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A Licata, in contrada Mollarella, un uomo con il volto travisato è irrotto in un lido balneare, ha puntato una pistola contro i dipendenti e ha ottenuto la consegna di alcune centinaia di euro di incasso. Poi si è diretto verso il gestore della struttura, verosimilmente in possesso di altro danaro contante, e gli ha sparato contro un colpo di pistola che non ha attinto la vittima. Un testimone ha telefonato al 112, e i Carabinieri della Compagnia di Licata si sono precipitati sul posto. Il rapinatore solitario nel frattempo è fuggito a piedi, inseguito dagli stessi dipendenti e poi dai Carabinieri che hanno raggiunto e ammanettato il fuggitivo. E’ stata sequestrata la pistola, con alcune cartucce, e i soldi appena rapinati sono stati restituiti. Orazio Giuseppe Sortino, 30 anni, di Licata, è recluso nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento e all’autorità giudiziaria risponderà di tentato omicidio, rapina a mano armata e porto abusivo di arma da fuoco.

Inviata al Prefetto di Agrigento una nuova lettera su azioni URGENTI e necessarie per ristabilire igiene, decoro e SPERANZA nella città di Agrigento
Dall’ultima comunicazione intercorsa a Giugno con sua Eccellenza, la situazione si è aggravata perché non si è fatta prevenzione verso lo sporco anche in vista dell’aumento della popolazione: chi viene ad Agrigento per le vacanze non ha mastelli e soprattutto non sa dove e come buttare la spazzatura.
I cestini per i rifiuti sono stati tolti da alcune zone della città, perché tanto non vengono svuotati. I rifiuti si accumulano attorno ai pochi che ancora esistono, con graziose composizioni di sacchettini con deiezioni canine.
Un ordine per 90 nuovi cestini è partito SOLO a fine giugno e non sono ancora arrivati: quasi 50mila €.
35 sono preziosissimi, addirittura da 690 € (IVA INCLUSA): avremmo bisogno di igiene e di un servizio che funzioni, non di cestini sciccosi!
Gli animali, più o meno grandi, morti per strada restano sull’asfalto. Lo spazzamento non esiste. Il diserbo nemmeno, con la possibilità di catastrofici incendi.
Il sindaco dice che i netturbini si dedicano quasi tutti alla raccolta e non ce ne sono abbastanza per fare lo spazzamento. Perché mai? Chi ne ha chiesto la diminuzione del numero a fronte di un servizio che, con la differenziata, diventava più impegnativo? L’amministrazione!
Il controllo costa ma serve e potrebbe farci risparmiare. Studiando il numero di netturbini ottimale per la città, il personale avrebbe potuto contestare eventuali non conformità di conferimento durante la raccolta: ma sono troppe le utenze e pochi i lavoratori oppure il servizio non è organizzato con efficienza. L’assessore ha detto che ogni giorno il 5 % delle utenze, che dovrebbero usufruire del porta a porta, non viene servito, siamo sicuri che sia solo il 5%?
Con delle isole automatizzate nelle zone più lontane non avremmo avuto il problema della spazzatura che si accumula nelle zone non servite e la qualità della differenziata sarebbe stata migliore. Naturalmente le zone dovrebbero essere video sorvegliate. Sparse per la città ci sono 4 o 5 involucri per la raccolta che occupano spazi pubblici ma sono in disuso e non funzionano ormai da anni.
La nostra differenziata non è di qualità, non rende molto e un bel po’ finisce, alla fine di costosi trattamenti, in discarica ma, per l’ennesimo comunicato “governativo” di ieri, va tutto bene.
E’ necessario che l’amministrazione emani il regolamento per la differenziata che dicevano fosse quasi pronto già a metà marzo.
Invece del regolamento, l’amministrazione ha emanato un’ordinanza sindacale che prevede potenziali sanzioni per la maggioranza dei cittadini. Ne è stata promessa una riedizione con i giusti provvedimenti ma l’ordinanza, emessa il 5 Luglio, vige intonsa da un mese.
I cittadini si sentono presi in giro e si perde sempre più la fiducia, non solo in questa amministrazione, ma anche nelle istituzioni in genere.
Come rappresentante dello Stato, il Prefetto, ha l’autorità per far rispettare il nostro diritto di cittadini a non essere sottomessi a leggi assurde, che la stessa amministrazione dice non adeguate.
Questa amministrazione è palesemente e spudoratamente lontana dallo studiare e portare soluzioni ai problemi cittadini. Quando non può negare che tutto va male cerca un capro espiatorio e, per rimanere sulla cresta dell’onda, un nastro da tagliare o un evento organizzato da altri a cui presenziare.
Prima che Agrigento cambi, ancora e sempre in peggio, intervenga il Prefetto.
Ormai è chiaro che la rinascita di Agrigento, per questa amministrazione, si ottiene con il metodo della fenice: prima bisogna passare dalle ceneri!
In questa estate calda e puzzolente, non servono novelli Nerone: in cenere c’è già la pazienza dei cittadini verso questa amministrazione che non vuole andare a casa.

