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Provocò, lo scorso agosto, l’incendio di 5 auto nel centro di Sambuca di Sicilia. All’alba di ieri è arrivata la svolta: arrestato un quarantenne palermitano: Fabio Pullara. Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo sono stati i carabinieri della stazione di Sambuca di Sicilia. Il quarantenne è ritenuto responsabile d’aver appiccato, nella notte tra il 27 e 28 agosto, di un incendio in cui sono rimaste coinvolte 5 autovetture, con un danno stimato di oltre 100.000 euro.“
L’uomo, in particolare, avrebbe incendiato un’auto parcheggiata all’interno del centro storico di Sambuca di Sicilia. Le fiamme poi si sono propagate velocemente anche ad altre auto vicine, cinque appunto in totale, distruggendole completamente. Le vetture incenerite furono una microcar, una Ford Kuga, un Ford Transit, una Lancia Y ed una Range Rover Evoque. Solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Santa Margherita di Belìce evitò che l’incendio si potesse propagare ulteriormente.“
Le indagini immediatamente avviate dai carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sciacca, si sono subito sviluppate con l’acquisizione dei filmati di alcune telecamere di videosorveglianza della zona. Dalle visione, i militari dell’Arma hanno accertato che gli individui potenzialmente coinvolti potessero essere tre.“

Le successive attività investigative, grazie anche ad alcune testimonianze, hanno permesso di restringere il campo e individuare uno degli autori:  un quarantenne residente a Palermo: Fabio Pullara. Resta ancora da chiarire il movente dell’incendio.“
 

 

A giudizio con l’accusa di omicidio colposo: sarà il dibattimento ad accertare se tre medici dell’ospedale San Giovanni di Dio, come denunciato dai familiari, provocarono la morte di una donna di 53 anni, Rosa Castiglione,omettendo una terapia idratante e non predisponendo una tac che avrebbe potuto rimediare allo scompenso metabolico. A processo, a partire dal 21 gennaio, davanti al giudice monocratico Fulvia Veneziano, andranno Marcella Indelicato, 49 anni, medico del pronto soccorso; Antonio Granata, 53 anni, primario del reparto di Nefrologia e Pasquale Zicari, 65 anni, medico chirurgo; tutti in servizio all’epoca all’ospedale San Giovanni di Dio. La decisione di disporre l’approfondimento dibattimentale è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Stefano Zammuto che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo. 

I tre sanitari, sostiene l’accusa, avrebbero provocato, a causa di negligenze nel loro operato, la morte di una donna di 53 anni, Rosa Castiglione, avvenuta il 2 luglio del 2013. I difensori (gli avvocati Giuseppe Scozzari, Giusy Katiuscia Amato e Ignazio Valenza) non hanno chiesto giudizi alternativi e il giudice, ieri, ha disposto il rinvio a giudizio. La vicenda scaturisce da un esposto dei familiari della donna che si presentò in ospedale dopo cinque giorni di malessere. La cinquantenne riferì di accusare dolore addominale e vomito. I sanitari prescrissero una serie di accertamenti per mettere meglio a fuoco la situazione. Gli esami ematochimici, in particolare, evidenziarono una insufficienza renale acuta. Un corretto approccio, sostiene l’accusa, avrebbe potuto evitare il decesso della donna.

 

La Squadra Mobile di Agrigento ha fermato, in esecuzione di un provvedimento della Procura, un nigeriano e un egiziano ritenuti responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due presunti scafisti avrebbero trasportato, uno pilotando e l’altro gestendo la bussola, 40 extracomunitari a bordo di un gommone proveniente dalle coste libiche. Gommone, salpato lo scorso 8 novembre, il cui motore dopo 2 giorni di navigazione è andato in avaria ed è rimasto in balia delle onde. Il gruppo di migranti è riuscito ad avvicinarsi ad un peschereccio e alcuni degli extracomunitari si sono tuffati in mare, aggrappandosi alle reti da pesca. L’equipaggio del peschereccio ha tratto in salvo tutti i migranti, ma a causa del buio e del mare in tempesta non hanno potuto rendersi conto che, uno dei profughi che si era gettato in acqua nel tentativo di raggiungere il peschereccio e mettersi in salvo, è annegato. 

Il provvedimento di fermo dei due presunti scafisti: Cleus Fada, nigeriano di 23 anni, e Ibrahim Muhammed Ridha, egiziano di 35 anni, è stato firmato dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dal sostituto Cecilia Bavarelli.

