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“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”.

Sul fatto che di posti belli il mondo è pieno siamo tutti d’accordo. Sul fatto di nascere, crescere e vivere nel proprio posto nel mondo un po’ meno. 

Il punto in questione è una scelta, una strada che chi decide di percorrerla corre il rischio di sapere cosa si lascia ma non sapere cosa si trova. 

Due sono le logiche alla base di chi la prende: una è relativa all’ambizione, scegliendo di perseguire quella strada, allontanandosi per ovvie ragioni dalla propria casa, dai propri affetti con alle spalle i sacrifici di una famiglia che punta alla realizzazione massima del membro che ha deciso di partire; l’altra è relativa alla disperazione, stato d’animo oggettivo e reale di chi non ha più alcuna speranza in quanto il luogo di appartenenza ha tradito quelle speranze e aspettative mettendo il componente della famiglia (o famiglie intere) nelle condizioni tali da preparare i bagagli e partire per una nuova realtà in grado di garantire un presente ed un futuro migliore. 

Entrambi i casi rappresentano, nel bene e nel male, un colpo al cuore, un vuoto incolmabile per chi se ne va e per chi rimane. Entrambi conservano vivamente l’immagine perpetua della propria città natale che, tanto bella quanto martoriata, contiene tutto un universo composto da affetti, luoghi, colori e sapori che assumono le sembianze dei propri cari. 

Questi cari rimasti lì. Questi cari che vivono 365 giorni l’anno la città svuotarsi e riaccendersi quei due mesi estivi e per le festività. 

In quella città dove, i più fortunati possono ritenersi tali da arrivare a stento a fine mese col lavoro precario che trovano o si inventano pur di rimanere. 

I meno fortunati (e mi riferisco alla mia generazione che fa leva sugli anni ‘80) restano, stringendo i denti, andando avanti e tenendo duro, votando alle elezioni la novità come segno di protesta e di speranza in un cambiamento concreto, come ultima spiaggia a cui aggrapparsi, con l’auspicio che il proprio momento prima o poi arriverà. 

Ma invano e ciononostante il pensiero di mollare tutto e andare via non sfiora in alcun modo la mente degli audaci che scelgono di rimanere a vivere nel luogo in cui si è nati e cresciuti quale porto sicuro e indiscusso dove gettare l’ancora anche se il livello del mare fa vedere il fondo. 

È solo a loro che va il riconoscimento di fare di quel marcio che amministra le strade della mia terra un posto vivo e migliore dove restare. 

È grazie ai loro sacrifici e al loro coraggio che quei brevi periodi in cui torni a casa trascorrono come se le avversità affrontate durante l’anno non esistessero. 

Ma alla domanda ‘quando scendi a casa’, segue in automatico ‘quando riparti?’ vorresti morire dentro perché pensi di essere appena arrivato a casa ma in virtù della scelta che hai intrapreso devi mettere in conto anche questo.

 E come tutte le cose belle: tutto ha un inizio e una fine, cercando di godersi a pieno quei giorni felici di vacanza, trascorrere il più tempo possibile con i propri i cari, sfruttare al massimo le risorse di cui la tua città dispone e mangiare come se non ci fosse un domani. 

Talvolta farnetichi anche di non tornare più alla realtà che ti sei costruito, di mollare tutto e rimanere a casa, altre volte  (già dal terzo giorno di permanenza) ti sta tutto stretto, ti senti soffocare e vorresti scappare per ritornare nel luogo che ti ha accolto e ti sta dando qualcosa. 

Ma poi questi pensieri passano tra l’affetto dei tuoi cari e le risate dei tuoi amici rimasti e non, rendendo quei giorni unici. 

Una festa, è questo il sostantivo giusto per descrivere tutte le volte che si ritorna a casa. È una festa per quei nonni, che ritrovi sempre più invecchiati, ma felici di avere la tavola al completo di nipoti. 

Una festa per quella mamma, dove anche per lei l’età avanza e i pensieri si moltiplicano, ma di fronte alla gioia di avere la casa piena tutto passa. 

Una festa per quelle sorelle/fratelli che, tutte le volte che torni li ritrovi sempre più grandi, tengono il conto alla rovescia per il tuo arrivo per trascorrere più tempo possibile assieme. 

Una festa continua tra quegli amici ritrovati fuori sede, che magari durante le festività principali non si è riusciti a vedere e si ha un anno di arretrati da raccontare, e per quelli in sede che aspettano tutto l’anno l’estate con ogni anno una novità diversa. 

