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Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha firmato un’ordinanza con cui dispone la sospensione della distribuzione idrica dai serbatoi serviti dal partitore di Aragona – zona Industriale-serbatoio San Michele – serbatoio Fontanelle – serbatoio Madonna delle Rocche – Via Unità d’Italia in seguito ad analisi chimico-fisiche e microbiologiche eseguite sui campioni d’acqua prelevati presso il seguente serbatoio che hanno evidenziato valori dei parametri di riferimento non conformi. L’ordinanza risale al 7 dicembre su segnalazione dell’Aica avvenuta il giorno prima, il 6 dicembre, e prevede anche la limitazione dell’uso dell’acqua per il consumo umano e potabile.

Giallo nel Catanese. A Misterbianco, in una strada periferica, in via Alberto Nobel, Giovanna Cantarero, intesa Jenny, 27 anni, appena uscita dal panificio-pasticceria in cui lavorava, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco, uno dei quali l’ha ferita mortalmente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Catania. Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura, sono impegnati ad ascoltare testimoni e familiari per ricostruire la personalità e le frequentazioni della donna, madre di una bimba di meno di due anni, per tentare di risalire a movente e autore dell’omicidio. Al momento nessuna ipotesi è esclusa.

Nella Zona industriale di Aragona – Favara si sono insediate numerose Aziende che nel tempo hanno offerto occasioni di sviluppo e di occupazione nei vari settori della manifattura, della produzione industriale e dei servizi.

Le scriventi OO. SS. rappresentano i lavoratori e sono interessate a tutelare i loro legittimi interessi, per questi motivi sono preoccupate per le voci di crisi aziendali che possono sfociare in una più generale crisi occupazionale.

In particolare alcune imprese si trovano costrette a posticipare importanti investimenti per la impropria localizzazione, fatta in un clima di emergenza, dell’Istituto Scolastico “Enrico Fermi”.

Quella che doveva essere una scelta emergenziale transitoria è diventata, da molti anni, perdurante e, paradossalmente, impedisce l’esercizio legittimo delle attività di impresa proprio nel territorio dedicato dalle leggi all’esercizio delle attività industriali. Di recente alcune autorizzazioni per la Valutazione di Impatto Ambientale hanno evidenziato la possibilità di entrata in esercizio deli impianti a condizione che l’Istituto scolastico venga delocalizzato.

L’incontro avvenuto con il Commissario del Libero Consorzio, dott. Vincenzo Raffo, non ha portato alla soluzione auspicata.

Pertanto, alla luce di quanto esposto, le scriventi OO. SS. allo scopo di sollecitare le autorità competenti, ognuno per la propria parte, a dare tempestiva soluzione alla problematica sollevata per scongiurare la crisi irreversibile delle imprese che operano all’interno della zona industriale con il conseguente rischio per gli attuali livelli occupazionali.

Allo scopo di ridare certezza alle Imprese e serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, proclamano lo stato di agitazione del settore e comunicano l’organizzazione di un’assemblea sit-in dei lavoratori delle imprese in indirizzo per lunedì 20 dicembre 2021, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, davanti la sede della Prefettura di Agrigento.

Sono 1.143 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 32.502 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 789. Il tasso di positivita’ scende al 3,5% ieri era al 4,8%. L’isola è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 15.107 con un aumento di 564 casi. I guariti sono 573 mentre le vittime sono 6 e portano il totale dei decessi a 7.268. Sul fronte ospedaliero sono 392 ricoverati e in terapia intensiva 46.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 148 casi, Catania 276, Messina 250, Siracusa 95, Ragusa 40, Trapani 146, Caltanissetta 79, Agrigento 73, Enna, 36.

Disposta con ordinanza del dirigente del settore Infrastrutture stradali la chiusura al transito veicolare della Strada provinciale n. 1, in località Contrada Fondacazzo, in seguito alla caduta di grossi massi provenienti dal costone che sovrasta la strada provinciale, di proprietà privata. Sul posto sono intervenuti prontamente i tecnici e i cantonieri del Settore Infrastrutture Stradali e i Vigili del Fuoco per verificare lo stato del costone.

Attualmente dopo la verifica sono stati riscontrati altri massi in condizioni di equilibrio instabile che hanno richiesto l’immediata chiusura della strada.

È il centro storico della memoria e delle ferite sociali quello a cui guida Beniamino Biondi nell’antico quartiere del Rabato, un luogo quasi abbandonato dopo la frana del 1966. Attraverso vicoli e scalinate, con il racconto dell’Ipogeo dell’Acquamara e di Terravecchia, tracciando i pregi dell’urbanistica popolare e le condizioni sociali delle vecchie famiglie, fino al cuore del Rabato, si snoda un percorso di antichi giardini tra gli anfratti stretti e sinuosi dei vicoli.

È l’immagine della decadenza e delle speranze: desolazione, nessuna attività commerciale, le macerie e i resti della frana che ha distrutto cortili ed evacuato un intero quartiere, ridotto a un fantasma della memoria tradita, ma che sogna di rinascere, grazie a una nuova lettura e un nuovo apprezzamento da parte del popolo agrigentino. Raccontare i luoghi, per comprendere la storia del “sacco di Agrigento” e delle deviazioni storiche e urbanistiche di una città estranea al tempo presente.

