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Sono tre braccianti agricoli a bordo della stessa auto, le vittime dell’incidente stradale mortale avvenuto sulla provinciale 26 nel siracusano. Rientravano dopo una giornata di lavoro e per cause ancora da accertare, la loro auto si è scontrata contro un tir che proveniva in direzione opposta. Due uomini sono morti sul colpo, mentre il terzo è poi deceduto presso il nosocomio dove era stato trasportato.
In stato di shock il conducente del tir che però ha prestato subito soccorso.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che anno estratto i corpi delle lamiere dall’auto e per mettere in sicurezza i luoghi.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Noto, l’autovettura Nissan Primera station wagon per cause da accertare ha sbandato dopo aver percorso un rettilineo, avrebbe sbattuto contro un muretto quindi sarebbe finita nella corsia opposta nella quale stava sopraggiungendo un tir. Inevitabile l’impatto frontale.

In un primo momento non era stato possibile stabilire a quanto ammontassero i danni subiti dal Gran Cafè Nobel ad Agrigento lungo il famoso viale della Vittoria, a seguito dell’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi.

La stima dei danni, ad oggi è di circa 100 mila euro e per fortuna il danno è coperto da regolare polizza assicurativa.

Continuano intanto le indagini dei carabinieri, tornati anche sul posto, e cercano di capire cosa possa aver provocato l’incendio, da dove possa essere partita la scintilla. Nessuna notizia ancora in merito, tutto ancora è al vaglio dei carabinieri che si stanno occupando della vicenda, e non si esclude l’origine dolosa. Flebile invece l’ipotesi che sia stato un incendio scaturito accidentalmente a causa di un banale corto circuito, considerata l’entità dell’incendio e del relativo danno.

Oltre al locale, infatti, le fiamme hanno investito tavoli, poltroncine, sgabelli, gazebo e danneggiato anche mezzi parcheggiati lungo il viale. Probabilmente una mano alle indagini la daranno le telecamere di videosorveglianza che dovrebbero coprire proprio la zona in cui ha sede il Gran Cafè Nobel.

 

 

“L’imbarazzante spettacolo di rifiuti lungo le aree di sosta della Strada Statale 640 “Strada degli Scrittori” rappresenta il peggiore biglietto da visita per una provincia, come quella di Agrigento,  che vuole vivere di turismo, determinando non solo un grave danno ambientale e di immagine ma anche un serio pericolo per la circolazione dei veicoli”.

E’ quanto affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino in riferimento ai cumuli di rifiuti presenti lungo la SS 640.

Si tratta – proseguono – di  un fenomeno sempre più dilagante frutto di comportamenti scorretti e incivili che richiedono una forte azione di contrasto e atti concreti non più rinviabili.  Per garantire una gestione più efficace del problema occorre creare una task force in cui collaborino Anas, Prefettura e Comuni interessati per potenziare l’attività di vigilanza e controllo e coordinare gli interventi di rimozione e smaltimento superando, in questo modo, le diverse interpretazioni normative.

Un’attività di prevenzione e monitoraggio che non può prescindere dall’impegno di Anas di procedere all’immediata installazione di sistemi di video sorveglianza/fototrappole – peraltro presenti in diverse aree sosta di propria competenza –  che permetterebbero di individuare e sanzionare chi continuerà ad abbandonare rifiuti a bordo strada.

Confidiamo in una efficace collaborazione fra gli Enti preposti per restituire il giusto decoro ad un asse viario strategico per lo sviluppo delle attività imprenditoriali locali e il rilancio dell’offerta turistico – culturale rendendo accessibili luoghi unici al mondo”.

Intanto è stato identificato e denunciato a piede libero e dovrà rispondere all’Autorità giudiziaria del reato di minaccia. Si tratta di un tunisino di 35 anni già noto alle Forze dell’Ordine il quale sabato e domenica sera, quasi sempre nello stesso orario, è entrato in una farmacia in via Atenea ed ha chiesto con la minaccia un tipo di farmaco. Il titolare, ha cercato di dissuadere l’africano il quale, a quel punto, ha fatto vedere un proiettitile carico, calibro 12, al farmacista. Inevitabile la chiamata alle Forze dell’Ordine che, prontamente intervenute, hanno riportato la calma. Ma è stato tutto apparente perchè lo stesso fatto si è ripetuto appena 24 ore dopo.