E’ attraverso i racconti dei migranti sopravvissuti e sbarcati a Lampedusa che i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento sono riusciti a ricostruire cosa era effettivamente accaduto sia durante la traversata partita dalla Libia che nei momenti concitati del salvataggio. “Non è facile riuscire ad estrapolare delle informazioni dalle dichiarazioni dei migranti. Si tratta di persone – ha spiegato il commissario capo Giovanni Franco della Squadra Mobile di Agrigento –  che partono dalle coste africane dopo minacce e dopo un vissuto complicato. Ecco perché rompere il velo di omertà è decisamente complicato. Abbiamo però acquisito delle dichiarazioni e intrecciandole fra di loro sono risultate essere corrispondenti. Siamo, dunque, riusciti a cristallizzare l’accaduto”. Ed è anche grazie alle testimonianze dei migranti che i poliziotti della Mobile sono riusciti ad identificare chi pilotava il gommone e chi teneva la bussola e dunque indicava la rotta da seguire. I due presunti scafisti, dopo il provvedimento di fermo, sono stati portati al carcere “Di Lorenzo” di Agrigento.“
 

Traendo spunto dai recenti fatti locali quali, l’individuazione dei “colpevoli”, ritengo,opportuno e doveroso porre all’attenzione dell’opinione pubblica in generale,e a tutti i soggetti politici di qualsiasi livello, alcuni spunti di riflessione che attengono alle modalità di estrinsecazione sino ad oggi, del servizio di igiene ambientale nella città di Agrigento.

Credo sia venuto il momento di farne una questione sì locale, ma anche e soprattutto una “questione morale-propositiva”.

La storia,i fatti e gli atti, in questi anni, hanno certificato da un lato, che gli operatori ecologici con grandi sacrifici hanno continuato ha garantire il servizio di raccolta dei solidi urbani, nonostante la mancata corresponsione delle relative retribuzioni, esercitando giustamente in alcuni casi anche il diritto di sciopero, dall’altro,però è opportuno e doveroso ricordare che “ i cittadini Agrigentini incivili”,per il servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani corrispondono e/o pagano una delle tariffe più alte della Repubblica Italiana subendo anche tantissimi disservizi, noti a tutti, che ritengo pure superfluo elencare analiticamente!

Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Hamel emerge che le “colpe” sono degli operatori ecologici, mentre per l’Amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi,emerge che le “colpe” sono degli Agrigentini incivili!

Personalmente ritengo che le “colpe”, non possono essere addebitate né agli operatori ecologici,nè agli Agrigentini, per le ragioni di cui sopra, ma nel suo complesso al sistema gestionale del servizio di igiene ambientale ! ! !

Assessore Hamel,pochi giorni fa, avete stipulato il contratto per il nuovo appalto del servizio di igiene ambientale per la città di Agrigento, da parecchi mesi di chiedo di predisporre il Regolamento per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nella Città di Agrigento in aderenza ai riferimenti normativi vigenti comunitari, nazionali, regionali e di settore”.

“Non è tollerabile la raccolta della differenziata senza regolamento”.

Mi auguro che con il “Nuovo Contratto” ,i “Contratti di Servizio”il “Regolamento”, le gravi criticità ambientali che hanno compromesso la salubrità di intere zone,determinando nocumento alla Pubblica e Privata Salute dei Cittadini, portando la città di Agrigento per incapacità gestionale ad un serio peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie” siano solo un brutto ricordo.

Cosi è se vi pare, diceva Luigi Pirandello nostro e vostro concittadino.

Dopo il successo dello scorso anno, è tutto pronto per la seconda edizione del  Premio Scrittura Creativa 2018,  attribuito, ad autrici e autori, scrittrici e scrittori che hanno pubblicato opere in provincia di Agrigento o in Sicilia. Il progetto del Lions Club Agrigento Chiaramonte, presieduto dal ragionier Giuseppe Freni, si conferma un importante appuntamento culturale che rafforza il consistente programma d’iniziative del club service agrigentino. Il Premio sarà consegnato ai vincitori sabato 30 novembre 2018 alle 18,30, ad Agrigento, a Casa Sanfilippo. Il saluto del Presidente Freni ed un intervento introduttivo del dottor Enrico Fiorella, Past Presidente, la consegna dei riconoscimenti sarà preceduta da  un talk show sul valore della scrittura e sulla capacità di trasmettere messaggi di tipo sociale attraverso romanzi, componimenti poetici o saggi, condotto dal professor Francesco Pira sociologo e giornalista e Direttore della Rivista del Distretto “Lions Sicilia”.

Anche quest’anno la Giuria presieduta da Giuseppe Freni, e composta dal dottor Enrico Fiorella, past presidente e coordinatore del service, il professor Francesco Pira, presidente del Comitato Comunicazione, la dottoressa Mariella Antinoro, Cerimoniera, dalla professoressa Susy Iacona, Censore e dal  socio dottor Antonio Bongiorno, ha lavorato a lungo per selezionare i vincitori.

