Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 466)

01/04/2019
Destinatari:
A tutte le strutture

La conversione in legge del Decreto-Legge 28gennaio 2019, n.4, recante Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, proposto dal Governo conferma le criticità di fondo già rilevate all’approvazione del decreto. In questa nota riprendiamo sinteticamente le principali, a cui seguirà nei prossimi giorni una lettura più dettagliata della legge.

Per quanto concerne il Reddito di Cittadinanza la misura conferma il rovesciamento dell’impostazione del Reddito di Inclusione – che viene superato – e si caratterizza come provvedimento prevalentemente lavoristico, che non considera adeguatamente la povertà come una condizione complessa e multidimensionale cui rispondere con una pluralità di interventi integrati e multidisciplinari da parte dei servizi pubblici territoriali – in particolare dei Servizi Sociali Professionali – volti a favorire l’inclusione sociale dei nuclei beneficiari.

Ai Comuni non viene riconosciuto il ruolo prioritario nella presa in carico – spostato sui Centri per l’Impiego – né il ruolo di attivatore, nell’ambito di una programmazione regionale che viene ridimensionata, del sistema integrato di servizi territoriali al fine operare una valutazione preliminare dei bisogni e di elaborare, in caso di bisogni complessi, un progetto di inclusione sociale personalizzato e multidimensionale.

La scarsa attenzione alla multidimensionalità della povertà è comprovata da diversi elementi. Su tutti: le misure sono rivolte ai componenti maggiorenni, trascurando, dunque, i bisogni dei minori -a cominciare da quelli educativi-, non si tiene adeguatamente in considerazione la presenza di soggetti disabili all’interno del nucleo, e risultano penalizzate le famiglie più numerose.

A queste criticità strutturali si aggiungono gli inaccettabili e discriminatori requisiti richiesti ai cittadini stranieri e un’articolazione dei criteri di accesso e del beneficio erogato iniqua nei confronti delle famiglie numerose e prive di patrimoni mobiliari o immobiliari.

Quanto al tema dell’offerta congrua la norma determina ingiustificate diversità di trattamento tra i beneficiari di RdC e la generalità dei disoccupati. La revisione dei parametri della distanza dalla residenza rispetto al luogo di lavoro proposto, per i primi risulta essere infatti molto più penalizzante.

Anche in materia di condizionalità, ovvero per le condizioni per le quali scatta la decadenza di parte o dell’intero sussidio, vengono introdotte diversità di trattamento. Infatti, mentre per i beneficiari della NASPI è prevista la possibilità di poter ricorrere, avverso le sanzioni irrogate dell’Inps, al “Comitato ricorsi di condizionalità” istituito in seno all’ANPAL, per i beneficiari di RdC non resta altro che la possibilità onerosa del ricorso amministrativo.

Allo stesso modo non convince affatto la previsione che l’assegno di ricollocazione, venga sospeso per tre anni per i disoccupati ordinari a favore dei soli beneficiari del RdC, in quanto entrambe le platee hanno necessità simili per collocarsi o ricollocarsi.

La condizione prevista dalla “condizionalità” in virtù della quale al beneficiario del RdC è fatto obbligo di dare la propria disponibilità a partecipare ad attività di pubblica utilità predisposti dai Comuni per non meno di 8 ore settimanali, elevabili fino a 16 previo consenso, preoccupa sia perché nei fatti l’imposizione di un lavoro gratuito si traduce nel “far pagare“ agli stessi percettori il loro sussidio economico del RdC, sia perché di fatto rischia di sostituire lavoro vero e proprio. In ultimo il rischio di replicare esperienze degenerate nel corso degli anni come per le LSU e LPU appare in tutta la sua evidenza.

Nel RdC assumono un peso rilevante le misure di politiche attive implementate però al solo fine della sua piena realizzazione e trascurando la loro vocazione più generale.

