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Così come concordato la scorsa settimana, nella mattinata odierna, anche alla presenza dei rappresentanti di Girgenti Acque, sui è tenuto il secondo sopralluogo nella zona Fondachello – Playa, per individuare gli interventi relativi alla mitigazione delle problematiche legate agli allagamento della zona. 

 Al sopralluogo odierno, oltre ai rappresentanti di Girgenti Acque, hanno partecipanti della Protezione Civile del Distretto di Agrigento, tecnici del Comune, l’assess. al ramo, Antonio Pira, in rappresentanza del sindaco Giuseppe Galanti,  e l’esperto del sindaco Salvatore Licata.

A conclusione dell’incontro, la Protezione Civile di Agrigento ha assunto l’impegno di redigere un progetto, con conseguente  realizzazione di un percorso alternativo del tratto di condotta fognaria, di adduzione all’impianto di depurazione,  che dal penultimo pozzetto conduce all’ultimo, baypassando il ponte sulla foce, previo controllo, da parte del dei tecnici comunali sulla titolarità dell’area  sui cui realizzare l’opera, in considerazione del fatto che l’attuale tratto risulta fortemente intasato, cone già appurato in occasione del primo sopralluogo. 

 Si è reiterato a Girgenti Acque la rimessa in efficienza        delle stazioni di sollevamento dalla S 12 alla S 7 , con controllo della funzionalità delle condotte di collegamento.

Inoltre, con un progetto redatto da Girgenti Acque e richiesto ed approvato dall’Amministrazione Giudiziaria, si completerà il lavoro per la realizzazione dello scolmatore in ingresso all’impianto di depurazione.

L’Amministrazione, ha ribadito ai presenti la necessità di agire entro i ristretti tempi necessari, atteso che le condizioni dell’allagamento del quartiere sono divenuti insostenibili.

Nella classifica di Italia Oggi sulla qualità della vita, la provincia di Agrigento si attesta tra le prime otto in Italia e guadagna 68 posizioni, mentre sul fronte Sicurezza ne conquista dieci. “Questo primato dimostra, intanto, che la gestione differenziata dei rifiuti e le politiche di sostenibilità ambientale stanno producendo dei frutti – commenta il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – e significa anche che, laddove le amministrazioni locali possono incidere direttamente nella soluzione dei problemi, il territorio ne trae benefici tangibili. Altra cosa è invece quel che accade nella Sanità, per cui la limitatezza di visione strategica e di investimenti della Regione fa precipitare Agrigento all’ultimo posto con uno zero tagliato che incide pesantemente sull’intera classifica. La qualità della Sanità agrigentina è sotto gli occhi di tutti, nonostante tante buone professionalità mediche il cui operato è penalizzato e frustrato da ataviche carenze. Tale qualità si misura già al primo impatto con l’accesso al pronto soccorso, si accentua con le note gravi difficoltà per gli esami diagnostici o con la carenza di personale sanitario e parasanitario e ancor più con un generale deficit di risposta al bisogno di salute degli agrigentini. Mi auguro che questi dati siano letti dal presidente della Regione con la nostra stessa apprensione e che si apra una seria riflessione nell’agenda del Governo regionale per affrontare i nodi critici della Sanità in Sicilia a cui aggiungerei i nodi su Trasporti e viabilità che penalizzano ancora oggi fortemente Agrigento. Lo zero sulla Sanità è un indice che grava pesantemente sulla qualità della vita degli agrigentini e nonostante le lusinghiere performance in tutti gli altri ambiti ci ha fatto perdere posizioni” .

 

Un referendum popolare, da condurre come ancora è da capire, per verificare la volontà popolare sul futuro del viadotto “Akragas II”. E’ questa l’ipotesi oggi accarezzata dall’amministrazione comunale, che, comunque, attende prima da Anas una proposta progettuale di viabilità alternativa e secondaria. Un progetto, questo, che potrebbe arrivare ad Agrigento a metà di gennaio del 2019. Se l’idea sarà ritenuta fattibile e, soprattutto, se si valuterà che questa potrà eliminare le difficoltà alla viabilità provocate potenzialmente dalla demolizione del viadotto, si potrà procedere alla verifica della volontà popolare sul tema.

