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L’imprenditore agrigentino Giovanni Parisi è riuscito in pochi giorni a raccogliere più di 8500 firme per una petizione che prevede i lavori per il miglioramento delle tratte ferroviarie Agrigento Caltanissetta e Palermo Catania.

Parisi ha approfittato della presenza ad Agrigento dell’ex Premier Giuseppe Conte, il quale era naturalmente accompagnato dal vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancellieri. E proprio a questo ultimo Giovanni Parisi ha consegnato nelle sue mani la petizione con tutte le firme.

Che sia di buon auspicio.

MOTIVI DELLA PETIZIONE

La realizzazione di una nuova linea ferroviaria veloce su quella già esistente, con il relativo innesto alla costruenda linea ferroviaria veloce Palermo Catania, porterebbe l’utenza di tutta la provincia di Agrigento agrigentina e i numerosi turisti che visitano la Sicilia ad accorciare i tempi di percorrenza da Agrigento a Catania aeroporto in circa 100 minuti di percorrenza contro le attuali 3 ore con l’autobus di linea e in 2 ore e mezza con gli autobus turistici.

La realizzazione di questa preziosa ed utile infrastruttura, rilancerebbe la mobilità della nostra provincia, oggi quasi isolata dal resto del mondo per la mancanza di infrastrutture moderne e dell’aeroporto atteso da 60 anni.

Siamo consapevoli che al turista non importa atterrare ad Agrigento,  al turista importa avere infrastrutture moderne e veloci, che gli consentono di girare l’isola con tempi ridotti rispetto a quelli di oggi atterrando a Catania o a Palermo.

Questa PETIZIONE vuole sollecitare il governo nazionale, quello regionale e la società Trenitalia, a prendere in considerazione questa proposta con la collaborazione di tutte le forze politiche del territorio.

Il treno avvicinerebbe Agrigento non solo a Catania ma ad un centinaio di località europee, attraverso l’aeroporto di Catania, che ha decine e decine di destinazioni europee e nazionali ogni giorno.

Grazie a tutti coloro i quali hanno firmato questa petizione  e alle istituzioni in indirizzo che speriamo tutti quanti si adopereranno alla realizzazione di questa infrastruttura.

Ci Auguriamo ovviamente che questa Petizione che consegneremo a tutte le istituzioni in indirizzo la  prendano in considerazione.

P.S. Mi hanno informato fonti certe vicino a Trenitalia, che con una somma relativamente sostenuta, si potrebbe realizzare un Bay pass di 300 mt. su un terreno di proprietà di Trenitalia evitando l’ingresso all’attuale stazione di Canicattì, con un risparmio di almeno 20 minuti sui tempi di percorrenza attuali, arrivando a Caltanissetta in 60 minuti e proseguendo dopo per Catania sulla nuova linea veloce.

Agrigento 8 ottobre 2021

PETIZIONE FIRMATA E  INDIRIZZATA A:

Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili

Ministro per il Sud e la coesione territoriale

Ministro Affari Regionali

Ministro Turismo

Sottosegretario delle Infrastrutture  Giancarlo Cancelleri

Presidente della Regione Siciliana

Deputazione Nazionale e Regionale

Sindaci: Agrigento – Caltanissetta – Palermo – Catania – Messina

Sindaci:  Aragona  – Grotte – Racalmuto – Canicattì – Serradifalco – San Cataldo

Commissari: Libero consorzio:

di Agrigento – Caltanissetta – Palermo – Catania – Messina

Sindacati: Cgil – Uil – Cisl

Pres. Nazionale  Assoturismo Confesercenti dr. Vittorio Messina

Presidenti Ordine Architetti  – Ingegneri

GRUPPO FERROVIE DELLO STATO ITALIANE:

CEO: Trenitalia – Rfi – Italferr

A cura di Giovanni Parisi ed altri 8.500 firmatari.

