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“Le nostre battaglie hanno avuto l’esito sperato e la cosiddetta ‘continuità territoriale’, a dispetto dei soliti detrattori, è realtà. Dal primo novembre saranno garantiti due voli giornalieri sulla tratta Comiso – Roma Fiumicino e uno giornaliero sulla tratta Comiso – Milano Linate, a tariffe ridotte per i residenti in Sicilia”.

Lo dice la deputata regionale del M5S all’Ars, Stefania Campo, all’indomani dell’espletamento della gara per l’esercizio dei servizi aerei di linea effettuato ieri a Roma. Erano due le compagnie che avevano partecipato al bando: Alitalia e Tayaranjet ed è stata proprio la compagnia di bandiera italiana ad aggiudicarsi la gara, con il ribasso più alto.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione per questo risultato raggiunto – afferma la deputata pentastellata – che è anche il frutto del nostro lavoro e delle nostre battaglie, alla Regione e non solo, affinché la continuità territoriale venisse istituita. I siciliani, e in questo caso gli abitanti della provincia di Ragusa, avranno la possibilità di viaggiare a tariffe molto più basse del consueto, scontando meno l’atavico isolamento con il resto d’Italia. È proprio questo il significato di “continuità territoriale”, cioè ricevere un sostegno tale da azzerare, o ridurre, la distanza delle periferie territoriali, come il nostro Sud-Est siciliano, dal centro Italia. Ma tale servizio è anche un importante e significativo passo in avanti per l’aeroporto di Comiso che ha bisogno di impulsi positivi come questo per diventare una risorsa imprescindibile per lo sviluppo del territorio ibleo e dell’intero Sud Est siciliano”.

“Non dimentichiamo, comunque – conclude Campo – che la nostra visione d’insieme, oltre al rafforzamento dell’aeroporto stesso, prevede anche la costruzione della nuova autostrada Ragusa-Catania, e anche per questa infrastruttura, come sappiamo tutti, l’iter autorizzativo è già concluso. Non resta che continuare a lavorare con costanza, e, soprattutto, senza prestare il fianco ai soliti detrattori della vecchia politica”.

Alfonso Valenza, nella qualità di presidente facente funzione di Confcommercio della provincia di Agrigento, nella mattinata di ieri martedì 29 settembre, ha incontrato Girolamo Turano, assessore delle attività produttive.

Al centro del confronto tematiche riguardanti il settore del commercio, con particolare riferimento alle piccole attività e alle ditte individuali senza dipendenti, che in questo periodo di crisi dovuta alla pandemia più di tutte si trovano in difficoltà

“Puntando sempre alla collaborazione ed alla sinergia tra pubblico e privato, abbiamo chiesto all’assessore Turano – commenta Alfonso Valenza – di attenzionare la questione DURC. E’ noto a tutti che, considerate le difficoltà economiche conseguenti al periodo di lockdown, non tutti possono essere in regola con tali adempimenti. Per questa ragione abbiamo chiesto all’Assessore di trovare delle soluzioni per non penalizzare ulteriormente le imprese individuali”

Si è parlato anche delle criticità relative ad adempimenti obbligatori come la Firma Digitale, attualmente unico strumento per la presentazione delle pratiche al Registro delle Imprese.

“Ad oggi – ha spiegato Valenza – in Camera di Commercio non ci sono sufficienti dispositivi di firma digitale o di autenticazione digitale (CNS – SPID). Abbiamo assistito a file e liste di attesa lunghissime. Tutto questo ha comportato ulteriori disagi. Chi vuole richiedere il dispositivo deve presentarsi personalmente, preferibilmente previo appuntamento, presso la sede della Camera di Commercio munito di documento d’identità valido, proprio codice fiscale ed un indirizzo di posta elettronica. Non sono ammesse deleghe. Tuttavia però se i dispositivi non ci sono per tutti, bisogna trovare la possibilità di mettere in condizione i commercianti di non incorrere in sanzioni e di poter comunque partecipare ai bandi di gara”

La Confcommercio continua con questa iniziative ad essere vicina alle necessità dei soci, senza venir meno alle loro richieste.

