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Dopo un paio di giorni via Gioeni nuovamente in pessime condizioni

E’ una guerra impari quella che si combatte ad Agrigento fra gli operatori ecologici delle ditte del Raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio di igiene ambientale, Iseda, Sea e Seap e gli incivili che continuano ad agire in barba a qualsiasi disposizione e senso civico.
La parte a sud della Via Gioeni, dove insiste un’area incolta poco prima dell’incrocio con la via XXV aprile, si è nuovamente trasformata in pochi giorni, in una nuova discarica abusiva di ogni genere di rifiuti “grazie” all’opera costante e indefessa di incivili cittadini che continuano ad abbandonare spazzatura organica, plastica, metalli e anche elettrodomestici e oggetti di arredamento.
Solo pochi giorni addietro, gli operatori ecologici avevano bonificato l’area raccogliendo sacchetti di spazzatura lasciata ai bordi della strada, appesi alla recinzione metallica o lanciati oltre le staccionate di legno che delimitano alcune zone pericolose.
Un vero e proprio scempio a cui, sempre più spesso, le imprese sono chiamate a porre rimedio.
“Tutti i cittadini – fa appello l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – devono essere coinvolti in questa battaglia contro l’inciviltà, affiancando il Comune e le imprese per fare in modo che la situazioni migliori. Tutti noi dobbiamo controllare e segnalare episodi di malcostume e non voltarci dall’altra parte quando siamo testimoni di questa mancanza di senso civico. Noi continueremo a fare la nostra parte ma abbiamo bisogno del contributo degli stessi cittadini, solo così si potrà avere un servizio migliore e una città più pulita”.

 
Come si ricorderà’ l’ex commissario straordinario del Comune di Licata on. Maria Grazia Brandara aveva incaricato l’avvocato Stefano Polizzotto di richiedere il sequestro preventivo dei beni immobili di proprietà’ della società’ Iniziative Immobiliari SPA fino alla concorrenza della somma di €5.466.297,20 corrispondente alla pretesa creditoria a titolo di oneri concessori relativi al permesso di costruire n.76 del 20 ottobre 2006; ed il professionista incaricato aveva proceduto al deposito del relativo ricorso davanti al Tribunale di Agrigento, deducendo tra l’altro il carattere di normale onerosita’ del permesso di costruire . Si è’ costituita in giudizio la società’ Iniziative Immobiliari SPA rappresentata e difesa dagli  avvocati Girolamo Rubino, Armando Buttitta e Massimiliano Valenza, eccependo preliminarmente il difetto di giurisdizione del Tribunale ordinario in favore del giudice amministrativo , nonche’ nel merito l’infondatezza della domanda cautelare, chiedendone il rigetto per carenza dei presupposti. In proposito il Tribunale di Agrigento , condividendo le eccezioni formulate dagli avvocati Rubino, Buttitta e Valenza , ha ritenuto spettante al giudice amministrativo la cognizione della controversia , attesa la pendenza davanti al Cga del giudizio di impugnazione della sentenza con cui il TAR Sicilia aveva accolto il ricorso proposto dalla Iniziative Immobiliari avverso la determina dirigenziale con cui il Comune di Licata aveva ingiunto il pagamento della somma di € 4.928.865,93 a titolo di oneri concessori. Sussistendo un legame inscindibile fra giudizio cautelare e giudizio di merito che non consente il frazionamento della giurisdizione fra due plessi giurisdizionali diversi la giurisdizione spetta al giudice della causa pendente per il merito; il Tribunale di Agrigento ha pertanto affermato la carenza di giurisdizione del giudice ordinario, condannando anche il Comune di Licata al pagamento delle spese di lite. A questo punto il Comune di Licata potra’ o impugnare il provvedimento del Tribunale di Agrigento entro quindici giorni, o riassumere la domanda cautelare davanti al giudice amministrativo .