La società, dal canto suo, ha sempre sostenuto che l’eliminazione dell’infrastruttura non è un’ipotesi che è stata presa in considerazione e che vi sono i margini per un recupero (certamente costoso) in sicurezza, per quanto si sia strategicamente aggiunto che qualora vi fosse una spinta dal basso in una direzione o in un’altra il privato avrebbe potuto fare le sue valutazioni di merito.

Opportunità che, appunto, arriverebbe con un referendum tra i cittadini agrigentini, nelle more che si avviino i lavori almeno sull’Akragas I, il tratto più corto e oggi anche quello meno malmesso.“
 

 

 

Il “copione” non cambia. Nonostante l’assessore comunale alle Finanze, Nello Hamel, abbia annunciato la presentazione – ai Revisori dei conti – di un documento che farà lo screening preciso alle condizioni economiche di palazzo dei Giganti, spiegando come si potrà raggiungere l’equilibrio finanziario, il consiglio comunale continua ad approvare il riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio. Sistematicamente, una volta al mese, i componenti di aula “Sollano” – approvando il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, anche al fine di salvaguardare gli equilibri complessivi di bilancio, – “certificano” i conti in rosso, sempre più in rosso, del Municipio. E anche in quest’ultimissima tornata, in ordine di tempo, ci sono state sentenze che condannano il Comune a pagare spese di giudizio. Pronunciamenti, sempre a carico di palazzo dei Giganti della commissione tributaria regionale. Ma anche una sentenza, del giudice di pace, che ha condannato l’ente – in solido con Girgenti Acque – al pagamento di un risarcimento danni per un incidente stradale determinato dalla strada sconnessa: con vari dislivelli. Palazzo dei Giganti e gestore idrico dovranno pagar 1.658,43 euro. Il Consiglio, trattandosi appunto di una condanna in solido, ha dunque riconosciuto la legittimità del debito fuori bilancio di 829,21 euro.
 

Esiste una ricetta d’amore per innamorarsi ed essere amati? Forse si, o forse no.

Da questa domanda sembra partire l’ idea dello spettacolo: “Ricette d’amore” di Cinzia Berni, messo in scena

dal 30 novembre al 2 dicembre al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento dal Gruppo Teatrale Studio Teatro Giovane,

con Elisa Capraro, Simona Carisi, Paolo Di Noto, Oriana Fabrizio, e Oriana Paolocà. 

La regia è di Enzo Cordaro che ne è anche il produttore,l’assistente di regia è Angelita Butera

le scene sono di Totò Cutaia e Enzo Adamo.

Giulia,Irene e Susanna si riuniscono a casa di Silvia per preparare

l’esame d’arte culinaria del corso “A tavola con lo chef” che frequentano insieme.

Mentre eseguono le ricette parlano delle loro vite, dei loro sogni, di sentimenti,

finchè l’arrivo in casa di Luca, fratello di un vicino di casa di Silvia,sconvolgerà le loro vite.

Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo.

Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia

frizzante ed ironica.

