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I carabinieri della Stazione di Raffadali hanno arrestato un extracomunitario per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

L’uomo è stato visto camminare, nel cuore della notte, lungo la strada che da Raffadali porta ad Aragona. I Militari gli si sono avvicinati e quest’ultimo, alla vista degli stessi, ha lanciato, per disfarsene, due panetti di hashish, del peso complessivo di 150 grammi.

L’uomo, di nazionalità libica, di 28 anni, è stato immediatamente arrestato e la droga posta sotto sequestro.

In una successiva perquisizione dell’abitazione dell’extracomunitario i carabinieri hanno rivenuto anche un bilancino di precisione.

Su disposizione del sostituto procuratore di Agrigento, titolare del fascicolo d’inchiesta aperto, il ventottenne libico – domiciliato da qualche tempo proprio a Raffadali – è stato posto ai domiciliari.

E’ approdata ieri, al Tribunale del Riesame, la vicenda riguardante la sparizione di 573 mila euro all’ufficio postale di Favara.

Gli avvocati Luigi Troja e Samantha Borsellino hanno chiesto la revoca dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Alessandra Vella nei confronti di tre persone coinvolte nell’inchiesta: Pasquale Di Stefano, 62 nni, ex direttore delle poste, e una coppia di Favara residente a Catania, ritenuta responsabile dell’estorsione di 250 mila euro proprio all’ex dipendente postale che, nel frattempo, si è trasferito in Lombardia.

Di Stefano è accusato di peculato. Ma nei confronti dell’uomo vi sarebbe anche un’altra imputazione, quella di atti sessuali con una ragazzina minorenne che avrebbe adescato nella sua auto e a cui avrebbe mostrato alcune foto.

La donna, finita insieme al compagno ai domiciliari, sempre secondo quanto scrive il quotidiano palermitano, avrebbe approfittato dell’episodio per ricattare Di Stefano e ottenere 250 mila euro in cambio del silenzio.

Ieri la difesa ha chiesto la liberazione per la coppia accusata di estorsione. Ora spetterà ai giudici del Riesame, nelle prossime ore, decidere in merito all’istanza presentata.

Sembra che l’inchiesta non sia ancora finita, ma sulla stessa vige il massimo riserbo degli investigatori.

Al ritorno in cella da un permesso premio ha tentato di fare passare inosservati ai controlli quattro micro cellulari con uno stratagemma.

Il detenuto di Agrigento di 50 anni, S.G li ha ingoiati prima di rientrare in carcere a Trapani. Ma e’ stato scoperto, come scrive il Giornale di Sicilia, dagli agenti di guardia. I cosiddetti “tiny phone”, di cm.5,2 per 2, sono stati individuati grazie al manta ray, nell’addome del cinquantenne che e’ stato posto precauzionalmente in isolamento.

Tra la fine dello scorso anno e oggi sono 9 i cellulari ritrovati dagli agenti nel carcere nel corso di perquisizioni nelle celle

-Fonte Grandangolo

I Carabinieri della Stazione di Raffadali, nottetempo, ad un posto di blocco lungo la strada di collegamento verso Aragona, hanno sorpreso a piedi un uomo di 28 anni, originario della Libia, che si è repentinamente disfatto di un involucro in un’aiuola. All’interno i militari hanno scoperto e sequestrato due panetti di hashish del peso complessivo di oltre un etto e mezzo, per un valore di mercato di alcune centinaia di euro. Nel domicilio del libico, a Raffadali, sono stati sequestrati anche un bilancino elettronico di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi di sostanze stupefacenti. Il libico è stato arrestato ai domiciliari.

Dopo Realmonte e Ravanusa, i Carabinieri della Compagnia di Agrigento e della stazione di Siculiana hanno sequestrato, a seguito di una mirata ispezione, una discarica abusiva in un appezzamento di terreno in contrada Landro a Siculiana, con rifiuti di varia tipologia, anche speciali e pericolosi. L’area, estesa per circa 1.600 metri quadri, è stata sequestrata e posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si attende la bonifica. Indagini sono in corso alla ricerca dei proprietari.

Riprende l’iniziativa “Conoscere Girgenti” promossa dall’assessorato comunale al centro storico di Agrigento, domattina riservata ai ragazzi di terza media delle scuole del Villaggio Mosé e Villaggio Peruzzo che fanno parte dell’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini”. Accompagnati dall’assessore Nino Amato e dallo storico Elio Di Bella, gli studenti domattina effettueranno un interessante itinerario nel centro storico, con visita, tra l’altro, grazie alla collaborazione con la Curia Vescovile, alla chiesa di San Giorgio e all’Istituto Gioeni per ammirare il presepe artistico di Vanadia.

All’interno dell’ex collegio dei Padri Filippini  vi saranno poi, letture e una conversazione sui giochi antichi con Giusy Carreca. Il maestro puparo Carmelo Guarneri infine intratterrà gli studenti parlando dell’arte dei pupi siciliani. A tutti i ragazzi partecipanti verrà consegnato anche del materiale didattico sul quartiere Rabato a cura di Elio Di Bella.