Presieduto da Maria Teresa Geraci, il Consiglio Comunale ha approvato entro i termini di legge i regolamenti tributari e le relative tariffe ed aliquote per l’anno corrente.
I regolamenti sono quello generale delle entrate, quello sulla TARI e quello sull’IMU.
In particolare, con questi regolamenti, sono state previste delle agevolazioni per i negozianti e i pubblici esercizi che non potuto svolgere la loro attività nel periodo marzo-maggio, mentre sono state mantenute le stesse tariffe e aliquote dell’anno precedente per tutte le altre utenze.
Per quanto riguarda l’IMU, il Consiglio Comunale ha preso atto della nuova normativa che  ingloba la TASI nell’Imposta Municipale Unica.
Durante la seduta, hanno relazionato il sindaco Maria Grazia Brandara e l’assessore alle finanze Serena Cremona. Per la maggioranza, sono intervenuti la capogruppo Cristina Scanio e il consigliere Salvatore Todaro. Per la minoranza, sono intervenuti il capogruppo Enzo Giglio ed i consiglieri Lillo Licata e Rosalia Arnone.
I regolamenti sono passati con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza che avrebbe voluto rendere efficaci degli emendamenti che -seppure condivisi dalla minoranza- non sono stati approvati per motivi tecnico-giuridici.
Da rilevare che -data l’assenza giustificata del presidente del consiglio Lillo Valvo- ha presieduto e diretto i lavori consiliari la vicepresidente Maria Teresa Geraci che ha condotto lo svolgimento dell’adunanza con piglio deciso e determinazione concreta.
A tal proposito il sindaco Mariagrazia Brandara ha dichiarato: “Sono contenta dell’accoglienza riservata dal consiglio comunale -e in particolare dall’opposizione- al neo-assessore dottor Vincenzo Cavaleri e sono estremamente soddisfatta dello svolgimento dei lavori consiliari. E’stato infatti registrato un clima costruttivo che, così continuando, potrà migliorare decisamente i risultati della gestione politico-amministrativa.
Intanto, la Città incassa i risultati dei tre nuovi regolamenti tributari che consentono agevolazioni sia agli esercenti, sia agli studenti fuori-sede sia agli anziani soli.
Per il futuro, continuerò a coinvolgere e a confrontarmi con la minoranza, il cui apporto è spesso genuino e qualificato”.

E’ pubblicato sul sito internet istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento il bando FEAMP 2014-2020 di attuazione della Misura 5.69 “Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura” (art. 69 del Regolamento UE n. 508/2014). Questa importante misura del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca è desinato alle microimprese e alle piccole e medie imprese che operano nel settore della lavorazione e trasformazione di prodotti della pesca e dell’acquacoltura (le PMI devono avere una sede legale nel territorio dell’Unione Europea e una sede operativa nel territorio della Regione Sicilia).Come per le altre linee di finanziamento FEAMP, questa misura consente alle imprese del settore di effettuare interventi strutturali per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti ittici, in linea con le finalità del FEAMP che punta, tra gli altri obiettivi, al miglioramento dell’organizzazione di mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e alla promozione degli investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione. Le risorse messe a disposizione alle imprese siciliane ammontano complessivamente a 3.300.000,00 euro (di cui 1.300.000,00 destinati alle microimprese

Le istanze di ammissione a finanziamento ed i relativi allegati dovranno pervenire, secondo le modalità illustrate nel bando, entro le ore 12:00 del prossimo 4 dicembre 2020 a: Regione Siciliana-Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea-Servizio 3 “Trasformazione dei prodotti ittici e Innovazione”, oppure agli Uffici Territoriali dello stesso  dipartimento.

Il bando e i relativi allegati sono scaricabili dal link:

http://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13351

L’assessore regionale alla Famiglia, Antonio Scavone, ha insediato ieri pomeriggio il tavolo regionale per il lavoro, un organismo consultivo di concertazione, composto da governo regionale, burocrazia, parti sociali e datoriali, che affiancherà il governo Musumeci nella predisposizione delle azioni da mettere in campo per il superamento della attuale crisi occupazionale isolana.
“Una crisi aggravata dall’epidemia covid 19 – ha affermato Scavone – che può e deve essere superata con lo strumento della concertazione. In particolare questo gruppo di lavoro – ha continuato l’assessore- avrà il compito di collaborare il Governo nella predisposizione di procedure ed atti quali gli strumenti di programmazione, gli schemi di d.d.l. , schemi di accordo, protocolli, schemi di bando e avvisi, strumenti di politica attiva del lavoro e quant’altro inerente alle tematiche in argomento”.