La Giunta di governo ha deliberato le designazioni dei nuovi manager della sanità siciliana attingendo dalle short list scaturite dalle valutazioni della Commissione di selezione. Su indicazione del presidente Nello Musumeci, è stato chiesto ai candidati di rilasciare un’autocertificazione relativa a ‘parentele pericolose’ e a eventuali condanne o procedimenti in corso in sede penale. I manager designati sono: per Asp Palermo Daniela Faraoni; Asp Catania Maurizio Letterio Lanza; Asp Messina Paolo La Paglia; Asp Agrigento Giorgio Santonocito; Asp Caltanissetta Alessandro Caltagirone; Asp Enna Francesco Iudica; Asp Ragusa Angelo Aliquò; Asp Siracusa Salvatore Lucio Ficarra; Asp Trapani Fabio Damiani. Ad ARNAS ‘Civico’ Palermo Roberto Colletti; ARNAS ‘Garibaldi’ Catania Fabrizio De Nicola; Azienda ‘Cannizzaro’ Catania Salvatore Emanuele Giuffrida; ospedale ‘Papardo’ Messina Mario Paino; Ospedale ‘Villa Sofia Cervello’ Palermo Walter Messina e IRCCS ‘Bonino Pulejo’ Messina Vincenzo Barone.

Anche quest’anno verrà celebrata ad Agrigento la Settimana nazionale Nati per Leggere, con una manifestazione che, grazie alla disponibilità del Polo museale di Agrigento, si svolgerà martedì 20 novembre, a partire dalle 9,30,  nel Chiostro della Chiesa di San Nicola.  

Anche la data è significativa: il 20 novembre ricorre infatti la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Settimana nazionale Nati per Leggere (che quest’anno va dal 17 al 25 novembre) è stata istituita proprio per promuovere il diritto alle storie delle bambine e dei bambini. Numerose manifestazioni a carattere regionale, provinciale e locale si svolgono in tutta Italia e anche nella nostra Regione durante questa settimana.

La manifestazione di Agrigento, curata dal Coordinamento provinciale NpL, vedrà la partecipazione dei bambini della Scuola dell’infanzia degli Istituti comprensivi di Agrigento: “Agrigento Centro”, “Anna Frank” ed “Esseneto”, accompagnati dai loro  genitori e dagli insegnanti. Saranno accolti dagli operatori e dai volontari NpL della città e di altri comuni della provincia che li intratterranno con la lettura di tante belle storie.

Ma vuole essere una grande festa alla quale sono chiamati a partecipare tutti i i bambini “Nati per Leggere”,  i loro genitori  e quanti a loro si dedicano con amore, impegnandosi a far diventare la lettura in famiglia una bella pratica quotidiana.

Il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sicilia ha diramato per domani, 19 Novembre, un’allerta meteo “gialla”.

Le precipitazioni si prevedono da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, nella seconda
parte della giornata sul settore centrale della Sicilia meridionale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati; isolate, anche a carattere di rovescio o breve temporale, nella seconda parte della giornata su Sicilia occidentale e settore ionico meridionale, con quantitativi cumulati deboli


Uno stabile disabitato e fatiscente è crollato oggi nel centro storico di Favara. Il crollo è avvenuto in via del Carmine, non molto distante dal luogo dove nel gennaio del 2010 le sorelle Bellavia persero la vita dopo che la palazzina in cui abitavano si era letteralmente sbriciolata.

Per fortuna non si registrano feriti. La zona dove si è verificato il fatto si trova nelle vicinanze della Farm Cultural Park,nel pieno centro storico favarese.

Il quartiere ove è avvenuto il crollo è risultato posto sotto sequestro dal 2010 e dissequestrato poco tempo fa. La zona in questione, ormai disabitata, è oggetto di un progetto di riqualificazione urbana in “Project finance” che prevede la demolizione delle abitazioni fatiscenti con la ricostruzione di nuclei abitativi con annesso un parcheggio pubblico.

 

 

 

 

La Uil di Agrigento, interviene con Gero Acquisto e tutto il gruppo dirigente provinciale,in vista della visita del Ministro delle Infrastrutture Toninelli in Sicilia e con le relative ispezioni nei cantieri che toccheranno anche la nostra provincia, a oggi in pieno ritardo e disastro infrastrutture che segnano pesanti ricadute in termini economici e sociali per i cittadini residenti.

