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Sono 1.350 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 11.215 tamponi processati. L’incidenza sale al 12% (ieri era all’8,4%). I morti sono 6. La Sicilia rimane al primo posto per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 23.460 con un aumento di 831. I guariti sono 513. Sul fronte ospedaliero sono adesso 788 i ricoverati, mentre in terapia intensiva i ricoverati sono 84.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 274, Catania 297, Messina 170, Siracusa 127, Ragusa 161, Trapani 103, Caltanissetta 86, Agrigento 86,Enna 46.

Un nuovo decesso da Covid a Canicattì. I morti complessivi salgono a 293, Secondo il report dei dati di sorveglianza sanitaria, appena diramato dall’Asp, nella giornata di ieri ci sono stati 91 nuovi contagi ma c’è stato anche un ricovero che porta a 62 gli ospedalizzati e 36 guariti.

Dei 62 ospedalizzati 57 sono in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 27 sono al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 24 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In Terapia intensiva, sempre al Covid hospital di Ribera, restano tre agrigentini, 1 allo Sciacca hotel Covid e 1 al Ribera hotel Covid.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento: 192 positivi (+6) con 2 migranti in isolamento in una struttura di accoglienza; Alessandria della Rocca: 13 (stabile); Aragona: 14 (+2); Bivona: 2 (stabile); Burgio: 7 (stabile); Caltabellotta: 13 (-1); Camastra: 6 (stabile); Cammarata: 24 (stabile); Campobello di Licata: 70 (-2); Canicattì: 285 (+6); Casteltermini: 29 (stabile); Castrofilippo: 22 (+4); Cattolica Eraclea: 1 (stabile); Cianciana: 2 (stabile); Favara: 320 (-5);  Grotte: 5 (stabile); Joppolo Giancaxio: 9 (stabile); Licata: 139 (+9); Lucca Sicula: 8 (stabile); Menfi: 46 (+9); Montallegro: 2 (stabile); Montevago: 5 (stabile); Naro: 26 (-1); Palma di Montechiaro: 63 (+4); Porto Empedocle: 91 (-1); Raffadali: 55 (-1); Ravanusa: 55 (+1); Racalmuto: 31 (-2); Realmonte: 30 (+3); Ribera: 53 (stabile); Sambuca di Sicilia: 6 (stabile); San Biagio Platani: 7 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 4 (stabile); San Giovanni Gemini: 39 (stabile); Santa Elisabetta: 5 (stabile); Santa Margherita di Belìce è invece passata da 13 a 34 contagi; Sciacca: 41 (-1); Siculiana: 63 (+1, con 36 migranti contagiati ed isolati a “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 2 (stabile). Sulle navi quarantena in rada della costa Agrigentina ci sono, invece, 169 migranti positivi al Covid (+4).

Riaperto ieri sera al pubblico il sito archeologico di Villa Romana a Montevago dove è stato effettuato un importante intervento di riqualificazione dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo. Nell’occasione si è svolta una rievocazione storica a cura dell’associazione culturale Antico Mondo.

Il progetto di riqualificazione ammonta a 104.000 euro e la copertura finanziaria è carico del bilancio comunale. Il comune di Montevago, in collaborazione con il Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, porterà avanti nel sito anche progetti di agricoltura didattica: sono già stati impiantanti un vigneto e un uliveto che si aggiungono alle piante di fichi d’india, limoni e altri frutti già presenti nella zona archeologica.

“L’intervento che abbiamo realizzato con fondi comunali e in collaborazione con la Soprintendenza dei beni culturali di Agrigento e il Parco archeologico della Valle dei Templi – ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – ci ha permesso di riaprire al pubblico una zona archeologica importante che da anni versava in stato di abbandono e che ora rappresenta un’attrazione in più per visitatori e turisti che arrivano nella Valle del Belìce e per i nostri concittadini che potranno godere anche del piazzale antistante che è stato riportato a nuovo. La rievocazione storica ci è sembrata un’iniziativa interessante e originale per inaugurare il sito e per far comprendere al meglio le scene di vita quotidiana in epoca romana, l’iniziativa è stata molto apprezzata dal pubblico”.