 

Il Consigliere Comunale di Agrigento, Nuccia Palermo, esprime la propria solidarità al Sindaco Ida Carmina e alla Sua Famiglia colpita da un vile gesto.
“Atti come questi – commenta Nuccia Palermo – sono da condannare e stigmatizzare e la politica tutta, senza distinzione di colore e schieramento, deve prendere posizione netta dinnanzi a tali gesti. Detto ciò ribadisco la mia più completa solidarietà”.

Venerdì nell’ambito della Rassegna “AUTORI IN GIRGENTI ESTATE 2018” ci saranno due importanti personaggi che nella loro personale lotta alla criminalità organizzata hanno perso molto ma non la loro dignità.

Il giornalista del Giornale di Sicilia, Alan David Scifo, colloquierà con Daniele Ventura, passato alle cronache per aver detto no al pizzo a Palermo, che parlerà del suo libro edito da La Zisa “COSA NOSTRA NON E’ COSA MIA”, e con Ignazio Cutrò che parlerà del libro biografico “ABBIAMO VINTO NOI”, Per Cutrò è la prima uscita ufficiale da quando gli è stata tolta la scorta.

Introduce l’evento il dott. Alessandro Accurso Tagano Coordinatore SIL SICILIA 

La presentazione avverrà alle ore 19 in Piazzetta Purgatorio ed è organizzata dal SIL SICILIA e dalla Libreria IL MERCANTE DI LIBRI di Agrigento

Serata british per il sindaco Lillo Firetto che ha incontrato l’ambasciatore inglese a Roma, Jill Morris, in queste ore ad Agrigento, consegnandole un artistico piatto in cermica raffigurante il mecenate inglese, sir Alexander Hardcastle, realizzato dal Maestro Domenico Boscia docente dell’Accademia di Belle Arti. Hardcastle, cittadino onorario di Agrigento investì ogni suo avere per far rinascere e promuovere le rovine dei templi greci.  La signora Morris è tornata volentieri nella città dei templi, su invito del primo cittadino, confermando tutto il suo stupore verso le incommensurabili bellezze della Valle e della sua area archeologica. All’incontro con il sindaco Lillo Firetto e l’ambasciatore Morris, era presente anche la scrittrice siculo-inglese Simonetta Agnello Hornby. 


I fratelli  C.D. e M.D. di Raffadali, comproprietari di un appezzamento di terreno sito nel Comune di Raffadali, contrada Sant’Anna, nel 2003  avevano chiesto due concessioni edilizie per realizzare due fabbricati ; nel 2017 i due fratelli comunicavano l’inizio dei lavori, assumendo che la concessione fosse stata tacitamente assentita, allegando perizia giurata, ma il Comune di Raffadali opponeva un diniego con conseguente sospensione dei lavori. Successivamente il Comune di Raffadali rettificava la precedente nota di diniego, atteso che il lotto in questione  è interessato da un’opera pubblica per la mitigazione delle criticità idrogeologiche a difesa del centro abitato e del rione Barca e che per tale lotto era stato avviato il procedimento volto ad apporre un vincolo preordinato all’espropriazione; donde la preminenza dell’interesse pubblico a mantenere lo stato dei luoghi e ad impedire la realizzazione di nuove opere.

Gli interessati allora proponevano un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Lucia Di Salvo e Tonino Argento, lamentando una serie di asseriti vizi di legittimità , ed il Tar accoglieva la richiesta di sospensiva avanzata dai difensori. Ma il Comune di Raffadali, in persona del Sindaco Avvocato  Silvio Cuffaro, rappresentato e difeso dall’Avvocato Girolamo Rubino, ha proposto appello davanti al CGA per la riforma dell’ordinanza cautelare resa dal Tar.  In particolare l’Avvocato Rubino ha sostenuto che l’area in questione è sottoposta a vincolo idrogeologico ed è ricompresa all’interno del piano per l’assetto idrogeologico in area di pericolosità P2 , e che il silenzio-assenso non opera in presenza di istanza relativa a  beni soggetti ai vincoli di assetto idrogeologico, citando giurisprudenza favorevole del Tar Puglia; ed ancora che sussiste un interesse pubblico preminente rispetto a quello dei soggetti privati a mantenere immutato lo stato dei luoghi.

