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Domenica 28 ottobre il Treno delle dolcezze di convento e dei pani sacri viaggerà tra Licata, Canicattì e la Valle dei Templi di Agrigento.

 

La partenza del treno è programmata dalla stazione di Licata alle 9:15 con fermate intermedie nelle stazioni di Campobello/Ravanusa (9:47), Canicattì (10:08), Racalmuto (10:30), Grotte (10:34) Aragona Caldare (10:47), Agrigento Bassa (11:05) e arrivo a Tempio Vulcano alle 11:15.

 

Nel cuore del parco archeologico, in programma una sosta di 2 ore per consentire ai passeggeri di partecipare al laboratorio del gusto di Slow Food ed eventualmente visitare l’area del Giardino della Kolymbetra.

 

Alle 13:15 il treno partirà alla volta di Agrigento Centrale dove si effettuerà una sosta per il pranzo. Alle 15:00 partirà un bus per Porto Empedocle, dove sarà possibile visitare l’ottocentesca stazione ferroviaria o il centro cittadino. Alle 16:50 il bus riporterà i passeggeri del treno storico ad Agrigento Centrale, da dove, alle 17:30, partirà il treno di ritorno per Licata.

 

I biglietti per viaggiare a bordo del treno storico sono in vendita nelle biglietterie e self service di stazione, agenzie di viaggio abilitate e su trenitalia.com. Sarà possibile acquistarli anche a bordo, senza alcuna maggiorazione di prezzo, in relazione alla disponibilità dei posti a sedere. Il titolo di viaggio comprende anche la partecipazione ai laboratori del gusto di Slow Food e alle visite guidate.

 

Proseguono così gli appuntamenti con i treni storici del gusto promossi dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana con la collaborazione della Fondazione FS e Slow Food. 

 

Riapertura termini per l’incarico di rilevatore per il censimento 2018

 

 

 

L’amministrazione comunale informa che sono stati riaperti i termini per la presentazione delle domande per il conferimento dell’incarico di rilevatore per il censimento della popolazione e delle abitazioni 2018. Gli interessati possono presentare la domanda entro dieci giorni dalla data di pubblicazione del bando, già diffuso sul sito istituzionale del comune all’albo pretorio on line e al link “amministrazione trasparente” dove, tra l’altro, è possibile scaricare la domanda e avere ulteriori informazioni sui requisiti di partecipazione.

 

 

  

 

In occasione del centenario della fine della Grande Guerra sul fronte italiano, il Comitato Provinciale Acsi di Agrigento, in collaborazione con il Comune di Siculiana, nell’ambito del Bilancio Partecipato 2017, approvato con deliberazione della Giunta comunale, ha organizzato una serie di iniziative dal titolo “Siculiana ricorda i suoi Caduti”.

La manifestazione, che ha ricevuto l’autorizzazione dell’utilizzo del logo ufficiale del centenario dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede un convegno dal titolo “Racconti dal fronte. Riflessioni sulla Grande Guerra”, organizzato in collaborazione con la Fidapa – BPW Italy – sezione di Porto Empedocle e Realmonte, che si svolgerà alle ore 18,00 di sabato 27 ottobre, presso la biblioteca comunale di Siculiana.

I lavori saranno introdotti e moderati da Vito Salvaggio. Dopo i saluti delle Autorità, relazioneranno: Salvatore Domenico Schembri, Giuseppe Di Miceli, Daniela Messina e Paolo Cilona.

In programma anche letture a cura delle socie fidapine, breve pièce teatrale “Dialoghi in trincea” e monologo finale a cura di Sonia Sinaguglia.

 

 

Domani, sabato 27 ottobre, alle ore 10, presso la sala convegni dello spaccio dell’Ente di Assistenza della Casa Circondariale “Sovrintendente Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, sarà presentato ufficialmente il progetto “Amaro Il mio eroe”, l’amaro della Polizia Penitenziaria prodotto dall’Ente di Assistenza del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria, diretto dal dirigente Giuseppe Di Rosa, con la piena disponibilità del direttore della struttura Dott. Valerio Pappalardo.

