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Il presidente della Regione replica alle reazioni contro l’ordinanza sull’invio dei rifiuti fuori dalla Sicilia. Musumeci: “E’ una battaglia di civiltà”

Il presidente della Regione interviene a seguito del vespaio di polemiche che ha provocato la sua ordinanza ai sindaci siciliani con differenziata sotto il 30% minacciati di decadenza dalla carica se entro il 31 luglio non concludano e paghino il contratto con le società abilitate per il trasporto dei loro rifiuti non differenziati fuori dalla Sicilia.

Nello Musumeci bolla le reazioni come “speculazioni politiche”, e aggiunge: “Sui rifiuti stiamo rispettando i piani del governo. Stiamo facendo fronte ad emergenze decennali. Stiamo facendo in 8-10 mesi quello che non si è fatto negli ultimi 25 anni. Siamo contenti delle tappe raggiunte. Crediamo che la situazione dei rifiuti sarà normalizzata entro un paio d’anni. E fra due anni sarà solo un ricordo. Ritengo sia stata un’impresa ardua fare in due anni quello che non si è fatto sin dagli anni ’90. E noi stiamo mantenendo gli impegni. A dicembre presenteremo il piano rifiuti. Già ad aprile abbiamo presentato il piano stralcio”.

Poi Musumeci si rivolge ai sindaci: “Abbiamo spiegato ai Comuni che la battaglia si vince se si sta tutti insieme. L’invio dei rifiuti all’estero è una competenza dei Comuni e non della Regione. Lo ha chiesto il governo nazionale e noi abbiamo spiegato ai Comuni che la soluzione per affrontare il problema delle discariche sature, visto che nessuno si è mai preoccupato di creare nuovi impianti in Sicilia, comporta una scelta intorno al 30% dei rifiuti da mandare fuori. Ma, ripeto, questo non è un compito della Regione. La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti compete per legge ai Comuni. I sindaci virtuosi ci sono, infatti sono oltre 150 quelli che hanno superato il 50% della differenziata e in pochi mesi siamo passati dal 15% al 27% della media regionale. Questi sono risultati importanti. Per questo sono convinto che riusciremo con i Comuni ad evitare soluzioni traumatiche”. Poi, in riferimento al termine del 31 luglio, solo tra due settimane, Nello Musumeci non esclude una eventuale proroga e afferma: “Vedremo se c’è buona volontà e come nel frattempo si saranno mossi i Comuni. Speriamo che abbiano recepito il messaggio: questa battaglia di civiltà va affrontata non solo dalla Regione. Va ricordato che i Comuni hanno prodotto con le società di ambito Srr, cioè da meno di 10 anni, un miliardo e 800 milioni circa di debiti. Questo dimostra come la legge regionale in materia, la numero 9 del 2010, non sia stata una buona legge. Per questo la stiamo modificando”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Al momento, 260 dei 450 migranti giunti ieri su un barcone vicino a Lampedusa sono stati trasbordati sul pattugliatore Monte Sperone della Gdf, 50 si trovano a bordo di una delle unità della Capitaneria di Porto, mentre i restanti 100 sono rimasti sul barcone. Quattro persone verranno trasportate sull’isola per ricevere cure mediche, tra loro una donna in stato di gravidanza.

A un mese di distanza dalla sua elezione a Sindaco della città etnea, Salvo Pogliese deve affrontare la questione delicatissima relativa alla gestione rifiuti contenuta nell’art. 3 dell’ordinanza,  emanata il 7 giugno dal Commissario per l’Emergenza e Presidente della Regione Nello Musumeci,sul ricorso temporaneo a forme speciali di gestioni dei rifiuti. Un’ordinanza che prevede il “commissariamento” dei comuni siciliani con una differenziata sotto il 65%.

La norma, infatti, impone ai 390 ComuniSiciliani l’obbligo di trasmettere, entro il 31 luglio al Dipartimento regionale all’Acqua e rifiuti, i contratti stipulati con una delle quattro società che hanno risposto all’appello della Regione sul trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia.