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato indagato dalla Procura di Agrigento che ha trasmesso i relativi atti alla competente Procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo.
    Con lui è stato indagato anche un capo di gabinetto. I reati contestati sono sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale.
    “Indagano un ministro che difende i confini del Paese. E’ una vergogna” ma “non ci fermeranno”, ha affermato Salvini parlando dalla festa della Lega di Pinzolo.
    “Tale procedura – spiega la Procura – prevista e imposta dalla legge costituzionale del 1989, permetterà con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge di sottoporre a un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell’esercizio delle loro funzioni, uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati all’articolo 4 della norma costituzionale”. Ogni eventuale valutazione dovrà essere sottoposta all’autorizzazione della competente Camera.
   

 

I tragici eventi di Genova ci hanno indotto in primo luogo a rivolgere un pensiero alle famiglie di tutti coloro che hanno perso la vita nel crollo del ponte, ma inevitabilmente ci spingono anche a riflessioni di altra natura che riguardano la sicurezza delle strade che ciascuno di noi giornalmente percorre.
Aver sentito dai principali mezzi di comunicazione nazionali la notizia relativa al “crollo del Ponte Morandi”, avrà sicuramente suscitato sensazioni particolari in tutti gli agrigentini, considerato che il Ponte Morandi di Agrigento è stato ed è, nel bene e nel male, elemento della quotidianità di ciascuno di noi.
Decisione sensata da parte dell’Amministrazione comunale e di Anas è stata quella di chiudere, a scopo precauzionale, il transito del ponte, considerati gli evidenti segni di deterioramento che alcuni elementi strutturali presentano e visibili anche ad occhio nudo.
Tralasciando in questo momento ulteriori considerazioni circa il Ponte Morandi, relative ad interventi di recupero piuttosto che eventuali demolizione con ipotesi di viabilità alternative, ciò che è certo è che i drammatici eventi di Genova devono fare alzare al massimo il livello di attenzione che occorre avere nei confronti di tutte le strutture presenti nel nostro territorio comunale che presentano caratteristiche analoghe ai ponti Morandi, per tipologie costruttive, materiali utilizzati ed epoca di realizzazione.
E’ infatti assodato che il cemento precompresso con cui sono stati realizzati molti tratti viari in sopraelevazione di strade statali presenti nel nostro territorio comunale, non può avere vita eterna; il calcestruzzo, così come i ferri di armatura, si deteriorano ed hanno bisogno di periodica manutenzione. Occorre monitorare ed ispezionare con la massima cura i tanti ponti di strade statali come la 115 e la 640, realizzati ormai qualche decennio fa e che in alcuni tratti presentano evidenti segni di ammaloramento, prevedendo periodi interventi di manutenzione.
Il mio vuole pertanto essere un invito agli enti competenti perchè attivino tutte le procedure necessarie affinchè non venga trascurato nulla nel complesso e delicato sistema di monitoraggio della strade statali, in modo da garantire l’incolumità di quanti quotidianamente le percorrono.

Jessica Lattuca scomparsa a Favara ultime news: ancora nessuna traccia della 27enne madre di quattro bambini di cui si è persa ogni notizia lo scorso 12 agosto. Del caso ieri si è occupato il programma Rai, La vita in diretta estate, che ha raccolto il disperato appello della madre e del fratello con i quali la ragazza vive. La famiglia non sa che pensare, Jessica è una brava ragazza, dedita ai figli e solo di rado allo svago. Da giorni forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari la stanno cercando, ma finora senza esito alcuno. Impiegati da ieri anche i cani, nessuna ipotesi è esclusa e si teme davvero il peggio per la sorte della giovane madre.

Ha fatto breccia nel cuore della gente la storia dei due gemellini che sono stati abbandonati  all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì e che oggi si trovano al San Giovanni di Dio di Agrigento. 

