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DDA e Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno effettuato decine di arresti in diverse regioni italiane per smantellare un intreccio criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici. Il sodalizio era stato creato per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘ndrangheta. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro.

L’operazione, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e denominata ‘Waterfront’, e’ l’epilogo delle indagini sull’ ala imprenditoriale dei Piromalli, la cosca che opera nella Piana di Gioia Tauro. 

Dagli accertamenti, infatti, è emersa l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati. Sono 11 i funzionari pubblici coinvolti.

I provvedimenti cautelari e i sequestri sono scattati in Calabria, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, in Sicilia tra Messina, Palermo, Trapani e Agrigento, in Campania a Benevento e Avellino, in Lombardia a Milano e Brescia e nelle province di Alessandria, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.

DDA e Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno effettuato decine di arresti in diverse regioni italiane per smantellare un intreccio criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici. Il sodalizio era stato creato per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘ndrangheta. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro.

E’ stato pubblicato  sul sito internet (sez. “In evidenza”) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento l’avviso del bando relativo alla sottomisura 4.1 “Sostegno ad investimenti nelle aziende agricole” (Azione 1, asse 4) attuata sulla base del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia – PSR Sicilia 2014/2020, approvato a suo tempo dalla Commissione Europea (PO FSE Sicilia 2014-2020). La dotazione finanziaria del bando è di 40.000.000,00 di euro, di cui  24.200.000,00 in quota Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. Per la prima volta è prevista, nella stessa dotazione, una riserva di 2.000.000,00 di euro per interventi nelle isole minori. Si tratta di finanziamenti destinati all’ammodernamento del sistema produttivo agricolo ed agroalimentare attraverso il sostegno alle imprese che realizzano investimenti per il miglioramento aziendale e della qualità dei prodotti agricoli e zootecnici, riduzione dei costi di produzione e miglioramento delle condizioni di produzione ed allevamento compatibili con le necessità dell’ambiente e del paesaggio, e riposizionamento delle stesse sui mercati.

Il bando, molto atteso dagli agricoltori siciliani, prevede un contributo massimo di 300mila euro per ciascun progetto, con contributo in conto capitale del 50% a cui si aggiunge un ulteriore 10% nel caso di investimenti realizzati da giovani agricoltori. Numerose le possibilità riservate ai beneficiari per lo sviluppo e l’ammodernamento delle aziende agricole: acquisto di nuovi macchinari e attrezzature, nuovi impianti colturali, acquisto di terreni agricoli nei limiti del 10% della spesa totale ammissibile, e altro ancora.

Il termine massimo di presentazione delle domande scadrà il prossimo 15 ottobre 2020, esclusivamente tramite il portale SIAN alla Regione Siciliana, Dipartimento Regionale Agricoltura.

La prima sezione quater del TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato da un agrigentino aspirante allievo agente della Polizia di Stato che era stato escluso dalla graduatoria del concorso per l’assunzione di 1.148 Allievi Agenti.

In particolare, i giudici amministrativi dopo aver ammesso con riserva il giovane, difeso dagli avvocati Vincenzo Caponnetto, Michele Melfa e Alfonso Neri,  alle prove di accertamento dei requisiti fisici, hanno dichiarato con ordinanza “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone: ‘purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 2049 del citato codice dell’ordinamento militare’ per contrasto con gli articoli 97 e 3 della Costituzione”.

Più precisamente, la vicenda ha avuto inizio con il concorso pubblico per il reclutamento di 893 agenti di Polizia indetto, con decreto del 18 maggio 2017, dal Ministero dell’interno. Tra i requisiti per la partecipazione al concorso era previsto un limite massimo di età pari ad anni 30 ed il possesso del titolo di studio della licenza media inferiore. Nella graduatoria definitiva del concorso, oltre ai vincitori, erano collocati tutti i candidati che avevano riportato almeno la sufficienza nella prova scritta, ma non erano stati convocati, per mancanza di posti disponibili, alle ulteriori prove selettive. Si trattava quindi di candidati non ancora idonei, non avendo essi completato la selezione concorsuale, ma potenzialmente interessati ad eventuali provvedimenti di scorrimento della graduatoria, qualora si fossero resi disponibili ulteriori posti da coprire senza l’espletamento di un nuovo concorso.