Catania, rientra in toto in questa ordinanza, con una differenziata scesa al 7% ed un fallimento totale del porta a portanei quartieri del centro sommersi dall’immondizia.

Il nuovo Sindaco Pogliese della città etnea, sebbene comprenda “l’idea del governo regionale di mettere finalmente mano al settore dei rifiuti, seppure condivisibile negli obiettivi strategici, questa debba, al tempo stesso, tenere contodella “diversa realtà degli enti locali”,  soprattutto sulla realtà “ di chi come noi, appena insediati, eredita un gravissimo ritardo di scelte e modalità che hanno peggiorato lo stato di cose della raccolta e lo smaltimento della spazzatura”.

Ma il Sindaco Pogliese entra nel merito dell’ordinanza di Palazzo d’Orléans dichiarando: “L’ordinanza commissariale, al momento, non è sostenibile né finanziariamente né a livello organizzativo, nel poco tempo che è stato dato ai comuni per adeguarsi”. Inoltre, ha aggiunto una motivazione per spiegare la particolarità della situazione in cui si trova la città: “a Catania abbiamo trovato una differenziata relegata al 7%. E’ impensabile che in pochi giorni si possa invertire la rotta. Riteniamo, dunque, che occorra rivedere l’ordinanza nella sua concreta attuazione, tenendo conto delle singole condizioni territoriali. Nel nostro caso, per esempio, oltre che da una pessima gestione l’azione sui rifiuti è stata anche caratterizzata da gravissimi episodi di illegalità. Tra l’altro, secondo alcune stime, i costi per trasferire solo i rifiuti catanesi fuori regione sarebbero elevatissimi: si parla di circa 80 milioni di euro l’anno”.

Infine, Pogliese per evitare possibili contrasti all’interno dell’area del centro-destra, conclude: “conoscendo la sensibilità del Presidente Musumeci e la sua straordinaria esperienza di amministratore locale,  sono sicuro che terrà conto delle difficoltà con cui i Sindaci, soprattutto quelli delle grandi città dell’isola, sono ogni giorno costretti a confrontarsi ed appronterà i necessari accorgimenti e correttivi per renderla compatibile per chi, come noi, è al lavoro per voltare pagina nel segno dell’efficienza”.

 

I Carabinieri di Caltanissetta hanno risolto un omicidio commesso 25 anni addietro. La vittima è stata Luca Salvatore Salerno, assassinato il 3 gennaio del 1993, nelle campagne di San Cataldo. I militari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Raimondo Scalzo, 60 anni, già detenuto, per omicidio aggravato in concorso. Per lo stesso delitto sono stati già condannati con sentenza in giudicato i due esecutori materiali: Vincenzo Scalzo, di 45 anni, e Giuseppe Tramontana, deceduto. Lo stesso Raimondo Scalzo, intercettato nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Pandora”, si è auto-accusato di essere stato il mandante del delitto.

Ad Agrigento la Polizia ha arrestato Abdallah Abubakar, 35 anni, originario della Guinea, e Lamin Darboe, 46 anni, originario del Gambia, sorpresi in flagranza di reato di detenzione di droga a fine di spaccio. Nel centro storico, in via Boccerie, nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione dei due immigrati, grazie anche al fiuto del cane della Guardia di Finanza, sono stati scoperti e sequestrati un panetto di hashish di 100 grammi, un bilancino di precisione e un coltello a serramanico con la lama intrisa di sostanza presumibilmente stupefacente. E poi una scimitarra con la lama affilata artigianalmente. Ai due è stato contestato anche il reato di detenzione illegale di arma impropria. I due africani sono ristretti ai domiciliari.

 È stato firmato questa mattina l’accordo tra Regione e sindacati che permetterà di tenere aperti i siti culturali regionali. “Un buon risultato – dicono Gaetano Agliozzo e Clara Crocè della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl – che permetterà di non privare del nostro patrimonio culturale i siciliani e i turisti che visitano la nostra isola ogni giorno”. L’accordo, firmato dall’assessore Sebastiano Tusa e dai rappresentanti delle sigle sindacali, consente ai dipendenti del settore di potere partecipare al piano delle aperture su base volontaria, pur avendo superato il numero dei turni festivi effettuabili nel corso dell’anno secondo il limite imposto dal contratto. Anche il personale amministrativo che ne farà richiesta potrà partecipare concorrendo a colmare le carenze di organico. Il dipartimento dei Beni culturali destinerà per la realizzazione del piano strategico due milioni di euro per il periodo agosto/dicembre 2018.