La misura, inoltre, sembra attribuire, nel contrasto alla povertà, un ruolo prioritario all’avvio al lavoro come risolutivo di tale condizione, senza tenere in considerazione che già oggi molti lavoratori sono poveri e che il nostro mercato del lavoro ha quote significative di sommerso o di nero. Per questo riteniamo che una misura di sostegno al reddito non possa essere scollegata dal tema della offerta di lavoro e dalla sua qualità.

Mentre risulta positiva la ritrovata centralità riservata ai CPI e l’aumento delle loro dotazioni organiche, rimane del tutto irrisolto il tema della loro scarsa dotazione strumentale, dell’assenza di un sistema informativo unitario, della necessità di avvio di un piano generalizzato di formazione, rimandando la soluzione di tali temi ad un Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’Impiego e delle Politiche Attive da attuare in collaborazione con le Regioni. Appare quindi irrealistico che in pochi mesi si possa determinare le condizioni per una capacità di risposta e di presa in carico che il decreto suppone.

Riteniamo del tutto ingiustificabile come ANPAL Servizi possa assumere 3.000 precari nelle forme di Co.Co.Co. e contemporaneamente non dia soluzione alla precarietà dei suoi 654 lavoratrici e lavoratori assunti con contratto a tempo determinato o di collaborazione da dieci anni.

Infine sulla prevista possibilità di poter stipulare il Patto di formazione per i beneficiari di RdC anche da parte dei Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, che per norma non erogano formazione ma bensì la finanziano, a differenza di quanto fanno gli Enti di formazione accreditati, va detto che questa risulta essere anche totalmente in contrasto con la loro natura di associazione tra parti sociali ai sensi dell’ Art. 118 della legge 388/2000.

Sul Reddito di Cittadinanza, dunque, non possiamo che confermare le criticità manifestate in prima lettura. L’interlocuzione con la maggioranza di Governo, nel corso dei lavori parlamentari, nonostante le proposte avanzate, non si è, purtroppo, tradotta nei correttivi che reputavamo necessari a correggere l’impostazione iniziale. Rimane quindi la necessità di mantenere alta l’attenzione nei territori sia sull’andamento delle domande e del riconoscimento dei beneficiari che sull’andamento della presa in carico, con l’obiettivo di monitorare l’andamento della misura anche al fine di proporre interventi correttivi.

Per quanto riguarda invece “quota 100”, pur consentendo a molti lavoratori un accesso anticipato alla pensione nel prossimo triennio, per il sindacato rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio descritto nella Piattaforma unitaria di CGIL, CISL e UIL che si è provato a tratteggiare in una serie di emendamenti che, purtroppo, non hanno trovato alcun riscontro nelle decisioni del Governo e nell’iter parlamentare di conversione del decreto, nonostante gli impegni assunti dal Sottosegretario del Ministero del Lavoro Claudio Durigon, durante l’incontro sulla previdenza con i Segretari Generali, dello scorso 25 febbraio.

I dati diramati dall’INPS confermano che quota 100 rappresenta un’opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate ma è decisamente meno accessibile ai lavoratori del settore privato del Sud e del tutto insufficiente per le donne, per i lavoratori con carriere discontinue o occupati in particolari settori produttivi caratterizzati da stagionalità o appalti, come quello agricolo o dell’edilizia, nei quali è difficile trovare un lavoratore con 38 anni di contributi.

Aver reintrodotto il meccanismo delle finestre è penalizzante, in particolar modo per i lavoratori del settore pubblico poiché per loro la finestra di accesso alla pensione è di 6 mesi. Sono penalizzati anche coloro che svolgono una delle 15 categorie di lavori gravosi oppure usuranti poiché il blocco dell’incremento per aspettativa di vita sulla pensione anticipata per questi lavoratori era già previsto e, invece, ora, per effetto delle “finestre”, devono attendere 3 mesi per ottenere il primo assegno pensionistico.

Il blocco sino al 2026 degli incrementi automatici dell’età pensionabile per le pensioni anticipate è un primo passo nella giusta direzione ma la finestra mobile di 3 mesi pospone la decorrenza della pensione e ne depotenzia l’effetto positivo.

