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Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 4 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 19.896. Di questi sono risultati positivi 1.932 (+73 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.726 persone (+62).

Sono ricoverati 627 pazienti (+19 rispetto a ieri), di cui 74 in terapia intensiva (+1), mentre 1.099 (+43) sono in isolamento domiciliare95 guariti (+1) e 111 deceduti (+10).

Il consigliere comunale Salvatore Falzone e Mauro Montante si sono resi promotori di un’attività a sostegno delle persone che sono e saranno più in difficoltà a causa del coronavirus. “Oltre all’emergenza sanitaria – dichiarano – si manifesta già una grande emergenza economica e sociale che purtroppo non potrà far altro che aumentare nei prossimi mesi. Insieme a tanti amici che hanno manifestato la loro adesione in questi giorni stiamo avviando un progetto che ha 4 semplici finalita’:
1. Assistenza domiciliare per tutte le persone che non possono uscire di casa
2. Supporto per la compilazione della modulistica per la richiesta dei buoni spesa al comune di Agrigento (attenzione da presentare entro il 07 Aprile)
3. Sostegno con generi alimentari essenziali per le famiglie bisognose
4. Previa richiesta, distribuzione di mascherine (tipo chirurgico, non omologato ma utili a proteggersi) anche per i soggetti più a rischio o impegnati in lavori essenziali.
Abbiamo attivato una casella email a cui poter scrivere per le richieste: ioaiutoagrigento@gmail.com
O in alternativa, potete scriverci in privato.
A tutti gli amici chiediamo di aiutarci a condividere questo messaggio e di segnalare questa iniziativa ad eventuali persone in difficoltà.
Vogliamo anche ringraziare tutte le persone e le associazioni di volontariato che in questi giorni si sono già attivate.

In Sicilia, almeno per ora, la stagione balneare non partirà. L’avvio, previsto per legge il primo maggio, è stato sospeso a data da destinarsi. La decisione rientra tra le iniziative di contenimento del contagio da Coronavirus, adottate dall’assessorato alla Salute
Sono stati sospesi, per adesso, anche tutti i lavori di campionatura delle acque.
In Sicilia i gestori delle strutture balneari saranno esonerati per l’anno 2020 dal pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime. Lo prevede una delle norme inserite nella nuova finanziaria d’emergenza che il governo Musumeci sta mettendo a punto.
«Non sappiamo ancora – afferma l’assessore al Territorio Toto Cordaro – se la stagione risulterà completamente compromessa ma, in ogni caso, l’esonero dal pagamento dei canoni demaniali potrà contribuire ad agevolare la ripresa economica delle attività turistico-balneari. Un settore che, al pari di tantissimi altri, inevitabilmente subirà un forte contraccolpo da ciò che stiamo vivendo. Nessuno, comunque, sarà abbandonato e, se necessario, studieremo nuove e più importanti misure di sostegno».

La presenza di tante persone, soprattutto nei pressi della casa dove abita la famiglia Quaranta,  radunatesi per dare l’ultimo saluto al Lorena, la giovane favarese vittima di femminicidio, ha fatto scattare l’indagine con l’apertura di  un fascicolo, al momento contro ignoti e  senza notizia di reato.

L’inchiesta dovrà accertare se si è trattato di una partecipazione spontanea e incontrollabile oppure se è stata autorizzata e organizzata. Degli accertamenti sono stati delegati i Carabinieri della Tenenza di Favara. L’intera citta di Favaresi, affranta dal dolore  per  la tragica morte di Lorena, ha salutato il feretro dai balconi dove erano stati stesi migliaia di lenzuola.

Nei pressi dell’abitazione, come evidenziato dalla Procura, c’è stata la presenza di decine di persone nonostante il divieto imposto dai DPCM , da qui l’inchiesta. Il sindaco di Favara, Anna Alba, unitamente ad un numero ristretto di familiari ha partecipato in rappresentanza di tutta la città al rito funebre di benedizione della salma, non un vero e proprio funerale, che si è tenuto nella cappella del Cimitero da tempo chiuso alla fruizione pubblica.

