Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 501)

Il consigliere comunale di Agrigento, Alessandro Sollano, allegando delle fotografie testimonianza, denuncia il grave stato di degrado e di abbandono in cui versa la via Regione Siciliana ad Agrigento. Sollano afferma: “Che la città di Agrigento è trascurata è sotto gli occhi di tutti. Che le vie e i quartieri sono abbandonati a se stessi è diventata una normalità. Ma se a questo dobbiamo aggiungere i rischi derivanti dalla possibilità di incidenti causati dalla poca visibilità per il mancato discerbamento allora ciò è assurdo. In via Regione Siciliana i veicoli devono fare lo slalom per evitare impatti improvvisi, mettendo a serio rischio la vita delle persone. L’amministrazione comunale avverta il senso di responsabilità e rimedi

 

Vigilare sugli Enti gestori delle nostre infrastrutture viarie

INARSIND Agrigento (sindacato ingegneri ed architetti liberi professionisti) prendendo spunto dalle recenti questioni inerenti il crollo del ponte Morandi di Genova, sollecita gli Enti ed i soggetti preposti ad incrementare il controllo sullo stato in cui si trova il patrimonio edilizio e viario pubblico. Pur essendo prioritaria tale azione di controllo i tempi della burocrazia hanno fatto sì che ci volessero due mesi soltanto per nominare il Commissario Straordinario che si occuperà della ricostruzione del nuovo ponte Morandi di Genova. Nel nostro territorio a fine agosto scorso si era aperto un vivacissimo dibattito sull’opportunità di abbattere o meno il viadotto Akragas (Morandi) che collega Agrigento a Porto Empedocle.
Grazie anche all’intervento prima degli Ordini Tecnici professionali e subito dopo di Legambiente si é riusciti a riportare il dibattito nelle giuste sedi, evitando conclusioni indotte da spinte emotive, senza che le stesse siano supportate da esami tecnici adeguati. L’ipotesi di demolizione avanzata da alcuni, ad oggi non ci sembra sia fondata su basi razionali e su adeguate considerazioni tecniche, economiche e sociali. Le condizioni reali sullo stato di salute del ponte deve essere certificato dall’ANAS, che è il soggetto preposto alla gestione. Se il ponte può essere recuperato, adeguandolo alle sopravvenute norme tecniche, ivi incluse quelle sismiche, l’ANAS deve quantificare costi e tempi degli interventi in modo che chi ha l’onere e l’onore di fare le grandi scelte politiche, valuti i costi ed i benefici delle varie soluzioni e poi decida nell’interesse della collettività. Noi professionisti siamo a disposizione per supportare la Governance politica nelle valutazioni tecniche che non possiamo demandare a soggetti privi di competenze.
Dopo la riunione di giorno 7 settembre scorso, tenutasi nei locali del Comune di Agrigento alla presenza anche di ANAS, si è appreso che l’Ente Gestore era in condizione di mettere in sicurezza l’opera viaria. Così come chiesto dagli Ordini Professionali, sembrava che il soggetto gestore avrebbe a breve consegnato agli Enti preposti la documentazione inerente le verifiche strutturali con i relativi costi e il progetto di adeguamento per riaprire l’arteria prima possibile.
E’ già trascorso più di un mese da quella data e ad oggi non vi sono aggiornamenti.
Il territorio ha bisogno di tempi certi, per il viadotto Morandi così come per gli altri ponti e cavalcavia diffusi in tutta la Provincia. Gli Enti locali e provinciali devono fare la propria parte sollecitando l’ANAS ad effettuare le verifiche e pianificare gli eventuali interventi di recupero, non limitandosi alla chiusura totale o parziale. 

La stagione parte il 25 ottobre 2018 alle ore 18e15 nella saletta teatro dell’Empedocleo, con lo spettacolo “Boom….CameraRidens” e si concluderà il 24 maggio 2019.

Il cartellone presenta otto spettacoli esclusivi, proponendo messe in scena  teatrali tra recitazioni, canti lirici, polifonici e pop e coinvolge tutta la storia artistica del territorio,con le presenze storiche da Giovanni Moscato a Lia Rocco, Alfio Russo, Alfonso Marchica,Rosaria Leto,Antonio Garufo,Antonio Zarcone,Salvatore Nocera Bracco, e con le generazioni artistiche più recenti da Maria Grazia Castellana a Maria Fantauzzo,Rosa La Franca, Antonella Morreale,Giuseppe Gramaglia,Lillo D’Aleo,Massimo Agozzino Angelo Provenzano,Angelo Cinque,Gioacchino Marrella e con il coinvolgimento artistico del Coro polifonico Terzo Millennio diretto dal maestro Domenico Mannella,del soprano Caterina Pistone,della pianista classica Isabella Di Salvo e con la giovanissima cantante pop Samuela Vullo e la storica cantante Francesca Cosentino,ed ancora con la cantante russo-agrigentina Irina Zobacheva,la zarina.