Alla conferenza saranno presenti il Direttore, il Comandante Giuseppe Lo Faro ed il dirigente dell’ente Giuseppe Di Rosa

 

 

 

 

 


 

La Segreteria provinciale della Uil commenta con molta preoccupazione i dati della Fondazione Migrantes e i dati sul Def appena approvato dalla giunta regionale, dove si evince chiaramente un leggerissimo aumento di decimali del pil siciliano nei prossimi tre anni e soprattutto una fuga di giovani e meno giovani dalla Sicilia. Sono i numeri drammatici che si sono registrati in questi ultimi 5 anni con un’emigrazione di massa che ha visto le nostre risorse umane varcare lo stretto verso i paesi europei o la nostra penisola, spopolando le nostre città.
“Questi dati fanno ancor più riflettere sulla situazione generale in cui vive il territorio e di come viene spogliato ed impoverito annualmente, senza una pausa, di generazioni che vanno dai neet ai cinquantenni che, senza un presente e un futuro, lasciano la nostra terra e i propri cari per un futuro migliore. Siamo in presenza di una catastrofe: il sud, la Sicilia e Agrigento non volano proprio, anzi sprofondano. Riconosciamo al governatore Musumeci di aver avuto l’onestà di ammettere candidamente, dopo l’approvazione del Def, che in Sicilia la crisi è profonda e ha utilizzato in merito all’emigrazione parole forti come “strage generazionale”, a causa delle migliaia di siciliani e agrigentini che vanno via. Questa però non può essere un’assoluzione solo per la giusta analisi che ha esternato ai media. Invero, se questo Governo regionale non inverte la rotta, sarà anch’esso correo con lo tsunami in corso della crisi che è diventata sempre più una costante negativa nei dati macro e microeconomici e che non riesce a far ripartire l’economia e lo sviluppo, accelerando la programmazione politico-economica e progettuale.
I siciliani non si fidano della politica, perché i tempi per realizzare un serio programma di crescita sono sempre frenati da mille rivoli e dalla poca collaborazione istituzionale e burocratica; il tutto non aiuta quel cambio di passo per sostenere le imprese e i comparti in crisi a uscire dal pantano della recessione e risvegliare la produzione e la creazione di nuovi posti di lavoro. E oggi in Sicilia non funziona quasi nulla, le emergenze si sono cronicizzate, i lavori pubblici non si riescono a sbloccare e la spesa è sostanzialmente bloccata. E si continua a vivere di emergenze: frane, allagamenti, disastri idrogeologici e, di conseguenza, si riscontrano le chiusure di attività piccole e medie e quelle poche di grandi dimensioni, per politiche industriali obsolete, hanno acuito il disastro occupazionale e la desertificazione dei territori e in molti casi neanche bonificando i siti inquinanti.
In provincia di Agrigento il dato è ancora peggiore: negli ultimi 5 anni la realtà è molto più inquietante, con 10 mila agrigentini in più iscritti all’Aire, il crollo degli iscritti nelle scuole pubbliche, l’indice di natalità a ribasso e il numero record di iscritti nei centri per l’impiego che hanno creato un solco e una disintegrazione sociale ed economica senza precedenti.
Una terra, la nostra, senza opportunità, che forma e cresce uomini e donne che trovano lavoro nelle scuole e nell’imprese del nord. E’ una sconfitta per la nostra crescita come popolo.
Per questo la Uil di Agrigento, ancora una volta, sollecita la politica a tutti i livelli di riflettere e sbloccare la situazione che è tragica. Anche oggi le organizzazioni sindacali sono scese in piazza per il rischio di licenziamento di 220 maestranze impegnate nel passante ferroviario di Palermo della Sis: un’altra notizia che non può passare inosservata. Si deve attivare la spesa regionale, nazionale ed europea in maniera costruttiva e strategica o quest’isola, seppur bella, resterà povera e senza futuro e non possiamo permettercelo. Si suol dire che chi non combatte ha perso in partenza e la Uil non resterà con le mani in mano supinamente senza reagire. La campana cominci a risuonare e a scuotere le teste dei governanti”.

Si è concluso ieri,con un seminario per giornalisti, l’attività formativa nell’ambito delle celebrazione del 50° anniversario del sisma che, nel 1968, ha colpito la Valle del Belìce, organizzata dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile Siciliana, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, tenutosi a Palermo nei locali della Presidenza della Regione Siciliana di Via Gen. Magliocco.

Nel corso del seminario, aperto dal Dirigente Generale del DRPC Sicilia Calogero Foti, che ha ribadito l’importanza della comunicazione sia in fase di prevenzione che in emergenza, e da Daniele Ditta in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, è stato illustrato, dal Direttore Emergenze del DPC Luigi D’Angelo, il sistema di protezione civile nazionale e dalla dirigente del DRPC Sicilia Teresa Maria D’Esposito, quello regionale.

Ampio spazio è stato riservato anche al sistema di allertamento nazionale e regionale sul rischio idrogeologico e idraulico. Il dirigente del DRPC Sicilia Giuseppe Basile, responsabile del Centro Funzionale Decentrato Multirischio Integrato della Regione Siciliana, ha illustrato le procedure per la redazione degli avvisi e guidato alla loro lettura.

