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Ad Agrigento è morto, all’età di 65 anni, Pasquale Matracia, conosciuto da tutti come don Pasquale, titolare, insieme al fratello Totuccio, della storica trattoria “Il pescatore”. Pasquale Matracia è ricordato come persona buona, solare e affabile, animato da tanta passione per la cucina, impegnato dal 1969 nella trattoria “Il pescatore”, una ‘istituzione’ per gli amanti del pesce ad Agrigento e provincia. Negli anni ‘80, ad esempio, il pesce non era ancora congelato a bordo, e don Pasquale lanciò altri piatti come la famosa “frittata di patate”. 

Ha trasmesso la stessa passione ai figli Alessandro e Giuseppe, che hanno seguito le impronte del padre avviando altri locali e proseguendo la tradizione. I funerali si svolgeranno oggi, nella chiesa di san Gregorio, alle ore 17. Alla moglie Carmela e ai figli Alessandro, Giuseppe, Antonella, Giovanna, al fratello Totuccio e ai nipoti le più sentite condoglianze dalla redazione@sicilia24h.it 

 

La scorsa edizione dello Sciacca Film Fest finanziata dall’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana insieme ai più importanti festival e rassegne di cinema della Sicilia.

Ha ricevuto grande attenzione la decima edizione dello Sciacca Film Fest che insieme ai più importanti festival e rassegne cinematografiche siciliane, ha ottenuto un finanziamento di quasi trenta mila euro da parte dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo in base all’esito della graduatoria stipulata dal Comitato di Coordinamento dell’A.P.Q. “Sensi Contemporanei Cinema e Audiovisivo” nella riunione dello scorso 20 giugno di quest’anno.
Lo Sciacca Film Fest che nel 2017 ha festeggiato con un’edizione speciale il decennale della kermesse cinematografica saccense, è risultata essere la seconda rassegna di settore per entità del contributo subito dopo la dodicesime edizione del Sole Luna Doc Film Festival e accanto ad altre grandi manifestazioni cinematografiche siciliane come l’Efebo D’Oro e il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi.
“Una grande soddisfazione – commenta il patron della manifestazione Sino Carcappa – un contributo che inorgoglisce la Vertigo s.r.l e le associazioni Terramatta e Il Cortile che da anni investono e credono in questo festival che per la sua scorsa edizione sebbene in ritardo nella tempistica, riceve oggi un congruo riconoscimento economico. Questo finanziamento attesta che lo Sciacca Film Fest ha finalmente ottenuto la giusta considerazione da parte della Regione Sicilia ricomprendendola tra le più importanti manifestazioni di settore e riconoscendo il grande lavoro fatto in questi anni nella creazione di una iniziativa culturale che oggi rappresenta anche un intero territorio”.


Come si ricorderà alcuni dipendenti del Consorzio di Bonifica Agrigento 3, con in primis l’ex Direttore generale ing. Pieralberto Guarino, avevano proposto un ricorso giurisdizionale davanti ai giudici amministrativi per l’asserita declaratoria di nullità di alcuni provvedimenti afferenti l’approvazione dello schema tipo di Statuto dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, l’approvazione delle schema tipo di regolamento di organizzazione, la nomina dei vice direttori generali del consorzio di bonifica Sicilia Occidentale, ed altri atti connessi e conseguenziali. Si era costituito in giudizio davanti al TAR , tra gli altri, il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai ricorrenti; ed il TAR Sicilia,Palermo, sezione Prima, condividendo l’eccezione formulata dall’avvocato Rubino circa l’assenza di danno grave ed irreparabile incombente sui ricorrenti, aveva respinto la richiesta cautelare dagli stessi avanzata. Ma questi ultimi, patrocinati dall’avvocato Leonardo Palagonia del foro di Sciacca, hanno proposto appello cautelare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana, per chiedere la riforma dell’ordinanza di rigetto della sospensiva emessa dal TAR. Anche in grado di appello si è costituito in giudizio il Consorzio di bonifica della sicilia occidentale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello cautelare,reiterando l’eccezione inerente l’assenza di ” periculum in mora “, atteso che l’accorpamento dei vari consorzi di bonifica insistenti nel territorio siciliano non ha comportato alcuna modifica in merito alle posizioni giuridiche ed economiche di tutto il personale dipendente dei menzionati consorzi di bonifica. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana in sede giurisdizionale, condividendo le tesi dell’avvocato Rubino, secondo cui l’impostazione dell’ordinanza cautelare appellata si manifesta condivisibile, ha respinto l’appello cautelare proposto dai dipendenti del Consorzio di bonifica Agrigento 3; pertanto, nelle more del giudizio di merito, resteranno invariati gli assetti amministrativi e burocratici del consorzio di Bonifica della sicilia occidentale, ed in primis la nomina a direttore generale del dr. Giovanni Tomasino .