Di nuovo la stessa scena, proiettile in mano; il tunisino, questa volta, ha anche riferito al titolare della farmacia che in passato ha incendiato qualche autovettura…

Richiamati ancora una volta i poliziotti della squadra Volanti, è ritornata la calma.

Ma questa calma quanto durerà? Sembra, tra l’altro, che il 35enne nel mettere in atto le sue minacce si trova sempre in stato di ubriachezza. Tale circostanza non spaventa soltanto il titolare della farmacia ma anche molti altri esercenti presenti in via Atenea.

 

“Mi sento bene, sono emozionato, felice. Esorto la popolazione a vaccinarsi”.
Sono queste le parole di Giovanni Vaccaro, cardiologo dell’Ospedale di Agrigento e assessore al Comunale di Agrigento che oggi ha ricevuto la prima dose di vaccino anti covid-19.
“Oggi per me e per tanti miei colleghi è un giorno storico. Sono davvero emozionato e psicologicamente più motivato e sicuro. Ricevere il vaccino è un traguardo importante. Per molti mesi abbiamo lottato contro un nemico invisibile, giorno dopo giorno e molto spesso anche disarmati”, continua il dott. Vaccaro. “Lo scopo del vaccino è quello di addestrare il sistema immunitario a riconoscere una parte di un virus. Molto spesso i vaccini contengono virus indeboliti o proteine del virus che vengono purificate. Tuttavia, spiega, un vaccino a RNA è diverso, in quanto il nostro organismo, invece di ricevere direttamente una proteina virale, riceve un frammento dell’RNA del virus stesso (quindi una parte del genoma virale) che codifica per una proteina, presente nell’involucro esterno. Tale proteina prende il nome di spike, perché simile ad una spina. Il virus la utilizza come un artiglio, per penetrare nelle nostre cellule. Quando queste istruzioni genetiche vengono iniettate nel nostro organismo, entrano nelle cellule muscolari, le quali traducono le informazioni ricevute al fine di produrre la proteina virale direttamente all’interno del nostro corpo. In parole semplici, il nostro organismo riceve le istruzioni per produrre la proteina spike, presente nella superficie esterna del coronavirus. Tutto ciò determina la produzione di anticorpi verso questa proteina, che viene riconosciuta come estranea. Quindi in caso di infezione da covid-19, il nostro organismo avrà a disposizione anticorpi contro la proteina spike del coronavirus, riuscendo così a neutralizzarlo. Siamo stati i primi, come reparto di Cardiologia ad avere ricoverato un paziente covid positivo, poi giorno dopo giorno assistevamo impauriti, ma sempre consapevoli della nostra missione, ad aumento esponenziale dei casi. Esprimo un ringraziamento al mio Direttore, Dott. Giuseppe Caramanno, per esserci stato sempre vicino, la sua presenza costante per noi è stata un collante imprescindibile. Il mio pensiero va a chi non è più tra di noi, giovani e meno giovani. Faccio un appello a tutti i miei concittadini, conclude Vaccaro, mi rivolgo ai più giovani che magari sottostimano il problema. Usate sempre la mascherina e rispettate le regole, in Sicilia si rischia una terza ondata, i dati provenienti dal dipartimento Regionale di Prevenzione non sono confortanti, fatelo per i vostri cari.”

La Regione conferma: a scuola in Sicilia tra il 7 o l’8 gennaio. I sindacati di Cgil, Cisl e Uil frenano: “Nostro dovere tutelare la salute di chi rappresentiamo”

