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A Canicattì una macelleria in via Vittorio Emanuele è stata derubata da ignoti ladri che, nottetempo, hanno forzato gli infissi, sono entrati dentro, e non hanno rubato soldi o attrezzature, bensì carne e prodotti da macelleria pronti per la vendita. Accortosi di quanto accaduto il proprietario dell’attività ha sporto denuncia alle forze dell’ordine. Indagini sono in corso.

Nel pomeriggio di ieri, 21 ottobre, la collaboratrice dell’Istituto scolastico comprensivo “Anna Frank” ha denunciato, presso la Stazione Carabinieri di Agrigento, il furto ai danni del plesso denominato “Kolbe” sito in Contrada San Michele. Nella circostanza si è appreso che nel corso della notte del 20 ottobre, ignoti sono penetrati all’interno dell’istituto forzando una finestra e danneggiando le porte interne delle aule didattiche ove sono stati asportati 5 computer notebook marca Asus. Il danno è ancora in corso di quantificazione.

I Militari della Stazione di Agrigento hanno eseguito un primo sopralluogo sulla scena del reato per acquisire eventuali tracce o indizi utili all’individuazione dei responsabili.

La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa e ha confermato la detenzione al 41 bis a carico di Joseph Focoso, 51 anni, di Realmonte, pluri-omicida a servizio di Cosa Nostra agrigentina, condannato all’ergastolo anche per l’omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli, assassinato il 4 aprile del 1992. I giudici hanno ritenuto sussistente la capacità di Focoso di mantenere contatti, anche attuali, con l’organizzazione criminale. Focoso fu arrestato dalla Direzione investigativa antimafia, dopo 6 anni e 7 mesi di latitanza, il 13 luglio del 2005, in Germania, a Spiesen-Elsverberg, nella regione del Land Saar.

Il giudice monocratrico del Tribunale di Palermo, Ivana Vassallo, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta antidroga nell’Agrigentino cosiddetta “Bazar”. Due condanne e 10 assoluzioni. Inflitti 9 anni di reclusione a Giampiero Arrostuto, 42 anni, di Canicattì, e 7 anni ad Antonio Montana, 47 anni, di Licata. Gli assolti sono: Emanuele Marchione, 57 anni, di Licata; Antonio Truisi, 56 anni, di Licata; Giuseppe Tinnirello, 33 anni, di Palermo; Diego Pelonero, 47 anni, di Licata; Melchiorre Salvatore Alabiso, 47 anni, di Licata; Salvatore Paraninfo, 32 anni, di Licata; Santa Loredana Giorgio, 40 anni, di Canicattì; Giusy Manuela Angileri, 30 anni, di Marsala; Gisella Angileri, 35 anni, di Marsala, e Luciano Bonvissuto, 34 anni, di Licata.

L’operatore culturale di Grotte, Gianni Costanza, interviene nel merito della pandemia coronavirus e delle attività di contrasto soprattutto da parte degli operatori sanitari. Costanza afferma: “Attualmente il covid e le sue varianti sono contrastate efficacemente dai vaccini che il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente, con fermezza e determinazione, consentendo a tutti di riceverlo. Ciò permetterà ai medici di dedicarsi a tante altre patologie che se non seguite e curate possono culminare in tantissimi altri decessi. In tale contesto – prosegue Costanza – ritengo d’obbligo ringraziare il direttore dell’Asp di Canicattì, e il responsabile del Poliambulatorio di Grotte, dottor Carlisi, per avere disposto, in tempi rapidi, la copertura di due importanti figure di Medici Condotti, nella persona della bravissima dottoressa Sabrina Caravello nel Comune di Grotte, e nella persona dell’altrettanto bravissimo dottor Lombardo nel Comune di Racalmuto” – conclude Gianni Costanza.

A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un immigrato dal Marocco di 37 anni, residente in città, perché, sottoposto a un controllo in via Garibaldi a seguito di un atteggiamento ritenuto sospetto, è stato sorpreso in possesso, all’interno di un marsupio, di 41 grammi di hashish, 2 singole dosi da circa un grammo ciascuno, e mezzo panetto più pesante. Dentro il furgone Iveco Daily dell’uomo, parcheggiato poco distante, sono stati rinvenuti un altro panetto di hashish di circa 40 grammi ed un flacone di metadone da 20 ml, detenuto senza alcuna prescrizione medica.

Agrigento e le falle idriche. Nonostante le tante sollecitazioni all’Aica, ex Girgenti Acque, anche tramite la stampa, non è stata ancora risolta la grave perdita d’acqua all’ingresso di Fontanelle. Il problema si protrae da almeno un mese, nell’indifferenza del gestore della rete idrica. Le fotografie sono state scattate dai residenti ieri mattina, giovedì 21 ottobre, alle ore 10:30. Ogni commento è ormai superfluo.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha risposto no alla richiesta di patteggiamento, e ha rinviato a giudizio Fabio Muratore, 46 anni, di Canicattì, arrestato dai Carabinieri il primo agosto del 2020 a seguito di un incidente stradale che ha provocato la morte di Filippo Fantauzzi, 64 anni, di Delia. A Muratore si contesta l’omicidio stradale con le aggravanti di essere stato alla guida senza patente, con un tasso di alcol nel sangue 5 volte superiore al limite previsto e dopo avere assunto cocaina. La prima udienza del dibattimento è in programma il 16 gennaio innanzi al giudice monocratico Giuseppe Miceli. L’incidente avvenne nottetempo, nei pressi di Canicattì, in contrada Giacchetto, lungo la strada statale 123. Filippo Fantauzzi, bracciante agricolo, alla guida della sua Autobianchi 112 e diretto a lavoro in campagna, fu tamponato con violenza da Muratore, che avrebbe viaggiato ad elevata velocità e senza rispettare la distanza di sicurezza. L’auto di Fantauzzi si schiantò contro un muro a margine della carreggiata. Il difensore di Fabio Muratore, l’avvocato Diego Giarratana, aveva concordato con la Procura una richiesta di patteggiamento, adesso respinta dal giudice Provenzano perché ritenuta non congrua, di una pena a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

A Trapani è accaduto che una giovane coppia, con precedenti di polizia, ha trascorso la notte in un bed and breakfast nel centro storico. Al mattino presto lui esce con un borsone e assicura alla portiera: “Prelevo i soldi e torno per pagare il conto”. Dopo due ore circa si accinge ad uscire pure lei con un altro borsone. La portiera si insospettisce e blocca la donna. Nel frattempo ritorna lui, e afferma: “Non ho i soldi per pagare”. Dunque, la portiera telefona ai Carabinieri che intervengono e denunciano i due per insolvenza fraudolenta e anche per furto, allorchè avevano rubato la macchinetta del caffè nella stanza.