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Ada Arcuri, amministratrice della società editoriale del Corriere di Sciacca e consorte del direttore Filippo Cardinale, e’ deceduta  la scorsa notte accanto al suo caro Filippo e alla sua famiglia.

Donna di eccezionali virtù, è stata una straordinaria moglie e madre.
Il direttore Lelio Castaldo e la redazione di sicilia24h.it sono vicini al dolore della famiglia e del grande amico Filippo.

I funerali saranno celebrati domani alle ore 10 nella chiesa di San Domenico a Sciacca.

Le inadempienze contrattuali del raggruppamento temporaneo d’imprese capofila ISEDA, relativamente al servizio di spazzamento, raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti sono sotto gli occhi attoniti dei favaresi e degli agrigentini. Dopo le proteste delle mamme favaresi e soprattutto dopo che sono passati in maniera soft le criticità rilevate (come se nulla fosse accaduto) nessun politico ha espresso rabbia e rammarico. Nessun politico – a parte la nota dell’On. Di Caro – ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco la “GRANDE SCHIFEZZA” che attanaglia Favara. Nessun politico ha espresso, durante la campagna elettorale appena iniziata, la propria solidarietà, il proprio appoggio, il proprio interessamento alla GRANDE VERTENZA DELLA MUNNIZZA DI FAVARA. Eppure, durante gli incontri, dove si sono prospettati grandi scenari futuristici per Favara, il fetore dei rifiuti passava sotto il loro naso. RTI capofila ISEDA dal canto suo non ha mai ammesso la disorganizzazione totale. Guai ad ammetterlo, specialmente dopo il rinnovato vertice organizzativo. RTI ha solo lamentato – soltanto ora – l’impossibilità del conferimento in discarica. Per gli stipendi dei lavoratori ? ”poi si vede”, la speranza è ultima a morire. Politici – Regione – RTI – Sindaca – ASP – hanno determinato uno stato di incertezza, di confusione, facendo trasparire un solo colpevole: “I favaresi” rei –Tutti ?  di non avere pagato la tassa sui rifiuti. Colpevoli di tutto.

Progettazione, tutela e gestione, e non solo, del patrimonio verde delle città. L’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali di Agrigento al lavoro per stipulare protocolli d’intesa con le amministrazioni comunali.

“La conservazione e la gestione del verde urbano, extra urbano e dell’ambiente, che sono parte fondamentale dell’identità territoriale – spiega Maria Giovanna Mangione, presidente dell’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali di Agrigento – richiede sinergie tra istituzioni ed è quello che intendiamo fare. I Comuni sono consapevoli della grande importanza che il verde riveste sia per i benefici che apporta alla vita dei cittadini, sia come elemento cardine della qualità urbana e come la presenza di aree verdi abbia assunto il ruolo di indicatore di sviluppo urbano sostenibile sotto l’aspetto ambientale, sociale ed economico non tralasciando che è ampiamente condiviso come gli spazi verdi contribuiscano a migliorare la salute pubblica, la qualità della vita e il benessere dei cittadini attraverso lo svago, la ricreazione e l’attività fisica”.

Le convenzioni avranno una durata triennale, saranno a titolo gratuito per le amministrazioni comunali e consentiranno lo sviluppo di percorsi didattici e culturali finalizzati alla salvaguardia e alla tutela del patrimonio verde delle città. 

Questo permetterà di sviluppare attività di studio e ricerca nel settore ambientale e avviare iniziative per la diffusione della cultura della difesa del patrimonio paesaggistico, ambientale e forestale anche attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi e di approfondimento.

“È fondamentale riconoscere un ruolo particolarmente significativo non solo a parchi e giardini – conclude Maria Giovanna Mangione – ma anche a tutte quelle aree che a diverso titolo concorrono a comporre la rete verde locale della città. Il verde, dunque, da intendere come elemento qualificante del contesto urbano e come fattore qualificante della qualità della vita, oltre a essere attrattore di iniziative economiche e turistiche nel territorio cittadino”.

Nelle prossime settimane diverse amministrazioni comunali sono già pronte alla stipula di questi accordi con l’Ordine per avviare un percorso virtuoso di tutela e valorizzazione del nostro “oro” verde.

L’assessore Alberto Samonà ieri è stato in visita istituzionale a Licata, dove al Palazzo di Città è stato accolto dal sindaco Giuseppe Galanti. Presenti alla visita l’assessore comunale alla Cultura Violletta Callea, il direttore del parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta e la parlamentare europea Annalisa Tardino.

Samonà si è poi recato al Teatro Re Grillo, dove nei prossimi mesi inizieranno i lavori di ristrutturazione, finanziati dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Quindi, l’assessore Samonà ha visitato il Chiostro di San Francesco e il Chiostro di Sant’ Angelo. Qui, si è recato nel luogo che ospita il Museo dello Sbarco, sottolineando l’intenzione del governo regionale di dar vita a un museo che racconti gli eventi del 1943 in una sede prestigiosa che venga interamente adibita a sede museale: nel progetto su cui si lavorerà, è previsto, infatti, un itinerario comprendente anche i rifugi antiaerei presenti a Licata. A questo proposito, l’assessore ha visitato il rifugio di via Marconi accompagnato dai volontari dell’associazione Memento e dalla professoressa Carmela Zangara, che ha dedicato diversi libri allo sbarco a Licata.