Il Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, lancia un appello al Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, affinché prenda ulteriori provvedimenti per scongiurare l’espandersi dell’epidemia coronavirus in città: “Nonostante i ripetuti appelli, provenienti da più parti, ad uscire il meno possibile da casa, e solo per comprovate esigenze lavorative e necessità improcrastinabili, si nota ancora per le vie della città un non indifferente traffico veicolare e pedonale.

Alla luce di ciò e, soprattutto, degli ultimi studi dell’OMS, secondo cui il virus potrebbe viaggiare a distanze ben superiori a quelle valutate finora, per contrastare l’espandersi dell’epidemia nella nostra città, chiediamo al sig. Sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, come fatto da altri Amministratori in altre città italiane, l’emissione di un ordinanza che preveda l’uso obbligatorio delle mascherine, anche autoprodotte, purché capaci di coprire efficacemente e completamente il naso e la bocca, per potere entrare negli esercizi commerciali, uffici, banche, farmacie ed ogni altro luogo chiuso in cui è previsto l’accesso generalizzato di persone“.

L”assessore all’ecologia Nello Hamel raccomanda a tutti i cittadini di conferire i rifiuti utilizzando sempre i mastelli. Valgono sempre le regole della raccolta differenziata dei rifiuti e non ci sono giustificazioni per conferire con i sacchetti. Si tratta di una direttiva vigente in tutti Comuni e consente di evitare più pesanti problemi di carattere igienico sanitario.

Il TAR Palermo ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avv. Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ed ha annullato il provvedimento di chiusura adottato dal Comune di Lampedusa ai danni di un Hotel dell’isola.

Nel luglio 2017 il titolare di un noto Hotel presente nell’isola di Lampedusa aveva presentato al Comune di Lampedusa e Linosa la segnalazione di inizio attività (SCIA) per l’apertura della propria attività.

In forza della predetta SCIA, l’Hotel lampedusano aveva svolto regolarmente la propria attività senza alcuna contestazione da parte del Comune.

Tuttavia, nel luglio 2018, proprio nel pieno della stagione turistica, il Comune di Lampedusa adducendo presunte irregolarità nella SCIA presentata l’anno precedente ha disposto il divieto di prosecuzione dell’attività alberghiera.

A questo punto, il titolare dell’Hotel lampedusano, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, ha promosso ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento del provvedimento inibitorio previa la sospensione in via d’urgenza per salvare la stagione in corso.

In particolare, gli Avvocati Rubino e Airo’ hanno sostenuto l’illegittimità dell’operato del Comune poiché oltre a non sussistere nessuna irregolarità sostanziale per l’avvio dell’attività alberghiera l’Amministrazione, dopo sessanta giorni dalla presentazione della SCIA, avrebbe dovuto rispettare i principi che regolano il potere dell’autotutela dovendo, tra l’altro, valutare l’affidamento incolpevole ingeneratosi in capo al privato.

In accoglimento delle tesi dei difensori del titolare dell’attività alberghiera, il TAR Palermo aveva accordato la misura cautelare monocratica, in via d’urgenza, ed ha poi confermato la sospensione del provvedimento interdittivo anche con ordinanza collegiale.

Per effetto dei pronunciamenti cautelari l’Hotel ha potuto mantenere regolarmente aperta la propria attività fino alla trattazione del merito del ricorso.

Da ultimo il TAR Sicilia Palermo, pronunciandosi nel merito, confermando la fondatezza delle difese degli Avvocati Rubino e Airo’, ha accolto il ricorso ed ha annullato il gravoso provvedimento inibitorio adottato dal Comune di Lampedusa ai danni dell’Hotel lampedusano; il titolare di quest’ultimo potrà, entro 120 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza favorevole, avanzare tutte le pretese risarcitorie afferenti i danni subiti per effetto degli illegittimi provvedimenti annullati dal TAR.