Nel corso della procedura selettiva, veniva modificato il Regolamento che stabilisce i requisiti di partecipazione ai concorsi pubblici per l’accesso alla qualifica di agente di Polizia diminuendo il limite di età per l’accesso al suddetto da 30 a 26 anni.

Successivamente, veniva disposta l’assunzione degli agenti della Polizia di Stato mediante scorrimento della graduatoria limitatamente ai soggetti risultati idonei alla relativa prova scritta d’esame e secondo l’ordine decrescente del voto in essa conseguito purché in possesso del nuovo requisito di età da ultimo modificato.

Di conseguenza sono stati esclusi tutti coloro che, nel frattempo, avevano superato il limite di età di 26 anni, tra cui il ricorrente assistito dagli avvocati Caponnetto, Melfa e Neri.

Il TAR Lazio in accoglimento della tesi difensiva ha rilevato come la limitazione dello scorrimento della graduatoria ai soggetti in possesso del nuovo requisito di età (26 anni e non più 30) si traduce nell’introduzione di un criterio di selezione non previsto dal bando e soprattutto dopo la formazione della relativa graduatoria.

La graduatoria, in sostanza, è stata modificata a posteriori, in modo da escludere dall’assunzione numerosi candidati utilmente classificatisi in base al criterio a beneficio di altri candidati, meno meritevoli, stando ai criteri di valutazione concorsuali, ma più giovani di età. Modificare le “regole del gioco” mentre la “partita” è in corso determinerebbe la violazione della par condicio dei partecipanti e del principio di tutela dell’affidamento.

Il Tar Lazio quindi, in accoglimento delle tesi difensive degli Avv. Caponnetto, Melfa e Neri ha sospeso il giudizio ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e la relativa comunicazione alle parti costituite, al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

 

Il Dr. Giuseppe Felice Peritore promosso Dirigente Superiore, nella seduta del Consiglio di Amministrazione, presieduta dal Capo della Polizia Direttore della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli del 6 maggio 2020, qualifica equivalente a quella di Questore, è stato assegnato al Ministero dell’Interno Dipartimento Pubblica Sicurezza Ufficio Centrale Ispettivo, con l’incarico di Ispettore Generale e con decorrenza 8 giugno 2020.
Nel lasciare le funzioni di Vicario, svolte in questa sede dal primo agosto 2014, il Dr. Peritore ha rivolto una lettera di ringraziamento e saluto a tutti i Funzionari e tutto il personale della Questura per la preziosa e proficua collaborazione prestata.