Il centro di raccolta Avuluss, al piano terra del nosocomio, ha aperto le porte alla generosità dei cittadini che si stanno dando da fare per portare doni ai due neonati che hanno poco più di 16 giorni e che, come consente la legge che ha voluto frenare il fenomeno dell’abbandono dei minori e dell’infanticidio, non sono stati riconosciuti dai genitori.

Sono anni che provo a dare risalto alle continue grida di allarme del mondo agricolo riberese. Tante volte, infatti, ho dato voce alle istanze degli agricoltori denunciando lo stato di totale abbandono delle strade rurali e le loro difficoltà nel recarsi nei poderi. Nonostante questi miei sforzi continuo a registrare il quasi totale disinteresse dell’amministrazione comunale alla risoluzione di questa problematicha.

In questi giorni, tuttavia, con piacevole sorpresa, ho appreso dalla stampa dell’inizio di una serie di iniziative programmate dalla giunta comunale che fanno ben sperare il mondo agricolo. Da quanto letto si tratterebbe di una serie di interventi volti alla manutenzione ordinaria di un numero indefinito di strade interpoderali.

Se da un lato è possibile giudicare l’iniziativa positivamente, dall’altro si può notare la artata nebulosità dei comunicati diffusi al fine di ingenerare false aspettative in quante più persone possibile. Tantissimi sono stati, infatti, gli agricoltori che incuriositi dalle notizie mi hanno contattato per conoscerne i dettagli e per sapere quali strade verranno riqualificate. Domande a cui non sono stato in grado di rispondere a causa del solito atteggiamento ostile di una maggioranza che si interfaccia con l’opposizione soltanto quando è alla ricerca del numero legale in consiglio comunale.

Sarebbe stato più corretto coinvolgere l’intero consiglio comunale in tali scelte: a Ribera non deve esistere differenza tra maggioranza e opposizione quando si parla di agricoltura!

Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto Consigliere Comunale Benedetto Vassallo

INTERROGA

l’Assessore al ramo per sapere
– l’elenco esatto delle strade rurali che verranno interessate dalle migliorie;

– i criteri di individuazione delle stesse, l’elencazione di quelle scartate con le rispettive motivazioni;

– i tempi di inizio e di fine dei lavori e il loro costo.

Si richiede risposta scritta.

Nuova eruzione sull’Etna: dal nuovo cratere di Sud-Est del vulcano attivo più alto d’Italia da ieri sera è presente un’attività stromboliana con emissione di brandelli di magna incandescente e cenere lavica e un trabocco di lava. I fenomeni, monitorati dall’Ingv di Catania, sono confinati nella zona sommitale del vulcano. I tremori nei condotti magmatici interni dell’Etna si mantengono su livelli medio-alti. L’emissione di cenere non impatta sull’attività dell’aeroporto internazionale di Catania che è operativo.
   L’attività eruttiva è ripresa con insolito vigore, esattamente in corrispondenza del Nuovo Cratere di Sud Est. Dopo il suo risveglio a partire dal mese di luglio, e una graduale intensificazione dell’attività, l’Etna ha dato inizio a un nuovo episodio di attività stromboliana con emissione di colate di lava nella notte fra il 23 e il 24 agosto 2018.
Nel tardo pomeriggio del 23, un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico ha annunciato l’inizio di una debole attività esplosiva dalla cosiddetta “bocca della sella”, che si trova esattamente a metà fra il vecchio cono del Cratere di Sud-Est e quello del Nuovo Cratere di Sud-Est. 
Questa attività è rapidamente diventata quasi continua, con lanci di bombe laviche incandescenti fino a circa 100-150 metri sopra il cratere. Poi, verso le ore 20.30 (locali), si è osservato un piccolo flusso lavico che veniva emesso da un’altra bocca del Nuovo Cratere di Sud-Est, quella ubicata sull’alto fianco orientale del cono: l’emissione di lava è stata accompagnata da sporadiche e deboli esplosioni dalla medesima bocca. 
Questo flusso si è lentamente allungato in direzione della Valle del Bove, rallentando dopo aver percorso poche centinaia di metri. Poco dopo, è iniziato però anche un trabocco lavico dalla “bocca della sella” che si è riversato sul fianco settentrionale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est. Nelle ore successive, l’attività è andata avanti senza variazioni significative. All’alba di oggi 24 agosto, l’ampiezza del tremore vulcanico ha cominciato a diminuire leggermente e l’attività stromboliana risulta meno intensa. Tuttavia, in mattinata, dopo le 9.20, è iniziata anche una continua emissione di cenere che ha alimentato un pennacchio di diverse centinaia di metri sopra il cratere. Il fenomeno eruttivo è ancora in evoluzione ed è costantemente monitorato dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Emissione di lapilli e lava, aeroporto Catania operativo

