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Il video mostra un medico bardato con tuta e dispositivi di protezione anti-Covid, che lentamente si spoglia. A mano a mano che gli indumenti cadono sul pavimento, la figura scompare; e noi ci rendiamo conto che il medico è “invisibile”, come il protagonista del romanzo di H.G. Wells. Si tratta di una campagna di grande impatto, che punta sulla metafora dell’invisibilità per sottolineare i molti problemi del Servizio sanitario nazionale dei quali nessuno sembra volersi accorgere: fondi tagliati, strutture antiquate, assunzioni bloccate, carenze di personale che costringono i medici in servizio a fare milioni di ore di straordinario e fuga verso la sanità privata, come accaduto di recente anche a Sciacca.

La situazione potrebbe peggiorare nei prossimi cinque anni, quando andranno in pensione 410.00 tra medici di famiglia e dirigenti medici (proiezioni su dati Agenas), che diventano 50mila se consideriamo tutti i medici del Servizio sanitario nazionale.

A questo si aggiunge il fenomeno della fuga dagli ospedali: dal 2019 al 2021 – secondo i dati Anaao-Assomed – hanno abbandonato l’ospedale circa 8.000 camici bianchi per dimissioni volontarie, perché il peggioramento delle condizioni di lavoro porta molti professionisti a voler fuggire dal Servizio sanitario nazionale oppure a voler cambiare mestiere.

Sabato 17 dicembre, presso la biblioteca Franco La Rocca ad Agrigento – dalle ore 10,30 – si svolgerà il convegno/dibattito dal titolo: PUNTA BIANCA, QUALE FUTURO.

Il convegno promosso da Mareamico, Marevivo e dal Distretto turistico, vedrà la partecipazione dei due sindaci territoriali – Miccichè e Castellino – associazioni ambientaliste, guide naturalistiche, l’Esercito, le Forze dell’Ordine, la politica e alcuni ragazzi del liceo classico Empedocle.

Durante l’incontro verranno proiettate immagini e video di Punta bianca, da poco individuata come riserva naturale, e si discuterà del suo futuro.

Dopo la proposta del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, di privatizzare gli aeroporti in Sicilia: le reazioni a favore e contrarie.

L’Ita, ex Alitalia, ha assecondato la protesta del presidente della Regione, Renato Schifani, sul caro- voli e sui pochi posti a disposizione per le rotte verso la Sicilia, e ha aumentato le corse verso l’isola ma solo per tre giorni a ridosso del Natale: una beffa. Infatti Schifani ha commentato: “Non è sufficiente. Servono modifiche strutturali”. Adesso Schifani condivide e rilancia la proposta del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, di privatizzare gli aeroporti come soluzione alle angherie pubbliche, aumentando il numero delle tratte e incrementando i benefici per i viaggiatori. E Lagalla ha spiegato: “Sul tema del caro voli non si può mettere da parte la riflessione che riguarda l’opportunità di privatizzare gli aeroporti. Solo con una gestione privata, che ormai si registra in tutta Italia tranne che in Sicilia, si può pensare di rendere gli scali ancora più competitivi”. Schifani, che alcuni giorni addietro ha anche annunciato una denuncia all’Antitrust contro un asserito cartello d’interessi tra Ita e Ryanair, afferma: “Privatizzare significa inserire nei livelli gestionali degli aeroporti delle governance competitive, dei manager che tendono ad aumentare il numero di vettori che atterrano e quindi la portata di un aeroporto”. Nel frattempo non sono mancate le reazioni a tale proposta. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Palermo, Antonino Randazzo, commenta: “La società aeroportuale, in questi anni, si è dimostrata capace di importanti piani di investimento e, più in generale, di una grande crescita. Pertanto, ad oggi, sarebbe imperdonabile metterla in vendita. Sarebbe un vero e proprio autogol del sindaco Lagalla, un errore strategico da parte del Comune. Chiedo al sindaco Lagalla e alla sua giunta di scartare immediatamente l’ipotesi di privatizzazione della società aeroportuale. Oltre a risultare un grave errore, tale scelta andrebbe a danneggiare l’interesse pubblico dei palermitani. Chiedo anzi di avviare un processo di rafforzamento della società, quotandola in borsa”. Contrario è anche il sindacato Cisal che, tramite il segretario Gianluca Colombino, afferma: “L’intenzione di privatizzare l’aeroporto ci lascia perplessi. Prima della pandemia, che ha influito negativamente sul numero di viaggiatori e, di fatto, interrotto il suo percorso di continua crescita, la società Gesap, che gestisce l’aeroporto di Palermo, ha avuto sempre bilanci positivi e in aumento negli ultimi anni, sia in termini di introiti che di passeggeri. Oggi, all’indomani della pandemia, non ravvisiamo di certo la necessità di dare luogo ad improvvisi e frettolosi processi di privatizzazione di uno scalo che è in ripresa e che si sta avviando, nonostante la crisi energetica, al traguardo storico dei 10 milioni di passeggeri nei prossimi 3 anni”.