Il tema dell’aspettativa di vita andrebbe visto nel suo complesso, non in modo parcellizzato, bisognerebbe superare la doppia penalizzazione che i lavoratori subiscono per effetto del contemporaneo aumento dell’età e la reversione dei coefficienti di trasformazione del calcolo contributivo della pensione.

La proroga solo fino al 2019 dell’Ape sociale, non è sufficiente, questa misura sarebbe dovuta essere prorogata fino al 2021, allineandola alla sperimentazione di “quota 100”, nell’attesa di una riforma più strutturale e organica che superi definitivamente la Riforma Fornero e renda strutturali le tutele previste a favore di quelle categorie.

L’anticipo del trattamento di fine servizio dei lavoratori pubblici tramite il prestito agevolato non è la risposta che da anni chiediamo rispetto alla liquidazione in tempi congrui delle liquidazioni nella Pubblica Amministrazione. Per questo riteniamo necessario un intervento che elimini il differimento oggi presente per il pagamento del Tfr e Tfs nel settore pubblico. L’innalzamento del limite da 30.000 a 45.000 euro allarga sicuramente i margini per la scelta del lavoratore ma si tratta comunque di una misura parziale, su cui rimangono molto incerti i tempi di erogazione di questo anticipo. Inoltre, con questo meccanismo vengono discriminati i dipendenti pubblici assunti dopo il 2000 ai quali si applica il regime del trattamento di fine rapporto (Tfr) perché l’agevolazione fiscale prevista ad essi non è applicabile.

L’introduzione del riscatto laurea o della pace contributiva per i periodi che si collocano dopo il 1995, non è sicuramente la soluzione delle problematiche presenti nel contributivo, in quanto sarebbe necessario introdurre una pensione contributiva di garanzia per le carriere lavorative deboli e discontinue. Sarebbe quindi necessario un meccanismo, collegato e proporzionato al numero di anni di lavoro e di contributi versati, che consideri e valorizzi previdenzialmente anche i periodi di discontinuità lavorativa, di formazione, di part-time o di basse retribuzioni nell’ottica di assicurare nel futuro un assegno pensionistico dignitoso.

Positivo l’obiettivo di rispondere alle esigenze di contrasto della povertà in età avanzata, che sta alla base della cosiddetta “pensione di cittadinanza”, ma lo strumento così definito avrà una platea molto ristretta, deve essere quindi strutturato e adeguato in linea con le prestazioni assistenziali-previdenziali esistenti per perseguire efficacemente gli scopi prefissati.

Restano quindi tanti profili del sistema previdenziale ancora da affrontare per una vera riforma organica dell’attuale impianto.

 

Si conclude domani a Licata, il ciclo di iniziative per la sensibilizzazione nelle scuole cittadine organizzate nell’approssimarsi della data di avvio del servizio di raccolta differenziata in città.

La società Iseda, ditta capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese  insieme a Sea, Icos, Ecoin, Seap e Traina, facendo seguito al tavolo tecnico tenutosi lo scorso 28 marzo al Comune di Licata, ha infatti organizzato un calendario di appuntamenti con le scuole locali che si tengono nei locali dell’Istituto comprensivo Quasimodo.

Gli incontri con gli studenti delle scuole licatesi erano iniziati lunedì scorso, continueranno oggi per concludersi domani, giovedì 4 aprile, sempre dalle 8.30 alle 12.30.

“L’attività di gestione dei rifiuti – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – necessita di intraprendere azioni educative per promuovere comportamenti virtuosi e sostenibili sia da parte dei più giovani che da parte delle famiglie verso cui i giovani veicolano i messaggi acquisiti. Si è deciso di realizzare precisi interventi di educazione ambientale a cura di educatori esperti che coinvolgano attivamente gli alunni, che per mezzo delle marionette Giufà e Bubù, rappresentanti una scimmietta ed un operatore ecologico che spieghano ai bambini il metodo di raccolta differenziata e come effettuarla in maniera corretta. Dopo la spiegazione, i bambini interagiscono con le marionette che spiegano loro, come eseguire la raccolta differenziata. I bambini vengono poi coinvolti in una lezione ambientale sulla spiegazione dell’intero ciclo della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dell’organico e del secco residuo indifferenziato.