Al funzionari e tutto il personale della Polizia di Stato e dell’ Amministrazione Civile del Ministero dell’ Interno in servizio presso la Questura di Agrigento. Peritore scrive:
“Cari colleghi,
in questo momento non è consentito, per ovvie ragioni, poter utilizzare altre forme per manifestarvi un doveroso ringraziamento ed un affettuoso saluto, per cui I’ unico rimedio utile rimane quello, forse più antico, della lettera, avendo deciso di scartare la possibilità di ricorrere ad un freddo messaggio video. Sono convinto che le emozioni si alimentano a vicenda, per cui è necessario guardarsi negli occhi quando si comunicano sentimenti, affetti e ricordi di un tratto di strada percorso insieme.
Certo avevo immaginato, come di consueto, una più consona organizzazione per poter condìvidere il sudato traguardo raggiunto, la promozione a Dirigente Superiore, e soprattutto per potervi adeguatamente ringraziare e salutare personalmente, dovendo assumere altro incarico, ma ci consoliamo rimandando questo momento ad un periodo successivo, speriamo il più breve possibile.
Sento, comunque, la necessità di esprimere a tutti i Funzionari e tutto il personale della Questura di Agrigento, che resterà il luogo del cuore, tutta la mia piena e convinta gratitudine per come mi avete accolto e per la generosa collaborazione manifestata in ogni circostanza.
Il percorso non è stato semplice e i momenti di tensione e di apprensione non sono mancati, ma insieme siamo sempre riusciti a trovare la giusta soluzione, per superare ogni difficoltà ed ostacolo, grazie anche alle sapienti ed illuminanti indicazioni fornite dai Questori con cui abbiamo avuto I’ onore e fortuna di collaborare.
Mi sia consentito ringraziare adeguatamente straordinari Alti Dirigenti, il cui insegnamento resterà per me fondamentale, il Dr. Mario Finocchiaro, il Dr. Maurizio Auriemma e la Dr.ssa Rosa Maria Iraci, accumunati dalla grande professionalità ed alto senso dello Stato, che hanno segnato nella storia della Questura una traccia indelebile e significativa. Il loro operato nelle complesse funzioni di Questore ha permesso di affrontare una delle più gravi emergenze nazionali degli ultimi anni.
Lo stesso ringraziamento rivolgo a tutti voi, per I’ impegno che sempre ci avete messo e per le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare anteponendo il servizio alle nostre esigenze personali. Siate certi che non dimenticherò mai questa straordinaria esperienza, umana prima ancora che professionale.
Un doveroso e sentito ringraziamento va riferito ai Segretari Provinciali e Rappresentanti delle OOSS dei sindacati del personale di polizia e del personale dell’ Amministrazione civile del Ministero dell’ Interno, per il costante confronto leale nel rispetto di ruoli assegnati, ma sempre rivolto alla ricerca delle migliori condizioni lavorative di tutti i colleghi.
IL risultato che oggi mi raggiunge idealmente è merito dell’ impegno di ciascuno, tutti ci dobbiamo sentire orgogliosi per quello che abbiamo fatto e per aver servito con onore e disciplina I’ Amministrazione della Polizia di Stato, fondamentale Istituzione per il Paese e punto di riferimento per i cittadini.
Ringraziandovi convintamente, vi giunga forte il mio augurio di avere ogni bene e felicità e nella vita professionale i riconoscimenti che meritate.
Grazie di cuore. Giuseppe Felice Peritore”

Si è svolta una riunione operativa, presieduta dal Prefetto di Agrigento Maria Rita Ciuccafa, per quanto riguarda il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alla riunione erano presenti il Questore, i comandanti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, il sindaco e il commissario straordinario del Libero Consorzio.

Punto principale da discutere su come vanno le cose relativamente alla “fase 2” e in particolar modo sugli assembramenti creatisi nei luoghi di maggiore concentramento nel fine settimana scorso.

La distanza sociale e controlli sono stati il primo punto discusso e che verrà messo in atto in modo massiccio. Il tutto nei luoghi di maggiore aggregazione dei giovani, in quanto la scorsa settimana si è registrata una presenza eccessiva in violazione delle norme vigenti.

A tal proposito è stato deciso di vietare la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 21,00 e i locali dovranno abbassare le saracinesche entro la mezzanotte. Almeno per tutto il mese di giugno.

Nel corso della riunione è stato anche deciso che tali provvedimenti dovranno essere adottati negli altri Comuni della provincia agrigentina e a tal proposito dovranno essere i sindaci a far rispettare le regole.

Attualmente sono ancora contagiate 1.318, meno 112 rispetto a ieri. Di questi, 83 pazienti (-10 rispetto a ieri) sono ricoverati (di cui 10 in terapia intensiva), mentre 1.235 (-102 rispetto a ieri, sono in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 140.295 (+2.613 rispetto a ieri), su 122.130 persone: di queste sono risultate positive complessivamente 3.435 (+5 rispetto a ieri). I decessi sono complessivamente 272

Questa la situazione nelle province: 

Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto);
Caltanissetta, 18 (3, 144, 11);
Catania, 579 (28, 395, 98);
Enna, 27 (4, 366, 29);
Messina, 284 (27, 223, 57);
Palermo, 319 (18, 222, 35);
Ragusa, 18 (0, 72, 7);
Siracusa, 21 (3, 201, 29);
Trapani, 14 (0, 120, 5).

