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È diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti dallo scrittore empedoclino Camilleri. Migliaia di persone hanno infatti preso d’assalto la spiaggia anche quest’anno. Purtroppo queste migliaia di persone lasciano sulla spiaggia un notevole quantitativo di rifiuti

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E’ stata ancora una volta la Scala dei Turchi e tutto l’arenile che la congiunge con Punta Grande, ad aver fatto registrare il “pienone” durante la notte di Ferragosto e nel corso della giornata successiva.

Migliaia di persone hanno infatti preso d’assalto la spiaggia anche grazie ai diversi chioschi che hanno organizzato eventi di intrattenimento dedicati soprattutto ai giovani che hanno deciso di restare anche fino al mattino successivo alla notte di Ferragosto.


Migliaia di persone che lasciano sulla spiaggia un notevole quantitativo di rifiuti che, anche quest’anno, si sta facendo una certa fatica a raccogliere in tempi brevi. Ieri, 16 agosto, il sistema della raccolta, che a Realmonte funziona a pieno regime e con risultati assolutamente positivi, è infatti giunto a saturazione già alle 8 del mattino non consentendo agli operai della Realmarina di rimuovere tutti i rifiuti presenti in spiaggia lasciati dai chioschi che sorgono tra Villa Romana e Scala dei Turchi. Il tutto, sia perchè il quantitativo di rifiuti era ovviamente di gran lunga maggiore a quello degli altri giorni, sia per la presenza in spiaggia di molte persone che hanno passato la notte sull’arenile, rendendo impossibile, per ragioni di sicurezza, l’utilizzo di mezzi pulisci spiaggia.La pulizia dello spazio antistante ai singoli chioschi da parte degli stessi infatti, si è rivelata insufficiente per la quantità di rifiuti accumulatisi e per questo servirebbero interventi di tipo diverso per evitare criticità future.

E dall’amministratore delegato di Iseda, Giancarlo Alongi arriva la proposta che potrebbe evitare, nel futuro, che queste criticità possano ripetersi.
“Valutando la situazione – spiega – potrebbe essere un’idea quella che il Comune di Realmonte coinvolga proprio i titolari dei chioschi di questa zona balneare che ogni anno si dimostra essere sempre più apprezzata e frequentata da turisti e villeggianti. Il tutto, magari con un contributo economico che permetta all’amministrazione di autorizzare le imprese di Realmarina ad utilizzare più personale e mezzi per queste giornate dove la raccolta dei rifiuti e necessita di maggiori servizi”.


Da qui la necessità paventata da Realmarina al Comune, di avere l’autorizzazione per utilizzare un automezzo aggiuntivo per rimuovere i rifiuti accatastati nei pressi degli accessi degli arenili, previa autorizzazione da parte della discarica di Enna – Cozzo Vuturo per il conferimento di quantità superiori a quelle previste dall’ordinanza attuale