Presenti alla riunione Vincenzo Silvestri, Fondazione consulenti lavoro; Paolo Chiappara, Sicindustria Sicilia;Carmelo Di Noto Confindustria Sicilia Siracusa; Maurizio Merlino, Cna Sicilia, Cristian Orlando, Confartigianato Imprese Sicilia, Monica Genovese, CgilL Sicilia,Giuseppe Raimondi, Uil Sicilia, Giuseppe Messina, Ugl Sicilia, Rosanna La Placa, CislL Sicilia, Rosalia Lo Brutto, Consulenti consulta Regione Sicilia, Fabrizio Bignardelli, Presidenza della Regione; Giovanni Bologna, dirigente generale dipartimento Lavoro.
L’assessore nel corso della riunione ha illustrato sinteticamente il contesto economico e sociale del Sud e del Mezzogiorno, evidenziandone i problemi infrastrutturali rispetto al Nord.
“Un divario – ha proseguito Scavone- che si può superare solo con l’adozione per la Sicilia di strumenti innovativi penso per esempio alla fiscalità di vantaggio insieme ad un governo nazionale che ponga in essere finalmente politiche del lavoro più incisive per il sud Italia”.

Presa in esame anche una riorganizzazione della pubblica amministrazione.
“Occorre che oltre a disegnare legislativamente una nuova strutturaamministrativa – ha aggiunto – la regione si doti di un centro di alta formazione per le amministrazioni siciliane, utilizzando e riconvertendo le strutture già presenti e più idonee. Il Tavolo, che si svilupperà in ulteriori gruppi di lavoro per singole tematiche che verranno integrati dai soggetti interessati, i cosiddetti
stakeholder – ha detto ancora Scavone – ha offerto numerosi spunti di riflessione che intendiamo sfruttare in questi due anni di governo, tra questi: semplificazione e condivisione preliminare schemi di avvisi di politica attiva per il lavoro; esternalizzazione di attività a favore delle Agenzie per il lavoro, come in materia di assegni di ricollocazione e Garanzia Giovani; predisposizione di azioni di politiche attive e passive per il lavoro; azioni di protezione sociale; interventi legislativi per esonero contributi ai fini delle assunzioni; Sicily working. Su quest’ultimo punto – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci- auspichiamo la formazione di un gruppo operativo di lavoro che sviluppi un programma di azione a sostegno della nuova forma di lavoro del
coworking che permetterebbe l’utilizzo di molti immobili presenti in diversi comuni della Sicilia e il rientro dei tanti ragazzi andati via per lavoro dall’Isola. L’elaborazione di una scheda progettuale in merito potrebbe rappresentare un valido contributo per le linee guida di programmazione del Recovery found in Sicilia”.

Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto il rinvio a giudizio di quattro uomini accusati di avere abusato della bimba nei giorni successivi alla festa della Madonna di Fatima, ad Aragona, dove era stato allestito un luna park in cui gli imputati lavoravano. Si tratta di Bogdan Petru Corcoz, 22 anni, di origini rumene e residente ad Aragona; Vasile Lucian Isache, 25 anni, anche lui residente ad Aragona e nato in Romania; Costantin Cosmin Babiuc Pavel, 24 anni, rumeno e Riccardo Fonte, 60 anni, di Caltanissetta. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata. La presunta vittima, all’epoca dei fatti, il 13 maggio del 2015, doveva ancora compiere dodici anni. Il dibattimento si celebrerà davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato.

La ragazzina (costituita parte civile ed assistita dagli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri), rispondendo al giudice, al pm Elenia Manno, ai suoi stessi difensori e a quelli degli imputati, ha confermato in aula i fatti oggetto della denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta e adesso il rinvio a giudizio. “Sono stata costretta ad abbassarmi i pantaloni e, a turno, hanno abusato di me. Ero andata con le mie amiche alle giostre, mi sono avvicinata a una bancarella e sono stata trascinata nel vicolo da alcune persone. Mi hanno trattenuto con la forza e mi hanno violentata”.