Questi i nomi dei premiati:  Premio Scrittura Creativa: Mariuccia La Manna, “Solo una vita”. Elisa Chillura, “E’ facile vivere a Palermo se sai cosa fare”,  Giuseppe Graceffa “Malaterra”. Premio alla carriera a Lorenzo Peritore, poeta dialettale e autore di “Rimaniamo in Rima e  “Rime di Speranza”, e al cantautore-scrittore Ezio Noto autore di “Tintinnabula” e “Mio padre non conosce la mia musica” . La Giuria ha attribuito un Premio Speciale Identità Siciliana  a Sebastiano Tusa, archeologo marino e autore del libro Euploia,  dove racconta le sue scoperte nel mare della nostra isola. Tusa è attualmente assessore tecnico alla cultura della Regione Siciliana.

Confermata anche l’attenzione per l’impegno nelle Pari Opportunita con un Premio Speciale alla scrittrice Marinella Fiume, che pubblicato saggi, biografie, racconti, romanzi, canzoni, collaborato con riviste e quotidiani e curato trasmissioni televisive sul tema con un impegno encomiabile.

Premio Speciale Giovani emergenti alla giovanissima scrittrice in erba Miriam Di Naro autrice del libro “Il percorso del cuore”.

Gli autori e le autrici e le case editrici, cosi come accaduto lo scorso anno, doneranno i loro volumi che il Lions Club Agrigento Chiaramonte donerà ad una biblioteca scolastica innovativa dell’Istituto “Rosario Livatino” di Porto Empedocle . Le motivazioni saranno rese note il giorno della premiazione.

Il Presidente Giuseppe Freni ha commentato: “Confermato il nostro impegno per valorizzare i talenti della nostra comunità  che con i loro scritti hanno riaffermato il valore della scrittura e questo sarà il filo conduttore del talk show che precederà la premiazione. Ringrazio tutte le premiate e i premiati che hanno confermato la loro presenza, i soci del nostro Club che hanno lavorato in Giuria  e il il Consorzio Universitario e di Ricerca e Studi Unicus di Agrigento”.

 

La presa di posizione dell’Assessore  del Comune di Agrigento Nello Hamel, sui disservizi nella raccolta differenziata, fa rimanere allibiti e senza parole!!!.

Cosa si vuole dai lavoratori!

Il Comune di Agrigento ha operato una decurtazione degli addetti al servizio di almeno 50 unità.

I lavoratori, per potere terminare la zona affidatagli, devono correre con ritmi assolutamente non compatibili con la normale serenità ed efficacia del lavoro.

Il lavoro di controllo sulla qualità del rifiuto deve essere svolto da personale specializzato accompagnato dalla Polizia locale e/o dai vigili ambientali.

Molti lavoratori ci riferiscono di continue polemiche con i cittadini utenti sulle modalità di come conferire i rifiuti differenziati.

Se si vuole che gli operatori e gli autisti procedano alla verifica del rifiuto conferito, si faccia un ordine di servizio con il quale si autorizza il personale a soffermarsi per i minuti sufficienti a verificare la qualità della differenziata.

La Fp Cgil propone, da tempo, il potenziamento dei servizi di Igiene ambientale nel Comune di Agrigento e le OO. SS. hanno chiesto di discutere nel merito. Purtroppo l’Ass. Hamel preferisce lasciarsi andare a dichiarazioni che offendono i lavoratori e contribuiscono a rendere meno efficace ed efficiente il servizio.

La FP CGIL, avverte, il Segretario Generale della Funzione pubblica, Enzo Iacono,  non permetterà che i problemi del servizio e l’insufficienza della manodopera, prevista dal nuovo appalto,si ripercuotano sui lavoratori e già in questa settimana ci sarà la mobilitazione dei lavoratori con le assemblee e lo sciopero previsto per il 20 novembre prossimo.

Giovedì 15 novembre 2018, a conclusione delle iniziative per il Centenario della fine della Grande Guerra organizzate dal Comitato Provinciale Acsi di Agrigento in collaborazione con il Comune di Siculiana, si svolgerà un corteo commemorativo che vedrà protagonisti gli alunni delle terze medie dell’Istituto Comprensivo  Garibaldi – Realmonte, sezione staccata di Siculiana.

Il corteo si muoverà alle ore 10,30 da Piazza Pio La Torre e, attraversando alcune delle vie dedicate ai Caduti, giungerà in Piazza Umberto Primo, dove gli alunni, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose, deporranno un omaggio floreale ai piedi del Monumento ai Caduti.

Durante lo svolgimento del corteo, a cura degli alunni delle terze medie, verranno lette le biografie di alcuni dei Caduti a cui sono intestate le vie cittadine.

A conclusione della manifestazione sarà svelata una targa marmorea celebrativa del Centenario, consegnate le nuove targhe toponomastiche intestate ai Caduti e recitato un componimento poetico della poetessa Giuseppina Mira.

