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La Portavoce cittadina di Fratelli d’Italia, Paola Antinoro, interviene sulle misure anti assembramento davanti ai locali ed afferma: “E’ corretto che le istituzioni si preoccupino del nostro benessere e che noi stessi dovremmo fare di tutto per tutelare la salute dei nostri figli, dei nostri anziani e la nostra salute e, in merito,  dobbiamo dare atto che gli agrigentini e tutti gli abitanti della nostra provincia hanno dimostrato tanto buon senso e spirito di sacrificio e di rispetto per disposizioni che hanno limitato la loro libertà e messo in ginocchio le loro attività.

Ciò premesso, riteniamo che nell’assumere decisioni che hanno forti refluenze  sulle nostre libertà individuali, necessita trovare dei punti di equilibrio che concilino la tutela della salute pubblica con la necessità di un minimo di ripresa economica e di tutela di chi, in questi ultimi mesi, ha visto andare in fumo un progetto di vita .

E’ sicuramente condivisibile che si diano dei limiti alla possibilità di asporto e consumo in aree pubbliche di alcolici, ma non è condivisibile che gli stessi non possano essere consumati da chi usufruisce di locali che danno la possibilità di sedersi nel rispetto delle norme di distanziamento, come trovo non condivisibile la chiusura di questi ultimi entro le ore 24.

Vogliamo far rilevare che la stessa città di Milano, che sicuramente è stata pesantemente e maggiormente colpita dal contagio del coronavirus, non ha adottato misure cosi stringenti.

Fratelli d’Italia invita il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a volere rivedere parte della propria decisioni conciliando la tutela della salute pubblica con la tutela del benessere sociale ed economico della citta e della provincia tutta”.

La stretta anti-movida dalla Prefettura di Agrigento con limitazioni su vendita ed orari segnerà la fine di molte attività. Proprio in questa fase di ripartenza, dove in molti stanno provando a riaprire i loro punti vendita, rischia di dare la mazzata finale e portare i commercianti verso il baratro.

Così Francesco Picarella, presidente di Confcommercio della Provincia di Agrigento commenta i provvedimenti adottati nel Comune di Agrigento e aggiunge:

“Chiediamo quindi un intervento da parte del sindaco a favore della categoria tanto più che ancora una volta ci aspettavamo che tali misure si concertassero con le associazioni di categoria che invece non sono state interpellate.  E’ evidente che come Associazione di categoria non ci possiamo permettere di perdere di vista l’obiettivo della sicurezza sanitaria, che rimane una priorità visti i rischi tuttora presenti e, come previsto proprio dalle norme, abbiamo fatto opera di informazione e formazione a tutti gli associati invitando i titolari dei bar e dei ristoranti a rispettare e far rispettare in maniera puntuale le prescrizioni previste dal Protocollo sanitario del settore. Gli esercenti stanno lavorando in una condizione complicatissima di grande difficoltà operativa ed economica, non possiamo permetterci ulteriori restrizioni”.

“Agrigento non è Milano, e, soprattutto, Agrigento non è territorio non soggetto alle iniziative legate alla ripartenza post emergenza covid adottate dai governi nazionale e regionale”.

Così il candidato sindaco, ed ex sindaco, di Agrigento, Marco Zambuto, interviene a seguito del provvedimento di stop alla vendita di alcolici alle 21 e di chiusura dei locali entro le ore 24 che sarà in vigore per tutto il mese di giugno ad Agrigento.

Zambuto aggiunge: “Come può il governo nazionale incentivare le riaperture degli esercizi commerciali e quello locale, invece, tagliare in tronco ogni possibilità di ripresa? Garantire il distanziamento sociale non puo’ e non deve tradursi con l’impedire ai locali la vendita di alcolici dopo le 21 ed una serrata imposta alle 24. Se al loro interno i locali sono in grado di garantire tutte le norme di sicurezza, con le dovute precauzioni (riscontrabili dalle forze di Polizia), devono poter lavorare. Chi tra tanti sacrifici ha deciso di riaprire ha la mia massima solidarietà! L’attuale amministrazione è responsabile di una  nuova e grave, se non mortale, batosta economica che i commercianti non dovrebbero subire. Se questa misura è adeguata per Milano non significa che lo sia per Agrigento. Concludo ribadendo massimo rispetto per le forze dell’ordine che hanno maggiori difficoltà nel far rispettare le giuste distanze nei luoghi pubblici e non in quelli privati”.