L’estate, proprio l’unica delle due stagioni che esistono nella mia terra, l’altra è l’inverno (se così si può definire!) poiché dalle mie parti le stagioni di mezzo non esistono. La bella stagione nella mia zona dura da Pasqua all’Epifania. 

Settembre però arriva per tutti, assieme alla festa di San Calogero, in cui tutti gli abitanti manifestano una devozione inedita al santo e alla stessa festa, rappresentano il momento più dolente: quello dei saluti. 

Ognuno ritorna alle proprie basi, ai propri i posti, alla solita vita. La festa è finita. 

Tra un bagaglio da completare e un abbraccio vario c’è il pianto trattenuto da parte di un nonno o un genitore. 

E mancano ancora 2 giorni alla partenza. 

Tra caffè, pranzi/cene e aperitivi vari, ultimare le cose che servono da portare, saluti di amici che vanno via prima pensando che tra poco arriverà anche il tuo momento e comincia a crearsi quel magone allo stomaco, ma non cedi, vai a fare un tuffo in acqua e tutto passa. 

Arriva il giorno X, sei sveglia prima della sveglia impostata, pensando a come mistificare la malinconia che hai addosso quel giorno. 

Allora esci a fare l’ultima colazione con gli amici dove ci auguriamo a vicenda ‘forza e coraggio’ per i mesi che ci attendono; saluti il vicinato che è al corrente della tua partenza per arrivare all’ultimo grande pranzo di famiglia in cui la nonna sfodera il meglio di se (come sempre, ma quel giorno in particolar modo!) presentando come menù tutto il tuo cibo preferito. 

Una volta concluso, cominciano i titoli di coda che partono dal cambiamento di espressione di nonno ai ‘mi raccomando’ di nonna, e mamma che non proferisce fino alla fine. 

Non vedi l’ora di salire su quel l’autobus o di superare i controlli in aeroporto per liberare quel magone che dalla mattina ti blocca lo stomaco. 

E salendo su quel mezzo e cominci a sentirti mancare l’aria come in apnea. 

È davvero finita. Si ricomincia per tutti, e con i doveri anche le preoccupazioni per chi rimanere. 

Nella misura in cui mi si viene augurato il meglio, lo stesso auguro ai miei cari che lascio a casa tutte le volte. 

Quella stessa casa, la quale locatrice della macchina amministrativa piuttosto che oliare gli ingranaggi della stessa, garantendo il bene minimo indispensabile ai propri cittadini, li invita ad andare altrove verso posti più consoni alle esigenze di ciascuno. 

Mi si stringe il cuore leggendo certe affermazioni, certi articoli, guardando foto di denuncia delle condizioni di degrado e incuria più totale in cui versa la mia città e soprattutto sentendo persone a me care affermare di aver perso la fiducia verso la propria città aggravata da chi la amministra. 

Il passato è passato. 

Il bene ha trionfato sul ‘male’ rappresentato dalla vecchia politica. 

Ma questo nuovo modo di fare politica non sembra affatto tanto migliore del vecchio. Anzi oserei dire peggio poiché in nome di Onestà, Dignità, Solidarietà e tante belle parole liberiste, stanno portando tutte le realtà amministrate alla deriva più totale. 

E non serve più continuare a puntare il dito, dopo due anni e ancora, dicendo che la colpa è di chi c’era prima. 

Non è più una giustificazione. 

È il vostro momento, siete voi a condurre i giochi e non aspettiamo altro che dei segnali di progresso e cambiamento concreto per poter apprezzare il vostro operato e magari ripremiarvi a nuove elezioni future. 

La differenza si fa così, i risultati si ottengono sul campo. Con la demagogia non si va più da nessuna parte. 

Sono finiti i vecchi modi di fare politica, i vecchi tempi della democrazia dei partiti non esistono più perché non esistono più delle personalità  di un certo calibro. 

E con l’auspicio che le ultime generazioni conoscano tempi migliori dei miei – che di anno faccio 1994 –  e che queste parole facciano il giusto percorso giungendo a destinazione.

Silvia Boccadoro 


Il Tribunale di Agrigento deposita le motivazioni della sentenza di condanna inflitta per la tragedia delle Macalube ad Aragona. I dettagli.

Lo scorso 30 gennaio il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giancarlo Caruso, ha condannato per omicidio colposo plurimo Domenico Fontana e Daniele Gucciardo, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei fratelli di Aragona, Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni, vittime il 27 settembre del 2014 di una eruzione dei vulcanelli nella riserva “Macalube” ad Aragona gestita da Legambiente.

