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Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, rivolge un plauso alle forze dell’ordine, alla polizia municipale, ed alle squadre impegnate nella pulizia straordinaria delle spiagge, a lavoro in occasione del Ferragosto. Firetto aggiunge: “La pulizia e un servizio d’ordine eccellente sono stati prima, durante e dopo la festività. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in queste ore di festa per garantire il servizio d’ordine, il rispetto dei luoghi in centro città e al mare. Complessivamente si è registrato un atteggiamento collaborativo da parte dei cittadini, che, come già in altre circostanze, hanno dimostrato di voler costruire i presupposti di una comunità matura e responsabile. Grazie anche a loro. L’organizzazione complessiva è riuscita a neutralizzare alcuni sporadici atti di inciviltà, anche sulla battigia e in modo particolare a Cannatello. Rispetto alle cronache di altre città possiamo dirci più che soddisfatti”.

Emergono altri nuovi particolari circa la rocambolesca rapina portata a segno nel pomeriggio dell’altro ieri alla banca Bpr del viale Leonardo Sciascia, nel popoloso quartiere del Villaggio Mosè di Agrigento.

i filmati in possesso degli investigatori sembra che l’azione dei malviventi sarebbe durata in tutto meno di un minuto.

I rapinatori sembra fossero due, armati di taglierino e con indosso delle parrucche, che sono riusciti, nella loro azione fulminea, quasi indisturbatamente, a sottrarre oltre 165 mila euro in contanti per poi dileguarsi.

I delinquenti, forse anche in possesso di una pistola giocattolo, avrebbero atteso che i vigilantes che hanno consegnato la somma si allontanassero per sferrare il colpo.

I soldi erano stati “scaricati” in banca appena venti minuti prima della rapina il che lascerebbe pensare che i malviventi sapessero più cose di quanto ci si possa aspettare. Così come la scelta di andare ad aprire alcune cassette di sicurezza non facendo caso ad altre in cui in egual misura erano contenuti soldi.

I rapinatori, pare dal forte accento siciliano, una volta messo segno il colpo, sarebbero scappati a bordo di una Bmw di colore grigio. I carabinieri della Compagnia di Agrigento stanno cercando di restringere il cerchio intorno ai due malviventi e raccogliere quante più informazioni utili.

 

Sarebbe un malfunzionamento dell’impianto elettrico che alimentava un forno di un panificio, la causa di un incendio che ha danneggiato i locali dello stesso esercizio commerciale e destata tanta paura in viale della Vittoria, a Canicattì.

Le fiamme hanno annerito alcune pareti, ma soprattutto, hanno causato una fuoriuscita di fumo che ha allarmato i residenti.

Il fatto si è verificato ieri mattina in un centralissimo panificio del paese agrigentino. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno prima messo in sicurezza l’area, poi hanno provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla verifica dei danni.

 

 

Brutta disavventura per una coppia di turisti che sono stati protagonisti di un incidente stradale, nella giornata di ieri, nei pressi di contrada Mosella.

L’auto su cui viaggiava la coppia, una Fiat 500 presa a noleggio, per cause ancora in fase di accertamento, è sbandata ed è finita fuori strada prima e contro un muretto dopo.

A soccorrere i malcapitati sono stati alcuni automobilisti di passaggio che hanno chiamato il 118. Un’ambulanza si è precipitata sul posto ma sembra che i due turisti non abbiano avuto bisogno delle cure dei sanitari.

Sembra che il manto stradale della zona sia da tempo.

 

I carabinieri della Compagnia di Licata stanno indagando su un incendio che ha distrutto completamente un garage, al piano terra di una villetta.

Le fiamme hanno divorato anche un’auto, una Mercedes, in quel momento custodita all’interno. Garage e automobile erano di proprietà di un pensionato del luogo.

Il fatto è accaduto in contrada Montesole, nei pressi della rinomata località di Mollarella. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di Corso Argentina che hanno spento il rogo la cui natura è incerta.

Non si esclude la pista dolosa.

 

Un incendio, ieri notte, ha danneggiato un prefabbricato adibito come ufficio e centro comunale per la raccolta dei rifiuti a Racalmuto, centro comunale chiuso da tempo per lavori di adeguamento.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco del Comando di Agrigento, avvertiti da una segnalazione giunta ai centralini, ha evitato guai peggiori.

Sul posto i carabinieri della locale Stazione che hanno effettuato dei rilievi utili alle indagini per stabilire la natura delle fiamme.

Nessuna pista è esclusa.

 

L’amministrazione comunale di Agrigento non ha organizzato alcuna manifestazione di intrattenimento estivo in città a causa della “grave carenza di risorse finanziarie a disposizione”. In proposito interviene l’ex consigliere comunale e coordinatore del movimento Mani Libere, Giuseppe Di Rosa, che afferma: “Agrigento città turistica, e zero eventi. Ecco come si amministra. Come si possono incassare più di 1 milione di euro di tassa di soggiorno, che è una tassa di scopo turistico vincolato, e non essere capaci di organizzare un calendario di eventi. Nessuno dei consiglieri comunali né tanto meno il presidente del consiglio si chiede dove sono finiti i soldi incassati con la tassa di soggiorno dal 2017 ad oggi? Lo sanno che i soldi vanno spesi entro il 30 dicembre? In quale capitolo del bilancio sono stati inseriti? Scommettiamo che dobbiamo aspettare che la campagna elettorale entri nel vivo per vederli spesi?”.

E’ Eugenio Vinci, noto manager siciliano, di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, l’italiano morto nella tragedia avvenuta in barca in Croazia. Sono ricoverati Bruno Mancuso, sindaco del Comune di Sant’Agata di Militello, amico del manager deceduto. I due bambini, figli di Vinci, di 8 e 14 anni, versano in gravi condizioni in terapia intensiva al reparto pediatrico dell’ospedale di Spalato. Le cause della tragedia non sono ancora state confermate ma non si tratterebbe di avvelenamento da cibo bensì intossicazione da gas di scarico dell’imbarcazione. Secondo la stampa croata, Eugenio Vinci ha perso i sensi nel bagno della barca a vela a causa di un’intossicazione da gas proveniente dal water o dal condizionatore d’aria, e nella caduta avrebbe battuto la testa. Gli altri 4 turisti italiani a bordo della barca, anche loro con forti sintomi di intossicazione, sono stati trasportati all’ospedale di Spalato. I tre adulti, incluso il sindaco Mancuso, sono in condizioni stabili.

La sezione feriale del Tribunale del Riesame ha scarcerato Massimo Mulè, detenuto dallo scorso dicembre a Bologna perché arrestato nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola” in quanto ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Ballarò, nel mandamento di Porta Nuova. I giudici del Riesame hanno accolto le indicazioni della Corte di Cassazione e il ricorso dei difensori di Mulè, gli avvocati Giovanni Castronovo e Marco Clementi. In particolare, il Riesame, presieduto dal giudice Fabrizio La Cascia, si è pronunciato dopo l’annullamento della misura cautelare con rinvio da parte della Cassazione secondo cui non ricorrono nuove circostanze di rilevanza penale dopo le altre per le quali Massimo Mulè in passato è già stato condannato.