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A Catania i Carabinieri hanno condotto l’operazione antidroga intitolata “Quadrilatero”. Sono state arrestate 20 persone, sgominando tre gruppi criminali che avrebbero gestito altrettante fiorenti ‘piazze di spaccio’. Dalle indagini, sostenute tra il dicembre 2018 e 2019, è emerso che anche bambini di circa 10 anni sono stati coinvolti nello spaccio di droga con il ruolo di incassare i soldi e di indicare ai ‘clienti’ dove ritirare la sostanza stupefacente, tra cocaina, crack e marijuana. I mercati privilegiati sarebbero stati lo storico rione San Cristoforo e la zona di ‘San Cocimo’, roccaforte degli affiliati all’omonimo gruppo capeggiato da Maurizio Zuccaro, presunto organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. E’ stato trovato anche un libro contabile dove sono stati annotati i proventi dell’attività illecita e il quantitativo di droga venduto quotidianamente. Scoperte due tentate estorsioni, a una farmacia e a una concessionaria di autovetture, e una, riuscita, col metodo del ‘cavallo di ritorno’, per restituire al proprietario un’automobile rubata.

L’Aica nasce senza soldi e con una montagna di debiti. In primis quello con la Regione di 10 milioni di euro quale prestito d’avvio da restituire in cinque anni con gli interessi. Il debito è spalmato sui 33 Comuni. A questa ingente somma deve aggiungersi 1.2 milioni di euro di debito con il gestore dell’energia elettrica. L’Aica ha raggiunto un accordo per spalmare tale somma in tre rate. La prima non sarebbe stata onorata e il gestore elettrico ha ridotto sensibilmente la potenza di energia erogata stoppando, di fatto, diversi impianti idrici.

C’è il debito con il personale al quale non è stato liquidato la spettanza di agosto e riteniamo che non sarà liquidata anche quella di settembre. I sindacati hanno già minacciatolo sciopero. Il personale pesa sull’Aica circa 2 milioni di euro, inclusi gli oneri previdenziali. A fine settembre il debito relativo alle spettanze e agli oneri previdenziali ammonteranno a circa 4 milioni di euro. La consortile Aica ha emesso le fatture per 3 milioni di euro. Ma non sono subito incassabili. Aica pensa din incassarne per una somma di 1 milione di euro. Una cifra che è una goccia nel mare di debiti.

Ma c’è un altro problema, la nomina del direttore generale dell’Aica.  L’Assemblea dei sindaci dell’Aica, con in testa la dirigenza della nuova Consortile idrica, hanno già bocciato l’idea che l’ex commissario della Girgenti Acque Gervasio Venuti possa diventare nuovo direttore generale della società pubblica. Una candidatura apprezzata e sostenuta dal Consiglio di Amministrazione dell’Aica. Ma, ecco l’ostacolo: non ha trovato d’accordo i sindaci che ritengono questa individuazione inopportuna (soprattutto perché potenzialmente foriera di polemiche per una percepita continuità con la gestione commissariale precedente) e che chiedono adesso una nuova procedura pubblica, più aperta e che possa individuare una rosa da cui scegliere più ampia.

L’ingegnere Venuti, persona perbene e preparata, è stata dagli stessi sindaci osannata per l’impegno profuso e la serietà professionale. Adesso, hanno cambiato idea.

A queste già consistenti difficoltà bisogna aggiungere le deliberazioni dei Consigli comunali che devono approvare le delibere con cui si accollano il debito, per quota parte, della Regione (i famosi 10 milioni di euro).

Il tempo scorre, l’acqua no. Tanti comuni agrigentini stanno soffrendo una erogazione di acqua insufficiente, con turni che spesso saltano e con tempi assai ridotti di erogazione. I guasti si moltiplicano, gli interventi manutentivi diminuiscono.

Domani, intanto, si riunisce l’assemblea sei soci. Altri nodi verranno al pettine?

A Sciacca i Carabinieri, a seguito di una segnalazione per movimenti sospetti, hanno sorpreso in flagranza di furto due ladri intenti a rubare mobilio e attrezzature varie in una struttura turistica, il “Beach resort”, al momento non in attività. I due, uno di 23 e l’altro di 35 anni, entrambi di Menfi, sono stati arrestati. La Procura di Sciacca gli ha successivamente restituito la libertà mantenendoli ovviamente indagati.

Anche ad Agrigento è stato costituito il SIM Carabinieri, il Sindacato Italiano Militari Carabinieri. Segretario generale provinciale è stato eletto Luigi Galvano, che poi ha nominato al suo fianco, come collaboratori, tre segretari provinciali: Gaspare Baglieri, Gianluca Garozzo e Giuseppe Alongi. Lo stesso Luigi Galvano commenta: “Il nostro obiettivo è quello di promuovere, attuare e favorire la democraticità e la neutralità delle Forze Armate, rappresentando, promuovendo, curando e tutelando in ogni sede, sindacale, sociale, storica, giurisdizionale ed amministrativa, gli interessi morali, economici, normativi, giuridici, professionali, previdenziali ed assistenziali degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, di ogni ruolo e categoria. Si intende inoltre incentivare la solidarietà, l’etica professionale, il prestigio e la professionalità di tutto il personale dell’Arma dei Carabinieri”.

