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Un barchino, con a bordo 24 tunisini, è stato intercettato e bloccato nelle acque antistanti la costa di Lampedusa. E’ il primo sbarco della giornata dopo che ieri, sull’isola, se ne erano registrati 9 con un totale di 207 persone e il giorno prima ce n’erano stati altri 12 con 342 migranti.

All’hotspot, nonostante la raffica di trasferimenti su nave quarantena, con il traghetto di linea per Porto Empedocle e con una motovedetta delle Fiamme gialle, all’alba c’erano 337 ospiti.

I Carabinieri del Comando provinciale di Palermo e la Direzione Investigativa Antimafia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 85 persone, indagate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, reati in materia di armi, estorsione e corruzione aggravata di un agente di Polizia Penitenziaria nel carcere di Pagliarelli, che, in cambio di diverse utilità, si sarebbe prestato per assicurare i contatti esterno al presunto boss palermitano, Francesco Nania. Sono 63 i carcerati, 18 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti a obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria. L’inchiesta è frutto di accertamenti avviati dai Carabinieri della Compagnia di Partinico nel novembre del 2017 su Ottavio Lo Cricchio, imprenditore del settore vinicolo, e Michele Vitale, esponente della famiglia mafiosa dei Vitale, storici capi del mandamento mafioso di Partinico. Tra gli arrestati odierni vi è anche la collaboratrice della Giustizia, Giusy Vitale, sorella dei capi del mandamento mafioso di Partinico Leonardo e Vito. Lei sarebbe stata impegnata nel traffico di droga. E con lei sono stati arrestati anche la sorella Antonina e il nipote Michele Casarrubia. Dalle indagini sono inoltre emersi contatti tra i presunti mafiosi e alcuni politici del Palermitano, in particolare di Partinico, il cui Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel luglio del 2020.

Un canadair e un elicottero in azione all’alba per spegnere gli ultimi focolai nella zona di Troina, devastata ieri da un incendio che ha tenuto in allarme la popolazione anche di Agira e Ragalbuto. I mezzi aerei stanno operando nella zona di Feudo Nuovo dove ci sono ancora alcuni focolai. Questa mattina si registrano nuovi incendi a Grammichele, nel catanese, e a Castellammare del Golfo, nel trapanese

La Corte d’Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo il presunto capomafia di Carini, Ferdinando “Freddy” Gallina, 44 anni, già latitante negli Stati Uniti e poi estradato lo scorso marzo, riconosciuto colpevole di tre omicidi commessi tra il 1999 e il 2000. Ad accusarlo sono stati due collaboratori di giustizia, Gaspare Pulizzi e Antonino Pipitone. Si tratta degli omicidi di Felice Orlando, macellaio del quartiere Zen di Palermo, ucciso nel suo negozio a colpi d’arma da fuoco nel 1999. Poi di Giampiero Tocco, vittima della lupara bianca il 26 ottobre del 2000. E di Francesco Giambanco, sequestrato e ritrovato cadavere nel dicembre del 2000 a Carini.

Il Tribunale di Enna ha disposto la custodia cautelare in carcere a carico di Carmelo Bruno, fratello di Marco Bruno, l’agricoltore di 47 anni rinvenuto morto lo scorso 28 giugno nelle campagne di proprietà della vittima, a Calascibetta. Marco Bruno la mattina del 28 giugno è stato in campagna con il fratello. Poi – ha raccontato – si è allontanato, e quando è ritornato ha trovato il fratello privo di vita e ha tentato di rianimarlo. Secondo gli investigatori vi sarebbero delle incongruenze nel racconto. Inoltre sul cadavere sarebbero state riscontrate ferite al capo non compatibili con quanto raccontato da Marco Bruno.

A Gela, in località Borgo Manfria, un uomo, ferito da un colpo d’arma da fuoco alla schiena, è scappato a piedi per circa 400 metri, sfuggendo ai killer e salvandosi. Si tratta di Carmelo Palmieri, 56 anni, agricoltore. Lungo una strada interpoderale nei pressi di Gela, Palmieri è stato speronato da un’automobile con a bordo due persone. Lui è saltato giù dal suo mezzo e ha iniziato a correre. I killer hanno sparato e un proiettile lo ha ferito alla schiena. Nonostante ciò l’agricoltore, dopo una corsa di almeno 400 metri, si è rifugiato in un’abitazione. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e un elisoccorso del 118, che ha trasportato Carmelo Palmieri all’ospedale “Sant’Elia” a Caltanisetta. Indagini sono in corso.

Ad Agrigento, in via Manzoni, per cause in corso di accertamento, si sono scontrati uno scooter e un’automobile. Ha subito gravi ferite il minorenne di 17 anni alla guida del due ruote. E’ stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, per un ematoma cerebrale e la frattura di un femore. La prognosi è riservata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la Polizia Municipale per i rilievi di rito.

A Brucoli, frazione di Augusta, in provincia di Siracusa, al “Brucoli Village”, si è conclusa la 23esima edizione del trofeo “Travelgate”, di tennis e anche di padel, giunto alla seconda edizione. Hanno partecipato numerosi giocatori provenienti da tutta Sicilia. Vincitori, come lo scorso anno, sono stati l’agrigentino Pompeo Sarcuto in coppia con il riberese Antonino Armenio, che in finale hanno battuto la coppia formata da padre e figlia: Pietro e Soraya Capizzi. Nel torneo di padel si sono invece imposti Alfonso Bellavia e Christian Marchica, che, al termine di un match molto combattuto, hanno battuto la coppia catanese Condorelli – Ferraro. Premi speciali per Anna Costanza e Leonardo Bosco, tra i migliori nelle rispettive categorie. Soddisfazione è stata espressa dall’organizzatore del torneo, Gero Bellavia.

Incidente stradale mortale a Ficarra, in provincia di Messina, dove nottetempo, lungo la strada provinciale 145, in via Loggia, Marcello Tumeo, 35 anni, sposato e padre di due figli, alla guida di uno scooter, si è schiantato contro un muro, probabilmente perché gli è sfuggito il controllo del mezzo. Inutile si è rivelato l’intervento dei sanitari del 118, subito accorsi sul posto insieme ai Carabinieri.

Il robot per la ricerca dei 9 dispersi del naufragio, avvenuto fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione lo scorso 30 giugno, dovrebbe essere operativo a partire da martedì. Il barcone, dopo essersi ribaltato e dopo aver fatto finire in acqua tutti i migranti che vi erano a bordo (7 le donne, una delle quali incinta di 2 mesi, che hanno perso la vita e 46 i superstiti), pare che possa essersi adagiato a circa 60 – 70 metri di profondità.

Prima sarà necessario localizzarlo con precisione e poi si potrà procedere a far immergere il robot della Guardia costiera. I sub non sono infatti abilitati a scendere fino a queste profondità.
A pensare all’utilizzo del robot per appurare se i 9 dispersi siano rimasti o meno intrappolati nel relitto è stato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. La Procura, subito dopo la tragedia, ha infatti aperto un’inchiesta sia sul naufragio che sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.