Unità navale della Guardia di Finanza, ha aperto il fuoco, ieri sera, contro un peschereccio tunisino, dopo aver intimato l’alt, non rispettato dagli stessi. Sarebbero stati parati circa 400 colpi.

Confermata la presenza di stupefacenti all’interno dei motopeschereccio.

I video postati su facebook da Tactical Life  Italia sono drammatici e documentano l’inseguimento via mare, gli spari a raffica e l’abbordaggio del peschereccio tunisino.

“Spero vivamente che la giustizia italiana punisca con la massima severità l’equipaggio del peschereccio tunisino sequestrato in queste ore dai nostri militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel porto di Lampedusa”.

È quanto dichiara l’ammiraglio Nicola De Felice. “Mi giungono voci non ancora confermate che la motopesca non si sia fermata all’alt e abbia addirittura sparato contro i militari – conclude De Felice – auspico che venga fatta luce al più presto sull’accaduto”.

Nota del Direttore.

Questo il racconto nudo e crudo di quanto accaduto ieri al largo di Lampedusa dove alcune unità navali della Guardia di Finanza hanno rischiato davvero grosso. Un gruppo di trafficanti di droga tunisino non solo non si è fermato all’alt imposto dai finanzieri ma ha anche attaccato a colpi di mitra. Fortunatamente la Guardia di Finanza, anche perchè supportata da altre unità navali, ha avuto la meglio ed ha bloccato e sequestrato il peschereccio tunisino nell’ambito di un controllo antidroga (confermata a bordo la presenza di sostanze stupefacenti). 

L’onore a tutti i nostri militari che rischiano quotidianamente la vita per combattere contro criminali incalliti e venditori di morte. Vada alla Guardia di Finanza tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà, a cominciare dall’Ammiraglio De Felice, per l’esito positivo della straordinaria e pericolosissima azione posta in essere ieri. 

La speranza (perchè questa possibilità esiste) è che adesso magari qualcuno non si alzi da qualche comoda sedia per scandalizzarsi del fatto che nel corso dell’operazione di ieri la Guardia di Finanza ha usato le armi in risposta ai criminali tunisini.

Giusto sottolineare questa circostanza; del resto dopo tutto quello che è accaduto con la vicenda di Karola Rakete, dalle nostre parti e nel territorio nazionale…tutto è possibile! 

Onore alle Fiamme Gialle.

E’ ora: è scoccata l’ora di un nuovo Sindaco, di un primo cittadino che deve essere scelto liberamente dagli agrigentini e non imposto! Perchè Agrigento non ha bisogno di quanto già provato in passato o di chi si propone come nuovo metodo di amministrare ma ha già dimostrato le proprie mancanze. E quindi basta con chi ha già fatto il sindaco!!! Basta con chi NON vuole farlo davvero!!! Per confrontarsi con 5 anni di duro lavoro bisogna avere passione e freschezza!!! Agrigento ha necessità di una svolta giovane, moderna e che guardi al domani con un atteggiamento diverso rispetto al passato. E per guardare al domani, non ci si può affidare a chi ha già amministrato ieri. Il 4 e 5 ottobre basta davvero una matita: È ORA di una NUOVA AGRIGENTO!

In questi ultimi giorni di campagna elettorale voglio rendere edotto il popolo agrigentino che eleggerà per i prossimi cinque anni il nuovo Sindaco.Mi preme chiarire che la narrazione raccontata in maniera compulsiva da Lillo Firetto è una polpetta avvelenata per i cittadini che va al di là della competizione elettorale,io invece ho un unico interesse:la verità delle cose,lo dice Marco Vullo Presidente della commissione bilancio e Assessore designato nella squadra di Franco Miccichè.

“Mi chiedo se ancora una volta i video-spot e leggendo l’incipit di questa propaganda continua e autocelebrativa da parte dell’attuale Sindaco quanto ci sia di vero. “Agrigento non ha debiti. Ecco come. Riduttivo chiamarlo cambiamento, è una rivoluzione, da ente prossimo al dissesto a ente virtuoso.”