Nell’operazione denominata “Waterfront” coordinata dalla DDA di Regio Calabria e dalla Guardia di Finanza che ha interessato 63 persone molte delle quali vicine al clan Piromalli, sono coinvolti anche alcuni imprenditori della provincia di Agrigento.

Agli arresti domiciliari sono finiti anche gli imprenditori di Santo Stefano di Quisquina Vito La Greca, di 39 anni e Alessio La Corte di 36.

Altri due imprenditori coinvolti sono di Cammarata; si tratta dell’ex consigliere comunale Filippo Migliore, 50 anni e Francesco Migliore di 59 anni.

Il personale della locale Squadra Mobile dava esecuzione ad un Ordine di Esecuzione per la Carcerazione per cumulo di pene, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena – Ufficio Esecuzioni Penali a carico di un cittadino tunisino J. A., classe’97, per l’espiazione del cumulo della pena residua di anni 5, mesi 7 e giorni 17 per i reati di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza a Pubblico Ufficiale e falsa attestazione ad un Pubblico Ufficiale sulla identità personale. Informata A.G..

Nella stessa giornata, personale della Squadra Mobile, procedeva all’arresto dei seguenti cittadini extracomunitari ai sensi dell’art. 10, comma 2 ter e quinques D.L 286/98, poiché, destinatari di decreto di respingimento, rientravano in Italia entro i previsti tre anni dall’effettivo rimpatrio: R. H., tunisino classe’98 e K. M., Tunisino classe ‘97, entrambi destinatario di decreti di respingimento emessi dal Questore di Agrigento. I predetti, come disposto dal Magistrato di turno, venivano sottoposti agli arresti domiciliari presso il C.A.S. “Villa Sikania” di Siculiana (AG).

Personale della Squadra Mobile, procedeva altresì all’arresto dei seguenti cittadini extracomunitari ai sensi dell’art. 13, comma 13bis D.L 286/98, poiché, destinatari di decreto di espulsione, rientravano in Italia entro i previsti cinque anni dall’effettivo rimpatrio: T. S., tunisino classe ‘91, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Agrigento; T.A., tunisino classe ‘81, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Ragusa; B. A.,  Tunisino classe’95, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Bolzano e J. A. tunisino classe ‘97, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Modena. I predetti, ad eccezione di J., tradotto presso la Casa Circondariale di Agrigento, come disposto dal Magistrato di turno,  sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso il C.A.S. “Villa Sikania” di Siculiana (AG).

In data 27 maggio 2020, in Canicattì (AG), personale del locale Commissariato di P.S. dava esecuzione all’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa in data 27.05.2020 dal Tribunale di Agrigento – Ufficio del G.I.P. a carico del ventenne, pregiudicato per reati predatori, G.S., nato a Roma, in atto sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, in quanto riconosciuto colpevole del reato di evasione. Il predetto, dopo gli adempimenti di rito, veniva condotto presso la Casa Circondariale di Agrigento ove rimane ristretto a disposizione dell’A.G. procedente.

L’assessore all’Ambiente e all’ecologia Nello Hamel informa che il problema della raccolta dei rifiuti nella località di Zingarello è stato avviato a soluzione. Nella prima fase, partirà da oggi, giovedì 28 maggio, un furgone con un addetto alla raccolta che sosterà nell’area dov’erano posizionati i cassonetti stradali per consentire ai residenti di conferire i rifiuti secondo il calendario della differenziata. L’orario di conferimento sarà dalle ore 10.30 alle ore 12.00 di tutti i giorni tranne la domenica. Contestualmente si procederà alla bonifica della discarica che si era creata attorno ai cassonetti stradali, che saranno rimossi. il gestore del servizio curerà inoltre il posizionamento a Zingarello di un gazebo dove saranno fornite tutte le informazioni utili e dove saranno distribuiti i mastelli agli utenti che abitano in questa frazione. Per la consegna dei mastelli si dovrà compilare un’autocertificazione e consegnare una copia del documento di riconoscimento e del codice fiscale.