“Agli alunni – concludono gli organizzatori – vengono di volta in volta  spiegati il valore e le potenzialità di un gesto semplice come la raccolta differenziata, che fine fanno i rifiuti che separiamo dagli altri e quali sono i passaggi che portano uno scarto a rigenerarsi e diventare qualcosa di completamente riutilizzabile”.

 

L’amministrazione comunale informa che i prossimi 5 – 8 e 12 aprile, tramite il comando della polizia locale, è stato predisposto un servizio di controllo con “street car” mirato ad arginare la sosta selvaggia e accertare le auto prive di copertura assicurativa e non revisionate. Ecco l’elenco delle vie interessate:

       CENTRO CITTA’:Piazza Vittorio Emanuele, piazza Rosselli, via ragazzi del 99, viale della Vittoria, via Duse,Cicerone,Papa Luciani,Bruccoleri,San Vito,Picone, Minerva, De Gasperi,Imera,XXV aprile, piazza Moro, via Atenea,Pirandello,San Francesco, Formica,Empedocle,traversa Ortolani,piazza Ravanusella,via Plebis Rea,Duomo,San Girolamo,Matteotti,Bac Bac,Amendola,Acrone,Esseneto,Verga,Sturzo,Callicratide, Dante,Manzoni,Toniolo,Crispi,Demetra,panoramica dei Templi,viadotto Morandi e tutte le strade che intersecano le predette vie.   OSPEDALE “S. GIOVANNI DI DIO”, piazzale e strade interne. 

“La piattaforma e la vertenza che le Organizzazioni Sindacali del settore di CGIL CISL e UIL mettono in campo il 5 Aprile ha tutto il nostro sostegno e vicinanza – dichiara Massimo Raso, Segretario Generale della CGIL Agrigento.

Questa non è, infatti, una vertenza che può riguardare solo ed esclusivamente i lavoratori forestali, ma riguarda il futuro della Sicilia da punto di vista della qualità della vita, di una lotta seria per un ambiente di qualità, per proteggere il territorio.

Per questo è giusto ed opportuno il coinvolgimento dei Comuni di tutte le aree boscate per intanto, ma – ovviamente – la battaglia andrebbe estesa a tutto il resto.

Il Sindacato non chiede una riforma che costa di più o che dia soltanto maggiore stabilità occupazionale, certo serve anche quella e Noi pensiamo che occorrano due fasce di garanzia occupazionale (lavoratore a tempo indeterminato lavoratori a tempo determinato con 151 giornate)  ma il tema è difendere e valorizzare la forestazione come possibile settore che offre una serie di risposte multiple.

A nostro avviso, un pezzo di economia della nostra Sicilia potrebbe passare attraverso la difesa del nostro immenso patrimonio naturalistico e dal reddito che  alcune attività collegate all’attività boschiva: pensiamo alla politica energetica,  pensiamo all’utilizzo delle dei prodotti primari che ci sono nel sottobosco pensiamo a tutto quello che può esserci dietro la filiera bosco/legno,  pensiamo al richiamo turistico se c’è la giusta valorizzazione di tante aree degradate ma pensiamo –  soprattutto –  alla messa in sicurezza del territorio siciliano che oggi è costato a migliaia e migliaia di centinaia di euro ogni qualvolta ci sono state frane e inondazioni”

Ci auguriamo – conclude Raso – che molti Sindaci Agrigentini aderiscano e facciano la loro pressione sul Governo Regionale e si arrivi finalmente ad un riordino del settore”.