“Il post del deputato Giuseppe Bellachioma, poi smentito, impone comunque una riflessione sul valore e il peso delle parole anche su facebook. Naturale è stata la reazione di quanti hanno colto nel tono di quei contenuti la volontà di instaurare un clima intimidatorio che potesse coinvolgere la Magistratura e in particolare la Procura della Repubblica di Agrigento. Oggi va detto forte e chiaro: il braccio di ferro con l’Europa, le esigenze di propaganda o le strategie di comunicazione leghiste non possono in alcun modo giustificare il superamento di certi limiti. Sa bene anche il deputato del Carroccio che i giudici come il procuratore Luigi Patronaggio operano nel rispetto delle leggi dello Stato e la Costituzione li tutela da ingerenze da parte di ogni potere. Bene ha fatto l’ANM a definire quelle esternazioni come un’intimidazione. Quel post sarebbe stato grave e inqualificabile anche se a scriverlo fosse stato un semplice cittadino. Lo è stato molto di più perché faceva riferimento ad un parlamentare. Da sindaco rispetto il diritto di questo Governo nel voler affrontare con l’Europa il tema delle migrazioni con l’energia necessaria, ma non è ammissibile che si provi a condizionare la libertà di chiunque ad esprimersi e ad agire secondo legge, ancor più se si prova a delegittimare, pur con un vago sospetto, chi esercita le proprie funzioni”.

Un ringraziamento agli operatori ecologici della Realmarina e un appello ai cittadini affinchè contribuiscano a tenere pulita la città, sono arrivati dall’assessore comunale all’Ambiente Giuseppe Sicilia.
Attraverso il proprio profilo Facebook, l’amministratore empedoclino, è intervenuto sui lavori di spazzamento e ripulitura di diverse aree della cittadina, interessate dal triste fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti.
“Oggi – scrive l’assessore Sicilia – abbiamo visto un grande impegno per ripulire la città dai troppi rifiuti gettati in terra da cittadini che non amano Porto Empedocle. Un lavoro normale di spazzamento in queste condizioni, è sempre straordinario e richiede il triplo del lavoro. Chiedo ai cittadini di diventare protagonisti della svolta per una Porto Empedocle pulita. Un grazie special e- conclude Sicilia. Va agli uomini della Realmarina per l’impegno e gli sforzi che sono certo continueranno a mettere in campo”.
All’assessore Giuseppe Sicilia, fa eco l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi .
“Le parole dell’assessore – dice Alongi – non possono che farci piacere e ripagano in qualche misura anche il grande lavoro che gli operatori ecologici di Realmarina svolgono ogni giorno a Porto Empedocle dovendo fare il triplo dello sforzo, proprio come dice l’assessore, per un servizio che viene penalizzato molto in termini di tempi e di costi, dall’opera degli incivili che non effettuano la differenziata e non rispettano le regole. Anche noi, come Realmarina, lanciamo un ulteriore, ennesimo appello ai cittadini empedoclini affinchè si sforzino maggiormente facendo la loro parte, per migliorare e fare decollare definitivamente e per il meglio, il servizio di raccolta differenziata”.