“In merito agli ultimi aggiornamenti del dibattito intorno ai viadotti Akragas I e II, siamo costretti, nostro malgrado, a rinnovare un invito alla politica a non affrontare sull’onda dell’emozione questioni d’importanza collettiva come quelle della dotazione infrastrutturale del nostro territorio, della viabilità e della messa in sicurezza dell’esistente”.
Così intervengono in merito agli ultimi aggiornamenti che riguardano il futuro del viadotto “Morandi” di Agrigento il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Alberto Avenia, il segretario del Consiglio provinciale Maria Micciché e il vicepresidente Epifanio Bellini. 
“Quest’ordine – proseguono – solo pochi mesi fa aveva lanciato un appello alla Politica, affinché ascoltasse la voce delle professioni tecniche sul tema, essenziale per i prossimi decenni, del patrimonio pubblico che invecchia. La proposta è praticamente caduta nel vuoto e siamo ancora in attesa che venga convocata un’annunciata seduta di Commissione Ambiente all’Assemblea regionale siciliana (si sarebbe dovuta tenere a l26 luglio, è stata rinviata a data da destinarsi). Oggi ribadiamo quanto abbiamo sempre espresso: nessuna scelta venga presa senza valutare concretamente gli effetti che essa avrebbe sulla collettività. Lo stesso viadotto Akragas fu costruito in un momento di grande emergenza (siamo, infatti, nei giorni tragici della frana) e le scelte fatte non si sono dimostrate oggi lungimiranti da un punto di vista paesaggistico, di rispetto del patrimonio archeologico ma anche strettamente pratico.  Sia chiaro a chi in queste ore continua a fare confusione, a volte artatamente, che le vicende di Genova e di Agrigento non sono collegabili usando come filo il mero riferimento al progettista.
Crediamo, piuttosto, che si stia per l’ennesima volta tentando di alzare una cortina che possa consentire a chi Amministra (a vario livello) di sfuggire ad un tema che questo Ordine ha più volte messo sul tavolo, senza successo: la necessità impellente dell’implementazione delle infrastrutture e dei servizi ad esse collegati nell’ambito di un più  complessivo quadro di sviluppo del nostro territorio. Complementare a ciò – continuano Avenia, Micciché e Bellini – è chiaramente necessario preservare le infrastrutture esistenti attraverso un monitoraggio costante e puntuale  del patrimonio più sensibile ( non già con mere ricognizioni visive, ma con l’utilizzo delle strumentazioni oggi disponibili) che consenta l’avvio di una vera stagione di interventi manutentivi in grado di adeguare opere progettate in tempi, e per tempi, diversi da quelli attuali alle mutate condizioni storiche e di esercizio. Discutere ancora oggi solo del demolire, o non demolire, un ponte ‘malato’ crediamo sia riduttivo rispetto al dovuto dibattito sul tema dell’effettiva dotazione infrastrutturale di un capoluogo di provincia e del patrimonio pubblico che invecchia, e rischia di non restituire ai cittadini né servizi né maggiore sicurezza. Territori come il nostro – concludono -, che hanno già subito eventi gravi come ad esempio il crollo del viadotto Petrulla, e si presentano in una condizione disastrosa dal punto di vista della dotazione infrastrutturale, non possono permettersi tutto questo”.

Si è concluso con grande successo anche il secondo weekend di “R-Estate a Girgenti”, la rassegna promossa ad Agrigento dalle attività commerciali di via Atenea, via Pirandello e piazza San Francesco, tutte insieme per rivitalizzare il centro storico della città.  Protagonisti dello scorso fine settimana sono stati i bambini e le famiglie, che hanno partecipato a photoshoot e presentazioni di vario genere. Un angolo rosa è stato riservato alle donne con la lezione di bellezza di Alma Cannì, e poi, tra cultura e ricerca storica, Elio Di Bella ha intrattenuto tanti ospiti nello Spazio Temenos sul centro storico di Agrigento. Inoltre, artisti di strada, degustazioni e band musicali hanno animato le serate. 

Altri eventi in programma sono pronti a ravvivare il centro cittadino in occasione del prossimo fine settimana. Venerdì 17 agosto alle ore 20, un Flash Mob della Casa del Musical tra la Via Atenea e via Pirandello. Alla stessa ora sarà la volta delle degustazioni “Cuddiruna pi tutti” del Cafè Girasole. Poi alle ore 21 sarà allestito il “Laboratorio del Gusto” in piazzetta Josemarìa Escrivà (via Pirandello) a cura di Slowfood Agrigento. Alle ore 22 si terrà la replica del Flash Mob della Casa del Musical, nella parte centrale della via Atenea. E alle ore 23 i QBETA in concerto al Mojo. E a seguire Dj set, sempre al Mojo.

Altri eventi sabato 18 agosto: alle ore 19:30 la presentazione della raccolta dei racconti “Strisce di stelle” di Dario Lo Scalzo in Piazza Purgatorio. Alle ore 20 “Laboratorio per Bambini: Silvia Forese, installazioni artistiche per l’arredo urbano”, con inizio da Art&Craft Boutique. Alle ore 22 lo spettacolo “Ahi…L’amour!” all’Open Space Theatre. Alle ore 23 dj set al locale Mojo. 

I negozi rimarranno aperti fino a tarda sera, sia venerdì che sabato.

