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La festa dell’insignito, che annualmente viene celebrata dalla delegazione agrigentina dell’Anioc, è stata arricchita con un premio per gli studenti delle scuole medie superiori che dovranno comporre un tema sulla figura di San Giovanni Bosco. Nella serata del prossimo 31 gennaio, quando appunto sarà celebrato l’avvenimento, sarà consegnato il pre,mio allo studente che avrà realizzato il miglior lavoro sull’argomento assegnato.

“E’ il primo appuntamento del 2020 – sottolinea il delegato provinciale comm. Gaetano Marongiu – e noi speriamo che anche quello appena cominciato sia un anno ricco di attività e di appuntamenti come lo è stato il 2019. Voglio ricordare nel mese di gennaio dello scorso anno la visita di alcuni componenti del direttivo alla mensa della solidarietà per offrire generi alimentari e di prima necessità. L’iniziativa fu nel contesto della festa dell’insignito celebrata nella chiesa di San Leone con una Messa, officiata dal nostro consulente spirituale don Pippo Matraxia, alla presenza del prefetto Dario Caputo e di altre autorità civili e militari. Di grande interesse il 27 febbraio fu la conferenza, nella sala briefing del comando provinciale dei carabinieri, sul calendario dell’Arma che nello scorso anno venne dedicato ai siti Unesco ed alla Valle dei templi. Il 10 maggio abbiamo presentato il libro del nostro socio Giuseppe Crapanzano, mentre il successivo giorno 21 abbiamo tenuto una conferenza ed un incontro con i docenti ed una  classe di alunni extracomunitari presso il centro provinciale di istruzione per gli adulti, presieduto dal dirigente scolastico cav. Ing. Santino lo Presti. Il 30 luglio abbiamo festeggiato, nel corso di una conviviale in un ristorante di San Leone, i 50 anni di sacerdozio di don Matraxia ed il novantasettesimo compleanno del nostro socio veterano cav. Uff. Nino Bellomo”.

“Il 22 ottobre – alla ripresa dopo la pausa estiva – abbiamo presentato il libro scritto a quattro mani del nostri soci Grand’ufficiale Paolo Cilona e cav. Salvatore Fucà sulla storia dei prefetti della provincia di Agrigento, mentre il 14 novembre è stata la volta della presentazione del libro “C’era una volta… il guardiano del faro” del cavaliere di gran croce avv. Gaetano Allotta. La manifestazione si è tenuta nella torrte di Carlo V di Porto Empedocle ed è stata organizzata di concerto con il comando della Capitaneria di porto. Infine il 7 dicembre la presentazione del libro del socio Rosario D’Ottavio su “I Savoia del novecento”.

Rappresentanze della delegazione agrigentina Anioc hanno presenziato ovviamente a tutte le manifestazioni istituzionali, dal 25 aprile al 2 giugno ed al 4 novembre, nonché a tutte le cerimonie cui l’associazione è stata invitata: feste delle varie istituzioni (polizia, carabinieri, capitaneria, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, guardia di finanza, ecc.) il raduno interregionale dell’Associazione bersaglieri ed ha sponsorizzato infine il premio Livatino in detto dalla sezione Aia (Associazione italiana arbitri) della Federcalcio e il premio Telamone.

La presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, esprime la propria solidarietà al giornalista Totò Arancio, disabile in carrozzina da anni al seguito di diverse squadre di calcio, che oggi è stato fatto uscire dall’arbitro dal terreno di gioco dello stadio “Bruccoleri” di Favara (Agrigento) dove si era posizionato, come di consueto, per seguire la partita.

“Al giornalista Totò Arancio esprimo tutta la mia solidarietà e la mia stima. L’augurio – dichiara La Rocca Ruvolo – è che dopo questo spiacevole episodio, a quanto pare dovuto a un’applicazione molto rigida del regolamento da parte dell’arbitro, Totò Arancio possa continuare a seguire le prossime gare sportive senza problemi e a poterle raccontare con la passione, la professionalità e la competenza che lo hanno sempre contraddistinto”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, lunedì prossimo, 3 febbraio, sarà a Palermo, e interverrà alle ore 18:30 al Teatro Massimo, in piazza Verdi, luogo nel quale il “Carroccio” ha già svolto diverse iniziative politiche. Si tratta dell’unico appuntamento in Sicilia del tour nazionale di Salvini, che a Palermo sarà affiancato, tra gli altri, dal commissario regionale Stefano Candiani.

Non è escluso che la presenza di Salvini in Sicilia sia stata dettata anche dal fatto che alle prossime amministrative di Agrigento la Lega ancora non ha deciso sul da farsi. Così come non si esclude che già da domani il quadro possa essere assolutamente più chiaro.

La segreteria provinciale di Agrigento dell’Associazione Siciliana della Stampa, esprime solidarietà al collega Totò Arancio.

A causa della presenza di barriere architettoniche allo stadio “Bruccoleri” di Favara, Arancio, costretto su una sedia a rotelle per la sua disabilità, ha sempre svolto la sua attività giornalistica, da oltre trenta anni, dall’interno del terreno di gioco.