“La bocciatura dei 59 progetti di investimento per infrastrutture irrigue presentati dalla Regione siciliana nell’ambito delle opere finanziabili con i fondi del Pnrr non può essere catalogata come un incidente di percorso. È soltanto l’ultimo pasticcio che si aggiunge a ritardi imperdonabili, criticità, scarsa programmazione e sprechi nell’utilizzo delle risorse extraregionali”.
Lo afferma il coordinatore provinciale del Movimento politico Servire Agrigento, Raoul Passarello.
“Il clamoroso flop è un campanello d’allarme rispetto a quello che potrebbe accadere tra non molto con l’arrivo in Sicilia di 50 miliardi di euro tra fondi della programmazione europea 2021/2027 e quelli del Pnrr.  Auspicare un cambio di passo senza una programmazione strategica e quando ancora rimangano da utilizzare 2,6 mld di euro dei 4,2 miliardi di euro della vecchia programmazione PO FESR 2014/2020 appare impresa ardua. Risorse destinate allo sviluppo e alle infrastrutture che rischiano il disimpegno per l’inadeguatezza dei dipartimenti e il mancato coordinamento da parte del Governo regionale.
“La Sicilia non può perdere altri treni, piuttosto che polemizzare con Roma il Presidente Musumeci dimostri il necessario scatto di orgoglio per imprimere un’accelerazione nella procedura di spesa per assicurare le infrastrutture che servono alla crescita e allo sviluppo dell’isola”.

Sono 8 i positivi al Covid in provincia di Agrigento e nessun decesso con 13 guariti. Questi i dati diffusi dall’Asp nel bollettino odierno. Non si registrano nuovi ingressi in ospedale. Complessivamente sono stati somministrati 207 tamponi rispetto ai 254 di ieri.

10 le persone ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Nessun paziente Covid al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, mentre sono 9 i ricoverati al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Rimane un solo ricovero in ospedali fuori provincia. Un solo paziente in terapia intensiva. Nessun paziente si trova in strutture lowcare.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento: 10 (dato stabile), di cui un migrante ospite di una casa d’accoglienza; Aragona: 1 (dato stabile); Bivona: 7 (stabile); Cammarata: 1 (stabile); Caltabellotta: 3 (stabile); Campobello di Licata: 8 (-3); Canicattì: 58 (-3); Castrofilippo: 1 (-2); Cattolica Eraclea: 4 (+1); Favara: 10 (stabile); Grotte: 4 (stabile); Licata: 19 (-3); Menfi: 3 (-1); Montallegro: 2 (stabile); Palma di Montechiaro: 49 (stabile); Porto Empedocle: 23 (+3); Racalmuto: 2 (stabile); Raffadali: 1 (stabile); Ravanusa: 7 (stabile); Realmonte: 1 (stabile); Ribera: 5 (+1); Sambuca di Sicilia: 1 (stabile); San Biagio Platani: 1 (stabile); San Giovanni Gemini: 4 (stabile); Sciacca: 14 (stabile); Siculiana: 7 (stabile) di cui 4 sono migranti isolati a “Villa Sikania”; Villafranca Sicula: 1 (stabile).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Burgio, Camastra, Casteltermini, Comitini, Cianciana, Calamonaci, Lucca Sicula, Montevago, Joppolo Giancaxio, Naro, Santo Stefano Quisquina, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce e Sant’Angelo Muxaro.

Sono 38 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

La Guardia di Finanza ha eseguito a Catania un nuovo sequestro a carico dell’imprenditore, Nino Pulvirenti, ex patron del Catania calcio, dopo il sequestro delle quote societarie di Finaria e di altri beni eseguito lo scorso agosto. Adesso sono state sequestrate disponibilità finanziarie, quote societarie e 12 immobili situati nelle province di Catania e Messina. Il sequestro ammonta a complessivi 4 milioni di euro ed è collegato all’indagine su presunti omessi versamenti fiscali da parte della Meridi (società attiva con diversi marchi nella distribuzione alimentare organizzata), con riferimento agli anni 2017 e 2018. Il sequestro colpisce Nino Pulvirenti in quanto considerato dagli investigatori come amministratore di fatto di Meridi, che negli anni 2017 e 2018 non avrebbe versato entro il termine previsto ritenute Irpef dovute relative ai periodi d’imposta 2017 e 2018 per un ammontare complessivo pari a 4 milioni e 50mila euro.