Sei anni di reclusione sono stati inflitti al già presidente regionale di Legambiente e direttore della riserva Macalube di Aragona, Domenico Fontana. E 5 anni a Daniele Gucciardo, operatore della stessa riserva. E’ stato invece assolto, nonostante la pretesa di condanna a 6 anni, Francesco Gendusa, dirigente regionale responsabile delle aree protette.

Ebbene, adesso il giudice Caruso ha depositato le motivazioni della sentenza e, tra l’altro, ha scritto: “Avevano il dovere di vigilanza su tutto quanto avveniva all’interno della riserva. Era urgente e necessario un accertamento in merito alle condizioni di sicurezza per la fruizione dell’area che giustificava un blocco a tempo indeterminato delle visite finché non fossero stati elaborati livelli di esposizione al rischio compatibili con l’esigenza di salvaguardare vite umane”. Poi il giudice Caruso bacchetta le giustificazioni addotte dagli imputati e scrive: “L’affermazione secondo cui ciò che era accaduto il 27 settembre 2014 era assolutamente imprevedibile perché alle Macalube nessuno si era mai fatto del male, appare la palese estrinsecazione della superficialità con cui il tema della sicurezza delle persone era stato declinato nella concreta gestione da parte del personale della Riserva. Ripararsi sotto l’ombra della benevole sorte che aveva preservato l’indiscriminata comunità dei fruitori (fra cui, negli anni, decine di scolaresche), costituisce un segnale chiaro ed inequivocabile dell’omissione di qualsivoglia forma di attenzione e tutela per l’incolumità delle persone che avevano frequentato quel sito. Ad essere completamente inadeguato non era solo il sistema di asserita salvaguardia dell’ambiente naturale ma anche e soprattutto quello a garanzia dell’incolumità dei fruitori. L’esistenza di una barriera, ancorché precaria, in grado di frapporre una distanza minima dalla sede dell’esplosione, avrebbe potuto esercitare un’incidenza rilevante, quantomeno in termini di mitigazione del rischio, sugli eventi che si sono verificati il 27 settembre 2014”. 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)


Pietro Busetta
WWW.SICILIA24H.IT

“Non abbiamo bisogno tanto di una legge ad hoc sulle isole, ma di un pacchetto di misure sulle zone a sviluppo ritardato come la Sicilia ed il Mezzogiorno”. Lo ha detto Pietro Busetta, presidente della Banca Popolare Sant’Angelo e docente di economia, nel corso del suo intervento al seminario “Strumenti di fiscalità per lo sviluppo delle isole dell’Unione europea”, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che si è tenuto stamani a Villa Malfitano a Palermo. 
“Pensare ad una normativa – ha aggiunto – valida per isole come Lampedusa e Linosa e allo stesso tempo per regioni come la Sicilia e la Sardegna è complesso . È indispensabile destinare risorse aggiuntive rispetto a quelle destinate al resto del Paese. L’obiettivo non può essere quello di compensare i disagi derivati dall’insularità, ma di andare oltre le condizioni di stato minimo che evidentemente in queste aree d’Italia non determinano l’attrazione di investimenti. È questa l’unica vera condizione per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno”.

Ad Agrigento in Prefettura è stato firmato il Patto per la sicurezza urbana tra il Prefetto e i Sindaci che hanno manifestato interesse. Si tratta di un atto preliminare alla presentazione da parte dei Comuni di progetti di impianti di videosorveglianza per i quali è previsto un finanziamento dal Ministero dell’Interno.

Angelo Ruoppolo 

Le interviste sono di Teleacras

 https://youtu.be/FWzvHbz_huQ

“L’accordo nazionale ci penalizza, qui sono previsti solo 38 passaggi al full-time”

Sul piede di guerra i lavoratori part-time di Poste Italiane in Sicilia. Un apposito comitato, denominato #FullTimeSubito, è stato costituito per sollecitare la trasformazione a tempo pieno dei contratti e conta già oltre 200 adesioni, ma il numero sembra destinato a crescere. Giovedì 21 giugno i componenti terranno una prima assemblea a Palermo.
 
Sotto accusa l’accordo siglato a Roma il 13 giugno dall’azienda con i sindacati nazionali di categoria, “che relativamente alla Sicilia prevede la conversione del contratto da part time a full time per sole 18 unità nel comparto mercato privati e 20 unità in quello servizi postali”.
 