Oggi, il sig. Niccolò Melodia di Trapani, direttore di gara di Pro Favara-Sporting Vallone, applicando in maniera rigida il regolamento, ha invitato il collega ad uscire dal rettangolo di gioco perché “non inserito in distinta”.

Ovviamente il collega non poteva essere inserito in distinta, che comprende dirigenti e calciatori,

ma è stato sempre autorizzato a seguire le partite da zone adiacenti al rettangolo di gioco.

A volte, come avviene nelle altre sfere del “vivere civile”, le migliori regole da applicare provengono dal buon senso.

Chiederemo conto di questo comportamento alla Lega Nazionale Dilettanti e dell’Associazione Italiana Arbitri.

L’intera categoria dei giornalisti agrigentini, è vicina al collega Totò Arancio che siamo sicuri, grazie alla sua passione e professionalità, non si farà condizionare e proseguirà a raccontarci bellissime pagine di cronaca sportiva.

 

Conosciuto in tutti i campi della Sicilia, non solo di calcio ma anche di pallavolo, pallacanestro e di altri sport, il collega giornalista Totò Arancio, costretto a stare su una sedia a rotelle per la sua disabilità, non ha mai trovato difficoltà a svolgere il suo lavoro di qualificato cronista sportivo.

Molto spesso non c’è nemmeno bisogno di presentarsi o mostrare il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti, tanto è noto è conosciuto. In quasi tutti i campi le tribune  sono inaccessibili per i disabili, gli stadi non sono dotati di una tribuna stampa dove un giornalista disabile può fare il suo lavoro, e proprio per questa presenza di barriere architettoniche Totò Arancio, che è anche direttore dell’emittente radiofonica Rete 94, viene fatto accomodare a bordo campo per seguire l’incontro e fare il suo lavoro, non un  capriccio quindi a voler vedere la partita da quella postazione, ma una necessità. Mai nessuno ha avuto niente da ridire, sia proprio per la sua condizione di disabilità di persona in carrozzina sia anche per il fatto di essere un giornalista conosciuto ripetiamo in tutti i campi della Sicilia che  è li solo ed esclusivamente per lavorare.

Ma questa volta ad impedire che Totò facesse il suo lavoro non sono state le barriere architettoniche e fisiche, ma le barriere mentali, per non definirla ottusaggine, dell’arbitro Niccolò Melodia di Trapani chiamato a dirigere l’incontro di calcio Pro Favara – Sporting Vallone che si è disputato oggi pomeriggio al “comunale”  di Favara dove Totò, senza tanti giri di parole, è veramente il padrone di casa. Ma per lo “schematico”, usiamo a caso questo aggettivo, arbitro quel signore in carrozzina a bordo campo non ci doveva  stare. A  nulla sono valsi gli interventi degli stessi collaboratori, Dario Ricchiari e Gabriele Valenti della Sezione di Palermo, ma anche dei dirigenti e dei giocatori della Pro Favara e financo della squadra avversaria. L’arbitro è stato irremovibile, quell’uomo in carrozzina da disabile, nonostante fosse un giornalista, li a bordo campo non ci poteva stare “perché non era inserito in distinta”. Ma quale distinta! La distinta è l’elenco dei giocatori e dei dirigenti non certo dei giornalisti, che eventualmente vengono soltanto riconosciuti mostrando il tesserino dell’Ordine.

Si vedono in tutti i campi del mondo, con la casacca presenti a fotografare, a riprendere, a prendere appunti, insomma a fare il proprio lavoro in tutti i campi del mondo tranne che a Favara, ma solo quando c’è  l’arbitro Melodia di Trapani a dirigere. Senza andare troppo lontano proprio recentemente qualche giorno  fa in occasione della finale di Coppa Italia d’eccellenza  Sicilia, Totò Arancio era lì, a fare il proprio lavoro proprio accanto al presidente regionale della FIGC professor Santino Lo Presti, senza tante preoccupazioni e senza tante schematismi inutili ma con tanta cortesia, sensibilità, collaborazione e rispetto dei ruoli.

Giuseppe Moscato

I parlamentari regionali e nazionali M5S dell’Agrigentino (Rosalba Cimino, Filippo Perconti, Michele Sodano, Rino Marinello, Giovanni Di Caro e Matteo Mangiacavallo) e il gruppo parlamentare 5 stelle all’Ars esprimono il loro profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell’ex consigliere comunale M5S di Ravanusa, Lorenzo Miceli.

Ai familiari di Miceli i deputati esprimono sentite condoglianze.

Il circolo statale “Don Bosco” di Canicattì, guidato dal dirigente Giuseppina Cartella, da sempre centro di eccellenza educativa, innovazione e ricerca pedagogica, nell’ambito del progetto lettura “INCONTRO CON L’AUTORE” ha organizzato un incontro con la popolare scrittrice Dacia Maraini.