Con la partecipazione  straordinaria dell’attrice Berta Ceglie e del protagonista del teatro siciliano Mario Sorbello con la cantante folk Agata Taormina.

E ancora con la collaborazione dell’Accademia delle BB.AA. Michelangelo,della scuola di ballo Lunarossa, del filmaker Diego Romeo,di Andrea Cassaro,Giuseppe Portannese e di Salvatore Cucchiara.

Un Cartellone sintesi e crogiolo   della grande anima artistica agrigentina ,espressione unica -per articolata programmazione -delle infinite realtà artistico-culturali della terra di Pirandello.

Con autori selezionati in modo specifico e innovativo da Sciascia,nel trentennale della scomparsa, ad Auden,Buttitta,Campanile,Martoglio,Pirandello giovane,

Una iniziativa teatrale a costo zero,con intervento gratuito di tutti i partecipanti,all’insegna della vitalità culturale e artistica  esclusiva della nostra città millenaria e dei territori circostanti. 

Amaro inizio di settimana al mattino di oggi per il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava. Una lettera contenente un proiettile calibro 7.65, indirizzata al presidente della commissione parlamentare d’indagine sulla mafia, è stata recapitata a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale. La Digos ha già provveduto al sequestro della busta e del contenuto. Fava è stato eletto alla presidenza della Commissione regionale antimafia lo scorso 16 maggio. Già dal mese successivo, la Commissione ha avviato un’indagine conoscitiva sul cosiddetto “sistema Montante”, mentre da luglio indaga anche sul fronte dei depistaggi sulla strage di via D’Amelio emersi dalla sentenza del Borsellino quater. Nei giorni scorsi all’Assemblea è stata approvata la legge proposta da Claudio Fava sull’obbligo per i parlamentari regionali di dichiarare la propria eventuale appartenenza a logge massoniche.

Il Vice Presidente Vicario dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, ha presentato una mozione, con la quale impegna il Governo regionale a riconoscere lo stato di calamità naturale su tutto il territorio della Sicilia, a seguito della compromessa raccolta di uva da tavola, in particolar modo nell’agrigentino, a causa del fenomeno del Cracking” o spaccatura del frutto.

L’iniziativa del parlamentare fa seguito al grido d’allarme lanciato, da diversi mesi, da agricoltori, produttori ed agronomi, per i quali anche l’attuale stagione agricola, legata alla raccolta dell’Uva Italia, è fortemente a rischio per la presenza di tale fisiopatia. E ricordano come già nove anni fa, nel 2009, il comparto della zona del canicattinese visse una delle stagioni peggiori in fatto di raccolta di uva, per la presenza, appunto, del “Cracking”, dovuto, secondo le analisi degli esperti, tra gli altri, alla gestione idrica, alla situazione climatica, alla suscettibilità della varietà “Uva Italia” e di prodotto. Inoltre, secondo gli agronomi, le giornate molto calde e secche di due settimane fa hanno provocato una forte domanda evapotraspirativa, senza contare che nella quasi totalità delle aziende non è mai presente un sistema di monitoraggio dell’acqua nel terreno, quindi è molto facile che ci siano stati eccessi di irrigazione o ancora peggio difetti di irrigazione in giorni in cui la domanda evapotraspirativa era molto alta.

Considerato che l’annata agraria 2018 per l’uva da tavola sarà ricordata, oltre che per la difficile situazione dei mercati, anche per il cracking,  fenomeno che sta colpendo  la Sicilia, soprattutto le aree di  Canicattì e  Mazzarrone, tanto che il Comune della provincia di Catania ha richiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità e nei prossimi giorni uguale proceduta avvieranno anche i Comuni della Provincia di Agrigento, Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra, Palma di Montechiaro e ritenuto che la partenza a macchia di leopardo della frammentata produzione precoce siciliana ha determinato un inizio al ribasso (-15/20% dei prezzi) che, in giorni di piena stagione come questi, quando sono appena entrati in produzione anche Puglia, Spagna e Marocco, determinano prezzi al produttore che non arrivano neanche a 50 centesimi con picchi in discesa fino a 30 quando la copertura dei costi sarebbe garantita dai 70 centesimi al chilo in su. E, ancora, accertato che l’entità dei danni verificatisi nell’annata 2018 può considerarsi eccezionale a causa di una combinazione di condizioni ambientali particolarmente favorevoli al cracking sia in fase di allegagione che in fase di post-invaiatura, il Vice Presidente dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, impegna il Governo della Regione, con la presente mozione, a  riconoscere lo stato di calamità naturale  nel  territorio della Regione Siciliana ove la produzione dell’uva, denominata “Uva da tavola di Canicattì”, risulta essere quantitativamente e qualitativamente danneggiata da fisiopatie della vite conseguenti a fenomeni di cracking (o spacco). E ancora, impegna il Governo a   recepire,   tempestivamente, ogni  iniziativa   finalizzata  alla quantificazione   dell’entità  dei    danni   alle  produzioni  in  coerenza  con   quanto previsto dalle legislazioni in materia.