Ad Agrigento successo di partecipazione e di consensi, nell’ambito della rassegna del Teatro da Camera, per Lia Rocco con “La fine dell’alfabeto”, un itinerario scenico nell’universo dell’amore, insieme a Rosa Maria Montalbano, Francesco Naccari, Giandomenico Vivacqua, Antonio Zarcone, le musiche di Angelo Sanfilippo, e con la direzione artistica di Mario Gaziano e Giuseppe Adamo.

In proposito un servizio è in onda oggi

Si allunga l’elenco delle personalità che per il loro impegno a favore della promozione del nostro territorio, hanno ricevuto dal sindaco Lillo Firetto la “Menzione Speciale” della città di Agrigento. Al designer agrigentino Samuele Mazza personalità poliedrica è stato conferito il riconoscimento “per aver contribuito con le proprie creazioni, nelle quali si respira la sicilianità, a proiettare nello scenario internazionale lo spirito e l’essenza della vera Sicilia: con le proprie iniziative ha concorso a generare con effetto moltiplicatore, un grande interesse per la Sicilia, diventando di fatto testimonial delle bellezze agrigentine e siciliane nel mondo e dimostrando entusiastico attaccamento alle sue radici e grande amore per la sua terra”.

Samuele Mazza si aggiunge alle altre tre personalità cui il sindaco Firetto ha conferito la Menzione Speciale. Si tratta del Maestro Michelangelo Pistoletto, artista internazionale, piemontese d’origine, che lega il suo nome ad Agrigento per via di alcune straordinarie iniziative d’Arte tra la città e la Valle dei templi; del prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale di Roma, “per aver dato vita nella città dei templi, con la propria lungimirante attività a convegni, mostre ed esposizioni d’arte internazionali contribuendo a diffondere l’immagine di un territorio emblema del dialogo riconoscendo ad Agrigento la centralità culturale, artistica e sociale nel Mediterraneo, bacino di crescita per la civiltà contemporanea” e del cav. Eugenio Benedetti Gaglio, presidente della SIB Società Italiana di Beneficenza, di origini agrigentine (pronipote di Empedocle Gaglio, medico agrigentino fondatore dell’Ospedale Umberto I del Cairo) per il suo costante impegno nella promozione del territorio in alcuni Stati esteri.

Lo scrivente Giuseppe Di Rosa Coordinatore del Movimento A TUTELA DEL CITTADINO denominato “Mani Libere”  :

Premesso che: la legge impone ai comuni di pubblicare tutti gli atti pubblici nell’apposito “albo pretorio” pena la nullità degli stessi;

Premesso che : nessun atto sembrerebbe sia stato pubblicato per la questione di cui scriveremo in seguito;

Considerato che : Nell’anno 2013, con l’entrata in vigore della legge n. 10/2013, viene finalmente formulata una definizione giuridica (univoca) di albero monumentale (a livello nazionale).

Tale legge stabilisce inoltre, per ogni comune, la obbligatorietà di censire sul proprio territorio gli alberi che presentano le caratteristiche di “monumentalità” attraverso il coordinamento delle Regioni e del Corpo forestale dello Stato. 

Considerato che : L’art. 7 della L. 10/2013, in particolare, introduce la “definizione di albero monumentale” e detta le disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali , dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale.

Considerato che : Con Decreto Ministeriale 23 ottobre 2014 – “istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento”, stabilisce i principi ed i criteri direttivi per il censimento degli alberi monumentali. In particolare lo stesso decreto, in attuazione dell’art. 7 della L. 10/2013, oltre ad istituire “l’elenco degli alberi monumentali d’Italia”, definisce i criteri di attribuzione del carattere di monumentalità, affronta in dettaglio gli aspetti tecnici ed operativi dell’intera attività di censimento da parte dei comuni nonché quelli concernenti la redazione degli elenchi a livello comunale, regionale e nazionale.

Considerato che : l’articolo 7 della legge n. 10 del 2013 introduce anche uno specifico regime sanzionatorio per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali, con una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 5.000 a 100.000 euro.