I protagonisti della rievocazione storica sono stati Viviana Caparelli, Roberto Naro, Maria Catena De Paola, Gaetano Naro, Patrizia Bellomo, Ivania Carletta e Giovanni Farina. “L’obiettivo principale della rievocazione – ha detto l’archeologa e rievocatrice Viviana Caparelli – è quello di infondere nella popolazione locale un senso di appartenenza e di partecipazione attiva: assistere ad una rievocazione storica deve essere visto come  approfondimento culturale che permette di riscoprire l’autenticità di questo luogo. La memoria di una collettività è fattore attrattivo, con le proprie caratteristiche ed eccellenze storico e culturali. Più una determinata area è caratterizzata dall’unicità del proprio patrimonio materiale e immateriale più diviene meta per un turismo attento”.

Il sito archeologico di Villa Romana in contrada Mastro Agostino, geologicamente costituito da calcareniti, si presenta come una modesta terrazza collinare, dominante un’ampia vallata, ricca di acque sorgive. La Villa Romana, insediamento extra urbano, tipico del paesaggio agrario nei secoli dal II sec. a.C. ad I – II sec. d.C., nacque essenzialmente come villa rustica, cioè come abitazione del proprietario che coltivava direttamente le sue terre. In questa località, nel 1986, ebbe inizio la prima campagna di scavo da cui sono venute alla luce le fondazioni di un complesso abitativo caratterizzato da lunghi ambienti rettangolari, ad incrocio ortogonale, alle quali si aprivano gli ambienti da abitazione e gli ambienti da lavoro. Gli antichi concepivano la Villa come luogo normale della propria dimora e centro del fondo agricolo, dal quale dipendeva, quasi unicamente, la loro economia

La notizia è stata resa pubblica, il 21 agosto , dal Vicario Generale don Giuseppe Cumbo, in una lettera indirizzata ai presbiteri ed ai diaconi dell’Arcidiocesi di Agrigento.

Il Vicario ricorda che – come già comunicato lo scorso 7 agosto  – “domenica 5 settembre, primi vespri della solennità della Dedicazione della Basilica Cattedrale e primo anniversario dell’ordinazione episcopale dell’Arcivescovo Alessandro, il Nunzio Apostolico in Italia mons. Emil Paul Tscherrig imporrà nomine Summi Pontificis il pallio a mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento. La Celebrazione Eucaristica con il rito di imposizione del pallio avrà luogo in Cattedrale alle ore 19:00.

Sarà – scrive don Giuseppe –  una fortissima esperienza di Chiesa: l’Eucaristia, la Dedicazione della Cattedrale e l’imposizione del pallio –  nel loro valore rispettivamente sacramentale, liturgico e simbolico — costituiscono infatti tre rimandi alla piena comunione che – uniti al nostro Vescovo e, per suo tramite, al Santo Padre e alla Chiesa universale da lui presieduta «nella carità» — siamo chiamati a custodire e a vivere. La ricorrenza del primo anniversario dell’ordinazione episcopale di don Alessandro ci permetterà inoltre di unirci nell’unico inno di ringraziamento al Padre per il dono di colui che della nostra Chiesa è sposo, padre e pastore”.

Inoltre, rispetto a quanto già comunicato, il Vicario Generale rende noto che  “nella stessa celebrazione, alla presenza dell’Amministratore Apostolico del Sud Albania mons. Giovanni Peragine, l’Arcivescovo, mons. Alessandro Damiano,  conferirà il mandato missionario a don Riccardo Scorsone, Vicky Lipari, Giovanni Russo e Maria Vega, avviando ufficialmente la cooperazione missionaria preparata negli anni scorsi.

Questo gesto particolarmente significativo – scrive don Giuseppe –  costituirà un valore aggiunto per il nostro raduno diocesano, aprendoci alla dimensione missionaria che, insieme a quella comunionale, definisce l’identità e la vocazione proprie della Chiesa, radicata in un territorio e dilatata al mondo intero”.

– Note per la partecipazione alla Celebrazione del 5 settembre. Nel rispetto delle vigenti norme per il contenimento della pandemia, l’invito alla celebrazione è rivolto a tutti i presbiteri e i diaconi e a due rappresentanti per ogni parrocchia dell’Arcidiocesi di Agrigento. Tutti gli altri potranno unirsi seguendo la diretta, che sarà trasmessa sul canale YouTube dell’Arcidiocesi di Agrigento e da Radio Diocesana Concordia.

Può capitare di smarrire un orologio, un braccialetto, un portafogli. Smarrire un bambino ci sembra un po’ eccessivo.