La Commissione Salute dell’Assemblea regionale martedì 28 settembre visiterà gli ospedali “Barone Lombardo” a Canicattì e “San Giacomo d’Altopasso” a Licata. La presidente della Commissione, Margherita La Rocca Ruvolo, annuncia: “Incontreremo il personale medico e sanitario dei due ospedali, e il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, per affrontare diverse criticità che ci sono state segnalate, a partire dalla carenza del personale. Solleciteremo al governo regionale di adoperarsi con il massimo impegno per dare ai cittadini risposte concrete e celeri sul miglioramento dei servizi sanitari in questo vasto comprensorio dell’Agrigentino”.

Dopo la presentazione della squadra, Rino Lattuca, candidato sindaco  alle prossime amministrative di ottobre a Porto Empedocle, ha organizzato alcuni appuntamenti nei quartieri cittadini per incontrare i residenti  e  discutere delle questioni legate al futuro di Porto Empedocle. Con al seguito i candidati consiglieri delle liste che lo sostengono, sostenitori e simpatizzanti, sabato scorso ha  iniziato gli incontri da  Piano Lanterna e ieri mattina lungo la  centralissima via Roma. Tanto entusiasmo tra la gente, che ha esposto al designato sindaco, gli evidenti disservizi dell’amministrazione comunale  uscente indicando l’assenza totale di azioni impiegate nella realizzazione di prestazioni  rivolte alle fasce deboli, agli anziani e le nulle prospettive aggregative ed occupazionali offerte ai giovani empedoclini.  Tante le criticità  a cui Rino Lattuca, ha dato ascolto, offrendo con il proprio impegno personale  e della sua squadra, la guida amministrativa della città per  un cambiamento a breve e lungo raggio che offra opportunità  lavorative e di miglioramento delle condizioni di vita di una città che , con la giusta programmazione ed una efficiente e competente  attività di coordinamento dei progetti , finora inutilizzati dalla scorsa amministrazione.

Un’agenda ricca di incontri  tra la popolazione che il candidato ha preferito a confronti televisivi, privilegiando la politica del fare a quella del dire “ Facciano uscire  Porto Empedocle – dice Rino Lattuca – dal  coma  in cui  ha vissuto  in questi anni  di  inesistente operosità di cui non avevamo assoluta necessità, come non abbiamo necessità di vivere nell’abbandono più totale tra strutture chiuse e servizi inesistenti”.

In data 11 settembre 2021,la scrivente organizzazione sindacale ha indirizzato tramite pec, una nota a tutti i  Consiglieri Comunali  di Agrigento. Nella missiva, abbiamo attenzionato l’attuale gestione disastrosa, della raccolta dei rifiuti nella Città, affidata al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA. Una gestione  inadeguata e priva di ogni qualsivoglia logica organizzativa. La Città continua ad essere mortificata e con essa gli agrigentini che puntualmente pagano la tassa sui rifiuti. La Città è in piena emergenza spazzatura, una emergenza che non può essere avvolta nel silenzio, nella indifferenza. I cittadini hanno il diritto di sapere perché  il servizio affidato al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA lascia a desiderare. I cittadini hanno il diritto di sapere perchè in tutti questi anni, nessuna diffida è stata mossa nei confronti delle aziende, RTI Capogruppo ISEDA ne irrogazioni di sanzioni pecuniarie previste dal contratto. La scrivente non vuole pensare assolutamente ad un silenzio accondiscendente a quanto avviene nella nostra Città. Se così fosse, questa O.S. è pronta ad una raccolta di firme che consegnerà all’attenzione del Prefetto, del Sindaco e se il caso, all’attenzione della Procura della Repubblica. Gli agrigentini vogliono voltare pagina, non vogliono che si ripetano gli errori del passato. Vogliono l’affidamento del servizio “in house”. Affidamento che genera risparmi per il 30% sulla spesa, rispetto l’affidamento al privato. Una percentuale importante per le tasche dei cittadini ed un miglioramento dell’efficienza del servizio stesso.

538 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 14.076 tamponi processati. L’incidenza sale di poco al 3,8% ieri era al 3,6%. La regione torna al primo posto per i nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 21.036, i guariti sono 238 mentre si registrano altre 2 vittime che portano il totale dei decessi a 6.693. Sul fronte ospedaliero sono adesso 758 i ricoverati e 101 in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 82, Catania 159, Messina 7, Siracusa 148, Ragusa 40, Trapani 52, Caltanissetta 23, Agrigento 8, Enna 19.

E’ un vero e proprio giallo la morte di un uomo di 45 anni che è stato ritrovato cadavere nella propria abitazione del quartiere Oltreponte a Licata.

Le indagini sono degli agenti del commissariato di polizia, coordinati dal vice questore Cesare Castelli, che per il momento pare non escludano alcuna pista, nel tentativo di ricostruire l’accaduto e scoprire la causa della morte dell’uomo.

Secondo una prima ricostruzione, a trovare il cadavere è stato un fratello della persona defunta. Quest’ultimo ha raggiunto la casa del fratello, ha provato a farsi aprire, ma senza ottenere alcuna risposta. Ha deciso quindi di entrare ed in casa ha trovato il quarantacinquenne deceduto. Ha dato l’allarme sul posto sono intervenuti i poliziotti, che hanno immediatamente avviato le indagini per scoprire le cause della morte del licatese di 45 anni.