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Sono stati ripartiti, con un decreto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, i 350 milioni di euro stanziati dal decreto sostegni bis per garantire l’avvio dell’anno 2021/2022 in sicurezza. Per la Sicilia in arrivo 32.848.720,32 milioni di euro.

Si tratta di risorse che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa. I fondi si potranno utilizzare anche per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica. Si potranno acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.

Con il decreto firmato, ora al vaglio degli organi di controllo, viene resa nota la somma a disposizione di ciascuna scuola. L’assegnazione dei fondi avverrà nei prossimi giorni insieme all’invio di una apposita nota che il Ministero dell’Istruzione fornirà alle scuole con le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse. Sarà previsto un supporto attraverso l’help desk per l’emergenza.

Incidente mortale: un uomo di 33 anni originario di Paceco perde la vita. Viaggiava sulla statale 115 a bordo di una moto in compagnia della moglie di 31 anni che è rimasta ferita. I due si sono scontrati con un’auto, una Skoda guidata da un uomo di 77 anni. Il marito è morto sul colpo, la donna è stata soccorsa e trasportata all’ospedale. Soto shock l’automobilista. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e sanitari del 118.

Recentemente aveva detto che non si sarebbe ricandidata alla carica di sindaco di Montevago. Nelle scorse ore Margherita La Rocca Ruvolo ha cambiato idea. Al nostro Telegiornale chiarisce che sono intervenute delle condizioni che le impongono di tornare in corsa in vista delle elezioni amministrative del 10 ottobre. “Ci sono tanti progetti che ho iniziato e mi sembra giusto chiedere ai miei concittadini se vogliano che sia io a portarli a termine”, ha detto la La Rocca Ruvolo.

Sarà disponibile da questa sera presso i locali tecnici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento un gruppo frigo supplementare utile ad integrare l’efficienza dell’impianto di climatizzazione ospedaliero e a fronteggiare le eccezionali ondate di calore registrate in questo periodo. Attraverso una procedura urgente di noleggio ed installazione, l’apparato tecnologico ausiliario è adesso in fase di connessione e permetterà di colmare alcune criticità dell’impianto centralizzato dovute prevalentemente alla vetustà delle apparecchiature. Già la scorsa settimana, in coincidenza con le più alte temperature esterne, il Servizio Tecnico dell’ASP di Agrigento aveva avviato un intervento di manutenzione straordinaria. A seguito del perdurare di alcuni malfunzionamenti si è scelto di intervenire tempestivamente attraverso la dotazione ausiliaria del nuovo gruppo frigo. Il Servizio Tecnico ha comunque già avviato lo studio preliminare per ottenere una soluzione definitiva della problematica attraverso un globale intervento di adeguamento dell’intero impianto di climatizzazione ospedaliero.

“Rammarica la situazione dei parcheggi intorno alla Valla dei Templi.

Ho prontamente segnalato la vicenda al Sindaco il quale mi riferisce che già da mesi lavora ad una soluzione che è in dirittura d’ arrivo.
Questa Amministrazione ha tutta l’intenzione di restituire il parcheggio di Cugno Vela alla Cittadinanza ed al Parco. Purtroppo il parcheggio di Cugno Vela è una annosa e dolente vicenda di questa Città. Il Sindaco Micciche’ lavora da tempo per trovare una soluzione, il cui prossimo step dovrebbe vedere la luce  tra un paio di mesi.
Nelle more della riapertura del parcheggio di Cugno Vela, mi scuso con cittadini e turisti per eventuali disservizi, mi impegno a seguire l’iter amministrativo, e faccio un accorato appello a tutti: senso civico e prudenza alla guida, soprattutto nelle strade adiacenti la Valle dei Templi.

Infine invoco l’intervento del Libero Consorzio e del Prefetto, al fine di attuare, insieme al Comune di Agrigento,  una strategia sinergica per implementare la sicurezza stradale ad Agrigento.”

Continuano serrate le indagini sull’uccisione di Salvatore Lupo, freddato a colpi di pistola all’interno di un bar situato nella via IV Novembre, in centro. Chi ha sparato viene considerato un killer professionista. Di lui non vi sono tracce, ancora.

