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Padre Pino Puglisi è stato ucciso ‘in odium fidei’ da mano mafiosa, la Chiesa ne ha fatto un beato martire, e quindi la mafia è intrinsecamente antievangelica. Il Papa verrà a dire ai mafiosi ‘convertitevi’ perché per loro c’è una scomunica di fatto ed ogni mafioso saprà di essere escluso perché non cammina sulle orme del Vangelo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, presentando la visita a Palermo del Pontefice in programma sabato 15 settembre, che nei giorni scorsi ha avuto una visita privata con il Papa in vista dell’appuntamento nel capoluogo siciliano.

 

La nostra Associazione ha ricevuto la segnalazione di lavori di ristrutturazione aventi ad oggetto una costruzione ubicata in prossimità di una torre di avvistamento cinquecentesca che domina la baia di Porto Palo, in territorio di Menfi.
I lavori di ristrutturazione in questione stanno rendendo l’edificio di taglio moderno in stridente contrasto con il bene storico sopra citato. Peraltro, dalla documentazione fotografica che abbiamo avuto modo di esaminare, la costruzione preesistente, realizzata in epoca remota, e sulla quale si sta intervenendo, aveva caratteristiche ben diverse che, a una comparazione delle immagini tra prima e dopo, appaiono completamente stravolte.
Non occorre ricordare che, quanto segnalato, si scontra con i principi più elementari di salvaguardia del patrimonio storico e artistico (cui senza dubbio appartiene la torre cinquecentesca) e di quello naturale (la spiaggia di Porto Palo).
Pertanto si chiede, agli Enti in indirizzo, se per i lavori in oggetto sono stati richiesti regolari autorizzazioni e nulla osta, affinché venissero eseguiti nelle modalità segnalate; se trattasi di edificio pubblico o privato; l’epoca alla quale risale l’antica costruzione sulla quale si sta intervenendo.
In attesa di un cortese riscontro, la nostra Associazione manterrà l’attenzione sul problema segnalato, e prenderà le necessarie iniziative volte alla salvaguardia dei beni tutelati.

 

 

 

 

L’Asp di Agrigento approva un progetto per ridurre i tempi d’attesa nel reparto di radiologia dell’ospedale di Sciacca. Previsto un periodo aggiuntivo dedicato all’esecuzione degli esami diagnostici.

Si profila una decisa riduzione dei tempi d’attesa per poter eseguire esami di diagnostica strumentale per immagini presso il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca. La Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, nell’intento di snellire le liste delle prenotazioni, ha disposto infatti il potenziamento delle attività per il periodo che va dal 4 settembre al 27 novembre 2018 integrando l’azione ordinaria del reparto di radiologia di Sciacca con turni aggiuntivi durante i quali sarà possibile effettuare ecografie, tomografie computerizzate, risonanze magnetiche e mammografie. Nello specifico, il “surplus” d’azione deliberato dall’Asp prevede che, nel periodo indicato, si possano effettuare dalle ore 15 alle 18 di tutti i martedì le prestazioni extra di risonanza magnetica senza mezzo di contrasto. Nei giorni di giovedì 20 settembre, 18 ottobre e 15 novembre, ancora dalle 15 alle 18, sono invece programmati turni integrativi per le mammografie. Il 20 settembre, il 4 e 18 ottobre ed il 15 novembre saranno giorni dedicati anche a prestazioni pomeridiane di ecografia addominale. Le ecografie mammarie integrative si svolgeranno invece dalle ore 15 alle 18 del 6 e 27 settembre, 11 e 25 ottobre, 8 e 22 novembre. Le mattine di sabato 15 settembre, 6 e 20 ottobre, 3 e 17 novembre, dalle ore 8 alle 14, saranno dedicate a sfoltire le agende per le prestazioni di tomografia computerizzata con mezzo di contrasto mentre quelle dell’8 settembre, del 13 ottobre e del 10 novembre, sempre negli stessi orari, verranno impiegate per le risonanze magnetiche nucleari con e senza mezzo di contrasto.
Il periodo aggiuntivo di lavoro, preventivamente concordato con gli operatori sanitari coinvolti, permetterà dunque di contrarre i volumi e i tempi delle prestazioni radiologiche e sarà compensato dall’Azienda, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, attraverso un impegno economico di quasi undicimila euro.