Due esperienze dirette di comunicazione in emergenza, sono state illustrate da componenti dell’ufficio stampa del DPC Raffaella Marcolella e Lucrezia Martinelli.

L’appuntamento adesso è fissato domani mattina – 26 ottobre – per l’esercitazione per posti di comando nelle tre province interessate di Agrigento, Palermo e Trapani, finalizzata, in particolare, a testare la funzionalità dei centri di coordinamento.

Per tale esercitazione saranno attivati i COC – Centri Operativi Comunali di 25 comuni*, i COM – Centri Operativi Misti – di Sciacca, Corleone e Castelvetrano, i CCS – Centri di Coordinamento dei Soccorsi – presso le tre corrispondenti Prefetture di Agrigento, Palermo e Trapani e la SORIS – Sala Operativa Regionale Integrata della Regione Siciliana.

Unico scenario operativo, nella stessa mattina del 26, si svolgerà nel sito dei Ruderi di Poggioreale dove, le varie strutture operative del Sistema competenti per materia, testeranno le procedure di censimento danni, verifiche di agibilità, recupero e messa in sicurezza dei beni culturali.

 

Palermo, 25 ottobre 2018

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Bisacquino Contessa Entellina Montevago Santa Margherita di Belìce

Calatafimi – Segesta Corleone Partanna Santa Ninfa

Campobello di Mazara Gibellina Poggioreale Sciacca

Campofiorito Giuliana Roccamena Vita

Camporeale Menfi Salaparuta

Castelvetrano Mazara del Vallo Salemi

Chiusa Sclafani Monreale Sambuca di Sicilia

 

 

 

 

Una fortissima scossa di terremoto di magnitudo 6.8 è stata registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla costa occidentale del Peloponneso, in Grecia. Il sisma, registrato alle 00:54 ad una profondità di 10 km, è stato avvertito anche nella provincia di Siracusa, Catania e Ragusa. Molte le chiamate di cittadini impauriti, in particolare residenti nei piani alti degli edifici. Al momento non si hanno notizie di danni o feriti.

L’epicentro del terremoto è stato localizzato nel mar Ionio, a 38 km dall’isola di Zacinto. La scossa è stata avvertita distintamente in tutto il Sud Italia, in particolare sulla costa orientale della Puglia, in Calabria, sulla costa orientale della Sicilia ma anche in Campania, con alcune segnalazioni arrivate da Napoli.

In seguito alla scossa è stata diramata anche un’allerta tsunami.

“Per le coste di Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia (Ionio) l’allerta è arancio: possibili variazioni del livello del mare inferiori a 1 metro.

L’Ingv. avverte “Si consiglia di stare lontani da coste e spiagge”.

 

Operazione Cc Agrigento, trovate 10 tonnellate di spazzaturaDodici discariche abusive e oltre 10 tonnellate di rifiuti sequestrate e cinque persone denunciate. E’ il bilancio di un’operazione di controllo eseguita dai carabinieri di Agrigento nella Città dei Templi e in provincia per contrastare i reati in materia ambientale e gli abbandoni di rifiuti. Il Comando provinciale dell’Arma ha impegnato oltre 50 militari, supportati da colleghi del reparto speciale del Centro anticrimine natura. A Porto Empedocle sono stati fermati e denunciati per trasporto illecito di rifiuti 4 persone che stavano movimentando senza autorizzazione oltre due quintali di rifiuti urbani. A Raffadali è stato denunciato un imprenditore di 59 anni per illecita gestione di rifiuti: aveva realizzato in un fondo di dua proprietà, una discarica abusiva contenente rifiuti speciali non pericolosi, estesa per circa 500 metri quadri.

La sicurezza delle infrastrutture stradali in Sicilia, e il monito del presidente della Regione, Nello Musumeci: “Se Anas non è in grado di fare le verifiche su ponti e viadotti lo dica, e ci attrezzeremo diversamente”. Ebbene, Anas ha subito replicato così al governatore della Sicilia: “Siamo pronti ad estendere le nostre attività di controllo e di monitoraggio, già costantemente svolte sui ponti di nostra competenza, anche alle opere non di nostra competenza, ad esempio sulla rete stradale delle ex Province e del Cas, il Consorzio autostrade siciliane. E’ necessaria però la stipula di un’apposita convenzione con la Regione per poter avviare quanto prima tali attività. Da parte nostra sono state già 5077 le verifiche fatte da gennaio ad oggi su ponti e viadotti. Svolgiamo regolarmente attività di monitoraggio e controllo sui 1614 ponti e viadotti della rete di competenza, con le ispezioni periodiche previste dalle norme, nonché con l’installazione di avanzati sistemi di monitoraggio strumentale su alcune opere particolarmente rilevanti”.