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“La pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del colle San Gerlando su cui sorge la cattedrale di Agrigento è un passo avanti importante che fa ben sperare sulla conclusione definitiva di una vicenda che si trascina ormai da diversi anni. Ringrazio il presidente della Regione Nello Musumeci, che ha seguito personalmente l’iter progettuale, per aver mantenuto l’impegno assunto con gli agrigentini. L’auspicio è che dopo l’aggiudicazione dell’appalto possano partire al più presto i lavori che consentiranno di rendere il duomo di Agrigento pienamente fruibile”.

Lo scrive in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo.

Siamo profondamente amareggiati per l’odierno incidente d’Aula. Ancorché si possa trattare di una incomprensione, sono però inaccettabili le parole con le quali è stata etichettata la presidente del nostro gruppo parlamentare Eleonora Lo Curto, di cui conosciamo l’onorabilità, la serietà e la correttezza. Una donna che è in politica e nelle istituzioni con specchiata moralità, tanto da costituire un esempio per il generoso impegno che sempre profonde nell’attività parlamentare”. Lo affermano i deputati regionali dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo, Danilo Lo Giudice, Vincenzo Figuccia e gli assessori Mimmo Turano e Alberto Pierobon.

“Probabilmente Gianfranco Miccichè è felice di essere divenuto il leader dell’opposizione a Palazzo dei Normanni, ma questa inedita funzione non giustifica il linguaggio con il quale da presidente dell’Assemblea si permette di offendere un deputato nel legittimo svolgimento della sua funzione parlamentare apostrofandola con parole inqualificabili. Ho sempre stigmatizzato quanti trascendono nel dibattito d’Aula, ma oggi mi sento profondamente offesa e delusa. Sebbene io sia profondamente convita che Miccichè sia già pentito in me prevale l’amarezza rispetto a quanto è accaduto che mi segna anche sul piano umano. In piena emergenza Covid-19, con il mio emendamento, avevo pensato di rendere funzionale per i bambini e i visitatori un museo multimediale regionale all’interno del Parco archeologico di Marsala, dove insiste anche la nave romana che lì volle allocare il compianto assessore Sebastiano Tusa. In un momento in cui un ministro dell’Istruzione pensa di aprire solo i cortili delle scuole ai bambini, io ho pensato ad aprire un museo ai bambini marsalesi permettendo il distanziamento sociale e potenziando anche il turismo culturale intraregionale che per ora è l’unico possibile, con un intervento di appena 100 mila euro che in una finanziaria da un miliardo e mezzo non poteva costituire e non doveva costituire un problema. In questi giorni ho visto passare sotto i miei occhi emendamenti milionari e non posso accettare che venga definita una marchetta una proposta per riaprire una struttura regionale. Il presidente ha preferito piegarsi alla volontà di parte dell’opposizione”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“La Regione ha accolto le nostre richieste a tutela degli studenti fuori sede siciliani, esclusi nella precedente delibera. A seguito dell’approvazione dell’emendamento in Commissione Bilancio dell’ARS, è arrivato il voto da Palazzo dei Normanni: per merito del nostro gruppo parlamentare regionale della Lega Sicilia per Salvini Premier nella persona del Capogruppo On. Antonio Catalfamo, al quale volgiamo un particolare ringraziamento, durante la finanziaria è stata approvata la norma, da noi voluta, che concede un contributo straordinario “una tantum” di 500 euro per ciascuno studente, per il pagamento dei canoni di locazione”.

A sottolinearlo è Lega Giovani per bocca di Giuseppe Miccichè e Alessandro Lipera, rispettivamente coordinatori dei giovani leghisti per la Sicilia occidentale e per la Sicilia orientale.

“Apprezziamo – affermano – che il Governo e l’Assemblea Regionale Siciliana abbiano opportunamente preso atto della questione da noi sollevata, e che abbiano provveduto, tempestivamente, a porvi rimedio, dando prova di grande buonsenso. Questa vittoria, che per noi è una grande soddisfazione in quanto interessa in prima persona giovani come noi, altro non fa che accrescere la nostra voglia di metterci in gioco e di farci portavoce di istanze che riguardano tutti i nostri giovani conterranei, indipendentemente dal colore politico. È per questo che, con tanta voglia e motivazione, continueremo a lottare per questi giovani che, come noi, vedono e vogliono la Sicilia nel loro futuro”.

“È in corso una fase di gestazione e di discussione che sembra utile e speriamo che sia foriera di risposte concrete in tempi ravvicinati per artigiani, commercianti e tutte le partite iva,  che stanno subendo pesantemente gli effetti del lockdown. Come ho già detto giorni addietro, assieme a 8000 sindaci di Anci consegnerò simbolicamente le chiavi degli esercizi commerciali e artigianali della città al Governo nazionale.  Rappresentano la spina dorsale della nostra già precaria economia. Hanno bisogno di risposte celeri. Purtroppo a causa di rischiosi assembramenti, vietati dal Dpcm, che hanno richiesto l’intervento della Polizia e in particolare della Digos, oggi davanti al Municipio la manifestazione concordata di consegna delle chiavi non ha avuto il suo auspicato e più corretto svolgimento. Ma l’intento è stato tutto rispettato. In una situazione così difficile e di fragilità del nostro sistema sociale ed economico l’unità può renderci più forti.  L’iniziativa è stata  finalizzata alla plateale e simbolica consegna delle chiavi sostenuta  dal sindaco e da Anci. Anche altri commercianti, avendo appreso in ritardo della manifestazione, avrebbero voluto partecipare. Possono stare certi che sono stati comunque rappresentati dal primo cittadino e lo saranno anche dopo il lockdown.  Ai tavoli di crisi nazionale e regionale cui sto partecipando come Anci, si susseguono da giorni quelli  di Agrigento con tutti i rappresentanti dei settori produttivi. Una straordinaria occasione di confronto e di dialogo nel comune interesse di una ripresa più rapida e rassicurante  possibile”.