Ripartire dal Centro storico per avviare percorsi di sviluppo e riqualificazione che interessino tutta la città, fornendo a chi decide di investire nel cuore antico di Agrigento agevolazioni, incentivi e minori pastoie burocratiche.
Sono questi alcuni dei risultati emersi al termine del seminario “Ripartire dal Centro͟” promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, da quello degli Architetti e patrocinato dall’Amministrazione comunale del capoluogo. Un confronto lungo e articolato nel contesto del quale, grazie a numerosi contributi qualificati, si è cercato di comprendere cosa può essere concretamente fatto perché il centro storico torni ad essere cuore pulsante della nostra (e in altre) città.
“Gli ordini professionali hanno voluto organizzare questo momento di incontro, fuori dalla liturgia e dei riti che più volte si sono succeduti per celebrare una capacità di intervento in centro storico che poi in realtà ha mostrato tutti i suoi limiti – ha spiegato il vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri, Epifanio Bellini -. Crediamo che determinati processi debbano essere rivisti mettendo al centro la riqualificazione e la rivitalizzazione del centro storico. Questo passa ovviamente da processi normativi che semplifichino le procedure, che innalzino il valore del costruito in centro storico e consentano all’operatore privato di intervenire in sicurezza sfruttando alcuni strumenti già presenti come il cosiddetto ‘Sismabonus’, che però oggi hanno difficoltà ad essere applicati a causa di alcuni problemi endemici, ma risolvibili, del nostro centro storico”.
Il “Sismabonus”, lo ricordiamo, è una possibilità offerta dallo Stato di ottenere una riduzione significativa della tassazione sugli interventi che appunto prevedono l’adeguamento sismico degli edifici, con vari livelli di intervento e alcune opportunità specifiche. Uno strumento che rappresenta anche una opportunità ovviamente per aumentare la sicurezza del nostro centro storico.
“Se applicato a tappeto, il Sismabonus porta con sé l’effetto positivo di una diminuzione del rischio sismico dei centri storici – spiega Calogero Cucchiara, docente di Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Palermo, consigliere provinciale dell’Ordine degli Ingegneri, relatore e promotore dell’iniziativa di ieri -, ma potrebbe anche creare lavoro, non solo per i tecnici e le imprese che sarebbero occupate nelle opere di messa in sicurezza, ma per tutto il tessuto: tanti centri storici hanno fatto la loro fortuna grazie a percorsi di riqualificazione. Il Sismabonus, inoltre, è sfruttabile anche da coloro che non possono usufruire dei vantaggi fiscali perché non presentano una dichiarazione dei redditi perché possono cedere il credito alle ditte.

Sul tema delle agevolazioni economico-burocratiche è intervenuto anche don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni culturali ed Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento e del Mudia, il museo diocesano. “Il futuro del centro storico – ha detto – è certamente legato all’asse di via Duomo, dove insiste la cattedrale, segno di speranza e punto di arrivo sicuro nei percorsi di visita turistica, e l’itinerario ‘Arte e fede’, ma accanto a questo servono percorsi nuovi che se da un lato possono portare al recupero dell’esistente da un punto di vista urbanistico, dall’altro debbono fornire agevolazioni ai privati che vogliano investire nel centro storico. Per fare un esempio concreto, oggi spesso non si possono aprire dei locali in centro storico perché l’area, per propria conformazione urbanistica, non è adeguabile alle norme sulle barriere architettoniche”.
Della necessità di affiancare a questi percorsi di agevolazione economica ad un ragionamento complessivo su infrastrutture e strumenti urbanistici è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino.
“Agrigento ha un centro storico meraviglioso, ma cinquant’anni di cattiva pianificazione urbana di questa città, vuoi anche per l’evento franoso, hanno svuotato quell’immenso patrimonio artistico, sociale e culturale. Recuperarlo, come? Innanzitutto riaggregando le periferie al centro, fermando l’ormai inutile consumo di suolo per la costruzione di nuovi edifici, stilando un piano economico e commerciale dedicato alla città perché le vetrine di via Atenea tornino ad essere aperte e defiscalizzando al massimo i cittadini e gli imprenditori che vogliono investire nel centro storico. Mettendo tutti questi elementi a sistema, e recuperando la viabilità comunale e provinciale, sono convinto che il centro storico potrà ripartire”.
Al seminario presente anche il sindaco Lillo Firetto, che oltre a portare i saluti ha raccontato la genesi e la struttura del progetto “Girgenti”, che porterà alla riqualificazione di ampie parti del centro storico, visto però come “periferia degradata”, stante che il bando Statale che ha finanziato l’iniziativa era appunto dedicato ai territori in cui fossero presenti fenomeni di marginalità sociale.
“Ricordo che discutevamo di quale quartiere periferico candidare, visto che, appunto, si parlava di periferie – ha spiegato -. Non si facevano i conti con la filosofia di quel bando voluto da Renzo Piano, che esprimeva cioè la necessità di creare dei rammendi alle città. Cioè, trovare quelle aree che si trovavano particolarmente compromesse sul piano non solo infrastrutturale e urbanistico, ma anche sociale, e metterci una pezza. A questo punto abbiamo detto: dove se non in un centro storico, come quello di Agrigento, mortificato negli anni da tante cose, a partire da una mancanza di risorse che, a volte, non sono arrivate per ragioni da attribuire solo a noi stessi. Un fatto per tutti: il dotarsi di un piano particolareggiato del centro storico quando la messe importante di risorse finanziarie erano già finite altrove. Adesso l’idea che avevamo messo in campo è risultata vincente: le risorse stanno arrivando e stiamo iniziando con i cantieri”.