Dopo 2 mesi è stata mandata la replica degli uffici alla lettera della ditta che gestisce il cimitero, per incrociare le armi e condurre l’ennesima battaglia legale del Comune di Agrigento.

Si contestano delle infrazioni del 2014, rinvenute solo adesso. Sicuramente era dovere della ditta inviare tempestivamente le variazioni societarie però nella vicenda balza agli occhi come gli uffici non abbiano tenuto sotto controllo e abbiano sottovalutato un problema che pagano gli agrigentini; in prima persona le famiglie che hanno i feretri custoditi nella camera mortuaria del cimitero.

Ricordiamo che la camera mortuaria, secondo l’art 64 del DPR 285/90, serve per l’eventuale sosta dei feretri prima del seppellimento. Nella stessa legge, l’art 65, dice che: “1. La camera mortuaria deve essere illuminata e ventilata per mezzo di ampie finestre aperte direttamente verso la superficie scoperta del cimitero e dotata di acqua corrente. 2. Le pareti di essa, fino all’altezza di m 2, devono essere rivestite di lastre di marmo o di altra pietra naturale o artificiale ben levigata, ovvero essere intonacate a cemento ricoperto da vernice a smalto o da altro materiale facilmente lavabile; il pavimento, costituito anch’esso da materiale liscio, impermeabile, ben unito, lavabile, deve essere, inoltre, disposto in modo da assicurare il facile scolo delle acque di lavaggio, di cui deve anche essere assicurato il facile ed innocuo smaltimento.”

La camera mortuaria del cimitero di Paino Gatta ha queste caratteristiche? A quanto pare no.

C’è bisogno di una soluzione, c’è bisogno di pretendere una soluzione e che questa venga trovata subito.

Bisogna che intervengano tutte le autorità competenti prima che le temperature, quella atmosferica e quella degli animi, si riscaldi troppo.

Si convochi con urgenza una conferenza di servizio che coinvolga l’ASP, Ditta, Comune, il Prefetto e anche la Chiesa agrigentina perché questa emergenza coinvolge e mette alla prova anche la fede.

E’ stato approvato dal Genio Civile il progetto esecutivo per la realizzazione del Ponte Petrusa, grazie al quale finalmente sarà riattivato il collegamento tra la città dei templi, la SS.640 e la città di Favara.  Da oggi,possono dunque essere concretamente avviati i lavori  per la realizzazione delle strutture del ponte, già preceduti dalle opere di approntamento del cantiere.

“Sin dal mio insediamento,ho riservato priorità assoluta allo snellimento delle procedure per  il rilascio delle autorizzazioni di competenza dell’Ufficio ed, in particolare, all’approvazione di progetti importanti per il riscatto sociale ed economico del territorio agrigentino.”

Con queste parole  il nuovo Capo del Genio Civile, Rino La Mendola, ha espresso la sua soddisfazione per l’intervenuta approvazione del progetto strutturale dei lavori per la ricostruzione del“Ponte Petrusa”.

“La ricostruzione del ponte, aggiunge il Capo del Genio Civile,  traccerà un primo passo importante lungo un percorso per consentire alla città di Agrigento di uscireda quell’isolamento infrastrutturale determinato dalla demolizione dello stesso Ponte di contrada Petrusa, a cui si è aggiunta nel tempo la chiusura  al traffico del Ponte Morandi  e della Galleria Spinasanta, di collegamento con Raffadali.”

“Proseguendo lungo questo percorso, siamo già in contatto con i tecnici dell’ANAS per affrontare concretamente il tema del Ponte Morandi, che costituisce un’importante arteria di collegamento della città di Agrigento con  la parte occidentale del territorio provinciale. Sul tema, a giorni, potremo essere più precisi.”

Un altro progetto che il Genio Civile intende portare avanti con forza, in sinergia con il Dipartimento Regionale Tecnico, è quello dello studio degli ipogei che attraversano il sottosuolo del centro storico della Città dei Templi, con l’obiettivo di individuare  le zone  che manifestano segni di dissesto e che sono pertanto da consolidare.

“Ciò potrebbe consentirci di mettere in sicurezza  le costruzioni  che sorgono sulle cavità del sottosuolo Agrigentino e di riaprire, almeno per alcuni tratti,gli stessi ipogei ai turisti, trasformando così un problema in una nuova risorsa che, unitamente ai tanti lavori che si realizzeranno presto per riqualificare gli spazi pubblici della città antica, potrebbero attrarre i tanti turisti di transito che oggi  visitano la valle e ripartono, che verrebbero così trasformati in turisti stanziali, portatori di interessi economici diffusi, fondamentali per l’economia agrigentina”.  

Il Genio Civile è attivo anche per le emergenze idrogeologiche  con cui devono fare i conti le Amministrazioni Locali, gran parte delle quali non dispongono delle risorse necessarie per realizzare interventi a tutela della pubblica incolumità.