Considerato altresì : che gran parte del territorio di Agrigento “città” è tutelato ai sensi dell’Art. 136 del D.Lgs 42/04 in virtù del D.M. del 12.06.1957 modificato con D.P.R.S. numero 807 del 06.08.1966;

Considerato altresì che : il Piano Paesaggistico degli ambiti 2,3,5,6,10,11 e 15 ricadenti nella provincia di Agrigento è stato adottato con D.A. Numero 7 del 29.07.2013 ai sensi degli artt. 139 e ss. Del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e ss.mm.ii. e degli articoli 24 2 comma e 3 comma del regolamento di esecuzione della Legge 29.06.1939 n. 1497 approvato con R.D. 3 GIUGNO 1940 n. 1357, e che lo stesso dopo l’affissione all’albo pretorio del Comune, sono state determinate l’insorgere delle norme di salvaguardia del piano per effetto dell’Art. 158 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio approvato con D.Lgs 42/2004 e ss.mm.ii.

Considerato ancora che, il territorio della Città di Agrigento, ricade nel paesaggio locale 28 “Akragas” del Piano Paesaggistico con le prescrizioni di cui alle norme di attuazione i cui indirizzi relativi mirano al “…mantenimento e tutela delle fasce alberate esistenti lungo le sedi viarie principali e secondarie…..”;

Pertanto a far data dall’adozione del Piano Paesaggistico, non sono consentiti nelle aree di cui sopra interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela previste nel piano stesso, infatti, il taglio degli alberi nelle aree di cui sopra ed in quella storica denominata Porta di Ponte(villetta bar Portapò ed adiacenze) ricadono rispetto al testo unico dei beni culturali in aree di interesse storico artistico(art. 10 comma 3-parte seconda del testo unico dei BB. CC.) oltre che paesaggistico di cui all’Art. 136 dello stesso Decreto Lgs. 42/2004.

Significando che qualsiasi tipo di intervento nelle aree citate va preventivamente autorizzato per non incorrere a sanzioni di natura PENALE previste dalla normativa vigente.

Per quanto sopra: si denuncia alla S.V. Ill.ma, il Comune di Agrigento, la ditta che avrebbe effettuato i lavori senza le dovute autorizzazioni e quanti altri ritengano colpevoli con dolo gli uffici in indirizzo.

Tanto si doveva ai fini della salvaguardia dell’interesse pubblico.

“Come ex consigliere  ed assessore del comune di Alessandria della Rocca comunico la mia adesione al movimento ” Pensiero Libero” .Credo in una forma di politica onesta e ricca di valori. In una politica che può dare ancora  quella speranza che tanti cittadini hanno perso a causa di amministratori disattenti e sopratutto egoisti…credo in una politica che unisce e da fiducia ad un  territorio,il nostro, troppe volte dimenticato . Mi auguro che questo gruppo formato da persone serie , consiglieri ed amministratori ,gente che vive la politica come strumento per fare del bene alla comunità ,  possa rappresentare un valore aggiunto nell’ambito del centro destra già dalle prossime elezioni europee. Tutto questo , di certo, é merito di una persona , che personalmente stimo dapprima come Amico e poi come uomo politico , preparato  e sopratutto dotato di umiltà…È riuscito e riesce.Con l’on. Iacolino vogliamo dare  un apporto consapevole e costruttivo al rilancio di questo territorio, ripartendo dai piccoli comuni dell’entroterra spesso dimenticati e con infrastrutture furi dal tempo”

I lavoratori dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento aderiranno alla giornata di mobilitazione promossa a livello nazionale nella giornata di domani per contestare il mancato accordo sul salario accessorio.

Nei giorni scorsi il personale ha già partecipato ad un’affollata assemblea durante la quale si sono evidenziate una serie di criticità che al momento non sembra abbiano soluzioni prospettate dall’Amministrazione.

