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I carabinieri della stazione di Raffadali hanno avviato le indagini in seguito a quello che sembra essere un atto intimidatorio posto in essere nei confronti di un operaio del paese.

Ignoti, infatti, a bordo di uno scooter hanno lanciato una molotov all’indirizzo dell’abitazione dell’operaio colpendo la serranda ed esplodendo.

In quel momento fortunatamente in casa non c’era nessuno. I carabinieri hanno già sentito l’operaio.

 

Non ce l’ha fatto Carmelo Curto, l’anziano di 83 anni coinvolto in un brutto incidente autonomo lo scorso sabato pomeriggio in territorio di Castrofilippo. Curto, ricoverato d’urgenza in seguito al sinistro, è morto ieri all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì per delle complicazioni sorte in nottata.

L’incidente si è verificato sabato pomeriggio: Curto era a bordo della sua Fiat Punto quando autonomamente ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato sulla carreggiata. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno estratto l’uomo dalle lamiere. Subito dopo la corsa verso l’ospedale. Ieri la tragica notizia.

 

I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno avviato le indagini, con il coordinamento della Procura della Repubblica, circa un incendio che ha distrutto due automobili in via Alghe Rosse, nel quartiere balneare di San Leone. Il rogo è avvenuto due giorni fa.

A bruciare una Peugeot 208 di proprietà di un agente di commercio agrigentino e una Fiat Punto risultata intestata ad un’azienda. A segnalare l’incendio, che pare di natura dolosa, i residenti del quartiere che hanno avvertito rumori e odore di bruciato. Sul posto oltre i carabinieri anche una squadra di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Agrigento che hanno spento il rogo. Le due auto sono state letteralmente distrutte.

Si indaga per risalire alla causa del rogo.

 

“E’ un rogo a tutti gli effetti di natura dolosa, quello che la notte scorsa, ha distrutto cinque mezzi essenziali per il regolare e quotidiano svolgimento del servizio di raccolta rifiuti a Canicattì”. Lo ribadiscono le ditte del raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio di raccolta differenziata a Canicattì, Sea, Iseda ed Ecoin, dopo l’ennesimo attentato a strutture e mezzi delle imprese.
“Evidentemente – spiega l’amministratore unico della Sea Gianni Mirabile – e alla luce di quanto continua ad accadere periodicamente, ci viene da pensare che siamo noi aziende a non essere ben volute a Canicattì. Tutti questi episodi, stanno accadendo proprio quando la situazione del comparto rifiuti era tornata ad una sostanziale normalità a dimostrazione che c’è qualcuno a cui non piace che siamo noi a gestire il servizio”.
Gli ignoti malviventi, in questa ultima occasione, hanno incendiato due mezzi lift che servono per la movimentazione dei cassoni scarrabili e presse ed una spazzatrice di ultima generazione oltre ad altri mezzi più piccoli, proprio per mettere in difficoltà le imprese nell’espletamento quotidiano del servizio.
“Ci uniamo al grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco Ettore Di Ventura – aggiunge Gianni Mirabile – che ha chiesto aiuto alle istituzioni per quello che sta accadendo a Canicattì che si sta trasformando, pericolosamente, in una sorta di terra dei fuochi con ripercussioni gravissime per la salute dei cittadini. I roghi di rifiuti, come ormai tutti sanno, producono diossina che a sua volta provoca malattie cancerogene e mortali. La situazione è molto delicata e come aziende non possiamo che chiedere l’aiuto alle più alte autorità competenti”.

E’ fissata per il 12 dicembre la prossima udienza relativa all’omicidio di Gaetano La Corte, il 75enne affetto da disabilità psichiche, trovato morto all’interno di una comunità nel pieno centro del paese crispino. In quella data si terrà l’incidente probatorio.

I carabinieri della Compagnia di Sciacca, insieme ai colleghi della Tenenza di Ribera, per questo assassinio, hanno arrestato Salvatore Italiano, 62 anni, meccanico di Ribera. A confessare il delitto è stato lo stesso Italiano anche lui ospite della struttura.

Il giudice del Tribunale di Sciacca Antonino Cucinella ha incaricato un medico di effettuare una perizia psichiatrica su Italiano per stabilire la capacità di intendere e di volere e di stare in giudizio.

 

Cinque autocompattatori della Sea, società che si occupa della raccolta dei rifiuti, sono stati incendiati durante la notte nella statale 410, a Canicattì, in provincia di Agrigento. I mezzi erano parcheggiati all’esterno del capannone della ditta sito in contrada “Giuliana”. I danni ammontano ad oltre 300 mila euro.

Nessun dubbio sull’origine dolosa del rogo che segue di pochi giorni quello del centro di conferimento rifiuti di contrada Calandra, sempre a Canicattì, che era posto sotto sequestro.

Il sindaco Ettore Di Ventura, dopo questo episodio, aveva lanciato un appello alla Prefettura chiedendo di occuparsi del caso rifiuti a Canicattì.

Stanotte il nuovo inquietante episodio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e alcune squadra dei pompieri che hanno impiegato tre ore – dall’1 alle 4 – per spegnere l’incendio.

 

Una lite è avvenuta ieri sera nel quartiere di Piano Lanterna a Porto Empedocle.

Al culmine del diverbio un uomo di 35 anni, del luogo, è rimasto ferito al volto, sembra a causa di una coltellata sferrata da un conoscente, pare abitante nello stesso condominio.

L’uomo è stato portato in ospedale, al San Giovanni di Dio di Agrigento.

Sul posto dove è avvenuta la lite sono giunte le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini.

 

Quattro giovani, di cui due ancora minorenni, hanno perso la vita questa mattina alle prime luci dell’alba a seguito di un incidente stradale avvenuto lungo la strada statale 121 che collega Paternò con Catania, nei pressi dello svincolo di Belpasso.

I 4 viaggiavano a bordo di una Seat Leon guidata da un 48enne che è rimasto ferito e ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania.

Incerte ancora le cause del grave incidente. Sembra che l’uomo al volante abbia perso il controllo della autovettura che si è schiantata contro il guard rail.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno estratto non senza fatica i corpi dal veicolo.

Unitamente ai Vigili del Fuoco sono anche intervenuti i Carabinieri della compagnia di Paternò che hanno eseguito i rilievi dell’incidente e che adesso stanno indagando per stabilirne le cause.

Grave incidente sul lavoro nelle campagne di San Miniato, in terra toscana, dove a perdere la vita è stato un operaio di favara, Antonio Domante, 57 anni.

Il fatto è accaduto venerdì scorso e ha avuto risalto nazionale in quanto il numero di morti sul proprio posto di lavoro è in continuo aumento; in discussione, ancora una volta, la sicurezza.

Il favarese è rimasto schiacciato dal mezzo agricolo che stava conducendo e ferito dalle lame che vengono usate per tritare il legno. L’incidente mortale

L’uomo era dipendente di una ditta che aveva avuto in subappalto da Eni i lavori per la pulizia dei terreni intorno all’oleodotto e metanodotto che da Livorno arriva a Calenzano.

A dare l’allarme è stato un collega. Sul posto, nella campagna tra San Miniato e il bacino di Roffia, è arrivato anche l’elisoccorso per il trasporto in ospedale, ma per il 57enne non c’è stato nulla da fare.

La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta.