativo mobile utilizzando un gazebo con la presenza dei facilitatori ambientali, in modo da fornire consigli utili sulla corretta separazione dei rifiuti, promuovere la pratica del compostaggio domestico, e distribuzione di opuscoletti informativi.

Una campagna di sensibilizzazione a favore dell’ambiente anche dentro le scuole, con i giovani. Secondo appuntamento del calendario di iniziative messe a punto dal Comune di Sciacca aderendo alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, dal 17 al 25 novembre 2018. Questa mattina incontro con gli studenti della Scuola Media “Inveges” a cura delle associazioni Marevivo e “Sciacca Pulita”. Hanno partecipato le seconde classi delle sezioni F e L.

Presenti per il Settore Ecologia e l’Ufficio Aro, che per conto del Comune stanno seguendo il progetto, Toni Nastasi e Salvatore Montalbano.

I rappresentanti di Marevivo Sicilia Stefano Siracusa e Luisa Maietta, e Piera Catanzaro dell’Associazione Sciacca Pulita hanno parlato dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra, dei rifiuti pericolosi e del loro corretto smaltimento.  

“Ringraziamo le scuole e le associazioni per il contributo fornito a questa nuova giornata di sensibilizzazione – dicono  il sindaco Francesca Valenti e l’assessore alla Gestione dei Rifiuti Carmelo Brunetto -. Sono lezioni che servono per seminare, aprire gli occhi sulla realtà, mettere in atto buone azioni di civiltà per tutelare l’ambiente, la città, i quartieri”. 

La settimana di sensibilizzazione è cominciata sabato 17 novembre con la raccolta straordinaria dei rifiuti pericolosi al centro comunale di raccolta di contrada Perriera. Oggi il primo incontro con le scuole. Domani confronto con gli studenti delle medie Scaturro e Rossi, a cura del gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti Sea-Bono. Il 25 novembre è prevista la pulizia straordinaria del porto, a cura delle associazioni Marevivo e Sciacca Pulita; e una nuova raccolta straordinaria dei rifiuti pericolosi al centro comunale.

Dall’insediamento del governo regionale, gli studenti e le studentesse siciliane hanno sempre cercato un dialogo con l’assessore regionale Roberto Lagalla, per una discussione collettiva sulla scuola siciliana. 

Dopo il 12 Ottobre, con decine di manifestazioni che hanno dato una scossa alla regione, l’Assessore ha dichiarato pubblicamente di essere pronto ad incontrarci, ma naturalmente ciò non è avvenuto. 

Il 16 e il 17 Novembre sono scesi in piazza 15.000 studenti contro la sua narrazione rosea e la sua immagine di assessore salva tutto e adesso pretendiamo di essere ascoltati. Per tanto abbiamo scritto una lettera, e se a questa non seguirà una risposta, il 23 Novembre ci troverete di nuovo in tutte le città della Sicilia perché contro un governo deludente saremo studenti siciliani controcorrente!

Caro Lagalla (che poi non troppo caro), 

Siamo gli studenti e le studentesse che dal 1994 lottano per la scuola pubblica e contro lo smantellamento di essa: 

eravamo nelle piazze e nelle università occupate contro la riforma Gelmini e i tagli della 133, eravamo in strada in decine di città quando il DDL Aprea ha provato a privatizzare le nostre scuole, occupavamo le scuole e ci mobilitavamo in centinaia di migliaia nel 2015 contro la Buona Scuola, una riforma che ha distrutto la scuola svendendola alle aziende, eravamo in piazza con le tute blu l’anno scorso contro l’alternanza sfruttamento.

Quest’anno in occasione del 12 Ottobre siamo stati la scossa che ha attraversato la regione, mobilitandoci contro la sua proposta di legge, vuota e inconcludente e a seguito delle decine di mobilitazioni, infatti, pubblicamente ci ha invitati ad un confronto. 

Pochi giorni fa, il 16 e il 17 Novembre, siamo tornati in piazza e questo incontro non è mai avvenuto, sebbene siano stati 15.000 gli studenti che hanno inondato le piazze di tutta la Sicilia urlando di essere, contro un governo deludente, studenti controcorrente. 

Assessore, le volevamo dire che non è più tempo per retorica e dichiarazioni spot: il tasso di dispersione scolastica in Sicilia è pari al 25,1%. 

È ora di rivedere le sue priorità, che non è quella di costruire la sua immagine di assessore salva-tutto con interventi solo di facciata ma di dare risposte concrete alle necessità reali:

-un reddito di formazione, per emancipare lo studente dalle condizioni economiche di partenza 

-l’approvazione del codice etico, per un’alternanza realmente formativa e di qualità

-gratuità dei libri di testo e di cinema, teatri, musica e libri

-trasporti sicuri ed efficienti

È ora di aprire quel dialogo con gli studenti e le studentesse di questa regione che tanto ha fuggito in questi mesi, perché nella discussione di in una legge regionale sul diritto allo studio dobbiamo essere coinvolti, noi che le scuole le viviamo ogni giorno.

Pretendiamo che quei 15.000 studenti che sono scesi in piazza per opporsi alla narrazione rosea della scuola siciliana che lei vuole fare passare nei social.

Dunque, Assessore, la invitiamo nuovamente al confronto e se questo verrà nuovamente declinato, ci vedrà di nuovo in tutta la regione il 23 Novembre.