“Siamo delusi dalla scelta dell’azienda che penalizza la Sicilia, ma soprattutto da chi, come i sindacati, doveva difendere gli interessi di noi lavoratori”, sottolinea Domenico Bonanno, lavoratore part time di Poste Italiane, tra i promotori del comitato #FullTimeSubito.
 
Ed aggiunge: “Da part time e con uno stipendio di circa 700 euro è quasi impossibile farsi una famiglia e guardare al futuro con serenità. Per arrotondare ci troviamo costretti a ricorrere allo straordinario, questo ovviamente agevola l’azienda che rimedia così alle carenze di personale ma non viene incontro alle legittime richieste di noi part time”.
 
Gli autori della protesta si dicono pronti a cancellarsi in blocco dai sindacati e a non svolgere più prestazioni straordinarie in modo da evidenziare le carenze di personale di Poste Italiane in Sicilia e lanciano pure un appello “alle istituzioni locali e regionali: non può e non deve essere una battaglia 

soltanto nostra.”
 
In Sicilia i lavoratori part-time di Poste Italiane sono oltre 800, circa 200 solo in provincia di Palermo. Principalmente giovani, in buona parte laureati e figli o parenti di ex postali ai quali l’azienda aveva concesso la possibilità di ottenere l’assunzione di un familiare in seguito alla firma di un accordo con il quale il lavoratore recedeva dal contratto rinunciando a buona parte della buonuscita.
 
Alessandro Bombolino, part time in Poste Italiane da quasi 7 anni, sottolinea: “In una Regione con poco più di 500 mila abitanti come la Basilicata sono previste, nella divisione mercato privati, più conversioni di quelle riservate alla Sicilia. Per non parlare del Veneto, del Piemonte o della Lombardia dove si procederà alla stabilizzazione ed alla conversione dei contratti di oltre 350 unità per regione. Ma anche in quasi tutte le altre regioni la quantità di conversioni è nettamente superiore a quella della Sicilia”.
 
Interviene pure Claudia Cammarata, part time da oltre 4 anni: “Siamo amareggiati. Da anni diamo il meglio sul posto di lavoro e teniamo alto il nome della nostra azienda, ma questa non sembra avere interesse per i lavoratori siciliani, che anzi paradossalmente vengono premiati dall’azienda se scelgono la mobilità verso le regioni del Nord.” 
 
Conclude Fabio Pardi, anche lui part time da più di 4 anni: “Oltre al danno la beffa: Poste Italiane annuncia oltre 500 assunzioni di laureati, senza neppure curarsi di valorizzare l’enorme quantità di giovani laureati che ha tra i propri dipendenti e senza offrire prospettive di crescita a tutti i part time”.

Francesco Alonge, narese di 50 anni, é ricercato in tutta Europa con  Lorenzana, la nipote di 12 anni, figlia del fratello. Sull’uomo, residente a Roubaix, in Francia, da diverso tempo, (ma originario di Naro) , è stato emesso un mandato di cattura internazionale, ed è ricercato attivamente dalla polizia d’Oltralpe. 

Non si esclude una strana relazione tra zio e nipote. La madre della ragazzina, Julie Gelder, francese, afferma di aver riscontrato atteggiamenti ambigui nella figlia (trucco marcato e sms d’amore che la figlia inviava al parente), e per questo vietato gli incontri.  Lorenzana era scappata da casa,  in seguito ad un test di gravidanza risultato positivo, mostrato ad una coetanea.   I due siano insieme, scomparsi da giorno 15 maggio,  e ricercati in Francia, Spagna e Italia, sono stati ritrovati in Pasde_Calais in compagnia dello zio, grazie ad alcuni minatori che riconoscendoli hanno avvisato la Polizia locale. 

Sia il ritrovamento sia il rapporto tra zio e nipote sono da chiarire. 

Intanto l’uomo é in stato di fermo per essere ascoltato dal magistrato. 