 

Duro colpo inferto alla criminalità organizzata pugliese, calabrese e siciliana che controllava il mercato delle scommesse online. Le indagini, partite dalle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, hanno portato all’arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all’estero per oltre un miliardo. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non solo, scoperto dagli investigatori, è superiore ai 4,5 miliardi.

Un’imponente operazione internazionale, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha visto impegnati uomini della Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri e Direzione investigativa antimafia.
I reati contestati sono riconducibili all’associazione mafiosa, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio e autoriciclaggio, all’illecita raccolta di scommesse online ed alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.

Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine online attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il denaro accumulato illegalmente, il cui percorso è stato monitorato dalla Guardia di Finanza, veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome.

“Cerco chi clicca, non chi spara”. Dalle intercettazioni è emerso un cambio di mentalità delle organizzazioni criminali. Le nuove mafie hanno infatti bisogno di “quelli che cliccano” e “che movimentano i soldi” facendoli transitare da un Paese all’altro senza lasciar traccia delle transazioni online, non di quelli che fanno “bam bam”, cioè di quelli che sparano. “Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali, dice uno degli indagati intercettato dai finanzieri, e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada vanno a fare così: “bam bam”. Io invece, aggiunge l’uomo, cerco quelli che fanno così: “pin pin”, che cliccano, quelli che cliccano e movimentano. E’ tutta una questione di indice, capito?”.

Sessantotto provvedimenti restrittivi a carico di importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome. Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri hanno inoltre eseguito circa 80 perquisizioni; sequestri in Italia ed in numerosi Stati esteri per circa un miliardo di euro.

 

I carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato Ignazio Sicilia, 43 anni, già coinvolto in passato nell’operazione antimafia San Calogero eseguita nel 2005, per l’incendio degli arredi del ristorante “Maccicuni” di Favara, proprio dietro la centralissima piazza Cavour

Sicilia è stato immortalato dalle telecamere di video-sorveglianza poste in quella zona dare fuoco agli arredamento dell’esercizio commerciale e dileguarsi a piedi.

Ma c’è dell’altro. Gli inquirenti stanno procedendo a contestazione nei confronti di Ignazio Sicilia anche per un altro episodio incendiario: si tratta dell’intimidazione ai danni di Gaspare Volpe, alias “Baddari”, ex datore di lavoro della scomparsa Gessica Lattuca. Il 23 settembre scorsa la Audi di Volpe era stata bruciata davanti casa.

Secondo gli inquirenti l’autore del gestore – immortalato ancora una volta dalle telecamere e per questo denunciato all’autorità giudiziaria – sarebbe Ignazio Sicilia che avrebbe agito con un complice la cui identità è al vaglio degli inquirenti.

Intanto il giudice Alessandro Quattrocchi non ha convalidato l’arresto di Ignazio Sicilia – difeso dall’avvocato Giuseppe Barba ma sostituito in udienza dall’avvocato Tatiana Pletto –  poiché il titolo di reato contestato – ovvero violazione degli obblighi della sorveglianza speciale – contemplava una prescrizione generica rispetto al titolo di reato – danneggiamento aggravato a seguito di incendio – non contestato dal pm Antonella Pandolfi nella richiesta di convalida. Il giudice non ha ritenuto opportuno, dunque, neanche applicare qualsiasi misura cautelare accogliendo le istanze del difensore non ravvisando esigenze cautelari. Pertanto Ignazio Sicilia è stato immediatamente rimesso in libertà e scarcerato.

E’ stato ammesso al rito abbreviato l’ex direttore delle Poste di Agrigento – S.C. – accusato di essersi appropriato di circa 300 mila euro mediante prelievi effettuati sui libretti giudiziari in custodia a Poste italiane s.p.a..

Il Gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha, dunque, accolto il rito alternativo chiesto  dalla difesa dell’ex direttore delle Poste di Agrigento.

Il caso, tuttavia, appare singolare poiché le somme di cui si sarebbe appropriato l’imputato, assistito dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sembrerebbero, così emerge dagli atti di indagine, essere stati interamente destinati al consumo di Gratta e vinci, all’epoca dei fatti venduti anche presso le Poste.

Per tale motivo sono stati anche nominati due consulenti per effettuare perizia psichiatrica sull’imputato e valutare se realmente fosse affetto da ludopatia, condizione questa, che porterebbe ad una incapacità di intendere e di volere al momento del fatto: si tratta della d.ssa Cristina Camilleri, nominato dal Gup, mentre il professore Eugenio Aguglia, direttore del reparto psichiatria del Policlinico di Catania è il perito nominato dalle difese.

Gli esami peritali inizieranno il prossimo 26 novembre mentre per il 26 febbraio sarà escusso proprio il consulente del Tribunale.