In Sicilia la scuola si prepara per la riapertura il 7 o l’8 gennaio, ovvero le date stabilite nel calendario regionale a inizio anno, con le superiori eventualmente al 50% in presenza fino al 18 gennaio, quando, se la curva epidemiologica lo permetterà, la percentuale salirà al 75%. Così ha annunciato l’assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, che conferma la decisione presa dalla giunta Musumeci il 31 dicembre. La Regione dunque va avanti ma i sindacati frenano. “Esprimiamo forti perplessità sulle condizioni di sicurezza delle 831 istituzioni scolastiche siciliane in vista dell’imminente riapertura” – dichiarano congiuntamente i sindacati della categoria scuola di Cgil, Cisl e Uil, tra l’altro esclusi dalla quasi totalità dei tavoli prefettizi che si sono riuniti per decidere e valutare la situazione in cui si trovano le scuole in vista dell’imminente avvio delle lezioni previsto per l’8 gennaio. I sindacati aggiungono: “Chiediamo un immediato confronto con le istituzioni, col presidente Musumeci, con gli assessori all’istruzione, ai trasporti e alla sanità e con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, per approfondire le reali condizioni delle scuole, alla luce di un’emergenza sanitaria che è ancora altissima, considerato il numero elevato di decessi e di contagiati delle ultime giornate. In Sicilia gli studenti sono più di 700.000 mentre 831 sono le istituzioni scolastiche articolate in 4.102 sedi. A tal proposito tante sono le domande alle quali bisogna dare una risposta: le 4.102 sedi sono tutte sicure? Il sistema dei trasporti, le cui criticità sono ben note a tutti, è in grado di garantire quei parametri minimi di sicurezza che riguarderanno decine di migliaia di studenti? Siamo sicuri che l’articolazione dell’avvio e della fine delle attività in diversi turni, utilizzando tra l’altro gli stessi mezzi, sia la soluzione ottimale? Abbiamo il timore che si possa riproporre la stessa situazione dell’ottobre scorso, quando l’avvio del nuovo anno scolastico, dopo la lunga pausa estiva, ha contribuito a generare la seconda ondata ancora oggi in corso. Molti esperti e addetti ai lavori prevedono, dopo il 15 gennaio, una terza ondata che pare possa essere ancora più aggressiva delle prime due. Riteniamo pertanto che, per tutti gli ordini della scuola, non ci siano le condizioni per il rientro in classe. La didattica a distanza è un pessimo modo di fare scuola – concludono Cgil, Cisl e Uil – ma, nonostante ciò, al momento resta l’unica modalità perseguibile. Abbiamo il dovere di tutelare la salute di chi rappresentiamo, ci opponiamo al rientro in presenza”.

Giuliana Miccichè (Teleacras)

La Guardia di Finanza di Agrigento ha eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto emesso in data odierna dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di   EJJED Nouri, cittadino tunisino gravemente indiziato del reato di favoreggiamento personale con finalità di terrorismo.

L’uomo di 50 anni, da tempo residente in Sicilia, è accusato di aver favorito la latitanza prima e la fuga all’estero poi del ricercato internazionale Abidi Aymen, destinatario di mandato di cattura europeo, spiccato dell’Autorità Giudiziaria della Repubblica Federale di Germania, perché responsabile del delitto di tentato omicidio, commesso in Lipsia (Germania) in data 09 aprile 2020, garantendogli dapprima rifugio e ospitalità in Sicilia e poi offrendogli la possibilità di riparare in Tunisia.

Abidi Aymen, dopo i fatti di sangue di Lipsia, braccato dalle forze di polizia tedesche, era riuscito a lasciare clandestinamente la Germania, trovando rifugio in Italia, nella città di Firenze, dove, il 23.07.2020, era stato rintracciato ed arrestato (in forza del suddetto mandato di cattura europeo) da personale della locale Squadra Mobile, che lo associava poi presso la Casa Circondariale di Solliciano (FI); lo stesso, tuttavia, il successivo 17.09.2020, all’interno del palazzo di giustizia del capoluogo toscano, ove era stato tradotto per comparire dinanzi alla competente Corte d’Appello per le procedure di rito conseguenti al suo arresto, mediante l’uso di violenza, riusciva a sottrarsi alla vigilanza del personale della polizia penitenziaria ed evadere, facendo nuovamente perdere le proprie tracce.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto M. Sabella e dai Sostituti Calogero Ferrara e Renza Cescon della DDA di Palermo e condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento, hanno dimostrato che Abidi, sul finire di settembre 2020, raggiungeva la Sicilia, trovando sicura accoglienza, per oltre un mese, in un’abitazione di un piccolo centro della provincia di Trapani.

Il 28.10.2020, il ricercato tunisino veniva trasferito in un capanno ubicato nei pressi di un molo di una nota cittadina rivierasca del trapanese, da dove, il successivo 31.10.2020, nottetempo, veniva fatto imbarcare su un gommone diretto in Tunisia, poi riutilizzato per introdurre cittadini extracomunitari nel territorio nazionale.