Giuliana Miccichè

Il Parco della Valle dei Templi ha affidato il servizio di gestione dei parcheggi nel sito archeologico. Si tratta di quattro aree: l’area di Porta Quinta, nel quartiere Sant’Anna, per un totale di 280 posti auto, 50 scooter e 15 camper, poi l’area del Museo Archeologico a San Nicola per 100 posti auto, 50 scooter e 10 camper, poi l’area del tempio di Giunone per un totale di 270 auto e 50 scooter, e infine l’area di casa Sanfilippo per un totale di 30 auto e 6 camper. A gestire i parcheggi per i prossimi 4 anni, con possibilità di proroga, sarà l’azienda Ecoparking srl di Lascari. Il bando prevede che l’azienda fornisca anche le casse automatiche, un servizio telematico di rendicontazione degli incassi, l’installazione di barriere automatiche nei varchi di ingresso e uscita, la manutenzione delle aree e del verde.

“In questi giorni si sta svolgendo la trattativa per un cambio appalto dei servizi di refezione scolastica nel Comune di San Cataldo acquisito dal Gruppo Innova, con sede a Latina .Nel cambio appalto devono essere garantite a lavoratori e lavoratrici le stesse condizioni economiche e contrattuali precedenti e necessariamente prima di firmare i contratti individuali, se non si firma un accordo che prevede le condizioni, i lavoratori hanno diritto di sottoporre il proprio contratto al sindacato di fiducia per verificarne le condizioni previste, cosa che i lavoratori iscritti a SGB hanno preteso, ricevendo in cambio minacce sanzionatorie. E’ bastata la rivendicazione di questo elementare diritto dei lavoratori per creare uno scontro con l’azienda che ha risposto all’indizione del presidio/assemblea di protesta indetto da SGB con la richiesta a Prefettura e Digos di fermare la protesta accusando il sindacato di strumentalizzare i lavoratori e di usare le proteste a scopo ritorsivo. Lavoratori, è opportuno ricordarlo, con contratti lavorativi di 3 ore al giorno, ed erano ancora meno nel precedente appalto, che si fermano ad ogni interruzione scolastica, in una condizione vergognosa, ormai tragicamente normale, che dovrebbe fare ancora più impallidire in quello che è un appalto pubblico con soldi pubblici. Respingiamo con forza la tesi di ‘Innova spa’, che il lavoro sindacale di SGB e la protesta dei lavoratori sia un modo illegale per estorcere al datore di lavoro miglioramenti contrattuali. Oggi, alla vigilia di uno sciopero generale contro le attuali condizioni dei lavoratori che hanno salari da fame, che vivono condizioni contrattuali misere pur svolgendo servizi pubblici ‘essenziali’ all’interno  di un meccanismo di appalti spesso opachi e con l’unico obiettivo di ridurre i costi del lavoro a favore del profitto dell’azienda appaltatrice, non possiamo che ribadire che lottare per i diritti dei lavoratori è un dovere, non un reato”.

Lo dichiara Aldo Mucci, SGB.

Oggi ho partecipato in VI Commissione Salute all’audizione dell’Assessore regionale Giovanna Volo sul tema del riconoscimento del Presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” di Ribera come ospedale di zona disagiata richiesta dal Comitato Zona Disagiata.

Come ho già avuto modo di dichiarare in più occasioni, risulta cruciale la definitiva rifunzionalizzazione del Parlapiano da Covid Hospital a effettivo punto di riferimento sanitario nel territorio, non solo per le malattie infettive.

L’assessore Volo ci ha riferito di voler avviare l’iter per il riconoscimento: un ottima notizia, per dare seguito alle sollecitazioni dei Sindaci dei Comuni delle aree interne e del comitato richiedente.

Con il riconoscimento di zona disagiata e la consequenziale apertura di opportuni servizi sanitari, dal pronto soccorso agli ambulatoriali specialistici, potremo garantire a tutti i cittadini – anche a quelli delle aree montane e pre montane che usufruiscono del Parlapiano – il diritto alla salute.

E ribadisco la mia proposta che applicando una premialità per i professionisti sanitari che prestano servizio in zone disagiate riusciremo a garantire la solidità ed efficienza dei presidi ospedalieri su cui abbiamo investito, evitando che si trasformino in cattedrali nel deserto.