Si svolgerà il 29 maggio dalle 11:00, in videoconferenza sulla piattaforma ZOOM, il convegno per la presentazione dei risultati dell’Indagine sul benessere soggettivo e l’alimentazione ad Agrigento. Il convegno è organizzato dal finanziatore della ricerca, PLEF e vedrà la partecipazione della Presidente della Cabina di regia “Benessere Italia”, organo di supporto Tecnico-Scientifico del Presidente del Consiglio ed ha la finalità di sostenere, potenziare e coordinare le politiche e le iniziative del Governo italiano per il Benessere Equo e Sostenibile (BES).

La ricerca è svolta dall’Università degli studi di Palermo, è coordinata dal Responsabile scientifico, professore Gaetano Gucciardo, docente dell’Ateneo di Palermo, del Corso di Studio in Servizio Sociale con sede ad Agrigento. I lavori hanno impegnato per circa due mesi in città dodici intervistatrici e intervistatori che hanno rilevato le opinioni di un campione probabilistico dei cittadini di Agrigento sul benessere soggettivo e l’alimentazione.

La ricerca è nata grazie allo straordinario riconoscimento ricevuto dalla città per due suoi ristoratori che hanno ottenuto il primo e il secondo posto nella speciale graduatoria per la ristorazione virtuosa, i ristoranti Ginger People & Food (primo classificato) e Terracotta (secondo classificato) ed è stata realizzata grazie al finanziamento previsto per il primo classificato del premio Bezzo. Il premio Bezzo è finanziato dal sistema cooperativo CRAI ed è organizzato da PLEF e dai suoi partner AIQUAV e AREGAI.

La ricerca è stata effettuata nel quadro della “Convenzione per la collaborazione scientifica tra il Polo territoriale universitario di Agrigento e l’Associazione Planet Life Economy Foundation (PLEF)”. Anche in questa occasione, la presenza dell’Università ad Agrigento si conferma punto di forza per il territorio. PROGRAMMA Introduzione Emanuele Plata – Presidente Planet Life Economy Foundation Presentazione della ricerca Gaetano Gucciardo – Senior Researcher Università di Palermo (polo territoriale di Agrigento dell’Università di Palermo) Commenti alla ricerca Enza Laretto – CTS AREGAI-Terre di benessere Matteo Mazziotta – Consigliere AIQUAV Lillo Firetto – Sindaco di Agrigento Domande e risposte Conclusioni Filomena Maggino – Presidente AIQUAV e Cabina di Regia “Benessere Italia.

DDA e Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno effettuato decine di arresti in diverse regioni italiane per smantellare un intreccio criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici. Il sodalizio era stato creato per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘ndrangheta. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro.

L’operazione, coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e denominata ‘Waterfront’, e’ l’epilogo delle indagini sull’ ala imprenditoriale dei Piromalli, la cosca che opera nella Piana di Gioia Tauro. 

Dagli accertamenti, infatti, è emersa l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati. Sono 11 i funzionari pubblici coinvolti.

I provvedimenti cautelari e i sequestri sono scattati in Calabria, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, in Sicilia tra Messina, Palermo, Trapani e Agrigento, in Campania a Benevento e Avellino, in Lombardia a Milano e Brescia e nelle province di Alessandria, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.

DDA e Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno effettuato decine di arresti in diverse regioni italiane per smantellare un intreccio criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici. Il sodalizio era stato creato per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘ndrangheta. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro.

E’ stato pubblicato  sul sito internet (sez. “In evidenza”) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento l’avviso del bando relativo alla sottomisura 4.1 “Sostegno ad investimenti nelle aziende agricole” (Azione 1, asse 4) attuata sulla base del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sicilia – PSR Sicilia 2014/2020, approvato a suo tempo dalla Commissione Europea (PO FSE Sicilia 2014-2020). La dotazione finanziaria del bando è di 40.000.000,00 di euro, di cui  24.200.000,00 in quota Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. Per la prima volta è prevista, nella stessa dotazione, una riserva di 2.000.000,00 di euro per interventi nelle isole minori. Si tratta di finanziamenti destinati all’ammodernamento del sistema produttivo agricolo ed agroalimentare attraverso il sostegno alle imprese che realizzano investimenti per il miglioramento aziendale e della qualità dei prodotti agricoli e zootecnici, riduzione dei costi di produzione e miglioramento delle condizioni di produzione ed allevamento compatibili con le necessità dell’ambiente e del paesaggio, e riposizionamento delle stesse sui mercati.