Ad Agrigento, nella sala Giglia della Provincia, il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, ha presentato alla stampa l’iniziativa “Ricordati di salvare l’Italia”, una campagna nazionale di raccolta fondi, e poi le “Giornate Fai d’autunno”, itinerari a tema a cura delle delegazioni e gruppi Fai Giovani, alla scoperta di luoghi finora poco valorizzati in tutta la Regione Sicilia.

Ad Agrigento, in via Venezia 1, che è una parallela di via Manzoni, è stata inaugurata la nuova sede del centro sociale “Arcobaleno”, promosso dall’associazione “Solidarietà” presieduta da Nello Hamel. Nella struttura si svolgeranno attività di volontariato quali il contrasto all’emarginazione sociale, assistenza umanitaria, gestione del tempo libero e socializzazione degli anziani. L’associazione “Solidarietà” è una organizzazione di volontariato senza fini di lucro che opera nella città di Agrigento da 22 anni

Ad Aragona è stato restituito alla pubblica fruizione, dopo il restauro degli spazi museali e l’ampliamento espositivo, il Tesoro della Chiesa del Rosario di Aragona, esposto nella cripta, primo tassello del Museo Diocesano inteso come museo diffuso nel territorio, realizzato dalla Soprintendenza nel 1997 a cura di Gabriella Costantino, grazie ad un finanziamento dell’Assessorato regionale ai Beni culturali e con un contributo della Curia. Il museo comprende argenti, gioielli, ex voto, sacre suppellettili e pregiati paramenti. Sono stati adeguati gli impianti di sicurezza ed illuminazione. E’ stato previsto anche uno spazio multimediale. La stessa Gabriella Costantino spiega: “Il pretesto della realizzazione del Polo nel 1997 è stata la necessità di musealizzare la pittura del soffitto ligneo ottocentesco, realizzato nel 1842 da Giuseppe Spina, pittore di Licata, staccata dal supporto ligneo con la tecnica dello “strappo” per rendere visibile il dipinto sottostante datato 1689. Ed anche la volontà di lavorare parallelamente da una parte alla ricostituzione del Museo Diocesano e dall’altra ad una rete di poli museali diffusi nel territorio: ed è un percorso culturale oggi condiviso assieme alla Curia Arcivescovile. Altro aspetto interessante è quello legato alla committenza del Tesoro della Chiesa, fra Confraternita e i principi Naselli devoti a San Francesco. E’ rappresentativo il pendente reliquario in oro, cristallo di rocca, e smalti policromi contenenti un frammento della Sacra Sindone”.

frammento della Sacra Sindone”.

 

Considerato che dall’inizio della stagione autunnale fino alla metà inoltrata dello stesso periodo dell’anno si assiste, sia nel territorio comunale di Agrigento sia dei comuni limitrofi, alla riapertura dei frantoi, è facile prevedere che anche quest’anno riprenda lo sversamento delle acque di vegetazione residuate dalla lavorazione delle olive.

Negli anni precedenti lo sversamento è stato documentato e denunciato sia da cittadini che da associazioni che si occupano della salvaguardia dell’ambiente.

Tale fenomeno nel territorio del comune di Agrigento si manifesta nel fiume Naro.

Le acque del suddetto fiume provengono a loro volta da altri corsi d’acqua discendenti dalle contrade Burraitotto, Burranito, Gibisa, Malvizzo e Villaggio La Loggia che si trovano al confine tra i comuni di Agrigento, Favara, Naro e Palma di Montechiaro.

Successivamente questi corsi d’acqua indipendenti si uniscono all’interno del territorio comunale di Agrigento per formare un unico corpo principale che lambisce i quartieri agrigentini del Villaggio Mosè (nella zona Mosella) e Cannatello fino a sfociare nelle immediate vicinanze del quartiere di Fiumenaro.