Intanto, vi è un messaggio dell’ex moglie della vittima, Giusi Barba, affidato all’avvocato Salvatore Pennica. “Provo disperazione e dolore. Sono madre di due ragazzi orfani e figlia di un padre che secondo gli inquirenti è sospettato di averli resi orfani”. Domenica sera, poche ore dopo il delitto dell’ex presidente del consiglio comunale, la prima perquisizione è stata fatta proprio a casa del suocero di Lupo, Giuseppe Barba.

Recentemente erano sorti pesanti contrasti in famiglia dopo la separazione della coppia. “Con mio marito non andavo d’accordo, ma volevamo superare i contrasti, per i figli. Mio padre ha cresciuto mio figlio ed io mi rifugio nella preghiera”. Una parola, la donna la rivolge proprio al figlio Calogero, che si era schierato con il padre: «Spero di riabbracciarlo e prego Dio di darmi la forza di resistere».
Domenica, il suocero di Lupo è stato sottoposto anche allo Stub, per verificare se avesse sparato. Ma non è emerso nulla. E l’inchiesta coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto Salvatore Vella resta contro ignoti.

Lupo è stato ucciso da un colpo in testa e uno sotto la spalla destra, mentre era davanti al bancone dell’American snack bar. Poi il killer è fuggito. Non è ancora chiaro se c’era un complice ad attenderlo in via IV Novembre.

Sulla vicenda vige l’omertà. Nessun testimone ha offerto indicazioni, nessuno ha risposto all’appello degli inquirenti a rompere il muro di omertà che avvolge Favara. E, adesso, dopo i primi sospetti, l’inchiesta guarda oltre i contrasti in famiglia. Si scava negli affari di Lupo, che gestiva tre residenze per anziani in provincia di Agrigento, e anche alcuni bed & breakfast. L’ex presidente del consiglio comunale era sempre a caccia di nuovi investimenti. E anche per questo si era fatto tanti nemici in città. Persino in famiglia.

Negli ultimi mesi la vicenda della separazione dalla moglie, con cui aveva condiviso la gestione delle residenze per anziani. Erano sorti pesanti contrasti economici sul patrimonio costruito negli ultimi anni: la donna e il padre si erano rivolti all’avvocato Pennica per denunciare Lupo alla procura di Agrigento. Diverse le contestazioni mosse, fra cui appropriazione indebita, ma anche stalking nei confronti dell’ex moglie. Era stata tentata una mediazione legale per la divisione del patrimonio.

Poi, un mese fa, il padre dell’ex moglie di Salvatore Lupo era stato aggredito da genero e dal figlio. Proprio nel bar dove è accaduto l’omicidio. Il suocero aveva però scelto di non presentare denuncia. Ecco perchè domenica i carabinieri erano andati subito a casa sua, ritenevano che avesse consumato una vendetta. Ma, al momento, non c’è alcun riscontro a questo sospetto.

Il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Vittorio Spoto, invita i passeggeri (circa sei) che hanno viaggiato ieri, martedì 17 agosto 2021, sull’autobus della ditta Salvatore Lumia in servizio lungo la tratta che è partita alle ore 14.25 circa da via Roma a Siculiana in direzione Agrigento, a mettersi in contatto con il Dipartimento di Prevenzione ASP attraverso il contatto telefonico mobile 339.6738639 oppure ai fissi 0922/407173, 0922/407536 o 0922/407572.

L’invito, a scopo precauzionale, deriva dalla necessità di fornire comunicazioni agli interessati stante che un altro passeggero presente sullo stesso bus di linea è risultato positivo al Covid-19.

Sono 997 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore nell’isola a fronte di 15.038 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza sale al 6,6% ieri era al 4,6%. La Sicilia rimane al primo posto per contagi giornalieri in Italia.  Gli attuali positivi sono 19.717 con un decremento di altri 232 casi. I guariti sono 1.204. Gli ultimi decessi registrati sono 25, ma solo uno è stato registrato ieri, gli altri 24 sono ‘recuperi’ dei giorni precedenti. Il totale delle vittime è di 6.172 persone. Sul fronte ospedaliero sono adesso 701 i ricoverati, 17 in più rispetto al giorno precedente mentre in terapia intensiva sono 80 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 148, Catania 161, Messina 18, Siracusa 114, Ragusa 174, Trapani 85, Caltanissetta 139, Agrigento 85, Enna 73.

