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Visita istituzionale del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ieri sera si è recato a Favara per incontrare le massime cariche cittadine. Un incontro voluto dal Presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi che qualche giorno fa aveva fatto formale richiesta al governatore della Sicilia.

Il presidente Musumeci è arrivato nel pomeriggio in piazza Cavour assieme all’assessore regionale agli Enti locali,

l’agrigentino Marco Zambuto, e alla presidente della Commissione Ambiente Giusy Savarino.  Ad accogliere gli esponenti del Governo regionale  il sindaco Antonio Palumbo, Miriam Mignemi, assessori e consiglieri comunali ma anche diversi cittadini tra i quali diversi alunni dell’I.C. “Falcone e Borsellino”, “giornalisti” de “L’Albero”, il giornale on line della scuola, che accompagnati dal loro insegnate-direttore Giuseppe Piscopo,  hanno voluto documentare tutte le fasi della visita istituzione.

La presidente Miriam Mignemi nel ringraziare il presidente per l’attenzione che ha voluto prestare alla comunità favarese, ha evidenziato alcuni aspetti dell’attività politica-amministrativa della città, ma anche importanti aspetti sociali  come l’accoglienza e l’ospitalità di una folta comunità di profughi dell’Ucraina. Ospiti che Musumeci ha incontrato al termine della sua visita, presso il giardino di Farm Cultural Park, dove gli illustri ospiti sono stati accolti dalla fondatrice di FARM , Florinda Saieva.

Il sindaco Antonio Palumbo nel suo intervento ha evidenziato le difficoltà, alcune insormontabili, che ci sono nell’amministrare una città. Ha parlato di carenza di personale apicale, di  un Corpo di Polizia Municipale ridotto ai minimi termini e, naturalmente, delle ristrettezze economiche con conti correnti bloccati, difficoltà di redigere i bilanci, mancanza di trasferimenti da parte dello Stato.

Il presidente Musumeci nel tracciare un veloce bilancio della sua attività  di governo regionale ha evidenziato il grande lavoro svolto ed il grande impegno profuso soprattutto negli investimenti e nelle realizzazioni nei vari settori grazie ai fondi europei. “Altro che immobilismo – ha detto – nonostante i due anni di pandemia, che abbiamo gestito in maniera eccellente, abbiamo fatto cose impensabili. Abbiamo speso più di 4 miliardi e abbiamo centinaia di cantieri aperti in Sicilia, il che significa più lavoro; siamo la prima Regione per lotta al dissesto idrogeologico, la prima per la banda ultralarga”.

Un grande rammarico: le strade dell’isola, “su cui non abbiamo alcun potere di intervento”, lasciate a se stesse dopo la “chiusura” delle Province. Nello Musumeci ha annunciato di avere chiesto al Governo nazionale di assegnare alla Regione la finanza locale oltre che l’urgenza di sbloccare i concorsi per gli Enti locali ed in particolar modo, in via prioritaria, quelli per l’assunzione dei Vigili Urbani.

Il governatore ha voluto dedicare grande attenzione ai ragazzi-giornalisti dell’I.C. “Falcone e Borsellino, ringraziandoli per la presenza e per l’attenzione mostrata che li porta ad essere dei cittadini attivi, cosa che fa ben sperare per il futuro. Con loro la foro ufficiale da pubblicare sul loro giornale, ma anche selfie da mette sui propri profili social.

Non è mancato anche l’omaggio del dolce tipico di Favara, ovvero l’Agnello pasquale, da parte della pasticcera Eleonora Cavaleri.

Quindi la vista alla Biblioteca “Antonio Mendola” con il restaurato “Fondo antico”, molto apprezzato dal presidente Musumeci che ha anche ammirato due unici volumi appartenuti al Barone Mendola,  che necessitano di un restauro che il governatore si è impegnato a finanziare.

Al presidente è stata donata una copia del libro sul Barone Antonio Mendola scritto da Carmelo Antinoro.

Infine, come dicevamo, l’incontro con la comunità ucraina, profughi fuggiti dall’orrore della guerra, ospiti a Favara grazie all’azione di Carla Bartoli e di FARM, unitamente alla grande accoglienza mostrata da diverse famiglie che ospitano donne e bambini ucraini. Commovente l’intervento di una delle ragazze ucraine ospiti del Convento dei Francescani che ha raccontato la paura della Guerra ma anche la speranza di un futuro migliore.

Oggi incontro in Procura ad Agrigento con Rűdiger Thust, presidente della branca di Rosentheim (Germania) del International Police Association, accompagnato dal delegato regionale IPA SICILIA, maresciallo dei carabinieri Iorio Vincenzo. L’incontro con il Procuratore della Repubblica di Agrigento f.f. Salvatore Vella ha consentito di rinsaldare i rapporti amichevoli con l’Associazione e in particolare con mr. Thust, che è stato Questore della polizia statale di Colonia (Germania)

2.117 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 15.027 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.352. Il tasso di positività sale al 14,1%, ieri era all’13,2%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 88.293 con una diminuzione di 2.048 casi. I guariti sono 4.418 mentre le vittime sono 4 e portano il totale dei decessi a 10.837. Sul fronte ospedaliero, i ricoverati sono 632, in terapia intensiva sono 30.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 512 casi, Catania 497, Messina 200, Siracusa 337, Trapani 230, Ragusa 190, Caltanissetta 130, Agrigento 215, Enna 73.