Il bando, molto atteso dagli agricoltori siciliani, prevede un contributo massimo di 300mila euro per ciascun progetto, con contributo in conto capitale del 50% a cui si aggiunge un ulteriore 10% nel caso di investimenti realizzati da giovani agricoltori. Numerose le possibilità riservate ai beneficiari per lo sviluppo e l’ammodernamento delle aziende agricole: acquisto di nuovi macchinari e attrezzature, nuovi impianti colturali, acquisto di terreni agricoli nei limiti del 10% della spesa totale ammissibile, e altro ancora.

Il termine massimo di presentazione delle domande scadrà il prossimo 15 ottobre 2020, esclusivamente tramite il portale SIAN alla Regione Siciliana, Dipartimento Regionale Agricoltura.

La prima sezione quater del TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato da un agrigentino aspirante allievo agente della Polizia di Stato che era stato escluso dalla graduatoria del concorso per l’assunzione di 1.148 Allievi Agenti.

In particolare, i giudici amministrativi dopo aver ammesso con riserva il giovane, difeso dagli avvocati Vincenzo Caponnetto, Michele Melfa e Alfonso Neri,  alle prove di accertamento dei requisiti fisici, hanno dichiarato con ordinanza “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone: ‘purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 2049 del citato codice dell’ordinamento militare’ per contrasto con gli articoli 97 e 3 della Costituzione”.

Più precisamente, la vicenda ha avuto inizio con il concorso pubblico per il reclutamento di 893 agenti di Polizia indetto, con decreto del 18 maggio 2017, dal Ministero dell’interno. Tra i requisiti per la partecipazione al concorso era previsto un limite massimo di età pari ad anni 30 ed il possesso del titolo di studio della licenza media inferiore. Nella graduatoria definitiva del concorso, oltre ai vincitori, erano collocati tutti i candidati che avevano riportato almeno la sufficienza nella prova scritta, ma non erano stati convocati, per mancanza di posti disponibili, alle ulteriori prove selettive. Si trattava quindi di candidati non ancora idonei, non avendo essi completato la selezione concorsuale, ma potenzialmente interessati ad eventuali provvedimenti di scorrimento della graduatoria, qualora si fossero resi disponibili ulteriori posti da coprire senza l’espletamento di un nuovo concorso.

Nel corso della procedura selettiva, veniva modificato il Regolamento che stabilisce i requisiti di partecipazione ai concorsi pubblici per l’accesso alla qualifica di agente di Polizia diminuendo il limite di età per l’accesso al suddetto da 30 a 26 anni.

Successivamente, veniva disposta l’assunzione degli agenti della Polizia di Stato mediante scorrimento della graduatoria limitatamente ai soggetti risultati idonei alla relativa prova scritta d’esame e secondo l’ordine decrescente del voto in essa conseguito purché in possesso del nuovo requisito di età da ultimo modificato.

Di conseguenza sono stati esclusi tutti coloro che, nel frattempo, avevano superato il limite di età di 26 anni, tra cui il ricorrente assistito dagli avvocati Caponnetto, Melfa e Neri.

Il TAR Lazio in accoglimento della tesi difensiva ha rilevato come la limitazione dello scorrimento della graduatoria ai soggetti in possesso del nuovo requisito di età (26 anni e non più 30) si traduce nell’introduzione di un criterio di selezione non previsto dal bando e soprattutto dopo la formazione della relativa graduatoria.

La graduatoria, in sostanza, è stata modificata a posteriori, in modo da escludere dall’assunzione numerosi candidati utilmente classificatisi in base al criterio a beneficio di altri candidati, meno meritevoli, stando ai criteri di valutazione concorsuali, ma più giovani di età. Modificare le “regole del gioco” mentre la “partita” è in corso determinerebbe la violazione della par condicio dei partecipanti e del principio di tutela dell’affidamento.

Il Tar Lazio quindi, in accoglimento delle tesi difensive degli Avv. Caponnetto, Melfa e Neri ha sospeso il giudizio ordinando l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e la relativa comunicazione alle parti costituite, al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.