Raggiunte le coste tunisine, Abidi veniva “preso in consegna” da un sodale dell’odierno fermato.

Nelle intercettazioni agli atti d’indagine EJJED si diceva orgoglioso, nonostante il rischio di essere arrestato, di aver assicurato la fuga all’estero di ABIDI, che rischiava di essere condannato in Germania per fatti legati ad attività terroristiche.

Il provvedimento di fermo si rendeva necessario poiché EJJED Nouri, avendo il sospetto di essere indagato e temendo di poter essere arrestato, aveva pianificato di scappare a sua volta in uno stato estero dove poteva contare sull’appoggio di propri familiari.

Era la sera del 1947 quando la mafia saccense uccise ,nel silenzio della notte , un uomo che aveva scelto con consapevolezza di vivere una vita in piedi piuttosto che in ginocchio: Accursio Miraglia. Queste parole le aveva pronunciate alla moglie che, preoccupata per la sua vita, gli ricordava le sua responsabilità di padre di  tre figli. Accursio rispondeva che la sua responsabilità era anche dinanzi a tutti i poveri della Sicilia che non avevano né le capacità economiche né culturali per reclamare i loro diritti e la loro fame di terre. Miraglia continuava dicendo che avrebbero potuto uccidere lui ma non la sua storia .

Mai parole furono così profetiche tant’è che a distanza di 74 anni siamo ancora qui a ricordare la sua figura e le sue azioni.

E  in quest’anno di Covid 19 Accursio Miraglia assurge ancora di più d’esempio perché le azioni dei singoli sono , parafrasando le parole di Maria Teresa di Calcutta, come le gocce d’acqua che formano l’oceano.

La CGIL quest’anno ha deciso di trascorrere nel silenzio delle manifestazioni questa data, ma non tacendo nelle azioni. Infatti ha scelto proprio questo giorno per inaugurare a Sciacca la nuova sede della Camera del Lavoro in C.da Perriera in via Antonio Segni n. 108 dove, con più personale a disposizione sia il Patronato INCA che il C.A.F. saranno in grado di offrire maggiori servizi. Inoltre, alle ore 11:00 il Segretario provinciale della CGIL  Alfonso Buscemi, la Responsabile della cultura e della legalità Maria Concetta Barba, accompagnati dal segretario della Camera del Lavoro di Sciacca Francesco Zammuto, si recheranno nella villetta  di via Licata a pochi passi dal luogo del barbaro assassinio di Accursio Miraglia ,dove sarà deposto un mazzo di fiori. Un gesto simbolico per ricordare  tutti quegli uomini che la Storia l’hanno costruita con le loro gesta diventando degli eroi.

1.391 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia su 7597 tamponi processati. Le vittime sono state 34 nelle ultime 24 ore che portano a 2528 deceduti dall’inizio della pandemia. I positivi sono 36.578 con un aumento di 987 casi. Negli ospedali i ricoveri sono 1367, 46 in piu’ rispetto a ieri, mentre i ricoveri in regime ordinario sono 1181, 44 in piu’ rispetto a ieri. In terapia intensiva i ricoveri sono 186, 2 in piu’ rispetto a ieri. I guariti sono 370.

I nuovi casi divisi per provincia:

A Catania 396

Palermo 295

Messina 210

Ragusa 69

Trapani 76

Siracusa 197

Caltanissetta 56

Agrigento 44

Enna 48

Così Ida Carmina, sindaco di Porto Empedocle, in attesa dello sbarco dei 50 minorenni, che verranno portati a Villa Sikania, dopo che si sarà accertata la loro negatività al covid-19: “In rotta c’era prima Pozzallo. Rifiuta Malta e non capisco come mai abbiano deciso di portarli, anziché nella zona frontaliera e vicina, da noi. Non è corretto che non vi sia un’equa distribuzione, non solo dei migranti a terra, ma anche degli sbarchi. Porto Empedocle è stata considerata, fino ad ora, una facile scappatoia per le decisioni ministeriali. Questa popolazione ha diritto di essere salvaguardata come la restante parte d’Italia. Pozzallo ha una linea diretta, con i traghetti, per Malta. Lo mettano anche qui un traghetto per Malta, si diano i giusti ristori anche a questa cittadinanza”