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Sono 133 i nuovi positivi al Covid19 registrati nelle ultime 24 ore (ieri erano 85) su 13.310 tamponi processati, con una incidenza che risale allo 1,0%. La Sicilia è al primo posto in Italia per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono 7 e il totale dei morti è 5.945. Il numero degli attuali positivi è di 5.209 con una diminuzione di 300 casi. I guariti sono 426. Negli ospedali i ricoverati sono 251, 11 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 25, esattamente come nel bollettino di ieri.

I nuovi casi per province:

Catania 39; Trapani 21; Agrigento 17; Siracusa 14; Enna 14; Caltanissetta 12; Messina 6; Palermo 5; Ragusa 5.

Raggiungere i cittadini più anziani e fragili non ancora vaccinati ovunque si trovino, anche nelle aree più isolate. Con questo obiettivo prosegue la campagna vaccinale in Sicilia con il supporto dell’Esercito.
Su input del Commissario straordinario all’emergenza Covid, generale Francesco Figliuolo, a seguito di una riunione operativa col presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si trovano sull’Isola i primi presidi vaccinali mobili, che stanno svolgendo un’attività di grande importanza sociale e umanitaria: la campagna d’immunizzazione nelle aree isolate – ossia nei paesi più difficilmente raggiungibili e dotati di presidi sanitari insufficienti – e a domicilio, raggiungendo una fascia di popolazione che molto difficilmente avrebbe accettato o semplicemente avuto l’opportunità di vaccinarsi a fronte di spostamenti, spesso difficoltosi, dal proprio domicilio. Infatti, l’obiettivo primario dello sforzo delle istituzioni condotto in Sicilia in questi giorni è la vaccinazione di over 60 e soggetti fragili, ossia delle fasce di popolazione considerate a maggior rischio di contagio, nelle aree più remote e montuose.

Vaccinazione ‘a domicilio’ in 25 piazze distanti dai centri vaccinali
L’efficace sinergia con l’assessorato regionale della Salute, la Protezione civile e le strutture sanitarie locali, ha consentito, dunque, di dare avvio all’operazione “Over-60 Sicily Tour”, uno sforzo logistico e organizzativo che prevede l’invio di un complesso sanitario in 25 “punti sensibili”, ossia piazze in Comuni distanti da presidi vaccinali e che registrano basse percentuali di soggetti fragili immunizzati. L’attività è frutto di capillare pianificazione e attento monitoraggio condotti dal Comando Militare dell’Esercito in Sicilia, interlocutore ed elemento di coordinamento con le autorità locali per conto della Struttura commissariale nazionale.

È tempo del Mare più bello, la guida annuale di Legambiente e Touring Club Italiano sui comprensori balneari più belli e sostenibili della Penisola. La ventunesima edizione, presentata oggi in diretta streaming con la partecipazione della ministra per le disabilità Erika Stefani, esce dopo un anno e mezzo di pandemia che ci ha dimostrato la fragilità di un sistema complesso e stressato come quello che abbiamo messo in piedi.
La guida di Legambiente e Touring Club Italiano, 45 tra le più belle zone balneari d’Italia
Urgono nuove strategie che facciano leva sui temi della sostenibilità, temi che, da sempre, sono tra i principi ordinatori della Guida di Legambiente e Touring Club Italiano. Il Mare più bello 2021 propone il racconto di 45 tra le più belle zone balneari del nostro Paese selezionate fra i 98 comprensori turistici valutati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e la qualità dell’ospitalità.

La Sardegna è risultata quest’anno la regione più premiata con ben sei comprensori a Cinque Vele; importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Toscana, Puglia, Campania e Sicilia.

Le località top della Sicilia sono le isole di Pantelleria (17° posto) e Salina (7° posto).
Nel complesso sono 98 i comprensori turistici messi in classifica da Legambiente e Touring Club Italiano e valutati in base ai dati sulla gestione dei servizi da parte delle amministrazioni locali e la qualità del territorio (presenza di aree protette marine o terrestri) e integrando queste informazioni con le valutazioni espresse dai Circoli locali dell’associazione e dall’equipaggio della Goletta Verde. Il giudizio attribuito a ciascun comprensorio va dalle Cinque Vele assegnate ai migliori fino a Una Vela per i territori che comunque raggiungono la sufficienza dei voti. I parametri sono divisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. La scelta degli indicatori e la loro attribuzione a differenti macroaree ha tenuto conto di requisiti chiave, definiti in ambito europeo con il contributo della rete delle ecolabel che seguono i criteri del progetto Life “VISIT”.