Con queste parole inizia il sogno Firettiano, di un Comune, Agrigento,ormai sulle ali dell’entusiasmo ed esempio per gli altri comuni.Strano che da Presidente della commissione bilancio come tanti colleghi in questi 5 anni non ci siamo accorti di Agrigento comune virtuoso, forse i debiti e le rateizzazioni per il Sindaco Firetto sono crediti e virtuosità?

Vorrei capire unitamente  agli agrigentini come d’incanto Agrigento sia diventato un ente locale virtuoso,nella famosa operazione finanziaria e contabile con l’armonizzazione dei debiti attraverso procedure previste dalla legge si sono spalmati i debiti di circa 40 milioni di euro in trent’anni.

Ogni anno il comune deve accantonare circa un milione e quattrocento mila euro,tagliando servizi essenziali sulle mense scolastische,rette di asili e altri tagli lineari che si riverberano negativamente sul funzionamento e gli aiuti ai meno abbienti.

E questa è una rivoluzione? Se aggiungiamo altri mutui accessi con la Cassa depositi e prestiti circa 33 milioni di euro e altri 20 milioni per pagare fornitori e insoluto degli anni passati, abbiamo un quadro tutt’altro che normalizzato e sereno.

E ancora rimane da recuperare dei debiti di circa 5 milioni con la regione per i vari passaggi tra Ato e Srr con la contestuale riduzione dei trasferimenti finanziari tra regione e comune, conti alla mano si dimostra che i video-spot di Firetto non hanno trasformato il comune in una macchina da guerra.

La fotografia è opposta a quella che descrive l’amministrazione e i cittadini vedono chiaramente in che stato è ridotta la città.

Anche sui precari in carico al Comune,oggi stabilizzati 182 unità,il processo di stabilizzazione che è stato concluso nel dicembre 2019, voglio ricordare che attraverso norme nazionali e regionali,già ben 160 comuni hanno portato a termine questo iter prima di Agrigento, che è stata determinante l’opposizione che ha rinunciato a presentare emendamenti e per senso di responsabilità in sede di approvazione di bilancio consuntivo il 30 dicembre in seconda convocazione non ha fatto venir meno il numero legale.

Come non si capisce come mai gli ultimi tre Asu in carico all’ente sono stati lasciati nel limbo?

E’ giusto che gli agrigentini prima di votare sappiano bene che l’operazione verità non può essere raccontata senza contradditorio e trasformando un comune rabberciato e con debiti per circa 100 milioni di euro, nella nuova Dubai.

Questo film ormai è stato sgamato e gli agrigentini hanno la consapevolezza di vedere la città così com’è e non in una sala tridimensionale in un mondo fiabesco che oggi purtroppo non esiste e va veramente cambiato dalle fondamenta.”

Una donazione di 400 mila euro complessivi per i comuni di Palermo, Agrigento, Enna e Trapani per il sostegno a persone e famiglie in difficoltà a causa del Covid-19. Li ha stanziati la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che opera in diversi campi assistenziali e di promozione socio-culturale in Italia e all’estero nel bacino del Mediterraneo. «La Fondazione, su mio preciso impulso e di concerto con le istituzioni locali, con questa iniziativa ha voluto garantire un sostegno primario per la casa a singoli e famiglie in difficoltà, nell’auspicio di poter in parte mitigare gli effetti devastanti che l’emergenza economica, conseguente alla crisi sanitaria, sta avendo sulla nostra società. Un atto doveroso da parte di quel privato sociale, da sempre attento alle esigenze della povera gente, che la Fondazione fattivamente rappresenta», ha dichiarato il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale Prof. Emmanuele Emanuele. A Palermo, le somme saranno gestite dall’Assessorato alla cittadinanza solidale, che li destinerà alle attività di supporto alle persone fragili organizzate con la Caritas e con altri enti del privato sociale e del volontariato.Il Sindaco Leoluca Orlando ha affermato che “ancora una volta si conferma l’amore del prof. Emanuele per la sua città natale, di cui è Ambasciatore delle Culture, nella condivisione di un “nuovo umanesimo” rispettoso della dimensione comunitaria e della dignità della persona,
di ogni persona a partire dalle fasce più deboli.”