I feriti sono 15 di cui 9 in codice rosso. Istruttoria del Mit su Autostrade

Si continua a scavare alla ricerca di eventuali ulteriori vittime tra le macerie del ponte Morandi crollato due giorni fa a Genova, ma per ora non sono stati né individuati né recuperati altri corpi. Al momento sono 38 i morti accertatiI feriti sono 15 di cui 9 in codice rosso.  Vertice in Procura, il Procuratore capo Cozzi fa sapere che ‘ci potrebbero essere ancora 10-20 persone disperse’. A Parigi aperta un’inchiesta per omicidi colposi. 

Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha avviato un’istruttoria su Autostrade per l’Italia, a seguito dei fatti di Genova. Il Ministero tramite la direzione generale competente – si legge in una nota – ha inviato una comunicazione formale ad Autostrade chiedendo di far pervenire entro 15 giorni da oggi “una dettagliata Relazione nella quale sia fornita chiara evidenza di tutti gli adempimenti posti in essere per assicurare la funzionalità del ponte Morandi, e prevenire ogni evento accidentale”.

“Oggi agli atti il progetto” della Gronda “è bandito e partirà. Sarà oggetto della valutazione costi-benefici ma non c’entra niente con il ponte Morandi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro del lavoro e dello sviluppo Luigi Di Maio a ‘In Onda’ su La7. “Vi dico con molta franchezza che io non ho intenzione di parlare del tema della Gronda nel dibattito sul Ponte Morandi. Tutto quello che pensavamo come M5s resta lì”, ha detto ancora. 

‘Il ponte e’ crollato’, l’audio della chiamata al 112

“Di fronte a una tragedia del genere non voglio sentir parlare di limiti di spesa o di norma”. Ha affermato Cozzi che coordina le indagini per il crollo del ponte Morandi per il quale sono stati ipotizzati i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo conseguente a crollo di costruzione e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. 

Tra le ipotesi di reato allo studio della procura di Genova che sta indagando sul crollo di ponte Morandi c’è anche omicidio colposo stradale anche se “e’ prematuro perche’ dipende tutto dalle possibili configurazioni di scenario”. Così il procuratore capo Cozzi. “E prematuro anticiparlo perché significherebbe inquadrare in un certo modo le possibili cause e ipotecare un qualcosa che ancora si deve conoscere”. I reati ipotizzati sono attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo conseguente al crollo di costruzione con omicidio colposo plurimo. “Al momento le ipotesi di reato sono tutte a carico di ignoti perché bisogna individuare prima le possibili cause”, ha sottolineato il procuratore capo.

La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per “omicidi colposi” in relazione al crollo del ponte Morandi a Genova, in cui sono rimasti uccisi 4 ragazzi francesi. La procura di Parigi ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per “lesioni involontarie” e “omicidi colposi”. Le indagini sono state affidate alla Direzione della gendarmeria nazionale.

Sfollati, 45 alloggi subito, 300 entro 2 mesi  – Sono 45 gli alloggi di Arte Genova (l’istituto delle case popolari) e del Comune che da lunedì verranno messi a disposizione per altrettanti nuclei familiari sfollati a seguito del crollo di ponte Morandi. Altri 300 verranno predisposti entro due mesi. Lo annunciano il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola e comunale all’Edilizia Pietro Piciocchi. L’obiettivo è dare “una risposta immediata ai 311 nuclei familiari sfollati. Gli alloggi individuati sono ‘vicini’ alla zona del crollo in quartieri come Sampierdarena o Rivarolo, ma anche a Pegli. La prima tranche di alloggi sarà assegnata ai nuclei familiari con bambini, anziani o persone fragili. Sabato 18 agosto il presidente Toti e il sindaco Bucci consegneranno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’elenco delle ulteriori 300 abitazioni individuate per le quali verrà richiesto un finanziamento straordinario per ristrutturarle.

Si svolgeranno sabato alle ore 11 i funerali delle vittime. Saranno funerali di Stato. Si apprende da fonti prefettizie confermate dal Comune. La funzione si terrà alla Fiera di Genova nel padiglione Jean Nouvel. Con i componenti del Governo potrebbe esserci anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, che nel pomeriggio ha parlato con il sindaco Marco Bucci.