L’incontro si terrà nel salone dell’istituto il giorno 12 febbraio alle ore 11,30. Protagonisti dell’iniziativa gli alunni delle classi quarte e quinte che hanno letto, analizzato e recensito il libro “Onda marina e il drago spento”, un testo di narrativa ricco di morale e spunti di riflessione, opportunamente scelto dagli insegnanti in quanto adatto alla loro fascia generazionale.

L’evento culturale sarà moderato da Miriam Di Rosa.

 

 

Si chiamava Lorenzo Miceli, aveva 29 anni ed era stato consigliere comunale a Ravanusa con il Movimento 5Stelle.

Durante la notte, purtroppo, ha perso la vita a bordo di una autovettura che per cause ancora in corso di accertamento è finita fuori strada e si è ribaltata in pieno centro a Ravanusa.

A bordo dell’auto c’erano anche tre giovani i quali, unitamente alla vittima, avevano passato una serata all’insegna del divertimento trasformatasi, purtroppo, in tragedia. I tre giovani, per fortuna, non sembrano essere in pericolo di vita.

Lorenzo Miceli era molto conosciuto in quanto oltre alla sua attività politica era il figlio di Giovanni, sindacalista della Uil.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri di Canicattì e i Vigili del Fuoco del distaccamento Canicattì.

La previsione di un’ inversione turistica del mercato cinese era reale, tante infatti le cancellazioni subite a seguito  della diffusione del coronavirus che ha prodotto cancellazioni, disdette, paura e penali.

Quello cinese è un mercato importantissimo sia per grandezza che anche per spesa e la paura della propagazione del virus inevitabilmente, sta creando una considerevole riduzione dei flussi, recessione indotta dal rallentamento dell’economia cinese, paura ed allarmi ingiustificati.

Come organizzazione sindacale per gli arrivi in essere presso le strutture turistiche, ci preme comunicare che il cordone sanitario che è stato creato è quanto di più restrittivo si potesse realizzare.

Oltre 60 milioni di persone nell’area di Wuhuan sono di fatto confinate in casa e un miliardo di cittadini cinesi sono chiusi entro i loro confini.

Ricordiamo agli operatori turistici che non si può chiedere il certificato medico ai clienti che entrano in azienda, per di più discriminandoli in ragione dell’etnia o della nazionalità.

Se arriva in albergo qualcuno visibilmente affetto da sindromi respiratorie gli si può semplicemente proporre di rivolgersi ad un medico e, se si astiene dal farlo, avvisare le autorità.

Si sconsiglia vivamente le cancellazioni preventive in considerazione del rischio di attivare un clamoroso boomerang mediatico, oltre che fuori legge.

Secondo gli esperti, non c’è motivo di allarme e la principale misura precauzionale consiste nel lavarsi le mani.

Evitiamo di alimentare allarmismi, che finirebbero solo per ritorcersi verso la destinazione.

La Agrigento-Palermo è al sesto posto in una top ten “dominata” dalla Roma-Lido.

Il tempo di percorrenza è di 1 ora e 55 minuti (per il treno più veloce), la velocità media di 67 km/h, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga 137 km ed elettrificata dagli anni 90.

Treni in ritardo, soppressi, pochi vagoni messi a disposizione dei viaggiatori costretti a stare in piedi, treni che si guastano.

È questa la continua odissea dei pendolari lungo la tratta Agrigento-Palermo.

Questioni dette e ridette, che evidentemente non sono state ascoltate dalle Ferrovie Italiane.

Da questo mese nel silenzio assordante di tutti gli amministratori Agrigentini e della provincia, interessati, il biglietto è stato aumentato del 10% arrivando a costare 10 €.

Come mai nessun amministratore ha nulla da dire?

Se si organizza una manifestazione, volete partecipare?

Siamo stanchi di dover assistere all’immobilismo di chi dovrebbe invece difendere e proteggere i cittadini che li eleggono a loro rappresentanti.

Queste ed altre domande rimangono sempre senza risposte, Noi ne prendiamo atto e gridiamo agli Agrigentini, “Vogliamo una città NORMALE, lo vogliamo per i nostri ed i vostri FIGLI……”

 

……….“In un Paese e in una regione “normale” noi studenti dovremmo chiedere il rispetto del diritto ai trasporti al fine di ottenere dei vantaggio in termini di fasce di prezzo agevolate esclusivamente per gli studenti ma, appunto perché si vive in una situazione di lapalissiana anormalità in terra di Sicilia, risulta conforme a logica chiedere quanto meno il vostro interessamento fattivo al fine di garantire condizioni di viaggio dignitose e sicure a quanti veniamo troppo spesso retoricamente considerati il futuro di questo Paese dimenticando – parimenti sempre più – che intanto siamo anche il presente. Molti di noi ragazzi non vogliono fuggire da questa terra, per cercare una vita più agiata, ma vogliamo contribuire alla crescita del territorio in cui abbiamo le nostre radici”. (tratto  da una dichiarazione di uno studente Agrigentino che studia a Palermo)