Anche i comprensori premiati con le Quattro Vele si possono considerare luoghi di grande eccellenza, in grado cioè di coniugare un territorio di qualità con gestione dei servizi di buon livello. Le Quattro Vele sventolano, in Sicilia, nell’arcipelago delle Egadi, nel Golfo di Noto e sul litorale a nord di Trapani.

E’ durata poco la fuga di due tunisini che ieri sera sono fuggiti dall’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove erano stati accompagnati in seguito a un malore.

I due, ospiti del Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) di Pian del Lago, mentre erano nel nosocomio in attesa degli accertamenti diagnostici sono scappati da una finestra. Entrambi sono stati ritrovati questa mattina dai carabinieri mentre camminavano a San Cataldo, in via Babbaurra.

Nel corso dell’identificazione hanno opposto resistenza ai militari dell’Arma e per questo sono stati arrestati.

Puntualmente, con l’estate, in Sicilia sono tornati, a partire dal siracusano e in molte aree, gli incendi e le previsioni metereologiche fanno temere che il peggio deve ancora arrivare”. Lo afferma Pippo Zappulla segretario regionale di ArticoloUno che, in merito alla catena di incendi, particolarmente importanti nella zona del Siracusano, con 3 roghi in appena 48 ore, punta l’indice sul Governo regionale.
“Puntualmente si sente l’eco delle promesse roboanti ma sempre più vuote del presidente Musumeci che ripete, ormai da quattro anni, e ribadisce ad ogni inizio estate. Ancora una volta dobbiamo, invece, constatare – afferma Zappulla – che nulla di serio e adeguato è stato fatto”.

Secondo il segretario regionale di ArticoloUno, “il personale del Corpo Forestale non è stato attrezzato alle esigenze, non abbiamo le squadre antincendio, non stono stati realizzati i viali tagliafuoco, non c’è traccia delle autobotti e degli altri mezzi terrestri per spegnere gli incendi, non è stata creata la struttura strategica istituzionale per
coordinare la campagna antincendio né definiti gli accordi tra tutte le forze istituzionali competenti”.

“Non si è neppure pensato a lavorare ad un serio piano per la riforestazione dell’isola come avevano correttamente suggerito i sindacati utilizzando le risorse previste dal PNRR per la difesa dell’ambiente. Musumeci non pensi di cavarsela anche quest’anno con generiche frasi indignate e promesse di grandiosi interventi. Sono improrogabili – conclude Pippo Zappulla – misure concrete per fermare la progressiva distruzione del patrimonio forestale e paesaggistico siciliano e per avviare un piano di rimboschimento. Misure concrete e non mirabolanti promesse”.

“A distanza di oltre un anno dall’ approvazione della Finanziaria 2020, il Governo regionale riesce, incredibilmente, a perdere ancora tempo per l’attivazione di una importante misura a sostegno delle imprese artigiane siciliane”. CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai non ci stanno e puntano il dito contro la Giunta Musumeci. “Non è accettabile quanto sta avvenendo – affermano i vertici delle 4 Organizzazioni datoriali – siamo di fronte ad un atteggiamento ostruzionistico di Palazzo d’Orleans, i cui effetti rischiano di essere devastanti per il già sofferente tessuto socio-economico dell’isola, sensibilmente colpito dalle misure restrittive legate all’emergenza pandemica.
Lo scontro sul Fondo ripresa Artigiani
Il terreno di scontro riguarda il “Fondo Ripresa Artigiani”, uno strumento che prevede agevolazioni a fondo perduto ed a tasso agevolato per investimenti e contributi per le imprese che hanno fatto accesso ai prestiti bancari del c.d. decreto liquidità. 40 milioni di euro che rappresenterebbero una prima, reale e concreta risposta alla necessità di ripartenza di migliaia di artigiani siciliani. Una misura disegnata proprio per le piccole imprese con non più di 5 addetti – proseguono CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai – e che è stata frutto di un confronto serrato avvenuto più di un anno fa e che dovrebbe essere gestita dalla CRIAS, soggetto strumentale della Regione Siciliana che fu individuato nella norma. Oggi, quando tutto lasciava presagire una imminente messa in campo delle agevolazioni, apprendiamo con incredulità e rammarico della scelta della Giunta regionale di procedere ad un bando esplorativo per individuare altri potenziali gestori della misura”.

Scelte incomprensibili allungano i tempi di erogazione
Una scelta incomprensibile – spiegano le 4 Organizzazioni – che allungherà inevitabilmente i tempi di erogazione delle risorse alle imprese. A questo governo chiediamo uno scatto di orgoglio, di superare questo atteggiamento stucchevole, incomprensibile e fuori luogo. È fondamentale dare fiato alle imprese e dare loro strumenti utili per la tanto auspicata ripartenza. Non comprendiamo un simile atteggiamento e siamo pronti – avvertono – a promuovere una vibrante e plateale protesta, qualora non si desse corso alla misura di agevolazioni attraverso la CRIAS senza ulteriori ed immotivati ripensamenti. Le imprese di tempo e pazienza non ne hanno veramente più”.