Federazione, aziende e Parco insieme per promuovere territorio

Non solo arte e cultura ad Agrigento, dove si è costituita la Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi. Per la costituzione della Strada si sono riunite alcune delle più importanti realtà vitivinicole, gastronomiche e turistiche del territorio, che, insieme ad alcuni partner come la Federazione Strade del Vino di Sicilia, Coop Culture, il Consorzio Turistico ed il Distretto Turistico Valle dei Templi, la Strada degli Scrittori e Slow Food Sicilia, diventano protagonisti di nuove opportunità turistiche per la provincia di Agrigento. Socio onorario ed ente capofila è il Parco archeologico della Valle dei Templi, che rappresenta idealmente il punto di partenza e d’arrivo della Strada stessa.
    Soddisfazione per la costituzione della Strada viene espressa dal neo presidente Carmelo Sgandurra: “Il traguardo raggiunto – spiega – è frutto di un lavoro intenso, minuzioso e che riguarda la valorizzazione di un territorio unico al mondo.
    Lavoreremo per ottimizzare nel più breve tempo possibile i risultati, affinché il vino e i sapori di questo territorio diventino attrazione in ogni parte del mondo”.
    “Con la costituzione della nuova Strada del Vino – dice Gori Sparacino, Presidente della Federazione Strade del Vino di Sicilia e socio fondatore – sono tredici le Strade del Vino in Sicilia in grado di incentivare lo sviluppo economico mediante la promozione di un’offerta turistica integrata”.
    Le aziende vitivinicole che figurano tra i soci fondatori sono: CVA Canicattì, Milazzo Vini, Grottarossa Vini, Baglio del Cristo di Campobello, Casa vinicola Sicania, Azienda Vitivinicola Lombardo, Baglio Bonsignore, Azienda Camilleri, Azienda Vassallo e Lombardo Vini.

Lo prevede decreto assessore regionale alle Attività produttive

I saldi estivi in Sicilia si svolgeranno dal 1 luglio al 15 settembre. Lo prevede il decreto dell’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, firmato questa mattina. La decisione dell’assessore è arrivata al termine dell’incontro con le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello regionale e le associazioni di consumatori che si sono espresse a favore dell’anticipo dei saldi estivi. “Abbiamo optato per un anticipo dei saldi – spiega Turano – perché siamo convinti che il provvedimento sia un beneficio per i commercianti e per le famiglie che potranno anticipare qualche spesa fuori programma”.
    “E’ anche un modo per riuscire ad intercettare il flusso di ‘turisti dello shopping’ di quanti sceglieranno la Sicilia come meta per le loro vacanze estive e sono attratti in modo crescente dall’unicità dei prodotti Made in Italy” conclude l’assessore.

Questa mattina il Sindaco Giuseppe Galanti si è recato in Prefettura per sottoscrivere con il Prefetto Dario Caputo, il “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana”.
La firma dell’importante documento ha costituito anche la prima occasione d’incontro il massimo rappresentante del Governo ed il neo primo cittadino licatese.
Il Prefetto, con garbo e la cordialità che ne contraddistinguono la persona, ha colto l’occasione per augurare al neo eletto sindaco ogni miglior auspicio affinchè Licata ed i licatesi possano ottenere, attraverso il buon governo della cosa pubblica, i massimi vantaggi e la soddisfazione delle proprie esigenze.
Il rappresentante del Governo sul territorio non ha trascurato, altresì, di assicurare alla nascente Amministrazione comunale licatese, la sua personale disponibilità e quella dell’Istituzione che rappresenta.
Il Sindaco Galanti, visibilmente emozionato, ha ringraziato il Prefetto manifestando, a sua volta, l’auspicio di risultare degno del gravoso, ma avvincente, compito che lo attende.

Alla presenza dell’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa e di dirigenti di organismi e autorità locali, regionali, nazionali ed europei, oltre a docenti universitari ed esperti, verrà inaugurato il 25 e 26 giugno prossimi, a Campobello di Licata, il nuovo Centro giovanile internazionale Kalat, denominato KISS – Kalat International Summer School

Si tratta di un immobile comunale di 1000 mq, interamente riqualificato dal locale Archeoclub , presieduto da Emilia Bella, attraverso i finanziamenti di Fondazione CON IL SUD nel 2014 e del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2017.