E’ stato arrestato dagli uomini del Commissariato di Porto Empedocle guidati dal dott. Cesare Castelli Gennaro Simone classe 2000, residente a Canicattì, già sottoposto a misura cautelare per altri fatti reato, che nel pomeriggio di ieri è stato colto nella flagranza del reato di tentata estorsione e ricettazione.

Il giovane è stato sorpreso da personale della Sezione Volanti del Commissariato, in servizio di prevenzione e repressione dei reati, mentre tentava di farsi consegnare del denaro da una signora, quale illecito profitto della restituzione di un cellulare rubato poche ore prima nell’abitazione della predetta donna. Personale dipendente riusciva a rinvenire, nei pressi del luogo dell’arresto, ove stava avvenendo l’illecita contrattazione, un tablet (in uso al piccolo figlio della signora) precedentemente asportato in occasione del citato furto, che veniva prontamente restituito alla parte offesa del reato. Il cellulare, nonostante diverse perquisizioni domiciliari e ricerche non è stato al momento rinvenuto.
Su disposizione del PM di turno della Procura della Repubblica di Agrigento il giovane è stato condotto nella sua abitazione per ivi rimanere a disposizione dell’A.G. in regime degli arresti domiciliari.    
 

“Ama il prossimo tuo come te stesso” recita uno dei più importanti comandamenti cristiani. Una riflessione dogmatica molto importante se si pensa che è quella che hanno sposato i membri di Mai Più Violenza Infinita, insieme ExpoItaly e Garante Condominio.

MPVI è una Onlus che da anni opera nelle missioni umanitarie in Kenya con lo scopo di promuovere l’alfabetizzazione  sul territorio di Watamu.  Ogni anno la comunità si reca in prima persona sul luogo verificando di volta in volta le situazioni che richiedono maggiore sostegno, impiegando le proprie forze ed il proprio lavoro.

«Un approccio inclusivo e collaborativo è alla base della riuscita dei nostri obiettivi umanitari» dichiarano concorde la Presidente dell’associazione, Virginia Ciaravolo e Rosa Praticò Vicepresidente Nazionale.  

Lo slogan è “Fare bene, si sa, fa bene. In primo luogo a chi lo fa”. Un motto di promozione all’azione altruistica che guarda all’atto di gentilezza, in grado di generar, nel sociale, elevata empatia e contagiosità.

Così sostiene l’Università di Harvard e così sostengono i due partner, promotori dell’iniziativa MPVI,  tra cui Expo Italy, già operante nel settore grazie ai suoi laboratori di Pace e la giovane associazione Garante Condominio, che in Italia lavora a sostegno dei condomini per risolvere le affannose questioni litigiose (https://bit.ly/2N5NkEA).

Nelle pagina face book della Onlus troverete tutte le informazioni a sostegno dell’iniziativa (https://bit.ly/2N5R4G8)

 

Il bailamme che si è scatenato intorno all’annuncio dell’Unione Sindacale di Base dello stabilimento FCA di Melfi, con cui si convoca lo sciopero da domenica sera sulla vicenda del costo, e del valore, dell’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus, ci lascia davvero sconcertati. Si discute e si argomenta con un certo stupore sulla scelta dello sciopero, piuttosto che sulle ragioni spiegate con molta chiarezza nel comunicato dei lavoratori.

Come ci si può stupire per una presa di posizione operaia – soprattutto in quella FCA dove da anni vige una vera e propria sospensione dei diritti dei lavoratori e un costante impoverimento economico – che mette a confronto l’impressionante quantità di milioni spesi dalla Juventus con le poche migliaia di euro che per un anno di lavoro entrano nelle tasche degli operai di quella stessa società, mentre altre migliaia di lavoratori sono tenuti fuori dalla fabbrica e il futuro produttivo degli impianti è sempre più ballerino e incerto?