Gli attuali contagiati in provincia di Agrigento sono scesi a 8. C’è, nel report odierno diramato dall’Asp di Agrigento, un guarito ad Agrigento. Il capoluogo della nostra provincia conta oggi un solo malato.

Le persone complessivamente guarite, dall’inizio della pandemia, sono 103 a fronte di 125 contagiati nel corso della emergenza sanitaria.  I tamponi effettuati fino ad oggi sono 8.754, restano in ospedale ancora 2 soggetti. In quarantena restano in 5.

Così la situazione nei vari Comuni agrigentini:

COMUNE STORICO POSITIVI GUARITI DECEDUTI ATTUALI CONTAGI
AGRIGENTO 13 10 2 1
ARAGONA 1 1 0
CALTABELLOTTA 1 1 0
CAMASTRA 1 1 0
CAMPOBELLO DI LICATA 5 5 0
CANICATTI’ 7 6 1
CASTELTERMINI 4 1 1 2
FAVARA 5 4 1 0
LAMPEDUSA E LINOSA 1
LICATA 9 8 1 0
MENFI 12 11 1 0
MONTALLEGRO 1 1 0
NARO 1 1 0
PALMA DI MONTECHIARO 9 8 1 0
PORTO EMPEDOCLE 6 5 1
RAFFADALI 3 3 0
RAVANUSA 4 4 0
REALMONTE 2 1 1
RIBERA 8 7 1 0
SANTA MARGHERITA 4 3 1 0
SCIACCA 26 20 4 2
SICULIANA 2 2 0
TOTALE PROVINCIA 125 103 13 8

Stamattina, nell’ambito della campagna “Insieme per la solidarietà”, il Consiglio Periferico di ASSOARMA di Palermo, in collaborazione con il Comando militare dell’Esercito in Sicilia e la Protezione civile regionale, ha organizzato una distribuzione di mascherine e generi di conforto nella città di Agrigento.

Volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, guidati dai rispettivi presidenti Andrea De Castro e Carmelo Fenech, dell’Associazione paracadutisti con Girolamo Tuttolomondo, insieme con i militari del 46° reggimento trasmissioni di Palermo, nonché rappresentanti del Centro di Aiuto alla Vita di Agrigento Opera don Guanella con la presidente Benedetta Dominici e della Caritas della parrocchia della Madonna della Divina Provvidenza, hanno donato generi di conforto reperiti dalle suddette associazioni d’arma e da Assoarma grazie alla disponibilità del Banco Alimentare. Sono stati confezionati 250 sacchetti contenenti pasta, zucchero, latte, pomodori pelati, biscotti, oltre alle ormai classiche mascherine donate dal Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana e alle barrette di cioccolato create per l’occasione dal Consorzio di tutela del cioccolato di Modica IGP in collaborazione col Centro Siciliano Sturzo.

La distribuzione è avvenuta nello spazio esterno antistante la chiesa della Madonna della Divina Provvidenza alle famiglie bisognose assistite dal Cav Opera don Guanella e dalla parrocchia ospitante.

Un uomo di 56 anni è morto a Licata travolto dal trattore mentre era intento ad arare proprio il terreno. Si tratta di Pietro Infusino di Licata, alle prese con la sistemazione del terreno in vista della semina.

Non ancora chiare le dinamiche dell’incidente ed il perchè il trattore si sia ribaltato uccidendo il suo autista.

La tragedia si è compiuta in contrada Poggio Cuti, sulla strada provinciale San Michele che da Licata porta alla zona balneare di Mollarella. Scattato l’allarme, sul posto si sono portati i soccorritori. Per l’uomo però non c’è stato niente da fare.

