Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 471)

L’Anas ha annunciato che la prossima settimana sarà restituita al transito una delle due gallerie Spinasanta Raffadali – Agrigento, e vi si transiterà a doppio senso di circolazione. La stessa Anas ritiene ancora premature le stime sulla conclusione delle opre di manutenzione straordinaria, relative quindi in particolare all’altra galleria vietata al transito, essendo ancora irrisolte le cause che ne hanno determinato la chiusura. La restituzione parziale al traffico di una delle due gallerie asseconda le numerose richieste giunte ad Anas affinchè fosse attuata una soluzione provvisoria a rimedio dei gravi disagi che subiscono giornalmente gli utenti della strada

 

La corte d’assise d’appello di Caltanissetta ha disposto una nuova perizia psichiatrica su Giusi Savatta, la donna che, a dicembre del 2016, a Gela, strangolò, uccidendole, le sue figlie: Maria Sofia, di 9 anni, e Gaia di 7.

L’imputata venne assolta perché giudicata incapace di intendere e di volere a seguito di una perizia collegiale disposta dal gup. Gli esperti sostennero che Savatta era affetta da delirio paranoide, pur ritenendola, però, capace di partecipare al processo.

L’assoluzione non è stata impugnata dalla Procura di Gela, né dalla Procura generale di Caltanissetta che, con la pg Fabiola Funari sostiene l’accusa in appello. La parte civile – si è costituito il marito- ha impugnato il verdetto ai fini civilistici, dunque,solo per l’eventuale risarcimento del danno e ha chiesto la nuova perizia. All’istanza non si è opposta la pg Furnari. L’udienza è stata rinviata al 4 dicembre per il conferimento dell’incarico ai periti.

 

 

Il gip del Tribunale di Agrigento Luisa Turco ha convalidato gli arresti di Gerlando Volpe, 35 anni di Agrigento, e Angelo D’Antona, 33 anni di Raffadali, arrestati dalla Squadra Mobile di Agrigento in flagranza di reato.

Se in un primo momento l’accusa era quella di ricettazione adesso il capo di imputazione è stato riqualificato in estorsione.

La vicenda nasce da una denuncia presentata nei confronti di Volpe che, in breve tempo, viene messo sotto controllo attraverso cimici all’interno dell’automobile. Il denunciante, prima di concludere l’affare, ha fotocopiato le banconote per il riconoscimento attraverso i numeri seriali.

La difesa ha annunciato ricorso al Riesame.

Dopo aver violato la misura del divieto di frequentare gli stessi luoghi dell’ex moglie la Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un 33enne agrigentino accusato di picchiare e maltrattare l’ex moglie.

 La vicenda è stata ricostruita dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Simona Faga che ha chiesto il processo per il 33enne. Sarà il Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco a dover decidere su tale richiesta il 7 gennaio.

A carico dell’uomo è scattata una denuncia e l’applicazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla consorte, provvedimento che, in seguito, è stato annullato, anche se a carico dello stesso vige la misura di sicurezza della libertà vigilata con prescrizioni.

L’udienza è stata fissata per il prossimo 7 gennaio.

Brucia l’auto di proprietà di una donna di 40 anni nel quartiere di Monserrato, ad Agrigento. A fare la scoperta la stessa proprietaria della Kia Picanto che è stata avvolta dalle fiamme.

Sul posto una squadra di Vigili del Fuoco partiti dal vicino comando di Villaseta e gli uomini della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento. Avviate le indagini per risalire alla natura del rogo.

Anche se non sono state trovate tracce di liquido infiammabile che possano far pensare a un atto doloso, tutte le ipotesi al vaglio sono valide. Nessuna pista è esclusa dagli investigatori.

Il processo si sta celebrando davanti il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Katia La Barbera che ha rinviato l’udienza all’11 gennaio. In questa data, molto probabilmente, verrà escusso proprio l’imputato Salvatore Moncada, difeso dall’avvocato Piero Giglio.

L’imprenditore è stato mandato direttamente a giudizio, senza passare per l’udienza preliminare, dal Pubblico ministero Carlo Cinque, oggi in servizio a Monza, per l’ipotesi di reato di violenza privata.

Salvatore Moncada, infatti, come scrive il Pm,  è accusato di violenza privata poiché “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in qualità di legale rappresentante della Moncada solar equipment S.r.l. e della M&A Rinnovabili S.r.l. mediante minaccia consistita nell’intimare il licenziamento in tronco di Luigi Siracusa, Antonino Firetto e Vincenzo Cipolla dalla Società M&A Rinnovabili S.r.l. se non avessero accettato di prestare la propria attività lavorativa alle dipendenze della Moncada solar equipment S.r.l. costringeva i lavoratori della prima delle due società citate ad accettare l’assunzione presso la Moncada solar equipment S.r.l. e il conseguente trasferimento della sede lavorativa da Porto Empedocle a Campofranco. Fatto commesso in Agrigento il 30 aprile 2012”.

La denuncia è del 2014.

In una udienza precedente due testi sentiti  confermato di essere conoscenza della vicenda che vede come presunta parte lesa Antonino Firetto e Vincenzo Cipolla e Luigi Siracusa, all’epoca dei fatti dipendenti della M&A Rinnovabili S.r.l.

Moncada ha sempre dichiarato che, invece di licenziare, avrebbe proposto il trasferimento ai tre che avrebbero anche avuto un compenso maggiore per consentire gli spostamenti in auto.

 

Probabilmente si trovava in uno stato di ubriachezza quando Calogero Falzone, 33 anni di Porto Empedocle, ha prima chiesto due euro al piantone della Questura di Agrigento salvo poi aggredire i poliziotti.