Sono già diverse  le richieste pervenute all’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento da parte di alcuni sindaci dei comuni agrigentini per disporre dei beni di prima necessità messi a disposizione dello stesso Ufficio dalla fondazione “Agireinsieme”. Il progetto  “We  support  each other” della stessa fondazione per aiutare le famiglie in difficoltà economica ha avuto dunque un primo riscontro positivo sul territorio, e la piena collaborazione offerta dal Libero Consorzio consentirà, tramite le associazioni di volontariato iscritte al registro provinciale di protezione civile, di mettere a disposizione derrate alimentari e altri beni di prima necessità ai Centri Operativi Comunali (COC) già attivi sul territorio.

Diverse le aziende che hanno aderito al progetto, e anche alcuni privati cittadini hanno dato in questo senso la loro disponibilità. Per questo, il Libero Consorzio ribadisce l’invito a quanti vorranno unirsi a questa filiera di solidarietà a contattare il numero telefonico per le emergenze: 3336141869 (abitualmente attivato dall’Ufficio di Protezione Civile per altre criticità) per donare esclusivamente beni di prima necessità che la Protezione Civile consegnerà ai Centri Operativi Comunali per la distribuzione alle famiglie.

Un uomo, dimesso da poche ore dal reparto malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, non ha rispettato l’obbligo di permanenza domiciliare imposto dalle autorità sanitarie, ed è uscito da casa. E’ stato denunciato per epidemia colposa. Dall’ospedale è stato dimesso perché clinicamente guarito, ma gli è stato intimato l’obbligo di permanenza domiciliare poiché ancora positivo al virus e quindi contagioso per gli altri. Per questo motivo, all’atto delle dimissioni, precauzionalmente è stato accompagnato a casa con un’ambulanza del 118. Incurante di tale obbligo, ed a pericolo per la salute pubblica, l’uomo è uscito dalla sua abitazione con l’intento di recarsi al supermercato per la spesa, ma è stato intercettato da una pattuglia della polizia.

Dall’Ordine degli architetti di Agrigento parte la richiesta ai sindaci per l’attivazione dei sistemi informatici utili a consentire lo svolgimento dell’attività libero professionale che non è stata sottoposta a chiusura e sospensione dai decreti governativi.

“In questo momento di emergenza da Covid-19 – spiega Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – il nostro Ordine, con il suo Consiglio, sta lavorando non solo per fronteggiare l’emergenza ma anche per immaginare quale sarà la nostra professione in futuro. Lo stiamo facendo insieme con le Consulte regionali degli architetti e con il Consiglio nazionale degli architetti, unici interlocutori nel sistema ordinistico, per tutelare la nostra professione. Desideriamo comprendere, dunque, come nella nostra provincia, in questo periodo, dobbiamo lavorare essendo la nostra attività non menzionata dai decreti governativi per la relativa sospensione e chiusura. In tal senso abbiamo scritto a tutti i sindaci e ai dirigenti degli uffici Tecnici della provincia, e per conoscenza al prefetto, in modo da conoscere quale organizzazione è stata posta negli uffici tecnici per l’apertura al pubblico, quali funzionari lavorano in smart working e se vi sono i riferimenti telefonici o di posta elettronica per continuare a lavorare da remoto. Ci auguriamo – prosegue Alfonso Cimino – vi sia la collaborazione di tutti e, soprattutto, degli uffici comunali ai quali abbiamo fortemente chiesto di attivare gli sportelli informatici Sue e Suap, fin dalla loro approvazione, con la legge regionale 16 che ha recepito la 380 del 2001. Ciò nonostante, a tutt’oggi, molti Comuni non hanno proceduto. Oggi, questi sistemi informatici sono importantissimi per svolgere, e non fermare del tutto, l’attività libero professionale dei nostri colleghi architetti”.