Eppure è capitato, al Villaggio Mosè dentro un bar. Una famiglia gelese in vacanza a Camastra è arrivata alle porte di Agrigento ed ha pensato di andare in un bar. Effettuata la consumazione i due gruppi familiari (c’erano altri parenti con i genitori del piccolo), compreso il piccolo di appena 8 anni, le autovetture si sono mosse alla volta di Camastra per fare rientro.

Tutto a posto, secondo i genitori ed i parenti. Ma quando mai? Giunti a Camastra ecco la scoperta; ognuno dei componenti familiari era convinto che il piccolo fosse salito a bordo dell’altra macchina. I genitori pronti a giurare che fosse con lo zio e lo zio pronto a giurare che fosse con i genitori.

L’apprensione, salita alle stelle, è stata comprensibile. Allertati immediatamente i Carabinieri è scattato l’allarme. Hanno riferito il nome del bar e i militari dell’Arma sono piombati in un attimo nel posto. La bellissima sorpresa è stata finalmente che il bambino si trovava già in braccio di un poliziotto della Sezione Volanti di Agrigento.

La fortuna ma soprattutto la diligenza del piccolo è stata quella di non muoversi dal posto in cui era stato “dimenticato”.

Ogni altro commento appare superfluo.

 

 

 

di Filippo Cardinale

I Comuni agrigentini sono 43 ma solo 33 compongono la “consortile” AICA, la società pubblica costituita dai 33 Comuni che gestisce il servizio idrico integrato nella nostra provincia. Una società che inizia con un capitale sociale di appena 20.000 euro e che deve ricorrere al prestito di 10 milioni (oltre interessi) che l’Assemblea regionale ha approvato con apposita legge con soldi del Fondo per le Autonomie Locali dell’Assessorato regionale alle Autonomia locali.

Il prestito è “pro quota ai Comuni partecipati all’Azienda speciale consortile A.I.C.A. Le somme saranno erogate ai singoli Comuni facenti parte dell’Aica in rapporto alla popolazione residente e saranno rendicontate e recuperate in cinque anni sulla base di un dettagliato piano finanziario di rimborso annuale approvato dal Consiglio comunale”. Inoltre, “in caso di omesso versamento delle rate, le stesse saranno recuperate nei confronti dei singoli comuni debitori con le modalità di cui al comma 24, dell’art. 7, della Legge regionale 17 marzo 2016 n. 3”. E’ scritto nella legge approvata.

Ma quanto incide per ognuno dei 33 Comuni? Abbiamo elaborato la quota (senza interessi) sulla scorta della popolazione al 31 dicembre 2019. I Comuni che avranno un peso debitorio importante sono, ovviamente, quelli con più abitanti: Agrigento, Canicattì, Favara, Licata, Sciacca. La loro quota è esorbitante per le casse già provate e per le difficoltà che ogni Comune si porta appresso.

Nella tabella seguente viene riportata la quota per ogni singolo dei 33 Comuni. Agrigento avrà un debito di 1.574.928 euro, Canicattì 948.835 euro, Favara 865.893, Licata 970.684, Sciacca 1.073.233; non meno pesante è il debito a carico di Palma di Montechiaro 589.340 euro, Porto Empedocle 430.095 euro, Ribera 493.600, Aragona 250.246, Calamonaci 34.374, Caltabellotta 93.141, Casteltermini 209.746, Castrofilippo 74.764, Cattolica Eraclea 94.973, Comitini, 24.584, Grotte 148.353, Ioppolo Giancaxio 31.147, Lucca Sicula 47.719, Montallegro 67.107, Montevago 77.362, Naro 199.655, Racalmuto 213.437, Raffadali 351.263, Ravanusa 300.399, Realmonte 120.597, Sambuca di Sicilia 154.260, Sam Biagio Platani 83.460, San Giovanni Gemini 219.235, Santa Elisabetta 61.556, Sant’Angelo Muxaro 33.280, Siculiana 116.331, Villafranca Sicula 37.437.

I Comuni che non fanno parte dell’Aica sono Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Camastra, Cammarata, Castrofilippo, Lampedusa e Linosa, Menfi, Santa Margherita Belìce e Santo Stefano Quisquina.

Marzamemi dopo Cefalù: nella località balneare del Siracusano a non molta distanza da un parco giochi per bambini una coppia  posizionatasi sul muretto del lungomare ha dato vita ad un amplesso sessuale che è stato ripreso con uno smartphone che in pochi istanti le immagini è diventato virale, diffuso in una miriade di contatti whatsapp.