IL MOMENTO DEL CROLLO DEL PONTE – IL VIDEO

E il Consiglio dei ministri straordinario in programma sabato presso la Prefettura di Genova stanzierà la seconda tranche di aiuti alla città per affrontare l’emergenza. Dopo i 5 milioni stanziati per le urgenze, ha annunciato l’assessore regionale ligure alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone,  il Cdm riconoscerà extra costi per dare un’abitazione agli sfollati, modificare la viabilità cittadina e rimborsare le aziende danneggiate dal crollo e dall’ interruzione del traffico. 

Entro il 2019 – hanno assicurato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi – i genovesi avranno un nuovo viadotto autostradale sul torrente Polcevera al posto del ponte autostradale Morandi crollato. 

Dopo l’apertura di una raccolta fondi e lo stanziamento di 100.000 euro per le famiglie delle vittime del crollo di Ponte Morandi, Banca Carige delibera, con decorrenza immediata, la sospensione della rate dei mutui e finanziamenti a tassi calmierati.

 Toti, case per gli sfollati a giorni – Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha annunciato che “già nei prossimi giorni ci saranno trenta case disponibili per gli sfollati a causa del ponte Morandi. Altre cento arriveranno più tardi ma l’impegno è di dare una casa a tutti entro la fine dell’anno”. Toti ha ribadito che le case sotto il ponte “non potranno essere più riabitate”.

Per il presidente della Regione Liguria con il passare delle ore “è poco probabile trovare superstiti” sotto le macerie di ponte Morandi. “Alcuni feriti sono ancora gravi, uno preoccupa in maniera particolare” ha aggiunto Toti

Riunione su strada Agrigento. M5s, verifiche su ponte Corleone

L’ipotesi di demolire il viadotto Morandi di Agrigento, costruito su progetto dell’ingegnere Riccardo Morandi nel ’70, lo stesso che costruì il ponte crollato a Genova, sarà discussa il prossimo 7 settembre in una riunione convocata dal sindaco di Agrigento Calogero Firetto. Il viadotto è stato chiuso all’inizio del 2017 dopo denunce di degrado della struttura e la procura agrigentina ha aperto un fascicolo. Al primo Tavolo saranno valutati anche l’utilità del ponte e il suo impatto ambientale, i costi dei lavori per la messa in sicurezza e la loro efficacia nel tempo, l’opportunità dei percorsi alternativi e il diverso tracciato studiato da Anas. Intanto il M5s di Palermo chiede al comando dei vigili del fuoco, al dipartimento regionale protezione civile e all’ufficio del genio civile un verifica sulle condizioni del ponte Corleone, a Palermo, sopra il fiume Oreto, ‘una delle principali arterie viarie cittadine, attraversata quotidianamente da flussi ingenti di traffico veicolare, anche pesante’.
   

Come pubblicato, il presidente provinciale di Agrigento e regionale di ConfCommercio, Francesco Picarella, ha diffuso un intervento annunciando di essersi rivolto all’assessorato regionale al Turismo affinchè sia introdotto un codice identificativo per strutture ricettive e agenti turistici in genere come rimedio ad abusi ed illeciti vari. Picarella, tra l’altro, ha citato come esempio gli Home Resturant. Ebbene, in replica a Picarella interviene la Home Restaurant Hotel, che afferma: “Home restaurant Hotel è un marchio brevettato al Ministero dello Sviluppo economico. Il dottor Picarella diffama fortemente il settore degli Home Restaurant e dei Bed and breakfast.
La circostanza che la figura dell’Home Restaurant non sia disciplinata non la rende assolutamente illegale. E’ utile ricordare che in data 30 marzo 2017 sulla questione si è espresso il professor Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, il quale ha così statuito: “La Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a favorire lo sviluppo della cosiddetta sharing economy, capace di creare nuove opportunità sia per i consumatori, che possono beneficiare di un ampliamento dell’offerta di servizi e di prezzi inferiori, sia per i nuovi operatori agevolati da forme di lavoro flessibile e da nuove fonti di reddito. Le limitazioni di legge all’esercizio dell’attività di Home Restaurant non appaiono quindi giustificate.
In secondo luogo, con riferimento, al concetto di concorrenza sleale, i limiti di coperti e di reddito massimo generabile all’anno a carico degli Home Restaurant si pongono, piuttosto, in palese contrasto, oltre che con i principi di liberalizzazione, anche con il dettato costituzionale di libera iniziativa economica e di tutela della concorrenza. L’insieme dei vincoli e delle limitazioni all’attività di Home Restaurant si pone fuori dal quadro tracciato dai principi europei della concorrenza”. Sostanzialmente, attraverso questo passaggio, l’Autorità Garante ha esposto chiaramente come non sia la figura dell’Home Restaurant Hotel a essere una manifestazione di concorrenza sleale, ma, al contrario, siano le limitazioni a essa normativamente imposte a essere manifestazioni di concorrenza sleale.
In terzo luogo, l’Autorità Garante, con riferimento al rispetto della normativa igienico sanitaria, ha affrontato il problema, così statuendo: “Eventuali obiettivi di tutela della salute dei fruitori sono comunque sufficientemente garantiti dall’obbligo di rispettare le norme sull’igiene degli alimenti e dagli obblighi di copertura assicurativa”.
In quarto luogo, con riferimento all’evasione fiscale, ad oggi non esiste alcuna norma di riferimento per gli Home Restaurant e i cuochi a domicilio. Risulta difficile inquadrare la questione dal punto di vista fiscale. Proprio in ragione di questo presupposto, il nostro intento è quello di raggiungere un accordo con lo Stato-apparato al fine della regolamentazione della materia in questione.
Appare ovvio, che ciascuno persegua gli interessi della propria categoria professionale, pur tuttavia, nel caso di specie, il dottor Francesco Picarella non soltanto dimostra di non conoscere la differenza tra un modello economico liberista e un modello economico statalista, ma, soprattutto, dimostra di non conoscere neanche i principi economici sui quali si basa l’iniziativa imprenditoriale italiana