 


E’ stato il momento del “benvenuto” quello che si è tenuto ieri all’”Ambrosini” di Favara. Le porte dello storico e prestigioso alberghiero, si sono aperte a tutta la popolazione studentesca e, per la prima volta, anche agli studenti e ai genitori delle prime classi. Una cerimonia d’accoglienza, tenutasi nell’Aula Magna “G.Liotta”, luogo in cui, la “padrona di casa”, la dirigente Professoressa Milena Siracusa, ha “raccontato” alle nuove leve e ai genitori, cosa significhi far parte della grande famiglia dell’Ambrosini, luogo di educazione, formazione in cui fare esperienze lavorative e non solo. “Finalmente sono arrivati! Oggi è suonata la prima campanella e noi abbiamo accolto alunni e genitori delle prime classi.” Dichiara la dirigente Milena Siracusa, “Un sincero grazie ai meravigliosi docenti, a tutto il personale assistente tecnico coinvolto e agli alunni che hanno fatto da guida alle piccole matricole! Si riparte uniti, con tanto entusiasmo e con grande impegno”. Ai giovanissimi del diurno, si sono aggiunti anche gli adulti dei corsi serali attivi nell’Istituto “Ambrosini. Anche per gli studenti lavoratori è stato illustrato il percorso di studi, le attività e le opportunità che l’alberghiero offre. Un raffinato rinfresco è stato offerto nella sala bar in seno alla scuola.

“Con l’inizio della stagione scolastica si è posta la questione della vaccinazione obbligatoria per le 10 tipologie di copertura vaccinale e non sono mancati i disagi per le famiglie e gli stessi dirigenti scolastici. Esclusa la possibilità di autocertificazione per la scuola dell’infanzia(per i bambini sino a 6 anni), è emersa l’opzione di rinviare la certificazione medica che potrà intervenire entro il 10 Marzo 2019 per la scuola dell’obbligo e quindi con la possibilità dell’autocertificazione in quest’ultimo caso. Lo dicono in una nota congiunta Giorgia Iacolino-Presidente della commissione Salute -ed i consiglieri Pierangela Graceffa,Mariassunta Di Matteo, Nuccia Palermo e Calogero Alonge,che ieri si sì sono riuniti in III commissione.
Serve un opera di affiancamento dell’amministrazione comunale nei confronti dei dirigenti scolastici e delle famiglie degli studenti sino a 16 anni per cui esiste l’obbligo vaccinale. Occorre Una vera e propria campagna informativa che consenta di fornire informazioni precise alle famiglie e ne riduca i disagi,prevenendo situazioni di dispersione scolastica causati dell’applicazione confusa di disposizioni continuamente modificate.
Per tali ragioni abbiamo chiesto-continuano Iacolino, Di Matteo,Graceffa, Palermo e Alonge -all’amministrazione comunale di contribuire alla comprensione delle procedure relative alla vaccinazione obbligatoria nelle scuole dell’infanzia e d’obbligo per i ragazzi da 0 a 16 anni, per il tramite di un adeguato programma di comunicazione e le necessarie forme di cooperazione con dirigenti scolastici, Azienda sanitaria locale e famiglie ”

Agrigento ancora al centro dello scontro tra esponenti di una vecchia sinistra e rappresentanti della Lega. Al culmine dello scontro il Presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, Daniela Catalano, fa allontanare dall’aula il Capogruppo della LEGA, Nuccia Palermo.
“Gravissimo precedente, quello accaduto ieri, dove un Presidente del Consiglio, eletta nelle liste dell’ex Ministro Angelino Alfano e parente di quest’ultimo, allontana un consigliere comunale della LEGA impedendogli di partecipare alla discussione su di una proposta di delibera per un finanziamento di ben 2 Milioni di euro (ANAS) modificando di fatto i numeri in aula per l’approvazione. “.
“La motivazione per la quale il Presidente Catalano – scrive il Capogruppo della LEga, Palermo – ha chiesto il mio allontanamento dall’aula mi destabilizza e mi fa sorridere. Nessuno riprenda il proprio intervento, ha tuonato il Presidente, dimenticando che l’era alfaniana è terminata già alle urne di qualche mese fa. Agrigento non china il capo e la gente chiede di poter vedere ciò che accade senza limitazioni di sorta. Per non parlare poi, del distorcimento interpretativo, che spero non sia intenzionale, dove l’unica autorizzazione che spetta dare al Presidente è quella di riprendere i lavori d’aula e non di autorizzare o meno a un eletto di riprendere se stesso la cui immagine è pubblica, durante una seduta pubblica e pagata con soldi pubblici “.
“Cara Daniela Catalano – conclude il Capogruppo della LEGA – Agrigento ha bisogno di trasparenza e la gente ormai la pretende. Il tentativo di bloccare il cambiamento è l’ennesimo autogol politico di una sinistra ormai sconfitta e alla deriva”.