A chi grida al reato di leso pallone, a chi sostiene che lo sport non deve mischiarsi con le vicende terrene, vorremmo ricordare che la stessa FCA impegnata a sostenere con tutta la potenza economica della sua galassia di società l’operazione CR7 come investimento sul futuro della Juventus, quella stessa FCA dal 23 luglio lascerà a casa per 7 mesi 1640 dei 7000 operai di Melfi perché ha sbadatamente dimenticato di investire sul futuro industriale della fabbrica lucana e non sa cosa produrre in sostituzione della Grande Punto.

Verrebbe da aggiungere che coloro che oggi si interrogano sulla giustezza di questa scelta di lotta sono gli stessi che non si sono mai stupiti delle differenze abissali che separano i proventi e gli utili delle aziende, i compensi dei CEO e le liquidazioni milionarie, spesso a prescindere dai risultati, dai salari di chi quei dividendi consente di accumulare con la propria fatica quotidiana. È ormai passata l’idea che l’arricchimento senza freni, anche se fondato su un enorme acuirsi delle disuguaglianze, sia non solo lecito ma anche molto cool e da apprezzare. Se poi viene ottenuto senza versare una stilla di sudore, tanto meglio.

I milioni spesi per acquistare un grande giocatore, come certamente Cristiano Ronaldo è e nessuno lo può mettere in dubbio, serviranno a moltiplicare se stessi in un tourbillon di aumenti del valore delle azioni, non quelle di gioco ma quelle di borsa ovviamente, di merchandising, di indotto anche del sottobosco – per chi avesse dimenticato la vicenda penale che ha coinvolto capi tifosi e manager della squadra – ma non serviranno a migliorare la condizione operaia né a ridurre le disuguaglianze palesi che una tale scelta non può che rendere ancora più profonde.

E allora si sciopera. Si sciopera perché non si ritiene giusto un tale esborso di denaro per un calciatore, per quanto bravo sia, ma non per il futuro di una fabbrica; perché si ha paura che scelte economiche della società come quelle appena compiute si finanzino ancora una volta con una stretta sull’occupazione e sulle scelte produttive negli stabilimenti italiani; perché ci si sente offesi, e molto, dalla evidente infima considerazione, da parte della società proprietaria sia della Juventus che della FCA, del lavoro e del valore dei suoi operai. Si sciopera, in fin dei conti, per dignità.

Aldo Mucci

L’atto di intesa è stato firmato, nella sede del Consiglio nazionale degli Architetti, in piazza Navona a Roma, da Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, e da Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento, alla presenza di Rino La Mendola, vicepresidente Consiglio nazionale degli Architetti, Giuseppe Grimaldi, vicepresidente Ordine degli Architetti di Agrigento e i consiglieri dell’Ordine di Agrigento Michele Ferrara, Giacomo Cascio e Franco Romano.

Obiettivo dell’Atto, è diffondere la pratica del concorso di progettazione a due gradi: strumento ideale per valorizzare la professionalità dei concorrenti e promuovere la qualità delle opere di architettura, di committenza pubblica e privata.

Semplificazione delle procedure:

il Consiglio nazionale degli Architetti, ha redatto una guida ai bandi e si è dotato di una piattaforma informatica (concorsiawn),attraverso la quale i concorsi possono viaggiare velocemente, riducendo tempi e costi a carico dei committenti e dei concorrenti, offerta gratuitamente ai committenti e con un riconoscimento di un premio ai concorrenti, selezionati per il secondo grado, e l’affidamento al vincitore dei successivi livelli di progettazione e della direzione dei lavori, in linea con il bando tipo C3 (ulteriori info sul sito www.awn.it).