“Si continua a chiedere ai dipendenti risultati ed efficienza, risultati che peraltro sono arrivati e sono stati riconosciuti – spiega il responsabile di comparto per la Cisl Fp, Salvatore Parello – ma il salario accessorio è ancora fermo al 2016, cioè significa che per gli anni 2016 e 2017 le somme non sono state né erogate né definite e oggi c’è il rischio concreto che questo possa avvenire anche per gli anni successivi, mortificando il lavoro fin qui realizzato”.

“La mobilitazione – commenta il segretario provinciale di Agrigento, Caltanissetta ed Enna della Cisl Fp, Floriana Russo introito – non è che la prima di una serie di eventi, per la rivendicazione di migliori condizioni di lavoro nel pubblico impiego, che saranno avviate per tutti i comparti nei prossimi mesi”.

Pasqua alle porte: prendono il via le iniziative in agenda dell’Associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento, a favore delle famiglie bisognose, che si articoleranno per tutto il mese. Si comincerà sabato 6 e domenica 7 aprile, in piazza Cavour, dalle ore 9.00 alle 13.00, insieme con i bambini della Real Basket Agrigento, società sportiva con la quale i Volontari di Strada, lo scorso mese di Gennaio, hanno sottoscritto un accordo, all’insegna del binomio “Sport e Solidarietà”, con l’obiettivo di portare avanti i valori che legano il volontariato al mondo dello sport.

Per l’occasione, verranno messi in vendita gustosissimi e variopinti Uova di Pasqua, realizzati artigianalmente dall’azienda dolciaria “Asaro” di Canicattì. Uova di cioccolato di diverso peso, disponibili al gusto di cioccolato fondente, latte ed anche pistacchio, al costo di 10 e 15 euro.  Un’occasione, per gli agrigentini, per essere ancora una volta a fianco dell’Associazione in questa raccolta di fondi, il cui ricavato sarà destinato a lenire le sofferenze delle tante famiglie agrigentine che vivono il dramma della povertà. Da oltre un lustro è così: impegno a tutto campo che ad oggi coinvolge quasi 200 famiglie, per un totale di circa mille persone. La nostra associazione, come si sa, non gode di contributi pubblici, ma finanzia le proprie attività grazie alla generosità e al gran cuore dei cittadini che contribuiscono attraverso le donazioni. Soprattutto nei periodi particolari dell’anno, come, appunto, è la Pasqua di Resurrezione.

Nel corso delle due mattinate, i ragazzi della Real Basket daranno, inoltre, vita a delle esibizioni agonistiche che sicuramente saranno apprezzate e richiameranno la curiosità dei tanti cittadini che affolleranno il Viale della Vittoria.

 “Quella in programma sabato e domenica prossima – sottolineano Anna Marino, presidente dei Volontari di Strada e i responsabili della società sportiva Real Basket, Gianni Portannese, Alessandro Bazan, Silvio Torregrossa e Gigi Piazza,  – è la prima iniziativa che promuoviamo in tandem. Quando nel gennaio scorso abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa, avevamo in mente proprio questo obiettivo: spendersi maggiormente nel territorio agrigentino, attraverso l’avvio di un “progetto sociale”, con al centro la valenza formativa dello sport in direzione di una maggiore sensibilità e cultura della solidarietà. Un progetto di riqualificazione sociale e formazione di ragazzi, in una città che aspira al proprio riscatto”.

I volontari dell’Associazione saranno, infine, a disposizione di quanti vorranno acquistare le uova, tutte le mattina, presso il Bar Uaddan, ora sede della nostra Associazione, sito al Viale della Vittoria, ad Agrigento. Saranno disponibili anche dolci prelibatezze, al cioccolato, con le mandorle e al pistacchio, prodotti della tradizionale e artigianale bontà della ditta Asaro di Canicattì. Stessi prodotti si trovano nella sede della Real Basket Agrigento, presso il PalaNicosia di via Manzoni. Aiutaci ad aiutare. Per informazioni o prenotazioni, telefonare al numero 329/4155467.