* A metà escursione verrà offerto un ristoro a base di cuddruruni e vino rosso di casa.

“Il 17 dicembre #diventeràbellissima promuove un evento regionale ad Agrigento e per la prima volta riunisce le donne impegnate nel movimento in Sicilia.”
A parlare l’On. Giusi Savarino, portavoce di #db
“Mentre altri si perdono in chiacchiere sulle donne in politica, noi le eleggiamo!
Venerdì prossimo coinvolgeremo le nostre donne in un incontro con il Presidente Musumeci, idee, proposte ed iniziative messe in campo dalle donne per la Sicilia.”

Lo dichiara il portavoce di Diventerà Bellissima on. Giusi Savarino.

Tra la notte di Sabato e domenica, Mario Fontana è stato pestato da un gruppo giovani balordi. Poi, è stato lasciato per terra sanguinante, chiaramente nessuno ha visto niente, come sempre. È capitato a lui, ma potrebbe capitare a ciascuno di noi, di trovarci lì, per terra, sanguinanti, per una parola o addirittura un semplice sguardo frainteso. O anche per il nulla, per il capriccio di un folle esaltato. Quel che è successo al giovane consigliere Fontana, non è un caso isolato. È quello che succede ogni weekend, con più o meno gravi conseguenze, e avviene puntualmente dinnanzi l’indifferenza di tutti.
Adesso è successo a Mario, un giovane per bene, conosciuto da tanti, ed è solo per questo che è diventato un episodio eclatante e che lascia, com’è giusto che sia, l’intera città senza parole. Ma possiamo continuare a far finta di non vedere? Quando spezzeremo una volta e per sempre questa catena di silenzio e omertà? Oggi ci viene sbattuta in faccia una realtà che troppe volte vogliamo non vedere. Il caso di Mario deve diventare un simbolo, il simbolo di un auspicabile cambiamento, dobbiamo crederci. Chiunque ha visto qualcosa parli, perché noi siamo diversi, noi siamo migliori.

Di Danila Bonsangue.

Ancora caos al Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. I cittadini continuano a segnalare e a raccontare le loro storie. Ecco cosa ci racconta una Nissena: “ Mi prendo cura, in amicizia, di un’ anziana signora 80enne che non ha nessun familiare. Sabato scorso si sente male e in ambulanza viene portata al Pronto Soccorso. Provo a chiamare di sera intorno alle 20 per avere sue notizie. Il telefono della signora è irraggiungibile allora chiamo l’ospedale ma nessuno risponde. Preoccupata, nonostante la pioggia, prendo l’auto e vado direttamente al Sant’Elia. Arrivo intorno alle 20 e 20 e in portineria nessuno mi chiede green Pass o misura temperatura. Vado dalla Guardia giurata che mi dice che dopo le 20 i medici non rispondono più a telefono. Preoccupata aspetto di vedere qualcuno. Esce un’infermiera e le spiego la situazione chiedendole di dire( per rassicurarla) alla signora che sono fuori e chiedendo come sta. L’infermiera entra e non esce più. Aspetto ancora,  poi noto la porta aperta ed entro e vedo la signora anziana,  in corridoio, seduta su una rigida sedia di ferro da oltre tre ore che mi dice che non ha fatto nessuna analisi e che non ha bevuto. Voglio prenderle l’acqua ma mi vedono e mi invitano ad uscire. Così vado via. Il giorno dopo, domenica, provo nuovamente a telefonare alla mia amica ma il telefono è sempre irraggiungibile, quindi penso che forse l’hanno ricoverata. Chiamo nuovamente l’ospedale e nessuno risponde. Vado quindi di nuovo al Sant’Elia, questa volta in portineria mi misurano la temperatura. Dopo un’ora di attesa esce un’infermiera che mi dice che il medico vuole parlarmi. Mi viene detto che posso riportare l’anziana a casa e quali analisi farle fare. Entro e la trovo sempre lì, sulla sedia rigida e mi dice che ha passato così la notte, che non le hanno dato nemmeno una coperta e si è riscaldata con la vestaglia. La porto via e mi chiedo se non mi fossi interessata io, sarebbe rimasta sola ancora? “

A Gravina di Catania i Carabinieri hanno arrestato quattro giovani indagati, a vario titolo, di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti ed estorsione. La vittima sarebbe stata una ragazza di 20 anni. I quattro ragazzi, insieme ad un minore di 16 anni, tra novembre del 2019 e maggio scorso, si sarebbero resi responsabili di diversi episodi di violenze sessuali a danno di lei. La ragazza ha sporto denuncia ai Carabinieri. In più occasioni sarebbe stata obbligata ad atti sessuali all’interno di un garage nella disponibilità di uno degli indagati. Inoltre è stata filmata, a fini ricattatori e di estorsione di denaro, in un video sul suo stesso cellulare da uno dei partecipanti che, successivamente, lo avrebbe cancellato ma non prima d’averlo trasferito tramite un’applicazione di messaggistica su quello di un altro indagato. La ragazza è fidanzata con uno degli indagati, e ha scoperto la relazione di lui con un’altra ragazza. E lei avrebbe manifestato a lui l’intenzione di rivelare alla seconda ragazza la sua relazione con lui. Da ciò è derivata la reazione di lui, tra violenze sessuali e ricatti.