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Sulla busta, oltre al simbolo dell’organizzazione Gladio (l’organizzazione paramilitare clandestina vicina ad ambienti dell’ultradestra) anche la scritta con un pennarello nero: «Zecca sei nel mirino». 

Ad Agrigento una lettera, con minacce di morte e con un proiettile da guerra, è stata recapitata al quinto piano di via Mazzini – sede della Procura di Agrigento – al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Nella missiva vi è un riferimento al caso della nave Diciotti bloccata con migranti a bordo per 5 giorni a Catania.

“Zecca sei nel mirino…”, è una delle frasi, scritte con un pennarello nero, contenute nella lettera di minacce. Sulla busta c’è un simbolo di Gladio, l’organizzazione paramilitare clandestina vicina ad ambienti dell’ultradestra. In Prefettura è stato convocato, dal prefetto Dario Caputo, un comitato per l’ordine e la sicurezza. Sull’accaduto ha aperto un’inchiesta la Procura di Caltanissetta. “C’è una spirale – commenta il procuratore Amedeo Bertone – che si innesca quando si alzano i toni, bisogna evitare di farlo perché c’è sempre in giro un pazzo che rischia di entrare in azione”. La Procura di Caltanissetta, competente per territorio, non ha ancora ricevuto la lettera.
   

 

 
 

Proposta la costituzione di un fondo per le spese legali. 

Si è svolta ieri, 11 settembre, l’audizione informale di Confcommercio con l’Ufficio di Presidenza della Commissione giustizia del Senato sulla legittima difesa: nella delegazione, oltre ad Anna Lapini, Componente di Giunta incaricata per la legalità e la sicurezza di Confcommercio, Giuseppe Aquilino e Steven Tranquilli, rispettivamente Presidente e Direttore di Federpreziosi-Confcommercio e Paolo Uniti, Direttore Figisc- Confcommercio, la Federazione dei gestori carburanti. 

“Le nostre rilevazioni – ha evidenziato Anna Lapini – ci dicono che la prima richiesta per la sicurezza da parte degli imprenditori rimane la certezza della pena, per il 73%, ma aumenta la percentuale di coloro che chiedono maggiore tutela da parte delle forze dell’ordine (59%, rispetto al 56% del 2016). Esigua la percentuale di chi detiene un arma (7%), e di chi sta ipoteticamente pensando di dotarsene (11%), perché anche se gli imprenditori non si sentono al sicuro nelle proprie attività, non vogliono difendersi da soli, tantomeno con le armi”.

“Lo Stato garantisca la sicurezza, e dove questo non è successo, sostenga chi suo malgrado è stato costretto a difendersi da solo, che è e rimane una vittima, con ulteriori misure concrete, ad esempio attraverso la costituzione di un fondo che copra le spese di assistenza legale. Perché – ha concluso Anna Lapini – nessuno dovrebbe trovarsi a scegliere tra la propria incolumità, quella dei propri cari o dei collaboratori o dei clienti, la tutela dei propri beni e un gesto di difesa, naturale, legittimo, che potrebbe portare conseguenze drammatiche dal punto di vista morale, legale ed economico”.

Un uomo – Liborio Plazza, agricoltore settantaduenne, – è stato assassinato nelle campagne di Alessandria della Rocca. Il cadavere del pensionato è stato ritrovato stamani, alle 9,45 circa, in contrada Chimmesi. 

Stando ai primi accertamenti dei carabinieri, che sono ancora sul posto, il settantaduenne sarebbe stato raggiunto da almeno un colpo d’arma da fuoco. 

Sul posto sono presenti diverse pattuglie dei carabinieri di Alessandria della Rocca, della compagnia di Cammarata e del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento. 

L’agricoltore alessandrino era incensurato. I carabinieri, che hanno avviato indagini su un fronte di trecentosessanta gradi, sembrano – almeno per il momento – privilegiare l’ipotesi di un delitto maturato per motivi privati. 