Ieri a Licata, la Polizia di Stato denunciava un settantasettenne licatese per violazioni in materia di armi.

Il personale del Commissariato della Sezione Anticrimine dovendo dare esecuzione ad una ordinanza dell’Ufficio di Sorveglianza di Agrigento nei confronti dell’uomo per l’applicazione della misura della Libertà controllata  per la durata di giorni 32 in conversione di una pena pecuniaria di euro 8.000,00 di ammenda, per reati in materia edilizia, si recava nell’abitazione di U.P.

L’uomo, titolare di porto di fucile per uso sportivo scaduto di validità, detentore di un fucile sovrapposto cal. 12 marca, di  una pistola cal. 9×21 di nr. 50 cartucce cal. 9×21 tutti regolarmente denunciati, veniva trovato in possesso di nr. 15 cartucce cal. 9×21 custodite all’interno di un armadio detenute illegalmente. Pertanto l’uomo veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento per i reati di omessa custodia di armi e munizioni e omessa denuncia di acquisto di munizioni. Le 15 cartucce venivano poste sotto sequestro, e le altre armi e munizioni venivano acquisite.

Ad Agrigento, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, si è svolta un’altra sessione chirurgica del programma socio-sanitario “Benessere Uomo”, che prevede, fra le altre iniziative, degli interventi di chirurgia andrologica e protesica, a cura dei chirurghi urologi, professor Michele Ruoppolo, Direttore della Unità Operativa di Urologia ed Andrologia, e il professor Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma.

I Consiglieri Comunali dei gruppi Partito Democratico e Raffadali Cambia ed il circolo PD della locale sezione “C. Sessa” di Raffadali, si oppongono fermamente alla scelta dell’amministrazione comunale di Raffadali di privatizzare il Cimitero Comunale.
“Dopo le fallimentari esternalizzazioni del servizio idrico, della raccolta dei rifiuti solidi urbani e del servizio di riscossione dei tributi locali, che hanno avuto una rilevante incidenza per le tasche dei cittadini, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA APPROVATO LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI CIMITERIALI”

“Il Sindaco e la sua maggioranza nella seduta del Consiglio Comunale di Lunedì 20 Settembre c.a., hanno votato l’affidamento dei servizi cimiteriali a privati, che hanno il solo ed unico scopo di realizzare sostanziosi profitti”.

“Tale scelta è stata giustificata come la soluzione migliore per porre fine all’incuria in cui oggi si trova il cimitero comunale”.

“Ci chiediamo, chi ha gestito i servizi cimiteriali negli ultimi anni”?

Il gruppo di opposizione si è opposto nella predetta seduta a tale scelta, ritenendo la gestione pubblica, la migliore soluzione per l’espletamento di un servizio pubblico essenziale.

Le forze politiche di opposizione ed i loro rappresentanti, si impegnano a contrastare nelle sedi opportune, l’esternalizzazione dei servizi comunali.

Numerosi dissidi familiari, nel corso del tempo, hanno fatto si che l’ennesima discussione tra padre e figlia sia sfociata in una lotta fisica tra i due durante la quale la figlia 42enne, nubile e casalinga, ha colpito il proprio genitore alle spalle con una pala.

Non sono stati colpi leggeri, tanto che il padre è dovuto ricorrere alla cure dell’ospedale San Giovanni di Dio dove gli sono state diagnosticate lesioni guaribili in una trentina di giorni.

Il fatto è avvenuto a Sant’Angelo Muxaro dove sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, coordinati dal comando compagnia di Canicattì. I militari, dopo gli accertamenti e il ritrovamento della pala, hanno deferito in stato di libertà alla Procura di Agrigento la donna 42enne che adesso dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di lesioni personali.