I poliziotti del Commissariato di Canicattì, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato Vincenzo Mantione, 47 anni, e Giovanni Gatto, 38 anni, entrambi residenti a Canicattì. In una zona periferica cittadina i poliziotti hanno scoperto alcune automobili risultate rubate a Catania, e poi targhe alterate e altri materiali oggetto di furto. E all’interno di una casa rurale nello stesso luogo sono stati scoperti e sequestrati 44 grammi di cocaina e materiale utile per confezionare in dosi la droga. Mantione e Gatto sono stati arrestati perché colti nella flagranza del reato di ricettazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e sono stati denunciati a piede libero per falsità materiale commessa da privati.

Si comunica che personale del Commissariato, al termine di tempestive indagini scaturite a seguito della rapina avvenuta nel decorso mese di gennaio ai danni di un gestore di rifornimento carburanti, con sede in Canicattì, ha identificato  l’autore della tentata rapina (SFERRAZZA Angelo, di Canicattì, classe 1988)  a cui è stata notificata una ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Agrigento, che ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Giova precisare tuttavia che l’odierno arrestato è in atto sottoposto ad analoga misura cautelare, presso altro centro, per ulteriore procedimento penale. 
Invero, l’autore del delitto, travisato da calzamaglia e puntando un coltello all’esercente, richiedeva l’intero incasso dell’attività commerciale ricevendone un deciso rifiuto che costringeva il giovane rapinatore, coadiuvato da ignota persona (palo), a precipitosa fuga che terminava dopo poco tempo poiché rintracciato e fermato da una pattuglia in servizio di volante. La successiva attività di p.g. permetteva di acclarare la responsabilità penale a carico del soggetto che, pienamente condivisa dall’A.G. procedente, scaturiva nella citata misura cautelare.
Allo SFERRAZZA, oltre il reato di tentata rapina aggravata con recidiva, reiterata, specifica infraquinquennale, sono stati contestati anche i reati di porto illegale in luogo pubblico di coltello (con recidiva  reiterata infraquinquennale) e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, anch’esso commesso con recidiva reiterata infraquinquennale.
        

L’evento organizzato dal Lions Club Agrigento Chiaramonte con il Patrocinio del Comune

sabato 18 agosto 2018 presso la Torre Carlo V alle ore 18,30 nell’ambito dell’Estate Empedoclina

 

Porto Empedocle, Francesco Pira presenta

 

GIORNALISMI il nuovo libro sulle fake news

 

L’autore, che firma il saggio con Andrea Altinier, converserà con la giornalista Margherita Trupiano

Previsti gli indirizzi di saluto di Pippo Freni e Ida Carmina e  gli interventi di Stefania La Porta, Salvatore Puma, Danilo Verruso e Gaetano Salemi

 

Agrigento –  Il sociologo Francesco Pira, docente di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina presenterà a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dopo domani sabato 18 agosto 2018, alle 18,30 presso la Torre Carlo V, il libro, fresco di stampa, scritto a quattro mani con Andrea Altinier, “GIORNALISMI – La difficile convivenza con Fake News e Misiformation” (LibreriaUniversitaria.it pagg 152 euro 12,90).