Con un provvedimento d’urgenza, secondo l’articolo 700 del codice di procedura civile, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Palermo ha accolto il ricorso di un docente, G B sono le iniziali del nome, assistito dall’avvocato Alberto Cutaia, che non ha ottenuto il trasferimento da fuori provincia, pur prestando assistenza al genitore disabile, quale referente unico. È stata, infatti, parzialmente annullata la disposizione contrattuale contenuta nel Contratto sulla Mobilità, che prevedeva la precedenza ai sensi della legge 104 del 92 soltanto per i genitori e per il coniuge, e non anche per il figlio referente unico, che ha precedenza prevista soltanto per la mobilità infra-provinciale con esclusione della mobilità inter-provinciale. Sulla base di tale mancata precedenza, pur possedendone i requisiti, il docente non era riuscito ad ottenere il trasferimento nella provincia di Agrigento, dove risiedeva unitamente al genitore disabile. Accogliendo le tesi difensive prospettate dall’avvocato Cutaia, il Giudice del Lavoro ha annullato la norma contrattuale contenuta nel Contratto sulla Mobilità ed ha dichiarato il diritto di precedenza ai sensi dell’articolo 33 della legge 104 del 1992 nelle operazioni di trasferimento definitivo in favore del docente, ordinando all’Amministrazione Scolastica di trasferire il ricorrente su uno dei posti disponibili degli ambiti territoriali della provincia di Agrigento.

Alea iacta est. Il dado è tratto. La vergognosa vertenza che riguarda i lavoratori operatori ecologici di Lampedusa apre ancora una volta i battenti. Inizia la “commedia”. Gli attori sono tutti pronti per calcare il palcoscenico. Il Sindaco affermerà ancora una volta che nelle casse del comune non c’è un euro bucato. Da quel palco si griderà allo scandalo: “un danno all’immagine, di fatto, per Lampedusa che attualmente è invasa dai turisti”. Poi si passerà alle denunce – Carabinieri-Polizia municipale – e perfino la Procura della Repubblica di Agrigento (con tutto il da fare che ha). Nel secondo atto, le aziende ripeteranno il copione già sentito: “il Comune di Lampedusa ci deve un ‘mare’ di mensilità arretrate; come fare. Non possiamo aggiungere alle spese che attualmente paghiamo per nave-contributi.etc gli stipendi.Così facendo possiamo chiudere i battenti.

Sembra di assistere ad una antica tradizione in viaggio. L’Opera dei Pupi, dell’amico Mimmo Cuticchio, massimo esponente della tradizione dei pupi siciliani, si è trasferita a Lampedusa.I pupi – sostiene Mimmo – sono l’arte di mettere in scena i mille volti dell’umanità con libertà di critica, ma totale rispetto di ogni singolo ruolo, anche nelle sfumature caratteriali. Orlando è Orlando, Rinaldo è Rinaldo, Angelica è Angelica.

  Ma torniamo a Lampedusa. Sentite le ragioni del Sindaco Totò Martello, quelle delle aziende, viene da pensare che alla fine le pretese dei lavoratori rasentano la “follia”. Ma cosa pretendono? In virtù di quale “stregoneria” vogliono la retribuzione a fronte di una prestazione? Non gli basta che hanno il “pane garantito”? E poi, cosa vuoi che siano tre, quattro, cinque mesi di arretrati…

  Ai lavoratori deve bastare una pacca sulle spalle, specie se proviene da qualche amministratore. Siamo con voi. Le istituzioni sono vicine alle vostre famiglie. Nell’ultimo sciopero i lavoratori hanno ricevuto tanta, ma tanta solidarietà da parte del popolo lampedusano. Una vicinanza sincera e leale.