Utilizzo della piattaforma

I committenti, pubblici e privati, prima di accedere alla piattaforma del Cna, dovranno stipulare un protocollo d’intesa con l’Ordine degli Architetti di Agrigentoa condizione che i bandi dei concorsi siano del tipo “di progettazione a due gradi”, conformi al modello C3 di cui alla Guida ai Bandi redatta dal Cna e pubblicata sul sito web www.awn.it, assicurando:garanzia che ai concorrenti ammessi alla seconda fase sia corrisposto un premio adeguato alle prestazioni richieste;impegno del soggetto banditore di affidare al vincitore del concorso, previo reperimento delle risorse finanziarie per l’esecuzione delle opere, le fasi successive della progettazione; giuria composta da almeno cinque membri di chiara fama, esperti sul tema del concorso, di cui tre nominati dal soggetto banditore, uno dal Consiglio nazionale degli Architetti e uno dall’Ordine degli Architetti di Agrigento; pubblicizzazione dei progetti ammessi alla seconda fase e dei primi dieci migliori non ammessi, mediante una mostra degli stessi nell’ambito di un apposito evento da organizzare congiuntamente tra le parti, dopo la conclusione del secondo grado.

Il Consiglio nazionale degli Architetti, concede l’uso della piattaforma dopo un formale esame dei bandi proposti dalla committenza, divulga i bandi dei concorsi in Italia e all’estero e offre la consulenza nella stesura del bando di concorso.

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento

“Si tratta di un importantissimo momento per il nostro Ordine professionale: siamo i primi a firmare il protocollo d’intesa con il Consiglio nazionale degli Architetti per l’utilizzo della piattaforma dei concorsi di progettazione a due gradi che promuoveremo sul territorio di Agrigento. Ciò si è reso possibile grazie alla sinergia creata con il Dipartimento Lavori Pubblici del Cna retto da Rino La Mendola e con il presidente del Cna, GiuseppeCappochin che, a chiare lettere, ha detto di essere sempre attento e presente alle iniziative del nostro Ordine, di questo noi ne siamo grati. Nei giorni scorsi abbiamo partecipato a diverse riunioni, nel corso delle quali abbiamo già avviato il percorso dei concorsi di progettazione. Riteniamo, che solo attraverso un concorso di progettazione si possa parlare di qualità di architettura. E di qualità di architettura nella nostra provincia ne abbiamo bisogno e in qualità di architettura i nostri architetti agrigentini sono degli ottimi professionisti. Tutto deve passare attraverso i concorsi.

Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli Architettti

“Abbiamo firmato il primo protocollo in assoluto sul tema dei concorsi, quindi sull’uso della piattaforma e mi fa molto piacere averlo fatto con l’Ordine di Agrigento che crede molto nei concorsi in due gradi. Concorsi che, al secondo grado,devono portare mediamente cinque progetti compensati, perché gli architetti non possono lavorare gratis e,nell’interesse pubblico, è fondamentale perché la qualità ha un costo, non è gratis. Elemento fondamentale di questi protocolli, è che chi vince il concorso redige il progetto. Meglio se vi si affida la direzione dei lavori,quanto meno la direzione artistica, per avere il controllo del progetto. Compiuta la prima azione con il mio amico presidente Alfonso Cimino di Agrigento, città dove sono stato ben tre volte, record assoluto in Italia, e l’affetto che nutro per quest’Ordine mi riempie di orgoglio, sono veramente contento. Penso che questo sia un bell’auspicio per firmare tanti altri con gli altri Ordini italiani”.

Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti

“Sono lieto sia stato l’Ordine di Agrigento il primo a sottoscrivere il protocollo d’intesa tra Cna e Ordini provinciali. Un protocollo finalizzato a consentire agli Ordini provinciali di portare avanti concorsi di progettazione utilizzando la piattaforma informatica del Cna. Si tratta di un percorso tracciato dal Cna insieme con gli Ordini provinciali che restituisce centralità al progetto di architettura nel processo di esecuzione delle opere pubbliche e di committenza privata. Sono soddisfatto, anche perché l’Ordine di Agrigento, il presidente Cimino, sono molto attivi e sono stati i primi a essere pronti a questo momento importante che rilancia lo strumento ritenuto essenziale per promuovere architettura di qualità nel Paese”.