Il Centro Kalat, realizzato restituendo alla collettività una ex scuola dismessa e vandalizzata, verrà utilizzato come ostello della gioventù e dopo essere stato recuperato strutturalmente negli anni scorsi, in questi ultimi mesi è stato dotato: di una foresteria per oltre 25 unità, una sala didattica, una sala conferenza, delle aree espositive, una cucina ed un bar, con lo scopo di contrastare la povertà educativa, favorire l’aggregazione giovanile internazionale e contribuire ad una gestione innovativa dei Beni Culturali in Sicilia.
Partner del Progetto Kalat sono pure il Comune di Campobello di Licata e la Cooperativa Astra di Agrigento.
In occasione della due giorni saranno proposte delle attività promosse dall’Archeoclub. Il 25 giugno è in programma un incontro tra l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, e gli amministratori del territorio oltre a tavole rotonde sui beni culturali e le tecniche di studio; mentre il 26 a cura dalla cooperativa Astra, con relatori di Confcooperative Sicilia e di Mestieri Sicilia, si darà spazio ai temi della creazione di nuove imprese e delle diverse forme di tirocini formativi attivabili in Sicilia.
Sempre a cura dell’Archeoclub, nei due giorni saranno previsti: l’apertura di una mostra fotografica sul territorio e un laboratorio internazionale con momenti ludici e ricreativi, come proiezioni di cinema d’animazione, giochi in ludoteca e degustazioni di ricette internazionali.
L’evento è aperto a tutti e già dalle prossime settimane, nel Centro verranno tenuti corsi brevi e utili sulle soft skills per i giovani e saranno accolte scolaresche, missioni universitarie e associazioni nazionali e straniere, oltre a gruppi e singoli esperti interessati ad attività di valorizzazione, studio e ricerca nel territorio.

BOZZA DEL PROGRAMMA
Centro KISS (Kalat International Summer School)
via Tevere 10, Campobello di Licata (AG)
25 – 26 Giugno 2018

25 Giugno 2018
KALAT: BENI CULTURALI E SVILUPPO LOCALE

Ore 10,00 Registrazione partecipanti
Ore 10,30 Saluti
o Emilia Bella, Presidente Archeoclub
o Giovanni Picone, Sindaco di Campobello di Licata.
Ore 10,40 Inaugurazione del Centro Kalat
o Apertura della mostra fotografica
o Visita del nuovo Centro
INTERVENTI

Ore 11,00 Presentazione del Centro KISS e le attività svolte a Campobello di Licata.
o Dott.ssa Emilia Bella, Presidente Archeoclub
o Arch. Giovanni Vultaggio, Kalat Project Manager,
Ore 11,30 Il programma e le idee su come sfruttare le risorse del territorio, l’incontro con gli amministratori e i cittadini, la raccolta di proposte e problematiche.
o Prof. Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana,
Ore 12,00 Domande ai relatori
Ore 14,00 Pranzo a Buffet
Ore 15,00 Ripresa dei lavori:
– Prospettive e nuovi progetti Archeoclub – Kalat
o Arch. Giovanni Vultaggio, Kalat Project Manager,
o Dott.ssa Emanuela Marchese, Consulente Progetto Kalat
– Interventi di eventuali rappresentanti Fondazione con il Sud, Ministero delle politiche giovanili, Università, Soprintendenza, ecc.
Ore 17,30 Conclusioni dei lavori.
o Prof. Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Dalle ore 19:00 Laboratorio Internazionale (Partecipazione con contributo alle spese):
o Cena a buffet con ricette e beverage internazionali
o Serata in ludoteca con la presentazione dei più diffusi, interessanti ed intriganti giochi di società del mondo per giovani e adulti;
o Cineforum con i principali film internazionali di animazione del 2017.

26 Giugno 2018

INCENTIVI PER L’OCCUPAZIONE E LA CREAZIONE D’IMPRESA IN SICILIA

Ore 16,00 Registrazione partecipanti

Ore 16,15 Apertura dei lavori Saluti Autorità
o Diego Guadagnino
o Giovanni Picone – Sindaco di Campobello di Licata
o Calogero Sardo – Vice – Presidente Confcooperative Sicilia

INTERVENTI

Ore 16,30 I TIROCINI PROFESSIONALI ED EXTRACURRICULARI, AVVISI 20 E 22/2018 DEL DIPARTIMENTO LAVORO
o Dipartimento Lavoro – Regione Sicilia
o Alessandro Guccione – Mestieri Sicilia

Ore 17,00 CONTRIBUTI ALL’OCCUPAZIONE PER I DISOCCUPATI DI LUNGA DURATA – AVVISO 21/2018
o Dipartimento Lavoro – Regione Sicilia
o Aurelio Guccione – Mestieri Sicilia
Ore 17,30 L’INCENTIVO PER LA CREAZIONE D’IMPRESA “RESTO AL SUD”
o Aurelio Guccione – Mestieri Sicilia
Ore 18,00 Domande ai relatori
Ore 18,30 Chiusura lavori

Dalle ore 19:00 Laboratorio Internazionale (con contributo alle spese):
o Cena a buffet con ricette e beverage internazionali
o Serata in ludoteca con la presentazione dei più diffusi, interessanti ed intriganti giochi di società del mondo per giovani e adulti;
o Cineforum con i principali film internazionali di animazione del 2017.