 Per Falzone sono scattate immediatamente le manette ai polsi per resistenza a pubblico ufficiale. Nei confronti dell’uomo il giudice Gianfranca Infantino non ha ritenuto necessario applicare alcuna misura.

Al momento Falzone si trova ricoverato in ospedale.

A seguito della protesta del segretario provinciale della UILPA Vigili del Fuoco di Agrigento Antonello di Malta che si era isolato sull’isola deserta di Lampione per 5 giorni, il Sottosegretario Stefano Candiani mantiene l’impegno ed incontra Di Malta insieme ad una delegazione composta dal Segretario Generale Alessandro Lupo e da altri componenti della Segreteria Nazionale.
Subito e senza mezzi termini le tematiche più calde: riconoscimento della specificità del Corpo che non può essere retributivamente o normativamente inferiore agli altri ; previdenza complementare, assunzioni, assicurazione per gli infortuni e le malattie professionali, copertura assicurativa per le responsabilità derivanti dall’attività istituzionale e risorse aeroportuali.
Dopo diverse ore di confronto arriva finalmente la svolta! “Il Sottosegretario – dichiara DI MALTA – si impegna ad inserire questi punti nelle priorità di Governo affinché si possano dare in tempi brevi, a tutti noi Vigili del Fuoco, quelle risposte che attendiamo ormai da troppo tempo. Sul tavolo già le prime cifre e gli strumenti per finanziare gli interventi in favore dei Vigili del Fuoco, di cui ci riserviamo di verificare le coperture finanziarie prima di esprimere un primo parere.”

Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche le problematiche relative al Comando di
Agrigento ed anche in questo caso il Sottosegretario ha assunto il preciso impegno di
individuare sin dal prossimo concorso gli strumenti più adeguati per risolvere il
problema degli organici di Lampedusa, oltre ad intervenire con il Presidente della
regione Sicilia nell’attivazione di una apposita convenzione con la compagnia aerea
DAT DANISH AIR TRANSPORT e valutare le problematiche dei vincitori residenti del
concorso a 250 posti .
“Il Sottosegretario si è dimostrato inoltre particolarmente sensibile alla problematica dei
ritardi nei pagamenti; riteniamo infatti che il problema retributivo dei Vigili del Fuoco non può
essere ulteriormente aggravato da ritardi che non sono in alcun modo giustificabili.”
Continua DI MALTA – “ siamo soddisfatti della disponibilità data dal sottosegretario sui temi
nazionali ma soprattutto per l’inserimento di una riserva posti per le isole al prossimo
concorso, il sottosegretario entro Natale sarà in visita a Lampedusa – continua ancora DI
MALTA – ritengo questi impegni una Vittoria della UILPA vigili del fuoco, sarò vigile ma
soprattutto pronto a ritornare sull’isola se dalle parole non arriveranno i fatti ! “ – conclude
DI MALTA – Voglio ringraziare tutti i miei colleghi sparsi su tutto il territorio nazionale per il
sostegno, la vicinanza e l’affetto che mi ha fatto pervenire continuamente nei giorni di
maggiore difficoltà avuti sull’isola di Lampione”

 

Il siciliano Tommaso Sciara è stato eletto vicepresidente nazionale di Ance Giovani con delega alle Relazioni industriali, dall’assemblea nazionale che ha rinnovato i vertici del gruppo all’interno dell’Associazione dei costruttori edili. È uno dei sette vice che fanno parte della squadra del nuovo presidente nazionale dei Giovani costruttori, Regina De Albertis.

Tommaso Sciara, 35 anni, di Agrigento, imprenditore di terza generazione, attivo nell’azienda di famiglia dal 2002, dove ricopre ruoli di management e sviluppo, è laureato in Economia aziendale e bancaria alla Luiss di Roma e nel 2011 ha conseguito un master in Internazionalizzazione.

Presidente dal 2012 del gruppo Ance Giovani di Agrigento, presidente dal 2016 dell’ente bilaterale Esiea Cpt Agrigento e dal 2014 componente del comitato di gestione della Cassa edile di Agrigento, Tommaso Sciara è stato vicepresidente vicario di Ance Sicilia Giovani dal 2013 al 2016.

«Il mio impegno – dichiara Tommaso Sciara – è anzitutto supportare la neo Presidente  nazionale  Regina De Albertis nel realizzare il programma di lavoro individuato. L’obiettivo è quello di contribuire ad avviare verso un futuro più promettente il settore dell’edilizia, che può uscire dalla crisi e diventare il motore trainante dell’intera economia, soprattutto in Sicilia dove in passato è sempre stato la spina dorsale della crescita regionale. Tante sono le cose da fare per  recuperare e garantire migliori condizioni di lavoro, per le imprese ed i lavoratori, ed è da qui che inizieremo il nostro mandato cercando di far bene».

Un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di agrigentini questa mattina davanti al gip Stefano Zammuto, ha raccontato che, affidato al padre nel periodo estivo per problemi di salute della madre, sarebbe stato picchiato dal genitore.

 “Avevo perso il telefonino, e mio padre arrabbiato mi ha preso a schiaffi e pugni”, racconta così il bambino.

La vicenda risale al periodo di luglio. La madre, dopo aver notato i lividi, avrebbe  portato in ospedale il bimbo per essere medicato e gli furono refertati traumi e lividi guaribili in sei giorni.

Da qui la decisione di denunciare l’uomo, il quale è stato messo sotto inchiesta per l’accusa di lesioni aggravate.

Il piccolo, dopo la denuncia, è stato ascoltato in aula durante l’incidente probatorio. Adesso sarà la neuropsichiatra infatile Marta Calderaro ad occuparsi dell’attendibilita dei fatti raccontati dal piccolo. La visita si terrà il 19 novembre.