Questa mattina insieme ad una cinquantina di commercianti e ristoratori siamo stati nella piazza del Municipio di Agrigento per la consegna delle chiavi delle nostre attività, così come previsto dall’iniziativa promossa dall’Anci a cui il nostro sindaco ha aderito. Dispiace costatare che il sindaco non ha voluto però incontrare i commercianti per sentire il loro malumore e per dare loro una parola di conforto. Per paura di assembramenti, il sindaco è andato subito via lasciando tutti noi con l’amaro in bocca. Tanto che alcuni hanno ritenuto opportuno riprendere le chiavi e tornare a casa.

Ad affermarlo sono Francesco Picarella Presidente provinciale di Confcommercio  e Gabriella Cucchiara presidente del Fipe.

Anche l’emendamento sull’editoria incluso sula Manovra in discussione a Palazzo dei Normanni è stato approvato. Concesso dunque lo stanziamento di 10 milioni di euro da destinare al mondo dell’informazione.

“Era doveroso che si pensasse anche a misure di sostegno per l’editoria giornalistica, la quale è garante delle libertà fondamentali della democrazia. Penso a cosa sarebbe stato questo lungo periodo di restrizione a causa dell’emergenza sanitaria, senza la certezza dell’informazione, senza il lavoro di tanti addetti ai lavori della carta stampata e del mondo digitale che oggi ricevono il giusto riconoscimento per il  lavoro profuso. Tutta la filiera dell’informazione è un bene prezioso, il sale di uno Stato di diritto, che perciò va tutelato”. Lo afferma il Capogruppo di Forza Italia al Parlamento siciliano, on. Tommaso Calderone, che a nome del partito esprime compiacimento per il contributo destinato al mondo dell’editoria e del giornalismo.

“Mentre gli altri riducono le tasse ai loro cittadini dando un aiuto alla comunità, Ad Agrigento il sindaco infierisce contro gli altri, continua a riscuotere l’indennità al massimo consentito e il Consiglio comunale rimane, come al solito, inerme.”

Il grido di protesta lo lancia Giuseppe Di Rosa presidente del Movimento Mani Libere. Di Rosa continua:

Tanti comuni e tra questi Ravanusa e Sambuca di Sicilia hanno già deliberato la riduzione di tasse. Questi due centri dell’Agrigentino, invece di parlare e parlare, hanno ridotto le tasse ai loro cittadini dando un segnale forte alla comunità. Ad Agrigento, invece, il sindaco inveisce contro gli altri, contro il governo regionale, contro quello nazionale. Anche contro chi, come noi, gli ricorda che né lui né il Consiglio comunale stanno facendo qualcosa per i cittadini mentre continuano a riscuotere le indennità nella misura massima consentita. La giunta Firetto è la più costosa della storia del comune di Agrigento. Addirittura ha reagito male in consiglio quando qualcuno glielo ha fatto notare, sostenendo che lui e la sua giunta meritavano quel compenso. Ora neppure una pandemia, un evento che sta mettendo in ginocchio il Mondo e ad Agrigento il tessuto commerciale e sociale, sono riusciti ad ammorbidire le tasche di chi, continua a intascare dal Comune l’indennità, come se nulla fosse.

Di Rosa conclude: “Continua a chiedere alla gente comune, alle imprese, alla Regione, al Governo nazionale. Chiede, chiede, chiede. Ma lui e la sua Giunta non sono stati disponibile a dare nemmeno un piccolo contributo per la sua città e i suoi cittadini”.

“Giù le mani dalle stabilizzazioni dei precari dell’Asp di Agrigento”.
A due giorni dall’annuncio da parte dell’Azienda sanitaria provinciale dell’avvio del percorso di stabilizzazione, è la Cisl Fp attraverso la segretaria generale delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito, e il responsabile del Dipartimento sanità pubblica e privata Giovanni Farruggia, ad intervenire perché questo importante risultato non si trasformi in merce da campagna elettorale.
“Le operazioni – dicono – giungono al termine di un lungo impegno di confronti tra il direttore generale di Alessandro Mazzara, il dirigente Risorse umane Beatrice Salvago e tutte le sigle sindacali firmanti il Ccnl del comparto Sanità. Non comprendiamo quindi quale dovrebbe essere stato il presunto impegno della politica agrigentina, che anzi non ha contribuito, per quanto di propria competenza, al raggiungimento di questo risultato storico che darà finalmente sicurezza e stabilità a 130 lavoratori dopo anni di precariato”.
Ad essere stabilizzati saranno, alla fine, una unità di categoria B, novantacinque unità di categoria C, e dieci unità di categoria D.

Alcune discipline sportive si preparano per ricominciare l’attività. Per il momento naturalmente solo allenamenti individuali e con tante prescrizioni da rispettare.

L’attività sportiva nell’ordinanza della Regione Siciliana viene consentita in forma individuale, ovvero con un accompagnatore per i minori e le persone non autosufficienti, compresa la pesca sportiva, a patto che si mantengano le distanze.

Via libera a circoli, società e associazioni, autorizzati allo sport purché in luoghi aperti. L’ordinanza cita, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alcune discipline: tennis, ciclismo, canoa, canottaggio e vela, equitazione, atletica e golf.

I club dovranno comunicare all’Asp l’inizio delle attività e autocertificare il possesso di alcuni requisiti che verranno fissati da una circolare dell’assessorato alla Salute.