La situazione non è paragonabile a quella delle settimane passate perché per fortuna il trend dei positivi si sta riducendo”. Numeri dunque confortanti quelli svelati dal commissario straordinario dell’Asp, Mario Zappia, nel consueto punto settimanale sulla diffusione del Covid in provincia.

Meno contagi significa anche meno ricoveri: “Siamo sotto la soglia dei 20 pazienti nei nosocomi – ha fatto sapere Zappia – con 13 persone al “Fratelli Parlapiano” di Ribera, con 3 posti in terapia intensiva occupati, ed altri 11 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento in medicina: reparto che, auspichiamo, possa svuotarsi al più presto”.

Zappia ha parlato anche di vaccini: “Questa settimana ne abbiamo somministrati solo 561 e chiaramente sono valori bassissimi. Se poi ci concentriamo solo sulle terze dosi, ne contiamo 167 nell’arco di 7 giorni con una media, davvero risibile, di 20 al giorno. Voglio ricordare l’importanza della terza dose del vaccino perché consente non solo di completare correttamente il ciclo ma di proteggerci da tutte le varianti che, in caso di contagio, si manifesterebbero solo con sintomi lievi come mal di gola e febbre bassa. Mentre con la sola seconda dose si rischia di non essere immuni alle varianti più recenti”.

Zappia ha inoltre ricordato le iniziative in favore delle donne nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Agrigento: “Non solo abbiamo aperto un importante laboratorio ginecologico con l’assistenza post-parto e per il trattamento della disfunzione del pavimento pelvico dopo la menopausa, ma abbiamo anche ormai a pieno regime il servizio denominato “Parto con il sorriso” che consente di mettere alla luce i propri figli senza dolore. Un’iniziativa, quest’ultima, che ha riscosso un enorme successo con richieste che arrivano anche dalle province di Trapani, Caltanissetta ed Enna”.

Nessun dubbio anche per il T.A.R. Sicilia Palermo sull’illegittimità dell’indennità pecuniaria ex art. 167 D. Lgs. 42/2004 per gli immobili abusivi realizzati nella Valle dei Templi, nelle zone B, C e D del Decreto Gui-Mancini, in epoca antecedente all’apposizione del vincolo paesaggistico di cui alla L. 431/1985 (c.d. Legge Galasso).

La questione aveva già trovato esaustivo riscontro nella pronuncia della Corte Costituzionale n. 75 depositata in data 24 marzo 2022, nel cui giudizio si sono ritualmente costituiti gli Avvocati Doriana e Salvatore Palillo, con la quale è stato affermato che l’art. 167 del D. Lgs 42/2004 è applicabile soltanto in caso di intervento edilizio “su un’area già vincolata al momento di realizzazione dell’abuso”.

Ed infatti, la norma presuppone che il vincolo paesaggistico sia stato apposto prima della realizzazione dell’opera e che il proprietario abbia agito in difformità ad esso, cosciente della presenza di precise prescrizioni paesaggistiche e consapevole di commettere un abuso.

È esclusa, invece, la corresponsione dell’indennità pecuniaria nella diversa ipotesi in cui al momento dell’ultimazione delle opere, il vincolo non fosse stato ancora apposto, eliminando dall’alveo della sanzionabilità tutti i manufatti ultimati in epoca antecedente all’entrata in vigore della Legge Galasso n. 431/1985.

A seguito della suddetta pronuncia, l’Avvocatura dello Stato, costituitasi nelle molteplici controversie pendenti dinnanzi al C.G.A.R.S.,  aveva rinunciato espressamente alla prosecuzione dei giudizi, recependo in toto i principi enunciati dagli Ermellini.

Adesso anche il T.A.R. Sicilia Palermo, confermando il precedente indirizzo giurisprudenziale consolidatosi tra le aule di Palazzo Butera ed in conformità a quanto statuito dalla Corte Costituzionale, ha accolto il ricorso proposto dal Sig. S. E., patrocinato dagli Avvocati Doriana e Salvatore Palillo.

Una sentenza breve, emessa dal tribunale amministrativo regionale, a dimostrazione della conclamata ed indiscussa illegittimità dell’indennità pecuniaria ex art. 167 D. Lgs. 42/2004 per immobili realizzati prima della L. 431/1985, in quanto comminata in palese contrasto alla L. R. n.17/1994, art. 5, co.3 che palesemente esclude l’irrogazione di sanzioni amministrative in caso di vincoli apposti successivamente all’ultimazione dei lavori.