“Il tema strade ad ogni livello è un tema centrale della nostra provincia e del nostro sviluppo, la nostra organizzazione sindacale che si batte e lotta quotidianamente in questo territorio ne ha fatto negli ultimi anni una questione di vitale importanza per far rinascere un territorio oggi piegato e distrutto, soprattutto per la mancanza di una viabilità quanto meno accettabile che ancora tarda a venire.

Al Ministro Toninelli che guida un dicastero difficile ma prioritario per lo sviluppo del Paese e del Sud, quale quello delle infrastrutture e dei trasporti, chiediamo un impegno concreto e deciso da parte dello Stato per chiudere una serie di incompiute e arterie stradali che negli ultimi anni hanno segnato una involuzione netta per tutto il nostro territorio e la nostra economia e qualsiasi piano industriale e di crescita e attecchimento delle attività produttive per mancanza di certezze e per un isolamento che ha danneggiato tutti gli investimenti.

Sappiamo che lo stesso Ministro è stato dotato di un corposo dossier sul disastro dell’asse viario della provincia di Agrigento, apprezziamo i sopralluoghi e le ispezioni che farà in questo tour, dalla ss.640 con l’incontro al Ponte San Giuliano, alla visita in Prefettura con i Sindaci per il viadotto Akragas e per le zone più colpite e interessate dalle ultime inondazioni, ma tutto ciò non basta se i termini degli interventi di realizzazione, manutenzione e completamento delle opere dovessero continuare ad avere questi tempi di realizzazione,non sono più accettabili in un lembo di Italia che nel 2018 si trova a muoversi da paesi che distano 50 Km in condizioni da terzo mondo.

Non sono più accettabili, caro Ministro al netto dei sopralluoghi anche del cantiere della ss. 121, della Palermo-Agrigento altro cantiere infinito che ha distrutto i collegamenti viari ed economici di tre province non funziona nulla, dalle strade interpoderali, alle comunali e alle provinciali, ci vuole un intervento in prima persona del Governo Nazionale. Tant’è vero che il governo regionale, le province e i comuni da soli non ce la fanno e i risultati sono stati finora esternati dalle condizioni delle strade, ormai chiusure, pericolosità e ordinanze sindacali sono una costante che non può essere la soluzione.

Adesso si sta cercando di intervenire con misure straordinarie per pulire alvei di fiumi, torrenti, valloni che sono apprezzabili ma sempre con tempi che non sono rapidissimi.

Se questo è il governo del cambiamento lo dimostri realmente e fattivamente con interventi e investimenti che possono farci uscire da questo isolamento che si perpetua da troppi anni, le inaugurazioni dell’ammodernamento e raddoppio nel 2009 della ss.640 e nel 2015 dei 34 km della Palermo-Agrigento ci hanno fatto sognare troppo presto e invece il territorio, a causa di tutti questi ritardi, è piombato indietro terribilmente.

E anche errori conclamati come il Ponte Petrusa non trovano ad oggi delle soluzioni, come del resto i tempi della messa in sicurezza e della manutenzione del Ponte Morandi sembrano procrastinarsi in un tempo infinito, la nostra organizzazione sindacale aspetta da Lei e dal suo governo pochi proclami ma soluzioni a queste problematiche per riagganciare questo pezzo di Sud al resto di Italia, perché parlare di Industria 4.0, di Zes e di altre occasioni di sviluppo, quando mancano le strade e prenderci in giro vicendevolmente. La gente agrigentina e le comunità non possono aspettare ancora, inerzie, ritardi, contenziosi e intoppi burocratici non devono accompagnare questo territorio alla morte, sarebbe un crimine anche da parte della nuova classe dirigente e del cambiamento che ha sempre criticato la vecchia politica di irresponsabilità e di sprechi delle risorse pubbliche. Il diritto alla sopravvivenza non è della Uil o del Ministro Toninelli, è dei cittadini che alimentano lo Stato pagando dei tributi ma pretendono da troppo tempo diritti essenziali e costituzionalmente garantiti come il resto delle province italiane.