“A seguito di una riunione con il Presidente della Regione Musumeci, aggiunge La Mendola, abbiamo già avviato la progettazione per un intervento di regimentazione idraulica  del Fiume Verdura di cinque milioni di euro, al fine di ridurre il rischio di nuove esondazioni del corso d’acqua, che  danneggerebbero l’agricoltura locale, determinando peraltro rischi per la pubblica incolumità.”

“Sono infine soddisfatto, conclude La Mendola, per il fatto che la Cattedrale sia stata riaperta al pubblico proprio in questi giorni, in  virtù delle autorizzazioni rilasciate dal Genio Civile,anche se sarà necessario un monitoraggio continuo ed una costante manutenzione delle sue strutture, che ricadono  su una profonda frattura del  banco calcarenitico su cui sorge la collina di Agrigento.

E’ stato approvato dal Genio Civile il progetto esecutivo per la realizzazione del Ponte Petrusa, grazie al quale finalmente sarà riattivato il collegamento tra la città dei templi, la SS.640 e la città di Favara.  Da oggi, possono dunque essere concretamente avviati i lavori  per la realizzazione delle strutture del ponte, già preceduti dalle opere di approntamento del cantiere.

“Sin dal mio insediamento, ho riservato priorità assoluta allo snellimento delle procedure per  il rilascio delle autorizzazioni di competenza dell’Ufficio ed, in particolare, all’approvazione di progetti importanti per il riscatto sociale ed economico del territorio agrigentino.”

Con queste parole  il nuovo Capo del Genio Civile, Rino La Mendola, ha espresso la sua soddisfazione per l’intervenuta approvazione del progetto strutturale dei lavori per la ricostruzione del “Ponte Petrusa”.

“La ricostruzione del ponte, aggiunge il Capo del Genio Civile,  traccerà un primo passo importante lungo un percorso per consentire alla città di Agrigento di uscire da quell’isolamento infrastrutturale determinato dalla demolizione dello stesso Ponte di contrada Petrusa, a cui si è aggiunta nel tempo la chiusura  al traffico del Ponte Morandi  e della Galleria Spinasanta, di collegamento con Raffadali.”

“Proseguendo lungo questo percorso, siamo già in contatto con i tecnici dell’ANAS per affrontare concretamente il tema del Ponte Morandi, che costituisce un’importante arteria di collegamento della città di Agrigento con  la parte occidentale del territorio provinciale. Sul tema, a giorni, potremo essere più precisi.”

Un altro progetto che il Genio Civile intende portare avanti con forza, in sinergia con il Dipartimento Regionale Tecnico, è quello dello studio degli ipogei che attraversano il sottosuolo del centro storico della Città dei Templi, con l’obiettivo di individuare  le zone  che manifestano segni di dissesto e che sono pertanto da consolidare.

“Ciò potrebbe consentirci di mettere in sicurezza  le costruzioni  che sorgono sulle cavità del sottosuolo Agrigentino e di riaprire, almeno per alcuni tratti, gli stessi ipogei ai turisti, trasformando così un problema in una nuova risorsa che, unitamente ai tanti lavori che si realizzeranno presto per riqualificare gli spazi pubblici della città antica, potrebbero attrarre i tanti turisti di transito che oggi  visitano la valle e ripartono, che verrebbero così trasformati in turisti stanziali, portatori di interessi economici diffusi, fondamentali per l’economia agrigentina”.  

Il Genio Civile è attivo anche per le emergenze idrogeologiche  con cui devono fare i conti le Amministrazioni Locali, gran parte delle quali non dispongono delle risorse necessarie per realizzare interventi a tutela della pubblica incolumità.

“A seguito di una riunione con il Presidente della Regione Musumeci, aggiunge La Mendola, abbiamo già avviato la progettazione per un intervento di regimentazione idraulica  del Fiume Verdura di cinque milioni di euro, al fine di ridurre il rischio di nuove esondazioni del corso d’acqua, che  danneggerebbero l’agricoltura locale, determinando peraltro rischi per la pubblica incolumità.”

“Sono infine soddisfatto, conclude La Mendola, per il fatto che la Cattedrale sia stata riaperta al pubblico proprio in questi giorni, in  virtù delle autorizzazioni rilasciate dal Genio Civile, anche se sarà necessario un monitoraggio continuo ed una costante manutenzione delle sue strutture, che ricadono  su una profonda frattura del  banco calcarenitico su cui sorge la collina di Agrigento.

“Progressivo impoverimento di risorse umane oltre che di risorse finanziarie. I Governi nazionali e regionali rendono sempre  più difficile la normale amministrazione dei Comuni. O confidano in sindaci capaci di fare magie o, come penso, non si curano delle conseguenze sugli enti locali. Quota 100 difende il diritto alla quiescenza, ma occorre che s’intervenga perché i posti resi vacanti siano coperti. L’ Anci avvii al più presto un confronto col  Governo nazionale perché si dia il via libera ai concorsi per dotare i Comuni di risorse umane e per rigenerare le amministrazioni comunali dove al momento si combatte la vera battaglia contro le povertà e contro il degrado”.
Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto sulla Quota 100 che permette di anticipare l’età pensionabile ma che renderebbe più difficile la normale amministrazione dei Comuni.