Infine, l’assessore ha visitato il Castel Sant’Angelo, di proprietà della Regione Siciliana, sottolineando l’intenzione di valorizzarlo quale luogo di incontri culturali.

“È stata una prima visita – sottolinea l’assessore Alberto Samonà – per la quale ringrazio il sindaco Galanti e l’on. Annalisa Tardino, che hanno voluto fortemente la mia presenza in città. Ho visitato luoghi densi di storia, che meritano di essere fatti conoscere e inseriti in un circuito turistico-culturale adeguato. Al termine della visita ci siamo dati tempi e priorità, per valorizzare al massimo i beni culturali licatesi”.

Ad Agrigento, a San Leone, lungo viale Emporium, un’automobile Audi si è scontrata contro una Toyota. Una ragazza, passeggera nell’Audi, è stata condotta in ospedale con un’autoambulanza del 118.

Ad Agrigento, a San Leone, al Viale delle Dune, una donna di 45 anni si è tuffata in mare, e un ladro ne ha approfittato per rubare da dentro la sua borsa in spiaggia il portafogli con soldi e documenti.

A Racalmuto, in contrada “Cannatone”, un imprenditore di 44 anni di Grotte ha subito nottetempo il furto di uno scooter Suzuki Burgman, posteggiato all’interno di un’area recintata della sua abitazione.

A Canicattì un pensionato di 88 anni ha posteggiato l’auto innanzi all’ospedale e ha accompagnato il nipote a vaccinarsi. Al ritorno si è accorto del furto del suo borsello da dentro l’auto, con telefonino e portafogli. Lui ha dichiarato alla Polizia di non avere voluto pagare un parcheggiatore abusivo.

Soltanto nella giornata di ieri sono sbarcati a Lampedusa più di 550 migranti. Questa notte ne sono giunti altri 250, prontamente intercettati dalle motovedette della Guardia di Finanza e trasportati fino al molo Favaloro.

Nonostante da giorni la prefettura di Agrigento abbia ordinato un trasferimento senza sosta presso Porto Empedocle, l’hotspot lampedusano torna a scoppiare. Al momento sono presenti più di mille migranti in attesa di essere trasferiti; si ricorda che la massima capienza del centro di Lampedusa è di 250 unità.

 

 

“Le scene di sporcizia e degrado lungo le strade del centro e nei quartieri di Agrigento sono inaccettabili. Passeggiare, osservare e vivere la città in queste condizioni è un pugno allo stomaco. Il modo più indecoroso e mortificante di accogliere turisti e visitatori.

Tra inerzia e incapacità di dare una scossa si corre il rischio di abituarsi alla realtà e di non meravigliarsi più. Al netto di incivili e lanciatori seriali che vanno individuati e sanzionati aumentando i controlli, è necessario predisporre un vero piano straordinario di pulizia della città per liberare bordi strada, marciapiedi e caditoie da erbacce e spazzatura.

L’unico argine all’incuria non può essere rappresentato da volontari e dal “fai da te”. Per fronteggiare una situazione semplicemente disastrosa serve agire senza indugi e con una road map serrata per ripristinare in fretta le condizioni di igiene e decoro ambientale, ad oggi seriamente compromesse”.

Lo afferma il coordinatore provinciale del Movimento politico “Servire Agrigento” Raoul Passarello.

“Apprendiamo da fonti del Viminale che dovrebbe essere imminente, finalmente, la firma della convenzione fra Regione e Vigili del Fuoco. Peccato che Musumeci non potrà certo spacciarla come una vittoria, visto che arriva con tremendo ritardo e con risorse dimezzate: solo 500 mila euro a fronte del milione di euro occorrente. Oltre che nella predisposizione dei viali tagliafuoco e delle altre attività di prevenzione, anche su questo versante la Regione arriva fuori tempo massimo. Chiude il recinto quando i buoi sono ormai quasi tutti scappati. Eppure di tutto si può dire, tranne che gli incendi, purtroppo, siano una sorpresa in Sicilia”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.

“Per dare una mano alla Sicilia – continua Di Caro – il Viminale, e in particolare il sottosegretario Carlo Sibilia con delega ai Vigili del Fuoco, ha garantito in questi giorni i doppi turni dei Vigili del Fuoco. Ci risulta pure che da oltre due mesi chiedano alla Regione Siciliana di attivarsi per la prevenzione degli incendi e per stanziare ulteriori risorse di competenza regionale. Su questo versante, infatti, la Regione ha stanziato pochissimi fondi e ne ha utilizzato ancora meno. Ma per Musumeci questo non andrebbe detto: per lui chi critica il manovratore è uno sciacallo. Anche se il manovratore sta colpevolmente pilotando la Sicilia in fondo al baratro. E allora una cosa va detta, sciacallo è chi fugge dalle proprie responsabilità, chiedendo aiuto quando la Sicilia è ormai avvolta dalle fiamme, accusando tutti tranne se stesso”.

Docente universitario positivo al Covid.  Uno dei docenti che venerdì scorso era presente alla conferenza di presentazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico del polo territoriale di Agrigento, è risultato positivo al Covid.

Dall’Università, dunque, stanno ricostruendo i possibili contatti del docente con il pubblico presente venerdì scorso nell’aula magna di Villa Genuardi di Agrigento al fine di avviare lo screening.

Dalla segreteria dell’ateneo invitano le persone che hanno partecipato alla conferenza stampa, fra loro anche diversi giornalisti, “a mettersi in contatto con le autorità sanitarie in caso di sintomi riconducibili al Coronavirus”.