Il video, di 16 secondi, è stato realizzato dal  tendone di un bar pizzeria collocato sul Lungomare Starrabba. A Marzamemi è partita la caccia al protagonisti: l’uomo sarebbe un pachinese, la donna una turista.

E se a Cefalù, per una situazione  simile, il sindaco ha parlato di «immagine della città deturpata», su  Marzamemi il viceprefetto Carmelo Musolino (uno dei tre componenti la  commissione straordinaria che dal febbraio 2019 amministra Pachino,  dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose) sceglie di  commentare in modo laconico: «È semplicemente sconcertante, ho la  sensazione che in tanti abbiano perso la testa».

E’ davvero tutto pronto il per 4° Autoslalom Città di Alessandria della Rocca. Nel pomeriggio di ieri si sono tenute le consuete verifiche, propedeutiche alla gara, che ha avuto il suo via oggi. domani. Nella cittadina agrigentina hanno sfilato così i piloti che si sfideranno tra i birilli, sulla Strada Statale 118 Corleonese Agrigentina, dal km. 88,700 al km. 91,650. Via libera per ben 69 vetture.

Il 4° Autoslalom Città di Alessandria della Rocca, che assegna punti per il Campionato Siciliano e per lo Challenge Paliké, vede in prima linea la Muxaro Corse, organizzatore, e il Team Paliké, co-organizzatore.

Il pilota da battere è certamente Giuseppe Giametta, del T.M. Racing che va a caccia di punti preziosi per il campionato. Un’occasione importante vista l’assenza di Girolamo Ingardia. A difendere i colori della Trapani Corse ci sarà, invece, Nicolò Incammisa, che proverà ad ottenere l’ennesimo podio della sua carriera. Attenzione, però, ad Antonio Di Matteo, che con la sua Gloria C8 Suzuki, può regalare tante emozioni.

Un occhio di riguardo meritano, anche, Vincenzo Leto, alla guida della Elia Avrio ST 09 Suzuki, Michele Poma (Suzuki Ghipard) e Salvatore Arresta (Suzuki Ghipard).

Il 4° Autoslalom Città di Alessandria della Rocca, che si svolgerà in tre manches, vedrà in pista anche i piloti locali, della RO RACING, Vincenzo Maniscalco (Mini Cooper), Salvatore Milioto (Renault Twingo RS), Giuseppe Cacciatore (Renault Clio WLM).

 

 

Il presidente del Consiglio di Amministrazione della Laica, Alfonso Provvidenza, ha convocato d’urgenza dell’Assemblea 0rdinaria per lunedì prossimo 23 agosto. Tra i punti all’ordine del giorno: 1) Approvazione del Verbale di Assemblea della seduta precedente; 2) Riconoscimento sussistenza estremi d’urgenza della seduta; 3) Presa atto della sottoscrizione del Contratto di affitto di azienda con la Curatela Fallimentare della Girgenti Acque S.p.A.; 4) Presa atto della deliberazione dell’Assemblea dell’ATI n.5 del 30/07/2021 “Predisposizione proposta tariffario A.I.C.A. MTI-202 1/2023”; 5) Preso atto Delibero del Consiglio Direttivo dell’ATI n. 7 del 09/08/2021 “Presa atto della Relazione dell’asseveramento del piano economico – Finanziamento del S.l.l., ai sensi dell’Art. 149 del D.lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. e della relazione dell’Art.34, c. 20 D.L. 179/2012 per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato in modalità in house al gestore Azienda ldrica Comuni Agrigentini (A.l.C.A.)”; Art. 2 della Legge n. 22 del 03/08/2021 (Azioni per il passaggio della gestione del Servizio Idrico Integrato nell’ambito territoriale ottimale di Agrigento). Atto di indirizzo in merito al piano finanziario di rimborso ai comuni; Mancato ingresso nella compagine sociale dei Comuni di Camastra e Lampedusa-Linosa. Determinazioni consequenziali; 8) Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti e Voltano S.p.A. Cessione delle reti. Atto di indirizzo; 9) Nomina Collegio dei Revisori – Presa atto avviso manifestazione di interesse.

Intanto, alla luce del mancato ingresso dei Comuni di Lampedusa e Camastra, i Comuni che compongono l’Aica sono 33 su un totale di 43 enti agrigentini. Un ambito che non solo non ha i canoni della “unicità”, ma che vede restringersi la composizione dei Comuni soci. Trentatre Comuni che, in quota rispetto alla popolazione, dovranno spalmare sui propri bilanci il prestito di 10 milioni di euro della Regione, oltre gli interessi.