Il Cga, Presidente F.F. il dr. Gabriele Carlotti, Relatore la prof.ssa Maria Immordino, condividendo le tesi difensive formulate dall’Avvocato Rubino circa la subvalenza del pregiudizio lamentato dai privati rispetto all’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera pubblica, ha accolto l’appello cautelare proposto dal comune di Raffadali, riformando l’ordinanza resa dal TAR. Pertanto, per effetto dell’ordinanza resa dal CGA, potranno essere realizzate le opere per la mitigazione delle criticità idrogeologiche a difesa del centro abitato di Raffadali e del rione barca. 


Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana esprime solidarietà e massima vicinanza al sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina, vittima ancora una volta, di un vile atto dalla probabile matrice intimidatoria. Al primo cittadino M5S è stata infatti profanata la tomba di famiglia. “Purtroppo non è la prima volta – spiegano i deputati – che ignoti delinquenti si scagliano contro la nostra Ida, perpetrando atti vili e insopportabili che provano a minarne la serenità. Alla nostra Ida e a tutti i cittadini onesti di Porto Empedocle, giunga la nostra vicinanza e l’invito ad andare tranquillamente avanti nell’azione di risanamento della cosa pubblica. Il nostro auspicio – concludono i deputati – è che gli organi inquirenti possano far luce e agire con fermezza sui responsabili di tali gesti”.

Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo, annuncia che, dopo il suo recente appello al prefetto e all’azienda sanitaria, sono state rimosse le discariche di rifiuti nelle frazioni di Villaseta e Monserrato. Il consigliere Vullo commenta: “Mi spiace constatare che le istituzioni comunali cittadine si diano una mossa solo dopo interventi pubblici che denunciano lo stato del degrado e che coinvolgano istituzioni superiori come la Prefettura. Mi spiace constatare ancor più come dopo la ripulita in alcuni punti già stamani sono riaffiorati di nuovo sacchetti di spazzatura di alcuni incivili che continuano a delinquere. Il mio appello va’ alle istituzioni comunali al fine di potenziare i controlli ma soprattutto il mio appello va’ ai cittadini onesti invitandoli a denunciare attraverso video e foto coloro che stanno continuando a devastare l’immagine della nostra città. Questi vanno segnalati e puniti, e nello stesso tempo andrebbero educati attraverso iniziative che questa amministrazione targata Firetto dovrebbe mettere in campo. Rimango fiducioso che il mio appello possa essere ascoltato”.

La consigliere comunale di Agrigento, Marcella Carlisi, rileva le omissioni dell’amministrazione comunale di Agrigento nel merito del randagismo. In verità si tratta delle menzogne reiterate nel tempo dall’amministrazione comunale di Agrigento, dove per menzogne si intende annunciare un traguardo spacciandolo per imminente e che invece poi si rivela un bluff, il nulla. La consigliere Carlisi afferma: “Nonostante le sollecitazioni e i proclami il rifugio sanitario non è ancora pronto. Il rifugio consentirebbe di procedere alle sterilizzazioni gratuite a cura dei veterinari dell’Azienda sanitaria. Nonostante l’aggiudicazione dei lavori del gennaio 2018, la nuova “promessa”, tra virgolette, è che i lavori di completamento inizieranno dopo ferragosto. Tutto ciò nonostante i proclami sulla stampa. E clamoroso è stato quello del marzo 2017 che parlava di lavori in dirittura d’arrivo”.

I consiglieri comunali di Agrigento Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone intervengono a seguito dell’asserita mancanza di risorse finanziarie da parte dell’amministrazione comunale al fine di provvedere alla manutenzione delle strade della città. Iacolino e Falzone affermano: “Serve una ricognizione attenta e scrupolosa dell’amministrazione comunale sulle risorse che possono rendersi disponibili per garantire sicurezza ed agibilità ai collegamenti viari. E, laddove non si recuperino le risorse economiche necessarie, l’amministrazione comunale deve porre la questione ‘buche’ all’attenzione della Regione che deve farsi carico, tramite gli assessorati alle Infrastrutture e Protezione Civile, delle risorse indispensabili a garantire la manutenzione stradale della città e la sicurezza dei cittadini”.