Lillo Firetto, sindaco di Agrigento.

La Provincia di Agrigento ha classificato 5 nuove strutture turistico-ricettive nel mese di giugno. Si tratta di 52 posti letto in più nel territorio provinciale. Nel dettaglio, le nuove strutture autorizzate sono bed and brakfast:
“La casa di Anthea” ad Agrigento in via Callicratide 64.
“Belvedere sulla Valle” ad Agrigento in via Dante 5. “Batara” Agrigento in via Ficani 34.
“Vistamare” ad Agrigento in via Belvedere 96.

E poi “Holiday Home Seccagrande”, a Ribera in via Raffaello Sanzio, come Casa per Ferie.

Inoltre è stata riclassificata la struttura ricettiva “Villa Sole” a Siculiana in contrada Torre Salsa, nella tipologia B & B.

La provincia di Agrigento dispone attualmente di 18.835 posti letto.

Smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, de-classificati come non pericolosi, nella discarica di Camastra. Notificati una cinquantina di avvisi di conclusione delle indagini.

L’ipotesi di reato è smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di Camastra, in contrada Principe, in provincia di Agrigento. Adesso la Procura della Repubblica di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini ad una cinquantina di indagati, tra persone fisiche e giuridiche. Tra gli indagati vi sono l’amministratore di Rfi, Rete Ferrovie Italia Maurizio Gentile, l’ex assessore regionale, Marco Venturi, l’imprenditore Marco Campione, presidente di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, ex amministratore di Girgenti Acque, e poi, tra le persone giuridiche, colossi come Eni, Isab, Raffineria di Gela, Fincantieri, Bonatti, l’Ilva di Taranto, Rete ferroviaria italiana fino a Girgenti Acque: attraverso società di intermediazione, impegnate nel trasporto dei rifiuti, avrebbero usufruito illecitamente della discarica di Camastra. Lo scorso 22 dicembre la discarica a Camastra è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Agrigento. Sono stati sequestrati preventivamente tutti i beni aziendali dell’impresa “A&G s.r.l.”, con sede a Camastra, che ha gestito la discarica. E per equivalente sono stati sequestrati poco più di 2 milioni di euro, e poi beni immobili, quote societarie e di altro tipo nella disponibilità degli indagati Donato D’Angelo, Salvatore Alaimo, Calogero Alaimo, Alfonso Bruno e Pasquale Di Silvestro, tutti a lavoro, con diversi ruoli, nell’impresa “A&G srl”. Nella discarica di Camastra sarebbe stata compiuta la pratica fraudolenta di de-classificazione dei rifiuti, così da ricevere e smaltire illecitamente e abusivamente nella discarica rifiuti speciali pericolosi provenienti da tutta Italia, e che sarebbero stati artatamente de-classificati come non pericolosi e smaltiti quindi con tariffe molto minori: ecco il business. E per compiere tale truffa ci si sarebbe avvalsi di un laboratorio chimico compiacente, a Catania, dove i risultati delle analisi dei campioni di rifiuto sarebbero stati manipolati. E ciò avrebbe provocato danni permanenti al territorio ed all’ambiente, e, più in genere, al sistema dello smaltimento dei rifiuti, pericolosi e non, nella provincia agrigentina. Il laboratorio di analisi a Catania è stato sequestrato a dicembre, il titolare è Giuseppe Pistone, 47 anni, di Catania, e si tratta dello “Studio Chimico Ambientale”. Marco Venturi è tra gli indagati perché amministratore di un altro laboratorio, a Caltanissetta, che, si sospetta, avrebbe anch’esso prestato il fianco alla presunta attività di manipolazione.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

 
 

Si preannuncia un grande successo per la quarta edizione di Sicilia in Bolle: a dieci giorni dall’apertura dell’evento le Masterclass di approfondimento “Spumanti Sicilia” e “Spumanti TRENTODOC, Bollicine di Montagna”, in programma domenica 1 luglio, sono già sold out. Il pubblico ha accolto con grande entusiasmo le due degustazioni tematiche, prenotando in pochi giorni dal lancio del sito tutti i posti disponibili.