Con due procedure avviate nel 1998 e nel 2000, il Comune di Palma di Montechiaro avviava l’espropriazione di taluni terreni di proprietà dei sig.ri C.F., C.C., C.M., C.R., parte dei quali destinati per la realizzazione di “un programma costruttivo di n. 25 alloggi, centro sociale e urbanizzazione nell’ambito del contratto di quartiere per la riqualificazione dell’area urbana Calvario Pizzillo”.

Tuttavia, le suddette procedure ablatorie non venivano definite con validi decreti di esproprio ed allora i proprietari dei terreni interessati, difesi dall’Avv. Girolamo Rubino, con due distinti ricorsi, agivano in giudizio per la restituzione dei terreni interessati, previa rimessione in pristino dello stato dei luoghi ovvero, in via sussidiaria, per la condanna del Comune al risarcimento del danno per un importo pari al valore venale dei beni.

Il Tar Sicilia – Palermo, in accoglimento dei ricorsi proposti dai legittimi proprietari, condannava il Comune di Palma di Montechiaro a liquidare il valore venale del bene aumentato del 10% a titolo di forfettario ristoro per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale arrecato nel caso in cui l’Amministrazione comunale avesse optato per l’acquisizione del fondo al patrimonio comunale.

Nel caso di specie, tuttavia, una parte dei terreni interessati erano stati occupati per la realizzazione di “un programma costruttivo di n. 25 alloggi,centro sociale e urbanizzazione nell’ambito del contratto di quartiere per la riqualificazione dell’area urbana Calvario Pizzillo” e, dunque, per finalità di edilizia residenziale pubblica.

A tal proposito, l’art. 42 bis, comma 5, del D.P.R. n. 327/2001 riconosce un indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale “pari al venti per cento del valore venale del bene” espropriato nel caso in cui il terreno sia stato utilizzato “per finalità di edilizia residenziale pubblica, agevolata o convenzionata, ovvero quando si tratta di terreno destinato a essere attribuito per finalità di interessepubblico in uso speciale a soggetti privati”.

Pertanto, i sig.ri C.F., C.C., C.M., C.R., assistiti sempre dall’Avv. Girolamo Rubino, impugnavano le superiori pronunce rese in primo grado dal T.A.R. Palermo, nella parte in cui avevano erroneamente determinato il ristoro forfettario per il pregiudizio arrecato nella misura del 10%, anziché del 20%, come previsto dal citato art. 42 bis,comma 5, del D.P.R. n. 327/2001.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le difese dell’Avv. Rubino, in riforma delle sentenze appellate, riconosceva nella misura del 20% il ristoro previsto per il danno arrecato con riguardo alle particelle di terreno utilizzate per finalità di edilizia residenziale pubblica.

Tuttavia, l’Amministrazione Comunale non provvedeva a liquidare le somme così come individuate dal C.G.A.

A questo punto, i legittimi proprietari dei terreni espropriati, difesi dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, agivano in giudizio questa volta per ottenere l’esecuzione dei giudicati formatisi sulle pronunce rese dal C.G.A.

Inoltre, con entrambi i ricorsi, gli avvocati Rubino e Piazza chiedevano la nomina di un Commissario ad Acta nell’ipotesi di mancata ottemperanza delle sentenze entro il termine fissato dal Giudice.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, in accoglimento dei ricorsi presentati, ha ordinato al Comune di Palma di Montechiaro di ottemperare ai giudicati, provvedendo a rideterminare nella misura del 20% il ristoro previsto ai sensi del richiamato art. 42 bis, comma 5 del D.P.R. n. 327/2001, con riferimento alle particelle di terreno utilizzate per finalità di edilizia residenziale pubblica ed a liquidare le relative somme, entro il termine di 60 giorni dalla loro comunicazione.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, il C.G.A. ha nominato, quale Commissario ad
Acta, il Dirigente generale dell’Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per l’esecuzione dei due giudicati nell’ipotesi di ulteriore inerzia da parte dell’Amministrazione Comunale, a sua volta condannata, per entrambi i giudizi, al pagamento delle spese processuali, liquidate in complessivi 3.000,00 euro.