Lo statuto non consente proroghe o deroghe. E così Giovanni Lombardo, al termine di due mandati pieni e consecutivi, lascia la guida della CNA di Raffadali.  Ha passato il testimone a Filippo Inglima che, all’unanimità, è  stato eletto presidente della locale sede. Alla seduta, che si è svolta in un clima di rinnovato entusiasmo, hanno partecipato i vertici provinciali della Confederazione: il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto. Presente il segretario regionale, Piero Giglione.

Tutti hanno avuto parole di elogio e di apprezzamento per il presidente uscente, al quale sono stati riconosciuti serietà, impegno e lavoro nell’interesse del tessuto produttivo raffadalese. Giovanni Lombardo, nel ripercorrere gli 8 anni di presidenza, ha parlato di “esperienza assolutamente positiva che certamente – ha detto con un pizzico di commozione –  lascerà il segno nel mio percorso umano e professionale”. Ha voluto poi ringraziare quanti, colleghi imprenditori e struttura amministrativa, lo hanno accompagnato e sostenuto durante il doppio mandato. CNA Raffadali riparte tra conferme e new entry.

Un mix opportunamente ponderato per rilanciare le attività a sostegno degli artigiani, delle imprese, dei pensionati e dei cittadini che usufruiscono dei servizi di Caf e Patronato. “Mi rendo conto della responsabilità del ruolo affidatomi – afferma il neo presidente Filippo Inglima –  sono lusingato per avere ricevuto la fiducia da parte dei componenti dell’assemblea, ai quali va il mio sincero ringraziamento. Farò di tutto per svolgere al meglio questo incarico e per rappresentare, come sede sub territoriale, le istanze e gli interessi degli associati CNA”. Di Natale, Spoto e Giglione hanno augurato buon lavoro a Filippo Inglima e a tutti i dirigenti, chiamati, a vario titolo, ad offrire il proprio contributo. Fanno parte dei nuovi organismi: Enzo Di Stefano, Rosetta Tuttolomondo, Giuseppe Pane, Francesco Curaba, Stefano Curaba, Enzo Bartolomeo, Giovanni Maragliano, Piero Burgio, Giovanni Lombardo, Giuseppe Gazziano, Daniele Marchica, Fabio Bruno, e Giovanna Maragliano.

Il coordinatore di Legacoop Sicilia Agrigento – Palermo – Trapani, Domenico Pistone, rivolge apprezzamento, come movimento cooperativistico, verso l’operazione della Guardia di Finanza che ha appena smascherato, sul territorio nazionale, circa 700 false cooperative. Pistone afferma: “Ai militari della Guardia di Finanza esprimiamo gratitudine e riconoscenza per l’operazione che sicuramente ha il merito di ripristinare regole di mercato e principi di legalità. Queste imprese, abusando in modo illecito dello status di cooperativa, hanno, non solo falsato le regole del mercato utilizzando e sfruttando i propri lavoratori, ma hanno soprattutto offeso la vera cooperazione animata da autentici valori come mutualità e solidarietà, che ogni giorno, grazie al lavoro ed all’impegno dei propri soci, contribuisce alla crescita ed allo sviluppo della nostra economia. Facciamo nostro l’appello del Presidente Nazionale di Legacoop e Presidente dell’ACI, Mauro Lusetti, che va nella direzione di dotare il nostro Paese di una normativa, a sostegno della quale abbiamo raccolto le firme nel 2015, in grado di contrastare, in modo efficace, attraverso regole e controlli, la diffusione delle false cooperative, colpevoli di utilizzare i benefici della cooperazione falsando il mercato e sfruttando i lavoratori. In proposito chiederemo anche l’istituzione di una Commissione d’inchiesta – conclude Domenico Pistone.