 

Traffico in tilt sullo scorrimento veloce Palermo-Agrigento per l’incendio di un’autovettura. L’auto si trovava nei pressi di Bolognetta. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. L’automobilista è riuscito ad uscire dall’abitacolo prime che il rogo avvolgesse il veicolo. Nessuno è rimasto ferito. La viabilità è tornata nella normalità nel pomeriggio. 

Ad Agrigento nella frazione agricola di Montaperto imperversano ancora gli attentati e le intimidazioni a sfondo agricolo. Infatti, alcuni giorni addietro sono stati tranciati circa 50 vitigni a danno di un imprenditore agricolo di 39 anni. E nel frattempo sono state tagliate decine di alberi di ulivo in un altro appezzamento di terreno. Indagano i Carabinieri della locale stazione, a cui è stata presentata formale denuncia, e che ultimamente hanno ricevute numerose denuncie anche per furti di attrezzi agricoli.

Ad Agrigento, a Monserrato, in via Levanto, un’anziana di 78 anni, pensionata, è stata sorpresa durante il sonno dai rumori di un ladro, o di ladri, entrato o entrati dentro forzando un infisso e probabilmente ignorando che all’interno vi fosse la donna le cui urla hanno indotto alla fuga i malintenzionati. La sventurata ha telefonato al 113, e poi, a causa dello stress provocato da quanto accadutole, è stata soccorsa in ospedale. Indaga la Squadra Volanti della Polizia di Stato.

UnionCamere, ovvero l’associazione che riunisce e rappresenta tutte le Camere di Commercio della Sicilia, rinnova i vertici, e inizia il dopo Montante, anche se il nuovo presidente eletto al posto di Montante, Giuseppe Pace, non è troppo distante dallo stesso Antonello Montante, attualmente detenuto in carcere perché indagato di associazione a delinquere finalizzata a diversi reati. Giuseppe Pace, già presidente della Camera di Commercio di Trapani, partecipò, il 19 aprile del 2016, al voto unanime che confermò Montante, allora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, alla presidenza di UnionCamere, assegnata adesso a Pace, proposto da Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo e vicepresidente di Sicindustria. UnionCamere è anch’essa nell’occhio del ciclone dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta “Double face”, perché, durante la presidenza Montante e con Linda Vancheri assessore alle Attività produttive alla Regione, avrebbe ottenuto un maxi-finanziamento da 9 milioni di euro per la partecipazione della Sicilia all’Expo di Milano. Il consiglio di UnionCamere ha eletto anche il vicepresidente vicario e, su proposta di Pace, è stato indicato all’unanimità e a scrutinio segreto Ivo Blandina, presidente della Camera di Commercio di Messina, che Montante a fine 2014 volle commissario dell’associazione degli industriali di Siracusa. Ancora nel segno della continuità.

Alla luce della pubblicazione del Decreto n. 3294 del 24/07/2018, a firma dell’ Assessore Lagalla, che modifica il “Protocollo d’Intesa” firmato con le Università siciliane approvato dall’allora Assessore Baccei, bisogna ridefinire i rapporti tra Cua e Unipa, per rilanciare definitivamente l’offerta formativa per l’Anno accademico 2019/2020.

Il tempo non è una variabile indipendente! Ora basta siamo stanchi di questo teatrino. A questo punto la Cgil provinciale agrigentina chiede con forza

 LA NOMINA del Presidente del Consorzio universitario da parte della Regione: LA NOMINA degli altri due componenti uno in rappresentanza l’Università di Palermo  e l’altro componente in rappresentanza dei Soci; IL RIENTRO dell’Ex Provincia nella compagine associativa.

Sappiamo (dal Presidente Busetta) che è stata raggiunta un’intesa di massima tra l’Università di Palermo e gli Assessori Lagalla-Armao per la riapertura dei corsi di laurea ad Agrigento.