Ed è ufficialmente uscita la lista dei vini in degustazione e i nomi degli ospiti che interverranno a ciascun appuntamento. Sarà presente anche il neoeletto presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, Antonello Maietta: le recenti elezioni in casa AIS hanno infatti sancito la sua vittoria, con ben 4512 voti a livello nazionale, e la sua riconferma alla presidenza di AIS Italia per il quadriennio 2018-2022.


Di seguito il programma dettagliato delle due Masterclass di degustazione:


Spumanti Sicilia – Madison Sala Mare 17:30

a cura di Pietro Caravello – Delegato AIS Messina


Vini in degustazione:

ALMERITA BRUT 2015 – Tasca d’Almerita

SAXANIGRA ROSÉ BRUT 2012 – Destro

PLANETA BRUT– Planeta

MIRA 2015 – Porta del Vento

TERZAVIA RISERVA – Marco De Bartoli

SHALAI 2016 – Vinisola


Interverranno:

Antonello Maietta – Presidente AIS Italia

Camillo Privitera – Presidente AIS Sicilia

Alessio Planeta – Presidente Assovini Sicilia

Antonio Rallo – Presidente Consorzio Sicilia Doc

Umberto Gambino – Giornalista TG2 RAI


Spumanti TRENTODOC, Bollicine di Montagna – Madison Sala Mare 19:30

a cura di Roberto Anesi – Miglior Sommelier d’Italia 2017


Vini in degustazione:

TRENTODOC MOSER BRUT NATURE 2012 – Moser

TRENTODOC CANTINA D’ISERA 1907 EXTRA BRUT 2012 – Cantina d’Isera

TRENTODOC MADONNA DELLE VITTORIE BRUT MILLESIMATO 2013 – Madonna delle Vittorie

TRENTODOC FERRARI PERLE’ 2011 – Cantine Ferrari

TRENTODOC ALTEMASI RISERVA GRAAL 2010 – Altemasi

TRENTODOC ROTARI FLAVIO RISERVA 2009 – Rotari

TRENTODOC SAN MICHAEL ROSE’ S.A. – San Michael

Interverranno:

Antonello Maietta – Presidente AIS Italia

Camillo Privitera – Presidente AIS Sicilia

Sabrina Schench – Istituto Trento Doc

Umberto Gambino – Giornalista TG2 RAI

Nell’ambito della maxi inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Montagna”, si assiste quasi ad una sorta di ping pong tra diversi gradi di giudizio nell’ambito della valutazione della ricorrenza dei gravi indizi di colpevolezza e quindi della conseguente, o meno, giustificabilità delle ordinanze di custodia cautelare emesse. Ebbene, la Cassazione, su ricorso della Procura antimafia di Palermo, ha appena annullato con rinvio quattro provvedimenti di scarcerazione, e quindi di annullamento dell’ordinanza cautelare, disposti dal Tribunale del Riesame. Pertanto, subiranno un secondo giudizio innanzi al Tribunale del Riesame Vincenzo Cipolla, 56 anni, di San Biagio Platani, Antonino Vizzì, 62 anni, di Raffadali, Luigi Pullara, 54 anni, e Angelo Di Giovanni, 45 anni, entrambi di Favara. I quattro indagati sono difesi dagli avvocati Giovanni Castronovo e Giuseppe Barba.

In Cassazione il Procuratore Generale, Stefano Rocci, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma dell’assoluzione dall’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa a favore dell’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pronunciata dalla Corte d’Appello di Catania il 31 marzo del 2017. E poi l’annullamento con rinvio della condanna a due anni, pena sospesa, per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, ma senza intimidazione e violenza. Innanzi alla Cassazione sono pendenti due ricorsi: quello della difesa, con gli avvocati Alessandro Benedetti e Filippo Dinacci, e quello presentato dalla Procura generale della Corte d’Appello. Il Pg di Cassazione ha chiesto alla Corte di dichiarare inammissibile il ricorso del Pg di Catania perché sarebbe stato presentato in ritardo. La decisione della Cassazione è attesa per settembre.