L’evento è organizzato dal Lions Club Agrigento Chiaramonte presieduto da Pippo Freni. Converserà con l’autore la giornalista Margherita Trupiano che modera l’incontro letterario. Dopo gli indirizzi di saluto del Presidente del Lions Club Agrigento Chiaramonte, Pippo Freni e del Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, sono previsti gli interventi di Salvatore Puma, medico e Consigliere dell’Ordine dei Medici di Agrigento, Danilo Verruso, Presidente dell’Associazione Culturale “Oltre Vigata”, Stefania La Porta, psicologa e assessore alla cultura di Porto Empedocle e di Gaetano Salemi, avvocato e Delegato del Governatore Lions Sicilia per l’Immagine.

 

L’evento Lions è programmato con il Patrocinio del Comune di Porto Empedocle presso la Torre di Carlo V edificata nel 1554 a difesa del caricatore più importante dell’isola; la massiccia struttura, dalla forma tronco-piramidale, è sovrastata dal cosiddetto “terrazzo delle cannoniere”. Le dimensioni e le difese della fortificazione, ancora oggi danno l’idea dell’importanza rivestita dal caricatore nell’economia dell’epoca. La torre è stata a lungo adibita a carcere: nel 1848 fu teatro del massacro di 114 detenuti inermi, reso noto dal celebre scrittore empedoclino Andrea Camilleri nell’opera “La strage dimenticata“. Oggi è adibita a centro artistico-culturale.

 

“Siamo molto felici di promuovere questo evento culturale – ha dichiarato il Presidente del Lions Club Agrigento Chiaramonte Pippo Freni – perché crediamo che la presenza nostra sul territorio passa anche da momenti di confronto su grande temi di attualità come quello proposto dal libro del professor Francesco Pira”.

 

E’ l’ottavo appuntamento di un tour siciliano del sociologo Francesco Pira iniziato lo scorso venerdì 6 luglio e si conclude il 25 agosto. Dopo il successo delle presentazioni  a Milazzo e Capo d’Orlando nell’ambito di due importanti rassegne letterarie, e Gela presso la Libreria Mondadori,  Pozzallo presso Villa Barone Alfieri,  a S. Teresa di Riva presso la Biblioteca Comunale, a Realmonte presso Kaos d’Estate Festival Letterario e a Favara presso Farm Cultural Park,  il saggista e giornalista, Francesco Pira, ritorna nella sua provincia di origine Agrigento per far conoscere il suo ultimo lavoro. In agosto già in programma un’altra presentazione  il 25 ad Avola. Si tratta di un primo ciclo di presentazioni che Francesco Pira farà nella sua Sicilia. A  fine agosto sarà all’Isola d’Elba e asettembre e ottobre insieme ad Andrea Altinier toccheranno varie città d’Italia, dalla capitale a Milano, Torino, Venezia, Treviso e Verona.

 

 

I due autori hanno racchiuso in un esagono le fake news: appeal, flussi, viralità, velocità, crossmedialità e forza. È solo il 22% a non essere caduto nella trappola. La soluzione, però, non è solo il controllo delle fonti, ma costruire un controflusso di informazioni e contenuti in grado di sconfiggere le menzogne. 

È un progetto – spiegano i professori Francesco Pira e Andrea Altinier autori del volume-  che parte non solo dall’amore verso la comunicazione, ma da un lavoro di analisi e ricerca durato quasi due anni per individuare case history, teorie nuove, ricerche sui trend e sul consumo dei media per accendere le luci su un mondo in costante cambiamento e che richiede sempre più competenza e professionalità. I media tradizionali non sono morti, ma si possono salvare solo puntando su qualità, inchieste e approfondimento” .

