La tesi di Nicastro, sostenuta in giudizio dall’avvocato Girolamo Rubino insieme con l’avv. Giuseppe Impiduglia, secondo cui l’Amministratore Delegato di una (qualunque) società non avrebbe alcun potere decisionale né verso l’interno né verso i terzi,secondo i giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Palermo dè stata rigettata, con la sentenza n. 1378/2019 del 01.07.2019, in accoglimento della tesi sostenuta dagli avvocati Filippo e Michele Pellitteri e Vincenzo Vitello, con la seguente motivazione: “La ratio della norma in esame va, infatti, individuata nell’esigenza di
tutelare la libera determinazione dell’elettore e di garantire la “par condicio” dei candidati, evitando che il particolare ruolo ricoperto dal soggetto in competizione elettorale possa metterlo in una situazione di indebito vantaggio, determinativa di captatio voti e, in tal senso, l’amministratore delegato, per i suoi poteri amministrativi
e decisionali all’interno della struttura assume una posizione di particolare prestigio, simile a quella del legale rappresentate che impersona l’ente.
Nella specie, trattandosi di struttura gestita da una società cooperativa, cui deve trovare applicazione la norma in materia di società di capitali, è fuor di dubbio che la figura dell’amministratore delegato sia sovrapponibile a quella dirigenziale, spettando allo stesso la gestione dell’impresa. Peraltro, come si rileva dal certificato camerale e dalla visura della società (e quindi prescindendo dal documento depositato dagli appellanti solo in questo grado di giudizio) non può contestarsi che al Nicastro fossero
state demandate funzioni sostanzialmente dirigenziali, in ragione delle ampie deleghe (tutte le operazioni di ordinaria gestione; stipulare e risolvere contrati; assunzione e licenziamento di personale; riscuotere e quietanzare; ecc.) e dei poteri rappresentativi dell’ente conferitigli (rappresentanza in giudizio innanzi alla P.A., ecc. )”.
Il sig. Nicastro, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha in sostanza tentato invano di andare esente dalla responsabilità verso gli elettori per aver sostanzialmente falsato la par condicio dei contendenti giovandosi illegittimamente del vantaggio rappresentato dalla captatio benevolentiae dell’elettorato, ossia della iniqua possibilità di raccogliere voti discendente dalla notorietà, quanto meno fino al momento dell’espressione del voto, della sua carica di Amministratore Delegato di una RSA, in quanto tale attributario di poteri di gestione a
360 gradi della società, fra cui quello di assunzione, licenziamento, sottoscrizione di contratti con enti pubblici, ecc.
La Corte d’Appello di Palermo, Prima Sezione, in definitiva “dichiara che Gioacchino Nicastro non era eleggibile alla carica di Sindaco del Comune di Casteltermini e, per l’effetto, annulla la delibera n. 38 del 25 giugno 2017, pubblicata il 10 luglio 2017, con cui il Consiglio Comunale di Casteltermini ha convalidato la sua elezione, dichiarandolo decaduto dalla predetta carica;sostituisce, nella carica di Sindaco del Comune di Casteltermini, GioacchinoNicastro con Filippo Pellitteri, nato a Palermo il 16 dicembre 1977, che ne ha diritto”.
“Chi la dura la vince” recita il detto popolare. A questo punto il sig. Nicastro farebbe bene ad utilizzare il risultato giudiziario
, conclude Pillitteri, per
consentire, fin da subito, l’avvio di un serio processo di cambiamento, di cui il Comune di Casteltermini ha estremo bisogno.
Dopo 24 mesi di dura ed efficace opposizione in Consiglio Comunale, in attesa di una sentenza di giustizia, abbiamo centrato il segno e siamo pronti a governare Casteltermini al meglio, cercando per quanto possibile di riparare le rotture e storture prodotte dal sistema Nicastro in appena due anni di governo cittadino con un unico obiettivo: tentare di fermare lo stillicidio di giovani in fuga e ridare priorità agli interessi della comunità e del bene comune. Ringrazio i colleghi Consiglieri Comunali, gli attivisti ed i simpatizzanti del MoVimento 5 Stelle cittadino, gli elettori-ricorrenti che hanno supportato coraggiosamente il ricorso contro Nicastro, i Portavoce M5S di tutti i livelli istituzionali per il supporto che ci hanno dato in questi due anni di opposizione e tutti i cittadini di Casteltermini che,insieme a noi, hanno atteso, chi per un verso chi per l’altro, questa liberatoria sentenza.”