 

Dunque è facile presumere (anche se non si hanno i dati dal momento che non sono stati effettuati prelievi e analisi) che l’inquinamento possa riguardare NON solo le acque superficiali, ovvero le acque visibili che scorrono o stagnano in superficie, ma anche:

– le acque sotterranee (tra cui le falde acquifere);

– i terreni in cui questi oli vengono scaricati (nel caso in cui lo sversamento non avvenga direttamente nel corso d’acqua);

– i terreni che entrano a contatto con l’acqua durante il suo percorso verso la foce o durante la filtrazione;

– le acque di transizione ovvero le acque salmastre presenti alla foce che derivano dal mescolamento dell’acqua dolce proveniente dal fiume e dell’acqua salata proveniente dal mare;

– le acque della fascia costiera limitrofa.

 

L’emissione di tali sostanze innesca processi veri e propri dell’inquinamento perché sono sostanze resistenti alla degradazione biologica quindi hanno spiccate proprietà tossiche per tutti gli organismi sottoposti a un’eccessiva concentrazione.

Non solo ma hanno la capacità di ostacolare la corretta ossigenazione dell’acqua.

Infatti la componente oleosa che galleggia in superficie crea un “velo” che non permette lo scambio gassoso tra acqua ed aria. Una delle tante conseguenze è quindi la morte per soffocamento degli organismi in quanto l’acqua risulta carente in ossigeno.

Per questo motivo, dal punto di vista biologico e biochimico, 1 m3 di acque di vegetazione ha un potere inquinante addirittura fino a 200 volte superiore rispetto a 1 m3 di acque reflue urbane!

 

I trasgressori sono penalmente perseguibili per reato ambientale.

Per questo, come Movimento 5 stelle Agrigento, abbiamo presentato una mozione per impegnare l’amministrazione attiva a

• creare un’azione sinergica fra tutti i Comuni circostanti nel cui territorio insistono frantoi in modo da controllare, attraverso anche le polizie municipali, che non si realizzino smaltimenti illeciti;

• chiedere la collaborazione di enti preposti, associazioni e cittadini per garantire il presidio del territorio anche attraverso una piccola campagna di sensibilizzazione ambientale (interviste, comunicati)

 

 

A seguito di una riunione organizzativa che si è svolta ad Agrigento qualche giorno fa, la Uilposte mette in luce, ancora una volta, una serie di criticità che colpiscono i servizi e il personale delle poste nella nostra provincia e che ancora sono insolute: in primis carenza di personale e maggiore attenzione alla sicurezza e alla tutela dei dipendenti che si ritrovano a subire delle criticità ormai da troppo tempo.
All’incontro, organizzato dal Segretario Generale UIL – Gero Acquisto – e dal Segretario Territoriale della Uilposte – Carmelo Di Bennardo, erano presenti, inoltre, il Coordinatore nazionale della sicurezza Carmelo Rinallo, il Segretario organizzativo Uilposte – Libertino Livreri e Leonardo Cacciatore Coordinatore territoriale Pcl recapito.
La Uilposte ribadisce con Di Bennardo, alla fine dell’incontro, che su alcune criticità va data una netta sterzata da parte dell’azienda.

“In primis, è stato evidenziato come la problematica sul progetto recapiti a oggi è fallito, perché l’azienda non ha rispettato gli impegni sottoscritti con i Sindacati. L’azienda in una logica costi-ricavi non tende a migliorare i servizi.
Tant’è vero che uno dei problemi che si è incancrenito è la storica carenza di personale allo sportello che è spaventosa, nonostante gli esodi incentivati, i pensionamenti e le carenze per malattie, con casi limiti che hanno registrato la presenza in ufficio del solo Direttore, fatti che si commentano da soli.
Noi sollecitiamo ancora una volta l’azienda alla trasformazione dei part-time ( gli addetti allo sportello e i portalettere) a tempo pieno, attraverso gli strumenti in possesso dell’azienda per perequare i sotto organici con l’aumento del personale; parliamo in parecchi casi di part-time che risalgono al 2010-2013, questo renderebbe i servizi all’utenza più puntuali e farebbe aumentare gli utili aziendali, che invece tergiversano inspiegabilmente.
Infine abbiamo sottolineato la sicurezza e lo stato degli uffici in provincia che in molti casi è all’anno zero, sedi costruite negli anni 70’ e nei primi anni 80’a rischio amianto che vanno bonificate come richiediamo da tempo.
Come del resto in altri uffici permane la mancanza di videosorveglianza interna ed esterna, che è prevista dalla legge 81/08 quale strumento fondamentale per la sicurezza dopo il crescente numero di rapine in provincia, e che deve essere installata dove manca.
Per tutto ciò la Uilposte farà ancora una volta presente all’azienda che queste criticità vanno affrontate e risolte nell’interesse generale di tutti, a cominciare dai servizi dei lavoratori spesso stressati e sovraccarichi di lavoro e dell’utenza che reclama uffici con più personale: per questo assicuriamo che la Uilposte farà sentire la propria voce in ogni modo.”