Un libro scritto e pensato non solo per gli studenti, ma anche per tutti quelli operatori della comunicazione e dell’informazione che ogni giorno operano in un settore sempre più complesso e articolato. Un testo che nella sua prefazione porta la firma del Professor Mariano Diotto, Direttore del Dipartiment di Comunicazione dell’Università Salesiana di Venezia e Verona IUSVE, responsabile della collana Comunicazione, marketing e new media che ospita l’opera.

“L’opera di Francesco Pira ed Andrea Altinier   – sottolinea il professor Mariano Diotto nella prefazione – vuole fornire strumenti efficaci per disinnescare le fake news e la misinformation attraverso teorie riportate in modo chiaro e con l’utilizzo di numerose case history che rappresentano un benchmark efficace. 

Il linguaggio del volume è preciso, grazie anche all’impiego di un apparato terminologico scientifico, e fornisce a chi si avvicina a questo mondo, neofita, studente o professionista, un background solido ed approfondito sulle tematiche affrontate”.

Il testo è suddiviso in cinque capitoli: il primo che fotografa la dieta mediatica degli italiani, il secondo che illustra i modelli ed i processi che stanno dietro il mondo dell’informazione, il terzo che individua il ruolo dell’ufficio stampa, il quarto capitolo sui nuovi trend o generi del giornalismo ed, infine, il quinto sulle contromisure alle fake news che non si esaurisce nel fact checking, ma richiede oggi la creazione di un controflusso.

Il saggio delinea il profilo di un italiano sempre più orientato all’informazione disintermediata, ma che consuma su molteplici piattaforme: un consumatore multitasking che, mentre, guarda la televisione posta su facebook e lascia commenti su Twitter.

In questo contesto mediale è cambiato il ruolo dell’ufficio stampa  che si è trasformato in un’ attività di reputation management, quindi alle attività classiche si deve aggiungere « la capacità di gestire i diversi fl ussi di comunicazione»39. La vera sfi da è costruire, valorizzare e difendere la reputazione attraverso la gestione dei diversi strumenti a disposizione.

Il testo, inoltre, individua la nascita di due nuovi sezioni all’interno dei contenitori di informazione: il food ed il social gossi su tutti. La politica rimane tra i temi seguiti, ma oggi si declina sui social con Di Maio e Salvini che hanno danno una vita ad una corsa che li ha vista twittare e postare anche 30 messaggi in un giorno.

La motivazione – concludono gli autori Francesco Pira e Andrea Altinier –  che ci ha spinto a scrivere questo libro parte da un presupposto molto semplice: le fake news si possono sconfiggere. Si tratta di un fenomeno sempre esistito e che oggi ha sicuramente più strumenti, ma la comunicazione ha tutte le carte in regola per sconfiggere la misinformation. È questione di modelli, tecniche e professionalità che questo libro cerca di tracciare con chiarezza e responsabilità ”

Il presidente provinciale e regionale di ConfCommercio, Francesco Picarella, si è rivolto all’assessorato regionale al Turismo, e ha proposto l’introduzione di un codice identificativo di riconoscimento per gli alloggi, i bed and breakfast e le case vacanze in Sicilia. Lo stesso Picarella spiega: “Non è solo una questione di trasparenza e rispetto delle regole in un settore in forte espansione, ma anche di prevenzione nell’ottica di garantire una migliore sicurezza e tutela per gestori e turisti. A pagarne le conseguenze non sono solo le attività regolari, che subiscono concorrenza sleale, ma anche i turisti che, pensando di risparmiare, spesso incorrono in strutture che evadono il fisco e che non garantiscono la giusta qualità dei servizi. Ad esempio è molto diffuso il fenomeno di associazioni e singoli soggetti che si improvvisano agenti di viaggio e propongono pacchetti turistici apparentemente vantaggiosi ma in realtà sprovvisti delle necessarie garanzie ed assicurazioni per il consumatore. Oppure un altro fenomeno dilagante sono gli “home restaurant” che, in barba a tutte le regole sanitarie e di trasformazione del prodotto manipolato, offrono somministrazioni di cibi e bevande in alloggi senza le necessarie certificazioni sanitarie ed urbanistiche richieste a tutti quei pubblici esercizi che, invece, pagano l’iva, i contributi e sono in regola con lo Stato”.