Ha installato sistemi di localizzazione Gps sulle auto aziendali per controllare, a loro insaputa, gli spostamenti dei dipendenti.

I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, al termine di un’attività di indagine coordinata dalla Procura di Agrigento, hanno denunciato un 65enne responsabile di una società con sede nella zona industriale in territorio di Aragona.

Il funzionario 65 enne residente in provincia di Palermo è ritenuto responsabile di avere violato le norme dello Statuto del Lavoratore per aver installato, senza le prescritte autorizzazioni da parte dell’Ispettorato Territoriale dei Lavoratori, dei sistemi di localizzazione satellitare GPS sui veicoli dell’azienda per controllare, a loro insaputa, gli spostamenti dei dipendenti. Sono state contestate anche sanzioni amministrative per oltre 1.500 euro

Ad Agrigento, al fine di rilanciare il settore della ristorazione, tra i più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia, è in corso “Agrigento Cooking Show”, un contest online organizzato dal videomaker Marco Gallo, e che coinvolge il mondo della comunicazione, quello dei fotografi, videomaker e ristoratori. Il progetto, promosso dal Comune di Agrigento e dall’Assessorato al Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, è parte della rassegna “Cortili: arte e gusto”, nata con l’obiettivo di rilanciare il centro storico di Agrigento. Sono dodici i videomaker che si sono affiancati ad altrettanti ristoranti, e che hanno raccontato un piatto tipico siciliano in un video. I tre video più votati parteciperanno alla finale dal vivo che si svolgerà questa sera, martedì 22 giugno, alle ore 21, ad Agrigento, in via Atenea, nell’atrio del Palazzo Filippini, con un cooking show che sancirà il miglior piatto tipico siciliano di Agrigento. A presentare l’evento sarà la “Iena” Silvio Schembri, e durante la serata saranno proiettati tutti i video.

Saranno consegnati domani pomeriggio, 23 giugno 2021, alle ore 16.00 nell’aula consiliare “Luigi Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento gli attestati di riconoscimento alle associazioni di protezione civile della provincia di Agrigento per l’impegno durante l’emergenza Covid-19. I riconoscimenti saranno consegnati alla presenza di S.E. il Prefetto di Agrigento, dott.ssa Maria Rita Cocciufa, e del Commissario Straordinario del Libero Consorzio, dr. Vincenzo Raffo, per l’impegno sostenuto dai volontari delle associazioni di protezione civile sia per contenere la diffusione del Covid-19 che per arginare o mitigare le conseguenti situazioni di criticità,

Saranno presenti il direttore del Settore Territorio, Ambiente e Protezione Civile dr. Achille Contino e il responsabile del servizio di protezione civile dr. Marzio Tuttolomondo, oltre ai responsabili delle venti associazioni che si sono messe a disposizione del territorio.

“Mentre vanno in scena lanci di stracci e squallide mischie, che pensavamo di avere archiviato, un drastico cambio di rotta riporta indietro le lancette dell’orologio. Intanto il Progetto Girgenti è fermo al palo. Ai gruppi di Maggioranza che si sono affrontati a colpi di comunicati stampa, vorrei ricordare che viviamo un periodo storico emergenziale sanitario ed economico e che, in tema di responsabilità e lealtà, c’è innanzitutto l’impegno che hanno assunto per il governo della città.  Anziché far emergere parola dopo parola la pochezza del dibattito politico, con la misera elencazione reciprocamente rinfacciata degli spazi di potere offerti o di quelli non concessi, sindaco e maggioranza dovrebbero occuparsi della Città. Lo facciano. Del Progetto Girgenti, per esempio, non sappiamo più nulla, a parte i lavori dell’ex Ospedale di via Atenea, peraltro appaltati e consegnati per atti precedenti. Il Progetto Girgenti finanziato per 15 milioni e 800 mila euro, prevede interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing; una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro. Non vorrei che si rischiassero di perdere questi soldi come è avvenuto con la legge 70 del 1976, quando per Agrigento erano stati destinati 25 miliardi di lire e gli amministratori del tempo furono capaci di farseli scappare. Anche allora per beghe analoghe a quelle attuali. E visto che l’orologio va all’indietro il timore è più che giustificato”.

Lo dichiara l’ex sindaco di Agrigento Calogero Firetto.