Il riavvicinamento serve se si risolvono definitivamente le annose e storiche questioni del contenzioso e se si riesce a restituire una “offerta formativa” degna di questo nome agli Studenti della nostra provincia e che serve all’apparato produttivo di questa terra con cui occorre rinforzare il legame.

L’Università ad Agrigento deve servire certamente a rendere esigibile il “diritto allo studio” ma anche dev’essere utile allo sviluppo economico e sociale della nostra terra.

Attendiamo atti ufficiali conseguenti ed una ripresa di una normale ed ordinaria interlocuzione con la Presidenza con cui non abbiamo avuto rapporti ufficiali dal suo insediamento.

 

    Massimo RASO                 Matteo LO RASO

Segr. Gen. CGIL AG                       RSU CGIL CUPA


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“Ci siamo riuniti con alcuni sindaci di centrodestra e siamo convinti che le provincie debbano avere maggiori poteri. Niente poltrone, ci sono solo trincee. Quando non si manda più il popolo a votare, quando i vertici delle province sono affidati agli apparati dei partiti e non al voto popolare è chiaro che c’è una forte e pericolosa e preoccupante delegittimazione del principio democratico”.

Ad affermarlo è il presidente della Regione Siciliana e leader di #DiventeràBellissima Nello Musumeci, che martedì 11 settembre ha riunito un manipolo di primi cittadini a Palermo, per lanciare la battaglia del voto provinciale.

Fra i presenti, Gino Ioppolo, Maria Rita Schembari, Giuseppe Mistretta, Nino Musca, Giuseppe Bica, Filippo Drago. All’incontro, anche alcuni assessori del governo regionale: c’erano, fra gli altri, Bernardette Grasso, Roberto LagallaAndremo a votare a novembre o poco dopo per le province – ha detto Musumeci – ma voteranno soltanto i rappresentanti dei partiti. Che tristezza”. 

Per #DiventeràBellissima, intanto, anche il nodo europee, visto che il movimento deve decidere se e dove piazzare alcuni propri candidati per le consultazioni di primavera. La strada potrebbe essere quella dell’accordo con la Lega, per inserire in lista qualche esponente vicino al governatore siciliano.

Anche il progetto “Girgenti”, per la riqualificazione del centro storico di Agrigento e di altre aree periferiche degradate, è salvo. Si è dissolto lo spettro del decreto “Milleproroghe”, già approvato al Senato, e che avrebbe congelato 1 miliardo e 600 milioni di euro finanziati dal governo Gentiloni per i progetti, adesso già esecutivi, del cosiddetto “Bando Periferie”. Ha sortito effetti positivi l’incontro a Roma tra i sindaci riuniti nell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha invocato la retromarcia del Governo sul congelamento dei fondi fino al 2020. E l’intesa è stata raggiunta. E la spiega lo stesso Decaro: “Abbiamo trovato una soluzione. Il principio è salvo nel senso che i fondi per il bando periferie sono tutti salvi. Ora dovremo recuperare gli 800 milioni di euro oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale per sanare l’incostituzionalità dell’articolo che finanziava per la metà il bando periferie. Poi con un prossimo decreto, previsto tra una settimana – dieci giorni, recuperiamo la norma originaria dando la possibilità a tutti i Comuni di procedere con la spesa, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori, ma distribuiremo i fondi nell’arco di tre anni sulla base delle necessità dei Comuni in modo da non tenere risorse bloccate. È ovviamente una mediazione. Siamo partiti da una trattativa in cui saltavano 1 miliardo e 600 milioni di euro, li abbiamo recuperati tutti e li spalmiamo in tre anni” – conclude Decaro. E il premier Conte rilancia: “Abbiamo ascoltato con grande disponibilità le istanze dei sindaci presenti. Ho condiviso l’obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile, quindi successivo alla conversione del ‘Milleproroghe’, una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. In sostanza, questo garantirà un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)