  Sul grande palcoscenico lampedusano, sono assenti gli attori principali. I divi di quella politica regionale, i quali preferiscono esibirsi solo sui palcoscenici delle grandi città. Che importa loro di un piccolo teatro dove vanno di scena pochi lavoratori, attori di se stessi.Che importa se sul quel palcoscenico si assiste ancora una volta alla “corrosione” di quel grande valore, bisogno primario di ogni lavoratore. La retribuzione a fronte di una prestazione.

In Sicilia annata olio di ottima qualità

Tra settembre e ottobre è tempo di raccolta delle olive, uno dei settori agricoli d’eccellenza in Sicilia. In occasione della 12esima edizione de “L’isola del Tesolio”, che si svolge a Mazara del Vallo, il presidente del consorzio filiera olivicola Cofiol, Alessandro Chiarelli, ha svelato le caratteristiche della stagione in corso, e ha affermato: “Quella di quest’anno non sarà un’annata ricca ma qualitativamente sarà ottima. L’oliva, a causa del gran caldo di questa estate, sta già entrando in maturazione e la raccolta sarà anticipata a fine settembre. Anche in Sicilia nell’olivicoltura dobbiamo guardare a nuovi tipi di coltivazione dell’olivo: al semi intensivo e all’intensivo. In questo modo passeremmo dalle attuali circa 200 piante per ettaro, che abbiamo con il metodo tradizionale, a 500 piante per ettaro con il metodo semi intensivo, ed a oltre 1.200 piante con il metodo intensivo. Il prezzo dell’oliva della prossima campagna di raccolta non è stato ancora fissato, comunque un litro d’olio extravergine all’ingrosso va da 4 a 7 euro”.

Questa Organizzazione si è occupata diverse volte della “vicenda Cutrò” perché abbiamo sempre ritenuto che meriti attenzione e sostegno chi, concretamente, ha dato un contributo allo scardinamento delle organizzazioni criminali delle nostre zone.
Torniamo ad occuparcene perché riteniamo, alla luce di alcune novità, particolarmente grave il fatto che allo stesso sia senza un livello di protezione adeguato ai rischi che corre.
Continuiamo a ritenere incomprensibile come sia stato possibile questo dopo la famosa interecettazione ( “Appena lo Stato si stanca… che gli toglie la scorta poi vedi che poi…”. Era questo uno dei passaggi dell’intercettazione del 6 febbraio 2014 tra Giuseppe Nugara, ritenuto a capo della famiglia di San Biagio Platani, ed un allevatore del posto, riferito al testimone di giustizia Ignazio Cutrò).
Oggi Cutrò è senza scorta, e da tempo porta avanti una battaglia affinché tutta la sua famiglia torni ad essere protetta e non solo la sua persona.
Nel frattempo apprendiamo che “ il capomafia di San Biagio Platani Giuseppe Nugara, cioè la persona che intercettata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta ‘Mafia della Montagna’, risulta essere destinatario in carcere della misura speciale del 41 bis insieme ad altri esponenti di spicco della mafia agrigentina fra i quali Giuseppe Spoto reggente della famiglia mafiosa di Bivona. Il Ministro di Grazia e Giustizia ritiene che queste persone siano pericolosissime e pertanto ha disposto per loro il regime del carcere duro”.
Si tratta di fatti che, a nostro giudizio, debbono indurre a rivedere la decisione assunta e a ripristinare un adeguato livello di protezione e sicurezza a Cutrò ed alla sua Famiglia.
Ignazio Cutrò, peraltro, non si è limitato ad essere un “testimone di giustizia” ma, da quel momento, ha intrapreso una battaglia culturale e civile che lo vede presente nel territorio a dare coraggio e ad esortare altri Imprenditori e Commercianti ad intraprendere la via della collaborazione e della denuncia.
Anche per questo sarebbe un bel segnale vedere che uno Stato che non dimentica ma anzi difende e valorizza le scelte di chi decide di non soccombere alla violenza mafiosa.