“Non possiamo che esprimere perplessità dopo aver letto alcune dichiarazioni dell’assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, sulla proroga dei lavoratori precari impiegati fino ad oggi nelle attività di contrasto al Covid-19 e, in particolare, sulla possibile esclusione del personale amministrativo dal rinnovo del contratto. Una retromarcia che, rispetto al plauso da noi espresso alcuni giorni addietro, ci inquieta ed allarma migliaia di giovani impiegati in tutta la Sicilia.” Ad esprimere preoccupazione è la Ugl Salute Sicilia che chiede all’assessore Volo di rassicurare tutti e confermare gli amministrativi anche dopo l’annunciata chiusura delle strutture commissariali. “Anche se l’emergenza è finita da alcuni mesi, il virus non ci ha abbandonato e continua a circolare anche se con minore sintomatologia. La forma virale che però da decenni affligge e condiziona il sistema sanitario regionale, causando carenza negli organici di Aziende sanitarie e ospedaliere, è però sempre più cruenta e solo l’arrivo negli uffici di questi dipendenti (nelle varie forme di contratto precarie con i quali sono stati assunti) ha riservato una minima boccata d’ossigeno e la messa in sicurezza di alcune importanti attività – continuano dal sindacato Ugl. In più gli interventi strutturali previsti dal Pnrr dovrebbero essere in dirittura d’arrivo, motivo per cui ci sarà estremo bisogno di forza lavoro e, non ci sembra razionale, a parte gli aspetti morali, perdere queste professionalità dopo averle formate.” E dalla Ugl Salute Sicilia arriva anche un pensiero per le strutture commissariali metropolitane: “Siamo stupiti dalla decisione assunta tout court, comunicata peraltro attraverso i media. Auspichiamo un ripensamento da parte dell’Assessorato, anche perchè riteniamo che le stesse possono ancora assicurare assistenza ai cittadini siciliani e, nel contempo, vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai commissari ed ai loro staff, riconoscendo loro il grande lavoro svolto anche in condizioni difficili.” Per questo confidiamo anche nella presa di posizione del presidente della Regione Renato Schifani, affinchè si possano trovare le soluzioni utili ad evitare di lasciare per strada numerosi lavoratori che hanno dimostrato professionalità abnegazione e spirito di sacrificio. Su questo punto – concludono dalla Ugl Salute Sicilia – ci troveranno ben disponibili a valutare insieme ogni proposta, pronti a fornire il nostro contributo di idee.”

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento Manfredi Coffari, in accoglimento dell’istanza avanzata dall’avvocato Massimo Perrotta, nei confronti di Daniele De Francisci, 48 anni, imprenditore, ha disposto la scarcerazione applicando l’obbligo di dimora nella più grande delle Pelagie.L’uomo è attualmente sotto inchiesta per una delicata vicenda di maltrattamenti all’ex compagna e stalking. Nel settembre scorso aveva anche violato il divieto di avvicinamento alla persona offesa e per tale motivo era stato arrestato.

Entra sempre più nel vivo Destinazione Agrigento che prevede tutta una serie di eventi legati al Natale. Nella giornata di domani al tramonto, a San Leone, verranno accesi gli Alberi di Natale in spiaggia, lungo la costa del Mito. Alle 19, invece, nella Basilica dell’Immacolata è previsto il concerto dei Ventunovo.
Venerdì 16 dicembre, infine, a Villa Bonfiglio, con inizio fissato per le 17, aprirà i battenti il Villaggio di Natale.

Tanta Akragas per il Misilmeri. I biancoazzurri concedono il bis anche in Coppa Italia e raggiungono la finale regionale contro la vincente della sfida Igea Virtus-Taormina. La squadra di mister Nicolò Terranova ha dettato legge ancora una volta, disegnando l’ennesima partita perfetta contro un avversario forte in ogni reparto. Dopo aver vinto il match di andata, l’Akragas si è ripetuta anche ad Agrigento, infliggendo al Misilmeri una sconfitta netta sia nel punteggio che nel gioco. Finale 3 a zero e ancora una volta Elezaj inoperoso per tutti i 90 e passa minuti.
Akragas affamata e ben messa in campo prima sfiora il vantaggio con Vitelli e poi passa a condurre al sesto minuto con Mansour: gran tiro di destro e Marino battuto. Trovato il vantaggio, la squadra di casa ha continuato ad attaccare sfiorando il raddoppio con Semenzin e Vitelli. Il due a zero arriva puntuale al 25esimo e porta ancora la firma di Mansour su assist di Dalloro. Il Misilmeri ci prova con Concialdi e Manfre’, ma con scarsa fortuna. Nella ripresa l’Akragas archivia la pratica Misilmeri con il terzo gol: Vitelli da fuori area calcia di sinistro a giro e pallone che s’insacca sotto l’incrocio dei pali. Nel finale, l’Akragas sfiora più volte il quarto gol con Mansour e Bonanno. Espulso Colombatti per il Misilmeri.