La vicenda, precisano gli avvocati Palillo, interessa anche tutti coloro che, pur avendo ricevuto il decreto sanzionatorio, non hanno provveduto ad impugnarlo per i quali gli avv.ti Doriana e Salvatore Palillo si attiveranno al fine di richiedere il riesame, la revoca e l’annullamento dei provvedimenti emessi palesemente contra legem.

Ulteriori azioni saranno promosse nei confronti dell’Amministrazione regionale e della Soprintendenza per la restituzione delle somme ingiustamente versate in esecuzione di un decreto sanzionatorio illegittimo.

Anche il reparto di radioterapia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento ha il suo nuovo primario. Si tratta del dottor Michele Bono, vincitore della procedura concorsuale per il conferimento dell’incarico quinquennale di direttore di struttura complessa. Il neo-primario è stato ricevuto questa mattina dal commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, per la formale sottoscrizione del contratto.

Ad Aragona nella chiesa del Rosario sono stati rubati diversi oggetti sacri tra novembre e marzo scorsi. I Carabinieri hanno indagato, e su due siti internet si sono accorti dell’annuncio di vendita degli stessi oggetti sacri. Un uomo di 35 anni di Aragona è stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento per l’ipotesi di reato di ricettazione allorchè, al momento, non vi è alcuna prova che sia stato lui a compiere il furto degli oggetti, peraltro sottoposti a tutela culturale e storica.

Il 14 gennaio 2015 la Cassazione ha confermato la sentenza emessa il 28 giugno 2013 dalla Corte d’Appello di Palermo che ha confermato a sua volta la sentenza del Tribunale di Agrigento che il 7 giugno 2012 ha condannato a 18 anni di carcere Salvatore Rotolo, 48 anni, di Agrigento, giudicato in abbreviato e imputato dell’omicidio della compagna, Antonella Alfano, 34 anni, anche lei di Agrigento, scoperta morta carbonizzata all’interno della sua Fiat 600 la mattina del 5 febbraio del 2011. Rotolo, al culmine di una lite, ha ucciso la donna e poi ha simulato un incidente stradale lanciando giù da una scarpata, in via Papa Luciani, l’automobile di lei, e poi appiccando il fuoco alla stessa automobile. E’ stata sottratta la potestà genitoriale a Salvatore Rotolo. Quando è stato compiuto l’efferato delitto, Antonella Alfano è stata madre di una bambina di pochi mesi, poi affidata definitivamente alla famiglia di lei. Ebbene adesso la bambina, che ha quasi 12 anni, ha espresso il desiderio di rinunciare al cognome del padre, Rotolo, ovvero colui che ha ucciso sua madre, e di assumere solo il cognome della madre, Alfano. I familiari della 12enne, la zia Rossana e i genitori, assistiti dall’avvocato Simona Fulco, hanno percorso il cammino burocratico relativo alle procedure di cambio di cognome. E la Prefettura e il Comune di Agrigento hanno acconsentito alla modifica.

Una donna di 43 anni, originaria dell’Albania ma residente a Pozzallo, in provincia di Ragusa, è morta, e il marito ha subito ferite, in un incidente stradale avvenuto nella periferia di Pozzallo. I due coniugi sono stati, al rientro dal lavoro, a bordo della loro Fiat Multipla lungo la strada provinciale 66 che collega Pozzallo con la località di Santa Maria del Focallo. Per cause in corso di accertamento l’automobile si è schiantata contro un muro di un’abitazione privata, sfondandolo. I sanitari del 118 subito sul posto hanno constatato la morte di lei. Il marito è stato trasportato all’ospedale “Maggiore-Nino Baglieri” di Modica.

La Cassazione ha accolto un ricorso di Giuseppe Barranca, condannato a più ergastoli, in carcere da oltre 25 anni, detenuto nel carcere di Opera a Milano, anche per gli attentati di Capaci, di via dei Georgofili a Firenze, di via Fauro a Roma, e via Palestro a Milano. Lui, Barranca, come sancito dalla Suprema Corte, ha diritto al permesso premio se ha ottenuto la revoca del 41 bis e ha reciso i suoi collegamenti con la mafia. L’istanza volta a ottenere il beneficio è stata rigettata dal Tribunale di Sorveglianza, nonostante la revoca del 41 bis e il corretto comportamento mantenuto in carcere. Secondo quanto sottolinea la Cassazione nella relativa sentenza, la numero 19536, “è solo la proiezione attuale a recidere i collegamenti criminali e mafiosi e a non riattivarli nel futuro, in una prospettiva dinamica di rieducazione e recupero del detenuto, monitorata attraverso un esame a tutto campo della sua vita”. Il Tribunale di Sorveglianza invece ha ritenuto del tutto volontario il “silenzio non collaborante” di Barranca. E dunque, a causa della sua mancata dissociazione, ma anche dell’assenza di azioni riparatorie in favore delle vittime, è difficile ipotizzare l’interruzione del suo legame di appartenenza alla mafia”.